Miracle n.1

Miracle n.9

La mattina seguente, si alzarono e corsero a far colazione, raggiungendo gli altri due.

“Buon giorno!” Ryuichi sorrideva radiosamente ad entrambi, e Tsuzuki, appena vide Hisoka, gli andò incontro stringendolo forte in un abbraccio. Anche lui quella notte aveva fatto l’amore con Ryuichi, era stato favoloso anche per lui, ma gli era comunque mancata la presenza del suo ragazzo sotto le coperte.

Fecero colazione, parlando spensieratamente, e decidendo cosa avrebbero fatto quel pomeriggio… la decisione cadde sul tempio di Kyoto, dove avrebbero passato gran parte della giornata. Il giardino fuori dal tempio era davvero immenso, sarebbero restati lì, e magari avrebbero fatto il bagno nel fiume nei pressi del luogo sacro.

“Hisoka!!” “Eh?” “Hisoka… tua madre ti sta chiamando…” “Si?” “Vieni qui un attimo!” il ragazzino si alzò dalla sedia e raggiunse la madre in cucina, dove lo accolse con un sorriso.

“Tesoro… posso farti una domanda?” “Eh?…” “Ma… sbaglio o tra te e Shuichi adesso c’è un buon rapporto?” “Si… e allora?” Hisoka era imbarazzato, aveva paura che se ne fosse accorta… “Bene! È davvero un bravo ragazzo! Volevo solo sapere questo!” “La verità è che tua madre voleva dirti… che se tradisci Tsuzuki per quel ragazzino non si arrabbierebbe!” “Papà!! Ma che diavolo…?!” “Yuji piantala! Lascialo stare!” “Oh, scusa figliolo! Fai finta che io non ti abbia detto nulla!” “Beh, divertitevi oggi, ho sentito che stavate parlando di andare al tempio…” “Mh… grazie…” quando il ragazzino si fu allontanato, Ritsuko si rivolse al marito con sguardo imbronciato… “Sei scemo? Yuji… dovresti capire che non devi parlare di certe cose con nostro figlio! Lo sai che… insomma…” “Oh, cara… non preoccuparti…” “Si, lo so Yuji, ma lo sai com’è fatto!” “Si, si… lo so anche fin troppo bene! Ma non preoccuparti per lui, pare che finalmente grazie a quei due ragazzi si sia un po’ sbloccato!” “Lo spero davvero tanto…” Ritsuko si era sempre data tanta pena per suo figlio, non aveva mai accettato ciò che gli era accaduto tre anni prima, e quel che era peggio, ogni volta che vedeva il suo sguardo triste non riusciva a fare niente, lasciava sempre tutto nelle mani di Tsuzuki, perché lei sapeva che si sarebbe messa a piangere nel vederlo in quello stato. E ora che aveva ritrovato il sorriso, ne era davvero felice.

Dopo un po’, iniziarono ad incamminarsi verso il tempio, che si trovava a due kilometri dal centro del paese, su una collina, era circondato dal verde. Mentre si dirigevano al tempio, Shuichi ricevette una telefonata da parte di Hiro, che appena rispose iniziò a gridare dalla felicità nel sentirlo.

“Hirooooo! Come stai?! Si… oh, ma certo che ci divertiamo!! E voi? Ah… che bello! Noi dobbiamo ancora vederla una spiaggia! Ahahahah! Infatti, domani ci andremo!! Anzi, forse oggi pomeriggio! Eheheh… EH?! STAI SCHERZANDO VERO?! NO!! Aaaaahhh! Ma doveva essere la nostra vacanza!” “Che succede Shu-chan?” “Entro dopodomani dobbiamo essere alla NG!! Ti rendi conto?! Comunque, dicevo Hiro… non è giusto! Si, passami Suguru! Ciao… e Suguru! Si, anche a me girano, e anche tanto…. Beh, cercate di divertirvi il più possibile questi ultimi due giorni… si… ciao! Stammi bene! Ryu-chan! Tieni!” come passò il telefono al suo ragazzo iniziò ad agitarsi, odiava il fatto di andarsene il prima possibile e lasciare i suoi nuovi amici prima del previsto.

“Shuichi? Che succede?” “Oh, Tsuzuki… domani sarà il nostro ultimo giorno insieme a voi… vedi… credo che partiremo domani sera…” “Oh… capisco…” a quel punto, Ryuichi attaccò il telefono e si vedeva che era irritato anche lui.

“Ma perché Seguchi Tohma deve interromperci così le vacanze?!” “Perché è uno stronzo! Te lo dico io! Cavolo… non possiamo rilassarci che dopo poco ci parlano di lavoro!” “Mi spiace ragazzi! Ma se è per noi, possiamo rivederci quando vogliamo, infondo da qui Tokyo non dista molto!” “Lo so… ma non è comunque giusto!” in tutto quel tempo, Hisoka non aveva aperto bocca, era restato in silenzio, con l’amaro sulle labbra. Questa notizia lo aveva sconvolto, e non poco.

Domani avrebbe dovuto salutare i suoi due amici… così presto? Non gli sembrava giusto, già per lui erano pochi sette giorni insieme, e per di più, si erano trasformati in appena tre giorni! D’accordo che li avrebbe rivisti di sicuro ma… voleva passare ancora del tempo con loro, e chissà perché il loro presidente li aveva chiamati così presto! Forse avevano qualche nuovo concerto, oppure dovevano registrare una nuova canzone. Qualunque sia stato il motivo, ci era rimasto davvero male.

Non si aspettava un loro rientro a Tokyo così presto, e questo fatto gli buttava giù il morale.

“Hisoka, che hai?” “Oh… niente state tranquilli!” tutti avevano intuito il motivo del suo silenzio, e per il momento non volevano chiedergli nulla.

L’unica cosa che fece Shuichi, fu prenderlo per mano e iniziare a dire cavolate come faceva sempre. Non gli venne in mente altro per fargli tornare il sorriso.

“Senti… mi dici un po’ di questo tempio? Quanto manca?” “Mh… non molto…” “Dai! Non essere così di poche parole! AH, lo so! Sei ancora mezzo addormentato! Ahahahah! Avanti, svegliati!” “No… sono come sempre…” “Invece no!” “Piantala! Lasciami in pace!” il ragazzino si allontanò dal gruppo, andando avanti da solo, lasciando sul volto di Shuichi un’espressione di tristezza.

“Scusalo Shuichi… non lo fa con cattiveria… ma questa notizia improvvisa lo ha parecchio turbato!” “Si lo so… ma vorrei fare qualcosa per lui… dopotutto sono i nostri ultimi due giorni! Vorrei vederlo sorridere…” “Tranquillo, gli passerà…” “Io vado a parlargli…” “Ryu-chan!” “Tranquilli! Fidatevi di me!”.

Ryuichi affrettò il passo e raggiunse Hisoka, che non appena si accorse della sua presenza si voltò verso di lui, che gli stava sorridendo immensamente.

“Lo sai che quella faccia non ti si addice proprio?” “Scusami… hai ragione… ma non ce la faccio…” “Lo so, posso capirti, dopotutto siamo i tuoi unici amici, no? Però, pensaci bene… non è mica un addio! Ci rivedremo sicuramente! E poi… anche Shu-chan l’ha detto… gli dispiacerebbe vederti triste proprio gli ultimi due giorni! Divertiti con noi! No?” “Hai ragione… grazie Ryuichi!” “Figurati! E adesso, torniamo dagli altri, ti va?” “Certo!” Hisoka sorrise, era proprio vero che Ryuichi era così speciale come Shuichi gli aveva detto. Finora non ci aveva mai parlato da solo, ma ora che l’aveva fatto, si era reso conto di quanto fosse simile a Shindou.

Dopo poco, arrivarono al tempio, dove entrarono per esprimere un desiderio accendendo una piccola candela e uscirono nell’enorme prato fiorito. Sembrava che quel luogo togliesse ogni pensiero triste dalla mente di chi ci metteva piede. I ragazzi si sdraiarono lungo il prato, per rilassarsi un po’. Quella sera era l’ultima che avrebbero passato insieme, avrebbero dovuto fare qualcosa che sarebbe rimasta impressa nelle loro menti, qualcosa di diverso.

“Non riesco ancora a credere che dopodomani saremo nuovamente a lavoro… uffa…” “Beh, Shuichi, alla fine è il nostro dovere…” “Lo so Ryu-chan… però… è strano…” Ryuichi baciò il suo ragazzo, era troppo tempo che non lo facevano, il giorno prima no si erano mai baciati, e non baciarsi per un giorno intero era davvero strano per loro. A quella scena Hisoka provò un po’ di gelosia, ma cancellò subito quel pensiero quando le labbra di Tsuzuki si posarono sulle sue, perdendosi in quel bacio. Infondo, era lui che amava, e consapevole di quello si dimenticò delle labbra di Shuichi.

La giornata passò velocemente, e ben presto fu sera. Avevano cenato insieme, e in via del tutto speciale, Ristuko aveva preparato loro un menù diverso da quello che c’era prefissato per la serata. Amche a lei dispiaceva dell’improvvisa notizia che sarebbero tornati a Tokyo prima del previsto, ma infondo, se era il loro lavoro…!

“Ragazzi! Per stasera, abbiamo chiuso le terme al pubblico! Stasera sono tutte per voi!” “Grazie mamma!” “Grazie Ritsuko!!” la donna era davvero molto gentile con loro, lo faceva perché provava simpatia per loro e anche perché ne era riconoscente.

Dopo aver cenato, andarono a prepararsi e si ritrovarono ai bagni termali, dove subito si immersero in quella calda acqua, così rilassante e limpida.

“Shuichi! Mi prometti una cosa? Anche tu Ryuichi!” “Dicci tutto Hisoka!” “Quando tornerete a Tokyo, non dimenticatevi di noi!” “Secondo te potremo mai scordarci di te?! Eheheh…” “Lo so… ma io ho paura di perdervi…” “Smettila Hi-chan! Non preoccuparti! Sai benissimo che persone stupende che sono, no?” “Lo so… ma mi sentivo in dovere di dirlo…” “Hai ragione, ma hai fatto bene! Anzi, ti prometto un’altra cosa! Quando arriviamo a casa, vi scriviamo subito una lettera! Anzi, magari dopo un po’ per raccontarvi come va il lavoro!” “Si! Che bello!” “Almeno ci terremo in contatto sempre!” “Certo Tsuzuki! La prossima volta che veniamo, portiamo con noi anche i nostri due più cari amici! Hiroshi e Suguru, sono due persone meravigliose, credetemi!” “Immagino Ryuichi, se sono come voi!” “Ah, non esagerate!” “Smettila di fare il modesto!”.

Quella sera fu tutta una risata, sapere che il giorno dopo verso il tardo pomeriggio se ne sarebbero andati, li faceva sentire in dovere di approfittarne di quelle poche ore restanti, e di approfittarne.

Restarono a ridere e scherzare nelle terme per almeno due ore, poi, appena iniziarono ad annoiarsi, decisero di rifugiarsi in camera, tutti e quattro insieme, per passare le ultime ore uniti.

Non passò molto, che si ritrovarono tutti quanti nudi, ad abbracciarsi e baciarsi. Quella sarebbe stata un’altra esperienza nuova da aggiungere ai loro ricordi.

Fecero l’amore anche in quell’occasione, unificando ancor di più il loro rapporto, e imprimendo nelle loro menti una promessa, la promessa di non scordare mai quei momenti, la promessa di eterna amicizia.

Fu un atto che durò a lungo, durante il quale, ognuno si scambiava con l’altro. Dopo un po’, appena ebbero finito, si addormentarono tutti quanti abbracciati.

Il mattino seguente, Shuichi e Ryuichi andarono a preparare i loro bagagli, così, non avrebbero avuto da farli all’ultimo minuto. Decisero di partire subito dopo pranzo, per poi riposarsi a dovere la sera.

Prima di pranzare, Shuichi prese Hisoka da parte, il ragazzino era molto triste, non era ancora riuscito a dire niente a Shindou, nemmeno un ‘ciao’, stava davvero male per la sua partenza improvvisa.

“Hisoka… lo so che sei triste… però…” Hisoka guardava per terra, non riusciva ad incontrare lo sguardo del suo nuovo amico, aveva paura di scoppiargli a piangere davanti, ma Shuichi, voleva che lo guardasse negli occhi, così, poggiò le dita sul suo mento e lo costrinse ad alzare lo sguardo.

“Ti prego… prima di andar via, vorrei guardarti il più possibile negli occhi… vorresti forse che io dimentichi il tuo splendido viso?” “No… ti prego… non dirmi queste cose carine… io…” “Ah, preferisci: dai! Non vuoi che mi faccia una risata guardando il tuo orrendo viso?! Ahahahah! Dai! Scemo! Ti ho solo detto la verità! Avanti, smettila di fare così! Non voglio avere una partenza triste!” “Lo so… ma io… non voglio che tu te ne vada!” “Lo capisco… però devi capire anche me… io ho un lavoro! E… guarda che non mi scordo mica di te!” le lacrime cominciarono a scivolare sulle guance di Hisoka, con quel ragazzo si era trovato davvero bene, non lo amava, ma provava ugualmente un forte sentimento per lui… così grande, da sentirsi davvero giù di corda a sapere che se ne sarebbe tornato a Tokyo!

“Hisoka… anche a me dispiace un sacco lasciarti qui! Perché… io ho capito di volerti davvero bene… però dobbiamo anche pensare che abitiamo in posti distanti, e che io ho la mia vita a Tokyo, mentre tu hai la tua vita qui… non possiamo dimenticarlo… però… devi anche pensare che noi due, ci rivedremo presto! Appena ho un buco nel lavoro, ti prometto che torno! E che pure tu puoi venire quando vuoi!” “Hai ragione… io verrò…” “Certo! E io mi aspetto che tu venga presto! Tu e Tsuzuki! Vi aspetto prestissimo! E a braccia aperte!” “Va bene!!” le due labbra si avvicinarono, unendosi in un bacio che sapeva di ‘arrivederci’, e non di ‘addio’.

Dopo, si allontanarono verso l’hotel per pranzare, Tsuzuki e Ryuichi ancora non c’erano, probabilmente stavano parlando e si stavano salutando.

Infatti… “Ryuichi… ti prometto che vengo a trovarti appena posso… ho passato momenti indimenticabili con te…” “Anche io… però la prendo col sorriso! Infondo, io ho Shuichi, e sono innamorato di lui! Anche se… quel tocco di trasgressività ce l’hai solo tu, e mi mancherà!” “Lo so, anche tu mi mancherai un sacco!” anche loro si baciarono.

Appena ebbero finito il pranzo, Hisoka e Tsuzuki li avrebbero accompagnati alla stazione, ma non prima di aver salutato Ritsuko e Yuji.

“Oh, ragazzi, mi spiace che andiate via così presto!” “Anche a noi Ritsuko!” “Sappiate che però, appena desiderate tornare, vi ospiteremo noi! Senza pagamenti! Voi avete fatto molto per nostro figlio! Ve lo meritate!” “Oh, signor Kurosaki!” “Ryuichi! Chiamami Yuji, ok?” “Va bene…” Ritsuko li strinse entrambi in un abbraccio e li lasciò andar via.

Arrivarono alla stazione, dove il treno si trovava già al suo binari e sarebbe partito dopo solo due minuti. Appena il microfono annunciò la partenza del treno, Hisoka scoppiò a piangere e si buttò fra le braccia di Shuichi. Entrambi stavano piangendo. Tsuzuki abbracciò Ryuichi, nel loro volto c’era un sorriso, sapevano bene che si sarebbero visti presto.

Poi, Hisoka salutò Ryuichi, mentre Tsuzuki salutò Shuichi. Salirono sul treno, e prima che le porte potessero chiudersi, Hisoka saltò sul treno per dare l’ultimo bacio al suo amico.

Il treno partì. Lasciando un’espressione di tristezza nei volti dei quattro ragazzi.

“Shuichi… mi spiace andar via…” “Anche a me, non sai quanto!” “Purtroppo, è il nostro lavoro!” durante il viaggio, si addormentarono entrambi, mano nella mano.

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