Love & Comics – Another Story

Faccia a faccia

–         Eccoci arrivati. Questa per ora è casa mia.

–         Per ora?

–         In realtà dovrei stare al campus, ma ci sono dei lavori in corso così mi sono dovuto arrangiare. Siediti pure, ti prendo qualcosa da bere.

Si sta sforzando di parlare normalmente con me, ma lo vedo benissimo che è turbato. È freddo con me. Inoltre non mi guarda in faccia nemmeno quando mi parla.

–         Ecco, ora mi spieghi cosa ci fai a Londra? Da sola per giunta. Dov’è finito quel, come si chiama? Ah, sì. Sasaki-san. Ti sei stancata pure di lui?

–         Sasaki-san non c’entra niente adesso. Io sono qua perché volevo vedere te.

–         Cos’è? Lui ti ha lasciato e ora vuoi tornare con me? Non sono mica un rimpiazzo.

–         Basta con questa storia! È da quel giorno che provo a contattarti ma non me ne hai dato la possibilità. Hai visto quella scena, hai tratto le tue conclusioni e non mi hai neanche lasciato dire la mia versione. Quando tuo fratello mi ha detto che eri già tornato a Londra ho deciso di raggiungerti. Ora mi fai parlare senza continuare a trattarmi come se fossi una poco di buono, per favore.

Forse ho avuto una reazione esagerata, ma stava dicendo cose senza senso. Ma per chi mi ha preso? Possibile che non mi conosca?

–         D’accordo. Ti lascio parlare. Avanti, cos’hai da dirmi?

–         Voglio chiarire una volta per tutte cosa è successo quel giorno. Innanzitutto non ti ho mai tradita con Sasaki-san. Lui è solo un amico con cui ho iniziato a parlare ultimamente, dato che passavo le mie giornate alla biblioteca dove lavora.

–         Però quell’abbraccio non mi sembrava tanto una cosa che si fa tra amici.

–         Quello era dovuto all’impeto del momento. Mi è venuto istintivo quando mi ha dato il regalo di Natale.

–         E che cos’era questo fantomatico regalo che ha fatto sì che lo abbracciassi in quel modo? Sono curioso.

–         Un biglietto di andata e ritorno per Londra. Mi aveva appena regalato la possibilità di rivederti.

Ha cambiato modo di guardarmi. Deve aver capito il suo sbaglio. In quel momento, però, arriva una ragazza dal piano di sopra.

–         [Buongiorno Misaki, dov’eri finito. Mi sono svegliata e non c’eri.]

–         [Ciao Maggie. Sei tu che hai dormito troppo.]

–         [Dovresti ben sapere cosa ho fatto ieri fino a notte inoltrata. Pretendi poi che mi alzi all’alba?]

–         [Vuoi dare la colpa a me, ora? Sei stata tu ad accettare. Comunque ora non è il momento di parlare di questo.]

Ditemi che non è vero. Ci siamo lasciati da pochi giorni e già è andato a letto con un’altra. Iniziano a parlare di me. Mi sento completamente fuori luogo.

–         [Oh, non l’avevo vista. È una tua amica?]

–         [Lei è Chiaki.]

–         [Quella Chiaki? Ma non vi eravate lasciati?]

–         [È stato lui a lasciare me. Pensavo di riportare le cose com’erano venendo qui, ma mi sbagliavo. A questo punto è meglio che me ne torni in Giappone.]

Stavo per andarmene, quando Misaki interviene.

–         Ma che ti prende? Chi ti ha detto di andartene?

–         Sono di troppo qua. Ho capito che non mi vuoi più, dato che hai già trovato un’altra.

–         Ma cosa dici? Lei è solo una mia compagna di corso. La casa è sua, mi sta solo ospitando.

–         E di cosa parlava prima? Stare alzati fino a notte inoltrata a fare cosa?

–         Ti rendi conto che ti stai comportando esattamente come mi sono comportato io? Abbiamo semplicemente parlato. Sono arrivato a casa ieri completamente distrutto e lei mi ha aiutato a sfogarmi. Siamo andati avanti a parlare fino alle 3 di notte.

–         [Ci sono dei problemi? Io non capisco la vostra lingua.]

–         [No, Maggie. Tutto a posto. Comunque, lei è Chiaki, la mia ragazza, sempre che lo voglia ancora. Chiaki, lei è Maggie.]

–         La tua ragazza?

–         So di essere stato uno stupido l’altro giorno. Ero accecato dalla gelosia. Anche se continuavano a dirmi che non era possibile, io non cambiavo idea. Puoi perdonarmi?

–         Come potrei non perdonarti? Ti amo troppo.

Non posso far altro che scoppiare a piangere tra le sue braccia per la felicità.

–         [Vi lascio soli. Ho delle commissioni da sbrigare.]

Siamo rimasti soli. Misaki mi passa una mano tra i capelli e alza il mio sguardo verso di lui.

–         Non devo chiederti il permesso per baciarti, vero?

Stavamo per baciarci, quando lo interrompo.

–         Aspetta, prima ti restituisco questo.

Prendo dalla tasca il suo anello e glielo rimetto. Ora possiamo baciarci di nuovo. Dopo quasi tre mesi siamo di nuovo insieme. Approfittiamo della casa libera e ci lasciamo coinvolgere dalla passione.

–         Non lasciarmi più, Misaki.