Sprofondare nella tristezza

Una lunga giornata…

Si trovava da solo con il corpo di Shuichi abbandonato fra le sue braccia. Era nel panico, non sapeva davvero che cosa fare. Il suo corpo era scosso da tremori.

Alla fine si decise, lo distese per terra, tirò fuori un fazzolettino dalla sua tasca e lo bagnò con acqua fredda, posandolo poi sulla fronte calda del ragazzino. Poi, lo prese in braccio e uscì dal bagno, infilandosi in una delle tante sale.

Posò Shuichi su un divanetto, sdraiandolo, e inginocchiandosi di fronte a lui, iniziando ad accarezzargli le guance. Doveva assolutamente chiamare Tohma, aveva bisogno di aiuto. Probabilmente non era niente di grave, però… non sapeva comunque che cosa fare.

“Shuichi… torno subito…” stette un attimo a guardarlo, e lentamente iniziò ad avvicinare le sue labbra a quelle di Shindou, ma poi, si ricompose scuotendo la testa e imprecando a se stesso di smetterla di pensare a certe cose in un momento come quello.

Gli accerezzò nuovamente una guancia e uscì di corsa in direzione della sala registrazioni, in cerca di Tohma. Il corridoio, non era mai parso così interminabile, ma poi, finalmente ci arrivò, sfondando quasi la porta.

Noriko e Tohma si voltarono di scatto per la sorpresa, e vedendo lo sguardo preoccupato dell’amico, gli si avvicinarono in fretta.

“Ryuichi-kun… cosa ti succede?” “TOHMA! TOHMA! DEVI AIUTARMI!” il biondino poggiò le mani sulle sue spalle, invitandolo a calmarsi e spiegarsi meglio.

“E se lui stesse davvero male?” Seguchi e Noriko si guardarono senza capire… “Ryu-chan! Per favore, spiegati meglio… chi sta male?” “Noriko… Shuichi sta male… l’ho trovato in bagno, privo di sensi… non sapevo cosa fare… io…” la ragazza accarezzò amichevolmente i capelli a Sakuma, che non la smetteva di tremare… “Calmati… magari non è niente…” “NON LO SO!” “Ryuichi-kun! Portami da lui… Noriko, vai ad avvertire i Bad Luck dell’accaduto… sicuramente non ne sanno nulla…”.

Così, i Nittle Grasper si divisero in quella situazione di emergenza.

Tohma non riusciva quasi a star dietro all’amico, che correva come un matto. Finalmente arrivarono nella sala in cui si trovava Shuichi, e Tohma, stette un po’ a guardarlo. Quanto lo aveva detestato per un periodo? Scosse la testa… ora non era più così… anzi, gli dispiaceva per quanto accaduto.

“Non sembrerebbe nulla di grave! Comunque sarebbe meglio portarlo in ospedale!” Ryuichi era restato in silenzio tutto il tempo a guardare fisso il ragazzino. Poi, Tohma lo prese in braccio e si diresse alla sua auto per accompagnarlo in clinica, e Sakuma lo seguì sempre silenziosamente.

Intanto Noriko, aveva avvertito i Bad Luck, che erano in agitazione.

“Ragazzi, non preoccupatevi, c’è Tohma con lui!” “DOV’È?!” “Hiroshi-kun, calmati! Io non lo so…” il ragazzo temeva il peggio per Shuichi. Sapeva bene qual era il suo stato d’animo, e aveva il terrore che avesse combinato qualcosa.

“Sentite, chiamo Tohma! Aspettate!” la ragazza si allontanò, per poi tornare dopo poco, avvertendoli di andare in ospedale. Velocemente, si diressero fuori dall’edificio.

In ospedale, c’era molta tensione. Il dottore stava visitando Shuichi, e fuori, i due ragazzi attendevano con pazienza.

Tohma era seduto, composto come al solito, anche se si notava che era un po’ teso. Mentre Ryuichi camminava avanti e indietro per la sala d’attesa, aveva un’espressione davvero seria, più seria di quando era sul palco.

“Ryuichi-kun… cerca di rilassarti…” il ragazzo si bloccò, e guardò Tohma… “Ti avverto… che se si è sentito male per colpa si Yuki Eiri, io…” “RYUICHI! Vuoi spiegarmi cosa diavolo c’entra ora Eiri-san? Come puoi pensare sia colpa sua?” “Hai ragione… scusami Tohma…” “Lo so… dici così perchè sei preoccupato… vieni qui, siediti!” il ragazzo si lasciò cadere sulla panca, con la testa fra le mani, mentre Seguchi gli appoggiò una mano sulla spalle come per tranquillizzarlo.

Dopo un po’, arrivarono anche Noriko, K, Sakano-san e i restanti Bad Luck. Erano tutti preoccupati.

“Allora, come sta?” “Hiroshi, calmati, il dottore lo sta visitando…” Nakano annuì e si sedette. Aspettarono ancora cinque minuti, e il dottore uscì dalla sala con un sorriso sulle labbra.

Tutti gli sguardi erano puntati su di lui, così l’uomo iniziò a parlare.

“Allora… non è nulla di grave… ha perso i sensi perchè non si nutre abbastanza… è molto debole…” “IDIOTA!” “Hiro! Calmati!” “Comunque ragazzi, se volete, uno per volta potete entrare, si è svegliato!” il dottore salutò i ragazzi e sparì in un’altra sala.

Il primo ad entrare fu Hiro, che appena lo vide, tirò un sospiro di sollievo. Possibile che fosse così stupido, però? Aveva uno sguardo stanco, poverino…

“Hiro…” il ragazzo si sedette sulla sedia accanto al letto… “Se non fossi in quello stato pietoso ti picchierei!” Shuichi accennò un debole sorriso. Sapeva bene quanto lo aveva fatto preoccupare, e odiava tutto questo. Da quando si conoscevano, Hiro aveva fatto di tutto per lui, e il suo ringraziamento? Dargli solo preoccupazioni.

“Su su, scherzavo! Allora, come ti senti?” “Mmm… se ti dicessi bene, mentirei! E poi, voglio andarmene da qui!” Hiro scosse la testa… “Tu te ne stai qui buono! Non osare nemmeno allontanarti da questo letto fino a che non ti danno il permesso!” “Uffi…” “Sei uno scemo, te le sei cercate!” Shuichi sorrise, e dopo pochissimo, il ragazzo lasciò la stanza in modo che anche gli altri potessero fargli visita.

Ben presto, le visite erano terminate, e mentre Noriko stava uscendo, Shuichi la chiamò con voce flebile.

“Ma… Ryuichi… c’è?” “Si, è qui fuori… vuoi vederlo?” il ragazzo annuì, e lei, gli sorrise come risposta, sapeva bene quanto piacesse a Sakuma quel ragazzino, e sapere che lui aveva voglia di vederlo la rendeva felice.

Shuichi, improvvisamente chiuse gli occhi… non ce la faceva più, per quel poco che aveva fatto, si era stancato moltissimo, cercò con tutte le sue forze di restare sveglio, doveva vedere Ryuichi, ma purtroppo la stanchezza vinse, e si addormentò.

La porta si aprì, e Sakuma entrò, dirigendosi verso il letto. Si accorse solo quando era seduto che il ragazzino stava dormendo, e provò un po’ di dispiacere. Aveva parlato con tutti, e proprio quando era il suo turno, si era addormentato, quella si che era sfortuna, però volle restare ugualmente un po’ ad osservarlo.

Aveva davvero un faccino angelico, non sembrava un ragazzo tanto energetico a vederlo in quel momento. I capelli che gli cadevano sul volto, gli davano un aria così tenera…! Sembrava un cucciolino bisognoso di protezione. Quanto avrebbe voluto essere lui a proteggerlo? Confortarlo quando si sentiva triste, abbracciarlo in ogni momento, accarezzargli i morbidi capelli… ma non poteva. Nel suo cuore era sigillato quel bastardo di Yuki Eiri. Si morse le labbra a quel pensiero, e si lasciò cadere sul letto, finendo col volto sul petto di Shuichi, che si svegliò di soprassalto, gemendo dal dolore. A quel punto, Ryuichi si alzò di scatto, chiedendogli scusa se lo aveva svegliato.

“Oh… Ryuichi… sei tu?” il ragazzo annuì, con lo sguardo basso… “Guarda, che hai fatto bene a svegliarmi! Io… volevo vederti, ma purtroppo mi sono addormentato…” “Beh… hai bisogno di riposare!” “Si, forse…” “Allora, credo che me ne andrò…” “NO! Aspetta…” Shuichi lo guardò, implorandolo di restare. Dopo la sua visita, sarebbe restato solo, e non voleva.

“Che c’è? Perchè mi guardi così?” “No… è che… non voglio restare qui da solo…” Ryuichi abbassò lo sguardo arrossendo. Era chiaro che era riferito in generale, ma ugualmente aveva sentito una morsa allo stomaco. Lentamente, quando sembrava che il battito cardiaco si fosse regolarizzato, alzò nuovamente lo sguardo per guardarlo. Aveva paura dell’effetto che gli faceva Shuichi, perchè sapeva che non sarebbe mai stato ricambiato, e lo faceva cadere nella tristezza, anche se non lo dava a vedere.

“Allora… è vero che non mangi niente?” Shuichi restò un attimo in silenzio… “Già… non ho mai fame…” Ryuichi lo guardò comprensivo. Alla fine poteva immaginarlo, quando hai pensieri brutti in testa, è difficile avere fame.

“Capisco… però dovresti mangiare! Non ti fa bene… lo hai visto anche da solo…” Shuichi annuì, mentre guardava intensamente Sakuma negli occhi. Il ragazzo si sentì in imbarazzo, ma stavolta riuscì a trattenersi, limitandosi a sorridergli.

“Io… devo andare adesso… fuori mi stanno aspettando…” “Ok… grazie per essere venuto… ah! Posso chiederti chi mi ha portato qui?” calò il silenzio… “Ti ha trovato Noriko! Beh, io vado! Mi raccomando, mangia! A presto!” “Ciao Ryuichi!”.

Sakuma si diresse il più velocemente possibile fuori dalla porta. Sentiva che se fosse rimasto dell’altro da solo con lui, avrebbe potuto saltargli addosso. Appena fu fuori, disse che aveva bisogno di tornare a casa, perchè doveva fare delle cose. Non voleva che Noriko lo vedesse così, quella donna era un genio nel capirlo… per lei era un libro aperto! Così, salutò i presenti e se ne andò a passo svelto.

“Benissimo, io direi pure di tornare tutti quanti a casa… oggi è stata una lunga giornata!” “Grazie Seguchi-san…” “Non ringraziarmi Hiroshi-kun, se i avessi fatti tornare al lavoro dopo l’accaduto sarei stato un insensibile… io vado a sentire quando lo dimetteranno e poi tornerò anche io a casa…” “Vengo con lei…” “Daccordo! Allora, ci vediamo domani alla NG! Ciao a tutti!”.

Tohma e Hiro si diressero alla reception per chiedere informazioni, che ricevettero dopo un po’ di attesa. Per fortuna Shuichi sarebbe stato dimesso la sera seguente, gli avevano dato un giorno di osservazione all’ospedale e una settimana a casa.

Nella sua stanza, intanto Shuichi si stava annoiando a morte. Non sapeva cosa fare, la stanchezza se n’era andata via via che parlava con Ryuichi. Non aveva nemmeno il lettore mp3 per distrarsi… e ciò dignificava solo una cosa… imporlo a pensare.

Gli venne per un attimo in mente Yuki… ma cancellò subito quel pensiero, sovrapponendovi sopra l’immagine del suo amico Ryuichi. Ora che ci pensava, ultimamente, avevano aumentato il loro rapporto di amicizia, e poi lui era così gentile! Sentiva che gli doveva molto, e col tempo, magari, l’amicizia sarebbe aumentata di più! Erano così simili come carattere, si divertiva moltissimo in sua compagnia.

Poi, i pensieri caddero su Noriko… che fortuna che l’avesse trovato, ma all’improvviso gli venne in mente una cosa: cosa ci faceva lei nel bagno dei maschi? La cosa gli sembrava strana, magari stava cercando Ryuichi, ma non era comunque convinto. Tutto questo pensare gli tenne occupata la mente per un bel po’, fino a che, finalmente si addormentò, facendo passare così anche quella lunga giornata.