Cap 13
“E’ finita! E’ finita! Finalmente l’ho finitaaaaa!”
Shuichi urlò talmente forte per la gioia di aver concluso e sistemato per bene la loro canzone che quasi lo sentì tutto il palazzo. Dopo tanti giorni di duro lavoro l’aveva finalmente terminata. Aveva persino detto a Yuki che stava male per restare in casa e concentrarsi completamente su quel blocchetto di carta. Lo strinse tra le mani rotolandosi sul letto tutto felice come una pasqua. Subito afferrò il cellulare cercando nella lista il numero di Ryuichi. Fece per chiamarlo ma subito si bloccò pensando che magari era impegnato o stesse a lavoro e poi… Dopo ciò che era successo qualche giorno prima non gli sembrò davvero il caso di telefonagli anche perché si sarebbe sentito notevolmente imbarazzato. Iniziò così a scrivergli un messaggio -Salve Ryuichi san! Finalmente ho finito tutta la canzone! So che devo portargliela, mi può dire quando posso farlo?- attese poi la risposta che non tardò ad arrivare. La lesse in fretta vedendo che gli aveva scritto di portargliela subito se voleva, ma doveva fare in fretta perché stava andando alla NG. Rispose nuovamente che sarebbe passato immediatamente da lui, era totalmente ansioso di consegnarla e non poteva aspettare un solo giorno di più. Iniziò quindi a prepararsi in fretta uscendo poi da casa correndo in direzione della palazzina di Ryuichi.
Quest’ultimo sospirò intensamente buttandosi sul divano non appena lesse che sarebbe arrivato subito. Si strinse kumagoro al petto. Era pensieroso ed un po’ triste.
Non sapeva nemmeno lui se voleva vederlo o meno dopo ciò che era accaduto, anche se a dirla tutta risentirlo non gli sarebbe dispiaciuto poi così tanto. Rimase tra quei suoi pensieri confusi e contrastanti finché non venne ridestato dal trillo del cellulare. Gli era arrivato un altro messaggio. Lo aprì leggendone il contenuto vedendo che Shuichi lo aveva avvertito di esser sotto casa sua chiedendogli di aprire la porta. Non rispose.
Non voleva farlo salire e dato che doveva già uscire di suo, afferrò degli occhiali da sole, la giacca ed un cappellino. Li indossò uscì dall’appartamento e scese rapidamente le scale. Appena arrivò al piano terra intravide il ragazzino da dietro i vetri a specchio del portone. Rimase a fissarlo per un po’ di tempo approfittando del fatto che lui non potesse vedere la sua presenza. Avvertì qualcosa scattare dentro di sé, come una morsa allo stomaco… Cercò di non farci molto caso, aprì il portone ritrovandosi così direttamente davanti a lui e mantenendo un’aria fredda e distaccata, decisamente inusuale, lo salutò.
Shuichi rimase colpito da quel suo strano comportamento, ricambiò al saluto “… Salve Ryuichi san…..” La voce gli tremava un pochino. Era contento di non esser dovuto salire in casa sua. Restò soprappensiero per un po’, fino a che il tono del cantante lo risvegliò chiedendogli se avesse portato ciò che gli doveva dare. Annuì ed estrasse da una tasca della giacca il suo blocchetto sulla pagina della canzone scritta in bella copia, porgendoglielo.
Ryuichi lo afferrò dalle sue mani mettendolo nell’interno del giubbotto. Approfittò del fatto di avere gli occhiali scuri per non guardarlo negli occhi, aveva voglia di abbracciarlo ma qualcosa dentro di sé gli disse di no “Va bene… Allora ti farò sapere qualcosa al più presto. Ciao…” E detto questo senza nemmeno aspettare una risposta camminò verso di lui superandolo per poi sparire dietro ad un angolo andando in direzione della NG sospirando continuamente, non sapeva proprio che cosa fare.
Il rosso s’intristì parecchio nel vedere tutta quella freddezza nei suoi confronti da parte del suo idolo dopo ciò che era successo tra loro, gli veniva quasi da piangere. Restò per un po’ di tempo a guardare la zona da dove Ryuichi era sparito nella speranza che quest’ultimo tornasse indietro, ma non fu così.
Si voltò per tornare in direzione di casa propria anche se non ne aveva propriamente voglia visto che Hiro non c’era e sarebbe rimasto da solo per delle ore.
Siccome era da tanto che non passava a trovare Yuki decise di andare da lui e mentre si avviava per la strada pensò però tra sé e sé ‘Certo che vederlo ora dopo quello che ho fatto con Ryuichi san….’ Non aveva più visto il suo compagno da quel giorno, soprattutto per via del succhiotto che il cantante gli aveva fatto e non era ancora del tutto sparito. Sperò che il biondino non gli levasse la maglia o sarebbe stato nei guai. Sospirò intensamente e non appena vide di esser arrivato suonò al citofono augurandosi che fosse in casa.
In quel momento Eiri stava nel suo studio completamente pensieroso, non sapeva come continuare il suo romanzo. Fissava lo schermo del pc a vuoto, mugolando di tanto in tanto sotto i massaggi alle spalle del fratello minore. Sbuffò sonoramente sentendo il campanello, bloccò Tatsuha e gli ordinò di andare ad aprire anche se quest’ultimo si lamentò infastidito per il solito comportamento sgarbato di Yuki. Uscì quindi dalla stanza andando alla porta per rispondere. Con sua gran sorpresa sentì che dall’altra parte c’era proprio Shuichi. Ghignò lievemente “Uhh… Ma guarda… Il fuggitivo…” Non aggiunse altro, gli aprì solo il portone e lo attese come in agguato socchiudendo l’ingresso. Attese qualche minuto e non appena la vide aprirsi ed entrare quel ragazzino gli balzò addosso atterrandolo attaccandosi a lui peggio di una ventosa strofinandosi completamente contro di lui anche se Shuichi tentava di respingerlo, biascicò contrariato “No… Tu mi devi ancora qualcosa sai…?” Però in quel preciso momento, in soccorso del rosso, arrivò Eiri, che vedendo quella scena si spiaccicò una mano sulla faccia pensando che Tatsuha non si smentisse mai. Lo afferrò poi per la maglietta tirandolo via da lui per poi aiutarlo a sollevarsi da terra.
“Ti è passata l’influenza?” Yuki posò una mano sulla fronte del ragazzino come a volerlo testare lui stesso, anche se quest’ultimo sapeva che non l’aveva mai avuta e non era certo felice di mentirgli a quel modo, ma non aveva scelta “Si, sto molto meglio…Certo mi devo ancora riprendere del tutto però sto decisamente bene rispetto a qualche giorno fa” Lo cinse per la vita con le sue esili braccia baciandolo sulle labbra mentre sentiva il moro lagnarsi continuamente sul fatto che anche lui avrebbe voluto toccarlo a quel modo.
Yuki stanco delle sue lamentele sbottò senza pensarci due volte “Finiscila! Lui è il mio amante, non il tuo…” Ma quelle parole dette con l’istinto fecero stupire Shuichi, che ancora incredulo continuava a fissarlo con occhi spalancati “Scusa.. Che hai detto? Puoi ripetere Yuki…?” Pensava di aver sentito o capito male, ma se non era così quelle sarebbero state le parole più dolci che gli aveva mai detto, anche se indirettamente.
Il biondino stette a pensare e ripensare, non si era nemmeno accorto di ciò che aveva detto fino a che capì a cosa si riferisse. Sorrise impercettibilmente, gli mise le mani sulle spalle e lo spinse verso il suo studio per stare lontano da occhi indiscreti. Chiuse la porta alle sue spalle e lasciò andare il ragazzino avvicinandosi alla finestra per poi appoggiarsi al davanzale con le braccia guardandolo con la coda dell’occhio “Ho detto che sarai il mio amante”.
Aveva capito bene, gli aveva proprio detto che era il suo amante… A quel punto Shuichi non riuscì più a trattenere le lacrime che gli rigarono il viso per la gioia di quel momento. Corse incontro al compagno e lo abbracciò forte forte per la vita, era così contento che per la troppa felicità non riuscì a dire nulla restando in quella posizione con lui per un tempo indefinito fino a che Yuki si girò tra le sue braccia allungando una mano su quella schiena esile e delicata carezzandola lentamente, mentre con la mano libera gli afferrò il mento con due dita costringendolo a sollevare il volto e fissarlo dritto negli occhi e successivamente senza dire una sola parola lo baciò rapidamente sentendolo lasciarsi andare e ricambiare a quel dolce e piacevole contatto in modo passionale. Successivamente portò entrambe le mani sui suoi fianchi carezzandoli con piccoli tocchi delle dita ed intrufolarle poi sotto la sua maglietta sfiorando la sua calda e morbida pelle, sentendolo rabbrividire a quel passaggio lento continuando a baciarlo sempre più intensamente, quasi a volerselo mangiare. Fece scendere in seguito le mani sui suoi pantaloni slacciandoli, per poi insinuarne una dentro di essi fino a sorpassare la barriera della sua biancheria intima ed afferrare il suo caldo membro tra le dita. Sentiva chiaramente la voglia di Shuichi nel voler fare l’amore con lui e come a leggergli nella mente, lo spinse all’indietro fino a raggiungere la scrivania. Spostò il portatile con il braccio libero ed altri oggetti sopra di essa, facendoci stendere sopra il ragazzino assieme a lui iniziando a mordergli e baciargli insistentemente il collo mentre gli massaggiava con dolcezza il membro sentendolo diventare sempre più turgido ad ogni suo tocco, avvertendo di conseguenza l’amante respirare affannosamente con sempre maggior intensità mentre lo toccava e gli procurava piccoli succhiotti su tutto il collo. Gli abbassò in seguito i pantaloni per poter lavorare meglio su di lui, incominciava a sentire la sua mano bagnarsi un bel po’ e pensò che il ragazzino fosse quasi al limite del piacere. Afferrò poi la sua maglietta con i denti tirandola, come a fargli capire che voleva levargliela, ma in quel preciso istante si sentì bloccare da lui con una mano.
“Non tirarmi via la maglietta, non sono ancora guarito del tutto perfettamente… Non vorrei prendere freddo e fare una ricaduta…” Shuichi gli aveva mentito di nuovo, ma non poteva fare altrimenti… Sapeva che il segno che Ryuichi gli aveva lasciato tempo fa non era ancora scomparso del tutto e non ci teneva a dare spiegazioni su cos’era quel livido viola sul suo fianco. Rimase a fissarlo con gli occhi lucidi per il piacere, sperando si fosse bevuto anche quella scusa. Ricevette solo un’occhiataccia malevola dal biondino ma per sua fortuna sembrava voler lasciar perdere quel suo intento riprendendo a toccarlo e abbassargli completamente i pantaloni assieme ai boxer. Subito si vide afferrare le mani dal biondo e fargliele posare sul cavallo dei suoi pantaloni. Arrossì notevolmente sentendo l’erezione di Yuki imprigionata tra essi e così, intuendo cosa volesse il compagno, velocemente glieli slacciò e li abbassò assieme agli slip, cominciando a carezzarlo lentamente con le dita ma questa volta fu lui ad essere fermato dal ragazzo.
Yuki infatti voleva vendicarsi per il fatto che non si fosse lasciato spogliare. S’inginocchiò davanti a lui, in mezzo alle sue gambe, posando in seguito la calda linguetta sul suo membro avvertendo il ragazzino gemere notevolmente. Sollevò appena lo sguardo vedendolo in completa estasi: la schiena e la testa reclinata all’indietro, le labbra dischiuse ed il respiro affannoso. Nel vederlo in quello stato Yuki mugolò pervaso da un brivido lungo la schiena. Gli afferrò la virilità con una mano, non aveva però intenzione di soddisfarlo subito e così circondò la punta con le calde labbra umide e stuzzicarlo con piccoli colpetti di lingua, assaggiando già dopo pochissimo il suo dolce sapore. Continuò con quell’operazione per diverso tempo facendogli avvertire anche i dentini, si spostò poi verso il basso posando completamente la linguetta sulla base del suo sesso vicino ai testicoli, fino a risalirne lentamente verso la punta riprendendola tra le labbra, ma in quel preciso istante lo sentì gemere intensamente e venire nella propria bocca ingoiandolo tutto senza sprecarne nemmeno una goccia, come se quello fosse un nettare prezioso. Si sollevò poi da terra leccandosi le labbra sensualmente fissando il volto del ragazzino completamente arrossato per l’imbarazzo e l’eccitazione. Senza attendere oltre, si spostò da lui tirandolo giù dalla scrivania, lo fece voltare e mettere appoggiato su di essa con le braccia in modo da farlo chinare imprigionandolo poi tra il tavolo freddo ed il suo caldo corpo premendo e strofinando ripetutamente il bacino contro le natiche del ragazzo.
Shuichi, sentendo la pressione della virilità del compagno emise continui gemiti di piacere tentando di abbassarsi il più possibile come ad incitarlo nel possederlo. Era completamente pervaso da mille tremiti ed il suo corpo totalmente bollente rispondeva ai gesti di Yuki con altri fremiti sempre più frequenti. Spalancò gli occhi non appena avvertì il giovane iniziare a spingersi nel suo corpo, mordendosi le labbra con forza per non gemere troppo forte mentre sentiva l’eccitazione crescere sempre di più dentro di sé stringendo la presa delle mani ai lati della scrivania come a volersi reggere man mano che affondava in lui.
Nessuno dei due si era accorto che una presenza poco gradita stava spiando dalla serratura della porta tutte le loro mosse.
Eiri, riuscì ad entrare lentamente in lui per metà, ma con un’ultima e decisa spinta lo penetrò completamente combaciando alla perfezione i loro corpi caldi e nudi. Portò in seguito le mani sotto la sua maglietta carezzandogli il petto fino ad arrivare ai suoi capezzoli stimolandoli con le dita per provocargli più piacere possibile e una volta che lo ebbe fatto abituare a quella sua intrusione, iniziò a muoversi in lui con ritmi lenti inizialmente fino ad aumentarli pian piano facendo così urlare letteralmente di piacere il rosso. Divertito dai suoi mugolii e lamenti sempre più frequenti si avvicinò al suo orecchio mordicchiandoglielo appena e leccarlo poi con la punta della lingua.
Shuichi seguì tutti i suoi movimenti, le spinte di Yuki erano talmente forti in lui che facevano persino tremare la scrivania sotto di loro. Si sentiva completamente in balia del compagno e presto avrebbe raggiunto nuovamente l’orgasmo. Entrambi ansimavano ed avevano il respiro notevolmente accelerato ormai al culmine del piacere gemevano all’unisono.
Yuki estrasse le mani dalla sua maglietta posandole successivamente sulle anche per potersi muovere meglio e con più rapidità in lui, ma poco dopo non riuscendo a trattenersi oltre affondò quasi con violenza nel corpo del ragazzino soffocando un gemito di grande piacere in gola afferrando la virilità di Shuichi per non fargli sporcare in giro e si liberò in lui inarcando la schiena, sfogando tutto il calore accumulato nel caldo corpo dell’amante avvertendo che a sua volta era venuto nella sua stessa mano, ma sfinito si appoggiò a lui stringendolo appena a sé mentre si ripuliva la mano dal seme caldo di Shuichi.
Ma in quel preciso istante videro volare letteralmente all’interno della stanza Tatsuha il quale aveva assistito a tutto ciò che avevano fatto fino a quel momento, solo che per un errore, si era appoggiato alla maniglia invece che alla porta, aprendola di conseguenza. Mugolò dolorante massaggiandosi i gomiti che aveva sbattuto a terra per aver perso l’equilibrio. Rimase però a terra guardandoli un po’ imbarazzato sollevando dopo un po’ una mano per salutarli “Emh… Sa… salve…”.
Yuki per lo spavento di quell’improvvisata da parte del fratello uscì rapidamente dal corpo ancora fremente del compagno provocandogli e provocandosi un po’ di dolore. Guardò subito male il moro, si tirò su velocemente i pantaloni e altrettanto in fretta andò verso di lui prendendolo quasi a calci per buttarlo fuori dalla stanza urlandogli dietro di tutto, fino a che con l’ennesimo spintone riuscì a farlo uscire da lì e sbattergli la porta in faccia dandogli del maiale, intuendo ciò che aveva fatto poco prima. Sbuffò sonoramente e si appoggiò all’ingresso della stanza con la schiena allungando le braccia verso il compagno. Sentiva come uno strano bisogno di abbracciarlo in quel momento.
Shuichi si era rivestito velocemente non appena si era reso conto della situazione e dopo che il biondino era riuscito a cacciarlo fuori urlò quasi “Ma insomma! Con quel maniaco in giro non c’è mai un po’ di privacy!” E vedendo poi che il partner voleva abbracciarlo, non si fece certo scappare quell’occasione. Fece per andare verso di lui ma dopo qualche passo sentì uno strano brivido lungo il suo corpo, aveva troppo caldo, come se avesse la febbre alta. Avvertì un capogiro parecchio forte, aveva un senso di nausea, si sentiva debolissimo e non appena fu vicino a Yuki svenne tra le braccia del partner.
Quest’ultimo si preoccupò non poco vedendolo in quello stato. Istintivamente posò una mano sulla sua fronte sentendola bollente. Lo prese in braccio ed uscì dallo studio dirigendosi verso il letto, ma subito fu bloccato dal fratello che vedendo Shuichi addormentato disse “Cos’è… L’hai sfinito fratellino?” Mettendosi poi a ridere.
Yuki però fece finta di niente a quella battutaccia guardandolo solo molto male ordinandogli poi “Sta male idiota! Devo metterlo a letto, va ad alzare le coperte” Lo vide sbuffare ma fare ciò che gli aveva chiesto. Mise poi il ragazzino steso sul letto slacciandogli e sfilandogli i pantaloni per poi coprirlo con il lenzuolo.
Shuichi ansimava notevolmente e la temperatura del suo corpo era molto alta, probabilmente aveva dato fondo a tutte le sue energie nell’ultimo periodo e per terminare quella canzone non aveva quasi mai dormito o riposato. Iniziò a tremare non appena avvertì qualcosa di freddo sulla fronte, Yuki gli aveva posato la borsa del ghiaccio su di essa e in reazione con il corpo caldo questo gli procurava notevoli brividi di freddo.
Il biondino si alzò dal letto pensando che gli servisse qualche medicina, chiese al fratello di rimanergli accanto senza infastidirlo fino al suo ritorno e una volta che si preparò uscì rapidamente da casa andando alla farmacia più vicina.
Tatsuha rimase così da solo con Shuichi.
Ghignò lievemente mettendosi sotto le coperte con lui abbracciandolo e carezzandogli un po’ il petto da sotto la magliettina leggera che aveva. Il rosso non si accorse nemmeno che a toccarlo non era Yuki, ma a quelle lievi carezze ed al calore di quel corpo accanto a sé si calmò un po’ dal tremare e dall’agitarsi, anche se ciò non gli impediva di avere un respiro affannoso e pesante, questa volta l’influenza gli era venuta per davvero.
Il moretto aveva una gran voglia di prendersi ciò che doveva da lui, ma visto che stava male e aveva promesso al fratello che non l’avrebbe toccato non fece nulla di che. Tutto ciò però non gli impedì di dargli almeno un bacio. Gli salì sopra a cavalcioni unendo per un attimo le labbra alle sue, però non sazio di quel piccolo gesto, prese a baciarlo su tutto il collo ed il viso fino a che non arrivò alla sua fronte sentendolo letteralmente rovente sotto al tocco delle sue labbra. Scese così da lui emettendo un piccolo mugolio, afferrò un fazzolettino e gli sollevò per un attimo la borsa dal corpo asciugando tutte e goccioline formatesi per la condensa causata dal caldo della fronte e il freddo del ghiaccio che pian piano si stava anche sciogliendo. Una volta che lo ebbe asciugato si abbracciò nuovamente a lui ma non appena gli si avvicinò sentì distintamente il ragazzino pronunciare il nome di Yuki, forse lo stava cercando e così in quel momento si finse il fratello sussurrandogli all’orecchio “Sono qui…” Probabilmente non l’avrebbe nemmeno sentito nello stato in cui stava, gli rimase quindi accanto in attesa che il biondo tornasse con le medicine per lui.
Dopo una ventina di minuti Eiri tornò finalmente a casa con le medicine per il ragazzo. Entrò nella camera da letto adocchiando subito Tatsuha abbracciato a lui, mugolò contrariato e sperò almeno che si fosse comportato bene con lui. Si avvicinò al letto sedendosi su di esso svegliando di conseguenza il fratellino che gli diede il ben tornato.
Scosse Shuichi per una spalla tentando di svegliarlo così da potergli dare qualche farmaco per far abbassare la febbre alta, ma non vi riuscì subito e solo dopo un bel po’ di tentativi il ragazzino finalmente aprì gli occhi “Vuoi farmi preoccupare? Sei collassato di colpo… Se stavi ancora male non dovevi venire qui, ma stare a casa a letto!” Lo ammonì asciugandogli le piccole gocce di sudore che imperlavano la sua fronte chiara.
“Ma io… Vo…Volevo stare con te… Yuki…” Disse quasi in un sussurro il rosso tra i respiri affannosi, si sentiva parecchio debole, Eiri infatti se ne accorse e gli posò un dito sulle labbra per farlo zittire e senza dire altro, andò a preparargli la medicina facendola sciogliere in un po’ d’acqua. Tornò in camera sollevando il ragazzino per le spalle aiutandolo poi a berla un po’ per volta fino a che non la bevve tutta. Posò infine il bicchiere sul comodino sistemandosi accanto a lui, ma nel vedere ancora Tatsuha nei paraggi lo fulminò letteralmente “Ma non dovevi andare tu, eh??” Sperò che con quel tono della voce si spaventasse e li lasciasse soli però non fu così. Infatti Tatsuha si strinse solamente di più al corpo di Shuichi facendo la linguaccia a Yuki.
Il biondino sospirò intensamente, sapeva che se anche insisteva e lo minacciava di morte non se ne sarebbe andato ugualmente. Ci rinunciò in partenza, si spogliò dei pantaloni e si accoccolò vicino al compagno che tra il proprio calore e quello di Tatsuha, smise di tremare.
Verso sera, Yuki e Shuichi stavano l’uno abbracciato all’altro sul letto. Tatsuha per loro fortuna, aveva pensato bene di lasciarli da soli e se ne era tornato a casa propria.
Il ragazzo più grande se ne stava beatamente addormentato con il viso appoggiato tra la spalla ed il collo del compagno che sentendo il caldo respiro di lui sulla sua pelle, avvertì piccoli brividi lungo la schiena costringendolo a svegliarsi.
Subito notò il partner accanto a sé e sorrise allungando lentamente una mano verso i suoi morbidi capelli biondi e setosi ma a quel suo gesto lo avvertì aumentare la presa su di lui. Ridacchiò appena e decise di non disturbarlo rimanendogli accanto, osservando il suo bel visino angelico, sembrava così diverso ed indifeso mentre dormiva, come se la sua maschera di freddezza e distaccamento da sveglio, in quei momenti cadesse definitivamente.
Fece per carezzargli una guancia con un dito, ma all’improvviso sobbalzò sentendo il campanello suonare insistentemente. Vedendo che non voleva svegliarsi, iniziò a scuoterlo un po’ e chiamarlo ripetutamente fino a che Yuki fu costretto ad alzarsi.
Sbuffò sonoramente e chiese borbottando tra sé e sé chi potesse essere a quell’ora.
Rispose.
Una voce familiare aveva parlato dall’altro capo del citofono. Ci pensò su due volte sapendo che Shuichi non stava molto bene e voleva stare con lui piuttosto che con qualche ospite “Va bene, Sali. Ma solo per un attimo.” Riattaccò la cornetta aprendo la porta di casa e il portone della palazzina, tornando in camera per sistemarsi un po’ e rendersi presentabile.
“Ma chi è? Qualche tuo conoscente??” Come al solito Shuichi era curioso e voleva sapere tutto ciò che Yuki faceva ma quest’ultimo rispose quasi seccato “Si, mio cognato… E’ passato a trovarmi, tu comunque resta a letto” Non fece ora a dire quelle parole e sporgersi verso di lui per dargli un bacino che sentì una voce nella stanza
“Ciao Eiri-san….” Davanti a loro si presentò un uomo sui trent’anni alto e snello, con dei capelli biondi e degli occhi verde acqua, indossava un lungo cappotto nero con un collo di pelliccia dello stesso colore.
Shuichi appena si voltò verso di lui, lo osservò per bene. Scattò in seduto nel letto riconoscendo Tohma Seguchi. Davanti a sé aveva proprio uno dei membri dei Nittle Grasper. Mugolò appena “To… Tohma… Seguchi… Dei… Nittle Grasper??” Spalancò la bocca per lo stupore ma quest’ultimo gli riservò solamente un occhiataccia, squadrandolo letteralmente dalla testa ai piedi con completa freddezza “Si sono io e tu chi saresti?”
Yuki però intervenne senza nemmeno dargli il tempo di rispondere spingendolo steso sul letto dicendogli che doveva riposarsi e finirla di agitarsi a quel modo visto che stava male, sentendolo però mugolare come infastidito. Infatti il ragazzino come per ripicca, si rialzò dal letto e sorrise al nuovo arrivato “Io sono Shuichi Shindou!”
Tohma rimase a fissarlo con aria composta, senza nemmeno fare una piega a tutta la sua eccitazione nel trovarsi davanti lui stesso parlando poi “Ah, sei quello di cui parlava Ryuichi… Beh, dato che sei qui ti dirò che la canzone va bene, mi piace… Appena vuoi vieni alla NG per le prove” e a quelle parole Shuichi si sentì scoppiare dalla felicità. Rimase a fissarlo come impietrito da quello che aveva detto riguardo alla sua canzone. Capì che quel Tohma di cui gli accennò Ryuichi non era solo un membro dei Nittle Grasper ma anche il presidente della NG. Mugolò appena “Ah va… Va bene… Grazie” Non sapeva che altro dire per l’emozione.
Yuki però, sentendosi totalmente ignorato iniziò ad infastidire l’amante “Che c’entra Ryuichi… E di che canzone parla” Ma prima che potesse chiedere qualcos’altro fu trascinato via in malo modo dal cognato geloso più che mai per aver scoperto quel ragazzino così vicino al suo Yuki, portandoselo in salotto sul divano, dove gli avrebbe spiegato qualsiasi cosa volesse.
Shuichi rimase ad osservarli mentre se ne andavano e il comportamento distante di Tohma gli diede un notevole fastidio pensando tra sé e sé «Certo che Tohma è proprio antipatico…» Subito però si sentì avvolgere da uno strano brivido lungo la schiena continuando a pensare assiduamente «Tohma è amico di Ryuichi…E se Ryuichi gli avesse raccontato ogni cosa?? Se Tohma sa tutto… E se lo dicesse a Yuki? Spero di no o sono fritto….» Era alquanto preoccupato che quel ragazzo dicesse qualcosa di compromettente a Yuki, ma non poteva sapere che l’ultimo dei pensieri di Tohma era far soffrire Eiri per colpa di qualche ragazzino, continuò così per una lunga ora a farsi tutte le paranoie mentali possibili ed immaginabili facendo salire nuovamente la febbre.
Yuki riuscì finalmente a far andare via Tohma, la sua presenza gli faceva piacere visto che era il suo unico amico, ma a volte preferiva di gran lunga non averlo tra i piedi. Entrò in camera da letto e vide un cumulo di coperte, lo guardò accigliato. Salì sul letto e scoprì appena la testa per cercare di guardarlo in faccia. Notò che era tutto arrossato, posò poi una mano sulla sua fronte e sentì che la febbre gli era salita ancora. Lo afferrò per le braccia e lo tirò su di peso per metterlo bene sul letto, si offrì di preparargli qualcosa da mangiare ma Shuichi scosse la testa in segno di negazione. Aveva tutto lo stomaco in disordine e non gli andava nulla. Fu però sollevato dal fatto che Yuki non sembrava arrabbiato con lui, evidentemente Tohma non gli aveva detto nulla di che. Gli chiese solamente di rimanere lì con lui per un po’ di compagnia.
Yuki annuì, ma prima prese dal comodino un termometro cacciandolo direttamente in bocca a Shuichi sotto le sue lamentele per la solita prepotenza nel fare le cose. Glielo levò poco dopo vedendo che la linea del mercurio segnava 39.5 “Sei messo male sai? Per ora sta’ a letto e riposati. Non ti faccio alzare da lì finché non sarai guarito del tutto”.
Di certo restare il più possibile vicino a Yuki e sotto le sue cure, non sarebbe dispiaciuto a Shuichi. Annuì lentamente chiudendo gli occhi per poi accoccolarsi tra le braccia del compagno godendosi alcune lievi carezze che gli stava dando, assopendosi poco dopo.
non dirmi che è finito così?!
cmq hai scritto una bella storia molto intrigante
WOW
[QUOTE-START]CuCcIoLaNiKy @ 17/01/2010 – 21:49 – non dirmi che è finito così?![QUOTE-END]umh… emh…. *me fugge*
no non è finita così XD
solo non trovo ispirazione x finirla…. çç
Uh che bella storia ** me la sono letta tutta d’un fiato, capitolo per capitolo e mi è piaciuta tantissimo xD Il motivo principale per cui l’ho letta è che amo alla follia la coppia Ryuichi x Shuichi *ç*
Peccato, però, che sia una Yuki x Shuichi xD *si frusta* Cioè, la coppia è bella per carità, altrimenti non amerei così tanto Gravitation xDD Però…Preferisco quella che ho già citato *ç* E credo di essere l’unica ç^ç non trovo fan fiction su loro due e ciò mi rattrista un po’ ahah xD Però almeno, in questa stupenda storia *-*, hanno la loro parte, quindi sono felice ^O^
Mi spiace però che sia interrotta °° Dai, continuala *^*
[QUOTE-START]Zell @ 07/07/2010 – 06:13 – Uh che bella storia ** me la sono letta tutta…[QUOTE-END]ciao, grazie xD
Eh… prima o poi deve tornarmi la voglia per scrivere, la continuo -.-
Cmq non è vero che non ne esistono… se vuoi c’è Sapore di fragola, sempre in questo sito che è shuichi x ryuichi ^^ http://www.nanoda.com/it/fan-fiction/anime-manga/gravitation/sapore-di-fragola/ eccola XD
Vedrò di aggiornare cmq prima o poi =P