Capitolo 1

Cap 15

Passò qualche giorno dall’incontro con Tohma alla NG.

In quel momento Hiroshi e Shuichi stavano pranzando tranquillamente e stranamente in silenzio, fino a che il suono di un cellulare non li destò dai loro mille pensieri. Shuichi appena capì che era la sua suoneria posò le bacchette e si alzò per andarlo a prendere. Appena arrivò in camera lo afferrò e rispose senza neanche guardare il mittente. Dall’altra parte del ricevitore vi era niente meno che l’oggetto dei loro pensieri, Tohma. A lungo avevano atteso quella fatidica chiamata indipendentemente dalla decisione affermativa o negativa ed in quel momento al rossino sentì come una stretta allo stomaco per paura che la risposta fosse un no, ma a risvegliarlo da quelle inutili paure fu proprio Tohma che disse “Buongiorno Shindou-kun, volevo informarti che tu ed il tuo amico siete stati ingaggiati per lavorare alla NG”. A Shuichi brillarono gli occhi di gioia a quella tanto attesa notizia e quasi non si mise a piangere per la felicità, però decise di darsi un contegno per il momento e rispose con una vocina più normale possibile anche se non gli uscì proprio come voleva “E’ meraviglioso… ma… ma Grazie…!!! Accettiamo si!”. Discussero successivamente per un incontro dove avrebbero dovuto firmare i loro contratti e iniziare con qualche prova di rodaggio con un loro addetto che li avrebbe seguiti i primi giorni. Tohma non accennò però al nome della persona, ma Shuichi non sapeva che una volta scoperto chi fosse, avrebbe avuto una brutta, o bella, sorpresa. Riattaccò la telefonata e subito si fiondò dall’amico per rivelargli la bellissima notizia appena ricevuta. Entrambi furono così felici ed impazienti di lavorare lì, che decisero di andare a firmare quel giorno stesso. Con l’umore alle stelle proseguirono il loro pranzo fino a che Hiro interruppe quel silenzio con un “ora che ci penso dovremmo anche trovare un nome al nostro gruppo… anche se è eccessivo chiamarlo gruppo dato che siamo in due..” ridacchiò poi grattandosi la testa con fare pensieroso.

Shuichi ci pensò su. Era vero, non avevano pensato minimamente a trovarsi un nome per lavorare lì… Era ora di farlo! Rimasero a pensarci per diversi minuti, mischiando nomi su nomi e lettere su lettere… fino a che il ragazzo più piccolo azzardò un “che ne dici di Bad Luck??”

Hiro sembrò riflettere a lungo su quel nome, in effetti non era male e sicuramente gli si addiceva un po’, quindi decisero di tenerlo e presentarsi alla NG con quello.

Sorrisero entrambi compiaciuti per la loro scelta, però Hiroshi disse qualcosa che non avrebbe dovuto, anche se fondo non poteva sapere cos’era successo tra loro.

“Che fortunato sei! Potrai anche vedere tutti i giorni il tuo idolo preferito!” A quelle parole Shuichi si rabbuiò improvvisamente. Era riuscito a levarsi dalla mente Ryuichi in tutti quei giorni ma non così bene come credeva… infatti quella ferita era ancora aperta e bruciava non poco. Cercò però di nascondere il tutto all’amico e, con un falso sorriso, sussurrò “si… certo…” tentando di sembrare il più felice possibile. Subito dopo finirono finalmente di pranzare e sparecchiarono la tavola. Hiro si stiracchiò mugolando di sollievo per quel gesto e dopo aver concordato con l’amico di passare alla NG per le quattro del pomeriggio decise di farsi una bella doccia rigenerante e come per provocare il compagno disse “vieni con me?”. Shuichi rimase spiazzato per un istante da quella richiesta ma vedendo che il più grande stava ridendo sotto i baffi decise di giocare a sua volta e con fare malizioso rispose “Se vuoi si… Possiamo fare la doccia assieme… Non ho vergogna…”. Notò subito il cambiamento di colore nel volto di Hiroshi a quella risposta non tanto inaspettata a dire il vero e totalmente imbarazzato biascicò un “emh… ma ecco… Scherzavo…”. Shindou sorrise divertito nel vederlo tutto impacciato e cercando di tranquillizzarlo disse “anche io…non ti scandalizzare!” lo lasciò poi da solo sentendolo tirare un sospiro di sollievo quando se ne fu andato.

Nel mentre che Nakano si faceva la doccia, Shuichi penso a come vestirsi per quell’occasione e quando trovò degli abiti eleganti ma non troppo, li indossò attendendo disteso sul letto che il ragazzo finisse di lavarsi.

Solo dopo una buona mezz’oretta Hiro uscì dal bagno con solo l’accappatoio addosso, per dirigersi in camera da letto dove aveva dimenticato di prendersi il cambio pulito. Da quando era entrato in quella stanza, Shuichi non aveva levato un solo istante gli occhi di dosso al coinquilino che per tutta risposta, sentendosi un po’ troppo osservato ed a disagio, mugolo “emh… che c’è???” sembrava che ci avesse preso gusto nel metterlo in soggezione. Shuichi però ridacchiò lievemente e sussurrando un “niente” incrociò le braccia dietro la testa osservando il soffitto sospirando e chiudendo gli occhi, così da permettere all’amico di vestirsi tranquillamente… o almeno così gli fece credere visto che lo stava sbirciando in continuazione con un occhietto appena socchiuso. Poi però gli venne un’idea sul come passare la serata di quel bellissimo giorno e così, dopo che il ragazzo lo ebbe raggiunto sul letto disse “umh… siccome oggi c’è stata offerta questa grande opportunità, dopo essere tornati dalla NG perchè non ci fermiamo a bere qualcosa? Sai per festeggiare…”

Il castano sembrò pensarci un po’ su ma accettò e premendogli un dito sulla fronte come per indispettirlo rispose “fuori no, conoscendoti saresti capace di ubriacarti e poi dovrei portarti a casa in braccio… si può sempre bere qualcosa qui, ci fermeremo a prendere una bottiglia di saké, ok?”. Shuichi accettò quelle condizioni pensando che fosse molto meglio.

Passarono il tempo a chiacchierare ed a prepararsi per l’evento fino a che non arrivò l’ora prestabilita ed uscirono entrambi di casa, felici ma agitati… Uno per un possibile incontro con Sakuma Ryuichi, l’altro perché era la sua prima volta in una casa discografica ed aveva timore di sbagliare qualcosa.

Dopo una quindicina di minuti a passo sostenuto, giunsero di fronte all’ingresso dello stabile e tirando un lungo sospiro, come a voler scaricare la tensione, entrarono dirigendosi verso la reception per far avvertire Tohma del loro arrivo. Una volta che gli venne dato l’ok, si avviarono verso l’ascensore premendo il piano relativo all’ufficio di Seguchi, restando in silenzio per quasi tutta la salita. Appena arrivarono, Hiroshi bussò alla porta e quando ricevettero il permesso di entrare, aprì l’ingresso e dopo averlo richiuso, si diressero verso la scrivania accomodandosi sulle poltrone in pelle nera presenti lì davanti.

Tohma passò subito loro i fogli da firmare e leggere con i contratti per l’ingaggio lavorativo e, quando glieli riconsegnarono, li depose in delle buste che ripose in uno dei suoi archivi. Si mise poi a spiegare come funzionavano le cose e che aveva già in mente di farli lavorare lì dalla settimana seguente. Dopo una ventina di minuti li congedò e, ringraziandolo per l’ennesima volta, Hiroshi e Shuichi uscirono da quell’ufficio con un peso in meno sullo stomaco causato dall’ansia. Quest’ultimo pensò soprattutto di averla scampata riguardo ad un ‘incontro ravvicinato’ con un vocalist di sua conoscenza, ma felice com’era non si accorse che l’oggetto dei suoi pensieri era a pochi metri di distanza da lui.

Infatti Ryuichi stava andando da Tohma per domandargli un paio di cose, ma quando vide una chioma rossa a lui troppo familiare si era piantato lì, in mezzo al corridoio, senza riuscire più a muovere un solo muscolo. A confronto del ragazzino, Hiroshi si accorse della sua presenza e così, senza pensarci due volte glielo fece notare. Shuichi guardò il compagno un po’ perplesso non capendo a chi si riferisse, ma quando si voltò verso la parte da lui indicata con il dito sussultò emettendo un mugolio strozzato. Rimase però completamente immobile e cercò di assumere uno sguardo più glaciale che poteva senza dire o fare niente.

Sakuma dal canto suo non ce la faceva più a sopportare tutta quella tensione tra loro… Voleva chiarire, rivelargli tutto e scusarsi per come lo aveva trattato qualche giorno prima, anche se non era propriamente certo che lo avesse ascoltato facilmente. Così, più deciso che mai, avanzò velocemente verso il ragazzino che per tutta risposta, da prima indietreggiò lentamente e poi si diede letteralmente alla fuga verso i piani alti, sperando di riuscire a nascondersi nel terrazzo. Lui non aveva affatto voglia di affrontarlo. Il giovane vocalist dei Nittle Grasper si fermò per un attimo di fianco al castano che era rimasto un po’ perplesso dal comportamento di Shuichi, che aveva attribuito alla timidezza e, quando Ryuichi gli disse “scusa te lo riporto subito” sorrise divertito decidendo che lo avrebbe atteso lì seduto su una delle tante poltrone.

Intanto i due ragazzi, dopo una corsa piuttosto veloce per le scale dello stabile, avevano raggiunto il terrazzo e, mentre Shuichi cercava un nascondiglio, senza però riuscire a trovarne uno, Ryuichi lo pregò di fermarsi ansimando con il fiato ormai corto per la fatica.

Sconsolato, Shuichi si fermò a qualche metro di distanza da lui dandogli però le spalle per non doverlo guardare in volto, sussurrando gelidamente “Io e lei, Ryuichi-san… Non abbiamo più niente da dirci…”. Silenzioso come un felino il cantante si avvicinò a lui e per evitare che fuggisse un’altra volta, gli saltò letteralmente addosso abbracciandolo e, con una vocina piuttosto triste, iniziò a dire “io si invece… ne ho molte… perdonami per l’altra volta… non volevo dirti quelle cose… non le pensavo veramente…” strinse poi un po’ la presa su di lui nascondendo il viso contro una sua spalla. Il rosso sussultò a quella piacevole e calda stretta ma rimase immobile e più impassibile che poteva cercando soprattutto di vincere la tentazione di girarsi in quell’abbraccio e piangere. Così con la voce più fredda che riusciva a fare replicò “non so… se posso crederle…”.

Ryuichi strofinò appena su di lui una guancia sospirando ed aumentando leggermente la presa proseguendo “smettila di darmi del lei… E non ne posso più di tenermi tutto dentro… Io sto male ogni volta che non ci sei, che non giochi con me… che non mi parli… puoi anche non credermi ma è così… scusami se ti ho trattato in quel modo… ma ero confuso… mi sono comportato così solo x capire se davvero provavo qualcosa per te oppure no… perdonami…”.

Il ragazzino a quelle parole spalancò totalmente le palpebre incredulo per quel che aveva sentito e, benché fosse ancora arrabbiato con lui, quelle parole dette in un modo così triste lo avevano colpito proprio nel cuore… ne era sicuro, non stava mentendo. Istintivamente si girò e strinse Ryuichi tra le braccia chiudendo gli occhi ormai lucidi per le troppe lacrime represse. Felice per esser stato quantomeno perdonato, Sakuma aumentò ancora di più la stretta, quasi a volerlo stritolare e, preso dalla situazione, lo fece lentamente indietreggiare fino a che non si nascosero sotto ad una piccola scalinata vicino ad un angolo della terrazza, bloccando il rossino tra lui ed il muro. Per un lungo istante restarono a fissarsi senza dire niente, i loro occhi dicevano già tutto. Solo dopo un po’ il ragazzo più grande iniziò a spostare lo sguardo da lui alle sue labbra in una muta richiesta, che venne subito capita ed accolta dal più piccolo. Un istante dopo le loro bocche si unirono in un delicato e dolce bacio che venne subito approfondito dal castano, visto che non era riuscito a trattenersi ed aveva intrufolato prepotentemente la lingua nella bocca dell’amato per cercare la sua gemella. Ovviamente Shuichi non fu da meno e subito iniziò a passare le piccole mani su quel corpo candido e caldo, intrufolandole curioso sotto la sua maglietta per poter toccare quella pelle da lui tanto desiderata. Nessuno dei due sembrò volersi staccare da quell’intenso contatto, se non per respirare. Ma non appena Ryuichi sentì la mano di Shuichi intrufolarsi dentro i suoi pantaloni e carezzargli la virilità con la punta delle dita, fremette e si staccò dal bacio gemendo sommessamente sulle labbra dell’altro, fermandolo però a malincuore “no… non qui.. potrebbe arrivare qualcuno…” tirò un sospiro profondo e lungo non appena il rosso tolse la mano e abbracciandolo nuovamente gli sussurrò all’orecchio “vieni da me questo fine settimana… verso sera…” quando infine gli leccò e morse il lobo, Shuichi si fece scappare un vero e proprio gemito di piacere annuendo in risposta.

Restarono per un tempo indeterminato in quella posizione fino a che il vocalist più grande decise di staccarsi da lui, anche se non ne aveva affatto voglia…ma aveva del lavoro da sbrigare. Così entrambi sistemandosi un po’ i vestiti ed i capelli, tornarono da dov’erano venuti tenendosi però per mano e sorridendo allegri. Soprattutto Shuichi. Quella per lui era una giornata indimenticabile… aveva ottenuto un lavoro bellissimo e fatto pace con il suo idolo! Non poteva chiedere niente di meglio.

Verso sera i Shuichi e Hiroshi tornarono a casa con una scorta di cibo e alcolici da far invidia a chiunque. Decisero di mangiare sul divano per una volta, spaparanzati davanti alla TV, non prima però di essersi cambiati con abiti più comodi per stare in casa. Cenarono con dell’ottimo ramen e della birra, o meglio… Shuichi ci stava dando dentro con la birra! Infatti Hiroshi lo guardava un po’ preoccupato dicendogli di andarci piano visto che perdeva la lucidità molto facilmente quando beveva, ma dal canto suo Shindou gli rivolse un occhiataccia malevola, come a fargli intendere che sapeva cosa stava facendo. Finirono di cenare dopo un bel po’ di tempo guardando qualche film e canali musicali, fino a che al castano non venne un’idea “che ne dici di giocare un po’??” e non appena ebbe la risposta affermativa si fiondò verso il mobiletto dove vi erano tutte le scatole di giochi. Vi frugò per cinque buoni minuti, scartando quelli più noiosi e infine decise “che ne dici del Twister?” Shuichi adorava quel gioco, però come al solito… “ad una condizione! Chi perde l’equilibrio fa la penitenza bevendo un bicchiere di saké.” A quella strana richiesta Hiro fu tentato di tirarsi indietro sapendo che l’amico non andava molto d’accordo con gli alcolici e così cercò di ribattere ma le continue lamentele del compagno lo fecero desistere ed infine accettò anche se non era molto convinto. Iniziò così ad estrarre dalla scatola il telone bianco con i vari cerchi colorati stampati sopra e un cartoncino con vari spicchi di colore ed una freccia nel mezzo. Stese poi a terra il telo e sistemò l’altro oggetto lì a fianco mentre Shuichi preparava alcuni bicchierini strabordanti di saké sul tavolino del salotto.

Una volta che tutto fu pronto Shuichi si offrì per primo di partire. Girò la freccia sul cartoncino ed attese il responso che segnava “Verde Mano-destra” e si mise con la mano prescelta su un cerchio verde “dai tocca a te!” disse tutto contento al ragazzo dai capelli lunghi. Subito quest’ultimo fece girare la freccetta e vi uscì “giallo piede-sinistro”. Il turno era di nuovo di Shuichi che ottenne un “piede rosso” e anche se piuttosto traballante riuscì a posizionarsi e a non cadere. Si passarono il turno l’uno con l’altro fino a che il rossino non scivolò per una posa assurda che gli era capitata e ridacchiò per la figuraccia fatta, avvicinandosi poi al tavolino. Prese uno dei due bicchieri e lo bevve tutto in una volta, sentendo la gola bruciare abbastanza a causa di quel liquido trasparente ma dall’odore intenso. Appena gli fu passato un brivido che gli scorreva per il corpo, tornò dall’amico per proseguire quel gioco, in cui spesso e volentieri eseguivano posizioni equivoche ed imbarazzanti, tanto che quelle volte Hiroshi perdeva sempre la concentrazione e faceva cadere entrambi. Ridendo e scherzando ormai si erano scolati quasi una bottiglia e mezza di alcolici, finché non fu Hiroshi a chiedere di smetterla, visto che si sentiva tutto accaldato ed un po’ alticcio. Si sdraiò poi a terra esausto, ansimando, slacciandosi la camicia visto che aveva piuttosto caldo. Lo stesso fece Shindou con la propria maglia, se la levò e la gettò in una parte indefinita della stanza, ormai totalmente ubriaco. Inginocchiandosi a terra, gattonò silenziosamente verso l’amico fissandolo intensamente e per una qualche ragione, probabilmente dovuta all’alcool, si sentì piuttosto attratto da quel corpo ansimante e mezzo svestito disteso per terra così, come per attirare la sua attenzione, biascicò un “mhhh… ho caldoooooo…”.

Sentendo una presenza di fianco a sé, Hiro aprì gli occhi lievemente lucidi a causa della sbronza, ma non appena si rese conto di ciò che aveva di fronte arrossì di colpo eccitandosi notevolmente, ormai del tutto disinibito a causa del saké. Senza nemmeno accorgersi di quello che diceva sussurrò un “perchè non ti spogli allora?”. Detto fatto… Shuichi iniziò a spogliarsi con movenze sensuali ed impacciate di fronte a lui, restando infine solamente con i boxer addosso. Ghignò in modo poco rassicurante e poco dopo si adagiò letteralmente sopra al compagno che per tutta risposta lo abbracciò godendosi il calore di quel corpo e la sua pelle morbida e vellutata a contatto con la propria. Shuichi parve appisolarsi a quelle dolci coccole, ma non fu proprio così. Infatti dopo un pochino iniziò a giochicchiare con il petto del ragazzo sotto di lui, tracciando piccoli cerchietti immaginari con un dito, fino a scendere sul ventre e poi intrufolarsi con la mano dentro ai suoi pantaloni, fin sotto ai boxer, toccando così il membro e già parecchio eccitato del castano sussurrando un flebile “come sei caldo Hirooo…”

A quel gesto Nakano spalancò gli occhi ed emise un gemito soffocato aumentando la presa sul ragazzo spostando una delle mani sul sedere del rosso per palparlo con decisione. Ormai entrambi non capivano più niente…erano totalmente ubriachi ed eccitati, e si sa che le due cose non vanno mai mischiate o si rischia di commettere atti non propriamente voluti. Shuichi però, ormai totalmente perso, si avventò sulle labbra di Hiro baciandolo con notevole trasporto e passione strofinandosi di tanto in tanto su di lui emettendo gemiti di piacere incontrollati. Per tutta risposta, senza pensarci di certo due volte, il ragazzo più grande abbassò di quel che bastava la biancheria intima al compagno e fatto questo, intrufolò la mano all’interno di essi sfiorandogli appena la virilità ormai eccitata, ma non era quello il suo obiettivo… infatti lo sorpassò e facendo avvicinare di più il ragazzino dato che non ci arrivava a dovere, iniziò a stuzzicargli i testicoli con le dita fino a che non si stancò e salì fino a cercare la sua apertura tra le natiche stimolandola appena con un dito come a voler testare la sua reazione.

Shuichi dal canto suo gradì parecchio quei gesti emettendo gemiti su gemiti soffocati in quel bacio passionale che si stavano scambiando, tentando anche di incitarlo muovendo il bacino contro di lui per chiedere di più. La cosa fu ben accolta dal castano che infatti spinse quel dito in lui, solo che ubriaco com’era non dosò la forza e lo penetrò quasi del tutto facendogli scappare un vero e proprio lamento di dolore e fastidio. Intuendo di avergli fatto male Hiro si fermò tenendo però quella falange dentro di lui per farlo abituare e quando pensò fosse abbastanza pronto iniziò a muoverlo dentro e fuori, staccandosi solo di tanto in tanto da quel bacio così famelico ed intenso per riprendere il fiato che veniva a mancare. Il rossino ormai gemeva ininterrottamente aumentando sempre più la tonalità ogni qualvolta che l’amico inseriva un dito dentro di lui, il piacere cresceva, tanto da farlo già venire appena. Nakano però si era stancato di quella posizione e con tutta la forza che aveva invertì i loro posti facendo stare sotto Shuichi. Subito dopo, senza spostare la mano dal mezzo delle sue gambe, cercò di spogliarlo completamente e vi riuscì con non poca fatica. Ritrovandosi però con il membro eccitato ed eretto di fronte a sé, il castano non riuscì a resistere e si abbassò su di esso leccandone appena la punta già bagnata facendo spalancare gli occhi ed inarcare la schiena a Shuichi, che lanciò un vero e proprio gridolino e gli afferrò d’istinto i capelli tirandoli appena per l’eccitazione ormai al culmine.

Hiroshi ghignò divertito e senza attendere oltre riprese il suo movimento con le dita alternandole con piccole leccate sulla sua eccitazione, fino a che stanco di quel gioco non lo afferrò completamente in bocca e iniziò a succhiare e mordicchiare con la punta dei denti dalla base alla sommità facendo godere pienamente l’altro che non riuscendo a trattenersi oltre riversò tutto il piacere in quel caldo e umido antro, staccandosi successivamente da lui per poter inghiottire il tutto.

Shuichi si sentiva completamente spompato e alcune piccole goccioline di sudore scendevano lente dal suo viso e corpo delineandone ogni singolo contorno, ma non appena socchiuse gli occhi appannati dal piacere, notò come l’amico si stesse ripulendo i lati della bocca dal seme in eccesso con il dorso di una mano. Quella visione lo fece eccitare nuovamente e per provocarlo si mise con le gambe aperte di fronte a lui emettendo piccoli gemiti. Hiroshi rimase a guardarlo come incantato e senza mezzi termini si spogliò completamente a sua volta lanciandosi letteralmente sopra di lui, iniziando a strofinarsi con il bacino contro al suo provocando scariche di piacere ad entrambi e mordere e baciare tutta la sua pelle, fino a che non arrivò al suo orecchio e sussurrò sensualmente “ti voglio… ora!” e, senza lasciargli il tempo di pensare, lo tirò su di peso e lo buttò letteralmente sul divano in posizione prona, stendendosi poi sopra di lui riprendendo a baciargli e mordergli la pelle accaldata.

Shuichi dal canto suo riuscì a sollevarsi e ad aggrapparsi al bracciolo del divanetto respirando affannosamente, mentre tentava di incitare l’altro aprendo le gambe e piegandosi verso il basso con la schiena così da mettere bene in mostra il suo corpo. Hiro non resistette più a tale visione, ed afferrando l’amico per i fianchi combaciò la punta del proprio membro con la stretta apertura del rosso sentendolo irrigidirsi per un istante a quel contatto e tremare lievemente. Cercando di fare più attenzione possibile, per quanto ci riuscisse, si spinse lentamente in lui e per distrarlo da ciò, portò una mano sulla sua virilità iniziando a carezzarne la punta con le dita sentendolo emettere un sospiro ed un mugolio in apprezzamento a quelle attenzioni, fino a che con una secca e decisa spinta penetrò completamente dentro di lui facendolo però, questa volta, urlare di dolore. Decise così di rimanere fermo per farlo abituare a quell’intrusione quasi forzata, tentando di calmarlo con leggeri tocchi delle mani, piccoli baci e leccatine sulla schiena. Un paio di minuti più tardi provò a muoversi in quel corpo così stretto e caldo da prima con estrema lentezza e poi man mano aumentando le spinte fino a farle diventare decise e possenti, ma al tempo stesso delicate. I loro sensi erano ormai acuiti a causa dell’alcool entrato in circolo ed entrambi provavano un piacere immenso ed indescrivibile, riempiendo l’aria della stanza di gemiti e sospiri affannati fino a che entrambi non furono al limite e vennero, Shuichi sulla mano di Hiro, e quest’ultimo dentro al caldo corpo del compagno riempiendolo con il suo seme. Esausto il castano si accasciò sopra al ragazzino tentando di calmarsi dai numerosi fremiti che scuotevano ancora il suo corpo dopo ciò che era appena accaduto tra loro. Ancora un po’ tremante e con la poca forza che gli era rimasta sulle braccia, si sollevò uscendo così dal rosso che emise un gemito contrariato sentendosi come vuoto ma anche infastidito, dato che a causa di quel gesto una parte del liquido seminale di Hiroshi fuoriuscì dal suo corpo scorrendo lungo le sue cosce.

Shuichi appena si sentì libero da quel peso, si voltò mettendosi steso per bene, ignorando quel senso di fastidio tra le gambe e una volta incrociato lo sguardo dell’altro, sorrise abbracciandolo forte a sé, fino a che non caddero entrambi profondamente addormentati….

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