Desideri proibiti

Capitolo 5

Erano trascorsi 4 anni da quel giorno e Sasuke ed i suoi compagni ormai erano diventati Genin.

Il moro durante tutto questo tempo aveva scoperto di provare qualcosa di più che semplice amicizia nei confronti di Naruto, ma non gli aveva mai rivelato niente e aveva tenuto i suoi sentimenti per sé… Forse per paura. Per sua fortuna però era stato messo nel Team 7 assieme a Sakura Haruno e Naruto, per questo lui era felicissimo, così poteva stare con il compagno tutte le volte che voleva. Per la gioia l’aveva detto anche ad Itachi ma il fratello non ne fu molto contento di ciò.

In quel momento tutto il team 7 era impegnato in una missione assai particolare… Erano stati incaricati dall’hokage di recuperare una gatta.

Naruto aveva adocchiato l’animale in mezzo a dei cespugli e lui stesso se ne stava acquattato in lontananza tenendolo d’occhio fino a che vedendo il micio distratto, saltò fuori balzandogli addosso per tentare di afferrarlo, ma non appena gli fu addosso quest’ultimo scappò nuovamente per lo spavento dato il chiasso che il biondino aveva fatto. Sasuke che si trovava a poca distanza da Naruto, aveva seguito tutta la scena ridendosela a crepapelle e disse all’amico “Te lo sei fatto scappare ancora testa quadra? Quel gatto è più scaltro di te!” Agilmente saltò vicino a lui sorridendogli con fare furbetto.

Uzumaki mise il broncio guardandolo ancora steso a terra “Mi sono solo distratto ecco!” Quella era una scusa poco credibile ma non gli era venuto in mente nient’altro. Subito si rialzò, afferrò il ragazzo per un polso e se lo trascinò dietro correndo nella direzione dove il gatto era fuggito. Sasuke però, per vedere meglio e identificare l’animale che si mimetizzava tra la vegetazione, attivò lo sharingan. Per fortuna adesso con la pubertà anche lui era riuscito a padroneggiare l’abilità innata del suo clan anche se era ancora al primo livello. Saltava e si spostava agilmente con Naruto in cerca del felino, si guardò attorno per un paio di volte fino a che non riuscì ad identificare l’animale nascosto tra le felci. Lo sharingan era parecchio utile in quei casi e così disse “Quella gatta si trova a 200 metri a nord-ovest… Sta cercando di nascondersi… Dobbiamo elaborare una strategia o non riusciremo mai ad acchiapparla… Bisogna coglierla di sorpresa….” Lì attorno di Sakura e Kakashi, che era diventato il loro maestro, non c’era neppure l’ombra. I due stavano sicuramente cercando la gatta altrove per coprire più territorio possibile e per quel motivo si erano divisi in due coppie per lavorare meglio ed essere più agili, in fondo non era facile coordinare i movimenti di 4 persone.

Naruto annuì al compagno e così ben presto raggiunsero il felino. Rimasero per uno po’ sopra ad un albero vedendo l’animale sotto di loro impegnato a lavarsi e lisciarsi il pelo. Si scambiarono qualche piccolo consiglio sul come prenderla per poi dividersi ed andare ognuno dalla parte opposta dell’altro così da accerchiarla. Il biondo rimase fermo per qualche istante aspettando il momento giusto per poi saltare fuori dal suo nascondiglio ed avventarsi contro di lei ma fece un altro buco nell’acqua, infatti la gatta scappò ancora. Ma questa volta però non fuggì via completamente, anzi, appena Sasuke saltò fuori dal suo nascondiglio si ritrovò a diversi metri dall’animale, subito pensò che sarebbe scappata anche da lui, invece la gatta si comportò stranamente. Restò fermo senza muovere un passo notando che lo stava fissando per alcuni lunghi istanti e poi la vide correre nella sua direzione e spontaneamente saltargli di colpo in braccio. L’Uchiha si ritrovò così con il felino in mano senza aver fatto la minima fatica e di questo ne restò alquanto stupito.

Naruto che aveva visto tutta la scena rimase di stucco e con la bocca completamente aperta… Non sapeva che dire e quindi rimase in silenzio per alcuni lunghissimi secondi fino a che uscì da quella specie di trance in cui era caduto alzandosi da terra tutto infuriato avvicinandosi a passo deciso verso di loro facendo poi il gesto di prendere l’animale per la collottola e dirgliene quattro ma in quel preciso momento, la gatta, soffiò arrabbiata e graffiò rapidamente Naruto sulla faccia lasciandogli ben tre graffi.

Sasuke aveva notato subito che Naruto aveva perso le staffe e da un lato poteva anche capirlo benissimo con la fatica che aveva fatto, inutilmente, senza riuscire neppure a sfiorarla. Osservò tutta la scena attonito tanto che gli venne da ridere. Quella gatta sembrava voler stare unicamente con lui dato che si era aggrappata con le unghie alla sua maglietta e poi per sdrammatizzare disse “Non te la prendere Naruto… E’ solo una gatta! Si vede che non gli stai simpatico al contrario mio…” Lo guardò poi, ma vide che il biondino non si diede per vinto, infatti tentò nuovamente di acchiapparla e per tutta risposta l’animale gli saltò addosso miagolando infuriata, graffiandolo ancora sulle mani ed in pieno viso per poi tornare tutta tranquilla da Sasuke e fargli le fusa, accoccolandosi tra le sue braccia… Naruto sentì tutta la faccia bruciargli ma tentò di non farci caso mettendo il broncio ed incrociando le braccia al petto dando la schiena ai due. Il moretto continuava a ridacchiare e poco dopo vennero raggiunti da Kakashi e Sakura per vedere se loro avevano combinato qualcosa e con piacere videro che la missione era stata portata a termine. Provarono anche loro a prendere l’animale ma reagì male nuovamente, a quando sembrava voleva stare unicamente con Sasuke. Così dopo che il maestro Kakashi aveva disinfettato e medicato i graffi che la gatta aveva fatto a Naruto perchè non facessero infezione, si diressero tutti e quattro tranquillamente verso Konoha dato che si trovavano nella foresta circostante. Si erano allontanati un po’ per seguire quell’animale.

Naruto era ancora tutto imbronciato e non aveva aperto bocca per tutta la strada fino all’ufficio dell’hokage. Lui ed il gatto si lanciavano solamente occhiatacce malevole come a volersi sfidare in quel modo. Si sentiva profondamente offeso da tutto ciò. Arrivarono così a destinazione e si presentarono con piacere di fronte all’uomo con l’oggetto della missione.

Sasuke una volta arrivati lì, tentò di staccarsi la gatta di dosso ma questa non ne voleva sapere, così l’hokage fece chiamare la padrona di quell’animale e subito la donna, tutta contenta si fiondò da loro, tentando di prendere la micia staccandola lentamente dalla maglietta del ragazzo. La donna ignorò tutti gli altri e rendendosi sicuramente contro di chi fosse, gli fece i complimenti per la buona riuscita della missione, dicendo che la sua gatta Fify aveva proprio un bel gusto in fatto di uomini. Sasuke mugolò contrariato a quell’affermazione e sentendosi gli occhi minacciosi di Sakura e Naruto addosso tentò di sdrammatizzare con un sorriso anche se le occhiatacce di quest’ultimo non accennavano a smettere, dato che la donna continuava ad adularlo.

Uzumaki picchiettò nervosamente le dita contro un braccio continuando a guardarlo male. Vide poi la signora dare un grosso compenso a tutti e quattro per il lavoro svolto anche se a Sasuke diede qualcosa in più. Si vedeva lontano un miglio che era ricchissima, specie per i gioielli che portava addosso. Dopo esser stati ringraziati, si congedarono tutti e quattro per poi dividersi ognuno per la propria strada a parte Sasuke e Naruto che rimasero insieme. Era già arrivata la sera, avevano usato tutta la giornata per portare a termine il loro incarico.

Il biondino continuava a guardarlo male… Non gli aveva ancora perdonato il fatto della missione e in un secondo momento sussurrò pensando che non lo sentisse “…Pallone gonfiato…”.

Sasuke però l’aveva sentito benissimo. Ridacchiò e disse “Pallone gonfiato a chi è?” Restò di fronte a lui a guardarlo, ormai c’era abituato, spesso l’amico lo chiamava così come lui lo chiamava testa quadra e conscio del fatto che a lui quella signora aveva dato qualcosa in più per farsi perdonare propose “Vieni da Ramen Ichiraku a mangiare un boccone con me? Pago io ovviamente… Puoi fare anche il bis…” Sapeva che l’amico vivendo da solo stentava a tirare avanti ogni mese e quindi quando poteva gli offriva qualche pranzo o la cena, oppure gli portava in regalo dei dolci che gli piacevano e che lui odiava. Adorava aiutarlo sapendo che era più sfortunato di lui e la sua vita non era certamente facile.

Naruto a quelle parole sentì gli occhi inumidirsi di lacrime per la gioia… L’amico sapeva proprio come prenderlo, però decide di mantenersi serio e superandolo sbottò “Tzè! Guarda che mi pare il minimo dopo ciò che è successo sai??” E senza nemmeno aspettarlo si diresse verso il localino.

L’Uchiha lo seguì a ruota divertito senza commentare ne dire nulla. Raggiunsero così in fretta la loro meta e si sedettero al bancone aspettando di essere serviti. Era sempre così contento quando si trovava con Naruto anche se sapeva che sarebbe finita male se suo fratello Itachi l’avesse pescato lì in sua compagnia. Ne era alquanto geloso, ormai l’aveva capito da solo e quindi doveva stare attento a come si comportava, talvolta Itachi gli faceva un po’ di paura.

A loro si avvicinò il ragazzo proprietario del locale e appena chiese cosa volessero quel giorno, Naruto prese subito parola dato che aveva parecchia fame e ordinò due piatti di ramen belli abbondanti. Non appena arrivarono si avventò subito su di essi iniziando a mangiare di gusto continuano però a parlare all’amico di quanto era stato ingiusta quella missione e della gatta così insopportabile, non smetteva un secondo di tormentarlo con le sue lagne. Sasuke fece finta di ascoltarlo per un po’ fino a che stufo sbuffò e gli sbottò un “Zitto e mangia” Proseguì poi nel finire la sua ciotola di ramen senza più dire una sola parola, detestava quando Naruto si impuntava sulle cose e se ne lamentava fino all’inverosimile.

Il biondino emise un mugolio contrariato nel sentire quelle tre semplici parole ed offeso si ammutolì tornando a mangiare mettendo il broncio e dopo un bel po’ finì entrambe le sue porzioni. Attese che Sasuke finisse a sua volta, dato che era lui che doveva pagare e poi si avviarono per le stradine passeggiando l’uno accanto all’altro. Lui però gli teneva ancora il muso. Il moro se ne accorse molto bene di quello e così chiese “Perchè sei imbronciato? Ti ho anche offerto la cena per farmi perdonare…” Si fermò di fronte a lui bloccandolo e fissandolo negli occhi. Sotto la luce lunare della sera Sasuke sembrava ancora più affascinante del solito e i suoi capelli corvini assumevano i toni del blu. Non si sentiva sicuro a passeggiare per strada da solo con Naruto, aveva sempre paura che Itachi lo beccasse e dopo per lui sarebbero stati guai. Il ragazzino a quella domanda però non rispose e restò in silenzio per lungo tempo fino a che si decise e disse solo un “Lo sai! E sei cattivo! Mi hai detto di stare zitto!” Si voltò poi di scatto dandogli le spalle rimanendo piantato in mezzo alla strada. Sasuke ridacchiò e gli si avvicinò abbracciandolo da dietro, posando la testa sulle sue spalle “Dai scherzavo, non fare l’offeso…” Gli piaceva immensamente Naruto e quando poteva faceva di tutto per avvicinarsi a lui, anche se non sapeva neppure se lo ricambiava dato che sembrava più che altro innamorato di Sakura.

Uzumaki sussultò appena nel sentire quell’abbraccio e arrossì anche un po’, ma per fortuna a causa del buio l’altro non poté vedere nulla. Tirò un lungo sospiro e poi biascicò “Sei cattivo e basta… E adesso io dovrei tornare a casa… E’ tardi e sono un po’ stanco” Avrebbe voluto rigirarsi in quel caldo abbraccio così piacevole ma evitò non sapendo come l’altro avesse reagito. Si amavano entrambi… Ma nessuno ancora aveva osato fare il primo passo per paura. Così Naruto lo salutò e fece per avviarsi verso casa, però Sasuke, che non aveva intenzione di lasciarlo, lo seguì e gli disse timidamente “Posso accompagnarti a casa Naruto?” Abbassò poi il viso arrossendo, riducendo la sua voce ad un sussurro e sperando che non lo sentisse proseguì dicendo “Vorrei restare un po’ con te…” Sperava che riuscissero a stare un po’ soli per parlare, si era trattenuto per troppi anni reprimendo i suoi sentimenti che dapprima non capiva, ma ora era deciso a dirgli tutto e quella era un occasione troppo ghiotta, specie perchè non c’era la compagna che stava sempre tra i piedi.

Naruto però lo sentì chiaramente a causa del silenzio che regnava per le stradine deserte quella sera. Sorrise ed acconsentì, pensando solamente che non volesse tornare a casa sua tanto presto. Lo afferrò quindi per un polso e lo trascinò verso la sua abitazione. Ne avrebbe approfittato per farlo salire un po’ per chiacchierare, anche se da una parte si vergognava a mostrargli la casa, quella era la prima volta che l’avrebbe vista. Così il moro si lasciò portare da lui, contento che Naruto avesse accettato. Sapeva che il ragazzo non viveva in una casa grande e lussuosa come la sua ma poco gli importava e poi meno stava per strada meglio era, aveva troppa paura che suo fratello Itachi lo scoprisse… Alla fine giunsero vicino ad una palazzina e lì si fermarono. Sasuke intuì quindi che l’amico abitasse in uno degli appartamenti di quello stabile. Il biondino aprì il portone d’ingresso con le chiavi e appena vi mise piede dentro si voltò a fissarlo chiedendo “Ecco… Ti va di salire? Ti offro qualcosa… Per quello che c’è” Si portò una mano dietro la testa imbarazzato e gli sorrise attendendo una risposta che per sua fortuna fu positiva. Sasuke però per un istante rimase perplesso da quella richiesta, ma in fondo era ciò che voleva… Stare completamente da solo con lui. Lo seguì poi fino al piano del suo appartamento, tutto sommato si sentiva emozionato ed il suo cuore batteva forte nel petto.

Naruto una volta giunto di fronte la porta d’ingresso la aprì facendolo accomodare. Notò subito che c’erano alcuni suoi vestiti in giro per le stanze, si scusò per un attimo tutto imbarazzato e andò a raccattarli per buttarli poi letteralmente dentro all’armadio della camera da letto tornando da lui “Allora… Vuoi da bere? Credo di avere ancora un po’ di the fresco…” Sasuke intanto era rimasto fermo sulla soglia dell’ingresso osservandosi attorno. Non era neppure da paragonare la sua casa con quell’appartamentino modesto, adatto ad una o al massimo due persone in cui viveva Naruto. Si tolse poi ordinatamente le scarpe e le ripose nell’ingresso per poi scivolare lentamente in cucina e raggiungere il compagno rispondendo “Si, va benissimo grazie…” A dire il vero non aveva per niente sete, ma quella era una scusa per stare lì e quindi avrebbe bevuto ugualmente.

Il biondo allora afferrò un paio di bicchieri e li posò sul tavolo riempiendoli poi con del the verde fresco. Quella notte faceva piuttosto caldo, così senza immaginare che il compagno si potesse imbarazzare, abbassò del tutto la zip della tuta lasciando intravedere il corpo sottostante, senza però levarla. Un istante dopo afferrò il proprio bicchiere ed iniziò a sorseggiare lentamente la sua bibita… Sasuke però strabuzzò gli occhi nel vedere il petto di Naruto. In fondo il ragazzo gli piaceva e faticava a stare calmo in quella circostanza, così per sdrammatizzare il tutto disse con sarcasmo “Per carità tirati su la cerniera di quella maglietta… Mi stai spaventando in questo modo… Non sai proprio come ci si comporta con gli ospiti tu è?” E poi a sua volta, senza aggiungere altro, bevve un piccolo sorso di the dal bicchiere.

Naruto però a quella frase, finì velocemente il suo bicchiere e lo guardò male per alcuni lunghi istanti lasciandolo finire di bere fino a che disse “Ma ti diverti a prendermi in giro oggi eh?? Ora me la paghi però!!” Saltò direttamente sul tavolo facendo per avventarsi contro di lui ma il moretto appena vide quel suo gesto fece appena in tempo a posare il bicchiere che saltò giù dalla sedia ed iniziò a scappare anche se non c’era molto spazio per correre, quel luogo non era molto grande dopotutto.

Naruto lo rincorse per ogni stanza fino a che riuscì dopo un bel po’ a bloccarlo in un angolo ghignando “Ora non mi scappi più…” Appena disse quelle parole, il moro tentò la fuga ma subito Naruto gli fu addosso avvinghiandosi al suo corpo con gambe e braccia mordendolo parecchio forte sul collo senza accennare di volersi staccare, iniziando poi a fargli il solletico per vendetta. Sasuke che lo soffriva parecchio continuava a ridere a crepapelle ma alla fine a suon di indietreggiare con l’amico in braccio, dato che faticava a reggerlo, inciampò in qualcosa sul pavimento e cadde rovinosamente anche se per sua fortuna era atterrato su qualcosa di morbido. Si accorse di esser finito sul letto con Naruto sotto di lui, mugolò contrariato per quello che era successo.

Il biondino emise un flebile mugolio sentendosi atterrato a quel modo. Poco dopo si sollevò, ma nel farlo si ritrovò sopra di lui, imprigionando l’amico tra le braccia. Ansimava un po’ per la fatica che aveva fatto nel rimanere attaccato al ragazzo e soprattutto per i bruschi movimenti si ritrovava mezzo spogliato della maglietta che aveva lasciato il suo ventre ed una spalla completamente scoperti… Si sentiva parecchio strano in quel momento e quella posa era alquanto imbarazzante… Senza accorgersene arrossì notevolmente. Anche Sasuke diventò rosso a sua volta emettendo poi un flebile mugolio… Pensò che fosse una splendida occasione per dirgli ciò che provava ma si trattenne non sapendo come cominciare il discorso, così si limitò a stringersi a lui e sussurrare “Naruto… Tu mi…” Ma non riuscì a dire nient’altro, gli stava esplodendo il cuore nel petto per l’emozione e le parole gli morivano in gola.

Naruto non sapeva che dire in quel momento e quindi rimase a fissarlo per diversi lunghi istanti fino a che fece un lieve sorrisino e disse con dolcezza, carezzandogli una guancia “Io cosa… Continua…” .

L’Uchiha restò a guardarlo negli occhi fino a che incitato da quella lieve carezza disse appellandosi a tutto il suo coraggio “Tu mi… Piaci… Mi sei sempre piaciuto! Fin da quando eravamo bambini, ma non ho mai voluto dirtelo…” Si fermò distogliendo lo sguardo da lui perchè era veramente troppo imbarazzato per reggerlo. Il biondino rimase un po’ spiazzato da quella rivelazione così improvvisa, ma non ne era più di tanto sconvolto dato che anche lui provava le stesse cose… Sorrise di nuovo facendogli voltare il viso verso di sé per poi avvicinarsi lentamente con il suo sussurrando “Scemo…” e un secondo dopo unì le labbra alle sue, restando per un po’ in un semplice contatto, per poi tentare di andare oltre anche se ancora non sapeva bene come muoversi ancora in quel campo.

Il moro appena notò che Naruto lo stava baciando, lo interpretò come una conferma. Ne fu felice… Si pentì solo di non averglielo detto prima. Così si strinse fortissimo a lui e chiuse gli occhi lasciandosi andare a quel bacio che stava diventando profondo. Aprì le labbra e incontrò la lingua di lui toccandola lievemente. Finalmente ora capiva che significava quel gesto e pensò che quando erano piccoli e si erano si baciati, ma credendo che fosse solamente un gesto di amicizia. Da allora era passato così tanto tempo e Sasuke non avrebbe mai detto che quello che provava per il compagno fosse vero amore.

Così Naruto continuò a baciarlo intensamente mettendoci sempre più passione, anche se a volte si scontravano con i denti emettendo poi mugolii di fastidio. Il biondo però iniziò a sentire molto più caldo del solito e quindi sistemandosi prima bene sopra di lui, si levò la maglietta gettandola a terra per poi tornare a concentrarsi sul ragazzino posandogli le mani sul petto per stare più comodo.

Sasuke ansimava a sua volta e sentiva un calore non indifferente come se aveva la febbre… Non aveva mai provato niente di simile prima d’ora. I baci passionali dell’amico e tutta quella situazione lo stavano anche eccitando notevolmente. Adesso non era più piccolo e il suo corpo reagiva ai gesti più semplici. Un secondo dopo pensò che quegli stessi baci glieli aveva dati anche suo fratello Itachi quando era più piccolo… Spalancò gli occhi e cominciò a sospettare che il fratello provasse qualcosa di più per lui. Pensieroso si staccò dalle labbra di Naruto approfittandone per riprendere fiato e disse “Questi baci… Mi ricordano quelli che mi dava mio fratello fino a poco tempo fa…” Voleva vedere che ne pensava l’amico, ma con sua sorpresa non ne fu molto contento, anzi, dall’espressione ne sembrava geloso anche se subito dopo si fece tutto triste. Infatti Naruto cominciò a capire il perché non volesse che lui stesse vicino al fratellino… Lo mise ben steso sul letto ancora disfatto dalla mattina, accoccolandosi poi accanto a lui stringendolo forte a sé giochicchiando con un lembo della sua maglietta tra le dita “Capisco… Forse è per quello che si comporta così con me… Mi odia… E adesso mi odierà ancora di più ci scommetto! Mi fa paura quello lì…” E un secondo dopo si raggomitolò tutto contro di lui.

Sasuke sospirò intensamente, se veramente Itachi era innamorato di lui, le cose adesso si sarebbero complicate di molto perchè stava con Naruto. Al momento preferì non pensarci e disse “Non ti preoccupare… Non succederà nulla… Non devi avere paura… Ricordi… Quel giorno che nevicava? Quel giorno ti promisi che ti avrei protetto da mio fratello se fosse servito… Non ho scordato quella promessa…” Sorrise al compagno con dolcezza baciandolo sulle labbra. Istintivamente, siccome voleva fare da anni ma si era sempre trattenuto dal farlo gli accarezzò il petto nudo fino a scendere timidamente verso il basso, dove insinuò la sua mano sotto ai pantaloni e ai boxer di Naruto per toccarlo in quel punto.

Quest’ultimo sussultò a quel tocco improvviso e per un istante chiuse le gambe diventando viola in volto. Il contatto della sua mano lo faceva sentire piuttosto strano ed iniziò ad avere qualche fremito sporadico lungo l’esile corpo accaldato… Tentò di rilassarsi poi aggrappandosi alla sua maglietta, nascondendo il viso contro il suo petto e con gli occhi chiusi mugolò “Tu sei solo mio… Tu ami solo me vero??? Non Itachi…” Aveva come paura che non fosse così ma per eliminare quei forti dubbi subito Sasuke intervenne e disse “Certo… Io amo solo te, Naruto…” E lo strinse ancora di più a sé come a rassicurarlo. Era rimasto un po’ sorpreso da quella domanda fatta a bruciapelo dal compagno. Si era pure soffermato a pensare per un po’ sulla faccenda. Non si era mai chiesto cosa provasse in realtà per suo fratello… Non lo sapeva neppure lui… Scosse però la testa per evitare di confondersi le idee e tornò a fissare il compagno.

Così Naruto si calmò sentendo quelle parole, rimase in quella posizione per un po’ fino a che per mettersi più comodo strofinò senza volerlo il membro caldo contro la mano del compagno emettendo poi un flebile lamento… Gli piaceva quel semplice contatto e come a chiedere qualcosa di più mosse il bacino verso di essa abbracciandolo forte a sé, scoprendosi a gemere veramente per la prima volta.

Sasuke capì quella muta richiesta ed afferrò per bene il membro caldo di Naruto nella sua mano accarezzandolo con le dita… Gli faceva un po’ di impressione a dire il vero, ma nel sentirlo indurirsi gli tornò in mente un altro ricordo… Così l’aveva sentito anche ad Itachi quel giorno di anni fa nel laghetto… Mugolò. Adesso sapeva perchè diveniva duro, per eccitazione… Quindi quella volta suo fratello era eccitato. Sospirò. Tutto si stava complicando sempre di più. Adesso però voleva dimenticarsi delle altre cose e concentrarsi solo sul compagno. Così gli tirò giù i vestiti per spogliarlo del tutto, si tirò indietro le ciocche di capelli corvini dal viso e del tutto istintivamente scese verso il basso, chiuse gli occhi e poco dopo prese in bocca il membro di Naruto che a quel suo gesto così inaspettato spalancò le sue iridi azzurre lanciando un gemito piuttosto forte e lungo nel sentire la calda bocca del compagno avvolgerlo… Si sentiva stranissimo. Tutto il suo corpo sembrava non voler più rispondere delle sue azioni ed infatti involontariamente, spinse il bacino contro di lui continuando a gemere con sempre maggior intensità.

Sasuke però non sapeva come fare certe cose, in fondo era la prima volta che succedeva. Aveva agito solo d’istinto, voleva provare a farlo. Adesso che erano assieme poteva sfogare le sue voglie represse per anni. Continuò a leccarlo per tutta la sua lunghezza sentendo il compagno eccitarsi sempre di più, fino a che si soffermò sulla punta ma involontariamente mosse male la bocca e lo morsicò proprio lì. In quel momento Naruto si sentì mozzare il fiato per il dolore, lanciando poi un urlo tremendo tentando di allontanarlo con le mani. Aveva serrato completamente gli occhi e per tutto il dolore provato due piccole lacrime solitarie scivolarono ai lati di essi. Sasuke subito si staccò da lui guardandolo. Capì di avergli fatto male e così dispiaciuto ed imbarazzato disse “Scu… Scusami ma non sono esperto… Non volevo…” Gli asciugò con le mani gli occhietti dalle lacrimucce per poi spostare lo sguardo verso il basso osservandone la punta visibilmente arrossata. Per fortuna non aveva perso sangue e tirò un sospirone di sollievo… Lentamente tornò giù sistemandosi nella stessa posizione di prima e come a volergli far passare il dolore lo leccò sulla sommità, ma questa volta con delicatezza.

Il biondino tentò di calmarsi anche se provava ancora dolore, però le sue leccate sembravano come curative, infatti poco dopo non sentì più nulla, solo piacere. Aveva il cuore che batteva all’impazzata ed il suo corpo era pervaso da lunghi fremiti… Tentò di parlare anche se la voce era strozzata dall’eccitazione e mentre portava una mano tra i suoi morbidi capelli neri disse “Fa… Pia…No… Scem…o!!” Ma non fece in tempo a dire altro che con un gemito più forte dei precedenti venne di già, solo che non riuscì ad avvisarlo e si liberò di tutto il suo piacere in faccia al compagno tirandogli anche i capelli per la troppa estasi che aveva provato… Anche se ora il pasticcio l’aveva fatto lui. Sasuke improvvisamente si ritrovò con tutta la faccia imbrattata dal seme caldo di Naruto e fu costretto anche a deglutire un po’ di quel liquido dato che una piccola parte gli era finita in bocca… Però gli piaceva. Subito dopo guardò male Naruto e gli disse con fare imbronciato e con tutta la faccia sporca “Guarda cosa diamine hai combinato testa quadra! Non sei nemmeno capace di controllarti!” Si sentiva tutta la faccia appiccicosa e voleva lavarsi. Si leccò poi un altro po’ di quel liquido via dal viso e proseguì “Però sei buono… Dammene ancora…” Aveva parecchia “Sete”.

Il ragazzino dai capelli biondi lo guardò contrariato per tutto ciò che aveva detto e tirandosi su un po’ lo allontanò da sé. Anche se aveva il fiatone cercò di parlare ugualmente “Sono alle prime esperienze… Anche io sai??? E poi senti… Chi parla!! Tu mi hai fatto male! E guarda che non sono un rubinetto che ne vuoi ancora eh!!” Si raggomitolò poi tutto sul letto, ancora scosso da lievi tremiti.

Sasuke ridacchiò divertito e senza dire niente, avendo visto il bagno prima, ci si fiondò e velocemente si lavò la faccia per poi tornare da Naruto. Si strinse forte a lui e subito dopo riprese a baciarlo con passione sentendo l’altro seguirlo. Siccome era in vena di provare nuove esperienze, senza staccarsi da quell’umido contatto, si abbassò i pantaloni e la biancheria intima e sfruttando il fatto che Naruto fosse ancora senza nulla addosso strofinò il suo sesso contro quello del compagno provando una bellissima sensazione che lo fece gemere di piacere. Il biondo però, per quegli strofinamenti intensi, si stava eccitando ancora. Lo lasciò comunque fare dato che quel contatto era veramente piacevole e per agevolarlo un po’ nei movimenti aprì di più le gambe mugolando e respirando affannosamente. Si staccò poi dalle sue labbra con il fiatone e si avvicinò sorridendo al suo orecchio dove gli morse il lobo e sussurrò “Stai qui stanotte… Ti prego… Non voglio restare solo…” Poi come per paura che scappasse via gli si avvinghiò addosso nascondendo il viso contro l’incavo tra la spalla ed il collo respirando tutto il buon profumo della sua pelle calda.

A quella richiesta Sasuke annuì senza nemmeno pensare alle conseguenze che ne avrebbe riportato e mugolando disse “Va bene… Resterò con te tutta la notte…” Restò lì così, abbracciato a lui e proseguì sussurrando un timido “Naruto… Ti amo…”.

Il ragazzo in questione sussultò a quelle semplici parole dette dal compagno stringendo ancor più saldamente la presa su di lui riempiendolo di bacini sul collo, ma non prima di aver detto a sua volta un flebile “Ti amo… Anche io…” Arrossendo notevolmente. Di sicuro quella notte non avrebbero dormito tanto facilmente… Si sarebbero coccolati senza sosta fino al mattino e poi troppo esausti si sarebbero addormentati l’uno tra le braccia dell’altro.

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