Love & Comics – Another Story

La partenza di Misaki

Il giorno della partenza è arrivato. Non pensavo arrivasse così in fretta, ma purtroppo è così. Oggi Misaki partirà per Londra. Staremo lontani sei mesi, sei lunghi mesi.

– Chiaki, sei sveglia? Se non ti sbrighi farai tardi.

– Sì, mamma. Sono pronta.

– Prima di uscire, mangia qualcosa.

– Non ho fame ora. Preferisco andare via subito. Non voglio fare tardi.

– Sei sicura di voler andare da sola? Non vuoi che ti accompagni?

– No, preferisco così.

L’autobus per l’aeroporto è puntuale. Sembra che tutto voglia che il momento del nostro addio arrivi in fretta. Sono arrivata. Chissà se Misaki e la sua famiglia sono già qui.

– Chiaki-chan, sei qui. Mio fratello è già dentro a sbrigare le ultime faccende burocratiche.

– Ciao Mamoru-kun, stavi aspettando me?

– Sì, così ti porto da lui. Ne ho approfittato per allontanarmi anche dai miei genitori.

– Il tuo rapporto con loro non è migliorato a quanto pare.

Non risponde. Credo che la situazione non sia affatto migliorata. Ora che Misaki va via penso che avrà ancora più problemi a comunicare con loro.

– Ecco, sono laggiù. Misaki ti starà aspettando.

È laggiù che saluta i suoi genitori. Non mi ha ancora visto. Ecco, ora mi sta guardando. Mi viene incontro.

– Chiaki, sei arrivata finalmente.

– Ciao Misaki.

Perché non riesco a parlare con lui come al solito? Qualcosa mi blocca. Rimaniamo in silenzio. All’improvviso interviene sua madre.

– Ragazzi, avrete un sacco di cose da dirvi. Vi lasciamo un po’ soli.

Si allontanano e ci lasciano soli. Devo riuscire a parlarci, ma ogni volta che ci provo sento che mi viene da piangere .

– Il giorno della partenza è arrivato, Chiaki.

– Già.

Non riesco ad alzare lo sguardo. Non voglio piangere davanti a lui.

– Chiaki, guardami.

Si avvicina a me e fa in modo che lo guardi in faccia. Appena il mio sguardo incrocia il suo le lacrime iniziano a rigarmi il viso.

– Misaki, non volevo che mi vedessi piangere. Ma non riesco più a trattenermi.

– Chiaki, sono solo sei mesi. Vedrai che passeranno in fretta. Poi ci sentiremo tutti i giorni, te lo prometto. Appena mi sarò sistemato ti chiamerò.

– Ma mi mancherai comunque.

– Anche tu mi mancherai Chiaki. Ma farò in modo che la distanza che ci sarà tra di noi non sia inutile. Mi impegnerò nello studio e tornerò da te. Ora me lo dai un bacio?

Mi asciugo le lacrime e lo bacio. Un lungo bacio d’addio. In quel momento annunciano l’imbarco passeggeri dell’aereo che deve prendere Misaki. Deve andare.

– Chiaki, è ora. L’aereo sta per partire. Ah, quasi dimenticavo. Prenditi cura di Mamoru. Sono preoccupato per lui. Cerca di supportarlo se dovesse avere bisogno.

– Certo, conta su di me. Se avrà bisogno di consigli, io sarò sempre disponibile.

– Ora vado, i miei genitori li ho già salutati prima. Ciao Chiaki.

Se ne va. Lo seguo con lo sguardo finché riesco. Ricomincio a piangere. Ora però non c’è nessuno che mi può consolare. Mi volto verso l’uscita e vedo Hiro-kun. Ma cosa ci fa qua?

– Chiaki-chan, perché non mi hai detto niente?

– Hiro-kun…

Non so perché è qui, ma scoppio a piangere sulla sua spalla. Lui non dice niente e mi sorregge. Hiro-kun, grazie. Sei un vero amico.