Capitolo 1

Cap 11

Erano appena le 8 del mattino e Shuichi si svegliò sbadigliando silenziosamente rendendosi conto solo dopo un po’ di essere ancora abbracciato al cantante. S’irrigidì appena lasciandosi sfuggire un mugolio sommesso ma tentò di controllarsi subito per non rischiare di svegliarlo visto che era mattina presto. Ad un tratto lo sentì rigirarsi nel letto e con quel movimento avvertì il suo caldo respiro sul proprio collo voltandosi per un attimo a guardarlo, aveva la bocca socchiusa e dormiva ancora profondamente. Lo osservò attentamente, era davvero bellissimo con quell’espressione tenera e addormentata di certo non si sarebbe mai aspettato di poter vedere Ryuichi in quei momenti ma ora era lì con lui.

Arrossì in volto mentre il cuore gli batteva forte nel petto, era di nuovo eccitato e quel caldo respiro sulla propria pelle non lo aiutava molto a rimanere calmo, si era controllato per tutta la notte però ora non resisteva veramente più…

Lentamente avvicinò sempre di più il viso a quello del ragazzo fino ad unire dolcemente le labbra con le sue ma si ritrasse quasi subito per paura di svegliarlo, aveva le guance completamente arrossate per ciò che aveva appena fatto sentendo Ryuichi emettere un piccolo lamento probabilmente per il gesto di poco prima visto che si era voltato ed aveva sciolto il loro abbraccio. Shuichi sospirò intensamente posandosi una mano sulla testa come a nascondere il suo rossore sperando vivamente che non si fosse accorto di nulla o sarebbe sprofondato per la vergogna mettendosi successivamente seduto sul letto.

Ryuichi si girò e rigirò sul letto in cerca di una posizione più comoda per dormire ricercando poi a tentoni il calore del corpo che aveva vicino a se visto che ora sentiva un po’ freddo per averlo lasciato andare. Riuscì a trovarlo dopo un po’ posando la mano sopra una gamba del ragazzino e credendo che fosse il suo petto gliele abbracciò forte posando anche la testa su di esse vicino al bacino strofinandosi appena per mettersi comodo.

A quella mossa Shuichi sussultò nel vedere e sentire il ragazzo strusciarsi su di sé. Lentamente lo afferrò da sotto le braccia e cercando di muoverlo il meno possibile lo fece risalire e mettere ben steso sul letto ma non riuscì nell’impresa infatti il cantante si svegliò sbadigliando sonoramente sorridendogli ciao nano.. daaaaaaaayamw…” notò poi l’ora, visto che la partenza era prefissata per le 11 del mattino c’era ancora abbastanza tempo e dopo aver chiesto a Shuichi se avesse fretta, ricevendo una risposta negativa, si ributtò sul letto allungando appena una mano verso di lui carezzandogli una guancia dolcemente tirandolo successivamente giù con lui stringendolo forte.

Shuichi rimase interdetto per quel gesto guardando poi per la primissima volta il cantante negli occhi perdendosi completamente in quelle bellissime iridi azzurre ricambiando in seguito al suo abbraccio sempre intenerito da tutte le sue azioni.

Il ragazzo più grande vedendo che stava ricambiando a sua volta sorrise furbamente chiedendogli come per accertarsene: noto che non ti dispiace abbracciare i ragazzi… eh?”. A quella frase lo vide abbassare il volto ed annuire solamente, forse era imbarazzato per ciò che gli aveva chiesto e così come a volerlo rassicurare gli affermò che anche a lui non dispiacevano le coccole indipendentemente se la persona era maschio o femmina anche se a quell’affermazione Shuichi lo guardò un po’ stranito.

Iniziarono così a conversare un po’ tra loro per conoscersi meglio, parlando assieme come se fossero quasi vecchi amici e Shuichi ne era contento di quello visto che aveva realizzato il sogno di poter parlare con lui soprattutto perché Ryuichi gli aveva detto che era il primo fan in assoluto ad entrare nella sua stanza d’albergo e dormire con lui anche se per via di quel piccolo incidente. Si sentiva veramente onorato.

Sakuma dopo un po’ appoggiò una mano sul ventre del ragazzino giochicchiando con un lembo della maglietta che indossava dicendogli che quella gliela regalava come ricordo del concerto facendo in seguito un sorrisetto e l’occhiolino.

A Shuichi s’illuminarono gli occhi per quelle parole, avrebbe tenuto quell’abito come l’oggetto più prezioso che avesse mai avuto e senza pensarci due volte gli saltò addosso gettandogli le braccia al collo facendolo ricadere all’indietro ringraziandolo continuamente contento come una pasqua ma per quel gesto aveva letteralmente bloccato sotto di se il ragazzo e sentendolo mugugnare qualcosa come per protesta si alzò da lui, afferrò in seguito l’estremità della maglietta portandosela al viso strofinandovi il viso tutto felice anche se per quel gesto si scoprì gran parte del ventre e del petto senza accorgersene.

Ryuichi lo guardò un po’ stranito per ciò che stava facendo, per poi far ricadere casualmente l’occhio sul suo corpo così magro e perfetto “mh… hai un bel corpo sai?” ridacchiò un po’ nel vedere il ragazzino ricoprirsi all’istante alle sue parole ed arrossire violentemente per il suo apprezzamento. All’improvviso si fece serio in volto, assunse lo sguardo tipico dei suoi concerti avvicinandosi a lui gattonando sensualmente guardandolo dritto negli occhi facendogli una semplice e precisa domanda “Dimmi una cosa… Che effetto faccio io alle persone durante i concerti? Dato che non sono mai riuscito a chiederlo apertamente ai fan visto che mi saltano subito addosso… Vi piace così come canto?” ed attese una risposta da parte sua fissandolo intensamente.

Shuichi rimase incantato da quel suo sguardo che adorava. Indietreggiò continuamente vedendo che si avvicinava sempre di più a lui solo che il letto finì e volò letteralmente giù da esso, si rialzò in seguito mettendosi inginocchiato a terra e con le braccia appoggiate al materasso tentando di rispondere con più naturalezza possibile “Ecco vede Sakuma san……Lei canta benissimo e io adoro come lo fa….. Quando canta sa regalarmi emozioni e sensazioni molto grandi che mi raggiungono fin nel profondo dell’anima….Penso che anche per tutti gli altri vostri fan sia la stessa cosa….” Vide poi il ragazzo avvicinarsi a lui con lo stesso sguardo penetrante e seducente ma subito dopo cambiò completamente espressione tornando con quella giocosa, si stupì di quel suo cambiamento così repentino mentre gli rispose che era felice per la risposta avuta ma non ci fece molto caso sorridendogli lievemente venendo poi aiutato a risalire sul letto da lui stesso.

Il cantante dopo poco si ricordò del blocchetto trovato a terra la notte precedente così chiese al ragazzino se fosse un vocalist anche lui spiegandogli il motivo di quella domanda. Shuichi negò dicendogli che scriveva solamente qualche canzone perché gli piaceva molto farlo e che il suo sogno più grande era appunto diventare un cantante. A quel punto sentì Ryuichi chiedergli il permesso di tenersi il blocchetto, non ne sapeva bene il motivo di quella strana richiesta ma decise comunque di lasciarglielo dato che sarebbe stato sicuramente in buone mani con lui. Era pienamente sicuro che non se ne sarebbe pentito e poi avrebbe avuto l’occasione di rivederlo per farselo ridare.

Ryuichi si rimise a letto visto che erano appena le 9 del mattino e c’era ancora molto tempo davanti a loro, sospirò intensamente e intimò al ragazzino di non proferire parola con nessuno di quella serata per evitare qualche scoop assurdo visto che i paparazzi erano sempre in agguato. Dopo aver chiarito la situazione socchiuse gli occhi come a volersi riposare un po’ ma aveva voglia di coccole così si voltò verso la persona accanto a lui chiedendogli di avvicinarsi un po’ a lui.

Il rosso arrossì nuovamente per quella richiesta avvicinandosi lentamente a lui, aveva voglia di abbracciarlo ma non sapendo se fosse una buona idea non fece nulla attendendo una mossa da parte del suo idolo e infatti poco dopo avvertì una sua mano posarsi sui propri capelli e le sue esili dita affondare tra essi sentendolo poi dire “Mmh… da quanto non toccavo una persona cosi…. e hai un visino cosi carino… sembri quasi una ragazza… ma se ti da fastidio comunque allontanati…” Shuichi scosse la testa alle parole di Ryuichi diventando nuovamente rosso per ciò che aveva detto su di lui ma non si sottrasse alle sue attenzioni, ma tanto meno reagì visto che non sapeva se fosse una buona idea e quindi attese in silenzio lasciandosi carezzare da lui rimanendo però a fissarlo intensamente. Dopo un po’ lo sentì affermare che a volte il suo lavoro lo odiava perché non gli lasciava mai il tempo di trascorrere dei momenti in tranquillità come in quell’istante, poteva benissimo capirlo visto che era una persona parecchio famosa e sicuramente non aveva molto tempo libero e come intenerito da ciò si avvicinò a lui lentamente carezzandogli prima una guancia con le dita per poi abbracciarlo con dolcezza per fargli sentire un po’ di calore e compagnia mormorando appena “A me fa piacere farle un po’ di compagnia… per quel che posso…”

Ryuichi ricambiò l’abbraccio stringendolo parecchio forte a sé, ormai aveva capito che al ragazzino non dispiacevano quelle attenzioni da parte sua iniziando così a carezzargli la schiena lentamente ma a quel suo gesto lo sentì lasciarsi sfuggire un gemito e muoversi un po’ su di sé e pensando che gli desse fastidio spostò le braccia da lui posandole lungo il suo corpo sul letto.

Il ragazzino però mugolò come per protesta visto che si era spostato e ciò che stava facendo non gli dava nessun problema, si sollevò così da lui per un attimo guardandolo con le guanciotte tutte arrossate per l’imbarazzo “No Sakuma San….Lei non mi dava fastidio….Anzi….Lo apprezzavo…..Adoro essere coccolato….” Specialmente da lui ma questo non ebbe affatto il coraggio di dirlo abbracciandolo di nuovo delicatamente.

Sakuma ridacchiò per le sue parole rimettendo nuovamente le mani sotto la sua maglietta carezzandogli la pelle liscia della schiena iniziando in seguito a fargli piccoli grattini su di essa con entrambe le mani ma vedendo che era letteralmente immobile si avvicinò al suo orecchio sussurrandogli “guarda che non sono di carta… puoi anche toccarmi, non mi rompo sai?” pensando subito dopo che infondo il contatto e la compagnia di quel ragazzo appena conosciuto non gli dispiaceva affatto… aveva proprio bisogno di qualche attenzione e di affetto.

Continuarono così a scambiarsi piccole carezze affettuose e dolci effusioni fino a che Shuichi azzardò una mossa, avvicinò il viso alla guancia di Ryuichi e vi posò un piccolo bacio su di essa anche se aveva esitato parecchio per timidezza ma con sua sorpresa non lo allontanò anzi, ne voleva ancora di più e così lo accontentò posandogli piccoli bacini su tutto il viso. Gli piaceva molto quel dolce scambio di effusioni tra lui e il suo idolo godendoselo appieno visto che non sarebbe durato per sempre quel momento, continuò così a baciarlo ma Ryuichi si stava muovendo un po’ troppo per la felicità di quello che stava facendo e riusciva a stento a seguire i suoi movimenti, ad un tratto però Ryuichi si spostò un po’ troppo velocemente così Shuichi finì per baciarlo direttamente sulle labbra.

Quest’ultimo spalancò gli occhi super imbarazzato tanto che non riusciva nemmeno a spostarsi da lui, era come pietrificato ed il cuore iniziò a battergli piuttosto rapidamente nel petto non sapeva proprio cosa fare, era totalmente incapace di muoversi.

Ryuichi socchiuse gli occhi a quel contatto guardandolo un po’ male e visto che non si allontanava da solo posò le mani sulle sue spalle facendolo sollevare un po’ da se spingendolo indietro, non era arrabbiato con lui per ciò che aveva fatto, notò poi il ragazzino andarsene da lui tentando di scusarsi continuamente.

“Mi scusi Sakuma san…… Io non avevo intenzione di farlo…..” sembrava si fosse intristito per quel gesto, non capiva perché del suo comportamento, così Ryuichi si sollevò dal letto mettendosi seduto avvicinandosi a lui spiegandogli che non doveva scusarsi di nulla e soprattutto di non chiamarlo per cognome ma con il suo nome iniziando poi a tirarlo un po’ per la maglietta come per farlo avvicinare a se riuscendovi solo dopo vari strattoni per la maglietta per abbracciarlo dolcemente fino a che non si buttò improvvisamente all’indietro facendo stendere il ragazzino sopra di sé riprendendo a fargli qualche carezza sul corpo e sui capelli. Si sentiva però un po’ dolorante sulle spalle e sulla schiena e mentre giocava con una ciocca dei suoi capelli domandò a Shuichi se sapesse fare dei massaggi, con grande stupore di quest’ultimo per la strana richiesta, ma vedendolo annuire gli chiese se poteva fargliene uno.

Il ragazzino era piuttosto stupito per ciò che gli aveva detto però non se la sentì di rifiutare così si fece spiegare dove fossero gli oli profumati per i massaggi, si alzò così dal letto ed andò verso il bagno cercando l’armadietto che diceva Ryuichi fino a che non lo trovò. Lo aprì ed all’interno vide flaconi di vario tipo e profumo ma non sapendo che gusti piacessero al suo idolo ne passò alcuni tra le mani sentendo il loro profumo: fior di loto, menta, lavanda… Ma nessuno di questi gli piaceva molto, poi però venne attratto da un flaconcino rosso di vetro con il tappo dorato e lo prese, subito lo svitò per annusarne la fragranza, era parecchio sensuale e buono come profumo così lo richiuse scelse quello e poi tornò in camera da letto dove vi era il ragazzo che stava giocando con Kumagoro animandolo con le sue vocine da bambino ma si fermò subito appena lo vide entrare in stanza urlando poi “massaggini nanodaaaaaa….” e senza pensarci due volte si spogliò della maglietta levandola lentamente e con movenze sensuali lasciando completamente scoperto il suo petto scolpito ed esile.

Shuichi a quella visione rimase decisamente incantato a fissare quel suo corpo così bello e perfetto scuotendo successivamente la testa come a levarsi strani pensieri dalla testa. Si avvicinò a lui facendogli annusare il profumo della boccetta sperando che fosse di suo gradimento e appena gli disse che l’odore era buono e gli piaceva lo fece stendere a pancia in giù sul letto vedendo poi il cantante afferrare un cuscino e metterselo sotto la testa per stare più comodo.

In seguito gli salì sopra a cavalcioni all’altezza dei suoi glutei per facilitare l’operazione dei massaggi ma non osò sedersi su di lui, svitò poi il tappino e si cosparse le dita di quell’olio posandole successivamente sulle spalle di Ryuichi all’altezza del collo iniziando a fare piccole pressioni delicate ma decise al tempo stesso.

Al contatto con le sue mani fredde per l’essenza profumata il cantante rabbrividì appena, rilassandosi completamente sotto quei piacevoli tocchi che riceveva emettendo flebili mugolii di piacere alle varie pressioni delle dita che sentiva su di sé strofinando appena il volto sul morbido cuscino, quel profumo così forte e pungente stava rendendo quei semplici tocchi qualcosa di molto più sensuale e intimo.

Anche Shuichi se ne accorse visto che stava iniziando ad eccitarsi più di quello che era già e non sapeva nemmeno il perché. Continuò a massaggiarlo con fare esperto per diverso tempo salendo e scendendo continuamente dalle spalle alla schiena come gli era stato chiesto ma a causa del profumo intenso di quell’essenza i suoi sensi erano molto più acuti del normale facendo diventare di conseguenza le pressioni molto più passionali e decise continuando a massaggiarlo sulle spalle.

Ryuichi però per tutti quei gesti sentiva che si stava eccitando notevolmente e visibilmente, per sua fortuna non era steso sulla schiena o avrebbe fatto sicuramente un brutta figura davanti a lui. Tentò così di non farci molto caso stringendo solamente di più tra le dita il cuscino e per mettersi meglio si strofinò appena tra le gambe di Shuichi.

Quest’ultimo sussultò per l’improvviso movimento di Sakuma, sperava vivamente che non avesse sentito nulla di troppo duro in mezzo alle sue cosce. Sospirò appena quasi senza farsi sentire e senza saperlo premette con le dita un punto preciso sulla schiena del cantante che sentì all’improvviso uno strano brivido lungo tutto il corpo inarcando poi leggermente la schiena ed emettendo un gemito quasi di piacere parecchio forte reclinando anche la testa all’indietro. Stava iniziando ad ansimare e sentirsi veramente strano per via di quello strano odore e dei tocchi decisi del ragazzino cercò di fermarlo ma dalla sua bocca non uscì nemmeno una parola a causa dell’eccitazione se non il suo nome spezzato per via dei flebili gemiti, affondando poi il volto sul cuscino tentando di nascondere ogni cosa.

Shuichi però notò che aveva qualcosa di strano pensando che si stesse effettivamente un tantino eccitando, ma non ne era pienamente sicuro di ciò e quindi, visto che non gli diceva nulla per fermarlo continuò a massaggiarlo con intensità tra le scapole ed il collo facendo gesti molti sensuali solo che a quel gesto Ryuichi raggiunse il limite della sopportazione e non resistendo davvero più si alzò di scatto dal letto facendolo così cadere da sé correndo verso il bagno senza proferire parola chiudendosi poi all’interno appoggiandosi alla porta continuando ad ansimare notevolmente per cercare di calmarsi, ma il calore e l’eccitazione erano aumentati davvero troppo per essere fermate e quel modo. Si abbassò così velocemente i pantaloni e i boxer raggiungendo così l’orgasmo tra le sue stesse mani tirando un gridolino soffocato di piacere.

Shuichi si ritrovò letteralmente cappottato sul letto rimanendo interdetto per il suo strano comportamento nel vederlo scappare a quel modo. Iniziò a ripensare a tutto ciò che stava accadendo poco prima; i massaggi sul corpo caldo del ragazzo, quel profumo così intenso e sensuale, i suoi gemiti e movimenti… Si soffermò su questo pensiero diventando completamente rosso nascondendosi il volto con una mano completamente imbarazzato “…Forse io…. L’ho fatto…. Venire??” a quell’idea andò letteralmente in visibilio ma non en era molto convinto visto che un olio e dei semplici massaggi non potevano certo causare una reazione simile. Raccolse la boccetta dal letto ed iniziò a guardarla per bene girandola e rigirandola tra le mani più volte, stava quindi per posarla finché il suo sguardo si posò su di una piccola scritta in fondo al flaconcino «Olio afrodisiaco» diventò all’improvviso ancora più rosso e nervoso tentando di trovare velocemente un nascondiglio per l’olio pensando di averla davvero fatta grossa quella volta anche se non volutamente, si sentiva comunque responsabile, avvicinandosi poi velocemente ad un mobiletto per nasconderla li dentro.

Ryuichi dopo aver ripreso il controllo di sé ed essersi lavato uscì dal bagno, avrebbe sicuramente dovuto dare una spiegazione logica per l’accaduto visto che era fuggito via in fretta e furia ma non appena entrò in camera da letto sorprese il ragazzino armeggiare con il comò accanto al letto e appena gli chiese che stesse facendo, quest’ultimo si pietrificò completamente nel sentire la sua voce visto che lo stava per cogliere in flagrante. Si sedette sul letto con ancora la boccetta in mano tenendola però nascosta dietro la schiena, era decisamente nervoso “emh… eheheh… niente…” rimase a fissarlo mentre si avvicinava sempre di più a lui.

Sakuma notò il suo strano atteggiamento accorgendosi poi che aveva le mani dietro la schiena, pensò subito che stesse nascondendo qualcosa. Avanzò verso di lui gattonando sul letto tentando poi di afferrare l’oggetto che teneva nel palmo arrampicandosi quasi sul suo corpo per cercare di prenderla, ma nello sporgersi troppo finì steso sul letto con Shuichi e sopra di lui, si rialzò appena imprigionandolo sotto di sé cercando di fissarlo negli occhi con fare serio “che stai nascondendo…”.

Il rosso sentendo il corpo di Ryuichi sopra di sé si lasciò sfuggire un lieve gemito tenendo continuamente salda la presa sulla mano visto che ora non ce l’aveva più nascosta dietro la schiena per la caduta ma vicino al fianco, non sapeva assolutamente che cosa fare in quella situazione fissando negli occhi per alcuni istanti arrossendo però subito voltando il viso, non riusciva proprio a sostenere il suo sguardo così sensuale e seducente. Il cuore gli batteva sempre più forte nell’esile petto e non riuscendo più a resistergli visto che non gli sembrava il caso di mentire al suo idolo preferito lasciò andare la presa sulla boccetta facendola ricadere tra le coperte, sperava vivamente non si arrabbiasse per ciò che era successo.

Ryuichi vide rotolare qualcosa tra le lenzuola si sollevò appena da lui afferrando il piccolo oggetto notando che era solamente la boccetta dell’olio per massaggi. Guardò il ragazzino interrogativamente non capendo il perché di tutto quell’affannarsi per nascondere il flacone.

Rimasero per un po’ in silenzio finché Shuichi gli spiegò che quello era olio afrodisiaco sotto lo stupore del cantante. Era veramente dispiaciuto e continuò a scusarsi assiduamente per l’accaduto visto che era stato un suo stupido errore e non l’aveva fatto apposta. Quasi stava per mettersi a piangere ritrovandosi poi a fissare Ryuichi negli occhi.

Quest’ultimo vedendo che il ragazzino era davvero mortificato gli sorrise con dolcezza avvicinandosi pericolosamente con il volto sussurrandogli a fior pelle “va bene ti credo… e questo è il segno che ti ho perdonato” appoggiando in seguito le labbra contro le sue.

A quel gesto il rosso diventò letteralmente di pietra spalancando gli occhi per la sorpresa. Di certo non se l’aspettava una cosa del genere da parte sua, aveva il cuore che gli batteva a mille nel petto per la forte emozione. In quel momento era talmente felice che persino una lacrima solitaria gli scivolò giù per una guancia cercando subito di ricambiare appena a quel bacio prima che s’interrompesse come a volerselo imprimere nella memoria visto che non sarebbe più riaccaduto. O almeno… era quello che credeva lui.

Quel contatto fu breve ma intenso e non appena Ryuichi si staccò da lui avvistò subito quella piccola goccia sul suo volto “Scusami…perché stai piangendo? Se non volevi potevi spostarti… il mio era un semplice gesto per ringraziarti della tua gentilezza per avermi accontentato in tutto ieri sera…” passò poi un dito su di essa asciugandola, forse ci aveva visto male e non gli piacevano alcune attenzioni da parte dei ragazzi, ma subito la sua idea venne smentita dal ragazzino il quale gli assicurò che non gli aveva dato fastidio quel gesto, si era solamente emozionato. Sakuma dopo un po’ guardò l’ora, erano solamente le 10 ed avevano ancora un’oretta di tempo per stare assieme. Si alzarono così entrambi dal letto e si vestirono così da esser gia pronti per partire nel caso li avessero chiamati prima del dovuto andando in seguito a sedersi sul divano.

Il cantante si ricordò di una cosa, prese il portafogli e ne estrasse un bigliettino con un numero telefonico e dato che la maglietta che gli aveva dato aveva una piccola taschina sul petto, lo infilò all’interno sorridendogli furbamente vedendo l’altro guardarlo per un attimo intensamente non capendo il suo gesto ed afferrare poi il bigliettino.

Shuichi rimase ad osservarlo per un po’ chiedendo al ragazzo se quello fosse il suo numero di telefono anche se era dell’idea che non fosse quello del cantate ma di qualcun altro. Non gli rispose dicendogli solamente di provare a chiamarlo così da sentire lui stesso di chi fosse quel numero.

Afferrò il cellulare e lo compose premendo il tasto della chiamata. Notò però che in quella zona non c’era per niente campo e così si spostò continuamente all’interno della stanza per trovare una zona con la ricezione chiusa per telefonare finché non trovò qualche linea di campo in bagno, provando a richiamare. Attese per qualche minuto che qualcuno rispondesse ma non ricevette alcuna risposta, sospirò intensamente, era stato uno stupido a pensare che quello fosse il numero di Ryuichi. Fece così per rimettersi il cellulare in tasca quando avvertì arrivare un paio di messaggi. Era Yuki che aveva tentato di scrivergli e chiamarlo per tutta la sera precedente. Si grattò la testa come dispiaciuto per non essersi fatto sentire ma non rispose visto che di li a poco sarebbe tornato a casa anche se si sentiva quasi male all’idea di doversi separare dal suo idolo preferito, visto che in sua compagnia stava benissimo anche se era sempre molto imbarazzato. Uscì da quella stanzina tutto triste rimettendosi accanto al ragazzo sul divano dicendogli che nessuno rispondeva al telefono.

Ryuichi fece un piccolo ghigno alle sue parole: “Sarà occupato…” pronunciò solamente verso di lui. Fece poi per sporgersi ed appoggiarsi alla sua spalla con la testa quando sentì bussare alla porta. Era Mr. K che lo stava chiamando visto che era giunto il momento di partire.

Si sollevò così dal divano e si stiracchiò, afferrò il suo inseparabile Kumagoro e si diresse verso il pianoterra con il ragazzino solo che vedendolo tutto triste gli si avvicinò afferrandogli il mento con due dita della mano costringendolo a guardarlo sorridendogli lievemente “non fare questa faccettina triste… fammi vedere un bel sorriso” tirandogli successivamente le guanciotte visto che lo aveva notato arrossire ancora spiegandogli che era solamente una persona come tante e non doveva vergognarsi in sua presenza. Arrivò poi all’auto salendo nella parte posteriore con Shuichi per fargli un po’ di compagnia, si fece dire l’indirizzo dell’abitazione riferendolo poi a K, che stava al volante, partendo subito dopo. Si appoggiò in seguito alla portiera, aveva un po’ sonno e cercò una posizione comoda per sonnecchiare ma non vi riuscì per la parete troppo dura mugolando infastidito. Si voltò quindi verso il ragazzino così senza dirgli nulla si posò con la testa alla sua spalla chiudendo gli occhi e mise una mano sopra una sua gamba per stare più comodo.

Shuichi sussultò al suo gesto e intenerito da lui si abbassò appena per farlo stare meglio, ma a quel movimento avvertì il caldo respiro del ragazzo sfiorargli delicatamente il collo e mugolò sommessamente mentre sentiva il suo corpo pervaso da piccoli brividi lungo la schiena, Ryuichi gli piaceva sempre di più…

Passarono così circa venti minuti dalla partenza fino all’arrivo.

Shuichi era rimasto abbracciato al ragazzo per tutto il tempo, come se non avesse per niente voglia di lasciarlo andare. Ma ormai erano giunti a destinazione ed erano fermi proprio sotto l’appartamento di Yuki Eiri. Sospirò ringraziando il cantante per la sua immensa gentilezza. Lo salutò a dovere ed uscì dall’auto vedendoli poi ripartire nella direzione opposta senza muoversi da lì finché non li vide svoltare l’angolo e sparire dalla sua visuale. A quel punto si precipitò al portone e pensando che Yuki stesse ancora dormendo, usò la copia delle chiavi che gli aveva procurato nel caso avesse voluto andare a trovarlo. Corse velocemente su al piano dell’appartamento del biondino ed aprì la porta d’ingresso silenziosamente. In casa c’era assoluto silenzio, si guardò in giro cercando il compagno per tutte le stanze finché non lo intravide in salotto. Era addormentato sul divano con il cellulare in mano, probabilmente aveva tentato di chiamarlo continuamente per tutta la notte e intenerito da quella visione sorrise dolcemente, s’inginocchiò a terra appoggiando i gomiti sul divano osservando la figura dormiente del biondo. Non voleva svegliarlo così rimase accanto a lui in attesa che si destasse da solo, posandogli solamente un lieve bacio sulle labbra.

Parecchie ore dopo, verso le tre del pomeriggio, Yuki si svegliò. Si sentiva alquanto infreddolito per essersi addormentato lì sul divano senza una coperta addosso, ma subito qualcosa distolse la sua attenzione. Cercò di mettere a fuoco quella figura accanto a sé riuscendovi solo dopo un po’ e riconobbe Shuichi.

Era veramente arrabbiato con lui visto che non si era nemmeno degnato di chiamarlo e lui stesso si era veramente preoccupato come non mai prima di allora, era contento che fosse tornato, ma quello non lo avrebbe mai ammesso davanti a nessuno. Sospirò quasi rassegnato sistemandosi un po’ i vestiti sgualciti per averci dormito e si sedette sul divano allungando appena una mano contro la sua guancia sfiorandola con un dito, ma a quel gesto il ragazzino si svegliò.

“Yu… Yuki…” Shuichi rimase a fissarlo un po’ tristemente, sapeva che ora doveva trovare una scusa plausibile per giustificare la sua nottata fuori casa.

Eiri ritirò subito la mano non appena lo vide aprire gli occhi ma non si fece affatto abbindolare da quel suo sguardo sconsolato prendendo subito la parola “Dove sei stato? Tatsuha mi ha chiamato per dirmi che non ti trovava più, dov’eri finito eh? Nemmeno una chiamata per avvisarmi hai fatto! Forse chiedo troppo?” aveva alzato parecchio il tono della voce, era veramente arrabbiato in quel momento.

Il ragazzino lo fissò in volto con gli occhi lucidi per le lacrime che sarebbero presto sgorgate, del resto sapeva benissimo che il biondino aveva ragione e tentò così di spiegargli la situazione omettendo la parte della fine del concerto ma soprattutto, mentendo “C’era tanta folla….. Mi sono perso e…. Alla fine ho passato una notte in un hotel….. Lì dentro il cellulare non prendeva…. Mi dispiace Yuki….” era davvero costernato per l’accaduto iniziando a piangere silenziosamente.

Yuki lo guardò piuttosto male sentendo le sue parole cercando così di farsi spiegare come mai non avesse chiamato subito il fratello non appena fosse arrivato in albergo, invece di sparire definitivamente.

Shuichi non sapeva che rispondere a quella domanda visto che Tatsuha preferiva non vederlo proprio più visto l’assurda richiesta che gli aveva chiesto per il biglietto del concerto “Non ci ho pensato di chiamare Tatsuha sul momento… Ero già in panico perchè mi ero smarrito… e non conoscevo molto bene quella zona…”

Sentendo quella scusa penosa Eiri si alzò di scatto dal divano trascinando con sé anche lui guardandolo molto male “non dire idiozie! Anche se eri spaventato appena arrivavi all’albergo potevi chiamare benissimo qualcuno riferendo dov’eri!” Gli stava quasi urlando dietro avanzando continuamente verso di lui fino a bloccarlo contro il muro con le spalle, quella volta si era arrabbiato per davvero.

Il povero ragazzino era decisamente spaventato dal comportamento del compagno, non l’aveva mai visto così alterato. Era letteralmente terrorizzato. Chiuse gli occhi ed urlò completamente in lacrime tremando per la paura Non ci ho pensato… Non ci ho proprio pensato sul momento!”

Yuki non fece caso a lui e sbatté violentemente una mano sul muro vicino al suo volto notando soprattutto che la maglietta che indossava non era la stessa della sera precedente, ne afferrò quindi un lembo sollevandogliela di parecchio “e questa di chi è?! Non è tua!”. Ma nel vedere il violento gesto del partner scivolò a terra senza nemmeno rispondere alla sua domanda rannicchiandosi tutto su se stesso nascondendosi il viso con le mani piangendo sempre più forte singhiozzando “Ba…Basta Yuki per favore…Mi fai pa…ura….” Tremava sempre di più senza riuscire a fermarsi, aveva veramente paura che gli facesse del male quella volta.

Il biondino mantenne sempre il suo sguardo freddo e severo nei suoi confronti, lo afferrò saldamente per un braccio e lo tirò su di peso costringendolo a guardarlo direttamente negli occhi “mi fa solo arrabbiare il fatto che mi hai fatto stare in pensiero tutta la notte, per niente!!” e detto questo lo lasciò andare andando verso la camera piuttosto offeso per il suo comportamento, sbatté la porta dietro di sé chiudendola a chiave così che non potesse entrare a disturbarlo.

Shuichi era rimasto da solo nel silenzio della sala, rotto solamente dai suoi singhiozzi sporadici. Si massaggiò il braccio che gli doleva un po’ visto che Yuki gli aveva fatto male nel sollevarlo da terra. Si fiondò subito dopo verso la porta della camera iniziando a prenderla a pugni nella speranza che gli aprisse continuando a piangere ed urlare disperatamente Ti prego Yuki scusami…. Scusami sono un disastro e basta….“. Però, anche se continuava a scusarsi e chiamare il suo nome assiduamente non ci fu nessun verso che Yuki aprisse la porta, era quasi sfinito per tutto quel piangere ma non aveva intenzione di andarsene da lì.

Fino a che, esasperato dai suoi piagnistei e dalla sua vocina stridula, Eiri aprì la porta urlandogli di finirla all’istante al che Shuichi si zittì all’improvviso seguendo il compagno con gli occhi pieni di lacrime mentre andava verso la finestra aperta. Si avvicinò poi timidamente a lui rimanendo in assoluto silenzio per non disturbarlo, appoggiandosi delicatamente alla sua schiena continuando a piangere senza riuscire a fermarsi tentando di trattenere almeno i continui singhiozzi che gli scuotevano il corpo esile.

Yuki sospirò. Si voltò nel suo abbraccio sollevandogli il viso con una mano levandogli poi, con le dita, le calde lacrime che scorrevano lungo le sue guance staccandosi per un momento da lui fissandolo intensamente facendolo indietreggiare verso il letto e non appena si rende conto di esserne vicino al bordo disse solamente “sei uno stupido” unendo rapidamente le labbra alle sue senza dargli il tempo di rispondere fino a spingerlo e farlo finire sopra al materasso con lui iniziando a baciarlo con sempre più foga carezzando più volte il suo piccolo corpo, spogliandolo successivamente. Non lo aveva perdonato ovviamente, ma almeno quello era un modo per farlo smettere di piangere e poi a dirla tutta, aveva voglia anche lui di far l’amore con Shuichi.

Passarono così il tempo a letto tra carezze, baci sempre più passionali ed a stuzzicarsi a vicenda, ma questa volta Yuki decise di far lavorare Shuichi al posto suo. Si stese così sulla schiena, tra le perplessità del ragazzino nel vederlo comportarsi così, fino a che quest’ultimo capì le sue intenzioni e sorrise furbamente. Salì quindi a cavalcioni sul bacino del compagno posizionandosi bene, iniziando subito a dare piccole spinte verso di lui con i fianchi sentendolo penetrare lentamente in se stesso. Sentì un lieve dolore momentaneo per l’intrusione del membro di Yuki dentro di sé, ma subito si trasformò in piacere profondo ed intenso aumentando sempre di più le spinte verso di lui sostenendosi con le mani sul petto del biondino.

Erano entrambi completamente sudati ed ansimanti immersi in un turbinio di sensazioni piacevoli ed intense e come due entità unite in una cosa sola vennero assieme nello stesso momento lanciando continui gemiti di piaceri provocati da tutte le sensazioni provate durante il loro rapporto.

Shuichi era sfinito, fare la parte attiva era davvero faticoso e stancante anche se Yuki l’aveva aiutato. Si sollevò da lui lentamente facendolo così uscire dal suo corpo per mettersi tra le sue braccia calde e forti, alzò appena lo sguardo sorridendogli cercando poi di avvicinarsi alle sue labbra per baciarlo ma quest’ultimo lo evitò voltandosi dall’altro lato dandogli le spalle coprendosi con il lenzuolo visto che aveva freddo.

Il ragazzino diventò improvvisamente triste per quella sua azione, capì così che in fondo era ancora arrabbiato con lui e preferì lasciarlo da solo. Si alzò dal letto iniziando a recuperare tutte le sue cose, rivestendosi velocemente “…vado a casa…” disse infine al compagno, ma non lo degnò nemmeno di uno sguardo. Così tutto triste e sconsolato si avviò verso la porta d’ingresso, afferrò il fagottino dei vestiti sporchi della sera prima ed uscì di casa chiudendo lentamente la porta per tornare poi nel suo appartamento con Hiroshi…

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