Love & Comics – Another Story

Amicizia

Non so per quanto tempo sono rimasta appoggiata alla spalla di Hiro-kun. Credo di aver sfogato tutte le lacrime su di lui. Ora mi sento un po’ meglio, lo devo ammettere.

– Finalmente hai smesso di piangere, Chiaki-chan. Va un po’ meglio?

– Sì, anche se ne sento già la mancanza.

– Ma perché non me lo hai detto? Ti sei tenuta tutto dentro.

– È successo tutto all’improvviso… A proposito, come mai sei qua?

– Mi ha chiamato tua madre preoccupata. È stata lei a dirmi che Matsuo-kun sarebbe partito per Londra oggi. Appena l’ho saputo ho chiesto a Kaito di accompagnarmi qua. Anche lui non sapeva niente.

– C’è anche Kaito-kun?

Guardo verso l’uscita. Kaito-kun è là seduto in attesa di Hiro-kun. Non mi ero accorta di lui.

– Ha preferito che venissi avanti da solo. Ora mi spieghi perché Matsuo-kun è partito? Tua madre non mi ha detto altro. Solo che sarebbe partito oggi e che eri distrutta.

– Semplicemente è stato selezionato per partecipare a un programma di studi a Londra della durata di sei mesi.

– E tu non lo hai fermato?

– No, non avrei mai potuto farlo. Sono stata io a dirgli di accettare. Non poteva perdere un’occasione simile. Il problema è che non pensavo di soffrire così la sua partenza.

– Chiaki-chan, credo che tu abbia fatto la scelta giusta. Sei mesi passeranno in fretta, vedrai.

– Lo spero tanto. Ora so soltanto che mi manca, ma che ormai non posso più tornare indietro.

Chissà se i genitori di Misaki sono ancora qua? Ci hanno lasciato soli, dovendo rinunciare agli ultimi minuti con il figlio. Vorrei ringraziarli. C’è un po’ di casino che viene da fuori. Vedo Kaito-kun che sta andando a vedere.

– Che starà succedendo? Vieni, Chiaki-chan. Andiamo a vedere.

– Arrivo, non tirare.

Ci avviciniamo. Kaito-kun sembra voglia calmare le persone che stanno litigando. Che le conosca? Un momento! Ma sono i genitori di Misaki. Credo mi abbiano visto.

– Chiaki-chan, diglielo tu a mio figlio che ogni tanto potrebbe anche venire a dormire a casa. Non può sempre stare da Kentaro-kun.

– Mamma, io faccio quello che voglio. Non puoi obbligarmi a stare a casa. Anzi, stavo pensando di trasferirmi da Kentaro.

– Non dire sciocchezze. Hai solo 17 anni, non ti permetterò di fare una cosa simile.

– Ancora per un mese, poi sarò libero di fare quello che mi pare.

– Ma per questo mese comando ancora io, signorino. Quindi ora mi ascolti e torni a casa con noi.

La situazione sta degenerando. Possibile che l’assenza di Misaki abbia portato a una situazione del genere. Forse è meglio intervenire.

– Scusate. Io non vi conosco, ma non vi siete accorti che state dando spettacolo? Non è meglio parlarne con più calma?

Hiro-kun, ma cosa? Come mai è intervenuto lui?

– Lascia stare, Hiro-kun. Ci penso io. Mamoru-kun, signora, forse è meglio che vi calmiate. Mamoru-kun, tua madre ha ragione. Non puoi sempre stare fuori. Pensa anche a come si sente lei in questo momento. Misaki è partito e tu vuoi andare a tutti i costi da Kentaro-kun. Non dico non dobbiate vedervi, ma pensa anche agli altri.

– Lo so benissimo che sentono la mancanza di Misaki, cosa credi? Però già in queste due settimane che voi eravate alla casa al mare mi sono dovuto fermare a casa a dormire tutti i giorni. Direi che oggi posso anche andare da Kentaro, no?

E ora? A chi do ragione? Non sapevo che Mamoru-kun si fosse fermato a casa a dormire durante queste due settimane. Vorrei stare dalla parte di Mamoru-kun, ma non vorrei mettermi contro i genitori di Misaki.

– Chiaki-chan, ti vedo in difficoltà. Posso chiederti una cosa? Ma tra Mamoru-kun e Kentaro-kun che relazione c’è?

– La stessa che c’è tra te e Kaito-kun.

– Allora avevo capito bene. Senti, posso fare un tentativo?

– D’accordo, ma cos’hai in mente?

– Aspetta e vedrai.

Che vuole fare Hiro-kun? Ha trovato una soluzione?

– Se mi permettete intervengo anche io. Mi chiamo Hanamori Hiroshi e conosco vostro figlio Misaki, oltre ad essere il migliore amico di Chiaki-chan. Forse ho una soluzione, così magari la smettete di litigare. Allora, Mamoru-kun. Puoi sempre passare la giornata con Kentaro-kun e rientrare a dormire, no? Almeno fai contenta tua madre.

– Credo che lei non sia contenta comunque. Vorrebbe che non vedessi per niente Kentaro. Non è forse così mamma?

– Non è il momento di parlare di queste cose. Mamoru, quando capirai che quello che fai è sbagliato? Non sai quanto soffra nel vederti così.

– Perché dovrebbe essere sbagliato? Ognuno è libero di vivere come vuole e amare chi vuole. Mamoru-kun, sei già fortunato, sai? Anche se contrariata, tua madre ti lascia fare. La mia invece non ne voleva sapere.

– Vuoi dire che…

– Sì, lui è uno degli amici di cui ti avevo parlato.

– Ora ho capito perché sei intervenuto. D’accordo. Mamma, ti va bene se sto con Kentaro oggi e rientro a dormire?

– Va bene, penso che debba accontentarmi. Torni in città con noi?

– No, Kentaro sta venendo qua. Torno con lui. Ci vediamo stasera.

– Va bene, non fare troppo tardi.

Per fortuna si è risolto tutto. Almeno per ora. Certo che non so se è meglio la situazione di Mamoru-kun o quella che aveva Hiro-kun.

– Chiaki-chan, grazie per essere intervenuta. E anche a te, Hanamori-kun, grazie.

– Figurati. Senti, ti lascio il mio numero. Per qualunque problema, chiamami. Ti aiuterò volentieri.

– Grazie Chiaki-chan.

Dopo aver passato il numero a Mamoru-kun, aspettiamo l’arrivo di Kentaro-kun e poi ci allontaniamo dall’aeroporto. Forse non è bello pensarlo, ma questa faccenda mi ha fatto, per un attimo, dimenticare la partenza di Misaki. Riuscirò a superare questi sei mesi e, quando ci rincontreremo, ci ameremo ancora di più.