Capitolo 16
Da quello spiacevole fatto erano ormai passati ben cinque giorni. Itachi era scappato di casa poco dopo esser stato separato dall’amato fratello e in tutto quel tempo aveva cercato in ogni modo di salvare Sasuke da quella buia prigionia. Stava letteralmente impazzendo nel saperlo lì tutto da solo, maltrattato continuamente dal padre senza mangiare nulla e soprattutto con pochissima acqua a disposizione. Restando nella foresta per nascondersi aveva soprattutto fatto conoscenza con un’organizzazione segreta chiamata Akatsuki e scoprendone tutte le sue potenzialità decise di prenderne parte come membro, ovviamente non prima di aver avuto consenso anche da parte del loro capo. Itachi disse a quest’ultimo che gli avrebbe portato anche un’altra persona e si trattava di suo fratello stesso dato che era deciso più che mai a portarlo via da lì e non avrebbe permesso a nessuno di ostacolarlo.
Era sera inoltrata e come di norma tutti al quartiere Uchiha, stavano cenando assieme alle loro famiglie nelle rispettive case ignari del fatto che di lì a poco non avrebbero passato una bella esperienza. Infatti Itachi era tornato e si stava dirigendo precisamente in una direzione aggirandosi nell’ombra della notte, nascosto soprattutto dal suo scuro mantello nero con le nuvole rosse. Saltò con movenze feline di tetto in tetto finché raggiunse casa propria e senza preoccuparsi di nulla aprì di scatto la porta d’ingresso dirigendosi a passo deciso verso quella stanza sotterranea dove sapeva che il fratello era rinchiuso, ma nello stesso istante che mise piede in salotto, il padre gli si avventò contro per allontanarlo. Itachi però non si fece tanti scrupoli e lo attaccò uccidendolo sotto lo sguardo attonito della madre che ovviamente scappò fuori casa chiedendo aiuto agli altri abitanti, ma il ragazzo subito la rincorse parandosi di fronte a lei impedendole ogni via di fuga sussurrando poi gelido “Non dovevate trattarlo così… Ora me la pagherete tutti quanti”. Un attimo dopo si ritrovò circondato dagli abitanti, ovviamente attirati dalle grida della donna, che tentarono di fermarlo ma inutilmente… Lui era troppo forte per loro e ben presto compì una vera e propria strage sterminando tutti quanti senza risparmiare nessuno. Se all’inizio aveva risparmiato loro la vita, e quindi rinunciato all’obiettivo cui si era prefissato per amore del fratello, adesso li aveva uccisi tutti senza pietà perché avevano osato dividerlo da lui. Così ora aveva ottenuto anche l’ultima forma dello sharingan, dato che aveva ucciso anche il suo migliore amico, Shisui Uchiha.
Ancora ansimante per la lotta e sporco di sangue un po’ ovunque, Itachi corse nuovamente verso casa dove si precipitò nella stanza segreta, aprì la porta in tutta fretta e la spalancò, ma ciò che vide davanti a sé non era molto piacevole. Sasuke stava sdraiato in mezzo alla sala privo di sensi e seminudo, infatti indossava solo un leggero yukata nero. Era notevolmente dimagrito in quanto il padre l’aveva tenuto a digiuno per cinque lunghi giorni ed era anche disidratato. In più i graffi e le ferite della frusta avevano fatto un po’ d’infezione perchè mai disinfettati e per le troppe botte aveva probabilmente anche qualche costola incrinata. Era veramente ridotto malissimo tanto che non si era neppure reso conto delle urla provenienti dagli altri Uchiha, era ignaro di tutto.
Ad Itachi si strinse letteralmente il cuore in una forte morsa nel vederlo ridotto in quello stato e da una parte si sentiva in colpa per tutto quello che era successo. Se non lo avesse baciato in quel momento sarebbe rimasto tutto come prima… Ma a volte anche un semplice gesto può diventare pericoloso e cambiare radicalmente ogni cosa. Subito gli corse incontro e lentamente lo sollevò da terra facendogli appoggiare la testa sulle sue gambe tentando di svegliarlo… Lo vedeva ridotto proprio male e di sicuro se fosse rimasto lì anche solo un giorno di più sarebbe morto ed a quel pensiero non fu tanto dispiaciuto di aver fatto fuori tutti quanti. Sasuke sentendosi poggiato su qualcosa di morbido aprì lentamente gli occhi, ma siccome era praticamente sotto shock a causa dei maltrattamenti ricevuti, non riconobbe Itachi e si staccò da lui gridando, mettendosi a piangere nuovamente mentre cercava di strisciare via sul pavimento anche se non ce la fece. Gli ci sarebbe voluto un po’ per superare il trauma di tutte le percosse subite costantemente dal padre.
L’Uchiha maggiore rimase fermo a fissarlo per un attimo non capendo quella sua strana reazione e così disse con voce tremante come mai gli era successo prima d’ora “Sasuke… Sono io… Sono venuto per portarti via da qui!” E lentamente allungò una mano verso il suo viso per tentare di carezzarlo, ma il ragazzino tremò nel sentire qualcuno che lo toccava però non si sa come, forse perchè conosceva i dolci tocchi del fratello, si calmò guardandolo in volto anche se aveva ancora gli occhi pieni di lacrime senza riuscire a dire nulla, era ancora parecchio turbato. Tentò di avvicinarsi a lui anche se invano, era troppo debole. Non aveva neppure capito le parole che gli aveva detto.
Itachi si avvinghiò letteralmente al ragazzino vedendo che aveva cercato di andargli incontro. Subito però pensò di portarlo via di lì e quindi delicatamente lo prese in braccio per poi risalire su fino in casa dove lo adagiò sul divano. Sentendolo anche piuttosto freddo, si levò il mantello di dosso e lo posò sopra di lui andando infine di corsa in cucina a prendere qualcosa da mangiare. Trovò solo qualche nikuman probabilmente avanzato dalla giornata, ma al momento gli bastava. Afferrò anche del the verde e tornò in salotto da Sasuke, gli si sedette accanto e ruppe in piccoli pezzi quel panino avvicinandoli poi alla sua bocca per cercare di fargli mangiare qualcosa. Il ragazzino iniziò a masticarlo, anche se faticava ed aveva difficoltà ad inghiottirli, probabilmente a causa del lungo digiuno persino lo stomaco gli si era chiuso. Lentamente e imboccato dal fratello, riuscì a mangiare gran parte di quel panino e con un filo di voce disse “I…Itachi sono contento che tu… Stia bene…” Per tutti quei giorni di prigionia non aveva mai smesso di pensare a lui… Solo il suo pensiero gli dava la forza per continuare nonostante tutto.
Il moro gli mise un dito sulle labbra per farlo zittire così che non si sforzasse inutilmente “Non parlare… Mi spiace solo di non esser riuscito a venire prima” Gli posò un piccolo bacino sulla fronte per poi fargli bere anche ciò che gli aveva portato e subito dopo si alzò dal divano andando a prendere delle bende e medicinali per curarlo un po’. Una volta preso tutto l’occorrente tornò di corsa in salotto privando il fratellino del vestito emettendo un flebile mugolio vedendo tutte quelle brutte ferite ed ematomi sul suo corpo. Sapeva di essere il responsabile di metà di quei graffi e segni, ma erano i meno peggio come gravità. Afferrò così un pezzo di cotone con del disinfettante ed iniziò a passarlo sul suo corpo lentamente tamponando per evitare di fargli troppo male, ma Sasuke cercava di trattenere a stento dei piccoli urletti dato che le ferite erano un po’ infettate e bruciava non poco. Strinse appena le mani a pugno gemendo mentre alcune lacrimucce gli caddero dagli occhi “Fa male! Non resisto!” Sperava che finisse al più presto. Itachi se ne accorse e si sporse verso di lui baciandogli i lati degli occhi per levare via quelle piccole gocce salate che rigavano le sue guance “Sta buono su… Ho quasi fatto…” Cercò di fare il prima possibile e una volta finito lo fasciò per bene rimettendogli addosso il kimono e il mantello per tenerlo al caldo, restando poi lì accanto a lui carezzandogli viso con le dita. Sasuke restò fermo lasciandolo fare… Tuttavia aveva uno strano presentimento, era come se la casa fosse avvolta da un silenzio fin troppo inquietante e surreale, così incuriosito chiese “Co… Come mai c’è tu…tutto questo silenzio?” Lui non immaginava neppure lontanamente cosa avesse fatto il fratello per poterlo salvare. A quella domanda improvvisa, quanto prevedibile, Itachi sussultò lievemente stringendosi appena al corpo del ragazzino baciandolo sul collo per più volte fino ad arrivare alle sue labbra unendole per un istante con le proprie sussurrando poi “Non dovevano intromettersi tra noi… Gliel’ho fatta pagare per tutto quello che ti hanno fatto, ormai non c’è più nessuno che ci disturberà” Non gli disse subito la verità, voleva vedere se lo capiva da solo, anche se effettivamente sapeva di esser stavo piuttosto vago.
Sasuke infatti non ci arrivò ma per ora non indagò oltre sulla frase un po’ ambigua di Itachi… Era solo felice di essere lì con lui in quel momento. Cercò di stringersi al ragazzo ma mugolò per il dolore e disse “Cre…Credo di avere qualche costola incrinata… Mi fa male…”. L’altro borbottò appena contrariato dalle sue parole e come a voler constatare ciò che aveva detto premette le dita in alcuni punti del suo corpo vedendolo letteralmente saltare non appena toccò quello infortunato “Non ti preoccupare… Ti porterò in un posto e ti potranno curare… Dobbiamo andarcene da qui, non posso portarti all’ospedale di Konoha…”
Il ragazzino guardò Itachi con fare serio e chiese “Perchè dobbiamo andarcene? E perchè non puoi portarmi all’ospedale di Konoha?” Tutto si faceva sempre più misterioso e il fratello aveva un’aria così strana. Però osservandolo più attentamente notò che sul viso e sulle mani aveva delle piccole macchioline rosse, mugolò appena dicendo “I…Itachi… Sei sporco di sangue… Che hai fatto…??” Aveva quasi paura di chiederglielo. Itachi non perse tempo e dato che voleva saperlo, tanto prima o poi l’avrebbe scoperto da solo, rispose con voce gelida e priva di qualsiasi sentimento con un lieve ghigno soddisfatto stampato in volto “Te l’ho detto… Non dovevano intromettersi tra noi, ho pensato di dare una bella lezione a tutti quanti! Qui ormai non c’è più nessuno, siamo rimasti solamente in due!” Lo guardava negli occhi mentre diceva quelle cose e per quello poté notare la sua espressione sconvolta ed impaurita dipinta in volto. In quel momento a Sasuke, il fratello gli sembrava totalmente un’altra persona. Non l’aveva mai visto così, spalancò completamente gli occhi dopo aver analizzato attentamente le sue parole e giunse ad una sola e unica conclusione “H…Hai… Uc..Ucciso… Tutti gli Uchiha???” Restò a fissarlo ancora sotto shock. Non ci credeva, non voleva crederci… Suo fratello non avrebbe mai potuto fare una cosa simile. Ma a dissipare le sue idee ci pensò subito Itachi che annuì a lui confermandogli ciò che aveva appena detto. Lo vedeva però notevolmente spaventato da quella rivelazione e così tentò di calmarlo baciandolo più volte sul collo e sul viso sussurrando “Ci faremo una vita tutta nostra altrove, ti spiegherò la situazione strada facendo…” Si avvicinò poi al suo orecchio dove soffiò un “Adesso sai di cosa sono capace… Se mi si mettono i bastoni tra le ruote. Stavo veramente impazzendo senza di te”.
Sasuke rabbrividì per quella sua ultima frase, adesso iniziava ad avere molta paura di lui… Si sentì totalmente spiazzato nel sapere che erano rimasti solo loro e improvvisamente gli occhi gli si bagnarono di lacrime. Subito girò il viso di lato come per non farsi vedere e disse con voce tremante “Non avresti dovuto farlo Itachi… Erano pur sempre i nostri genitori… E Adesso come faremo io e te da soli?” Ma non riuscì a trattenersi oltre e scoppiò letteralmente a piangere, aveva pur sempre perso tutta la sua famiglia. Anche se aveva capito che in fondo suo padre avrebbe preferito che lui non nascesse affatto visto che diceva sempre che attirava sfortuna sul clan Uchiha. Gli dispiaceva realmente e per accettare quell’idea gli ci sarebbe voluto un po’ di tempo. Il ragazzo più grande lo guardò male per un istante vedendolo a quel modo e sentendo le sue parole ma lui del tutto impassibile si alzò dal divano e avvicinandosi alla finestra per osservare le stradine deserte del quartiere ormai desolato e privo di vita disse “Dopo tutto ciò che ti han fatto non mi pare il caso di compatirli più di tanto… Chi ti torce un solo capello la deve pagare, indipendentemente da chi sia! E ora prendiamo qualcosa di utile ed andiamocene, prima che qualcuno si accorga di ciò che è successo!” Tornò così verso di lui e gli porse una mano per aiutarlo ad alzarsi.
Sasuke tentò di smettere di piangere ma ci riuscì solo dopo un bel po’… Fissò diffidente la sua mano, non sapeva se afferrarla o meno… Era diventato un assassino ormai, ma in fondo non aveva altra scelta se non quella di seguirlo e poi lo amava come prima a prescindere da ciò che aveva fatto, non poteva comandare il suo cuore. Così allungò a sua volta la mano e la unì alla sua appoggiandosi al fratello mentre si alzava con molta fatica, le costole incrinate gli facevano troppo male e si lasciò sfuggire un tripudio di mugolii di dolore.
Itachi lo accompagnò alla porta lasciandolo lì per un istante mentre lui si apprestava ad andare su e giù per la casa riempiendo uno zaino con vestiti, alimenti e qualcosa da bere. Riprese il mantello nero e lo indossò velocemente per poi tornare dal fratellino afferrandolo per mano “Andiamo, approfitteremo della notte per sparire per sempre da qui. Ce la fai a camminare? Se vuoi ti porto io”. A quella richiesta Sasuke non si fece scappare l’occasione, siccome era debolissimo e in più ad ogni passo gli dolevano le costole incrinate scosse la testa e disse “No… Non ci riesco… Forse è meglio se mi porti tu per un po’… Almeno non ti rallento…” Restò poi a fissare il fratello con fare serio. Quest’ultimo sorrise e si chinò di fronte a lui dandogli la schiena per farlo salire sulle spalle e una volta assicuratosi che fosse comodo aprì la porta facendo un solo passo fuori di casa dicendogli “Se ora ce ne andiamo, non potremmo più tornare, lo sai vero? Vuoi venire ancora con me? Mi sembra giusto chiedere se è questo ciò che vuoi” In fondo voleva sentire anche una sua opinione. Sasuke restò a pensarci su per un po’… Non era certo una scelta facile quella, ma ormai lì non c’era più nessuno e poi per quanto amava Itachi l’avrebbe seguito anche in capo al mondo, si fece serio in volto guardandosi attorno e senza esitare disse “Voglio venire con te, non ti lascerò per nulla al mondo…. Io ti amo e voglio vivere con te tutta la mia vita…” Sperava che Itachi l’avrebbe portato in un posto in cui avrebbero potuto amarsi senza restrizioni per lungo tempo e senza preoccuparsi del loro legame di sangue.
Il moro sorrise per quella frase e si voltò velocemente baciandolo sulla guancia anche se a fatica per com’era messo per poi saltare via velocemente ed uscire sia dal quartiere Uchiha che da Konoha in modo definitivo. Lì non avrebbero potuto tornarci nel modo più assoluto. Si addentrarono così nella foresta approfittando dell’oscurità per aggirare indisturbati e senza esser visti da nessuno. Itachi però aveva le idee chiare sul dove andare e così si diresse velocemente in quel preciso luogo, soprattutto perché aveva fretta di far curare il compagno. Sasuke però ad ogni balzo che il fratello faceva e ad ogni suo movimento le costole incrinate gli dolevano terribilmente, non vedeva l’ora che lo mettesse giù, tanto che più di una volta per la debolezza stava per perdere la presa sulla sua schiena a cui si reggeva ma per fortuna non successe. Dopo un po’ di tempo parlò con un tono di voce tremolante chiedendogli “D…Dove siamo diretti esattamente I…Itachi?” Quest’ultimo però sbuffò e non rispose a quella sua domanda come a volerla evitare, ma vedendo che continuava a tormentarlo visto che non gli parlava alzò la voce seccato intimandogli di starsene zitto e che avrebbe presto capito dove fossero diretti. Così a passo veloce raggiunse una piccola radura dove ad aspettarli c’era un ragazzo abbastanza alto, avvolto in un mantello nero identico al suo, gli occhi ed i capelli sul rosso aranciato e dei piercing su maggior parte del volto. Si trattava di Pain, il capo dell’akatsuki, che voleva esaminare e conoscere Sasuke prima di farlo diventare un membro dell’organizzazione. Itachi non appena lo intravide fece un balzo più lungo degli altri e gli atterrò proprio di fronte scusandosi del ritardo, dato che aveva avuto un ‘piccolo’ fuori programma.
Il ragazzino si ritrovò di fronte ad una persona completamente estranea. Rimase a lungo a guardarlo, non aveva idea di chi fosse ma un istante dopo si ritrovò messo a terra di fronte a quell’uomo misterioso mentre Itachi lo teneva per un braccio perchè non cadesse. Subito l’altro gli afferrò il viso e lo fissò negli occhi, era leggermente inquietato per quello che stava facendo e il rosso subito chiese ad Itachi delle spiegazioni sul livello di sharingan che possedeva.
L’Uchiha maggiore alla sua domanda rispose candidamente, spiegandogli che il fratellino era al terzo stadio dello sharingan e che aveva tutte le possibilità per diventare un buon membro dell’akatsuki, ma soprattutto che lui aveva avuto contatti con il Jinchuriki della volpe a nove code e sapeva dove abitava. In fondo ad Itachi poco importava della vita di quel ragazzino biondo, anche se sicuramente Sasuke non sarebbe stato molto d’accordo se avesse scoperto cosa gli avrebbero fatto…
Infatti il ragazzino restò totalmente spiazzato da quei due che parlavano tra loro e si domandava perchè il fratello avesse riferito a quello strano uomo dai capelli arancioni che conosceva Naruto… Avrebbe voluto chiedere altre spiegazioni ma non lo fece. In un certo qual modo quell’individuo lo inquietava notevolmente sempre di più e anche il fratello sotto sotto lo agitava un po’ da qualche tempo.
I due rimasero a parlare tra loro fino a che Pain decise di accettare Sasuke come loro membro spiegandogli tutto ciò che doveva sapere su quell’organizzazione e che non doveva assolutamente dire a nessuno dov’era il loro nascondiglio o parlare a qualcuno di cos’era diventato. Itachi però in tutta fretta spiegò al nuovo ragazzo che il fratellino era ridotto un po’ male ed andava curato alla svelta così senza aggiungere altro lo riprese sulla schiena e seguendo il loro capo si diresse verso il loro quartier generale.
Sasuke restò stretto al fratello, un po’ per timore un po’ per tenersi saldo a lui ed entro breve giunsero di fronte ad una specie di grotta. Subito vi entrarono e il ragazzino vide che si trattava di una caverna alquanto oscura, alle pareti c’erano delle torce con una fiamma tremolante che generavano una luce tetra. Non sapeva perchè ma quel posto lo stava facendo rabbrividire non poco. Non appena Itachi lo mise giù, l’uomo che si chiamava Pain chiamò altre due persone vestite sempre con quell’insolito mantello nero con le nuvole rosse e questi, dopo aver parlato con il capo, lo portarono via di peso raggiungendo ben presto una stanza della caverna dove lo curarono e gli fasciarono stretto il petto con delle garze sterili. Successivamente il moro venne portato via da lì e riportato in un’altra camera dove all’interno vide subito suo fratello Itachi e in un certo qual modo si sentì abbastanza sollevato.
Quest’ultimo che se ne stava steso beatamente sul letto sotto le coperte, non appena udì la porta aprirsi si mise a sedere sul morbido materasso sorridendo al compagno. Allungò poi le braccia verso di lui in segno che doveva raggiungerlo, ovviamente Itachi aveva chiesto di esser messo nella stessa stanza con il fratellino dato che aveva spiegato loro la situazione e chi era realmente per lui quel ragazzino.
Sasuke si avvicinò al letto e lentamente s’infilò sotto le lenzuola abbracciandosi al fratello maggiore tirando un lungo sospiro. Poco dopo si voltò per guardarsi un po’ attorno… Quella camera era stata appositamente arredata per due persone, era contento di poterla dividere con lui e totalmente ignaro di cosa fosse realmente quell’organizzazione e cosa gli avrebbero chiesto di fare in futuro quando avrebbe rincontrato Naruto disse “Che bello, qui potremo amarci senza che nessuno ci separi vero Itachi?”. L’Uchiha maggiore sorrise ed annuì alla sua domanda, si sporse poi più verso di lui e lo baciò sulle labbra con dolcezza per un lungo istante. Poco dopo però lo spogliò del tutto e se lo strinse per bene a sé strofinandosi sul suo corpo freddo “Mhh… Sei tutto congelato… Adesso ti riscaldo io per bene…” Insinuò lentamente una gamba tra le sue sfregandola su di esse e continuare poi “Mi raccomando… Qui devi eseguire gli ordini alla lettera capito? Altrimenti… Ti punirò io stesso se combini qualche casino” Ridacchiò all’idea e per fargli capire cosa intendeva passò un dito sopra ad uno dei graffi che gli aveva lasciato precedentemente. Il ragazzino sussultò a quel tocco. Sapeva benissimo che doveva ubbidire e così si strinse a lui abbastanza forte nascondendo il viso contro il petto dell’amato senza pensare al dolore che avvertiva sul suo corpo. Ormai le loro vite sarebbe completamente cambiate ma Sasuke era contento comunque, perchè al suo fianco c’era il suo unico amore, Itachi… E questo gli avrebbe dato la forza necessaria per andare avanti nonostante tutte le difficoltà che avrebbe incontrato. Per sempre.
-Owari-
fisso!! ma dopo sasuke e itachi sc***no (SCUSATE LA VOLGARITA’) o no?
[QUOTE-START]pikkolakaworu96 @ 19/11/2008 – 19:41 – fisso!! ma dopo sasuke e itachi sc***no (SCUSATE…[QUOTE-END]beh… viva la finess… XD
cmq che spoilero? non si può! vai avanti e lo scoprirai da te^^ (e cmq sennò non avremmo messo yaoi, ma shonen ai XD)
*w* aaa questa fanfic è stata stupendaaa complimenti..continua così >W<
Adorabile… XD
grazie ^^ continua continua xD
questa fanfic è bellissima ^ ^continua cosi
questa fanfic è belissima 🙂 XD
6 davvero brava e bellissima questa fanfic <3 🙂
È una fanfiction meravigliosa *-* vorrei chiederti se posso pubblicarla su un forum,ovviamente ti crediterò 🙂
Ciao ^^
Per me va bene XD
L’amore morboso di Itachi mi inquieta alquanto…povero Naruto 🙁
eh sì! XD