Capitolo 1

Cap 06

Era l’una passata e Shuichi uscì da lavoro come al solito, andando poi di corsa verso il palazzo di Yuki. Suonò al citofono attendendo una risposta, che non tardò ad arrivare.

Appena il portone si aprì, si fiondò su per le scale fino al secondo piano, attaccandosi letteralmente al campanello della porta per farsi aprire anche quella.

Yuki non fece ora a socchiuderla che Shuichi la spalancò e gli saltò addosso gridando il suo nome al che il biondino si ritrovò a terra, colto alla sprovvista, travolto da lui.

Shuichi lo salutò dandogli poi un bacino sul naso.

In seguito Yuki si sollevò un po’ da terra, gli afferrò il volto con una mano, dandogli un lieve bacio sulle labbra restando in silenzio.

Il Rosso fece un sorrisetto verso di lui e poi rotolò via per farlo rialzare, e una volta che erano entrambi in piedi, Yuki domandò se avesse già pranzato, ma ricevette una risposta negativa. Così si offrì di preparargli il pranzo, anche se lui stesso aveva già mangiato…

Lo afferrò per mano e lo trascinò in cucina iniziando a preparargli dello Yakisoba e una decina di minuti dopo, mise in tavola davanti a lui un bel piatto fumante.

Non fece ora a posarlo sulla tavola che il ragazzo se lo spazzolò tutto in pochi minuti, sotto lo stupore di Yuki, per la sua voracità nel mangiare.

Shuichi appena finì gli chiese se quel pomeriggio era libero, e ricevendo una risposta affermativa, scese dalla sedia ed andò in braccio di Yuki, accoccolandosi “ti voglio portare in un posto.. è una sorpresaaa” Disse lui senza aggiungere altro a riguardo.

Il ragazzo lo guardò interrogativamente, non capendo dove volesse effettivamente portarlo, iniziando a fare domande a riguardo ma shuichi gli diede solamente qualche indiziò come: pattini e ghiaccio..

Ci pensò su per qualche momento e poi capì che voleva portarlo al palazzo del ghiaccio, così rifiutò all’istante e le sue parole non ammettevano nessuna replica.

Shuichi insistette parecchio, ma Yuki non sembrò cedere molto facilmente alle sue lamentele soprattutto per il fatto che era una persona famosa e non poteva di certo andare in posti troppo affollati, altrimenti sarebbe stato travolto da un mucchio di ammiratrici, e ciò non gli andava affatto.

Il ragazzo cercò in tutti i modi portarlo a pattinare, ma era proprio irremovibile e s’intristì parecchio, ma dopo 5 minuti che continuava a lagnarsi, Yuki decise di accompagnarlo solamente per farlo star zitto e buono, mettendo subito in chiaro che lui non avrebbe pattinato di certo.

Sentendo le sue parole, balzò giù dalle gambe del biondo tutto felice e trotterellò verso la porta, ripetendogli più volte di muoversi. Yuki sospirò, quasi snervato da quel ragazzino, andò a cambiarsi velocemente e neanche cinque minuti dopo si presentò davanti alla porta dicendogli che ora potevano andare.

Cercò le chiavi di casa chiudendo poi la porta, si mise gli occhiali scuri per non farsi riconoscere facilmente dalla gente e scese con Shuichi fino alla sua auto, e lo face salire dietro.

A quel gesto, però, si lamentò, perché voleva restare davanti, così non poté far altro che accettare o si sarebbe subito un’altra delle sue solite lagne e non ne aveva per niente voglia.

Salirono entrambi davanti, mettendosi la cintura. Si fece dire dove si trovava il palazzo del ghiaccio e appena capì il posto, partì verso di esso.

Dieci minuti dopo arrivarono a destinazione. Parcheggiò l’auto nel primo posto libero che trovò e scese da essa con lui, entrando poi nell’edificio.

Shuichi pagò il suo ingresso, fece dare un paio di pattini e corse a metterseli per poi entrare in pista, mentre Yuki si appoggiò alla recinzione, guardandolo solamente pattinare…

Casualmente, anche Tatsuha aveva deciso di andare alla pista di pattinaggio e mentre scivolava rapidamente sul ghiaccio, adocchiò tutte le ragazze e i ragazzi presenti nell’edificio. Ad un certo punto, vide tra la folla una persona a lui familiare e decise di avvicinarsi, notando che era proprio Shuichi. Accelerò abbastanza finché non si trovò proprio dietro a lui e, all’improvviso, lo afferrò per i fianchi, salutandolo.

Il ragazzo prese paura e si voltò di scatto, riconobbe Tatsuha e gli urlò dietro se aveva intenzione di fargli prendere un infarto.

Tatsuha fece una linguaccia verso di lui “può essere..” Rispose ridacchiando tra se e se.

Shuichi lo spinse via infastidito, dicendogli di lasciarlo in pace, e pattinò più velocemente cercando di distanziarlo. Ma lui non lo ascoltò di certo, ed infatti, riuscì a raggiungerlo attaccandosi alla sua maglia, facendosi trascinare da lui, anche se lo vede avanzare a fatica dato che aveva un peso in più da portare.

Il rosso, però, un po’ scocciato dalla sua insistenza, gli sbraitò dietro di finirla dato che gli dava solamente fastidio che gli stesse così appiccicato. Ma Tatsuha, però, non si spostò di un centimetro da lui, affiancandolo, per poi circondargli il collo con un braccio, ma quel gesto, Shuichi glielo levò prontamente da lì.

“Ma che cattivooo” disse Tatsuha con aria offesa, continuando ugualmente a gironzolargli attorno assicurandogli che non se ne sarebbe andato comunque.

Shuichi rispose che avrebbe mantenuto lui stesso le distanze e detto questo, fece uno scatto in avanti mettendosi a pattinare piuttosto velocemente nella pista tra la folla.

Tatsuha sbuffò, ma non aveva nessun’intenzione di lasciarlo stare. Accelerò a sua volta, e dopo un po’ lo raggiunse “ma ti sto così antipatico?” chiese sarcasticamente, per poi afferrargli ancora la maglia.

“SI! Basta Tatsuha, levati!!!!” gridò lui parecchio irritato dal suo comportamento. Lo fece così staccare dal suo maglione e ripartì a tutta velocità sulla pista, facendo lo slalom tra le altre persone.

Ma il moretto, essendo abbastanza invadente, continuò a seguirlo per tutta la pista senza dar pace al povero Shuichi, che pattinava all’indietro, facendo delle veloci linguacce al ragazzo. Ma ad un tratto Tatsuha, diede una veloce accelerata e lo afferrò per un braccio frenando poi di colpo, facendo quasi cadere Shuichi “Sei fuori?? Per poco non cadevo!!!!!” sbraitò sempre più arrabbiato, voleva passare una tranquilla giornata e invece lui gliela stava rendendo letteralmente impossibile.

Il ragazzo però lo corresse, assicurandogli che l’avrebbe preso in braccio per tempo se fosse accaduto, ma per risposta lui disse che se succedeva gli avrebbe tirato solamente una sberla, dato che non voleva essere toccato da lui in nessun modo, e poi lo pregò di lasciarlo andare dando anche degli strattoni al braccio. Ma ricevette da lui in risposta che era poco riconoscente, e che non l’avrebbe lasciato andare.

Shuichi cercò di liberarsi con tutte le sue forze, tra le lamentele di Tat che non lasciava per nulla la presa…

A quel punto si arrese sospirando completamente rassegnato, provando per un momento ad andare d’accordo con lui chiedendogli che cosa volesse fare, e ricevette in risposta che voleva semplicemente pattinare assieme. Per quella volta decise di accettare, anche se era un po’ contrariato, ma non vedeva altra soluzione possibile.

Tatsuha, allora lo prese per un polso, e partì velocemente, trascinando quasi il ragazzo che si lamentò dicendogli di non tirarlo così forte, cercando poi di stare al suo stesso ritmo.

Dopo un po’, il moro, gli chiese se era li da solo e il ragazzino gli rispose che era lì con Yuki.

“Ohh.. c’è il mio fratellinoooo.. e dov’è??” chiese lui guardandosi attorno.

Shuichi osservò in giro finché non lo vide seduto ad un tavolino e lo indicò a Tatsuha vedendolo guardare nella sua stessa direzione, finchè non lo avvistò in quel punto che gli aveva indicato. Ad un certo punto senza nessun preavviso, il moro, lo prese meglio per la mano ed accelerò vedendo il ragazzo seguirlo senza problemi. Però voleva fargli un dispetto e decise di fermarsi all’improvviso. Si girò di scatto e lo afferrò prima che sbattesse contro di sé, abbracciandolo a se.

“Che cavolo fai!!” disse lui, staccandosi da quel ragazzo così appiccicoso, continuando poi a dirgli che non poteva andare ad una certa velocità a poi fermarsi di colpo, perché rischiava di far cadere qualcuno.

A quelle parole Tatsuha ridacchiò e assicurò che se cadeva sopra a quella persona era anche meglio, indifferentemente se maschio o femmina.

Shuichi gli diede dello scemo e ricominciò a pattinare, notando però il ragazzo riavvicinarsi di nuovo a lui chiedendogli perché se ne fosse andato via così. “Perché dici solo porcate Tat[1] sbottò lui con un tono di voce abbastanza scocciato.

Il fratello di Yuki disse che era così maniaco di natura e non poteva farci nulla. A quel punto il ragazzo si fermò dicendogli di mantenere le distanze dato che le persone così non gli piacevano affatto ed andò il più avanti possibile, distanziandolo abbastanza.

Tatsuha sbuffò e partì di nuovo stando alle calcagna del ragazzino, che appena lo vide accelerò di più dicendogli di andarsene subito e lasciarlo in pace, ma visto che non sembrava per nulla ascoltarlo, decise di andare da Yuki a dirglielo. Arrivò da lui e si appoggiò alla balaustra, dando le spalle alla pista richiamando l’attenzione del biondino, lamentandosi che suo fratello lo importunava.

Nel frattempo il fratello, gli arrivò da dietro e lo abbracciò, imprigionandolo tra lui e la ringhiera, chiedendogli cosa volesse da Yuki. E quest’ultimo vedendo il fratello, gli chiese che cosa ci facesse in quel posto, e lui rispose che era lì solo per divertirsi un po’.

Intanto Shuichi cercava di farlo spostare da dietro di se, ma lui non aveva intenzione di mollarlo. “Tatsuha.. S-T-A-C-C-A-T-I” disse lui sillabando chiaramente le lettere nel caso non avesse capito che cosa volesse.

Vedendolo un po’ in difficoltà, Yuki si alzò dalla sedia andando verso di loro, ordinando al fratello di staccarsi subito da lui. Ma Tatsuha, però si sentiva un po’ dispettoso e gli chiese per quale motivo doveva spostarsi dato che non ne aveva per niente voglia, ed a quel punto Yuki si avvicinò a lui più che poté sporgendosi oltre la ringhiera per afferrarlo per la maglia e tirarlo a se di prepotenza, facendolo così spostare da Shuichi. Lo avvicinò ancora un po’ a se guardandolo poi negli occhi “lascialo stare… lui e mio..” Sibilò verso il fratello.

Tatsuha non si fece di certo intimidire da lui, visto che ne era abituato alle sue minacce, appoggiò le mani alla balaustra mettendosi come riusciva in punta di piedi, ed unì per dispetto le sue labbra a quelle di Yuki…

Il biondo si allontanò subito da lui sapendo che Shuichi non sarebbe stato di certo contento di quello che aveva appena fatto il fratello.

Infatti, Shuichi a quel gesto guardò entrambi con occhi assassini sentendosi parecchio geloso. Afferrò Tatsuha per la maglia e gli tirò un pugno parecchio forte allo stomaco facendogli perdere l’equilibrio e cadere a terra, e tornò a pattinare senza rivolgere nemmeno una parola ai due.

Yuki, vedendolo allontanarsi, diede dell’idiota al fratello vedendolo rialzarsi in modo un po’ barcollante, a causa del colpo appena ricevuto. Tat fece una linguaccia al biondino e riprese ad inseguirlo di nuovo. Appena riuscì ad avvicinarsi abbastanza al ragazzino gli disse che forse gli era sfuggito qualcosa di loro due, ma come risposta ricevette solo una minaccia. Ma ribatte a tono, affermandogli che gli stava riferendo solamente ciò che Yuki probabilmente non gli aveva mai detto…

Shuichi si fermò nel bel mezzo della pista e gli chiese, un po’ seccato, che cosa secondo lui gli tenesse nascosto Yuki.

Il moro gli annunciò con un tono di voce piuttosto calmo che loro due erano molto intimi, quindi se compievano certe azioni, era del tutto normale, ma ciò era prima della sua comparsa, dato che ora faceva tutto l’indifferente, dicendo queste ultime parole con una certa tristezza.

A quel punto Shuichi sentì qualcosa scattare dentro di lui. Si sentiva come tradito, soprattutto perché Yuki non gli aveva detto nulla di tutto ciò, mentre la sua mente iniziava ad affollarsi di continue domande sul perchè non gliel’avesse mai detto.. che non si fidasse di lui? Intanto continuava a guardare quel ragazzo di fronte a se con un po’ di disprezzo senza dire assolutamente nulla. Fino a che poco dopo, si voltò dandogli le spalle allontanandosi da lui, uscendo dalla pista. Indossò le scarpe ed andò verso l’uscita dell’edificio, dirigendosi poi alla fermata dell’autobus e non appena lo vide arrivare ci salì, tornando a casa sua senza avvertire nessuno dei due.

Vedendo il suo comportamento, Tatsuha pensò di aver combinato un pasticcio, uscì a sua volta dalla pista indossando le scarpe ed andò dal fratello, che vedendolo arrivare, fece una faccia piuttosto scocciata, chiedendogli in malo modo che cosa volesse ancora da lui. Cercò di fargli notare tramite giri di parole che mancava una persona all’appello al che Yuki si guardò attorno non vedendo più Shuichi “dov’è?!” domandò freddamente. Lo vide indicare lentamente l’uscita con un dito e non appena capì che se n’era andato, Yuki gli chiese che cosa gli avesse fatto per farlo andare via senza che gli dicesse nulla.

Il ragazzo dai capelli corvini, si avvicinò lentamente al suo orecchio, riferendogli tutto ciò che gli aveva detto.

Ci fu un momento di silenzio da parte di Yuki sentendo tutto ciò che aveva riferito a Shuichi, e pochi secondi dopo tirò un pugno in testa al fratello “razza di scemo!!” urlò alla fine il biondo.

Tatsuha portò le mani sulla sua testa lamentandosi per il dolore, mentre si massaggiava il punto colpito affermandogli che non pensava si arrabbiasse così tanto. Yuki si alzò dalla sedia “dai più peso alle tue parole la prossima volta!” sbottò verso di lui per poi afferrarlo per la maglia e trascinandolo fin fuori l’edificio.

Arrivò fino alla sua auto, aprendola, e buttò letteralmente dentro il ragazzo richiudendo la portiera, facendo finta di non sentire le lamentele del fratello. Pensò che Shuichi fosse sicuramente tornato a casa sua, così partì verso il posto scelto arrivandovi in meno di dieci minuti. Scese dall’auto aprendo lo sportello posteriore ordinando a Tat di scendere subito da li.

Obbedì, anche se di mala voglia, e scese lentamente dall’auto, ma appena mise piede a terra, venne afferrato da Yuki e trascinato fino al portone. “E NON TIRARE!” sbottò il fratellino un po’ seccato nel sentirsi strattonare continuamente da lui, cercando ogni volta di non cadere.

Il biondo si avvicinò al citofono e suonò al campanello sperando che il ragazzo fosse davvero in casa..

Come Yuki aveva previsto, Shuichi era steso sul suo letto a rimuginare su quello che Tatsuha gli aveva detto, finche non fu ridestato dal campanello. Si alzò da materasso, ed andò a rispondere “chi è?”

Eiri, sentendo finalmente la sua voce rispose, dicendogli che era lui e se poteva salire in casa per eventuali spiegazioni riguardo poco fa.

“Oooh, non dovevi disturbarti sai? Magari tu e Tatsuha volevate andare a farvi un giro insieme!!” sbottò verso Yuki cercando di non urlargli contro per la rabbia, ma in risposta Yuki gli ordinò di aprire senza far tante storie.

Shuichi fece come richiesto dicendogli di salire al terzo piano.

Il biondino aprì il portone del palazzo ed entrò, salendo fino al piano che gli era stato indicato, continuando a trascinarsi dietro il fratello. Arrivò davanti alla porta e bussò. Il rosso, socchiuse lentamente la porta, lo vide ma non disse nulla.

Yuki lo salutò dicendogli che poteva almeno avvertire che se ne andava via e gli chiese poi se potevano entrare..

“Possiamo?!” intervenne lui sentendo quella parola plurale e continuò “devi portartelo dietro anche a casa mia?”

Il biondo annuì, riferendogli che il fratello doveva dirgli qualcosa, girandosi poi a fissarlo.

Tatsuha si sentiva come minacciato dal suo sguardo e rispose “emh.. sii..sii…” ma tra se e se pensò che non sapeva proprio che cosa volesse intendere.

“Ci faresti entrare o no?” richiese nuovamente Yuki anche se la sua richiesta non ammetteva risposte negative, iniziando a stancarsi di stare sulla porta. Shuichi si spostò da lì facendoli accomodare in casa, la richiuse e li accompagnò in sala.

Yuki si avvicinò a lui, chiedendogli quasi in un sussurro perché se ne fosse andato via così.

Shuichi non ci pensò due volte a rispondere e disse parecchio arrabbiato “così potevate rimanere voi due da soli a sbaciucchiarvi!”

A quelle parole Yuki scattò sentendosi un po’ offeso. Gli mollò un piccolo schiaffo sulla guancia, sotto lo sguardo attonito del fratello, dicendogli di non pensare più ad una cosa del genere perché voleva solo lui.

Shuichi, mise una mano sulla guancia colpita, mentre sentiva una lacrima solitaria attraversargli il volto e lo sguardo freddo e penetrante di Yuki su di se.. Si avvicinò ancora un po’ a lui circondandogli lentamente la vita con le braccia: “Però… però lui ha detto…che se vi baciate è normale e poi… che prima tu ci stavi…”

Yuki ammise che prima certe cose con lui le faceva davvero, ma ciò non cambiava proprio nulla tra loro, si trattava di molto tempo prima e non doveva essere geloso di suo fratello, anche se quello che gli aveva detto era la verità.

Appoggiò poi una mano sul suo volto levandogli la piccola lacrima che scendeva lentamente, pensando di esser riuscito a fargli accettare quel piccolo tratto del suo passato. Ma non fece ora a pensare questo che Tatsuha intervenne “Yuki… non mi dimenticherò mai di quella volta sai……”

Il biondo spalancò gli occhi sentendo quella frase. Si spostò rapidamente da Shuichi e saltò addosso al fratello tappandogli la bocca “Ma vuoi stare un po’ zitto?!” sussurrò con una voce intimidatoria, sentendo solo mugolii da parte sua.

In un secondo momento, lanciò un’occhiata a Shuichi per vedere se avesse avuto qualche reazione, ma notò solo che il suo sguardo era fisso a terra.

Il ragazzo poi osò ad una domanda “che… volta..?” disse tristemente.. pentendosi quasi subito di quello che aveva appena chiesto.

Yuki gli disse di lasciar perdere, non voleva dare altre spiegazioni inutili a riguardo, era solo il passato e così doveva restare. Si spostò dal fratello lanciandogli un’occhiata fulminante, sott’intendendo un –parla ancora e ti uccido- tornando poi dal ragazzino.

Il moro si sentì trapassato dai suoi occhi così minacciosi, e distolse subito lo sguardo, guardandosi un po’ attorno, facendo finta di nulla.

Nel frattempo, il rosso si appoggiò a Yuki, strofinando la testa contro il suo petto, mentre lo sentiva iniziare a fargli qualche carezza sulla testa “ma i tuoi genitori non sono in casa?” pronunciò infine Eiri, dato che c’era troppo silenzio in quella casa.

Shuichi negò, rispondendogli che non viveva piu con i genitori… ma non riferì nulla nemmeno del compagno di stanza che viveva con lui, per sicurezza, nel caso yuki ne fosse stato geloso…

A quella affermazione, Tatsuha ridacchiò e senza pensare alla minaccia di Yuki disse “bella opportunità eh fratellino?” al che vide shuichi voltarsi di scatto verso di lui, cercando di capire che cosa volesse intendere, sentendo poi il biondino urlargli contro. Lasciò stare quella conversazione e cambiò discorso, chiedendo al ragazzo se la sera poteva andare da lui, iniziando a pregarlo perché dicesse di si.

“Ohhh.. preferisci a casa suaaa.. ihihihi.. ma bravii..” Intervenne Tat con la sua solita aria da maniaco, continuando a ridere, mentre si avvicinava ai due.

Shu, prontamente, afferrò un piccolo cuscino dal divano e lo lanciò contro Tatsuha colpendolo in piena faccia, dicendogli di stare zitto. Nemmeno Yuki non se lo fece sfuggire, e dato che lo aveva a tiro, gli mollò un altro pugno in testa rispondendo poi al ragazzo che poteva passare la sera a casa sua se lo desiderava.

Tatsuha si voltò di scatto facendogli una linguaccia per dispetto, sollevandosi in seguito, dato che per i colpi ricevuti poco prima era finito a terra.

Dopo un bel po’ di tempo a parlare ed a mostrargli la casa, Yuki uscì sul terrazzo della camera da letto di shu per fumare, lasciandoli cosi da soli…

Shuichi, aspettando il biondino, si sdraiò sopra al materasso senza pensare ad un eventuale attacco del fratello ed infatti, quest’ultimo, non ci pensò su due volte e gli saltò addosso con degli occhioni luccicosi “è cosi morbido questo lettooo!!!” facendo il finto tonto.

Shuichi cercò di farlo spostare da sopra di se, ma in quel preciso momento rientro in stanza Yuki, che li guardò minacciosamente “cosa state facendo…..” Ma il ragazzino disse prontamente che era stato il fratello a saltargli addosso.

“Iooo? Ma se sei stato tu a dirmi ‘daii vieni qui con meee..’ “ disse Tatsuha ridacchiando, ma a quelle parole lo sentì inveire contro di lui e tirargli una bella ginocchiata in mezzo alle gambe… al che si piegò in due per il dolore, rotolandosi sul letto.

Finalmente libero da lui, si alzò da lì andando da Yuki “non gli credereee!” piagnucolò sperando che non se la fosse presa sentendolo poi dire che non doveva preoccuparsi, dato che faceva spesso così. E mentre parlava, sentiva in sottofondo la voce di Tatsuha che si lamentava per il colpo subito poco prima.

Intanto, Yuki fece voltare il ragazzino verso di sé, gli mise le mani sulle spalle e si chinò leggermente per riuscire a baciarlo. A quel piccolo e dolce gesto Shuichi sentì le sue guance arrossarsi leggermente e rispose al suo bacio timidamente, staccandosi quasi subito.

Non fece altro e gli disse che ora, se voleva, potevano anche andare a casa sua.

Uscirono tutti e tre dall’appartamento, andando fino all’auto di Yuki. La aprì e salì al posto di guida.

Anche Shuichi salì davanti mettendosi la cintura, ma ciò non comodò molto al moro, dicendogli che doveva andare dietro e quello era il suo posto.

A quelle parole il ragazzino lo fulminò con o sguardo e affermò che davanti, vicino a Yuki, ci stava lui.

Tatsuha alzò gli occhi al cielo e sbuffando salì dietro, mentre Shuichi si accoccolò contro il sedile anteriore, sentendo poi Yuki partire verso casa…

Il moretto, tanto per passare un po’ il tempo, decise di fare uno scherzetto al ragazzino e, fingendosi Yuki, si sporse il più possibile in avanti incominciando a carezzare lentamente una gamba di Shuichi, cercando di non ridere per quello che stava facendo.

Shuichi si lamentò un po’ sentendo quei tocchi sulla sua gamba e senza nemmeno guardare, subito pensò che fosse opera del biondino così gli disse di tenere le mani sul volante e di non toccarlo.

Yuki lo guardò un po’ male, affermando che le mani le aveva gia sul volante e non su di lui.

A quelle parole Shuichi si voltò vedendo, infatti, le sue mani perfettamente sul volante. Guardò poi in basso, vedendo che la mano che lo stava toccando era del fratello……….

“….Tatsuha……tu… devi… tenere… le.. mani…. apposto” sibilò lui prima di afferrargli un dito e tirarlo lentamente all’indietro, sentendolo lamentarsi per il dolore provocatogli.

Dopo un bel po’ Shuichi lo lasciò andare, e tatsuha ritrasse immediatamente la mano, massaggiandosela, sussurrando poi un “manesco…” contro di lui, ma Shuichi lo sentì e ribattè a tono dicendogli che era un idiota.

Yuki, stanco dei loro lamenti, s’intromise nella conversazione sbottando di non litigare pure in auto, dato che non aveva per niente voglia di sentirli

Pochi minuti dopo arrivò a casa e parcheggiò facendo poi scendere gli altri due e si avviarono verso il portone, aprendolo. Tatsuha li salutò dicendo che sarebbe andato a casa sua e salì di corsa al terzo piano entrando nel suo appartamento.

Shuichi rimase un po’ sul pianerottolo, con Yuki, esultando perché se ne fosse finalmente andato via, ma Yuki lo corresse, dicendogli che doveva farci l’abitudine perché era quasi sempre da lui dato che abitavano uno sopra dell’altro… All’improvviso però lo trascinò in casa, chiuse la porta e lo appoggiò contro di essa, baciandolo senza dargli nemmeno il tempo di capire che succedesse.

Preso un po’ alla sprovvista, Shuichi mugolò, arrossendo notevolmente, mentre avvertiva che Yuki tentava di approfondire quel bacio carezzandogli anche un fianco.

Il ragazzo s’irrigidì avvertendo la sua mano, socchiudendo poi di un po’ le labbra cercando di parlare, ma Yuki ne approfittò solamente intrufolando prepotentemente la lingua nella bocca sua bocca, cercando di toccare la sua.

Shu spalancò di colpo gli occhi a quel gesto, mugolando piuttosto forte, al che sentendo le sue mute lamentele Yuki si staccò da lui chiedendogli che cosa avesse, ma Shuichi era talmente teso e tutto rosso in faccia riuscendo a rispondere solo “nnnh…”

Il ragazzo vedendolo un po’ imbarazzato si spostò da lui, andando verso la sala, ma prima che potesse fare altro sentì Shuichi corrergli dietro ed attaccarsi al suo braccio sussurrando un flebile “ti amoo..” Lo prese in braccio mordicchiandogli gustosamente l’orecchio soffiandogli poi “…lo so…” Lo rimise poi a terra ed andò in cucina con lui preparando la cena.

Una mezz’oretta dopo finirono di mangiare e Yuki si appoggiò con le braccia al tavolo e vi posò la testa guardandolo “vorresti fare qualcosa tu..?” chiese lui quasi sorridendogli.

Shuichi ci pensò su un po’, ma disse che non aveva in mente nulla, così il biondino si alzò da tavola e andò a sedersi in terrazzo. Sentendo che non faceva poi così freddo chiamò anche lui, il quale non tardò ad arrivare.

Yuki gli tirò la maglia dicendogli di sedersi sulle sue gambe ed il ragazzino non se lo fece ripetere di certo due volte e gli salì sopra felice come una pasqua, ma prima che potesse appoggiarsi a lui, lo fece voltare e mettere a cavalcioni.. “così almeno posso vederti…” disse carezzandogli una guancia con un dito.

Il ragazzino sorrise, afferrò la sua mano tra le sue e vi strofinò il viso contro, sentendo la pelle liscia di Yuki sulla sua guancia.

Dopo poco, il giovane si chinò leggermente in avanti per riuscire a mordergli un orecchio chiedendogli poi scusa, anche se un po’ incerto, per l’altro giorno dato che non aveva l’intenzione di spaventarlo. Lo strinse poi tra le braccia, gli alzò la maglietta di quel che bastava per riuscire ad intrufolare le mani sotto di essa per carezzargli la schiena, passandogli anche un dito lungo tutta la sua spina dorsale finendo poi per mordergli il collo.

A causa di tutte quelle dolci attenzioni, Shuichi si stava per addormentare “Yukiiii…” mugolò lui dicendogli poi che gli stava facendo il solletico.

Yuki, per dispetto, lo leccò partendo dal suo piccolo collo fino a risalire sulla sua guancia per poi mordergliela.

A quel gesto il ragazzino si mise a piagnucolare e per protesta, gli afferrò in seguito una ciocca di capelli con le mani, tirandola per farlo staccare.

Il biondino si lamentò e gli ordinò di mollargli subito i capelli.

Obbedì, ma in cambio non voleva essere più morso. Gli fece una linguaccia e corse velocemente dentro casa, entrò in camera e si nascose sotto il letto, sperando che Yuki non l’avesse visto entrare lì. Ma non fu così.

Infatti, il ragazzo l’aveva seguito fino alla camera. Entrò nella stanza e richiuse dietro di se la porta, facendo silenziosamente un giro di chiave. La levò dalla serratura, mettendosela in tasca, si avvicinò piano al letto e vi salì sopra rimanendo immobile attendendo che uscisse da solo.

Shuichi, non vedendo più nessun movimento sgattaiolò lentamente fuori da sotto il letto, andando verso la porta, Ma appena cercò di aprirla, Yuki chiese ghignando cosa stesse cercando di fare ed a quel punto shuichi capì che l’aveva chiusa a chiave. Salì sul letto guardandolo con occhioni supplichevoli, pregandolo di dargli la chiave per uscire.. Ma egli si voltò dall’altra parte dandogli le spalle dicendogli che non aveva voglia di farlo andare via da lì, soprattutto perché ormai era ora di andare a letto.

Così Shuichi prese un cuscino, scese dal letto andando nella direzione dove Yuki era voltato, e per vendetta glielo tirò in piena faccia.

Yuki non riuscì a schivare quel colpo, preso alla sprovvista. Si sollevò per guardarlo e per ripicca lo trascinò sul letto portandolo sotto di se, bloccandolo lì, avvicinando il viso a quello di lui, ma shuichi si lamentò per quel gesto inatteso, gli fece una linguaccia e si dimenò per liberarsi dalla sua presa. Però non sembrò per niente intenzionato a lasciarlo andare.

In seguito Eiri scese con il viso sul suo collo, addentandolo, e riuscendo a fargli un piccolo succhiotto tra le sue innumerevoli lamentele.

Shuichi appena si rese conto di quello che gli aveva fatto, gli gridò contro di tutto, cercando di farlo spostare da se dato che voleva alzarsi, ma non ci fu nulla da fare, Yuki non voleva sentire ragioni.

“Ma sei cattivo!” disse lui alquanto arrabbiato per via del suo comportamento. Il biondo gli affermò ciò che aveva appena detto, ghignando divertito “si lo so…ed anche Tatsuha lo diceva, la volta che…” ma pensando di aver parlato troppo si fermò subito, sperando non gli chiedesse nulla di quel fatto per non dargli dispiaceri. Ma non fu così. Infatti Shuichi lo guardò dritto negli occhi costringendolo quasi a parlare, voleva sapere di cosa si trattava e questa volta a tutti i costi anche se era sicuro che se ne sarebbe pentito presto.

Yuki, restò per un po’ in silenzio sopra di lui, e poi, anche se indeciso, si avvicinò al suo orecchio sussurrando piano “…la volta che siamo stati a letto assieme…” e gli morse l’orecchio.

A quelle parole, Shu, rimase immobile, mentre i suoi occhi diventavano sempre più lucidi riempiendosi di calde lacrime sentendo poi una di esse scivolare lungo la sua guancia, riuscendo solo a dire “non è vero…”

Yuki si sollevò da lui, e vedendo quella piccola goccia la leccò via dal suo viso, assicurandogli che se quella non fosse stata la verità non gliel’avrebbe di certo detta.

Shuichi si sentì un po’ tradito, mentre le lacrime scorrevano sempre più copiose lungo il suo volto, mormorando poi con una voce tremolante “Lasciami…stare…ti odio……”

Il ragazzo non si spostò nemmeno di un centimetro da lui, chiedendogli poi se lo odiasse solo per esser stato una volta con suo fratello ed a quella domanda ricevette una risposta affermativa “e chissà quante sono le altre cose che non so di te!” proseguì lui arrabbiato e offeso al tempo stesso.

“Tu non mi chiedi mai niente…” Ribadì il biondino spostandosi da lui per poi mettersi a fianco.

Shuichi si alzò dal letto andando in un angolo della stanza, piagnucolando “se le risposte sono come quelle che mi hai appena dato, preferisco non domandare..”

Yuki cercò di farlo tornare sul letto a parole, ma riceveva sempre risposte negative. Così si alzò a sua volta andando da lui, lo prese in braccio a forza e contro la sua volontà ributtandolo sul letto rimanendo in piedi di fronte a lui “ricorda solo una cosa… se ami una persona… la devi accettare per quello che è.. e quello che era…” disse in fine alzando un po’ la voce..

Shu rimase così sul letto e scoppiò in lacrime sentendo ciò che aveva appena detto, ad appena lo vide tornare vicino a se, si girò verso di lui accoccolandosi tra le sue braccia, continuando a singhiozzare un po’.

Poco dopo, lo mise steso sulla schiena, baciandogli le sue calde guance arrossate dal pianto facendo scorrere anche una mano sul suo esile corpo, posandola su di una sua anca, carezzandolo lentamente…

Shuichi mugolò sentendo le sue labbra e le sue mani su di se, addormentandosi pian piano, sotto quelle delicate attenzioni da parte del suo amato, anche se molto spesso lo faceva piangere o arrabbiare.

Yuki risalì lentamente con il viso, levandogli le ultime lacrime che solcavano il suo viso e vedendolo un po’ assopito gli sussurrò quasi dolcemente “vuoi andare a dormire…?” avendo come risposta solo un altro mugolio, e prendendolo per un “si”, si spostò da lui. Appoggiò le mani sul bottone dei suoi pantaloni, slacciandolo ed abbassò in seguito lo zip, sfilandoglieli lentamente per posarli poi in fondo al letto. Fece lo stesso con la maglia e con sua sorpresa, notò che era d’accordo sul farsela levare, ma pensò che forse dipendesse dal fatto che era mezzo addormentato… così non si fece troppe illusioni su quel fatto.

Non appena finì di spogliarlo, si alzò nuovamente dal letto, estrasse la chiave dalla tasca dei suoi pantaloni e la andò a riaprire la porta, si spogliò a sua volta e tornò sul letto stendendosi di fianco a lui carezzandogli tutto il corpo, partendo dal petto per scendere poi fino al suo ventre finendo per appoggiarla sulla gamba.

Gli diede un piccolo bacio a fior di labbra e si coricò sotto le coperte assieme a lui…


[1] Tat è il diminutivo di Tatsuha

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