Love & Comics 2

La cena – Hiroshi

Eccoci al ristorante. Appena arrivati al tavolo le ragazze si allontanano per andare ai servizi e io e Kaito rimaniamo da soli.

– Kaito, quella ti sta sempre appiccicata.

– Sì, non sai che fastidio che mi dà. Non sopporto certi comportamenti. Invece Arina-chan è molto tranquilla. Mi spiace che sia stata coinvolta in questo casino.

– Dispiace pure a me. Spero non si illuda.

In quel momento entra nel ristorante una coppia. Mi sembra di conoscerli. Ma certo, ho capito chi sono.

– Kaito, ma quelli sono Chiaki-chan e Matsuo-kun. Ho fatto fatica a riconoscerli.

– Hai ragione Hiro, sono loro. A quanto pare la giornata è andata bene.

Lo penso anch’io. Si tengono per mano e sembrano felici. Ho stentato a riconoscerli perché non avevo mai visto Chiaki-chan vestita così. Ha un abito lungo e i capelli sciolti. Mi ha sempre detto che gli abiti lunghi le intralciano i movimenti e che i capelli legati sono più comodi.

Ci hanno visto. Si stanno avvicinando al nostro tavolo.

– Hiro-kun, Kaito-kun. Cosa ci fate qui?

– Ciao Chiaki-chan. Ciao Matsuo-kun. Io e Kaito-kun siamo qui perché…

Non faccio in tempo a finire la frase che arriva Shizuka con Arina e continua lei.

– Sono qui con noi. Ti sembra strano che abbiano un appuntamento con delle ragazze al sabato?

Certo che le sembra strano. Chiaki-chan sa benissimo la relazione che c’è tra me e Kaito.

– Loro due un appuntamento con voi? Hiro-kun, mi spieghi cosa succede?

– Chiaki-chan, possiamo riparlarne domani? Prometto di raccontarti tutto. Non voglio rovinarti la serata con Matsuo-kun.

– Sei sicuro? D’accordo. Ne parliamo domani allora. Misaki-kun, possiamo andare al tavolo se vuoi.

– Sì, andiamo. Kurosawa-kun, Hanamori-kun, non so perché siete qua con loro, ma buona serata.

– Grazie Matsuo-kun. Buona serata anche a voi.

Dall’ultima frase di Matsuo-kun mi è venuto da pensare che anche lui sia al corrente di cosa c’è tra me e Kaito. Forse glielo ha detto Chiaki-chan o l’ha capito da solo. Ora meglio pensare a concludere la serata senza che succeda niente di irreparabile.

– Kurosawa-senpai, possiamo ordinare?

– Certo, Shizuka-chan. Chiamo il cameriere.

Durante la cena solo Shizuka-chan ha continuato insistentemente a parlare di se e a provarci con Kaito. Monopolizzava tutti i discorsi. Al contrario Arina-chan era sempre silenziosa.

– Io mi assento un attimo, scusate.

– Aspetta Hiro-kun. Vengo con te. Non vi dispiace ragazze se vi lasciamo un attimo sole?

– Senpai, torna presto. Mi sento sola senza di te.

Finalmente, non ne potevo più di sentirla. Ci dirigiamo verso i servizi.

– Non c’è nessuno Hiro. Finalmente siamo soli.

– Ma quanto parla quella? Non sta zitta un secondo. Sua sorella invece è l’esatto contrario.

– Hiro, non pensarci ora.

Kaito chiude a chiave la porta e mi bacia.

– Va meglio adesso, vero?

– Sì, grazie Kaito. Peccato che dovremo tornare di là.

– Già, è un vero peccato. Però possiamo stare qua da soli ancora per un po’.

In quel momento sentiamo bussare alla porta.

– Come mai è chiuso qua? C’è qualcuno dentro?

– Sì, scusate. Devo aver chiuso per sbaglio. Ora apro.

– Mi sa che non riusciamo a rimanere soli. Meglio sbrigarsi Kaito.

Ritorniamo dalle ragazze, paghiamo il conto e usciamo. Kaito ha voluto pagare anche la mia parte. Dice che è per ringraziarmi per aver sopportato quello che è successo. Ora ci dirigiamo in discoteca. Per ora Shizuka-chan non è andata oltre all’agganciarsi al braccio di Kaito. Ho paura che in discoteca farà di tutto per separarci. Devo tenere gli occhi ben aperti.