Gelosia – parte 1

Dichiarazione aspettata

Quella mattina, al suono della sveglia, Hikaru tirò fuori il braccio da sotto il cuscino e, dopo averla spenta, saltò letteralmente giù dal letto. Difatti quel giorno non vedeva l’ora di arrivare a scuola per sapere cosa fossa successo tra Haruhi e Tamaki, ma soprattutto, di poter prendere in giro quest’ultimo così, prima di dirigersi in bagno, notando che il fratello non accennava ad alzarsi, esaltatissimo quasi urlò:

“Kaoru insomma vuoi svegliarti?!”.

“Umpf potresti anche chiamarmi un po’ più gentilmente” borbottò lui di rimando e, ancora tutto intontito, una volta sceso dal letto si diresse verso l’armadio per tirare fuori le divise e poi lo raggiunse.

Il gemello, che già si era infilato sotto la doccia, dato che lo aveva sentito brontolare aprì la porticina e, sorridendo, disse:

“Scusa, scusa, è che sono euforico…” poi, quando vide che si fu svestito, lo prese per un braccio tirandolo dentro al vano con lui e, dandogli un bacio, gli sussurrò “perdonato?”.

A quella domanda Kaoru, notando la sua espressione dolce, istintivamente gliene diede uno assai più profondo e passionale al termine del quale, facendogli l’occhiolino, rispose:

“Ora si” dopo di che cominciò a bagnarsi i capelli.

Sempre più felice per quella giornata che si prospettava idilliaca, Hikaru finì di lavarsi e poi schizzò in camera per vestirsi, incitando continuamente il fratello a sbrigarsi notando la lentezza dei suoi movimenti dettati principalmente dal fatto che era ancora intontito per quel brusco risveglio. Non appena furono pronti, lo trascinò giù per le scale fino alla cucina dove, presi i toast che erano sul tavolo, li schiaffò in un sacchetto e con la stessa euforia salutò i genitori dicendo loro:

“Ciao mamma, ciao papà, a stasera” e, dopo aver dato un bacio a testa, aspettò che anche Kaoru facesse lo stesso per poi prendergli la mano e, sempre freneticamente, dirigersi alla macchina dove, una volta entrati, tirando fuori la colazione, porgendo la sua parte al gemello disse “tieni”.

“Ma si può sapere perché tutta questa fretta? Ci mancava solo che mi trascinassi fuori in ciabatte!!” esclamò questi iniziando a mangiare.

“Mhh…ti dico solo un nome…Tamaki”.

“Chissà perché lo immaginavo…certo che almeno potevi farmi fare colazione in santa pace” rispose ridendo, divertito al pensiero di quante gliene avrebbero dette.
“Scherzi? Prima arriviamo e meglio è…” disse Hikaru con un ghigno dipinto sul viso.

“Ma che peste che sei… però vedi di darti una calmata o, euforico come sei, rischi di fare danni” sghignazzò il fratello.

“Tipo?” chiese curioso.

“Ad esempio fare delle domande ad Haruhi o prenderla in giro davanti a tutta la classe, scordandoti che nessuno è a conoscenza del fatto che è una ragazza…e chi li sente dopo gli altri?” replicò Kaoru pensando all’ira di Kyoya qualora si fosse avverata quella previsione.

“Tranquillo…non è lei che prenderò di mira o a cui farò frecciatine ” ghignò.

“Povero Lord” disse ridendo immaginandosi la scena tuttavia, cercando di fare il serio, continuò “va bene, ma aspetta lo stesso fino a quando non saremo soli al club, e cerca di essere il più vago possibile…”.

“Uffa come sei fiscale…” rispose Hikaru dando un morso al suo toast.

“Lo so, però pensa che casino scoppierebbe se si venisse a scoprire tutto! Posso stare tranquillo allora?”.

“Ok, ok, non sono così stupido…” sbuffò facendo finta di mettere il broncio, sapeva benissimo quando fare o non fare certe cose.

Continuando a far finta di essersela presa decise di non dire più nulla dedicandosi unicamente alla sua colazione e, finito di mangiare, si scrollò via le briciole che gli erano cadute sulla divisa. Tuttavia, nel vedere la sua espressione semi imbronciata, Kaoru non riuscì a trattenere un sorriso beffardo e quindi gli scompigliò un po’ i capelli. Certo per farsi perdonare della piccola ramanzina avrebbe voluto baciarlo ma sapeva fin troppo bene che, essendoci l’autista, doveva trattenersi così, avvicinandoglisi all’orecchio, vi sussurrò:

“Ma che bravo fratellino che ho…e sta pur sicuro che al club ti appoggerò appieno”.

L’altro, colto letteralmente alla sprovvista, arrossì leggermente e, non riuscendo a mantenere la commedia, un gran sorriso gli si dipinse sul viso. Era sicuro di poter contare sempre su di lui ma comunque, non volendo perdere su tutta la linea e fargli vedere che gli avrebbe perdonato qualsiasi cosa grazie ad una semplice frase, girandosi, gli fece una linguaccia la quale divertì maggiormente il compagno che, siccome erano giunti a destinazione, sorridendo disse:

“Dai scendiamo, siamo arrivati” e, aprendo la portiera, smontò dalla macchina.

Camminando verso l’aula, dato che lo fecero in silenzio, Kaoru non poté fare a meno di pensare che forse, solo qualche mese prima, anche lui avrebbe preso in giro implacabilmente i due senza preoccuparsi eccessivamente delle conseguenze ma ora era un po’ cambiato a causa del rapporto col fratello. Infatti, nonostante anche lui non stesse nella pelle nel sapere quanto era accaduto e come erano rimasti, si era ridimensionato avendo immaginato di stare nei loro panni e, al solo pensiero, era rabbrividito. Infatti se qualcuno gli avesse fatto delle battutine sul rapporto col gemello sicuramente non avrebbe retto all’imbarazzo e avrebbe desiderato sprofondare in qualche buca per non uscirne più.

Arrivati in classe Hikaru, vedendo Haruhi seduta al suo posto, decise di andarla a salutare per chiederle come era andata, ovviamente con lei sarebbe stato gentile e non troppo invadente, visto che il suo scopo era quello di sapere come stava ma, notando che le si avvicinava una ragazza si fermò a metà strada limitandosi a farle un semplice sorriso ed un cenno del capo. Anche Kaoru le sorrise, sentendo un moto d’orgoglio nel vedere il comportamento posato del fratello e pensando che forse aveva esagerato con le raccomandazioni, in fondo erano nella stessa barca e sicuramente provavano anche gli stessi sentimenti poiché anche lui fino a poco prima non si sarebbe fatto troppi problemi. In silenzio si sedette al banco e poco dopo arrivò il professore che iniziò a spiegare però, quella mattina, ad Hikaru parve che la lezione fosse durata meno di un minuto ma pensò fosse un effetto dovuto al fatto che non aveva ascoltato una sola parola di quello che l’insegnante aveva detto. Difatti era stato troppo impegnato ad immaginare la faccia di Tamaki nel momento in cui si sarebbero incontrati e gli avrebbe fatto delle domande. Poi si girò verso il gemello e, vedendo che lo guardava, immediatamente si chiese:

‹‹Si sarà accorto che non ho seguito la spiegazione? Speriamo di no…›› però fu un pensiero fugace in quanto subito dopo tornò a rimuginare sugli altri due ‹‹come farà il Lord con le principesse? È vero che Haruhi non è gelosa però…. io non sopporterei se Kaoru si comportasse come lui…›› si disse e così terminò la seconda ora.

Tuttavia le paure di Hikaru sul fatto che l’altro lo avesse sorpreso a fantasticare erano infondate poiché nemmeno lui stava seguendo la lezione, troppo preso a riflettere sul fratello e la loro particolare relazione, chiedendosi come sarebbe andata a finire e giungendo alla conclusione che l’importante era non farsi frenare dalla paura e seguire i propri sentimenti perché, solo in quel modo, sarebbe andato tutto bene. Si, sarebbe sicuramente andata così pensò guardandolo.

La giornata passò rapidamente, con i due immersi nelle loro riflessioni finché finalmente non giunse l’ora di andare al club. Messi a posto i libri si incamminarono e, quando vi arrivarono, Hikaru non perse tempo difatti, dopo aver salutato tutti a gran voce, si diresse verso Tamaki e abbracciandolo da dietro, gli si avvicinò all’orecchio per sussurrarvi:

“Ciao Lord…hai passato una buona serata ieri?” alludendo al fatto che era sparito.

Tamaki, cercando di non scomporsi, girò la testa ed incrociando il suo sguardo divertito rispose:

“Naturalmente, come sempre dopo uno dei nostri magnifici ed eclatanti spettacoli” e nel mentre cercava di dissimulare l’imbarazzo che provava al contrario di Haruhi la quale si stava defilando lontana da loro.

“Davvero? Ne sono felice e dimmi…dove siete spariti per il resto della sera?”.

“Perchè usi il plurale? Non capisco a chi ti riferisci…” disse sentendo le guance iniziare a scottare a causa di quelle bugie visto che non era abituato a dirne anzi, quando lo faceva, si notava lontano un miglio e questo era un ulteriore spunto di presa in giro per i gemelli che si divertivano a vederlo in difficoltà.

“Suvvia…non c’è bisogno che tu finga con me…siamo amici, no?” insisté Hikaru.

“Fingendo, ma che dici? Una candida e pura anima quale io sono…” ridacchiò l’altro cercando di toglierselo di dosso mentre tutti gli altri ragazzi del club iniziarono ad avvicinarsi.

“Si, si…d’accordo ne riparliamo dopo…non mi scappi” disse e, una volta staccatosi, fece un occhiolino al fratello.

Ovviamente Kaoru ricambiò, altamente divertito al contrario di Tamaki che, quasi terrorizzato per aver preso la dichiarazione di Hikaru come una minaccia, guardava quei due allontanarsi e, quando finalmente furono spariti dalla sua vista, sempre più preoccupato si mise a cercare la sua ragazza con lo sguardo. Haruhi ovviamente aveva assistito alla scena da lontano ma, vedendo che quelle pesti si erano allontanate e che Tamaki la fissava, con discrezione gli si avvicinò mentre, poco distante da loro, Kyoya apriva le porte del club per far entrare le prime clienti che subito si diressero al tavolo dove Honey e Mori avevano preparato una lussuosa merenda composta da vari tipi di dolciumi e diverse qualità di the .

“Ho paura che dopo Hikaru mi farà il terzo grado…non so per quanto riuscirò a resistere… Quando si mette in testa qualcosa non lo ferma nessuno…ti crea problemi se…ecco, se glielo dicessi…?” chiese il Lord più imbarazzato che mai portandosi la compagna in un angolino così che le ragazze non lo assalissero subito.

“Credo che non abbiamo scelta…dobbiamo dirlo almeno a loro, tenerlo segreto a tutta la scuola è un conto ed è una cosa necessaria, ma ai ragazzi del club è impossibile e penso non sia nemmeno tanto giusto. Ci ho riflettuto ieri sera…anche se così facendo daremo un ulteriore motivo ai gemelli per sfottermi sulla differenza di classe” disse Haruhi a voce bassa e cinica come al solito.

“Hai ragione…d’altronde, fosse per me, lo griderei al mondo intero… Non preoccuparti per quelle pesti, le terremo a bada” rispose con un sorriso radioso e trattenendosi dall’abbracciarla visto che c’erano le clienti.

“Si ecco, non esageriamo! Allora dopo glielo diciamo?” chiese arrossendo.

“Si…così per una volta brucerò Hikaru sul tempo” sghignazzò.

“Va bene, allora andiamo dalle ragazze ora” disse sentendo il cuore che le batteva forte nell’immaginare cosa sarebbe successo di lì a poco.

Tamaki annuì e, prendendola un attimo per la vita con un braccio, gliela strinse per farle capire che non doveva preoccuparsi e poi, una volta tornato in sala, con il suo solito sorriso enunciò:

“Salve principesse….scusate se mi sono fatto attendere. Posso intrattenervi offrendovi anche io una tazza di the?”.

Le ragazze, estasiate dalla sua presenza, come sempre arrossirono mandando gridolini eccitati e così tutti gli host si dedicarono al loro compito. I più impegnati però furono i due Hitachiin che, siccome quel giorno erano più euforici del solito, deliziarono le loro clienti con magnifici sorrisi, costumi ancora più appariscenti e, inscenando sfrontatamente il loro ruolo incestuoso, si sfioravano le gote con le dita o si tenevano la mano senza tuttavia risparmiarsi su battutine sarcastiche riferite al Lord. Difatti si poté udire Kaoru che, facendo alcune mosse melodrammatiche e tenendo gli occhi fissi sul fratello visto che nessuno a parte i membri del club li avrebbero capiti, diceva:

“Allora principesse che ne dite della storia d’amore di ieri? Veramente struggente non credete? Due giovani che si innamorano perdutamente e rischiano di essere separati da un bieco destino….sarebbe stato terribile se una cosa simile fosse capitata a qualcuno di noi…” .

“Già… una vera tragedia…ma vedrai che questo non avverrà mai…” gli rispose Hikaru imitando i suoi gesti “perché tra di noi non esistono fratellastri cattivi…ma solo gemelli buoni che le coppie le vogliono creare e non distruggere…” continuò alzando il tono della voce per far si che i diretti interessati lo sentissero.

Infatti Haruhi, che si trovava lì vicino, udendoli per poco non si strozzò con il the che stava bevendo e divenne tutta rossa mentre Tamaki pensò che doveva dir loro la verità al più presto se non voleva continuare a ricevere frecciatine per il resto della sua esistenza.

“Si hai proprio ragione Hikaru, chissà se saremo anche noi così fortunati” rincarò Kaoru avvicinandosi al gemello.

“Certo che lo siamo…noi non nascondiamo i nostri sentimenti, anzi li mostriamo apertamente….” rispose marcando il noi e prendendolo per la vita ed avvicinandolo a sé.

“Hikaru…” sussurrò il fratello guardandolo negli occhi e posandogli una mano sul petto.

“Kaoru…” mormorò l’altro a fior di labbra ma sentendo al contempo il proprio cuore iniziare a battere più forte.

“Waaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa” urlarono tutte le ragazze che impazzivano di fronte a quelle scene ed ogni volta speravano in un bacio.

Riportato con i piedi per terra da quelle urla, Kaoru capì che in quel momento non stava affatto recitando come al solito e che al contrario si era lasciato trasportare, difatti si rese conto che stava veramente quasi per baciare il fratello davanti a tutti. Così lo abbracciò forte e nascose la propria faccia, che sentiva iniziare a scottargli, sul suo petto sperando che quello bastasse per dissimulare ciò che provava. Dal canto suo Hikaru si stupì non poco di quella reazione ma, sentendo la stretta dell’amato, capì quale fosse il motivo. Cingendolo pensò che in quel modo avrebbe sentito i battiti accelerati del proprio cuore e sperò che questo lo aiutasse a calmarsi visto che anche lui stava provando la medesima emozione e così se lo strinse più vicino tra gli urli delle principesse, ignare del fatto che quella non era più solo una commedia. Le ragazze infatti erano eccitatissime, quel giorno sembravano ancora più affiatati e teneri del solito ed emisero un sonoro sospiro di disappunto quando i due si sciolsero da quell’abbraccio ma Hikaru ignorandole, per dissimulare l’imbarazzo, gentilmente chiese:

“Kaoru vuoi un po’ di the?”.

“Si grazie, e voi principesse?” continuò l’altro riuscendo così a superare il momento critico.

Queste accettarono di buon grado e in quel modo il resto del pomeriggio continuò senza altri problemi finché, alla fine, quando le clienti se ne andarono, i gemelli emisero un sospiro di sollievo ed entrambi si lasciarono cadere su un lussuoso divanetto a due posti.

‹‹Stavolta pensavo di non resistere…›› pensò Hikaru che tuttavia, ricordandosi di Tamaki, diede una veloce quanto beffarda occhiata al fratello, si alzò e, andando vicino al Lord, disse “io e te dobbiamo finire un discorsetto, ricordi?”.

“E va bene hai vinto…è giusto che lo sappiate…ragazzi potete venire tutti vicino a me?” sospirò l’interpellato e a tali parole i membri dell’host club incuriositi si riunirono accanto a lui che, dopo aver preso Haruhi per mano, annunciò “visto che se non parlo qualcuno qui non la pianta di darmi il tormento…sono obbligato ad informavi che da ieri…” qui si illuminò e, traendo a sé la compagna, con un sorriso smagliante ed un gesto alquanto teatrale, continuò “io la mia piccola Haruhi stiamo insieme…” come al solito aveva detto le cose chiaramente ed in modo plateale esattamente nel suo stile.

Tuttavia l’interessata, che ovviamente non si aspettava tatto né discrezione ma nemmeno un annuncio di tale enfasi, divenne di tutte le tonalità e le sfumature del rosso per poi arrestarsi su un bel color peperone mentre gli altri rimasero letteralmente a bocca aperta per la schiettezza con cui la cosa era stata detta. Dopo un attimo Kaoru si riprese e, per spezzare il silenzio e l’imbarazzo che inevitabilmente si era creato, disse:

“Beh congratulazioni! Allora il nostro intervento di ieri è stato più che utile giusto?”.

“Io direi utilissimo…” rispose Hikaru ancora piuttosto stupito che poi continuò “ora però dovremo insegnare al nostro principe anche un po’ di tatto se non vuole essere scaricato…”.

A quella battuta fin troppo vera tutti scoppiarono a ridere ma fu Kaoru a parlare nuovamente per primo:

“Ero sicuro che sarebbe successo prima o poi, ne ero maledettamente certo!” e andò ad abbracciarli esclamando “sono veramente contento per voi!”.

“Si….ma giù le mani dalla mia ragazza!” rispose prontamente Tamaki.

“Lord incominci già a fare il geloso? Che barba che sei” lo prese in giro l’altro che non accennava a staccarsi.

“Già Tamaki non incominciare subito così! Devo dire che sono un po’ sorpreso, ti facevo più tonto comunque complimenti a tutti e due” disse Kyoya sorridendo sinceramente.

“Auguri… Soprattutto a te Haruhi” dichiarò Hikaru dandole un bacio sulla guancia solo per far dispetto al Lord “ora sarà ancora più divertente venire al club…” sghignazzò stringendola a sua volta.

“Che bella notizia ragazziiiiii ….direi che a questo punto non ci resta che festeggiare… Mori prendi la torta…” esultò Honey felicissimo.

“Emh… io, mi sento molto imbarazzata però vi ringrazio tutti …” balbettò Haruhi.

“Ma no…perché…sei tra amici” dissero all’unisono i gemelli che non smettevano di stringerla e, in seguito, trascinandola verso il tavolo dei dolci.

“Giusto…” rispose Honey che si era già accomodato.

“Ma insomma, ed io…?” piagnucolò il Lord che se la vide portar via da sotto il naso.

La ragazza si lasciò abbracciare e vezzeggiare, commossa per tutto l’affetto che le mostravano ma al contempo iniziò a ridacchiare osservando le facce assurde assunte da Tamaki e quindi, cercando di non scoppiargli a ridere in faccia, gli disse:

“Dai non fare così”.

“Li difendi anche….” rispose inginocchiandosi tutto mogio all’angolino a fare cerchietti.

“Ma smettila, lo sai che sono come fratelli” rispose lei andandogli vicino e abbracciandolo.

A quel punto gli altri si guardarono e, con un cenno d’intesa, iniziarono a sgattaiolare fuori per lasciarli un po’ soli. Intanto, sentendo le sue esili braccia attorno al collo, Tamaki alzò lo sguardo e, vedendo che non c’era più nessuno, si girò e, poggiandole le mani alla vita, la strinse forte sussurrando:

“Saranno anche fratelli ma io sono geloso…” e, finito di parlare, le diede un bacio.

“Dai, non davanti agli…” disse lei spostandosi ma si bloccò a metà frase vedendo che erano spariti tutti.

“Come vedi siamo soli…quindi ne approfitto”.

“Eh già si sono dileguati…” mormorò abbracciandolo.

Tamaki continuò a stringerla però, dato che non aveva alcuna intenzione di smettere e al contrario voleva coccolarla maggiormente, la prese in braccio e la portò sul divano.

“Qui saremo più comodi…” e nel dirlo riprese a baciarla sulle guance e poi passò alle morbide labbra mentre nel frattempo le carezzava i soffici capelli.

Le voleva davvero bene e, in quello stesso momento, si ripromise di non farla mai soffrire. Dal canto suo Haruhi si lasciò stringere, felice di trovarsi tra sue braccia e, per la prima volta, che i gemelli ci avessero messo lo zampino, consapevole del fatto che, se non fosse stato per loro, mai si sarebbero dichiarati e lei si sarebbe persa tali emozioni.

Questi ultimi intanto, tornando a casa, non avevano fatto altro che parlare di quella nuova coppia, entusiasti per l’eccellente riuscita del piano.

“Hai visto la faccia di Haruhi mentre il Lord parlava? Che carina…era tutta rossa…” ridacchiò Hikaru ma poi, pensando che l’ultima volta che aveva usato quel termine il fratello si era arrabbiato, velocemente si corresse “cioè non carina…volevo dire tenera, si tenera, era davvero tenera…!”.

“Si, si finiscila, lo puoi pure dire che era carina anzi era veramente bella” ribatté l’altro lasciandosi cadere sul divano.

“No era tenera” ripeté il gemello buttandoglisi sopra e poggiando la testa sul suo petto.

“Va bene, pensala come vuoi…” ridacchiò scompigliandogli i capelli.

A quel punto Hikaru alzò il capo e, dopo averlo guardato negli occhi, si sporse per dargli un bacio. Kaoru gli sfiorò le labbra ma, tornandogli in mente la scena che avevano fatto quel pomeriggio, sussurrò:

“Ma lo sai che oggi stavo per farlo sul serio?”.

“Avresti fatto impazzire tutte le princesse” rispose il fratello senza distogliere lo sguardo.

“Avresti voluto che lo facessi?”.

“Diciamo che non mi sarebbe dispiaciuto…”.

“E a me invece si, queste sono cose strettamente private…”.

A quella risposta Hikaru ci restò un po’ male poiché lui avrebbe voluto poter dichiarare al mondo intero quanto lo amava tuttavia, per non farglielo capire, cercò di fare la voce meno triste possibile e, abbozzando un sorrise, disse:

“Forse hai ragione…” ma poi, non riuscendo a sostenere il suo sguardo, tanto per crearsi un diversivo domandò “ho fame andiamo a mangiare?”.

“Ok però prima…” e si chinò nuovamente sulle sue labbra dandogli quel bacio dolce e appassionato che non aveva potuto dargli nel pomeriggio.

Ovviamente il gemello lo ricambiò con la stessa intensità ma, nel mentre, non poté fare a meno di pensare:

‹‹Chissà cosa succederebbe se non riuscissi a controllarmi e lo baciassi in pubblico…data la sua risposta non mi perdonerebbe mai…›› e, rattristato da quella prospettiva, si staccò non appena il compagno gliene diede l’occasione.

“Ehy, la sai una cosa?” disse Kaoru accarezzandogli i capelli.

Il compagno lo guardò con aria interrogativa.

“Ti amo da impazzire”.

A tali dolci parole Hikaru sentì un tuffo al cuore e gli occhi cominciare a pizzicargli così, non trattenendosi, gli si buttò tra le braccia stringendolo forte dicendosi:

‹‹Ma si…chi se ne importa se gli altri non lo possono sapere…mi basta averti in questi momenti››.

L’altro, che naturalmente non si era minimamente accorto del suo turbamento, lo tenne stretto, adorava stare in compagnia del fratello ma soprattutto amava i momenti intimi come quello, per questo motivo fu con una punta di disappunto che dopo un po’, staccandosi, disse:

“Dai ora andiamo a mangiare, ho una fame che non ci vedo” .

“Si…” rispose il gemello leggermente titubante.

Difatti poco prima aveva mentito, non aveva per nulla appetito e se se ne era uscito con quella domanda era solo per staccarsi dal fratello che gli aveva dato quella risposta. Comunque, per non destare sospetti, si alzò, lo seguì in cucina e, una volta lì, dato che i genitori sarebbero tornati tardi per una cena di lavoro, decisero di non scomodare il cuoco. Aperto il frigo presero i lussuosi manicaretti avanzati la sera prima e, apparecchiato, si misero a mangiare. Tuttavia, nonostante la buona volontà, non avendo fame Hikaru incominciò a giochicchiare con le pietanze, spostandole con le bacchette e sparpagliandole così per tutto il piatto.

“Cos’hai?” chiese Kaoru notando il suo comportamento strano.

“Nulla…solo mi è passato l’appetito…sono un po’ stanco” mentì.

“Sicuro? Fino a poco fa saltellavi tutto entusiasta…”.

“Ma si, tranquillo” disse spostando per l’ennesima volta l’involtino che ormai si era completamente spappolato.

“Capito…allora andiamo a letto, ok? Oppure preferiresti fare un bel bagno così ti rilassi?” domandò l’altro alzandosi e poggiando i piatti nel lavello.

“Mhh si farò un bagno…”.

“Lo facciamo insieme che ne dici?” propose ancora abbracciandolo da dietro e strusciando la propria guancia sulla sua nuca.

A quel contatto, nonché per la richiesta stessa, Hikaru sobbalzò, i pensieri su quello che sarebbe successo se non si fosse controllato e gli fosse sfuggito un bacio quando erano all’host o all’aperto continuavano a tormentarlo. Nonostante quello però non poteva dirgli di no, tuttavia così era anche peggio quindi un po’ incerto disse:

“Emh…si certo… puoi prepararlo tu?”.

“Si, ti aspetto in bagno” rispose dirigendosi al piano superiore senza accorgersi dell’esitazione del gemello.

Rimasto in cucina Hikaru si grattò la testa:

‹‹E ora che faccio?›› si domandò ‹‹ma perché mi ficco sempre nei casini? Non potevo dire che volevo solo dormire? No, saremmo stati comunque nel letto insieme…vabbè ormai è fatta…›› così lo seguì di sopra e, una volta spogliato, si diresse in bagno.

Nel frattempo Kaoru, che era già lì, aveva preparato la vasca riempiendola con acqua caldissima versandoci il bagnoschiuma e ben presto questa fu ricoperta da tanta soffice schiuma profumata. Quando fu abbastanza piena si immerse e quindi aspettò che il fratello arrivasse. Fortunatamente non fu un’attesa molto lunga, difatti poco dopo Hikaru entrò, si diresse verso di lui e, tolta anche la biancheria, si immerse tra le gambe del gemello che lo abbracciò facendogli appoggiare la schiena contro il proprio petto. Difatti Kaoru si sentiva felicissimo nel poterlo stringere a quel modo, così dopo avergli dato anche qualche bacio sulla guancia, senza lasciare la presa disse:

“Siamo già a dicembre, dobbiamo iniziare a pensare ai regali di natale”.

“Vero…cosa vorresti?” chiese l’altro cercando di rilassarsi.

“Te” rispose sorridendo e dandogli un bacio sul collo.

“E dai smettila…ero serio…!” avvampò.

“Anch’io…piuttosto pensavo di partire dopo natale, magari per capodanno e passare un po’ di tempo da soli in qualche posto, che ne dici?”.

“Sarebbe davvero fantastico… io e te da soli per un paio di giorni…una favola” disse Hikaru sognante.

“Allora è deciso? Partiamo veramente?” chiese Kaoru al massimo della gioia.

“Si! Andiamo alle terme?”.

“Magari! È un sacco di tempo che non ci andiamo…che ne dici delle Terme di Arima?”.

“Waaa ma certo! Poi abbiamo molti ricordi, rammenti quando facevamo il bagno con papà?”.

“E come potrei scordarlo….sarà bellissimo ne sono certo! Mi sento felice già solo a pensarci” disse stringendolo fortissimo.

“Si…” rispose il fratello afferrandogli le mani posate sul proprio petto, infatti in quel momento non pensava minimamente al fatto che sarebbero restati soli e a alla reazione che questo gli avrebbe provocato quindi si girò e, a fior di labbra, gli sussurrò “sarà un natale indimenticabile…”.

“Lo sarà di sicuro….” mormorò Kaoru di rimando e sfiorandogli la bocca per dargli un leggero quanto dolcissimo bacio.

“Non vedo l’ora… Piuttosto che ne dici se proponiamo una festa di natale al club?” disse Hikaru.

“Si, Kyoya mi stava accennando la stessa cosa qualche giorno fa, poi con la recita non c’è stato più tempo per approfondire…” rispose il gemello poggiandogli le mani sulle spalle e iniziando a massaggiarle delicatamente.

“Mhh” mugolò a quel contatto “bene ci divertiremo”.

“Sicuramente!” affermò il fratello continuando a massaggiarlo e iniziando a fantasticare su quello che avrebbero potuto fare insieme alle terme.

Entrambi restarono in ammollo per più di mezz’ora fino a che, anche se a malincuore, Hikaru disse:

“Sarà meglio andare, incomincia a girarmi la testa”.

“Si corriamo a letto, ho sonno ” rispose l’altro.

Così dicendo uscirono e, poco dopo, si ritrovarono sotto le coperte a scambiarsi le ultime carezze prima di cadere addormentati.