Capitolo 1

Cap 16

La mattina seguente i due ragazzi si ritrovarono ancora sul divano uno sull’altro. Per tutta la notte avevano dormito in quella posizione, Shuichi coperto dal corpo di Hiro, mentre quest’ultimo solamente da una leggera camicetta. Il castano infatti avvertì un brivido di freddo e tentò di raggomitolarsi il più possibile contro quella fonte di calore sottostante, finendo però per strofinare il bacino contro quello dell’altro. Shuichi sentendo quel movimento sopra di sé socchiuse una palpebra tentando di afferrare delle presunte coperte, ma non trovandole aprì del tutto gli occhi per guardarsi attorno e li spalancò totalmente quando si ritrovò l’amico che dormiva placidamente sopra di lui. Spaesato iniziò a pensare per quale assurdo motivo stava sul divano e quando notò che entrambi erano praticamente nudi cacciò un urlo tremendo facendo svegliare di soprassalto il castano che cadde rovinosamente a terra a causa di una spinta pervenuta da uno Shuichi confuso, rannicchiato e tremante in un angolo del divano.

Un istante dopo Hiroshi si tirò su a sedere sulla poltrona, ma a causa del movimento brusco una forte fitta gli trapassò letteralmente la testa facendolo mugolare di dolore. Solo quando quel senso di fastidio si fu attenuato sollevò lo sguardo ancora intontito dalla sbronza della sera passata e dal sonno, osservando prima Shuichi e poi l’ambiente per un paio di volte, e quando capì di non essere in camera da letto disse solo un “ma che diavolo…”. Notò poi il rosso fuggire letteralmente andando a ripescare i boxer che la sera prima erano stati lasciati per terra vicino al tavolino e, una volta indossati, si nascose completamente imbarazzato dietro lo schienale del divano prendendosi la testa tra le mani e, mugolando più a se stesso che all’amico, disse “Perché… siamo nudi…? Forse abbiamo fatto qualcosa ma… non ricordo niente…”.

Solo in quel momento Hiroshi abbassò lo sguardo e notando di essere totalmente nudo a sua volta diventò più rosso di un pomodoro troppo maturo e, una volta rimessosi qualcosa addosso, negò di ricordarsi qualcosa.

Shuichi fece capolino dal divano e osservò la stanza… sparsi in giro per la casa vide tutti i loro vestiti e il gioco che la sera precedente avevano usato. Il suo occhio dopo un po’ ricadde sulla mano di Hiro e quando si alzò per afferrarla e guardare meglio, sentì qualcosa di strano in mezzo alle gambe… sotto lo sguardo ancora rosso e confuso dell’amico controllò cosa fosse e si fece subito serio in volto capendo tutto o quasi! Spalancò occhi e labbra, ricordando d’improvviso più di quanto non si aspettasse, fissò il ragazzo dai capelli lunghi e con voce tremante disse “Ab…Abbiamo fatto sesso… Penso… Mi fa male anche un po’ il didietro…” e come per dargli conferma gli mostrò la mano sporca di seme ormai asciugato, come prova definitiva. Rabbrividì poi e si lasciò sfuggire una risatina nervosa.

A quelle parole Nakano sarebbe voluto sprofondare sottoterra ma dato che non poteva farlo sbiascicò solamente un “ah…” Certo c’erano prove schiaccianti e ormai ne era quasi sicuro anche lui… non capiva però come erano arrivati a tanto. Letteralmente dispiaciuto si sedette sul divano con sguardo assente, mentre si reggeva la testa con una mano finendo poi per sussurrare “si… può essere come dici tu… oddio… scusa…”. Vedendolo così turbato però, Shuichi gli si avvicinò e posandogli una mano sulla spalla iniziò a carezzarlo ribattendo “No non ti devi scusare… E poi se l’abbiamo fatto vuol dire che volevamo farlo entrambi… Almeno in quel momento…” restò poi a guardarlo con apprensione. Hiroshi tirò un lungo sospiro. Lui non era preoccupato per quel che era successo… ma per quel che avrebbe fatto Yuki all’amico se solo fosse venuto a saperlo.

Non sentendo risposta però Shuichi credette che ci fosse rimasto male e vedendolo soprattutto imbarazzato quanto lui continuò “Non devi vergognarti… E’ successo e non possiamo cancellarlo… Dobbiamo accettarlo e poi non abbiamo fatto niente di male…più o meno… eravamo sicuramente anche ubriachi…” tentava di consolare l’amico come meglio poteva dato che gli dispiaceva vederlo in quel modo. A quelle parole Hiro tirò un altro sospiro più lungo del precedente e per un momento si appoggiò a lui “non è quello… anche se non ricordo niente… non mi dispiace l’idea… anzi… ma è che tu sei gia fidanzato… se quel Yuki venisse a scoprirlo saresti nei guai… e anch’io…”. Effettivamente sapevano che se il biondo ne fosse venuto a conoscenza avrebbero passato guai grossi entrambi ma sapevano anche che se nessuno glielo diceva, non l’avrebbe certamente saputo “Si… ma… Non penso che qualcuno lo riveli a Yuki, in più eravamo ubriachi fradici tutti e due e se non glielo diciamo noi non penso possa venire a scoprirlo!” non era giusto tenergli nascosta anche questa cosa, ma non poteva fare altrimenti…

Dopo l’ennesimo sospiro di Hiro, quest’ultimo decise di andarsene un po’ a letto per stare comodo e soprattutto al caldo un paio d’ore, approfittando del fatto che quel giorno non dovesse lavorare, per sua fortuna e, prima di sparire dentro la camera, si soffermò a fissare l’amico sorridendo “sai… è stata la mia prima volta con un ragazzo ma… sono contento sia stata con te…” detto questo sparì dietro la porta richiudendosela alle spalle.

Shuichi rimase colpito da quelle parole, e continuò a ripetere mentalmente quella frase più e più volte sorridendo infine. Tutto sommato nemmeno a lui dispiaceva l’idea di ciò che era accaduto. Sospirando si buttò letteralmente sul divano, si sentiva tutto appiccicoso e per quella sensazione mugolò infastidito. Guardò in giro per la stanza il casino fatto la sera precedente e anche se controvoglia, mise un po’ a posto. Una volta finito si infilò direttamente in doccia, sentendosi completamente rinfrancato da quelle calde gocce d’acqua che gli bagnavano la pelle. Uscì solamente dopo una buona decina di minuti e ancora tutto bagnato, con solo un asciugamano a coprilo, si diresse in camera per prendersi il cambio pulito di vestiti. Lentamente aprì la porta notando da subito l’amico già profondamente addormentato sul suo letto. Così in completo silenzio raccattò tutto quello che gli serviva indossandolo in fretta per poi avvicinarsi ad Hiro e carezzargli teneramente i capelli, gesto che fu ben apprezzato dall’altro, tanto che si accoccolò vicino a lui come a chiedere di più.

Nello stesso momento, in un altro appartamento, Yuki Eiri stava nel suo studio a scrivere uno dei suoi romanzi quando notò che gli mancava qualcosa. Era da un po’ che non sentiva più quella vocina cosi stridula ed insistente di Shuichi e, anche se non lo ammise, gli mancava. Decise di chiamarlo. Agguantò il cellulare e compone il suo numero. Non attese poi molto, infatti il rosso non appena vide che il mittente era Yuki corse fuori dalla stanza per rispondere con un lieve gridolino “Ciao Yukiiii!!”

Il biondo dal canto suo fu felice di risentirlo e sorrise impercettibilmente ma questo, come sempre, non lo diede a vedere e infatti come risposta disse “si può sapere dove sei finito? Non ti sei più fatto vivo in questi giorni”

Shuichi restava sempre colpito dal suo tono così freddo ed impassibile e così con una vocina pentita, mentì “si… Scusa Yuki è che… in questi giorni sono stato impegnato tra una cosa e l’altra… Mi dispiace tanto…”. L’altro per tutta risposta sbuffò mentre si spaparanzava completamente sulla sedia appoggiando i piedi sopra alla scrivania per stare in una posa più comoda. Continuò poi “e ora sei libero o hai ancora da fare?” In verità dal suo tono sembrava più un ordine di andare lì che altro, ma per sua fortuna il ragazzino asserì di essere disponibile e che lo avrebbe raggiunto presto, soprattutto perché aveva una voglia pazzesca di vederlo. Così, una volta accordato l’orario, Yuki riattaccò il ricevitore senza nemmeno dargli il tempo di replicare o salutare, attendendolo con un sorrisetto che gli incurvava appena le labbra.

Dopo un paio d’ore, la serratura dell’appartamento di Eiri scattò aprendosi e fece il suo ingresso Shuichi urlando letteralmente il nome dell’amato tanto che il biondo fu costretto ad interrompere il lavoro che stava facendo per dirgliene quattro “ma non puoi fare meno casino quando entri…??” ma non fece ora a dire altro che l’altro gli fu subito addosso abbracciandolo con gambe e braccia dalla felicità. Rassegnato, sapendo che non sarebbe mai riuscito a farlo stare un po’ tranquillo, rimane immobile per qualche istante per poi afferrargli i fianchi e farlo staccare da se rimettendolo a terra sbottando un “e non starmi cosi attaccato”. Shuichi per tutta risposta mugugnò infastidito per quel suo comportamento distaccato, però non appena incrociò il suo sguardo, non riuscì a trattenere quel contatto molto a lungo ed abbassò il viso… sapeva già che sarebbe finita a quel modo visto che non aveva la coscienza pienamente pulita. Yuki però credette che fosse solamente triste per il fatto che l’avesse staccato da sé e così, risollevandogli il viso con due dita, lo fissò nuovamente negli occhi avvicinandosi con il viso al suo fino a soffiargli sulle labbra un debole “baka…” per poi azzerare quella piccola distanza. Non appena Shuichi tentò di superare la barriera della bocca del biondo per approfondire quel dolce contatto tra loro, notò che quest’ultimo non aveva nessuna voglia di assecondarlo, forse per dispetto o vendetta. Insistette varie volte e quando si fu stancato delle maniere dolci, gli morse letteralmente il labbro superiore, ma a quel gesto Eiri si offese e lo piantò in mezzo alla stanza per sparire nel suo studio.

Shindou rimase lì come uno stoccafisso. Sospirò mortificato, non sapeva mai come comportarsi con il partner. Qualche minuto dopo lo raggiunge nel suo studio e gettandocisi addosso per abbracciarlo disse “No Yuki… Scusami se ti ho fatto male…” ma per tutta risposta, il biondo si sciolse in malo modo dalla sua presa e lo afferrò per un polso guardandolo con uno sguardo glaciale in volto, tanto che il rossino si spaventò letteralmente, iniziando anche ad avvertire dolore nel punto leso, ma per non farlo arrabbiare oltre decise di non lamentarsi o fare altro tenendo solo lo sguardo basso.

Dopo alcuni minuti di silenzio Yuki fece la prima mossa trascinando l’amante fino al bagno dove ci si chiuse dentro con lui e, sbattendolo malamente contro il muro freddo, prima che potesse dire qualsiasi cosa gli sussurrò “sta zitto e spogliati” lo lasciò poi andare per permettergli di farlo e svestire se stesso. Il ragazzino rimase di stucco a quella strana richiesta da parte sua, ma obbedì senza dire nulla fino a che entrambi non furono spogliati degli abiti. Solo allora Eiri aggiunse “ho bisogno di farmi una doccia… e tu verrai con me” e, senza dargli tempo di replicare, lo spinse letteralmente dentro il vano entrando a sua volta. Non facendo assolutamente caso al suo sguardo, regolò l’acqua al punto giusto e ci si mise sotto, lasciandola scorrere curiosa lungo tutto il suo corpo scolpito e perfetto, facendola scivolare dai sui capelli fin giù, tenendo le palpebre chiuse per rilassarsi il più possibile. Sentendosi però piuttosto osservato da una certa presenza, ghignò divertito nel constatare come il rosso lo stesse mangiando con gli occhi. Quando si spostò da lì sotto, afferrò una boccetta di bagnoschiuma al cioccolato e la mise in mano al compagno nella speranza che capisse cosa doveva fare. A dirla tutta Shuichi restò a fissare prima il contenitore e poi Yuki e solo dopo un pochino comprese che voleva lo lavasse. Svuotò un po’ di bagnoschiuma sulla mano e lentamente cominciò a passarlo sulla pelle umida dell’amato senza tralasciare nemmeno le parti intime al che, però, il biondo si fece scappare qualche piccolo gemito e senza quasi accorgersene mosse involontariamente il bacino contro di lui come a voler chiedere un maggior contatto che ovviamente non gli venne negato. Mentre Shuichi lavorava sul suo membro ormai eccitato, Eiri gli fece sollevare il viso per baciarlo e intrufolare prepotentemente la lingua nella sua bocca quando senza più controllo entrambi si lasciarono andare alle effusioni e con tutta la passione che avevano in corpo per la lontananza di tutti quei giorni, fecero l’amore tra gemiti ed ansimi sempre più decisi e forti, fino a che entrambi ormai al limite non si svuotarono del loro caldo seme, che venne lavato subito via dall’acqua divenuta ormai fin troppo calda per il loro corpi sudati e bollenti.

Dopo essersi risciacquati per bene, Yuki fu il primo ad uscire e, mettendosi l’accappatoio, raccattò da terra tutti i suoi vestiti per dirigersi in camera a cambiarsi, ma non prima di aver preso anche quelli del compagno, giusto per fargli un dispetto. Infatti quando Shuichi uscì dalla doccia e si avvolse in un asciugamano quasi più grande di lui, si stupì di non trovare lì le sue cose. Perplesso andò a cercare Yuki per chiedergli spiegazioni fino a trovarlo già bello vestito e disteso sul letto. Lentamente gli si avvicinò chiedendogli se fosse stanco e per tutta risposta ricevette una frase del tutto biascicata e incomprensibile che somigliava a qualcosa come “un po’…”.

Shuichi sospirò intensamente acquattandosi sul letto stringendosi le gambe al petto dato che sentiva un po’ di freddo con solo quel misero asciugamano addosso, ma passò tutto in secondo piano quando si ricordò di dire la bella notizia all’amato “Ah!! Sai da settimana prossima… lavorerò alla NG!”. A quell’affermazione Yuki sorrise e disse “allora Tohma ti ha preso? Beh meglio… almeno così mi dirà tutto ciò che combini quando sei da solo…”.

Il rossino annuì a tali parole. Tohma non gli stava simpatico, in più sapeva che doveva stare attento dato che lui era in buoni rapporti con Yuki ed era facile che gli rivelasse anche la più minima mossa falsa, così rispose “Beh non avrà molto da riferirti, non faccio quel granché… Ma comunque non sarò da solo a lavorare alla NG… Con me ci sarà anche Hiro…”. Eiri mugugnò qualcosa a sentire il nome di quel ragazzo che precedentemente aveva conosciuto… anche se “conosciuto” era una parola grossa dato che si erano solamente guardati in cagnesco per tutto il tempo. Rimase però a fissarlo negli occhi per tutto il tempo e con un po’ di incertezza nella voce rispose “Certo, lo so… ma credo di potermi fidare di te…”. A quelle parole il rosso spalancò gli occhi sentendo una stretta al cuore ma tentò ugualmente di non abbassare lo sguardo per non fargli intuire nulla. Si sentiva tremendamente in colpa nei confronti di Yuki, soprattutto adesso che gli aveva detto quelle parole. Sorrise amaramente ed annuì. Dopo poco il cellulare di Shuichi iniziò a suonare, ma non appena il rosso tentò di alzarsi per andare a rispondere, Yuki lo bloccò iniziando a mordicchiargli il collo e la clavicola cercando di fagli ignorare quel suono fastidioso che li aveva disturbati.

“Emh… Yukiii… devo andare a rispondere… puoi spostarti…?” pigolò l’altro come per paura di farlo arrabbiare, ma per sua fortuna il biondo lanciò solamente uno sbuffo infastidito e si allontanò brontolando un “però vedi di tornare qui subito”. Il ragazzino annuì e si precipitò in sala perdendo l’asciugamano per strada. Afferrò il cellulare dalla tasca della giacca e vedendo che si trattava di Ryuichi emise un mugolio preoccupato. Così cercando di non dire frasi compromettenti, rispose “Pronto…?”. Dall’altro capo della cornetta Sakuma sorrise e urlò quasi per salutarlo “Ciao nanodaaaa!!! Ma dov’erii?!?” Shuichi iniziò a pensare che non fosse stata un’idea geniale rispondere… poteva riattaccare subito e mandargli un messaggio dove diceva che non poteva rispondere al momento… ma ormai la frittata era fatta e non poteva riattaccargli in faccia come niente fosse così tornando da Yuki, rispose “Ecco io… Avevo lasciato il cellulare in un altro posto e ci ho messo un po’, scusami…” si appoggiò poi con la schiena alla parete vicino alla porta della camera. Eiri lo stava osservando, specialmente ora che non aveva più nulla addosso. Era in una situazione terribile… e tanto per finire dalla padella alla brace, il biondo lo costrinse con i gesti a tornare lì sul letto e lui ovviamente non poté farne a meno dato lo sguardo gelido che gli aveva lanciato non appena aveva osato a dire di no.

“Ahh capisco noda… e che stai facendo adesso… eh eh?” chiese curioso il castano, ma da parte dell’altro ricevette una risposta piuttosto vaga e riduttiva ma Ryuichi non intuì immediatamente che l’amato non aveva propriamente voglia di parlare… o meglio, non poteva parlare troppo, e così proseguì “Mmmh… sai ho preso una giornata libera oggi e non so che fare qui tutto solo soletto…”. Shuichi nel frattempo si ritrovò trascinato sul letto cercando di restare calmo e non urlare. Non riusciva più a reggerla tale situazione e sperò finisse in fretta, ma Ryuichi non sembrava dell’idea di concludere quella conversazione tanto facilmente. Così il rosso, facendo finta di nulla alla vaga richiesta dell’amante, rispose con un semplice “Ah mi… dispiace…” e nel frattempo tentava anche di bloccare le mani di Eiri che avevano iniziato a vagare per il suo corpo.

Il giovane vocalist però mugolò contrariato visto che sperava che capisse la sua allusione, ma non si diede per vinto e decise di chiederglielo direttamente “eh già… non so davvero che fare… perché non vieni qui a farmi compagnia?”.

Yuki però non aveva intenzione di lasciarlo stare visto che voleva riattaccasse quella, per lui, stupida e noiosa conversazione che lo stava distraendo. Così per fargli i dispetti, gli bloccò la mano libera con la propria fino a scendere con il volto a dargli piccoli e caldi baci sul petto per poi raggiungere un capezzolo e afferrarlo tra i denti sfregandolo un po’ con essi. A quella mossa Shuichi soffocò a stento i lamenti causati dai gesti di Yuki e tentando di chiudere definitivamente la telefonata prima che fosse troppo tardi disse “N-no… non posso adesso, mi dispiace… Ho un impegno fra poco più di un’ora, magari ti… r-richiamo più tardi… ok? Scusami davvero…”.

Ryuichi ci rimase male per il fatto che gli avesse detto di no, e con una vocina tutta triste disse “mmmh… sei tanto cattivo nanoda… Eddai vieni solo per dieci minuti… ho tanta voglia di giocare un po’ con te sai…” e ridacchiò nella speranza che l’altro questa volta capisse l’allusione.

Dal canto suo, Shuichi non sapeva proprio che fare, comprese solo che doveva staccare il cellulare prima che Yuki dicesse qualcosa o facesse qualche mossa avventata e così, soffocando ancora i gemiti che minacciavano di uscire dalla sua gola per tutti i fremiti che gli provocava l’amato continuò “Mi dispiace davvero… Ma non posso proprio… Te l’ho detto ti richiamo dopo, ok?” e nella speranza che Ryuichi riattaccasse il telefono restò in attesa, ma in quel momento… “piantala con questa lagna di scuse e chiudi quel telefono” la voce di Yuki arrivò direttamente a Ryuichi come una pugnalata al petto intuendo così che il ragazzino non fosse da solo…

Il rosso rimase pietrificato nel sentire la voce dell’amante e, nel constatare che Ryuichi aveva interrotto ogni frase, ne dedusse che l’avesse sentito. Era talmente agitato per la situazione che non si accorse nemmeno che la mano del biondo era scesa in mezzo alle sue gambe e lo stava stimolando sul membro con lievi carezze. Ad un suo tentativo di cercare di salvare la situazione, Ryuichi lo interruppe chiedendogli freddamente chi ci fosse lì con lui, visto che quella voce non la conosceva e non gli sembrava nemmeno quella del suo coinquilino, soprattutto per il tono che aveva usato.

Però, vedendo che non accennava a riattaccare, Yuki, sentendosi notevolmente dispettoso in quel momento, lo baciò per un attimo sulle labbra scendendo infine a leccare la punta della virilità dell’altro stimolandone la piccola apertura. Shuichi non riuscì a resistere e, dopo aver allontanato l’apparecchio da sé, lanciò un sospiro piuttosto lungo mentre un fremito gli percorse tutta la spina dorsale facendogli sfuggire anche un lieve gemito, che fu subito intercettato dall’altro grazie a tutto quel silenzio e, capendo definitivamente che stesse succedendo, disse con voce atona “…ho capito… ciao.” riattaccò poi la telefonata e si raggomitolò tutto triste sul divano abbracciando il suo peluche preferito, sentendosi offeso e tradito.

Shuichi non aveva nemmeno sentito quelle ultime parole dato che aveva spostato il cellulare da sé proprio per cercare di non fargli sentire strani versi, ma quando lo riavvicinò, sentendo che il vocalist aveva riattaccato si fece improvvisamente triste ed abbandonò l’oggetto sul letto, pensando che tutto ciò non avrebbe portato sicuramente a nulla di buono. Non si era nemmeno accorto che Yuki gli aveva chiesto chi fosse quella persona della telefonata e dopo l’ennesimo morso e leccata chiese “Vuoi rifare l’amore?” Il biondo rimase un po’ stupito da quella domanda e sollevò un sopracciglio guardandolo male per poi ribattere “no, ti ho fatto una domanda… chi era” Shuichi emise un mugolio contrariato e voltandosi di lato sussurrò “un amico…”.

A quel tono di voce però Yuki rimase a fissarlo male non capendo cosa ci fosse da esser tristi, decise però di ignorare quel particolare e si abbracciò a lui appoggiando il petto contro la sua schiena cercando di impostare un preciso discorso tra un’effusione e l’altra. “…è molto difficile che io mi fidi di qualcuno… per quello che mi è successo… ma con te voglio provarci veramente…” lo strinse poi un po’ più forte per la vita e proseguì “non mi tradirai… vero?” Per quella frase il rosso spalancò gli occhi sentendosi nuovamente in colpa dato che l’aveva già tradito diverse volte… ma, più che altro per non farlo soffrire, disse “No, non ti tradirò” si voltò poi in quell’abbraccio e nascose il viso contro il suo petto nascondendo il suo sguardo triste e sconsolato pensando tra se e sé «Non mi merito neppure tutto questo… Forse dovrei lasciare Yuki… E non stare più con nessuno…» ma venne subito interrotto dai suoi pensieri da uno Yuki piuttosto voglioso di coccole che non smise un solo istante di carezzarlo e baciarlo su tutto il collo. Restarono in quel letto per quasi tutto il giorno, Shuichi sapeva che quello era uno di quei rari momenti in cui il biondo si lasciava andare all’affetto e non sarebbe capitato di nuovo… o almeno non molto presto…

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