Cap 14
Passarono molti giorni e ormai Shuichi era completamente guarito da quella lieve influenza che l’aveva colpito. Ormai era tornato a casa e in quel momento si stava vestendo per bene assieme ad Hiro. Quel giorno avevano il provino alla NG. Erano entrambi emozionati e completamente tesi. Il ragazzo con i capelli lunghi si pettinava nervosamente mugugnando qualcosa tra se e se, però Shuichi se ne accorse di quel suo comportamento e si avvicina a lui sorridendo “Stai calmo Hiro, non stiamo andando chissà dove….Guarda che se sei nervoso è peggio…”. L’altro fece finta di nulla e per tutta risposta gli disse che non era affatto agitato, anche se i fatti mostravano tutto il contrario. Il rosso iniziò a punzecchiarlo inarcando un sopracciglio, facendogli notare come si stava tormentando i lunghi capelli, così quest’ultimo sospirò abbandonando la spazzola sul mobiletto e poi entrambi si diressero verso l’ingresso per uscire di casa, ma non prima che Hiro avesse preso la sua chitarra.
Per tutto il tempo non aveva fatto altro che sospirare e perdersi tra i suoi pensieri. Questo non sfuggì alla vista di Shuichi che per tutta risposta, cercando di calmarlo, gli posò una mano dietro la schiena carezzandolo appena tentando di incoraggiarlo “Su Hiro, vedrai che andrà tutto bene! Anche io sono emozionato e nervoso però so anche che è meglio se sto tranquillo se voglio dare il meglio di me stesso e deve essere così anche per te, no?” Il castano annuì e così dopo una bella camminata giunsero a destinazione. Per un attimo esitarono trovandosi davanti a quell’edificio ma poi si decisero ed entrarono. Si guardarono un po’ attorno spaesati dato che il posto era nuovo per loro, così si diressero alla reception e chiesero dove dovevano andare per il loro provino. La ragazza dietro al bancone riferì loro di recarsi presso l’ufficio di Tohma all’ultimo piano e che lei lo avrebbe avvisato del loro arrivo. Ringraziarono e presero l’ascensore in fondo alla stanza premendo il bottone corrispondente. Per tutta la salita Shuichi non aveva fatto altro che parlare del presidente e di come gli stava un po’ antipatico, dato che lui l’aveva già conosciuto, sotto lo stupore di Hiro che non ne sapeva nulla. Continuò così a parlare a raffica finché non vide le porte aprirsi, uscirono ed arrivarono di fronte l’ufficio del biondino. Presero entrambi un bel respiro e bussarono prima debolmente per l’ansia pre-provino, poi in modo più deciso. Attesero il consenso di entrare e socchiusero appena la porta per poi accedere in quella stanza spaziosa e ben ordinata.
Tohma dal canto suo se ne stava tutto tranquillo a leggere dei documenti ma quando vide entrare il ragazzino dai capelli rossi fece una piccola smorfia di disapprovazione.
Senza notare la sua reazione, Hiroshi fece un piccolo inchino iniziando un piccolo discorso di presentazione “Piacere Seguchi-san, io sono Hiroshi Nakano… e lui è…” ma non riuscì a finire che il presidente lo precedette mugolando un “Shindou Shuichi… lo so, ci siamo conosciuti qualche giorno fa…” e rimase a fissarlo con una punta d’odio dipinta sul volto vedendo però il ragazzino ricambiare all’occhiataccia. Sospirò e continuò a parlare “beh, immagino siate qui per quel provino…” e appena li vide annuire, proseguì “ok, bene, ora vi chiamerò il vostro supervisore, che vi assisterà e vi accompagnerà nella sala prove” così dicendo afferrò il telefono “ciao, ho un lavoretto per te, vieni nel mio ufficio il prima possibile” e senza nemmeno attendere una risposta riattaccò chiedendo agli altri due di attendere un po’ finché non fosse arrivato.
Il presunto supervisore, che si stava rilassando spaparanzato su di una poltroncina sorseggiando pigramente una bibita al bar, sbuffò sonoramente a quella chiamata. In tutta fretta finì di bere, pagò e poi si diresse nell’ufficio di Tohma dove una volta arrivato bussò entrando quando ricevette il permesso.
Shuichi dal canto suo, non appena avvertì il rumore della maniglia che si abbassava, si voltò velocemente verso la porta ma non appena capì di chi si trattava s’irrigidì spalancando gli occhi emettendo un flebile mugolio tentando però di restare il più tranquillo possibile per non dare sospetti ai presenti. Si trattava proprio di Sakuma Ryuichi. Quest’ultimo si piantò subito vedendo il rossino provando una fitta morsa allo stomaco. Rimase per lungo tempo a fissando quando la voce di Tohma lo svegliò dalla piccola trance in cui era caduto. Di certo non poteva tirarsi indietro dal fargli da supervisore, erano ordini del capo… Sospirò abbassando lo sguardo per poi dire un flebile “va bene…”.
Intanto Hiroshi, non sapendo in realtà cosa ci fosse stato tra di loro, continuava a punzecchiare l’amico sussurrandogli all’orecchio che quella era la sua giornata fortuna però quest’ultimo non ne era poi tanto convinto… anzi adesso pensava proprio di non riuscire a spiccicare nemmeno una parola. Era parecchio agitato, non aveva certo dimenticato, anche se era passato diverso tempo, quello che era successo fra loro e di come l’ultima volta lo aveva trattato freddamente. A riscuoterlo dai suoi pensieri fu la voce del vocalist che disse pacatamente “da questa parte prego…” si voltò poi uscendo dalla stanza con i due ragazzi entrando in ascensore per scendere di un paio di piani diretti alla sala prove.
Il ragazzino più piccolo notò perfettamente il comportamento freddo di Ryuichi che non si era neppure degnato di guardarlo da quando era entrato in quella stanza. Per tutti quei silenzi da parte sua ci rimase molto male e con un sospiro abbassò il viso guardando il grigio pavimento dell’ascensore. Non capiva il perché, non capiva cosa avesse fatto di male… Quell’atmosfera era talmente pesante e il silenzio così inquietante che Hiroshi decise di romperlo e farsi avanti nel parlare allungando una mano verso il cantante dei Grasper “emh… piacere di conoscerla Sakuma-san!”. Sentendosi chiamare il ragazzo si ridestò dai suoi pensieri e facendo un lieve sorriso all’altro gli strinse la mano mugolando un flebile “piacere mio nanoda…”. Udendo però quest’ultima parola, Hiro credette che fosse un po’ pazzo e gli lanciò un’occhiatina perplessa ma venne subito distratto dalle porte dell’ascensore che si aprirono. Uscirono e si diressero verso una stanzetta lì vicino dove Ryuichi aprì la porta per farli accomodare all’interno e poi richiuderla dietro di lui.
Hiro si sistemò su di un divanetto dove iniziò a sguainare dalla custodia la sua chitarra mentre attendeva ordini dal trentunenne. Per un attimo si voltò pure verso l’amico per chiedergli se era pronto ma non appena lo guardò vide con sua sorpresa che qualcosa non andava, così gli si avvicino e carezzandogli appena la testa sussurrò “ehi… che hai… non sei contento di essere qui?”. A quelle parole il ragazzino fissò Hiro con gli occhi appena lucidi. Da un lato era contento di essere li, dall’altro non molto. Del resto l’amico non poteva sapere cosa c’era stato tra lui e Ryuichi parecchi giorni prima. Così tentò di sorridergli anche se si poteva notare bene che era un po’ tirato nel farlo e poi gli disse a bassa voce “Cerchiamo di mettercela tutta… Magari il nostro sogno si realizzerà, ci siamo preparati così tanto assieme!”. Hiroshi non fu molto convinto di quel suo comportamento ma decise di non farci caso pensando che fosse solo timidezza o emozione del momento e poco dopo lo abbracciò forte a se carezzandogli delicatamente la schiena con una mano sussurrando in risposta “si lo so ma tu non fare queste faccette, che poi divento triste anche io!”. Il rosso a quel semplice gesto si sentì subito rassicurato e protetto. Chiuse gli occhi per un istante e si lasciò trasportare da tutto ciò, l’amico era sempre in grado di tranquillizzarlo in ogni situazione.
A quella visione però Ryuichi sentì qualcosa scattare dentro di sé. Che fosse gelosia? Non lo sapeva nemmeno lui… Ma quella freddezza che voleva tenere con Shuichi sentiva che stava per vacillare. Quando non c’era un po’ gli mancava e quando lo rivedeva invece si sentiva tutto strano all’altezza dello stomaco. Tirò un forte sospiro e poco dopo vide i due allontanarsi l’uno dall’altro e chiedergli se dovevano subito provare in coppia. A quella domanda scosse la testa in segno di negazione riferendo loro che prima voleva sentirli singolarmente. Chiamò così per primo il ragazzo dai capelli lunghi e facendolo mettere al centro della stanza gli diede il via per iniziare il provino. Dopo un paio di minuti lo fermò e lo fece cambiare di posto con Shuichi che però si sentì quasi mancare la voce in gola in quel momento. Cercò comunque di darsi forza e non appena gli diede il via cominciò ad intonare le note della canzone che aveva scritto.
Ryuichi lo lasciò cantare più o meno metà della canzone per poi fermarlo “va bene, ora provate assieme, vediamo se sapete coordinare le parole con la musica”. I due si prepararono mettendosi d’accordo sui tempi e sulla coordinazione per poi iniziare a suonare e cantare assieme. Shuichi cantava con grande determinazione, mantenendo distintamente un discreto carisma, ci teneva con tutto il cuore che quella prova andasse bene, per Hiro ma anche per lui. Così proseguirono nel loro intento senza sbagliare o stonare nemmeno una nota sotto lo sguardo vigile di Sakuma, che li osservava seduto su di un divanetto pensando tra se e se che quella canzone era molto carina per essere solo di un principiante. Per vari minuti stette ad ascoltarli e quando vide che era finita si alzò da lì andando a spegnere il registratore che aveva attaccato precedentemente senza dir nulla ai due, estraendone un cd. Fece una copia e la porse ad Hiro che lo mise nella custodia assieme alla chitarra “questo è per voi, avete fatto un buon lavoro. Ora lo farò sentire a Tohma e poi vi richiameremo per un eventuale ingaggio oppure no…”. A quelle parole Shuichi annuì ma d’improvviso si sentì di nuovo triste e non riusciva neppure a guardare Ryuichi negli occhi.
“Beh… allora aspetteremo notizie! Credo che lei abbia il suo numero, chiamate pure lì” disse infine Hiroshi indicando l’amico con un dito. Il vocalist annuì ed uscì poi con loro dalla stanza, anche perché iniziava a fare parecchio caldo lì dentro. Si girò verso i due e disse “beh… fatevi pure un giro per la NG se volete, cosi vi ambientate un po’. Al penultimo piano c’è la mia stanza, se mi cercate sono là…” infine allungò una mano verso il ragazzo più grande stringendo la sua per poi passare al rossino. Non aveva molta voglia di farlo, ma doveva per forza a causa delle circostanze, così gliela strinse appena per poi lasciarla subito sotto lo sguardo triste dell’altro proseguendo con un “beh… a presto” salutò con un debole cenno nella mano e dando le spalle ai due si avviò per il corridoio sparendo dietro ad un angolo andando verso l’ufficio di Tohma.
Shuichi e Hiro così iniziarono a gironzolare un po’ per l’edificio ma quest’ultimo notò subito che l’amico era davvero strano, sospirò e sbottò “ma si può sapere che ti prende oggi?? Prima sei felice… poi diventi triste, poi ancora felice. Che succede? Se qualcosa non va dimmelo per favore…” si fermò così in mezzo al corridoio fissandolo seriamente. Il diciannovenne però non aveva poi tanta voglia di parlare e così mugugnò “non ho niente…”. Hiro sbuffò alzando gli occhi al cielo, odiava quando faceva tutto il misterioso però non insistette e disse solamente un “va bene… se vorrai parlare sai che sono qui..” e così ripresero a camminare per i corridoi di quello stabile.
Passarono diverso tempo lì dentro, però Shuichi non riusciva a proseguire. Continuare a rimuginare sul comportamento di Ryuichi lo faceva star male, aveva bisogno di parlargli ad ogni costo per capire cosa stava succedendo, fermò e si rivolse ad Hiro con una scusa un po’ pietosa ma che almeno avrebbe funzionato per farlo allontanare senza creare sospetti “Io dovrei andare un attimo in bagno Hiro, torno subito… Mi aspetti qui?” con sua fortuna l’altro annuì e adocchiando delle poltroncine lì vicino andò a sedersi per attendere il ritorno dell’amico.
Quest’ultimo ringraziò e scappò letteralmente verso l’ascensore. Appena vi arrivò premette il tasto di chiamata, una volta che fu arrivato entrò e premette il tasto del quarto piano. Voleva a tutti i costi parlare con Ryuichi, e durante il breve tragitto cominciò a fare mille pensieri ‘Ho bisogno di capire cosa sta succedendo… Perchè da quella volta che abbiamo fatto l’amore… Si comporta così freddamente con me…?’ pensava e non si dava pace. Sperò vivamente di ricevere una spiegazione plausibile da lui. A ridestarlo fu il lieve suono del campanello dell’ascensore che lo avvertiva di esser arrivato a destinazione. Uscito si ritrovò davanti ad un lungo corridoio pieno di porte. In giro non c’è nessuno, era tutto deserto. Si guardò attorno ed avanzò iniziando a passare di porta in porta leggendo i nomi sulle placchette su di esse fino a che non trovò proprio quella dei Nittle Grasper. Si fermò lì davanti sospirando intensamente e prendendo un enorme slancio di coraggio bussò.
Ryuichi dal canto suo, era tutto tranquillo in quella stanza, infatti stava tentando di scrivere una nuova canzone ma quando sentì quei colpi decisi sulla porta sobbalzò spaventato. Dopo un po’, senza pensare a chi ci fosse realmente dietro di essa diede il permesso di entrare attendendo. Shuichi non rispose per evitare di esser buttato fuori ancor prima di metter piede lì dentro e così abbassando lentamente la maniglia della porta varcò la soglia di essa ritrovandosi davanti al vocalist fissandolo con aria seria e triste allo stesso tempo.
A quella visione il trentunenne sentì una fitta allo stomaco e non riuscendo a reggere ciò si voltò dall’altra parte dandogli la schiena sussurrando un flebile “ciao…”
Di nuovo quella sua freddezza che Shuichi non sopportava più. Si avvicinò a lui di qualche metro con passo deciso e senza aspettare oltre, arrivando subito al punto, con la voce che trema per la tristezza disse “Ryuichi-san… La prego… Mi spieghi perchè si comporta così freddamente con me… Se le ho fatto qualcosa di male la prego di dirmelo… sono disposto a scusarmi….” E rimase ad osservarlo con un groppo allo stomaco che lo faceva stare malissimo. Però le uniche parole che uscirono dalle labbra del ragazzo furono “Non mi comporto affatto freddamente…” sapeva che non era proprio così, ma non aveva molta voglia di parlarne. Il rosso si avvicinò ancora di più a lui ribattendo “Questo non è vero! Si comporta così eccome con me! Perchè lo nega? E perchè non mi guarda nemmeno più in viso….?” aveva gli occhi sempre più lucidi, era quasi sull’orlo di piangere. Non ce la faceva davvero più.
Ryuichi tirò un sospiro nel tentativo di calmarsi e poi tentando di mantenere la voce ferma ,disse mentendo a lui ed a se stesso “non ho voglia di vederti… quella mattina sei stato solo un momento di debolezza, nient’altro…” continuava però a non guardarlo in volto, sapeva di non poter reggere il suo sguardo dato che stava dicendo una bugia e anche bella grossa. Shuichi rimane pietrificato a quelle parole gelide come ghiaccio, era come se il mondo gli fosse caduto addosso all’improvviso. Quasi si sentì mancare e alcune lacrime gli caddero dagli occhi “Solo un mo…momento di debolezza…? Quindi lei non ha provato nulla quando abbiamo…” ma si interruppe non riuscendo a proseguire. Continuava a piangere silenziosamente finché preso dallo sconforto si gettò disperatamente verso di lui per abbracciarlo. Voleva che gli ripetesse tutto guardandolo in viso dato che gli dava le spalle. Sentendo le braccia dell’altro però Ryuichi si scansò velocemente voltandosi verso di lui alzando un po’ la voce come se fosse spaventato “No! Lasciami stare!” e d’istinto, senza nemmeno accorgersi di ciò che stava facendo, gli diede uno spintone facendolo finire a terra. Ci fu un attimo di profondo silenzio tra loro finché il più grande si accorse di ciò che aveva fatto ed avanzò verso il ragazzino per aiutarlo. Ma non appena Shuichi lo vide avvicinarsi più del dovuto si rialzò velocemente fissandolo con gli occhi pieni di lacrime, però non riuscendo a trattenersi oltre cominciò a piangere più forte fuggendo via da lì senza dire niente, sbattendo la porta alle sue spalle. Piangendo ed ingoiando lacrime amare corse verso l’ascensore, ci salì e premette il pulsante relativo al piano dove Hiro lo stava aspettando. Ryuichi per un attimo ebbe l’impulso di fermarlo ma si trattenne pensando che in fondo fosse meglio così, che fosse stato meglio avergli detto quelle parole anche se non vere. Doveva ancora capire ciò che provava veramente per quel ragazzino e se mai avesse compreso di amarlo, sperò non lo rifiutasse per ripicca. Tornò poi a sedersi al tavolo mugolando un “perdonami” anche se lui ormai non poteva di certo sentirlo.
Una volta arrivato a destinazione il ragazzino cercò di calmarsi dato che non poteva certo dire a Hiro cosa era successo. Camminando lentamente per la sua strada riuscì a tranquillizzarsi un pochino, almeno i singhiozzi erano spariti, anche se le lacrime non accennavano a smettere di scendere dai suoi occhioni verdi. Hiroshi in quel preciso istante lo vide avanzare ma non appena notò che stava piangendo si alzò di scatto avvicinandosi a lui velocemente. Gli mise le mani sulle spalle e cercando di guardarlo in volto, allarmato, chiese “Ehi? Che ti è successo… non tornavi più… e perché piangi??” Shuichi rimase in silenzio per un po’ tentando di frenare le lacrime ma non vi riuscì affatto e così cercò di parlare ugualmente inventandosi una scusa “Mi…Mi ero perso…..Non ti trovavo più….” Poi abbassò lo sguardo tirando un sospirone.
L’amico alle sue parole lo guardò un po’ male… non capiva che c’era di così tragico nel smarrire la strada in un edificio chiuso così abbracciandolo e carezzandogli la testina disse “susu… potevi chiamarmi sul cellulare però… cosi ti venivo incontro… vabbè ora sei tornato, smetti di piangere!” Il rosso annuì e dopo un paio di minuti riuscì a smettere di versare lacrime. Si asciugò gli occhi con il dorso della mano e sorrise dolcemente al ragazzo, però si notava molto bene che il suo non era un vero sorriso… era ancora molto triste, non riusciva a scacciare dalla sua mente il comportamento poco carino di Ryuichi nei suo confronti. Il più grande lo coccolò così per diverso tempo e successivamente abbandonarono lo stabile diretti a casa.
Una volta arrivati, ed entrati in quest’ultima Shuichi se ne andò senza dire una sola parola in camera da letto gettandosi sul proprio morbido materasso a pancia in giù abbracciandosi il cuscino. Nakano lo guardò allontanarsi. Era sempre più impensierito, non capiva davvero cosa stesse succedendo al coinquilino. Sistemò le scarpe e le giacche negli appositi posti e poi lo raggiunse in quella stanza sedendosi sul bordo del letto “Ti va una cioccolata calda? Eh? Magari ti risolleverà un po’ l’umore… anche se non so proprio che hai”. Il rosso annuì e così l’altro si alzò da lì andando in cucina dove si mise a preparare il tutto.
Dopo una decina di minuti tornò da lui con due tazze piene di cioccolato, si risedette accanto all’amico e gliene porse una. Entrambi iniziarono a bere lentamente soffiando ogni tanto dato che era bollente. Shuichi beveva il dolce e cremoso liquido lentamente restando sempre in silenzio e con una faccina tutta triste… si sentiva veramente depresso. Hiro invece finì quasi completamente la sua cioccolata e per cercare di tirar un po’ su il morale al ragazzino, afferrò un di crema con un dito e sporcò velocemente la punta del naso di Shuichi mettendosi a ridere però non ottenne l’effetto sperato. Infatti il ragazzo sospirò e si ripulì con la mano posando la sua tazza ancora mezza piena sul comodino, dato che gli era pure passata la voglia di bere.
Hiroshi sbuffò, non ne poteva più di vederlo a quel modo. Posò a sua volta la tazza sul comò e per l’ennesima volta chiese all’amico che cosa non andava, ricevendo un’ennesima risposta negativa. Vedendo che con le parole non risolveva granché, decise di passare ai fatti. Velocemente lo atterrò sul letto e lo abbracciò stringendolo saldamente al suo corpo iniziando a coccolarlo con dolcezza. Sapeva che l’unica cosa che lo faceva stare meglio erano un po’ di attenzioni, così non perse tempo ed intrufolò una mano sotto la sua maglietta sfiorando con la punta delle dita quella pelle liscia e delicata, avvertendo l’altro emettere un flebile mugolio di piacere a quel semplice tocco. Per tutta risposta il rosso si accoccolò di più contro di lui nascondendo la testa sul petto dell’altro lasciando in bella vista il suo collo. Questo particolare Hiro non se lo fece sfuggire e così si sporse un po’ in avanti iniziando a baciarglielo e mordicchiarlo finendo per portare istintivamente una gamba in mezzo alle sue. Shuichi però iniziava ad eccitarsi un pochino per tutti quei gesti che gli facevano provare mille brividi lungo tutto il suo corpo. Socchiuse leggermente gli occhi e per tutta risposta iniziò ad accarezzare i morbidi capelli castani al ragazzo di fianco a sé facendosi più vicino a lui, stringendo la presa sulla sua gamba emettendo continuamente piccoli gemiti. Dopo un po’ Hiro si spostò e posò le labbra sulla sua guancia biascicando un “mhhn… sei cosi caldo… stai un po’ meglio ora?”. L’altro annuì, quelle dolci attenzioni gli avevano fatto passare la tristezza, anche se non completamente e vedendo che aveva detto di sì, il ragazzo più grande iniziò a fargli i dispetti mordendolo ovunque.
Shuichi però non era da meno, lo guardò male un istante e appena trovò il momento giusto scatto all’azione baciando l’altro sulle labbra mordicchiandole con i dentini. Si staccò da lui sorridendo furbamente e disse “ecco… lo sa che se mi mordi o mi fai gli scherzi poi mi vendico…”. Hiroshi rimase spiazzato per qualche secondo arrossendo notevolmente però non si diede per vinto e gli saltò addosso atterrandolo ed addentandolo sul collo rimanendoci attaccato senza però lasciargli nessun segno visibile iniziando a punzecchiargli anche i fianchi con le dita. Però Shuichi sentendo quel morso così vigoroso aveva paura che lasciasse qualche traccia del suo passaggio e ridacchiando per il solletico lo scostò da sé tornando poi ad abbracciarlo dolcemente ed a scambiarsi tenere effusioni affettuose con lui per quasi l’intero pomeriggio…
non dirmi che è finito così?!
cmq hai scritto una bella storia molto intrigante
WOW
[QUOTE-START]CuCcIoLaNiKy @ 17/01/2010 – 21:49 – non dirmi che è finito così?![QUOTE-END]umh… emh…. *me fugge*
no non è finita così XD
solo non trovo ispirazione x finirla…. çç
Uh che bella storia ** me la sono letta tutta d’un fiato, capitolo per capitolo e mi è piaciuta tantissimo xD Il motivo principale per cui l’ho letta è che amo alla follia la coppia Ryuichi x Shuichi *ç*
Peccato, però, che sia una Yuki x Shuichi xD *si frusta* Cioè, la coppia è bella per carità, altrimenti non amerei così tanto Gravitation xDD Però…Preferisco quella che ho già citato *ç* E credo di essere l’unica ç^ç non trovo fan fiction su loro due e ciò mi rattrista un po’ ahah xD Però almeno, in questa stupenda storia *-*, hanno la loro parte, quindi sono felice ^O^
Mi spiace però che sia interrotta °° Dai, continuala *^*
[QUOTE-START]Zell @ 07/07/2010 – 06:13 – Uh che bella storia ** me la sono letta tutta…[QUOTE-END]ciao, grazie xD
Eh… prima o poi deve tornarmi la voglia per scrivere, la continuo -.-
Cmq non è vero che non ne esistono… se vuoi c’è Sapore di fragola, sempre in questo sito che è shuichi x ryuichi ^^ http://www.nanoda.com/it/fan-fiction/anime-manga/gravitation/sapore-di-fragola/ eccola XD
Vedrò di aggiornare cmq prima o poi =P