Love & Comics – Another Story

Ritorno a casa

Sono stata a Londra per 10 giorni e ora è arrivato il momento del ritorno a casa. Misaki ed io abbiamo passato delle giornate fantastiche, compreso il capodanno. Però tra pochi giorni entrambi riprenderemo le lezioni, e dato il fuso orario non posso fermarmi più a lungo.

–         È arrivato il momento di salutarci, Chiaki. Hanno già annunciato il tuo volo.

–         Già, devo andare.

La situazione è l’opposto di quando è partito tre mesi fa. È stato bello rivederlo, ma ora la separazione sarà di nuovo dura. Però non devo farmi scoraggiare ora. Ho visto che Misaki qui è felice, quindi devo essere felice per lui. Non posso essere egoista e obbligarlo a stare con me. E poi tre mesi passeranno in fretta.

Non so se si è reso conto del mio turbamento, ma mi stringe in un abbraccio.

–         Ancora tre mesi e tornerò anch’io in Giappone. Non sai quanto sia difficile per me starti lontano. La prossima volta che dovrò fare un viaggio così lungo voglio che tu venga con me ad ogni costo. Non credo di poterlo sopportare ancora.

Quindi prova anche lui le stesse cose che provo io. Ha sempre fatto in modo di tirarmi su il morale, ma anche lui soffriva la lontananza esattamente come me. E forse la scenata di gelosia esagerata che ha avuto la scorsa settimana è dovuta proprio all’essersi tenuto tutto dentro. Ha sopportato tre mesi senza potermi vedere e quando è tornato e ha visto quella scena ha reagito come se il suo sforzo fosse stato vano.

–         Misaki, scusa se ho abbracciato Sasaki-san l’altro giorno. Dovrei controllarmi di più a volte.

–         Perché tiri fuori questo discorso ora?

–         Perché ho capito che ti sei sentito esattamente come me in questi tre mesi e penso che probabilmente avrei reagito allo stesso modo.

–         Quello che è successo quel giorno è acqua passata, non pensarci più. Ora però devi andare veramente, altrimenti rimani a terra.

Ci salutiamo con un bacio e poi mi incammino verso l’aereo.

Già mi manca. Guardo il ciondolo che mi ha regalato. Devo farmi forza e affrontare i prossimi tre mesi con uno spirito diverso. Mi impegnerò nello studio, ma cercherò anche di svagarmi con gli amici. Ce la farò.

Tre mesi dopo

–         Allora, Chiaki. Sei pronta? Facciamo tardi.

–         Arrivo Mamoru-kun. Eccomi.

Non sto più nella pelle. Il volo di Misaki atterra tra un paio d’ore e Mamoru è venuto a prendermi con Kentaro per andare all’aeroporto.

Questi tre mesi sono passati velocemente. Ogni tanto mi facevo prendere dallo sconforto, ma poi pensavo che probabilmente anche Misaki si sentiva nello stesso modo, così mi impegnavo a superare il momentaccio.

Finalmente siamo all’aeroporto. Manca ancora mezz’ora prima dell’arrivo dell’aereo di Misaki.

–         Corri, corri ma siamo comunque in anticipo.

–         Meglio in anticipo che in ritardo. Andiamo a cercare i miei genitori.

–         Sì.

Ecco i genitori di Mamoru-kun e Misaki. Dato che c’è ancora da aspettare andiamo al bar a prendere qualcosa da bere. Poi finalmente annunciano l’atterraggio dell’aereo da Londra.

Mi avvicino all’uscita dei passeggeri. C’è tanta gente, spero di vederlo. La folla comincia a diradarsi. Possibile che non scenda?

Un momento, eccolo. Finalmente. Senza pensarci due volte inizio a correre verso di lui. Appena mi vede anche lui mi viene incontro e ci abbracciamo e baciamo.

–         Chiaki, finalmente. Non sai da quanto aspetto questo momento. Mi sei mancata.

–         Anche tu mi sei mancato.

Finalmente questi sei mesi sono passati. Ora possiamo vederci quando vogliamo. Il nostro rapporto ha superato anche questa difficoltà e si è rafforzato ancora di più. Misaki, ti amo.