Love & Comics – Another Story

Dolce Risveglio

È una bellissima sensazione svegliarsi sentendo il suo respiro e il battito del suo cuore.

– Chiaki-chan, sei sveglia?

– Sì, buongiorno Misaki-kun.

– Che ne dici, ci alziamo?

– Non possiamo rimanere così ancora un po’?

Rimaniamo così ancora per qualche minuto. Misaki-kun mi accarezza i capelli.

– Senti, già che siamo qui. Passiamo la giornata al mare oggi? Non hai impegni, vero?

– No, devo solo avvisare a casa che non rientro per pranzo. Ma come ci vengo al mare? Non ho il costume.

– Di questo non ti devi preoccupare, ne compriamo uno. Ora andrei a farmi una doccia però.

Misaki-kun scende dal letto. Io mi ricorico e appoggio la testa sul suo cuscino. Riesco a sentire il suo odore. Mi torna in mente ieri sera. È stato gentilissimo con me. Quando ha capito che ero un po’ tesa ha fatto di tutto per mettermi a mio agio. Poi mi ha guidato in quelle situazioni che per me erano nuove. È stato veramente fantastico.

– Sei ancora lì? Non hai proprio intenzione di alzarti oggi?

– Adesso mi alzo.

Si avvicina a me e mi dà un bacio. Ha un dolce profumo addosso.

– Se vuoi farti una doccia il bagno è libero. Puoi usare questo accappatoio. L’ho fatto preparare apposta per te. Poi lì Minami-san ha messo i vestiti con cui sei arrivata ieri.

– Sì, grazie. Vado subito.

– Quando hai finito andiamo a fare colazione. Poi andiamo al mare, d’accordo?

– Certamente.

Faccio una doccia veloce e mi rivesto. Esco dal bagno con i capelli sciolti e ancora un po’ bagnati. Vediamo se ritrovo l’elastico.

– Lasciali sciolti, stai benissimo.

– Ma sono scomodi. Tra l’altro sono ancora bagnati.

– Appunto. Rischi solo di rovinare i tuoi splendidi capelli. Te li leghi poi quando saranno asciutti.

– Va bene, ma solo perché me lo chiedi tu.

Scendiamo a fare colazione. Sicuramente è stata Minami-san a preparare tutto.

– Hai avvertito a casa che rimani qua ancora un po’?

– No, non ancora. Meglio che lo faccia subito.

Chiamo a casa. Spero che risponda la mamma. Papà dovrebbe essere già uscito per andare a lavoro.

– Pronto.

– Ciao mamma, sono Chiaki.

Per fortuna ha risposto lei.

– Chiaki, tesoro. Allora? Tutto bene?

– Sì mamma.

– Quando arrivi a casa mi racconti poi. Hai bisogno che hai chiamato?

– Sì. Volevo dirti che non rientro per pranzo. Mi fermo qua ancora un po’. Siamo al mare e abbiamo deciso di andare in spiaggia.

– D’accordo tesoro. Divertiti.

– Sì, mamma.

Stavo per staccare quando mio padre prende la cornetta del telefono in mano.

– Chiaki, sei tu? Mi spieghi dove sei? Quando torni a casa?

Sento di sottofondo mia madre che cerca di riprendersi il telefono dicendo che sono da un’amica e che siamo andate a fare un giro al mare. Non mi sembra che però le creda.

– Papà, torno per cena. Ora calmati.

– Calmarmi? Sei stata via tutta la notte. Come posso calmarmi?

– Piuttosto, mi spieghi come mai sei a casa a quest’ora? Non dovresti essere a lavoro?

– Ecco, io…

Mia madre riprende il telefono.

– Era preoccupato per te, Chiaki. Ha detto che se tu non avessi chiamato, sarebbe venuto a cercarti e non è andato a lavoro. Ora però lo faccio andare subito. Ciao tesoro. Ci vediamo stasera.

– Ciao mamma.

Finalmente ha staccato il telefono. E io che pensavo di evitare di parlare con papà.

– Problemi?

– No, solo che ho un padre un tantino apprensivo. Comunque tutto a posto.

– Allora abbiamo la giornata per noi.

– Sì.

Non devo pensare a papà adesso. Ora voglio divertirmi. Ci penserò quando tornerò a casa.