Sprofondare nella tristezza

Addio Yuki!

Erano passati alcuni giorni da quando Tohma aveva invitato Shuichi a stare da lui, avevano avuto una convivenza tranquilla e il ragazzino si era rilassato parecchio in quei giorni.

Mika-san era stata davvero gentile con lui, si rendeva sempre disponibile e quando avevano intrapreso il ‘discorso Yuki’, la ragazza aveva esposto la sua opinione, dicendo a Shindou di non preoccuparsi e che presto se ne sarebbe tornato in America.

Aveva parlato con Eiri a quel proposito e lui le aveva assicurato che ben presto avrebbe fatto ritorno negli Stati Uniti.

Ad ogni modo il cantante non voleva più avere nulla a che fare con il biondo e anche se la donna gli aveva detto che sarebbe andato via, era comunque preoccupato per qualsiasi mossa il suo ex avrebbe potuto fare.

Poi pensava anche a Ryuichi, il suo ragazzo, che adesso era così lontano. Si era promesso di parlargli, ma non aveva trovato un attimo di tempo per farlo. Probabilmente il trentunenne si era pure dimenticato di lui. No. Lo escludeva, non lo avrebbe mai fatto, lui lo amava.

Si diresse a lavoro dopo aver consumato la colazione che Mika gli aveva gentilmente preparato, correndo a perdifiato per le strade nonostante fosse in anticipo.

Arrivato alla NG, seduto sulla poltroncina all’entrata del grande edificio, scorse Ryuichi. Aveva un’espressione talmente assorta da far paura e il ragazzino non sapeva che cosa fare: se andare dritto facendo finta di non averlo visto o buttarglisi con le braccia al collo per dimostrargli quanto gli fosse mancato.

Ormai aveva ammesso a se stesso che lo amava, avrebbe voluto farlo sapere anche a lui ma gli mancava il coraggio.

Prima che potesse decidersi sul da farsi, il vocalist dei Grasper alzò lo sguardo e incrociò quello di Shuichi, ammiccando un debole saluto, cercando di nascondere la felicità di vederlo.

Il ragazzo più giovane si avvicinò lentamente all’altro, ricambiando il saluto e appena furono vicini, il ragazzo dagli occhi blu cercò di sorridere.

“Ciao Shuichi. È un po’ che non ci vediamo.”

“Già, sembra quasi impossibile dato che stiamo insieme.”

Disse quella frase per vedere la reazione dell’altro, che a quelle parole assunse un’espressione triste.

“Credo che dobbiamo parlare sai?”

Un brivido di terrore percorse la schiena del ragazzino, aveva una paura fottuta che Sakuma volesse mollarlo per come si era comportato, che si fosse stancato di amare una persona che fino a quel momento non lo aveva ricambiato.

Era immobile. Fu il maggiore a scostarlo dai suoi pensieri, prendendolo per un braccio e portandolo in un posto appartato in modo che potessero parlare con calma e in privato. C’era un alone di freddezza e tensione nell’aria, quasi palpabile.

Ryuichi si appoggiò al muro osservando il suo ragazzo negli occhi e senza aspettarsi uno sguardo da parte sua iniziò a parlare. Inizialmente il tono era basso ma pian piano aumentò i toni fino a raggiungere un volume udibile e più sicuro di sé.

“Shuichi, ho bisogno di avere una risposta da te. Devi affrontare una scelta perchè io non posso stare ad aspettarti in eterno.”

Il vocalist dei Bad Luck sospirò e annuì, alzando finalmente lo sguardo per poter vedere l’amante in viso.

“Scegli: o me o Yuki Eiri. Capisci che io ne soffro. Ho bisogno di certezze…”

Prima di rispondere Shindou attese qualche secondo, poi iniziò il suo discorso.

“Senti Ryuichi, mi dispiace per tutto quello che ti ho causato, credimi non sai quanto mi sento in colpa. So di averti fatto star male e so di essere solo un bastardo insensibile. Ultimamente ho pensato soprattutto a me stesso, crogiolandomi nel mio dolore senza pensare a quanto potessi soffrire tu. Ma in questi giorni che siamo stati separati ho pensato molto a noi due. Solo a noi due.”

Pausa. Ryuichi se ne stava con lo sguardo fisso sul ragazzo dagli occhi color porpora e il fiato sospeso.

“Adesso ho fatto chiarezza. Sono fermamente convinto della conclusione a cui sono arrivato.”

Shuichi sorrise radiosamente e l’altro non capiva il perchè, un’idea ce l’aveva, ma non voleva fare pensieri troppo affrettati, stette solamente in silenzio ad attendere il suono della voce del suo amore.

“Ryu-chan…”

Lentamente il diciannovenne si avvicinò al volto del compagno, lasciando che i respiri si fondessero e i cuori iniziassero a battere ad un ritmo superiore al normale. Qualche istante dopo il più piccolo posò un lieve bacio sulle labbra tremanti dell’altro, che per istinto lo spinse via.

“Smettila! Smettila! Piantala di comportarti come se non fosse successo nulla!”

“Va bene. Finisco il discorso, poi deciderai tu come comportarti di conseguenza.”

Shuichi si era fatto improvvisamente serio, essere stato respinto gli aveva fatto perdere tutta la sicurezza. Lo sguardo dell’altro lo metteva in soggezione, ma decise di continuare ciò che aveva lasciato a metà.

“Ryu-chan…”

Aveva bisogno di un contatto fisico, perciò senza togliere lo sguardo da quei bellissimi occhi blu, Shuichi afferrò entrambe le mani del ragazzo che non si ritrasse, percependo il forte tremore che le scuoteva.

“Io… mi sono reso conto tardi di quello che provo. Finalmente ne sono certo, ho dimenticato del tutto Yuki, perchè io amo te. Tu sei la persona che desidero resti al mio fianco.”

Ci fu un lungo attimo di silenzio, durante il quale le lacrime inziarono a scendere copiose da quegli occhi color cobalto, non riusciva a dire niente, neppure a muoversi, sapeva solo che la felicità cresceva a gran velocità dentro di sé.

Lentamente riacquistò la ragione e senza pensarci due volte si lanciò fra le braccia del suo Shuichi, che ricambiò con altrettanta foga stringendolo con amore.

“Ti prego, non piangere…”

“Sono felice. Mi sei mancato così tanto, stupido! Non c’è stato un solo instante in cui io non ti abbia pensato. Ho bisogno di fare l’amore con te e sentirti dire che mi ami. Ti prego, dillo di nuovo.”

Il ragazzo dai capelli fucsia avvicinò le labbra all’orecchio dell’altro e sussurrò quelle due paroline tanto significative.

“Che ne dici? Torniamo a casa?”

Ryuichi lo guardò e annuì sorridendo.

“Tohma capirà…”

Insieme uscirono dalla stanza per mano e si diressero verso la loro abitazione, dicendo alla ragazza della reception di informare Seguchi che non sarebbero stati presenti alle prove quel giorno.

In poco tempo furono a casa e senza soffermarsi si diressero in camera sdraiandosi sul morbido letto.

Ryuichi tolse velocemente la maglia e i pantaloncini all’altro lasciandolo con solo i boxer indosso iniziando ad accarezzarlo delicatamente, godendo del calore che emanava quel corpo perfetto.

Si staccò un attimo per levarsi i vestiti restando pure lui in biancheria intima e tornando ad occuparsi dell’amante, che fremeva nell’attesa di essere toccato e baciato. Con la lingua tracciò alcune linee immaginarie sul petto del ragazzo muovendosi su di lui, lasciando che i due membri si toccassero.

Shuichi insinuò entrambe le mani sotto la stoffa dei boxer accarezzando il sedere del compagno spingendolo in basso in modo da far aderire maggiormente le due erezioni. Il ragazzino non resisteva più, aveva voglia di sentire quella calda lingua sul suo sesso pulsante di piacere, così, come se avesse letto nei suoi pensieri Sakuma abbandonò il petto, abbassando nel contempo la barriera che li divideva posandovi in seguito le labbra.

Iniziò a leccare tutta la lunghezza dell’asta, soffermandosi sul piccolo buco insinuando la linguetta all’interno, per poi avvolgerlo completamente con la bocca, scoprendolo umido di piacere.

Con una mano andò a stimolargli i testicoli, e udì i gemiti dell’amante farsi più frequenti.

Shindou non ricordava che si potesse provare un piacere così immenso, aveva paura che sarebbe esploso da un momento all’altro. Per istinto mise le mani fra i capelli del trentunenne che aveva in mente di provocargli un piacere maggiore.

Quest’ultimo allungò una mano verso la bocca di Shuichi che iniziò a succhiargli le dita e poco dopo ne inserì due nella stretta entrata, provocando all’altro un senso di eccitazione più grande e pian piano andò ad aumentare il ritmo, fino a che il più piccolo venne.

Ryuichi non volle perdersi neppure una goccia di quel prezioso nettare, assaporandolo, dopodichè risalì fino alla bocca del ragazzo e lo baciò con passione.

Ben presto sentirono entrambi di aver bisogno di andare più a fondo, così Sakuma allungò una mano verso il comodino e afferrò il tubetto di lubrificante, lo spremette sull’apertura dell’altro e iniziò ad inserirsi in lui.

Quando fu completamente dentro al corpo del ragazzo, cominciò a muoversi al suo interno, andando a ritmo con i suoi gemiti.

Non durò molto, entrambi raggiunsero l’orgasmo dopo poco. Ryuichi si rilassò completamente, era ancora unito al compagno e di tanto in tanto gli posava lievi baci sulla guancia.

Il ragazzino sorrideva. Aveva fatto l’amore consapevole dei sentimenti che provava ed era stato meraviglioso, e decise di rendere partecipe l’altro dei suoi pensieri.

“Ryuichi, ti amo così tanto.”

Il trentunenne lo strinse forte a sé e lentamente uscì dal corpo dell’altro.

“Anche io, non sai quanto piccolo.”

Era stato un rapporto intenso, ricco di emozioni. Entrambi erano appagati e pian piano Sakuma scivolò nel sonno. Shuichi era rimasto sveglio e mentre accarezzava i capelli dell’amante si perse nei suoi pensieri.

‘Credo che sia stata una delle volte più belle in cui abbiamo fatto l’amore.

Ora lo so. Io amo solo lui.

Sono finalmente libero e felice.

Ho deciso. Andrò di persona a dire addio a Yuki.

Sarà quello il momento in cui sarò davvero libero.

Per il momento posso solo dirlo a me stesso:

Addio Yuki!’

Scostò il ragazzo da sopra di sé, spostandolo di lato, lo coprì con il lenzuolo e si allontanò dalla stanza, lasciandogli un bigliettino con su scritto che sarebbe tornato per l’ora di pranzo.

Andò diretto verso casa di Yuki, era talmente sicuro di sé che niente e nessuno avrebbe potuto distoglierlo dalle sue intenzioni.

Appena fu davanti all’abitazione del ragazzo suonò il campanello senza esitazione e non appena il portone gli venne aperto, vi entrò dirigendosi verso l’ascensore. Strano che Eiri non si fosse preoccupato di chiedere chi fosse… ma a Shuichi non importava.

Spalancò la porta d’ingresso per trovarsi l’espressione sorpresa del biondo, non aveva la minima idea di cosa ci facesse lì quel ragazzino. Dopo un po’ gli si formò un sorriso sul volto, forse era lì perchè si era convinto a tornare da lui.

“Sei tornato allora…”

Il tono spavaldo dello scrittore disgustò il ragazzino, come poteva essere tanto convinto che volesse ancora stare con lui?

“Non credo proprio!”
“Allora che vuoi?”

Shuichi ghignò.

“Dirti addio!”

Al cuore di Yuki mancò un battito, non aveva pensato neanche lontanamente a quell’opzione, davvero quel moccioso lo stava piantando? Davvero non lo amava più?

“Sai Yuki, per un sacco di tempo ho continuato a sperare che tu tornassi da me, però l’hai fatto troppo tardi. Il mio cuore ora appartiene a Ryu.chan! Non amo che lui… e…”

“Zitto!”

“Non tornerò mai da te, per cosa? Per soffrire ancora?”

“Smettila!”

Il biondo aveva assunto un’espressione triste, gli faceva male sentir quelle parole uscire dalle labbra di Shuichi, colui che un tempo avrebbe dato la vita per vederlo felice, aveva fatto di tutto pur di conquistarlo e ora? Gli stava dicendo addio.

Inizialmente credeva di esser tornato in Giappone perchè aveva voglia di fare sesso con il cantante, ma solo ora si rendeva conto che non voleva quello, bensì essere amato da lui.

Si accorse in quel momento di ciò che provava per lui: amore. Se l’era lasciato sfuggire dalle mani per colpa di un suo capriccio e adesso non poteva tornare indietro.

Alcune lacrime si fecero strada sul suo volto, il vocalist lo guardava incredulo.

“Yuki… ma tu…?”

“Stai zitto.”

“Cosa ti succede?”

Velocemente si asciugò le lacrime col dorso della mano e fissò intensamente il ragazzo che vedeva molto lontano.

“Vuoi davvero saperlo? Ormai è tardi, ma te lo dirò. Le cose si sono capovolte, ora sono io quello che è innamorato di te. Sono stato così stupido da non rendermene conto prima e son rimasto fregato!”

Il diciannovenne non poteva credere a quelle parole, la rabbia che provava verso di lui aumentò. Aveva sofferto un sacco per lui e adesso aveva il coraggio di dirgli che era innamorato?

“Sì Shuichi. Sono tornato per te.”

Guardando meglio il viso di Eiri, non poté fare a meno di provare anche tanta tenerezza, in fondo aveva sofferto molto nella sua vita e adesso stava male di nuovo. Gli dispiaceva perchè sapeva come ci si sentiva a non essere corrisposto, ma era stato stupido.

“Mi dispiace Shuichi per ciò che ti ho fatto. Adesso posso capire cosa provavi. Sii felice, è l’unica cosa che posso dirti.”

Sul volto del più giovane si formò un sorriso. Sì, poteva perdonare Yuki, forse un giorno avrebbero potuto rivedersi ed instaurare un rapporto d’amicizia. Ovviamente ce ne sarebbe voluto di tempo, ma comunque sapeva che prima o poi sarebbe andata in quel modo.

“Senti, ti saluto Yuki, devo andare.”
“Da Sakuma?”

“Sì, da Sakuma.”

Prima di andarsene gli si avvicinò e gli dette una carezza sulla testa.

“Io non serbo rancore. Ti ho già perdonato.”

Detto questo uscì di casa, lasciando il biondo solo con i suoi pensieri ma con un piccolo sorriso per le ultime parole del suo ex.

*Owari 23*