Gelosia – parte 1

Una lezione allettante

Il giorno dopo i gemelli si svegliarono molto tardi dato che quella notte era stata ricca di emozioni intense quanto contrastanti. Difatti, se fosse stato per loro, avrebbero continuato a dormire ma in tarda mattinata furono chiamati dalla madre che, facendo irruzione nella stanza, dopo aver aperto le tende per far entrare la luce, li prese in giro dandogli dei ghiri visto che erano le 11.00 passate. I due ovviamente mugolarono di disappunto, lamentandosi e coprendosi con il lenzuolo che portarono fin sopra la testa, ma nonostante tutto restarono sotto le coperte. La donna sentendoli si mise a ridere e, prendendo il vassoio che a causa di tutto quello che era successo la sera prima avevano lasciato sul comodino, uscì dalla stanza intimandogli di alzarsi se non volevano che risalisse e tirasse le coperte all’aria così da farli uscire.

Sentendo la porta chiudersi Kaoru sbuffò sonoramente ma alla fine, sapendo che era tardi e che la madre era capacissima di mettere in pratica quanto detto, cercò di alzarsi seppur lentamente in quanto si sentiva ancora tutto indolenzito. Una volta seduto, si girò a guardare il fratello ancora sdraiato al suo fianco e, non resistendo, gli si stese sopra appoggiando la testa sul suo torace mormorando:

“Buongiorno”.

“Giorno…” rispose l’altro ancora assonnato “uffa…volevo dormire ancora…” si lamentò stringendolo dolcemente.

“Anch’io… Però oramai visto che siamo svegli perché andiamo a sistemare i regali sotto l’albero? Dobbiamo anche incartarne un po’…” propose.

“Si, sarà meglio…” rispose sbadigliando.

Così dopo qualche carezza si alzarono e, appena si furono lavati e vestiti, senza fare colazione dato che ormai era troppo tardi visto che da lì a poco avrebbero dovuto pranzare, iniziarono a dividere ed impacchettare i regali. Quelli per i membri dell’host club li misero da una parte e i loro, compresi quelli dei genitori, da un’altra. Una volta che ebbero fatto tutto, misero quelli degli amici in un una bella ed elegante busta, mentre gli altri li portarono sotto l’immenso albero situato in salone anche se i loro, quelli veri e propri, li avevano direttamente lasciati in camera da letto dato che avevano intenzione di scambiarseli una volta tornati a casa insieme alle carezze che non sarebbero di sicuro mancate. Quando ebbero finito, visto che tra carte, fiocchi e bigliettini ci misero non poco, si era ormai fatta ora di pranzo e si diressero in salone dove, sedutisi a tavola, la madre li informò dei progetti che aveva per quelle feste e del fatto che i nonni sarebbe arrivati il giorno di natale partendo la mattina stessa da Osaka. I gemelli a quella notizia esultarono, adoravano entrambi. Hikaru in particolare suo nonno che gli dava sempre qualche lezione di pittura e Kaoru la nonna poiché gli piaceva seguire le sue lezioni di ikebana, un’arte per la quale era molto portato. Finito il pranzo i quattro si divisero, i genitori uscirono per partecipare ad un’asta di beneficenza e, dato che loro erano rimasti soli, Kaoru chiese:

“E noi che facciamo?”.

“Ti va uscire? Possiamo portare i regali all’host club e metterli sotto l’albero” propose Hikaru.

“Ma la scuola sarà chiusa, oramai ci sono le vacanze ed aprirà solo per la nostra festa, lo sai!”.

“Mhh hai ragione…però mi sarebbe piaciuto… Allora non so, andiamo a prenderci un tè da qualche parte?”.

“Ma perché vuoi uscire a tutti i costi? Fa freddo e piove…che ne dici invece di guardare un film?”.

“Eh? Non so così…certo che mi va, che domande fai?”.

“Dai andiamo allora, il DVD te lo lascio persino scegliere, hai visto che bravo che sono?” rise Kaoru afferrandolo per la vita e incamminandosi verso la camera.

“Ma che onore…” lo prese in giro “allora vediamoci la cena dei cretini”.

“Ah-ah-ah molto spiritoso” rispose stendendosi sul letto.

Divertito da quella reazione Hikaru si diresse verso la libreria e, presa la custodia, dopo averla aperta ed inserito il dischetto nel lettore, sorridendo si sedette sul letto col fratello. Poi, una volta accomodatosi per bene, prese il telecomando e spinse play, adorava quel film.

Essendo finalmente uno a fianco all’altro Kaoru gli si avvicinò e lo abbracciò poggiandogli la testa sul petto ed il gemello, come era solito fare, prese ad accarezzargliela ma nel frattempo non smetteva di ridere, quel film era troppo scemo, lo faceva impazzire. Ovviamente anche Kaoru si stava divertendo vedendo quella commedia però per lui aveva molta più importanza quella mano che non smetteva di accarezzarlo così, appena apparvero i titoli di coda, senza pensarci due volte si allungò e gli diede un bacio sul collo. A quel gesto Hikaru, distogliendo gli occhi dal televisore, gli sorrise poi, continuando a lisciargli i capelli, disse:

“Chissà che regali ci porteranno i nonni…non vedo l’ora che arrivi dopodomani. Piuttosto, stavo pensando…quando saremo alle terme che ne dici di prenotare le vasche per un’intera serata solo per noi?”.

“Sarebbe favoloso! Ma si potrà veramente fare? Si, anch’io voglio rivedere la nonna sono impaziente di mostrarle i miei progressi” rispose entusiasta.

“Non lo so, proverò a chiedere” affermò pensoso.

“Siiiiii!!! Non vedo l’ora di partire sarà fantastico, cioè ci pensi io e te da soli…” disse con gli occhi brillanti dalla gioia.

Tuttavia, nel sentire quelle parole, ad Hikaru venne un tuffo al cuore poiché si ritrovò a pensare:

‹‹Oddio io e lui da soli…non ci avevo pensato… Soli…giorno e soprattutto notte….cavoli!›› ma, per non far capire il suo stato d’animo e cercando di non far trapelare la preoccupazione dalla sua voce, rispose “emhh…si….non vedo l’ora…”.

Così Kaoru, che non si era accorto del suo tono incerto, lo abbracciò stretto e poi, essendosi ricordato di un piccolo quanto immenso dettaglio, lo rimproverò scherzosamente:

“Ora che ci penso….ancora non mi hai dato nemmeno un bacio oggi, non si fa mica così!”.

“Accidenti hai ragione….vediamo di rimediare” rispose l’altro tra lo scherzoso ed il serio dandogli un bacio sulla fronte.

“Eeehhh!? Tutto qui?” si lamentò.

“Come tutto qui…? Ma guarda…questa è colpa mia che ti ho viziato troppo…” e nel dirlo sorrise, dopo di che gliene diede uno sulle labbra.

“Viziato? Non credo proprio! Con te me le devo sempre sudare le cose o prendermele…” dichiarò malizioso per poi afferrargli il bavero della maglia e dargli un bacio molto più profondo e sensuale di quello che aveva appena ricevuto.

A quel gesto Hikaru lo ricambiò con la medesima enfasi ma quando fu senza fiato si staccò e ridendo affermò:

“Certo…mi devi guadagnare!”.

“E allora perché tu invece ti ritrovi sempre tutto facile? Sono troppo buono ” scherzò.

“No, sono io che so come prenderti…non togliermi meriti”.

A quelle parole Kaoru gli fece una linguaccia e quindi, con una punta di malizia, disse:

“Sarà….allora vuol dire che io devo ancora imparare a prendere te invece?”.

“Mhhh…” fece il fratello con fare pensieroso “si!” e sbottò a ridere.

“E perché non mi insegni allora?” chiese a quel punto l’altro ad un soffio dalla sua bocca mettendo fine alle sue risate con un bacio.

Hikaru, che si ritrovò le labbra del gemello schiacciate nuovamente sulle sue, allettato da quella proposta, lo spinse di schiena e staccandosi appena sussurrò:

“Devi per prima cosa muoverle sensualmente…” e così dicendo riprese a baciarlo, poi piano si spostò di lato e, arrivato all’orecchio, continuò “…dopo di che devi far scivolare la tua mano sul petto…” e nel dirlo lo accarezzò “…e poi scendere sul basso ventre” ed iniziò a toccarlo tra le gambe, da sopra i pantaloni.

“Continua…sono molto interessato alla lezione” lo incitò il fratello con voce roca, sentendo già qualche brivido serpeggiargli per il corpo.

Così Hikaru, al quale quel gioco piaceva non poco e che sapeva bene quando fermarsi, sorridendo continuò:

“Bene…poi sbottoni i pantaloni…” e lo fece “…tiri giù la zip…” e la abbassò lentamente “…superi l’ostacolo dell’elastico…” e fece scivolare la mano dentro l’intimo ” …ed inizi a massaggiare lentamente” e, detto ciò, prese a toccargli delicatamente il membro.

A quel punto Kaoru gemette piuttosto forte e, intrecciando le braccia attorno al collo del gemello, avvicinando le labbra alle sue, lo baciò dolcemente e senza alcuna fretta ma quando si staccò chiese

“Si fa così? Ho capito bene?”.

“Mhhh…” mugolò l’interpellato non potendo rispondere dato che, non appena si era staccato, si era spostato sul suo collo che aveva preso a marchiare continuando ad accarezzare il suo basso ventre.

Kaoru, che ovviamente prese quel mugolio come una risposta affermativa, gli infilò una mano sotto alla maglia carezzandogli la pelle liscia del petto, mentre con l’altra lentamente iniziò a slacciargli i pantaloni ma a quel punto Hikaru prese ad aumentare il suo movimento e, risalendo nuovamente fino alla bocca, prese a baciarlo sempre più intensamente. Naturalmente, sotto di lui, Kaoru non fu da meno ed infatti, essendo riuscito ad intrufolare la mano nei boxer del fratello, aveva preso a massaggiare il suo membro duro soffermandosi a stuzzicare con la punta di un dito la fessura che vi era in cima. Tuttavia a quelle stimolazioni Hikaru gemette piuttosto forte e, staccandosi, tra i mugolii gli sussurrò:

“Ma bene…vedo che l’allievo…supera il maestro”.

Udendolo Kaoru rimase piacevolmente stupito da quelle parole, non se le sarebbe mai aspettate visto come andavano di solito le cose tra di loro e la propria timidezza, ma gli fecero molto piacere perché significavano che riusciva a farlo stare bene. Così gli sorrise continuando a toccarlo e dopo poco entrambi vennero l’uno nella mano dell’altro lanciando un forte gemito. Il primo a staccarsi fu Hikaru che sorridendogli si allungò per prendere dei fazzoletti e, porgendone uno al gemello, dopo essersi pulito gli sussurrò:

“Eh si…sono davvero fiero del mio allievo” dopo di che gli diede un bacio a stampo.

A quelle parole Kaoru lo abbracciò forte e, incoraggiato da quanto gli aveva appena detto, lo fece stendere nuovamente sopra di sé in modo da potergli mormorare all’orecchio con la voce ancora un po’ ansimante:

“Perché non riproviamo a finire quello che abbiamo interrotto ieri sera?”.

Tuttavia a quella domanda ad Hikaru si gelò il sangue nelle vene e, senza volerlo, cambiando espressione e con tono quasi duro rispose:

“Pensavo di essere stato chiaro…non ho intenzione di riprovarci e causarti altro dolore!”.

“Ma-ma io…” balbettò il fratello altamente sconcertato dal suo repentino cambio d’umore.

“Scusa, non volevo essere brusco…” si sbrigò a dire il gemello avendo visto la sua reazione e, essendosi reso conto di essere stato troppo diretto e aggressivo, gli diede un bacio e per cambiare discorso chiese “vuoi una cioccolata calda? Te la vado a preparare io stesso”.

“Ok” rispose senza guardarlo negli occhi.

Non badandogli poiché non aveva alcuna intenzione di continuare quella conversazione, Hikaru scese dal letto e si diresse in cucina dove si mise a preparare con molta calma per far passare un po’ di tempo. Una volta che fu pronto versò la bevanda calda in due tazze e, dopo averle messe su un vassoio, tornò in camera dal fratello il quale, durante la sua assenza, aveva cercato di calmarsi visto che gli veniva da piangere.

‹‹Perché fa così? Io, io… Non mi importa del dolore resisterò…devo trovare un modo per fargli ascoltare le mie ragioni, non è giusto che si impunti a quel modo e decida tutto lui!›› si disse alla fine.

“Sta attento è molto calda” disse Hikaru che, rientrato in stanza, si apprestava a porgergli la tazza fumate, ignaro di quei pensieri ma ben consapevoli dei propri.

“Si, grazie” rispose guardandolo di sottecchi.

Difatti Kaoru pensando che il gemello fosse ancora nervoso per quanto avvenuto poco prima decise di affrontare la questione un’altra volta, non voleva che andassero a finire a litigare, né tantomeno essere lui a rompere quel periodo di pace e armonia. Così i due finirono di bere in silenzio, ognuno immerso nelle proprie riflessioni poi, non appena finito, Hikaru prese un libro e si mise a leggere sul letto ma nel frattempo ogni tanto dava un’occhiata al fratello per vedere se ci fosse restato male e se tutto fosse a posto. Avrebbe voluto dirgli di sdraiarsi al suo fianco ma aveva paura che ricominciasse a parlare di quell’argomento e così si limitò a scrutarlo mentre Kaoru, per sottrarsi a quello sguardo inquisitore, dopo un po’ prese il vassoio con le tazze ormai vuote dal comodino per portarle in cucina. Una volta fuori dalla stanza sospirò leggermente e scese le scale grato a quel pretesto che gli aveva permesso di allontanarsi il tanto che bastava per non sentirsi sotto inquisizione. Posate le stoviglie sporche nel lavandino, iniziò a pensare a cosa fare per evitare di creare qualche situazione sgradevole col gemello così, tornato in camera, fece l’unica che gli era venuta in mente, si sedette alla scrivania e iniziò a studiare.

Il resto della giornata trascorse a quel modo, senza che i due spiccicassero parola fino a che, quando fu ora di cena, Hikaru ripose il libro sul comodino dopo di che, alzandosi, si diresse a fianco al fratello e, mettendogli una mano sulla spalla, disse:

“Andiamo a mangiare?”.

“Si, un attimo solo finisco questo paragrafo” rispose questi senza alzare gli occhi dal libro su cui era concentrato.

‹‹Ho rovinato tutto un’altra volta… mi domando che succederà quando staremo soli…›› pensò l’altro che, sconsolato, tuttavia rispose “va bene…ti aspetto giù” ‹‹inutile che resti a fissarlo, lo innervosirei solo di più›› e, girandosi, uscì dalla stanza.

Come aveva detto, poco dopo Kaoru chiuse il libro e, arrivato in sala da pranzo, vedendo il gemello seduto al tavolo da solo, gli arrivò da dietro e abbracciandolo gli posò un bacio sul collo dicendo:

“Mamma e papà ancora non sono tornati?”.

Hikaru, che ovviamente era preso dai propri pensieri e non lo aveva udito arrivare, sentendosi cingere sobbalzò, poi con il cuore che ancora andava a mille, un po’ per lo spavento, un po’ perché sapeva che era il fratello, abbozzando un sorriso rispose:

“Mi hai spaventato… No ancora no…però potevano anche avvertire”.

“Ma lo sai come sono fatti, no?” affermò senza smettere di abbracciarlo “allora cosa c’è di buono?” chiese sorridendogli.

A quella domanda Hikaru, felice di sentirsi stringere e cingendogli le braccia per aumentare la stretta, rispose:

“Di tutto e di più… Insalata di funghi, alghe fritte, zuppa di miso, del sashimi misto e per dolce ananas con crema di riso e kiwi…”.

“Pancia mia fatti capanna allora…” disse Kaoru tutto allegro sedendosi sulla sedia a fianco e iniziando a servirsi.

I due mangiarono fino a scoppiare poi, visto che il giorno dopo si sarebbero dovuti svegliare presto per andare all’host club, decisero di mettersi a dormire senza aspettare il ritorno dei genitori, i quali erano stati di sicuro invitati a qualche ricevimento che di solito si teneva sempre dopo quelle aste di beneficenza e non sarebbero rincasati prima delle due. Una volta sotto le coperte si diedero il bacio della buonanotte e poi Kaoru, sbadigliando, disse:

“Non vedo l’ora che arrivi la festa” ‹‹e di darti il mio regalo, speriamo che ti piaccia la sorpresa››.

“A chi lo dici…” rispose il gemello entusiasta alla sola idea e, dopo averlo abbracciato, gli diede un altro bacio dicendo “ora dormiamo o domani non ci svegliamo”.

“Si” mormorò rannicchiandosi di più tra le sue braccia e a poco a poco si addormentò seguito dal fratello che non smise di cingerlo un solo istante.