Capitolo 1

Cap 02

Shuichi aveva passato tutta la notte rotolandosi nel letto, pensando a Yuki.

Mugolò e dopo un po’ si alzò, vestendosi ed andando al piano inferiore per fare colazione.

Quando finì, salutò il suo amico, dicendogli che sarebbe andato a fare un giro prima del lavoro e strisciò fuori casa piuttosto assonnato.

Dopo dieci minuti arrivò ad un parco, trovò un’altalena libera e si sedette lì.

Guarda caso, anche Kimie si ritrovò a passare x il parco e vedendo una figura a lei familiare si avvicinò molto lentamente.

Mentre Shuichi si dondolava sull’altalena un po’ soprappensiero, la ragazza lo afferrò per i fianchi e poi lo salutò.

Shuichi, per lo spavento, cadde quasi dal posto dove si trovava, voltandosi di scatto per vedere quella persona.

Appena vide che era la sua amica si rassicurò, ma aveva ancora il cuore che gli batteva velocemente per la paura. Kimie si scusò ridendo, per lo spavento che gli aveva fatto prendere, chiedendogli poi se le prestava un momento il suo cellulare.

Shuichi la guardò un po’ interrogativamente, pensando a che le potesse servire. Dopo un po’ glielo diede e successivamente si sdraiò sull’erba.

La ragazza aggiunse alla sua lista del cellulare un numero di telefono. Ci mise il nome e glielo ridiede sorridendo “ecco fatto..”

Lui la guardò, pensando a che avesse fatto. Lo riprese, e vide il nome di Yuki Eiri aggiunto alla lista dei numeri telefonici..

Si mise seduto di colpo, disse ad alta voce “Kimieeeeeee!! Perché mi hai dato il numero di yukiii?!?!”

Lei rispose che a lui, il suo numero, lo aveva già dato ieri sera. Rise un po’ e poi disse che gliel’aveva dato anche per il modo in cui lo guardava, facendogli poi l’occhiolino.

Shuichi, tra il panico-disperazione, saltò addosso a Kimie e le mordicchiò un braccio, dicendo che nn doveva darglielo.

La povera ‘vittima’ cercò di farlo staccare dal suo braccio, senza però alcun risultato. Il ragazzo si staccò solo dopo averle lasciato il segno dei suoi denti borbottando poi un “così impari!” con fare arrabbiato.

Kimie emise uno strano verso per il dolore provocatole dai suoi denti e lamentandosi disse che lo aveva fatto solo per un buon motivo. Successivamente si alzò e lo salutò dicendogli che stava andando a casa sua solo perché voleva dargli il numero di Yuki, ma l’aveva trovato al parco e così aveva risparmiato della strada, poi si volto dando le spalle al ragazzo tornando verso casa, ma non prima di avergli detto di chiamarlo.

Shuichi biascicò qualcosa dando un’occhiata al cellulare, successivamente lo rimise in tasca, e si sdraiò nuovamente a terra.

Ma non rimase lì per molto tempo, infatti, si ricordò che doveva andare al lavoro.

Si alzò di scatto e corse velocemente fuori del parco. Attraversò tutto il viale alberato e giunse in un bar, entrandovi andando a cambiarsi in fretta e furia.

Nel frattempo Yuki era fuori per un giro, ma siccome non aveva nessuna voglia di tornare a casa a cucinare entrò nel primo bar che trovò, sedendosi ad un tavolo vicino alla finestra.

In quel preciso momento Shuichi tornò tra i tavoli, iniziando a prendere le ordinazioni dei clienti finché nn arrivò al suo tavolo.

In un primo momento Shuichi non si accorse di chi avesse davanti, dato che controllava il blocchetto con tutte le ordinazioni prese, ma quando alzò lo sguardo per chiedere che cosa volesse ordinare, rimase di sasso quasi non sapendo più cosa fare.

“Mh… chi si rivede..” Disse Yuki guardandolo.

Lui, come risposta fece una lieve e nervosa risatina.

Il ragazzo, gli chiese che cosa ci facesse in quel bar e Shuichi disse che lavorava lì ogni tanto, mentre iniziò a giocare nervosamente con una ciocca di capelli..

Yuki allora afferrò il menù e lo guardò mugolando, per poi ordinare dello yakisoba e una birra, sorridendogli. Shuichi segnò tutto sul blocchetto, chiedendogli poi se desiderava altro, ma ricevette una risposta negativa.

Esso, allora, scappò letteralmente dietro il bar per portare tutti gli ordini presi, e mentre aspettò che preparassero i piatti, escì nuovamente per servire gli altri clienti.

Dopo circa cinque minuti, Shuichi si sentì chiamare da uno dei cuochi. Prese un vassoio e vi ripose l’ordinazione del biondo, andando poi molto lentamente verso il suo tavolo, arrossendo ad ogni passo che faceva.

Yuki, mentre aspettava il suo pranzo, si era messo a guardare fuori della finestra osservando la gente che passava, ma fu distratto da lui che lo chiamò, guardandolo con la coda dell’occhio.

Shuichi appoggiò il vassoio sul suo tavolo, aspettò il ringraziamento di Yuki, fece un piccolo inchino e poi ripartì velocemente con gli altri piatti.

Il ragazzo iniziò a mangiare molto lentamente, finendo solo dopo una decina di minuti.

Shuichi corse da tutte le parti come un matto portando tre vassoi alla volta, cercando di non inciampare tra la gente presente nel locale.

Il ragazzo lo guardava lavorare, mentre sorseggiava lentamente la sua birra. In seguito si accese una sigaretta continuando sempre a guardarlo. (Nda: non si fuma nei locali!! ><)

Shuichi riuscì a trovare un attimo di pausa e si afflosciò in uno dei tavoli liberi presenti nel locale.

Quando Yuki finì di bere e fumare, si alzò da tavola ed andò a pagare, mentre Shuichi aveva ripreso a lavorare.

Prima di uscire dal locale, il biondo passo accanto a lui sussurrandogli un “a presto..” Ed uscì senza dire altro, allontanandosi verso casa sua.

Le guance del ragazzo presero un po’ di colore diventando rosse e biascicò a sua volta le stesse parole che il biondino disse prima di uscire.

All’improvviso decise di finire un po’ prima il suo turno di lavoro. Andò a cambiarsi, e uscì in tutta fretta dal bar, camminando con lo sguardo per aria lungo il viottolo, senza accorgersi di star seguendo inconsciamente Yuki.

Yuki camminò lentamente tenendo le mani in tasca, passò due incroci, e arrivò a casa.

Aprì il portone, entrò, e salì fino al secondo piano entrando in casa e richiudendo la porta dietro di se.

Si buttò poi di peso sul divano, slacciandosi anche un po’ la camicia x il caldo, chiudendo poi gli occhi..

Shuichi era come in trance.. e si risvegliò solo dopo un po’ ritrovandosi davanti al palazzo di yuki.. Spalancò gli occhi, non sapendo come fosse arrivato in quel posto.

Dato che era lì, si avvicinò al citofono incerto se suonare oppure no. Mugolò qualcosa… Come per protestare della sua gran timidezza. Gli venne poi un’idea.

Prese un foglietto di carta e scrisse qualcosa, infilandolo nella cassetta della posta di Yuki, tornando poi di corsa rosso come un papavero..

Nel frattempo Yuki si era appisolato sul divano.

All’ora di cena Shuichi guardò minacciosamente l’insalata dato che proprio nn aveva voglia di mangiarla, e decise di saltare la cena, filando direttamente a letto.

Si rigirò per un po’ sul materasso, ripensando al biglietto che aveva lasciato, ma la stanchezza prevalse su di lui e si addormentò.

Yuki appena tentò di preparare qualcosa da mangiare, vide che il frigo era completamente vuoto.

Sbuffò, si vestì un po’ meglio ed uscì da casa per fare un po’ di spesa, sperando di trovare ancora qualche negozio aperto…

Dopo un bel po’, tornò a casa con due sacchetti pieni di roba, ma prima di salire notò qualcosa che aveva tutta l’aria di un bigliettino nella sua cassetta della posta. Lo prese senza leggerlo e salì in casa, andò poi ad appoggiare le borse in cucina.

Successivamente, lesse il bigliettino dove c’era scritto -credo di essermi innamorato di te-

Controllò se c’era qualche nome, ma a parte quello non c’era scritto altro.. Non riuscendo ad immaginare proprio chi potesse essere, dato che a causa dei suoi romanzi era sempre attorniato da fan che si innamoravano di lui… Appoggiò il foglio sul tavolo, ed iniziò a mettere via tutta la spesa fatta, e successivamente si mise a preparare la cena.

Quando finì, sparecchiò tutto. Andò a farsi una bella doccia per poi mettersi a letto, ripensando anche all’autore del biglietto.

Pensò che la scrittura nn era quella di un adulto. Rimase pensieroso.

D’un tratto poi si ricordò del ragazzino venuto in compagnia di Kimie “si.. forse dev’essere lui..”

Si rigirò nel letto pensando che domani l’avrebbe chiamato, chiuse gli occhi e si addormentò.

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