Capitolo 1

Cap 03

Shuichi si svegliò di colpo urlando perché era tardissimo.

Saltò velocemente giù dal letto, s’infilò i primi vestiti che trovò e corse giù per le scale agguantò un toast e sfrecciò fuori casa, correndo il piu veloce possibile verso il bar dove lavorava, riuscendo ad arrivare appena in tempo…

Yuki invece continuava a sonnecchiare beatamente ancora un po’, ma dopo una mezz’oretta sentì la sveglia suonare, spegnendola, mugolando infastidito da quel trillo così irritante, per poi alzarsi dal letto. Ricordandosi che più tardi doveva chiamare una persona.

Dopo cinque ore, Shuichi uscì da lavoro, ma non fece ora a fare qualche passo che il suo cellulare squillò. Senza guardare chi fosse a chiamarlo rispose “pronto?”

Dall’altra parte del ricevitore c’era Yuki che, con voce ferma, disse senza quasi permettergli di interferire con il suo discorso “ciao.. senti.. appena puoi vieni fino a casa mia devo chiederti una cosa”

Shuichi non riuscì quasi a rispondere sentendo quelle parole, e con un tono di voce un po’ tremolante ripeté a sua volta “a… casa…tua…?”

Yuki rispose con un secco “si” non diede tempo a Shuichi di ribattere, che lo salutò e riattaccò il telefono.

Il ragazzo fissò l’apparecchio con occhi spalancati, un po’ spaventato per quello che poteva dirgli il bel biondino.

Shuichi strisciò così verso la casa di quel ragazzo, facendosi mille pensieri su cosa mai avrebbe dovuto dirgli. Giunto a destinazione, allungò una mano verso il citofono tremando come una foglia, e suonò.

La risposta di Yuki arrivò quasi subito e Shuichi, con voce rotta, gli disse che era lui.

Il ragazzo non si aspettava che arrivasse così presto, ma lo fece salire ugualmente, gli aprì il portone e lasciò socchiusa la porta di casa.

Shu, salì fino al secondo piano e, trovando la porta aperta, entrò molto lentamente..

Di fronte a se vide Yuki appoggiato al muro con le braccia incrociate, che l’aspettava davanti alla porta, salutandolo.

Anche Shuichi lo saluto, cercando di contenere il nervosismo.

“Chiudi la porta” Disse fermamente il biondino. Shuichi si scusò per non averlo fatto prima e la richiuse subito.

Successivamente Eiri gli si avvicinò con il foglietto in mano, mostrandoglielo e chiedendogli se fosse stato lui a scriverlo.

Alla vista di quel pezzo di carta, Shuichi diventò blu per la paura, fece una risatina nervosa per non svenire all’istante, ma non rispose, non sapendo assolutamente che dire.

Ci fu un lungo momento di silenzio, prima che il ragazzo decise di rispondergli, ma quando lo fece, mentì.. sostenendo che non fosse stato lui.

Yuki gli si avvicinò di più. Appoggiò poi una mano sulla porta proprio al di sopra della sua spalla.. “sicuro?”

Il rosso deglutì sentendolo così vicino a se. Con occhi spalancati e parecchio imbarazzato da tutta quella situazione balbettò qualcosa di poco comprensibile “emh..no.. cioè.. si.. cioè.. forse..”

Lui lo fissò intensamente nei suoi limpidi occhi verdi: “Si o no”

Shuichi era un po’ spaventato, e tenendo gli occhi sgranati su di lui rispose nuovamente di no.

Yuki non gli credette e stanco delle sue menzogne, sbottò di non mentire con lui, perché riusciva a leggerglielo in faccia che non stava dicendo il vero.

“Ma… io…” Il ragazzino disse solo queste due parole.. non riuscendo a formulare una frase di senso compiuto.

Eiri avvicinò pericolosamente il volto a quello di Shuichi, che stava facendo di tutto per non svenire, mentre quest’ultimo, sentiva il suo cuore iniziare a battere molto più velocemente.. distogliendo poi di colpo lo sguardo, guardando a terra, non riuscendo più a reggere quei profondi occhi ambrati di Yuki, che sembravano come leggere dentro di lui.

Yuki si spazientì non poco, gli afferrò il volto con due dita costringendolo a guardarlo “allora… sto aspettando..” Soffiandogli quelle parole sul volto.

Il suo cuore batté all’impazzata. Prese quel po’ di coraggio che gli era rimasto e dalle sue labbra uscì un fievole “s..si..”

Eiri, piuttosto soddisfatto per essere riuscito nel suo intento, fece un piccolo ghigno e senza dire un’altra parola si chinò con il viso verso il suo, dandogli così un lieve bacio sulle labbra.

Shuichi emise un piccolo lamento, rimanendo letteralmente paralizzato per tutto quello che stava accadendo. Sentì poi la grande e calda mano di Yuki afferrare una delle sue.

A quel punto non riuscì quasi più a muoversi, iniziando a tremare leggermente per tutta quella strana situazione, non sapendo proprio che fare e comportarsi.

Sentendolo tremare, Yuki si spostò da lui lasciandogli anche la mano.

Shuichi aveva lo sguardo perso non riuscendo ancora a capacitarsi dell’accaduto. Lentamente, alzò una mano, sfiorandogli il viso con un dito mugolando.

Il biondino, gli afferrò prontamente la mano guardandolo poi con il suo solito sguardo freddo e penetrante.. al che shuichi rimase atterrito, ritraendo la mano all’istante.

Fatto questo, Eiri si allontanò da Shuichi, lasciandolo lì piantato sulla porta senza dire nulla, ed andò in cucina per prendersi una birra, ne sorseggiò un po’, tornando poi in sala, vedendo quel ragazzino a terra, tutto accucciato e parecchio pensieroso… come confuso.

Gli chiese che cosa ci facesse lì a terra al freddo per poi invitarlo a sedersi sul divano e così fece…….

Dopo un bel po’ di tempo Tatsuha, che non sapeva che cosa fare tutto il giorno a casa da solo decise di scendere da suo fratello.

Appena arrivò davanti al suo appartamento, suonò il campanello in attesa di una risposta..

Shuichi si voltò di scatto verso la porta, pensando a chi potesse essere…

Sbuffando, il biondino si alzò dal divano, e mormorando tra se e se chi mai fosse, aprì la porta.

Davanti a se si presentò un ragazzo dai capelli e gli occhi neri, quasi alto come lui, sui sedici anni “..Ciao Tatsuha..” Disse salutandolo con aria seccata, come se fosse un disturbo per lui.

Il ragazzo cercò di sbirciare dal divano il nuovo arrivato, cercando di capire chi potesse essere, finché non lo vide entrare, senza nemmeno chiedere il permesso.

Yuki gli chiese in modo brusco per quale motivo fosse andato lì, e Tatsuha rispose con indifferenza che era semplicemente andato a trovarlo perché non aveva nulla da fare.

Sfortunatamente per Shuichi, fu adocchiato dal nuovo arrivato che chiese a Yuki, con fare interessato “mmh.. e lui chi sarebbe.. eh fratellino?”

Shuichi, a quel punto capì che si trattava del fratello di Yuki, notando anche che gli assomigliava parecchio. Quest’ultimo gli rispose in malo modo, che non erano affari suoi, ma Tatsuha non lo ascoltò ed andò da lui, sedendoglisi accanto, per poi mettergli un braccio attorno alle spalle e chiedergli con un’aria seduttrice chi fosse.

Anche se un po’ imbarazzato gli disse il suo nome e il moro si presentò a sua volta dicendogli che era il fratello di Eiri.

“Come mai qui?” chiese Tatsuha al ragazzo.

Il poverino però non sapeva che rispondere, arrossendo, ma prontamente intervenne Yuki dicendo al fratello che era solo un’amico che era andato a fargli visita.

Alle parole ‘è solo un amico’ Shuichi s’intristì un po’, senza però farsi notare da nessuno dei due.

Tatsuha mormorò qualcosa annuendo con la testa, mentre faceva scendere abilmente il braccio lungo la schiena del ragazzo finendo poi per appoggiare la mano sul suo sedere.

Shuichi balzò giù dal divano tirando un piccolo urletto, dando del maniaco al ragazzo. Tatsuha fece finta di niente, sostenendo che non aveva fatto proprio nulla.

Il ragazzino capì subito che tipo di persona fosse… vale a dire uno di quelli che, ad ogni occasione, allungano le mani e pensato questo, si sedette dall’altro lato del divano, lontano da lui, mentre il ragazzaccio si lamentava di esser accusato ingiustamente.

Yuki a quel punto si fece avanti, sedendosi tra loro due… Cinse Shuichi per un fianco stringendolo a se, il quale arrossì notevolmente, per poi voltarsi verso Tatsuha e dirgli con fare minaccioso di non provare più a toccarlo.

“Perché non dovrei? Tanto è solo un tuo amico no..?” Disse il fratello più piccolo. Eiri-san rispose che non gli riguardava, ma soprattutto che non poteva mettere le mani su tutte le persone che incontrava, ma questo non scosse minimamente il moretto, affermando che faceva sempre quello che voleva.

Yuki si alzò dal divano facendo un versetto come di disprezzo, e si avviò verso il bagno, dicendo ad entrambi, ma più rivolto verso il fratello, che sarebbe tornato subito.

Però, appena sparì dietro la porta, Tatsuha n’approfittò subito, gattonando sul divano in modo provocante verso Shuichi “mh… soli a quanto pare..”

Lui gli intimò di stargli lontano, ma Tatsuha non si fece certo intimidire da lui accennando ad una risatina dicendogli che sembrava una piccola preda indifesa e per lui era irresistibile la voglia di saltargli addosso.

Shuichi, infatti, non fece ora ad aprire bocca o ad allontanarsi, che Tatsuha gli fu subito sopra, tenendogli le braccia bloccate per sicurezza.

Il ragazzo preso quasi dal panico gli gridò contro di levarsi immediatamente, ma ricevette come risposta solamente un bel “no..”

Per sua fortuna però, in quel momento Yuki uscì dal bagno. Vedendo Tatsuha sopra Shuichi, fu colto da un’improvvisa gelosia… Camminò con passo veloce verso il divano tenendo uno sguardo parecchio arrabbiato, avventandosi infine contro il fratello, lo afferrò per la maglia e lo tirò via.

Shuichi sbraitò versò di lui, dandogli nuovamente del maniaco pervertito.

Il fratello cercò di divincolarsi dalla presa di Yuki non curando minimamente le parole del ragazzino, ma prima di riuscire a liberarsi, si ritrovò direttamente fuori della porta.

Shuichi si alzò dal divano andando verso Yuki, al quale saltò addosso per ringraziarlo d’averlo liberato da lui. Il biondino rimase impassibile, dicendogli di staccarsi perché non sopportava le persone troppo appiccicose.

Lui obbedì, scusandosi, per poi tornare sul divano un po’ sconsolato.

Eiri lo seguì, ed in seguito si scusò a sua volta, perché non era abituato a ricevere persone in casa e passava la maggior parte del tempo da solo. In un secondo momento allungò una mano verso di lui.

Shuichi inclinò leggermente la testa, non capendo che cosa volesse fare ma poi, vedendo che lui osservava la sua mano, la afferrò sorridendo.

Yuki gliela strinse un po’, ma all’improvviso lo tirò prepotentemente verso di se, facendolo appoggiare completamente al suo petto, mentre lo abbracciava.

«Yukiiii..» Pensò tra se e se Shuichi, mentre strofinava un po’ la testa contro di lui. Yuki dopo un po’ di tempo, gli sollevò il volto con una mano, carezzandogli lentamente una guancia.

Il ragazzo, si mise a fargli le fusa come un gattino, si avvinghiò poi a lui con braccia e gambe, ma questo gesto fece scattare qualcosa in Yuki, il quale iniziò a strofinarsi su di lui.

Shuichi mormorò qualcosa verso il biondino chiedendogli di non strusciarsi, ma lui rispose che era solo colpa sua perché gli stava sempre troppo attaccato.

Scusandosi di nuovo, si staccò, appoggiando solamente la testa contro il suo braccio.

Yuki gli chiese se avesse per caso paura di lui dopo quello che gli aveva detto Kimie la volta del loro primo incontro.. ma lui scosse la testa.

Allora il ragazzo decise di metterlo alla prova e disse “nemmeno se ti facessi…….. così?” E con uno scatto lo fece trovare steso sul divano, con lui sopra, mentre gli teneva le mani bloccate sopra la testa…

Shuichi spalancò gli occhi per quella mossa inaspettata. Balbettò che non pensava fosse vero tutto quello che aveva detto su di lui.

Yuki lo corresse subito, dicendogli che si sbagliava, e la sua amica aveva detto solo la verità. Almeno in parte.

A quel punto il rosso si spaventò davvero, tenendo gli occhi sgranati e fissi su di lui. Ora un po’ di paura l’aveva.

Il ragazzo lo baciò senza dire una sola parola, e Shuichi a quel gesto diventò tutto rosso in faccia mugolando.

Quando si staccò dal bacio, Yuki disse con una voce piuttosto suadente “e…. Se mi venisse voglia di violentarti davvero..?” scorrendo poi una mano lungo un suo fianco.

Il ragazzo non riusciva quasi a parlare per la paura, chiedendogli se lo avesse fatto davvero.. e lui rispose con un “forse” facendolo agitare ancora più di quello che era già. Continuò a balbettare e ripetere il nome di Yuki guardandolo con occhi sbarrati, mentre sentiva una delle sue mani posarsi sulla sua gamba.

Cercò di liberarsi con tutte le sue forze dalla sua presa, ma il ragazzo aumentò di più la pressione sentendo che tentava di scappare, non facendo minimamente caso alle sue richieste di lasciarlo andare.

Successivamente scese un po’ con il volto iniziando a dare piccoli morsi al collo di Shuichi. Lui continuava a mugolare il suo nome, nascondendo però l’eccitazione che saliva ad ogni morso che riceveva da lui.

Yuki Eiri si sollevò un po’ dal giovane per guardarlo, e lo vide con gli occhi serrati ed il volto tutto arrossato e, vedendolo così tremante e indifeso, si spostò da lui lasciandogli le braccia…

Shuichi socchiuse un occhio e non sentendolo più su di se si rimise seduto massaggiandosi i polsi doloranti per la troppa pressione provocata dalle mani di Yuki.

Rimanendo di spalle Eiri gli disse in modo aggressivo di tornarsene a casa se no sarebbe stato capace di approfittare di lui…

Alle sue parole una fitta penetrò il cuore di Shuichi.. “cosa.. cosa stai dicendo Yuki..?”

La sola risposta che ottenne fu di nuovo quella che doveva andarsene, e quando tentò di ribattere, Yuki quasi lo assalì urlandogli un “VATTENE!” sentendosi il suo penetrante sguardo addosso.

Con gli occhi lucidi si alzò in silenzio e corse fuori di casa sbattendo la porta, scoppiando a piangere, mentre correva il più velocemente possibile verso casa sua.

Quando vi arrivò salì sempre correndo in camera sua, buttandosi sul letto e dopo un pochino si addormentò abbracciando il cuscino.

Nel frattempo, Yuki si era appisolato.

Verso le tre del pomeriggio si svegliò, sollevandosi dal divano scompigliandosi i capelli.

Successivamente, andò in camera a vestirsi, per poi uscire da casa non sapendo che fare.. iniziò così a gironzolare per le viette, sedendosi dopo un po’ su di panchina, pensando ad un modo per chiedergli scusa del suo comportamento, ma non era certo da lui e allora lasciò perdere.

Intanto Shuichi, si era svegliato da un pezzo e per consolarsi un po’ si era chiuso in camera ascoltando le canzoni dei Nittle Grasper a tutto volume, riordinando un po’ la camera, finendo dopo una mezz’oretta.

Si sdraiò a terra ripensando all’accaduto di poche ore fa, diventando improvvisamente triste mentre osservava il soffitto.

Dopo un po’ Yuki decise di fargli almeno uno squillo. Afferrò il cellulare e compose il suo numero, ma Shuichi non lo sentì per via della musica troppo alta.

Yuki rimase seduto su quella panchina ancora per cinque minuti, attendendo una risposta che non arrivava mai.

Si alzò ma non sapendo dove andare, decise di tornarsene a casa, salì al secondo piano ed entrò.

Shuichi, qualche minuto dopo, spense la musica e controllò se c’erano chiamate sul cellulare e, infatti, ce n’era una di Yuki, così gli rispose con uno squillo…

Il biondo, sentendo il cellulare squillare, lo afferrò guardando chi fosse e vide che era Shuichi che finalmente gli aveva risposto. Entrò poi in camera e appoggio il telefono sul comodino, ma non fece ora a posarlo che gli arrivò un messaggio.

Lo riprese e lesse il messaggio che Shuichi gli aveva mandato ‘Perché mi hai trattato così?’ e come risposta scrisse che era il suo carattere… che era freddo con tutti…

Appena lo lesse, Shuichi non rispose nemmeno e si ributtò sul letto a pancia in giù nascondendo il volto contro il cuscino, senza considerare minimamente le calde e umide lacrime che scendevano lungo le sue guance.. “perché fai così..”

Yuki, non sentendo arrivare la risposta, riposò il cellulare sul comodino si cambiò mettendosi dei vestiti piu comodi ed andò nello studio per continuare un po’ il suo libro, rimanendo lì per una bell’oretta.

Passato quel tempo a scrivere, salvò tutto quello che aveva fatto, spense il pc, e si alzò dalla sedia andando a prepararsi la cena.

Anche Shuichi si era messo a tavola per cenare, ma non aveva toccato cibo.. “io vado a dormire…” Disse poi al suo amico, che lo stava guardando in modo molto interrogativo, dicendogli che erano appena le sette e mezza di sera, ma lui si giustificò dicendo che era piuttosto stanco.. e con quella frase si congedò in camera.

Uscì sul terrazzo, guardando con aria triste la gente che passava per il viale alberato sotto casa sua, continuando a pensare a Yuki e sussurrare il suo nome…

Tornò dentro solo dopo qualche minuto spogliandosi, mettendosi il pigiama, si sdraiò sul letto e si raggomitolò tra le coperte, addormentandosi poco dopo con la bocca socchiusa.

Errore nella chiamata API. Contattare l'amministratore.