Gelosia – parte 1

Manca poco…

Il giorno dopo, come sempre, i due fratelli furono destati dal suono della sveglia e, dopo essersi accuratamente preparati per apparire in tutta la loro bellezza, schizzarono a scuola. Naturalmente appena terminarono le lezioni si diressero subito all’host dove, come di consueto, con gli altri intrattennero le ragazze così che solo a pomeriggio inoltrato poterono iniziare a provare le parti della recita. Fin da subito tutti lessero le proprie battute con entusiasmo ed ovviamente mentre le ripetevano non mancarono di improvvisare scenette comiche che venivano in mente sul momento, le quali li portarono a ridere e scherzare di gusto o, come sottolineava Kyoya ogni volta, a perdere tempo prezioso. Come ci si poteva aspettare c’era materiale sufficiente per divertirsi ogni giorno soprattutto perché i gemelli, e non solo, non perdevano un’occasione che fosse una per prendere in giro il Lord e creare scompiglio. Fu quindi in questo clima festoso, armonico ma anche di concentrazione e frenesia che passarono le due settimane di prove in cui tutti non ebbero un minuto libero neanche il sabato e la domenica. Infatti, tra scuola, prove e clienti nessuno in quell’arco di tempo aveva un attimo da dedicare a sé o a chi gli era vicino tanto che neanche i due amanti, nonostante vivessero e dormissero insieme, riuscirono a scambiarsi più di qualche bacio dato che la sera tornavano talmente tardi che a stento riuscivano a mangiare e, quando andavano a letto, dopo un paio di carezze finivano inevitabilmente per crollare.

Il tempo volò e, come promesso, la mattina prima della recita, la signora Hitachiin diede ai figli tutti i vestiti e questi, finite le lezioni, si precipitarono nell’aula di musica n° 3. Dopo aver consegnato ai loro amici gli abiti, se li misurarono loro stessi e, una volta appurato che tutto fosse perfetto, fatta la prova generale, tornarono a casa. Non appena arrivati si diressero nella loro stanza dove Kaoru, dopo aver chiuso la porta ed aver appoggiato la cartella accanto alla scrivania, stiracchiandosi dichiarò:

“Waaaaa sono stanchissimo!” e poi rivolto al fratello “quasi, quasi vado a fare un bagno…o vuoi farlo prima tu?”.

“E se lo facessimo insieme?” rispose malizioso questi.

“Solo se fai il bravo” scherzò iniziando a togliersi i vestiti.

“Io sono sempre bravo…” sghignazzò spogliandosi a sua volta

Entrambi risero e si diressero in bagno dove Kaoru preparò una vasca d’acqua fumante con la sua essenza preferita, arancio e cedro, e lentamente vi si immerse. Hikaru invece, non appena tolta la biancheria, si diresse verso la porta e la chiuse a chiave poiché, essendoci i genitori al piano di sotto non voleva correre rischi. Quando la serratura scattò si girò e, avvicinatosi alla vasca, entrò sedendosi tra le gambe del gemello il quale, non appena si fu accomodato, lo cinse con le braccia e con le mani piene di schiuma gli carezzò lievemente il petto. A quel dolcissimo contatto l’amato gli poggiò la testa sulla spalla e, beandosi di quei gradevoli gesti nonché di quel piacevolissimo momento di intimità rubato, disse:

“Ci voleva proprio…sono esausto” poi pensando al giorno dopo continuò “domani c’è la prima…chissà se piacerà”.

“Sono sicuro di si… A proposito, ho in mente di fare una cosa…mi sosterrai vero?” chiese Kaoru con un sorrisetto beffardo dipinto sul bel volto.

“Di che si tratta?”.

“Quando sarà il momento capirai, basta solo che tu mi dica che mi aiuterai” sogghignò immaginandosi la scena che già aveva preso forma nella sua mente.

“Mhhh…e va bene… In fondo l’ho sempre fatto!” assentì. Infatti, pur non sapendo di cosa si trattasse, era certo che ci sarebbe stato di che divertirsi dato il tono di voce del fratello tuttavia, sentendosi parecchio dispettoso e avendo una voglia matta di lui, girando lievemente il capo per arrivare al suo orecchio, maliziosamente gli sussurrò “però ad una condizione…”.

“Cioè?”.

“Che tu faccia andare la tua mano più in basso…”.

Kaoru a quella richiesta avvampò ma, cercando di non farsi bloccare dal solito imbarazzo che lo pervadeva in quei momenti, quasi impercettibilmente annuì e, come l’altro gli aveva chiesto, lentamente fece riscendere il braccio. Quando arrivò all’inguine lo stuzzicò e poi, proseguendo, scese a sfiorargli il membro. Hikaru a quel piacevole tocco, che fin da subito gli procurò una scarica di piacere, mugolò e, inarcando leggermente la testa all’indietro, gliela poggiò sulla spalla mentre istintivamente, quasi senza accorgersene, allargava di più le gambe. Intanto Kaoru che continuava a massaggiarlo delicatamente, ritrovandosi il collo del gemello a pochi centimetri dalla bocca, iniziò a baciarlo e l’altro, a quelle ulteriori attenzioni, prese a muovere il bacino. Tuttavia, essendo davanti, con quel gesto fece si che il suo fondoschiena sfiorasse il sesso del fratello che, a quegli sfregamenti, non poté fare a meno di eccitarsi. Kaoru difatti a quel contatto mugolò contro il collo dell’amato che però non smise di baciare anzi, visto che lo aveva stimolato iniziò a dargli anche dei morsetti lasciandoci qualche piccolo segno rosso. Hikaru sentendolo continuò ancora per un po’ fino a che, bramoso di dare ancora più piacere al gemello, gli afferrò il polso interrompendone così il movimento della mano. Delicatamente si girò, gli salì sopra infilando le ginocchia all’altezza dei suoi fianchi e poggiandogli i palmi sulle spalle prese a baciarlo intensamente e stavolta fu lui a far scendere la sua mano tra le gambe del fratello per accarezzarlo. Kaoru a quel contatto sobbalzò ma non si spostò, al contrario gli prese il volto tra le mani continuando a baciarlo con foga ed Hikaru ricambiò, continuando a toccarlo dapprima piano poi più energicamente. Erano due settimane che riuscivano a malapena a darsi un bacio e per quel motivo entrambi erano notevolmente eccitati. Così i due continuarono per un po’ fino a che Kaoru, a corto di fiato, si staccò da quelle labbra ansimando ed Hikaru ne approfittò per scostarsi leggermente in modo da poter contemplare il suo viso. Aveva la testa inarcata all’indietro e la bocca leggermente aperta dalla quale uscivano dolcissimi versi di piacere, piacere che era lui stesso a fargli provare con quel semplice ma intenso movimento così, estasiato da quella sublime immagine, aumentò ancora di più il ritmo della sua mano. Ma a quel punto, sentendo il godimento crescere sempre più dentro di sé, Kaoru si portò un palmo alla bocca per cercare di soffocare un grido che quelle intense sensazioni stavano per far sbocciare e con sua sorpresa scoprì di esserci riuscito dato che emise solo un flebile mugolio strozzato. Finalmente era quasi sul punto di cedere e lasciarsi andare quando d’un tratto si sentì bussare alla porta:

“Ragazzi la cena è pronta” li chiamò la madre.

Udendola Hikaru si fermò di colpo, aveva il fiatone e non poteva rispondere ma notando che il fratello stava peggio di lui tirò un respiro profondo seguito da un altro e poi, quando fu certo che la sua voce fosse verosimilmente limpida, disse:

“Dieci minuti…”.

“Va bene sbrigatevi” rispose la donna che poi se ne andò.

Intanto Kaoru, che non aveva spiccicato parola, aveva stretto con forza i denti cercando di trattenere un gemito di disappunto ed Hikaru, vedendo la sua espressione, decise di finire quello che aveva cominciato. Senza dire nulla si avvicinò al suo viso e, baciandolo, riprese il movimento della sua mano che però fu subito interrotto dal compagno il quale, ora che si era un po’ ripreso, cercando di alzarsi mormorò:

“No aspetta, fermati! Hai sentito la mamma…dobbiamo scendere”.

“No…ormai sei al limite lasciati andare…”.

“No, non mi va più…” disse bloccandolo e facendolo alzare da sopra di sé.

Ormai la magia del momento era stata infranta e non gli andava di continuare solo per finire ciò che avevano iniziato così, dopo essersi sciacquato dalla schiuma, uscì dalla vasca e si avvolse in un asciugamano.

Hikaru leggermente irritato sbuffò ma al contrario del fratello si sedette e, portandosi le gambe al petto, si immerse fino a metà viso pensando:

‹‹Accidenti a lei…proprio ora doveva arrivare?››.

Kaoru, non badandovi, finì di asciugarsi e poi, vedendo che il gemello non accennava a muoversi lo incitò a sbrigarsi, il tutto cercando di parlare con voce calma e apparire normale nonostante sentisse ancora un po’ di dolore al basso ventre per essere stato bloccato a quel modo. Hikaru, essendosela presa per essere stato interrotto sul più bello ma soprattutto per via del fatto che il fratello non aveva voluto continuare e non pensando minimamente che potesse stare male, come un bambino tenne il broncio per tutta la serata. Ovviamente anche Kaoru era nervoso ma cercò di apparire tranquillo come al solito e, nonostante avesse spiccicato poche parole, riuscì a cavarsela agli occhi dei genitori con la scusa dell’agitazione per la recita dell’indomani. Poi giunti a metà cena, dicendo di essere molto stanco, riuscì a defilarsi e a ritirarsi in camera lasciando gli altri a tavola.

Hikaru, al quale nel frattempo gli era passata, rimase colpito da quel comportamento, non capiva cosa gli fosse preso visto che era stato lui a fermarlo e che quando erano usciti dal bagno sembrava tranquillo al contrario suo che aveva dimostrato il proprio disappunto sin da subito. Tuttavia la cosa che gli parve più strana fu che per tutta la durata del pasto non lo aveva degnato di uno sguardo nonostante sapesse perfettamente che aveva messo il muso per quanto successo. Pensando che forse ci fosse rimasto male per il suo comportamento, non sapendo però cosa fare, restò con i genitori i quali furono alquanto sorpresi che non andasse con il fratello e solo alla fine della cena si diresse in camera.

Intanto Kaoru si era messo il pigiama e seppellito sotto le coperte, oramai non gli faceva più male ma provava una sensazione di frustrazione non indifferente e più di una volta durante la serata si era chiesto cosa gli fosse passato per la testa quando aveva fermato il compagno. Anche se, non appena ci ripensava bene, non si pentiva di averlo fatto. Per fare certe cose aveva bisogno di sentire intorno a sé amore e l’atmosfera giusta altrimenti tutto si riduceva ad un puro atto meccanico da cui non traeva chissà che soddisfazione. Una volta entrato in stanza, vedendolo già a letto, Hikaru non disse nulla, si limitò a svestirsi a sua volta e a mettersi dall’altra parte del materasso dandogli le spalle, gesto che fece rimanere il gemello un po’ sorpreso ma in fondo non gli dispiacque più di tanto, non avrebbe saputo cosa raccontargli o meglio si sarebbe vergognato troppo nel confessargli come stava, quindi fece un respiro profondo e si rannicchiò portandosi le ginocchia al petto. Passarono così alcuni minuti ed Hikaru, non riuscendo a prendere sonno, esasperato da quell’atmosfera pesante che si era creata decise di alzarsi. Non sopportava quel silenzio e, non sapendo cosa dire, pensando che il fratello si fosse assopito, aprì la porta della stanza ed uscì per dirigersi in cucina dove si sarebbe fatto una bella tazza di latte caldo la quale sicuramente lo avrebbe aiutato a rilassarsi un po’. Quando fu uscito Kaoru, che non stava affatto dormendo, rotolò fino a mettersi supino e, fissando il soffitto alla luce lunare che filtrava dalla finestra, pensò:

‹‹Non capisco perché stia tenendo quest’atteggiamento verso di me, ma forse è meglio che faccia qualcosa quando torna…non mi va di stare così! E poi domani c’è la recita, mica possiamo arrivarci litigati, però ogni volta succede qualcosa, non si può mai stare tranquilli…›› e qualche lacrima gli rigò le guance.

Hikaru nel frattempo al piano di sotto bevve tutto d’un fiato la bevanda calda e poi, tornato in camera, vedendo il gemello fissare il soffitto, disse:

“Spero non ti sia svegliato per colpa mia, ma in tal caso ti chiedo scusa” e si rimise sotto le coperte.

“No, non preoccuparti, non dormivo affatto” affermò avvicinandosi a lui per abbracciarlo.

Hikaru ricambiò e Kaoru strofinò una guancia sulla sua spalla dove successivamente depose un bacio e poi, un po’ incerto, con un filo di voce chiese:

“Sei arrabbiato con me?”.

“Certo che no…perché me lo chiedi?”.

“Così, sembrava…” rispose avvicinandoglisi ancora di più.

“No” replicò l’altro spostandosi leggermente.

“E allora perché ti allontani?”.

“Così…” ‹‹mi vergogno a starti accanto dopo come mi sono comportato›› pensò.

“Vabbè lascia stare ho capito…” disse Kaoru amareggiato mentre lo lasciava andare ‹‹al diavolo tutto!››.

Ma a quella reazione l’altro pensando che se la fosse presa disse:

“A-aspetta…è solo che…ecco vedi prima, quando mi hai fermato…io non volevo che lo facessi ecco!” e man mano che parlava diventava sempre più rosso.

“Ed è un motivo per tenere il muso questo? Mi spiace se ti sei offeso, ma vedi… io non me la sentivo di continuare in quel modo… Si era spezzata la magia del momento e col pensiero che mamma ci stesse aspettando….mi spiace ma non ci sarei riuscito ad andare avanti” disse arrossendo a sua volta.

“Non è che me la sia presa…non te lo so spiegare…” disse girandosi per non guardarlo in viso, dato che avvertiva la faccia completamente in fiamme e sentendosi uno stupido ad avergli detto una cosa del genere.

“Capisco, però ora non voltarti… Dai facciamo pace, litighiamo di continuo e non mi va di stare così…”.

“Non stiamo litigando. Mi sono girato perché mi vergogno…” disse.

“E allora rigirati e abbracciami per favore” lo supplicò.

Hikaru, seppure ancora tremendamente imbarazzato, a quelle parole si impose di cambiare posizione. Non voleva far soffrire il fratello e così, buttandoglisi tra le braccia, nascose il viso nel petto e, stringendolo forte, mormorò:

“Non volevo credessi che me la fossi presa con te…”.

“Beh sembrava così…ora però non ci pensiamo più” disse dandogli un bacio sui capelli.

Hikaru fece segno di si con la testa, il gemello era sempre così dolce e paziente con lui, dire che lo amava era riduttivo e non sarebbe servito ripeterglielo mille volte per fargli capire quanto fosse grande il suo sentimento. Poi, dopo un attimo di silenzio domandò:

“Posso dormire così?”.

“Ma che domande fai? Certo che si…! Lo sai che puoi stare come vuoi” ridacchiò accarezzandogli la schiena leggermente divertito da quella insolita domanda.

A quella risposta il fratello lo strinse più forte e, dopo avergli dato un bacio sul petto, rispose:

“Grazie”.

“Non me lo dai un bacio della buonanotte prima?” chiese Kaoru.

Ma a tale domanda l’altro mugolò contrariato, non voleva alzare la faccia e guardarlo negli occhi così strofinò la faccia sul suo torace e mormorò:

“No…stasera niente bacio della buonanotte…”.

Il gemello lo guardò leggermente stranito poi disse:

“Va bene…vuol dire che te lo darò io!” e così dicendo gli mise velocemente una mano sotto al mento alzandogli il viso e dandogli un sonoro bacio a schiocco sulle labbra.

“Ahhhhh non valeeeeeee!” si lamentò il compagno.

“E invece si” ridacchiò era adorabile la sua espressione imbarazzata.

Hikaru restò a guardarlo per un po’ poi si avvicinò e dandogliene un altro sussurrò:

“Buonanotte”

“Buonanotte” disse Kaoru che lo strinse fortissimo, come per non lasciarlo scappare.

L’altro felice si lascio abbracciare e piano si addormentò seguito dal fratello che prima di chiudere gli occhi pensò all’indomani e a quanto si sarebbero divertiti.