Capitolo 1

Cap 08

Passarono così le ore del pomeriggio a parlare un po’ tra loro, finché ad un certo punto Shuichi decise di andare a farsi una doccia. Senza pensare che l’amico potesse imbarazzarsi, si spogliò davanti a lui, restando così a petto nudo e con i pantaloni mezzi slacciati. Si voltò verso di lui, dicendogli che avrebbe fatto in fretta. Andò così in bagno, lasciando la porta socchiusa…

Hiroshi vedendo che se n’era andato, sospirò. Si buttò poi nuovamente sul letto, pensieroso…

Ripensava al bacio di poco prima. Il suo primo bacio, ad un ragazzo almeno, ma soprattutto, con il ragazzo che gli piaceva.

Nel sentire lo scroscio dell’acqua della doccia si voltò verso la porta. Si crearono nella sua mente diverse immagini… Immagini di shuichi che si faceva la doccia, tutto insaponato, di come le gocce d’acqua e sapone scorressero lente e veloci sul suo corpo cosi snello e ben fatto…

Dopo un po’ però, scosse la testa di colpo come a voler scacciare quelle immagini dalla sua mente chiedendosi che diavolo andasse pensando, diventando tipo color pomodoro in volto.

Si girò poi di scatto ed affondò la faccia nel cuscino cercando di levarsi quel pensiero dalla testa.

Poco dopo, Shuichi uscì dal bagno con solo un asciugamano attorno alla vita tornando in camera per vestirsi dato che si era dimenticato di prendere il ricambio pulito, vedendo poi l’amico disteso sul letto gli si avvicinò lentamente “tutto bene hiro?” gli chiese un po’ impensierito dal suo comportamento di poco prima per via del suo bacino. Si sedette poi sul materasso, appoggiando una mano sui suoi lunghi capelli sparsi disordinatamente sulla schiena, carezzandoglieli dolcemente.

Sentendo la sua mano, strinse di più il cuscino irrigidendosi un po’ mormorando appena “non ho niente… tranquillo…”

Shuichi però non era pienamente convinto delle parole dell’amico e si limitò solamente a dire che era un po’ preoccupato per quel suo comportamento, credeva di aver ferito i suoi sentimenti con quel piccolo gesto che aveva fatto.

Hiro rimase fermo in quella posa per un bel po’ di tempo per godersi le piacevoli carezze di Shuichi sui propri capelli, finché non si voltò tenendo però sempre gli occhi chiusi affermandogli che non doveva affatto preoccuparsi per quel fatto “vedi.. io… io…” Ma non continuò e si mise steso su di un fianco dando le spalle al ragazzino, ma a quel suo gesto Shuichi s’intristì ancora di più, decise poi di dargli un po’ di coccole ed affetto. Si stese dietro di lui e gli circonda la vita con le braccia appoggiando successivamente il suo corpo ancora umido e caldo contro di lui azzardando una frase “ti prego Hiro… dimmi che ti succede… continua quella frase…”

Hiro deglutì a fatica nel sentire quel corpo caldo vicino al suo e scuote la testa dicendo “No… non posso…” A quel punto, però, Shuichi non sapendo cosa fare preferì non insistere e disse “Va bene se non me lo vuoi dire fa niente… Ricorda però che puoi sempre contare su di me” Si alzò successivamente dal letto ed afferrò un cambio di vestiti puliti ma preferì andare a cambiarsi in bagno visto il comportamento di Hiro che intanto restò sempre voltato, annuendo piano a lui nel sentire le sue parole come per incoraggiarlo e non appena sentì che Shuichi si era allontanato si voltò verso quella stanza osservandola con uno sguardo vuoto e pensieroso.

Il ragazzino, nel rivestirsi, tornò con i suoi pensieri a Yuki ed a tutto ciò che gli aveva fatto. Una volta che ebbe finito sistemò il bagno ed uscì in corridoio con fare pacato tenendo lo sguardo fisso sul pavimento. Andò in cucina, aprì il frigo e n’estrasse una bibita mettendosi a sorseggiarla restando immerso nei suoi pensieri ‘questa giornata è proprio indimenticabile…’.

Continuò a bersi quella bevanda così fresca e rilassante, avrebbe voluto mandare un messaggio a Yuki per scusarsi del comportamento che aveva tenuto con lui quella mattina, anche se a parer suo, tra loro l’unico che doveva scusarsi era proprio il bel biondino. Gettò infine la lattina vuota nel cestino e tornò verso la camera da letto.

Nel frattempo Hiro se ne stava ancora raggomitolato sul morbido materasso pisolando, senza curarsi di una piccola lacrima che scorreva lentamente lungo la sua guancia. Sapeva che tutti i sentimenti che provava per quel ragazzino così vivace e pieno d’energie non avrebbe mai potuto rivelarglieli, forse per paura. Era così soprappensiero che non lo avvertì nemmeno entrare in camera.

Shuichi pensò che anche l’amico aveva iniziato a comportarsi stranamente con lui e non capiva assolutamente il motivo di tale atteggiamento. Si avvicinò così sempre di più fino ad affiancarlo e sedersi sul letto accanto a lui riprendendo a carezzarlo sui morbidi capelli castani notando infine quella piccola goccia sulla sua gota sussurrando poi con voce un po’ triste “dimmi che ti prende… per favore… confidati con me…”

Hiro mugolò nel sonno avvertendo la presenza di qualcuno, ma sentendo poi quelle dolci carezze disse “Mh… credo di essermi appisolato……”

Shuichi gli sorrise con dolcezza e prese ad accarezzargli una guancia asciugandola da quella lacrima appena caduta dicendogli “Perchè piangi?” A quella sua domanda però vide Hiro fare un piccolo sorrisetto imbarazzato assicurandogli che non stava per niente piangendo, ma Shuichi ribatté fissandolo intensamente “Eppure ti ho appena asciugato una lacrima…”

Hiro s’inventò una scusa in tutta fretta e gli affermò che aveva solamente sbadigliato. Vide il ragazzino fissarlo negli occhi continuamente, come a voler scrutare se diceva il vero dal proprio volto, probabilmente aveva intuito che stesse mentendo. Shuichi scosse leggermente la testa e gli posò un bacio sulla fronte.

Avvertendo quel piccolo e dolce gesto chiuse gli occhi come a volersi godere appieno quel momento, le sue labbra erano così calde e morbide come sempre, scattò in avanti stringendo Shuichi in una dolce morsa come a non volerlo lasciare andare via, sentendolo però lamentarsi appena per quella stretta improvvisa sussurrando appena “Hi… Hiro…” Non gli rispose, si sollevò solamente dal letto mettendosi seduto bene sul materasso portando poi Shuichi sopra alle sue gambe e senza mai sciogliersi dall’abbraccio posa delicatamente la testa contro la sua spalla. Il rosso arrossì visibilmente a quel gesto, ma non si spostò ne fece niente per allontanare l’amico da sè allungando solamente una mano verso la sua testa, anche se piuttosto esitante, iniziando ad accarezzarlo amorevolmente. Pensò che Hiro si stesse comportando in modo davvero strano con lui quella mattina finché un’idea gli balenò in mente ‘che sia innamorato di me?!’ ma venne subito scosso da quel pensiero quasi assurdo per lui, visto che prima non aveva mai fatto niente di simile, non appena avvertì la sua mano carezzargli la calda ed esile schiena emettendo istintivamente un gemito.

Intanto Eiri stava pensando e ripensando a dove fosse finito quel ragazzino così rumoroso visto che non lo vedeva tornare, era incerto e non sapeva se chiamarlo o meno, ma stanco di aspettare sbuffò ed afferrò il cellulare. Scorse la lista con i nomi e premette invio sul numero di Shuichi attendendo risposta.

Shuichi sentì il cellulare squillare e cercò di scostarsi dalle braccia di Hiro, ma sembrava non volerlo lasciare per nessuna ragione. Alla fine riuscì a spostarsi anche se a fatica ed afferrò il cellulare. Vedendo che si trattava di Yuki fece un’espressione stupita. Rispose con fare incerto, subito il tono di voce di Yuki gli apparve freddo, restò un pò al telefono con il bel biondino che gli disse di volersi far perdonare per ciò che era successo la mattina e gli propose di andare a casa sua quella sera per le 20. Non sapeva esattamente cosa avesse in mente Yuki, ma sperò che non volesse ripetere quei giochetti che a lui non piacevano neppure un po’, riattaccò così il telefono salutandolo.

Durante quella telefonata, Hiro se n’era andato in terrazzo da solo come a volerlo lasciar parlare senza nessuno attorno, se ne stava appoggiato alla ringhiera placidamente pensando continuamente ad un mucchio di cose tutte assieme, si sentiva profondamente geloso, ma doveva tenere nascosti quei pensieri, sospirò e nascose il viso contro le braccia rimanendo lì fuori finché non avvertì una presenza dietro di sé.

Era Shuichi che una volta finita la chiamata con Yuki lo aveva raggiunto all’esterno. Rimase per un po’ a fissarlo da lontano vedendolo davvero giù di morale, decise di affiancarlo. I capelli erano lentamente scossi dalla lieve brezza pomeridiana facendone finire alcuni sul volto dai lineamenti androgini e delicati “Hiro… Non so… Parliamone… Non sopporto vederti così…” continuando a fissarlo intensamente.

Il giovane si voltò appena sentendo la sua voce, lo sguardo era un po’ triste e sconsolato ma sperò che Shuichi non se n’accorse e gli affermò che non c’era molto di cui parlare visto che non aveva nulla di che.

Ma a quel punto il ragazzino si spazientì un po’, sbatté la mano contro la ringhiera per attirare la sua attenzione e rimase a fissarlo con gli occhi appena lucidi di rabbia e lacrime “Non fare così! Ho capito sai! Secondo me tu….Tu sei innamorato di me….” disse tutto d’un fiato fino anche a quelle ultime parole si zittì completamente abbassando lentamente lo guardo.

Hiroshi si spaventò un po’ per il colpo che l’amico aveva dato con la mano, ma subito non ci fece più caso essendo colpito letteralmente dalle sue parole sentendosi il cuore in gola per paura che avesse intuito qualcosa così tentò di smentire le sue insinuazioni “ma che stai dicendo… io sono un ragazzo… come posso esser innamorato di te…”. Quelle parole gli erano costate parecchio visto che era l’esatto opposto di ciò che aveva detto.

Shuichi nel sentire le sue parole si fece piuttosto pensieroso, probabilmente si era sbagliato sul conto di Hiro e non era affatto innamorato di lui, così si girò di schiena e non disse più nulla. Hiro così gli si avvicinò facendo finta che non fosse successo nulla chiedendogli poi cosa volesse Yuki al cellulare poco prima e così gli spiegò che quella sera per le 20 doveva andare a casa sua dove si sarebbe fatto perdonare per quello che aveva combinato la mattina e siccome mancava ancora molto all’orario stabilito. Hiro chiese che volesse fare e dopo un po’ a pensare, gli propose di fare un giretto per negozi e comprare qualcosa per quella sera.

Shuichi annuì, contento di quell’idea, rientrarono in casa e si prepararono fino a che una volta pronti, uscirono dalla palazzina diretti per le stradine affollate di Tokyo raggiungendo i negozi del centro.

Passeggiarono per diversi minuti in cerca di qualche bella bottega di vestiario, anche se non era pienamente d’accordo che vedesse quel ragazzo voleva fare di tutto per Shuichi, se in quel modo era felice lo avrebbe accontentato in qualsiasi maniera. Hiroshi adocchiò un bel negozietto dopo un po’ e vi trascinò Shuichi all’interno. Non avrebbe badato a spese quel giorno, voleva che fosse elegante e subito si mise a frugare qua e là gli abiti fino a che non intravide un completo formato da una camicetta bianca, pantaloni blu e una giacca sempre in tinta con i essi. Incitò Shuichi a provarselo e detto questo lo spinse dentro al camerino con una piccola pacchetta sul sedere ridacchiando tra sé.

Il ragazzino arrossì per il suo gesto inaspettato, ma senza ribattere iniziò a provarselo. Una volta che ebbe finito tirò la tenda del camerino chiedendosi però se fosse un po’ eccessivo solamente per una cena.

Hiro appena si voltò a guardarlo rimase quasi incantato da tutta quell’eleganza e gli si avvicina sistemandogli un po’ il colletto della camicia “stai benissimo vestito così… se fossi al suo posto ti s… Cioè… volevo dire gli piacerai di sicuro!!” e fa una risatina appena nervosa visto che gli stava scappando di bocca un -ti salterei addosso-

L’amico lo guardò interrogativamente un po’ sorpreso per quella sua frase spezzata, ma decise di non farci molto caso visto che si comportava in modo strano continuamente quel giorno. Decise allora di comprarlo fece per afferrare il portafogli ma hiroshi lo fermò, avrebbe provveduto lui a pagare quel vestito, voleva fargli un regalo.

A quelle parole gli occhi di Shuichi s’illuminarono quasi di gioia saltando poi letteralmente al collo del ragazzo riempiendolo di piccoli baci sul volto, anche se a quel gesto lo sentì come irrigidirsi ed arrossire notevolmente. Si staccò così da lui e lo lasciò pagare fino a che non uscì al suo fianco dal negozietto saltellando allegramente per tutte le viette della città, era felice del regalo che l’amico gli aveva fatto e continuò a guardarselo, mentre lo indossava. Pensò che lui fosse un vero amico, anche se c’era qualcosa che lo turbava e si poteva vedere chiaramente, non gli faceva mai mancare nulla ed era sempre sorridente con lui, anche se preferiva che si confidasse con lui. Venne però ridestato da quei pensieri da Hiro stesso, aveva avvistato una gelateria lì vicino e constatò che un gelato era un ottima idea, avviandosi con lui verso di essa.

Giunsero nella gelateria ed Hiro prese un gelato allo yogurt per se e uno alla menta per Shuichi.

Si sedettero su una panchina ed iniziarono a mangiarlo con gusto, soprattutto Shuichi dato che la menta era il suo gusto preferito, e quando lo finì disse a Hiro che ne voleva un secondo, ma il ragazzo, sempre premuroso nei suoi confronti, sostenne che gli avrebbe fatto solamente male alla pancia se avesse esagerato e gli accarezzò così appena il ventre sentendolo mugolare a quel contatto. Notò in seguito che aveva la bocca sporca, avvertendolo di ciò ma quando vide che stava per pulirsela con il dorso della mano lo anticipò e assicuratosi che nessuno li vedesse, gli da una piccola leccatina per ripulirlo dal gelato.

Shuichi sussultò scostandosi da Hiro, fissandolo con fare molto interrogativo fino a che l’amico stesso si scusò, ma il ragazzino scosse la testa sorridendo come per assicurarli che non doveva scusarsi, anche se a quello strano gesto, aggiunto ai precedenti, confermava sempre di più la sua idea, in altre parole che provasse qualcosa per lui.

Hiroshi tirò un sospiro piuttosto lungo rimanendo in un silenzio quasi irreale per dei lunghi ed interminabili minuti, finche fingendosi assonnato si stese sulla panchina appoggiando la testa sulle gambe di Shuichi, visto che era ancora presto per il suo appuntamento si accoccolò contro di lui chiedendogli successivamente se poteva accompagnarlo a casa di questo famigerato Yuki Eiri visto che era curioso di vedere che persona era e sorrise sentendo che accettò la sua proposta. Si mise poi steso su di un fianco appoggiando la guancia contro la calda gamba dell’amico facendogli così avvertire il calore del suo stesso respiro attraverso la stoffa, ma avvertendo ciò sussultò appena, con tutti quei piccoli gesti e movimenti lo stava facendo eccitare non poco ma tentò di non darlo a vedere facendosi sfuggire però un piccolo colpo di tosse completamente imbarazzato cercando comunque di controllarsi visto che erano in pubblico.

L’amico sentendolo però un po’ strano si voltò guardandolo negli occhi allungando successivamente una mano contro la sua guancia carezzandola mentre gli sorrise dolcemente, vederlo tutto imbarazzato lo divertiva parecchio, gli afferrò poi una mano nella sua dandovi piccoli bacini sul dorso.

Shuichi deglutì a fatica, mentre riusciva a trattenere sempre meno il controllo su di sé così lo scosto un po’ per sicurezza inventandosi una scusa “Ti prego fermati…… E poi qui ci potrebbero vedere e pensare chissà che cosa…..” Piegò in fine il volto di lato con le guance rosse per l’imbarazzo di quelle strane attenzioni da parte sua.

Il ragazzo dai capelli castani annuì anche se un po’ intristito visto che gli piaceva rimanere in quella posizione e si solleva completamente da lui alzandosi anche dalla panchina assieme a lui. Si stiracchiò un po’ e ormai visto che era tardi, decise che era arrivato il momento di accompagnare Shuichi da quel ragazzo.

Durante il cammino cercò di essere il più naturale possibile iniziando a fargli qualche domanda su Eiri, vedendo però che il ragazzino non si soffermò molto nei dettagli come se avesse intuito che quello gli desse fastidio. Ad un tratto circondò le sue spalle stringendolo forte a se sussurrando al suo orecchio “ricorda… se ti fa qualcosa che non va chiamami… capito?” Shuichi annuì promettendogli ciò che gli aveva chiesto.

Continuò a camminare lentamente fianco al fianco con l’amato fino a che non giunsero sotto la palazzina di Yuki.Era davvero curioso di vedere questa persona. Attese che Shuichi fece aprire il portone e salì con lui nell’ascensore appoggiandosi ad una parete sospirando quasi rassegnato.

“Tutto bene Hiro?” Chiese Shuichi vedendo l’amico sempre più strano, ma come il solito gli assicurò che non aveva nulla. Era sempre più preoccupato e rimase nell’angolino dell’ascensore in silenzio fino a che sorse le porte aprirsi ed uscì da lì con Hiro al seguito. Nell’avvicinarsi sempre di più alla porta dell’appartamento di Yuki, aveva il cuore che gli batteva a mille nel petto per l’emozione di rivedere il suo bel biondino. Vi si fermò davanti senza fare una sola mossa visto che era un po’ timido, ma infine prese coraggio e suonò appena il campanello. Non attese molto. Eiri aprì la porta ancora mezzo svestito visto che stava ancora finendo di cambiarsi e prepararsi per la serata incrociando subito gli occhi di Shuichi con i suo rimanendo a fissarlo per un po’ finendo di abbottonarsi la camicetta limitandosi solamente a dire “ciao, entra…” ma la sua attenzione venne colpita dalla persona accanto a lui, un ragazzo dai lunghi capelli castani e abbastanza alto, chiedendo anche se non molto garbatamente chi fosse quella persona visto che aveva invitato a cena solamente il ragazzino.

Hiroshi non tardò a costatare che il biondo non era di maniere molto gentili limitandosi, però a guardarlo parecchio male, sentendo poi l’amico spiegargli chi fosse e perché era lì con lui al momento, anche se lo vedeva come impacciato nel parlare, come se avesse paura di qualcosa. Si sentiva letteralmente squadrato da capo a piedi da quel ragazzo così freddo e sgarbato.

“Un amico? Credevo avessi così paura di me e fossi venuto qui con la scorta” proferì Yuki sarcasticamente verso il rosso.

L’amico di Shuichi però a quelle parole capì immediatamente a cosa si riferiva e strinse forte un pugno sibilando quasi minacciosamente verso Eiri: “Anche se lo avesse fatto, avrà avuto i suoi buoni motivi! In ogni caso l’ho solo accompagnato qui!”

I due continuarono a scambiarsi degli sguardi piuttosto ostili fino a che non intervenne Shuichi a fermarli pensando che se avessero continuato a quel modo sarebbe finita molto male. Aveva capito da subito che tra Hiro e Yuki non c’era una buon’intesa ed era meglio tenerli a debita distanza l’uno dall’altro.

Hiroshi Sbuffò e visto che davanti all’amico non voleva certo litigare non fece nulla se non avvertirlo che ora sarebbe tornato a casa. Non capiva proprio come facesse a sopportarlo con il carattere che si ritrovava. Lo abbracciò carezzandogli appena il volto sussurrandogli all’orecchio un flebile “ciao…” per poi lasciarlo andare ed avviarsi nell’ascensore diretto verso casa.

Shuichi però sussultò appena, intimorito da Yuki visto che l’amico l’aveva carezzato ed abbracciato proprio davanti a lui e non sapendo cosa dire ne fare rimase immobile sull’ingresso della porta ma poco dopo venne come ridestato dalle parole del biondino che lo invitò ad entrare in casa e così lo seguì lentamente dentro all’appartamento rimanendo però sempre in assoluto silenzio, era anche un po’ teso.

Yuki lo fece accomodare sul divano dicendogli di attendere lì un momento tornando in cucina a preparare le ultime cose visto che era arrivato piuttosto in anticipo. Non appena finì di sistemare, tornò in salotto parandosi di fronte a lui allungandogli poi una mano per farsi passare la giacca.

Il ragazzino lo guardò un po’ interdetto per alcuni istanti e si levò infine la giacchetta blu rimanendo solamente con la bianca camicetta leggera continuando, però a fissarlo. Sentì in lui la voglia di saltargli addosso e baciarlo con passione, ma si limitò nel guardarlo, perdendosi in quei magnifici occhi ambrati. Ma prima che potesse muovere un singolo muscolo, si ritrovò nuovamente sopra al divano sentendo Yuki mettersi a cavalcioni sulle proprie gambe e chiedergli come mai tanta eleganza quel giorno, ma non rispose completamente imbarazzato biascicando unicamente un “volevo… essere elegante… per te…”.

Yuki sogghignò avvicinando poi le labbra al suo orecchio sussurrando “ma che bravo ragazzino…” iniziando a slacciargli appena un bottone della camicia posandogli piccoli baci e morsetti sul collo, fino a risalire sulle sue guance calde e delicate guardandolo poi dritto nelle iridi color smeraldo, dando inizio ad un piccolo discorso con lui cercando di capire su chi fosse in realtà il ragazzo di poco prima visto che si comportava in modo troppo sdolcinato con lui per essere solamente un amico, ma quella fu la sola risposta che ricevette da lui, non sapeva nemmeno perché ma si sentiva stranamente scocciato e geloso. Decise però di lasciar stare vedendo che Shuichi stesso stava per iniziare a piangere per la sua insistenza nel scoprire la verità, provando a credere alle sue parole. Si alzò così da lui e lo afferrò per mano facendo sollevare anche lui dal divano portandolo sino alla porta della cucina, ma prima di entrare gli fece chiudere gli occhi, dato che era una sorpresa accompagnandolo in seguito fino al tavolo facendolo accomodare sulla sedia, spense la luce ed accese una piccola candela che aveva posto al centro del tavolo, sedendosi poi accanto a lui “ora puoi aprire gli occhi”.

Li socchiuse lentamente ritrovandosi nella cucina buia, illuminata solamente da quella piccola fiamma e appena si rese conto di tutto i suoi occhi si riempirono di piccole lacrime di felicità, con quel gesto aveva gia perdonato Yuki. La tavola era imbandita con le più varie leccornie giapponesi preparate evidentemente da Eiri stesso che sperò che quello che aveva preparato gli piacesse.

Shuichi iniziò a scegliere alcune pietanze dai vari vassoi per servirsi di tutto ciò che poteva mangiare, senza esagerare visto che era ospite di qualcuno, sorridendo radioso. L’atmosfera che si era creata tra loro era davvero bella e piacevole e sperò che non terminasse tanto velocemente e diventasse ancora più intima di quel che era già. Ad un certo punto però s’irrigidì letteralmente strozzandosi quasi con un manicaretto, deglutendo a fatica. Yuki stava strofinando una gamba tra le sue e ne rideva soprattutto divertito nel vederlo in completo imbarazzo balbettando “Yu…Yuki ma cosa… Stai facendo?”. Anche se gli aveva fatto quella domanda lo vide far finta di non capire a cosa si stava riferendo continuando imperterrito nella sua operazione bevendo tranquillamente un po’ di birra dal suo bicchiere. Lo stava facendo completamente eccitare con quei semplici gesti e avrebbe voluto saltargli letteralmente addosso per fargli sentire ciò che aveva provocato in mezzo alle sue gambe e visto che stavano ancora a cena ed avrebbe rovinato di sicuro quel momento se ne rimane zitto zitto continuando a magiare e sopportare le azioni del biondino.

Mangiarono così quasi tutto ciò che era stato preparato fino a che Yuki si alzò da tavola iniziando a sparecchiare velocemente, parandosi poi di fronte a lui afferrandogli il mento con due dita facendoglielo così sollevare verso il suo costringendolo a guardarlo negli occhi “con te mi divertirò molto…” fa poi un piccolo ghigno non molto rassicurante facendo successivamente scorrere le dita dal mento alla sua guancia calda e morbida carezzandola piano, avvicinando nuovamente il viso al suo orecchio iniziando a mordicchiargli il lobo tirandolo appena con ti dentini, a quella mossa vide Shuichi piegare appena la testa di lato e gemere sommessamente per poi abbracciarlo forte a se. Lo lasciò fare, però era in vena di dispetti e quindi gli diede una piccola leccatina sempre sull’orecchio staccandosi infine da lui sciogliendosi dalla sua presa, per poi lasciarlo piantato lì in cucina ed andare in terrazzo a fumarsi una sigaretta.

Shuichi rimase un po’ interdetto vedendo che se ne stava andando e lo aveva lasciato lì da solo, si sentiva solamente preso in giro da lui e parecchio arrabbiato lo segue fin fuori sul balcone fissandolo molto male “Perchè fai così?!?!”

Sentendolo arrivare, Eiri si voltò verso di lui poggiando i gomiti sulla ringhiera guardandolo a sua volta divertito ma non rispose e il suo silenzio fece infuriare di più il piccolo Shuichi che si mise di spalle guardando il paesaggio sottostante tutto pensieroso. Finì in fretta la sigaretta buttandola in seguito sul posacenere. Si avvicinò lentamente a lui abbracciandolo di scatto posando il petto contro la sua schiena sussurrandogli sensualmente all’orecchio “Che ti succede… non ti piacciono i miei giochetti?”. Lo bloccò in seguito tra se stesso e la balaustra.

Il ragazzino sentì un forte dolore allo stomaco per quella pressione cercando così di farlo spostare da se anche se senza successo visto che Yuki era molto più forte e robusto di lui, ma non appena avvertì la calda lingua del ragazzo sul proprio collo emise un gemito appena accennato socchiudendo le labbra nel sentire i baci sensuali di Eiri su di esso “Ahh… Yuki…” era completamente estasiato da tutti quei piccoli gesti che lo facevano letteralmente impazzire… Quella sera sarebbe andato fino in fondo.

Il biondino notando il suo atteggiamento e visto che gli piaceva provocarlo, premette il bacino contro il suo strofinandolo con energia per fargli sentire bene le sue forme intrufolando anche una mano sotto la sua camicia posandola sul caldo e piatto ventre per tenerlo fermo verso di se.

Shuichi spalancò gli occhi a quel contatto con Yuki piegandosi in avanti, emettendo un gemito più acuto dei precedenti. Sentiva la propria eccitazione salire sempre di più, ormai era allo stremo e gli faceva male anche il cavallo dei pantaloni.

Eiri si divertì parecchio nel vederlo in quello stato e cercò così di farlo sollevare nuovamente carezzandogli lentamente tutto il petto da sotto la leggera stoffa, facendo scendere la stessa mano fino al bordo dei pantaloni del ragazzino slacciandogli il bottone ed abbassargli la zip, infilò poi lentamente una mano all’interno di essi posandola sulla sua calda virilità “Mhh… vedo che qualcuno qui è piuttosto eccitato” dandogli per finire un morso al lobo dell’orecchio tirandolo appena con i denti succhiandolo un po’.

Shuichi riuscì solamente a gemere e tremare visibilmente per l’eccitazione di quel piacevole contatto, aveva il cuore che gli batteva ormai forte nel petto iniziando ad ansimare velocemente non appena avvertì Yuki abbassargli di più la lampo per poter lavorare meglio su di lui. Lo lasciò fare mordendosi appena il labbro inferiore, appena i movimenti della sua mano divennero sempre più ritmici e sensuali scorrendo su tutta la lunghezza del suo membro turgido di piacere. Continuò a gemere intensamente per un po’ stringendo le mani su un braccio dell’amato come a volersi reggere visto che sentiva le gambe quasi non reggergli più per l’eccitazione di quel bellissimo momento con lui e alla fine non resistendo proprio più venne nella mano di Yuki bagnandogliela completamente voltandosi poi a guardarlo parecchio imbarazzato con il volto completamente rosso per ciò che aveva fatto.

Il biondino nel sentire il caldo seme di Shuichi fece un sorrisetto compiaciuto e molto sensualmente guardandolo a sua volta mentre iniziò a leccarsi la mano di fronte a lui affermandogli che aveva un buon sapore e il piccolo Shuichi non poté fare a meno di restare ad osservarlo sempre più eccitato dalle sue mosse.

Dopo un po’ Yuki lo lasciò andare e gli fece cenno di seguirlo in casa. Tornarono così entrambi in salotto mettendosi sul divano, accendendo il televisore a basso volume.

Eiri lo osservò con la coda dell’occhio facendo finta di guardare la tv fino a che sbottò con sicurezza e con un tono che non ammetteva repliche “Levati i pantaloni”.

Il rosso lo guardò con fare perplesso completamente colpito dalla sua strana richiesta, ma anche se un po’ contrariato se li slaccia e leva molto lentamente restando in solamente in boxer e camicetta.

Vedendo che stava facendo tutto ciò che gli diceva Yuki gli chiese di avvicinarsi ancora di più a lui indicando le proprie gambe e così Shuichi lentamente si sedette sopra di lui a cavalcioni ritrovandosi poco dopo con la camicetta completamente slacciata dal biondino avvertendo le sue calde dita sul ventre. Tremò leggermente in quanto era la prima volta che qualcuno gli faceva certe cose e Yuki quasi ad avvertire il corso dei suoi pensieri si avvicinò lentamente al proprio orecchio sussurrandogli con fare sensuale “Da come ti comporti sembra che tu non l’abbia mai fatto…” E detto questo fece scivolare lentamente una mano sul sedere.

Shuichi a quella frase si zittì abbassando lo sguardo annuendo alle parole di Yuki senza però fare assolutamente nulla, ma quella scoperta aveva invogliato anche di più il biondino a farlo suo, sentendolo, infatti, intrufolare due dita all’interno dei suoi boxer carezzandogli il fondoschiena, ed a quel piacevole contatto emise un piccolo mugolio irrigidendosi letteralmente come impaurito.

Yuki ridacchiò tra se e se portando in seguito la mano completamente dentro la sua biancheria intima iniziando a mordergli il collo mormorando al suo orecchio “quindi… sono il primo che ti fa tutto questo?” Vide il ragazzino annuire alle sue parole iniziando poi a mordergli e succhiottargli il collo con più energia spingendo anche le dita in mezzo alle sue calde natiche premendo piano contro quella la piccola apertura.

Shuichi sussultò, irrigidendosi ancora di più nell’avvertire quella mossa inaspettata da parte sua, sollevandosi appena per riuscire a guardarlo con gli occhini impauriti e le guance arrossate per l’imbarazzo. Si ritrovò così a fissare Yuki dritto in volto perdendosi completamente in quel suo sguardo magnetico e tenebroso che gli piaceva tanto.

“Rilassati… sei troppo teso… ti farei solo male” disse dolcemente il biondino verso Shuichi cercando di spingere un po’ di più il dito dentro il suo corpo, muovendolo appena appena per tentare di farlo abituare a quell’intrusione avvicinando il volto al suo sfiorando delicatamente le sue labbra con le proprie.

Shuichi cercò di rilassarsi in tutti i modi, ma avvertì una punta di dolore nel sentire quel movimento in lui emettendo flebili gemiti, il cuore gli batteva a mille nel petto e nel silenzio della sala si potevano quasi udire perfettamente, ma per non farsi scappare altri mugolii, unì le labbra con quelle del partner sentendo subito la linguetta di Yuki cercare di entrare nella sua bocca, non fece niente per un po’ visto che era parecchio insicuro su cosa fare, ma infine decise di lasciarlo agire come preferiva, intrecciando per più volte la calda e umida lingua del biondino. Ad un tratto però avvertì un dolore ancora più forte al fondo schiena, infatti, il ragazzo stava cercando di entrare ancora più in lui. Strinse forte le mani sulle sue spalle cercando di rilassarsi in tutti i modi, ma non era per nulla semplice per lui in quella situazione.

Eiri continuò a baciarlo con sempre maggior passione e pensando che ormai fosse abbastanza pronto iniziò a muovere quel dito dentro di lui facendolo entrare ed uscire lentamente la punta di esso, giusto per non fargli troppo male e successivamente prese a stuzzicargli un capezzolo con la mano libera.

Shuichi era completamente preso dai gesti di Yuki eccitandosi sempre di più. Il dolore che sentiva inizialmente si era trasformato in piacere e come a volergli chiedere di più allargò le gambe stringendosi forte al suo corpo gemendo senza più controllo letteralmente eccitato.

Ma il biondino continuò a fargli i dispetti e quindi vedendo che si stava eccitando parecchio e non voleva farlo venire ancora, almeno non lì, e così estrae improvvisamente il dito da lui guardandolo sogghignando divertito, anche se a Shuichi non piacque molto quell’azione e lo guardò intensamente con il musetto imbronciato “sei sempre il solito… Yuki… Mi provochi sempre e poi… ti fermi…”.

“Perché non posso? Sei cosi indifeso che mi viene sempre voglia di stuzzicarti…” E detto questo spinse il bacino contro a quello del ragazzino facendogli avvertire chiaramente la sua erezione causata da tutti i suoi mugolii precedenti, sentendolo così gemere ancora a quel contatto. Dopo un po’ di continue e semplici coccole decise di spegnere la tv ed alzarsi dal divano tenendo Shuichi in braccio percependo la sua stretta farsi più forte come se avesse paura di cadere, andando successivamente verso la camera da letto finendo per buttarlo sopra al materasso. Lo vide arrossire e sussurrare appena il suo nome ma non gli rispose iniziando a spogliarsi lentamente. Cominciò a slacciarsi i bottoni della camicia facendola scivolare lentamente via dal suo corpo lasciandola poi ricadere a terra senza mai levare lo sguardo da quello del ragazzino, levandosi anche i pantaloni buttandoli sul pavimento salendo infine sul letto continuando a fissare Shuichi.

Quest’ultimo lo osservava letteralmente rapido dal suo corpo così perfetto e longilineo, indietreggiando però istintivamente nel vederlo avvicinarsi a quel modo a lui, sentiva il corpo pervaso da piccoli brividi, come se fosse penetrato da quei suoi bellissimi occhi ambrati. Cercò di calmarsi tirando un forte e lungo sospiro ma sentendo Yuki baciare a fior di labbra la sua pelle non gli era propriamente facile visto che causava in lui un’eccitazione mai provata prima d’ora, stringendolo solamente più a se con dolcezza.

Il biondino lo lasciò fare continuando a dargli piccoli bacini sulle spalle e sul collo fino a scendere sul petto stuzzicandogli un capezzolo con la punta della lingua e con piccoli morsetti tentando di sfilargli anche la camicia, riuscendovi con facilità visto che Shuichi sembrava aver fretta di svestirsi, sentendolo gemere e mugolare di piacere in continuazione facendo cadere per dispetto una mano sopra all’erezione ben visibile del ragazzino, ma face finta di niente intento nel proseguire la sua operazione con la linguetta.

Shuichi spalancò gli occhi nel sentire la sua mano emettendo un gemito più forte dei precedenti rimanendo con le labbra socchiuse sussurrando lievemente il suo nome affondando poi le dita nei morbidi capelli setosi dell’amato. Lo sentì più volte baciarlo sulle labbra e poi senza mai perdere il contatto con la sua pelle rovente per l’emozione, scendere rapidamente verso il ventre avvertendo la sua calda lingua leccarlo. Come sempre si stava divertendo a provocarlo e riprese a tremare nuovamente, dopo tanta fatica che aveva fatto per calmarsi… Non ce la resisteva davvero più.

Yuki non fece molto caso ai suoi gemiti continui e scese ancora di più posando le labbra sulla sua virilità ancora imprigionata nella stoffa dei boxer sentendolo parecchio eccitato afferrandolo in seguito con i dentini facendoglieli avvertire per bene ma senza esagerare per non fargli male.

Il ragazzino spalancò gli occhi a quel contatto lasciandosi ricadere sul letto. I capelli erano sparsi disordinatamente sul cuscino lasciandosi scappare un urletto strozzato in gola anche piuttosto intenso, inarcando la schiena sotto il corpo del compagno ansimando notevolmente, completamente rosso in volto.

Yuki si sollevò da lui sentendolo comportarsi a quel modo e lo guardò in volto con occhi sensuali e seducenti “Sei piuttosto sentibile vedo…” Scattò poi in avanti, imprigionandolo sotto il proprio corpo, avvicinando il viso al suo orecchio “Adesso non mi scappi più”.

A quelle parole però Shuichi aprì lentamente gli occhi, era un po’ intimorito dal suo tono, ma prima che potesse fare qualcosa si ritrovò completamente nudo davanti allo sguardo penetrante del biondo, si sentiva parecchio in imbarazzo, nessun’altra persona l’aveva visto così in intimità prima d’ora e tentò di raggomitolarsi come a volersi nascondere in qualche modo da lui.

Il biondino però nel vederlo così timido si avvicinò lentamente a lui sistemandosi nuovamente sopra al suo corpo, le luci esterne facevano risaltare tutti i lineamenti perfetti del ragazzino mormorandogli all’orecchio “hai un bel fisico lo sai…?” cercando in seguito di guardarlo in volto, riuscendovi con un po’ di fatica.

Era letteralmente imbarazzato, non sapeva assolutamente cosa fare in quella situazione e si stava agitando considerevolmente cercava però di non darlo a vedere, ma probabilmente non riuscì molto nel suo intento visto che Yuki coprì entrambi con un leggero lenzuolo, ma subito dopo lo vide sparire sotto di esso. Seguì i suoi movimenti da sotto la sottile stoffa non capendo inizialmente che stesse facendo. Ma non appena lo avvertì fermarsi in mezzo alle sue gambe e posargli le mani su di esse s’irrigidì completamente gemendo sommessamente, respirando con affanno, lo stava pure baciando sull’interno coscia e ciò lo fece mugolare ancora più forte ormai eccitatissimo “S… Si… Yuki…”

Yuki riuscì a notare la sua erezione anche al buio da sotto le coperte ridacchiando soddisfatto per la reazione che gli aveva causato. Si spostò poi sempre più verso l’interno, finché non toccò con le labbra calde il suo membro posandovi qualche piccolo bacio, fino a che all’improvviso glielo afferrò completamente in bocca sentendolo gemere parecchio forte ed allargare le gambe come a chiedere di più. Non lo fece attendere molto che iniziò così a lavorare su di lui, da prima lentamente per poi aumentare sempre di più la velocità, facendogli chiaramente sentire anche la sua calda e umida linguetta, avvertendo poi quasi subito un po’ del suo dolce piacere riversarsi nella propria bocca. Continua così per diverso tempo fino a che non lo fa uscire completamente dalla propria bocca, riprendendo a leccarlo con lentezza partendo dalla base vicino ai testicoli fin su sulla punta dove vi posò un piccolo bacio per poi riafferrarlo di colpo, prendendo però a stimolarlo anche con le dita.

Shuichi strinse più forte che poté le lenzuola tra le proprie dita, lasciandole poi andare per posarle sulla testa del biondino. Aveva tutto il corpo scosso da un turbinio d’emozioni contrastanti per la prima volta in assoluto gemendo con costanza e sempre più forte avvicinandosi sempre di più all’orgasmo. Ma quel momento non arrivò tanto tardi, infatti, incapace di trattenersi oltre per tutti i gesti piacevoli del partner, avvertì un forte tremore lungo tutto il corpo, si alzò appena dal letto inarcando la schiena violentemente. Gli occhi erano socchiusi e lucidissimi di piacere lasciandosi poi andare ad un orgasmo piuttosto abbondante nella bocca di Yuki urlando quasi il suo nome.

Il biondino, soddisfatto del lavoro ottenuto, si sollevò da lui ingoiando tutto il dolce piacere di Shuichi finendo poi per ripulirlo un po’ con qualche leccatina sul suo membro. Uscì successivamente da sotto le coperte senza mai perdere il contatto con il suo corpo ancora fremente di piacere. Nel vederlo così ansimante, sudato e con gli occhini verdi e languidi sotto di sé, si eccitò ancora di più avvicinandosi in seguito al suo orecchio “sei davvero buono… Mi verrebbe voglia di mangiarti tutto” e lo baciò poi senza dargli il tempo di dire una sola parola, infilando con prepotenza la lingua tra le sue labbra in cerca della sua, facendogli così assaggiare il suo stesso sapore. Lo sentì abbracciarlo e ricambiare con passione a quel loro bacio, carezzandogli lentamente la lingua con la sua e ormai preso da quello splendido bacio si sistemò accanto a lui sul letto senza mai staccarsi da quel contatto facendo piccole carezze sul suo esile corpo scendendo sempre più verso il basso, ma questa volta non si fermò sopra al suo bacino e fece scivolare la mano ancora più giù.

Il ragazzino era sempre preso dai gemiti per tutte quelle lente carezze da parte del biondino, staccandosi poi appena da quel bacio per riprendere fiato, finendo per guardarlo negli occhi. All’improvviso sentì un piccolo dolore tra le natiche. Yuki stava tentando di violare la sua piccola entrata un’altra volta si irrigidì spaventato, ma subito cercò di calmarsi, mentre il compagno spingeva sempre di più quel dito nel suo corpo, ansimava notevolmente ed emise un forte gemito causato da una fitta avvertita appena lo sentì inserire anche un secondo dito in lui e muoverli entrambi velocemente. Il dolore lasciò quasi subito posto al piacere sentendolo affondare con più velocità in lui e completamente ormai gemeva senza ritegno non riusciva proprio a controllarsi sentendolo poi sussurrargli all’orecchio “questo è solo per prepararti a qualcosa di più… come dire… grande” e poi ridacchiare, ma a quella frase il ragazzino spalancò gli occhi fissando Yuki stupito, avvertendo le proprie guance avvampare letteralmente per l’imbarazzo e non riuscendo più a guardarlo in volto distolse gli occhi da lui voltando il viso di lato aprendo però ancora di più le gambe piegandole anche leggermente, completamente estasiato.

Yuki dopo un po’ che continuò a lavorare su di lui e sentendolo piuttosto scorrevole pensò che ormai fosse pronto, estrasse così le dita da lui guardandolo sensualmente “voltati adesso” gli disse con decisione verso di lui rimanendo a fissarlo.

L’altro rimase per un po’ immobile alle parole di Yuki e lo guardò interdetto deglutendo a fatica, aveva paura che gli facesse male visto che era la sua prima volta, sentiva l’imbarazzo crescere dentro di sé e timidamente fece ciò che Yuki gli aveva chiesto… Si mise quindi a quattro zampe sul letto sussurrando “… Fai piano…” stringendo poi saldamente le lenzuola tra le mani chinando il capo in avanti, lasciando ricadere i capelli sul suo volto non appena avvertì la lingua del biondino insinuarsi nel suo corpo tra le natiche riprendendo ad emettere piccoli lamenti per il piacere che provava, era sempre più eccitato per tutto ciò, sentì la sua lingua entrare quasi del tutto in lui e poi uscire velocemente, ansimava rapidamente osservandolo poi allontanarsi da lui ed andare verso un cassetto. Sperò che non riprendesse le manette, ma subito notò che ne estrasse una piccola boccetta di crema finendo per lanciargliela. La afferrò appena in tempo e la rigirò un po’ tra le mani per capire che cosa fosse finché non lesse l’etichetta ‘vaselina’ lo fissò stranito, non sapeva proprio cosa dovesse farci con quel contenitore vista la sua inesperienza e cercò lo sguardo di Yuki come un cucciolo smarrito in cerca di aiuto “Cosa… devo farci…?”

Eiri lo guardò parecchio male, non immaginava minimamente che fosse così ingenuo e così gli spiegò che cosa dovesse farci con quella crema, chiedendogli poi se volesse fare da solo o glielo facesse lui.

Shuichi sospirò imbarazzato aprendo poi timidamente e con mani tremanti il coperchio del barattolo inserendo due dita all’interno rimanendo però un po’ schifato da quella cosa molle, biancastra e untuosa. Ne rimase un po’ perplesso. Portò poi lentamente le dita verso le sue natiche iniziando a spalmarlo per bene vicino e sulla sua piccola apertura. Ma yuki che era accanto a sé non lo lasciò stare nemmeno in quel momento, e infatti si mise a mordicchiargli il collo e la spalla sussurrandogli poi di metterne un po’ anche all’interno.

Eseguì alla sua richiesta tentando però di non farsi del male da solo visto che non sapeva bene come farlo, ma appena finì, chiuse la boccetta e la passò al ragazzo vedendolo posarla sul comodino e mettersi a gattoni di fronte a se.

“Io ho ancora qualcosa addosso… ed inizia ad essermi stretto sai…? Perché non me li levi…” Disse sensualmente il biondino verso di lui passando un dito lungo tutto l’interno dell’elastico dei suoi slip. Lo vide poi avvicinarsi a lui lentamente e con il volto completamente rosso, allungò poi le mani verso di sé afferrandogli i lati della biancheria intima facendoglieli scivolare timidamente verso il basso scoprendo man mano la sua pelle, ma all’improvviso Yuki mosse in avanti il bacino facendogli toccare il membro caldo ed eccitato con le mani.

A quel lieve contatto Shuichi ritirò le mani per un istante intimorito, guardandolo poi intensamente il giovane compagno negli occhi per alcuni istanti. Si riavvicinò infine con le mani al bacino di Yuki afferrando questa volta saldamente con una mano il sesso, carezzandolo con più sicurezza. Eiri emise piccoli gemiti e mugolii sotto quei suoi tocchi così delicati, notava che era parecchio inesperto, ma non gli dispiaceva di sicuro, avrebbe imparato con il tempo. Si sollevò un po’ dal letto per permettergli di sfilargli gli slip e gettargli infine a terra, non fece altro, voleva vedere fin dove riusciva a spingersi. Sembrava quasi leggergli nel pensiero e difatti Shuichi si avvicinò con il viso al suo basso ventre iniziando a baciare e carezzare la sua virilità con intensità e velocità sentendo il biondo gemere e agitarsi un po’ sotto quei suoi tocchi, e spingeva anche istintivamente il bacino più verso di lui come a chiedergli di più, non lo fece attendere molto e subito dopo glielo afferrò completamente nella bocca, passando tutta la linguetta calda e umida attorno al suo membro gia turgido di piacere succhiandolo con energia e passione, assaporando gia il piacevole seme di Yuki. Ansimava e gemeva, a Shuichi fece piacere che ciò che stava facendo estasiasse il compagno, ma non fece ora a pensare quello che si ritrovò staccato bruscamente da lui, guardandolo poi triste e spaventato, pensando di aver fatto qualcosa di sbagliato o avergli fatto male.

Ma non era propriamente così. Eiri, infatti, lo aveva spostato per il semplice fatto che voleva venire dentro di lui e non nella bocca, così da farlo suo definitivamente. Aveva il fiatone per la troppa eccitazione cercando in ogni caso di mantenere il controllo sulla situazione. Lo fece così rialzare e mettere di schiena, dandogli poi una spinta sulla schiena facendolo finire con la faccia sul cuscino salendogli sopra “ti voglio… ora” attese poi una sua conferma prima di agire. Lo vide annuire e dirgli che poteva farlo suo quando voleva, non se lo fece di certo ripetere due volte. Lo sistemò sul letto per bene allargandogli le natiche con le mani, si posizionò dietro di lui appoggiando la punta della sua eccitazione sulla sua entrata iniziando a spingersi un po’ al suo interno mentre lo reggeva per i fianchi per non farlo muovere troppo o spostare.

Shuichi avvertì una leggera punta di dolore a quell’intrusione decisamente più grossa delle precedenti dita ma infondo era piacevole. Però, non fece ora a pensare quello che sentì Yuki spingersi di più in lui, quasi a metà. Spalancò gli occhi lanciando un urletto piuttosto acuto seguito da molteplici gemiti strozzati però in gola per il dolore che gli aveva provocato. Percepì un bruciore terribile, gli occhi quasi gli lacrimavano non riuscendo a sopportarlo, strinse più che poté la presa sulle lenzuola per tentare di smorzare un po’ quel dolore. Reclinò la testa in avanti lasciando che i propri capelli rossi gli carezzassero le gote arrossate e sudate pensando soprattutto che quella crema non lo stesse aiutando molto.

Yuki vedendolo però un po’ strano, pensò di avergli fatto male ed uscì appena da lui chinandosi verso la sua schiena sussurrandogli all’orecchio se andasse tutto bene. Appena si assicurò sulle sue condizioni rimase un po’ fermo su di lui per farlo abituare almeno un po’ a quell’intrusione riprendendo poi a dare piccole spinte ritmiche in lui fino ad entrare completamente nel suo corpo caldo portando successivamente anche una mano in mezzo alle sue gambe ed afferrargli nuovamente il membro di nuovo eccitato.

Il rosso emise un gemito parecchio forte sentendo la calda e turgida eccitazione di Yuki dentro di sé, avvertì ancora un po’ di dolore, ma fu subito soffocato dal piacere di quello splendido rapporto che stava avendo con lui. Aveva il corpo scosso da mille tremiti e dalle spinte della penetrazione del partner, chiuse gli occhi mordendosi le labbra mentre piccole goccioline di sudore scivolarono via da tutto il suo corpo. Sentiva tremori ovunque e quasi le gambe e le braccia non reggevano più il suo peso, sentiva il compagno entrare ed uscire sempre più rapidamente dal suo corpo mentre con la mano stimolava, alternativamente alla penetrazione, la punta del suo stesso membro. Stava quasi per mettersi a piangere, ma non per il dolore, ma per la gioia di quel momento… Finalmente era riuscito a soddisfare Yuki come si doveva. Respirava con parecchio affanno ed era tutto un gemito di piacere sentendo poi l’amato mugolare ed ansimare per poi sussurrargli all’orecchio con un filo di voce “mhh.. non resisto… più…aahh…veniamo assieme… ora…”

Non fece ora ad avvertire quelle parole che provocato dai gemiti di Yuki e da tutto quello che sentiva emise un grido parecchio intenso e forte venendo contemporaneamente assieme a lui, bagnando la sua mano visto che la teneva sul suo membro. Era completamente sfinito, soprattutto perché era venuto per ben tre volte quella sera, sentiva il caldo seme di Eiri scorrere nel suo corpo, era una sensazione piacevole… Stava quasi per sollevarsi e voltarsi per guardarlo ma egli gli ricadde sopra di peso finendo per atterrarlo sotto di se, rimase li immobile in quella posizione con lui per un po’ di tempo cercando di riprendere un respiro regolare, adocchiò poi la mano di Yuki vicino a sé e timidamente alzò la sua per afferrargliela ed intrecciare le dita con le sue, stringendo parecchio forte la presa. Lo sentiva ancora dentro di sé iniziando però ad avvertire anche del dolore visto che tutta l’eccitazione stava sparendo e soprattutto lo stava schiacciando con il suo peso “Yu….Yuki…….Mi stai schiacciando…. puoi levarti da sopra di me?” mugolò appena con la sua vocina sperando si spostasse da lui.

Il giovane sentendo le sue parole si sollevò a malavoglia da lui uscendo di conseguenza dal suo corpo stendendosi subito sul letto, finalmente era riuscito a far tornare regolare il suo respiro.

Rimasero fermi entrambi sul letto in quella posizione per un pochino ascoltando il silenzio di quella stanza impregnata del loro odore dopo aver fatto l’amore. Si mosse appena, ma a quel movimento percepì un po’ di dolore tra le sue natiche assieme a qualcosa di caldo e vischioso che gli colava da esse fino alle gambe facendo una smorfia di fastidio tentando di capire cosa fosse.

Yuki si voltò verso di chiedendogli che cosa avesse da agitarsi a quel modo. Accese l’abatjour e lo fece così stendere sopra di sé carezzandogli un po’ la schiena facendosi indicare dove gli faceva male. Premette appena le dita in mezzo ai suoi glutei sentendolo effettivamente parecchio bagnato, ma quello era solamente il proprio piacere che fuoriusciva dal suo corpo perché troppo abbondante. Lo rassicurò che non aveva nulla e visto che era la prima volta era normale infine che gli facesse male, ritirò così la mano, ma rimase ad osservarla un po’ perplesso, credeva di aver un po’ esagerato a forzare in lui visto che aveva un po’ di sangue tra le dita, mischiato al suo piacere.

Shuichi rimase a fissarlo per un po’ interdetto non capendo la sua espressione, così si voltò appena guardando la mano del compagno. Diventò blu per la fifa vedendo le dita macchiate con un po’ del proprio sangue saltando letteralmente via lanciando un urlo terribile correndo da una parte all’altra della camera “Ahhhhhhhhhhh! Sto morendo dissanguatooooo!” piangendo come una fontana per la paura. Vide però il biondino alzarsi dal letto e lasciarlo lì dicendo solamente “non hai niente di grave finiscila di piagnucolare!” con la sua solita freddezza ed evidentemente, stanco dei suoi piagnistei, lo afferrò malamente per un polso trascinandolo in bagno con lui. Smise di frignare, ma aveva gli occhioni lucidi e pieni di lacrime, si sedette poi sul bidet ed iniziò a lavarsi un po’ per levarsi di dosso quella sensazione strana, sentendo però un bruciore tremendo non appena l’acqua calda toccò le piccole ferite tra le sue natiche.

Eiri si avvicinò a lui carezzandogli i capelli spiegandogli che aveva solamente esagerato un po’ e così gli aveva fatto male, avvicinandosi poi al suo orecchio mormorando mordicchiandoglielo “ma almeno… ora sei mio” aggiungendo infine di sbrigarsi visto che aveva sonno e voleva andare a letto e mentre aspettava che finisse si sedette sul bordo della vasca da bagno.

Shuichi sussultò per quel morso che gli aveva dato, annuendo poi e così si lavò velocemente per non farlo aspettare oltre. Si asciugò ed in fine seguì Yuki fino alla camera silenziosamente fermandosi però sulla porta osservandolo. Era ancora tutto nudo ed iniziò ad avere anche freddo visto che tutto il calore provocato dal rapporto era svanito.

Il giovane biondino sistemò un po’ il letto per poi coricarsi bene sotto le coperte notando Shuichi piantato in mezzo alla porta “beh? Che fai lì?” chiese guardandolo interrogativamente ma non ricevette nessuna risposta vedendolo poi avvicinarsi e mettersi a letto anche lui, ma prima di dormire decise di curarlo un po’ lì dietro. Prese da un cassettino un piccolo tubetto di pomata aprendolo e spremendone un po’ sul dito facendo poi mettere prono il ragazzino iniziando così a spalmargli la cremina sulla sua entrata avvertendolo che poteva bruciare un pochino.

Shindou sussultò sentendo un dolore atroce iniziando a lamentarsi nuovamente piagnucolando insistentemente prendendo poi a morsi il lenzuolo leggero, solo che per la sua scenata Yuki si arrabbiò urlandogli contro di finirla di fare il bambino. A quelle urla però rimase zitto zitto fissandolo tristemente sentendosi in colpa per l’ennesima figuraccia fatta con lui e non appena lo vide sistemarsi bene a letto e spegnere la lampada gli si avvicinò lentamente appoggiando la testolina contro la sua calda ed ampia schiena scusandosi per essere così stupido e piagnone abbracciandosi lentamente a lui.

Yuki Eiri si lasciò abbracciare da quel ragazzino sospirando intensamente, ma non si spostò di un centimetro chiudendo gli occhi per poi addormentarsi quasi subito.

Il ragazzino anche se l’amato non voleva ricambiare a quell’abbraccio non si scoraggiò e lo strinse ancora più forte a se in cerca del suo calore. Infondo… Era contento di aver fatto l’amore per la prima volta con lui visto che lo amava, però la stanchezza lo vinse e crollò addormentato assieme a Yuki.

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