Miracle n.8
Arrivati alla pensione, misero i vestiti nei due armadi e si sdraiarono sul letto per riposarsi un po’. Anche se erano stati seduti tutto il tempo, era stato molto stancante quel viaggio, o almeno per Shuichi, dato che l’altro aveva dormito tutto il tempo.
“Carina questa stanza!” “Già… molto! Che ore sono?” “Sono le sei di pomeriggio… direi che il mare ormai lo vediamo domani!” “Allora… TERME!” “Siii!”.
Si cambiarono per la cena, che avrebbero fatto alla mensa dell’hotel. A Shuichi sarebbero molto mancati i pasti di Ryuichi!
Shuichi si mise i suoi pantaloncini verdi con sopra una maglietta smanicata a collo alto nera, e Ryuichi indossò un paio di pantaloni blu scuro abbinati ad una canottiera bianca.
Erano pronti per andare a cena. Dove mangiarono buon sushi (per la gioia di Shuichi). Stettero molto tempo a chiacchierare lì alla mensa, dove venne fuori il discorso del loro imminente quinto mese insieme.
“Ryu-chan! Sono davvero felice! Stiamo arrivando a poco meno di metà anno insieme!” “Eheheh! Visto? Io e te siamo davvero inseparabili!” un sorriso da entrambi i ragazzi, fino a che, la signora che gestiva l’hotel disse ai due che avrebbe dovuto pulire, e che se volevano, potevano usufruire delle terme. A quell’ora non sarebbero state molto affollate, diciamo che la gente se ne stava nelle proprie camere a digerire la cena.
“La ringraziamo signora!” “Oh… che ragazzi gentili che siete, di questi tempi ne capita ben pochi… per esempio l’altro giorno ad un gruppo di ragazzi ho chiesto gentilmente di sgomberare la mensa perché avevo da pulire, e sapete loro cosa mi hanno risposto?” i due ragazzi fecero cenno di no con la testa… “Beh, lo faccia! Noi non ci schiodiamo da qui!” “Che maleducati…” “Oh… ormai è abitudine, anzi, sono piuttosto sorpresa dalla vostra gentilezza!” “Si figuri!” “Se avete bisogno di qualsiasi cosa, non esitate a chiedere, ok?” “Va bene!” così, si diressero nella loro stanza per indossare il costume e far rotta verso i bagni termali.
In pochi minuti, fecero ingresso nel bagno, era davvero un bel posto, invitante soprattutto! C’era un’enorme vasca con acqua calda, decorato con pietre e piante ovunque, e uno spazio tutto in legno per rilassarsi anche fuori dall’acqua.
Shuichi si lanciò subito in acqua, dicendo a Ryuichi di raggiungerlo dato che l’acqua era della temperatura giusta. Sakuma non se lo fece ripetere e si immerse nella tiepida acqua.
Stettero per molto tempo ad occhi chiusi a rilassarsi, Shuichi a quel punto si avvinghiò ad un braccio del ragazzo, che arrossì spaventosamente.
“Che hai?” “E… se entra qualcuno?” “E allora?” “No, era per così dire…” il ragazzo gli sorrise, e si immerse sotto l’acqua. Lentamente, gli abbassò il costume, rivelandosi l’erezione davanti ai suoi occhi color mare. Glielo prese in bocca e dopo poco tornò in superficie.
“Cavolo, è davvero difficile!” “Sh-Shu-chan! Ma sei scemo?!” “Ihih! No…” a quel punto tornò sott’acqua e continuò ciò che aveva iniziato. Ryuichi iniziò a gemere a bassa voce, la bocca di Shuichi e l’acqua tiepida… gli facevano un effetto davvero rilassante e piacevole! Sentì un rumore provenire dalla porta, così tirò su Shuichi, che si imbronciò.
“Che cavolo…?!” “C’è gente…” il ragazzino si mise in silenzio e chiuse gli occhi per far finta di nulla. Fece il suo ingresso un signore sui quarant’anni, che sorrise ai due ragazzi.
“Non capita spesso di vedere dei ragazzi così giovani in un posto come questo!” “Davvero?” “No… solitamente ci vengono i vecchi come me!” “Ah…” “Scusate… non volevo interrompervi… fate con comodo…” “Eh?” “Non c’è bisogno che smettiate di parlare col mio arrivo, non fate caso a me!” “Ah, ok…”.
Dopo un po’, il signore si rivolse nuovamente ai due ragazzi, che stavano ridendo mentre si schizzavano con l’acqua.
“Ehehe… mi torna il sorriso a vedere certe cose! Fortuna che non vi vergognate!” “Cosa… vuole dire?” “Si capisce…” “Eh?!” “Voi due… i vostri sorrisi, i vostri sguardi! Si vede che vi volete molto bene!” tutti e due arrossirono, e il signore rise della loro purezza.
“Scusatemi, non mi sono presentato! Il mio nome è Yuji Kurosaki! Molto piacere!” “Sakuma Ryuichi!” “Shindou Shuichi!” “Che bei nomi che avete! E siete anche dei bei ragazzi!” la situazione era abbastanza imbarazzante, ma… chi era quel signore? Perché faceva tutti quegli apprezzamenti su di loro? Era strano, ma pareva che li stesse scrutando, stesse cercando di capire il loro comportamento.
“Scusate, non vorrei intromettervi… ma… io sono uno scrittore… vedete, io mi ispiro molto alle coppie di innamorati, e voi due siete davvero solari! Eheheh… vedere due ragazzi che si amano così apertamente è molto difficile!” “Ah… vero…” “Non abbiate vergogna! La vostra è davvero una bella cosa!”.
Dopo poco, i due ragazzi salutarono l’uomo e tornarono nella loro stanza, ma prima passarono dalla signora a salutarla e darle la buonanotte.
“Buonanotte signora! Questi bagni sono stupendi!” “‘notte!!” “Oh, ragazzi! Mi riempite il cuore di gioia! Il mio nome è Ritsuko Kurosaki!” “Kurosaki?! Abbiamo incontrato un uomo con lo stesso suo cognome!” “Oh, quello è mio marito… non vi avrà per caso infastidito?” “No, non si preoccupi!” “Dovete sapere che lui ama molto guardare i giovani, per prendere spunto per le sue storie! Vi ha detto che è uno scrittore, vero?” “Si, ce l’ha detto!” “Beh, dovete scusarlo… non lo fa apposta a starvi a guardare!” “Non si preoccupi! Comunque io mi chiamo Shuichi Shindou, e lui è Sakuma Ryuichi!” “Piacere ragazzi! Sono felice di ospitarvi!” le sorrisero e se ne andarono in camera.
Mentre erano sdraiati nel letto ripensarono ai due coniugi… lei era una donna gentile e premurosa, era alta, snella con i capelli neri molto lunghi, legati in una coda di cavallo, i suoi occhi era colore dello smeraldo. Mentre lui, era alto, magro e portava i capelli castani abbastanza lunghi, e aveva due splendidi occhi color ghiaccio. Anche lui era molto gentile. Erano davvero perfetti insieme.
Ryuichi abbracciò il suo ragazzo ed entrambi si addormentarono, cullati l’uno dal respiro dell’altro.
Il mattino seguente, si lavarono e si vestirono. Shuichi indossava un paio di jeans stretti, con una maglietta arancione ed un giubbotto anch’esso di jeans, mentre Ryuichi indossava un paio di jeans neri e una camicia di colore bordeaux.
Andarono subito in mensa, dando il buongiorno alla donna, che gli servì subito la colazione, e successivamente si sedette accanto a loro.
“Vi spiace se mi metto qui?” “No, assolutamente!” era stato Ryuichi a risponderle sorridendo, e lei ricambiò il sorriso… “Sapete ragazzi? Voi mi ricordate molto mio figlio e il suo ragazzo…” “Suo figlio è…?” “Oh, si… non vi darà per caso fastidio?” “Assolutamente! Io e Ryuichi siamo fidanzati! Eheheh!” “Oh, che fortuna! Da una parte lo sapevo già!” “Che tipo è suo figlio?” “Mio figlio? Lui è un ragazzino di sedici anni, ha i capelli castano chiaro, del tuo stesso taglio, Shuichi, e gli occhi del mio stesso colore… a dirla tutta gli somigli molto! Anche se purtroppo è un po’ chiuso di carattere… sai, non ha passato bei momenti a causa di un incidente…” “Oh, mi spiace…” “E… il suo ragazzo, è bello da morire, ha vent’anni! Ha i capelli del tuo taglio Ryuichi, forse un po’ più lunghi, castano scuro ed ha gli occhi color dell’ametista! È anche piuttosto alto! Mio figlio si chiama Hisoka, mentre il suo ragazzo si chiama Tsuzuki Asato! A prima vista sembrerebbero cane e gatto, ma in realtà vanno molto d’accordo! Anche perché il carattere di Tsuzuki è molto allegro!” “Devono essere simpatici!” “Oh, stasera dovrebbero fare ritorno a casa! Sapete, sono andati per due giorni a Tokyo… e stasera tornano! Li conoscerete senz’altro!”.
Dopo un po’, i due ragazzi si alzarono da tavola salutando la donna e andarono a farsi un giro per la città. Era una cittadina molto tranquilla, dove la gente camminava spensierata. Sembrava tutto un altro mondo rispetto a Tokyo, dove tutti erano sempre di fretta e in ritardo!
“Forse Ryu-chan ci farà bene conoscere gente nuova!” “Sinceramente anche a me piacerebbe incontrarli! E poi se è il figlio di quella dolce signora, beh, deve essere senz’altro gentile come lei!” “Già… ma chissà cosa intendeva lei per… incidente?” “Ma… non saprei, comunque… che ne dici di andare in centro a vedere un po’ di negozi?” il ragazzino annuì e si diressero nel centro.
La prima cosa che fecero era andare a mangiare qualcosina al primo negozio di dolci, dove presero una deliziosa tortina alla panna, che la gustarono dividendola a metà.
Dopo, si diressero alla torre che c’era in mezzo alla città, e ammirarono il panorama mattutino. Shuichi introdusse 20 yen nel piccolo cannocchiale e si mise a guardare più accuratamente il paesaggio.
“Ryu-chan! Guarda! È bellissimo!” “Fa vedere!” si mise a guardare tutto il panorama mentre abbracciava il ragazzino da dietro. Appena furono finiti i minuti di tempo per guardare attraverso lo strumento.
Dopo poco, dato che era quasi ora di pranzo, tornarono all’hotel, i manicaretti che cucinava Ritsuko erano davvero squisiti. Arrivarono a corsa, e la donna sorrise nel vederli, erano davvero simili ai suoi ragazzi!
Shuichi, che era uscito a fare due passi, nel bel mezzo del corridoio, vide una rosa rossa, probabilmente era caduta dal vaso lì vicino, quando fece per raccoglierla, qualcuno la prese prima di lui.
“Ehy!” “Che vuoi?” “Quella rosa… l’avevo vista prima io!” “Senti… dovevi prenderla prima! Sei stato lento!” “Volevo regalarla! Tu me l’hai rubata!” “Ma finiscila! E se ti dicessi che anche io volevo regalarla? Come la mettiamo?” “La mettiamo che l’ho vista prima io, quindi lasciala!” “No!” “Ma è mia!” “Dammelaaaa!” “Noooo!” tutto quello scompiglio richiamò Ryuichi, un ragazzo e Ritsuko.
“Bastaaaa!” “Eh?” entrambi i ragazzi si fermarono, osservando la donna che si stava avvicinando a loro… “Hisoka! Ti sembra il modo? Smettila di infastidire i miei clienti!” “Ma è lui che ha iniziato!” “Niente scuse!” “Ma… mamma…” Shuichi ricollegò… quello non poteva essere figlio di quella donna gentilissima! C’era sicuramente un equivoco!
“Ora… Hisoka! Presentati a Shuichi! Che è un bravo ragazzo!” il ragazzino porse la mano a Shuichi, che con riluttanza gliela strinse.
Nel frattempo Ryuichi si presentò a quello strano ragazzo che aveva davanti e stava sorridendo.
“Ritsuko mi aveva parlato di voi! Il mio nome Tsuzuki! Piacere!” “Ryuichi!!” “Non far caso a quello scemo… fa così perché non gli piace vedere gente nuova!” “Oh… non fare caso tu a quello scemo! Solitamente è sempre allegro… e non si mette a discutere per delle sciocchezze del genere!” “Eheh… in realtà, è proprio come Hisoka!” Ryuichi ricordò che lui ed Hisoka stavano insieme, e sorrise in direzione del ventenne.
“Mh?” “Scusa… però mi sono ricordato quello che Ritsuko ha detto di voi!” “Cioè?” “Che siete fidanzati! O sbaglio?” “No… affatto! Perché?” “Perché anche io e Shu-chan stiamo insieme!” “Che bella notizia!”.
Mentre i due ragazzi stavano facendo amicizia, Shuichi e Hisoka erano ancora faccia a faccia, che si tiravano occhiate di odio.
Tsuzuki andò verso Hisoka e senza fermarsi lo prese per un braccio e si allontanò con lui, sotto lo sguardo dei due vocalist, che tornarono in camera.
Shuichi si sedette sul letto imprecando, alla fine la rosa era rimasta fra le mani del moccioso! E per di più, era anche antipatico.
“Shu-chan? Cos’hai da sospirare in quel modo?” “Lo odio! Senza offesa per Ritsuko, ma quel ragazzino è davvero odioso!” “Strano… il suo ragazzo mi ha detto che lui è così scontroso quando vede gente nuova ma… chissà perché?!” “Perché è antipatico!” “Ma dai… che ne sai? Magari è anche simpatico, soltanto che vi siete conosciuti in modo sbagliato!” “Perché ti metti a difenderlo?! Io non capisco!” “Perché tu vuoi sempre aver ragione nonostante abbiate sbagliato entrambi!” Shuichi si sdraiò appoggiando la testa sulle gambe del suo ragazzo, chiudendo gli occhi e continuando a sospirare.
Nel frattempo, nell’altra stanza Hisoka stava parlando con Tsuzuki. Il ragazzo sorrideva mentre osservava il suo ragazzo che andava avanti e indietro per la stanza, ricordando quel ragazzo con quel carattere davvero fastidioso.
“Io non lo sopporto! Ma chi si crede di essere?! Con quel colore ridicolo di capelli, poi!” “Hisoka… dai… lascia perdere!” “Tsuzuki… perché?” “Cosa?” “Perché devo aver paura?!” “Lo so… lo so benissimo! Ma secondo me non hai nulla di cui essere preoccupato!” il ragazzo lo abbracciò, mentre il giovane Hisoka si buttò fra le sue braccia piangendo. Era strano, chissà cos’aveva quel ragazzino? Di cosa aveva paura?
La sera, mentre Shuichi e Ryuichi si dirigevano in mensa, incontrarono gli altri due. Tsuzuki li salutò gentilmente, e si presentò a Shindou, mentre Hisoka si voltò dall’altra parte facendo finta di nulla. Nei suoi occhi però c’era qualcosa di strano, e Shuichi lo notò, sembrava che un velo di tristezza si fosse impadronito del suo sguardo, e se da prima la sua espressione era di odio, in quel momento si era tramutata in malinconia, anche se fu un momento.
Gentilmente Ryuichi si avvicinò al ragazzino e gli sorrise presentandosi, anche se Hisoka gli strinse la mano con indifferenza.
“Che ne dite di cenare con noi?” Tsuzuki voleva essere ospitale, ma Hisoka reagì male a quella richiesta… “Cosa?! No! Perché devi chiedere queste cose facendo tutto da solo?!” “Hisoka…” “Smettila di fare sempre di testa tua! Lo sai benissimo! Lo sai!” la rabbia di Shuichi stava salendo… “Senti un po’! Se ti diamo noia non importa! Almeno dille meglio le cose, sai, qualcuno potrebbe anche restarci male! Sappi una cosa, se sarai sempre così antipatico non troverai mai uno straccio d’amico! Non so come faccia lui a sopportarti!” “A me gli amici non servono! Non li voglio e non li ho mai voluti! Tieni fuori Tsuzuki per favore!” il ragazzino si allontanò arrabbiato, lasciando gli altri tre a guardarlo andarsene.
“Scusate… lui non lo fa apposta…” “Beh, Shuichi… penso che tu ti sia comportato un po’ male…” “Forse si, ma se lo merita!” “Senti Shuichi, mi spiace che tu lo veda così… ma credimi lui in realtà non è in questo modo… si fa vedere così per tenersi lontane le persone, ma in realtà è un bravo ragazzo… non lo fa con cattiveria…” “Sarà… ma se continua così…” “Shuichi smettila! Né io né te lo conosciamo… per favore basta!” “Senti… non voglio dirti cosa gli è successo, ma devi sapere che c’è stato un evento che lo ha traumatizzato, e per questo non riesce, anzi, non vuole socializzare con nessuno…” il ragazzino, sospirando si allontanò verso la mensa, seguito dagli altri due ragazzi.
Si sedettero al tavolo, e Tsuzuki iniziò a mangiare.
“Potete pure cominciare, lui non verrà…” Shuichi prese le bacchette ed iniziò a gustarsi il ramen, in fondo gli dispiaceva per quel ragazzo… quel ramen non era saporito come al solito, forse la scena del ragazzino che se ne andava per colpa delle sue parole gli aveva lasciato l’amaro in bocca.
“Shu-chan, non hai fame?” “Non molta… penso che me ne andrò in camera…” Shindou si alzò e se ne andò con un’espressione triste sul volto. Mentre Tsuzuki diceva quelle parole aveva uno sguardo abbattuto, forse davvero era così grave ciò che era successo a quel ragazzino, che a ricordarselo lo faceva star male. Mentre si dirigeva verso camera sua, notò che in cortile, seduto sotto al portico c’era proprio Hisoka con lo sguardo nel vuoto, voleva chiedergli scusa, così, si avvicinò a lui, senza dire una parola.
Dopo poco, si sedette accanto a lui, che si voltò con sguardo strano, come impaurito, terrorizzato dalla sua presenza.
“Che vuoi?” cercò di tenere l’espressione da duro, ma il tono della voce lo aveva tradito… “Niente… anzi, qualcosa c’è…” Hisoka stette a guardarlo, aspettando ciò che aveva da dirgli… “Mi spiace essermi comportato così… scusami…” “Mh…” lui non voleva scusarsi, ma in quel momento a Shuichi non importava.
“Forse… potremo essere amici… magari ci siamo conosciuti in un momento sbagliato…” “No, non voglio avere amici…” Shuichi sospirò, ma perché reagiva così?
“Posso chiederti il perché?” il ragazzino spalancò i suoi verdi occhioni e successivamente li abbassò verso il terreno, non voleva farsi vedere da quel ragazzo. Lentamente si alzò, e si diresse verso il laghetto li davanti, guardando il riflesso della luna.
“Forse… se ne parli potrei capirti…” “Non voglio…” “Senti… non voglio obbligarti, ma io ne so qualcosa. Quando mi tengo dentro le cose sto male, molto. Se ne parlo, sto male comunque, però sento di essermi tolto un peso… magari non t’interessa, chi te lo fa fare di ascoltare qualcuno che hai conosciuto due ore fa? Questo è vero, io mi sono comportato male con te, ma io sono sicuro di aver sbagliato tutto, perciò… vorrei ricominciare da capo. Se per te va bene…” “No…”.
Shuichi sentì qualcosa che gli attanagliava il petto, doveva avere davvero pensieri orribili per non voler avere amici, però… sentiva anche che doveva fare qualcosa per lui, anche se forse non in quel momento. Così, lo lasciò solo con i suoi pensieri, tornando in mensa dagli altri due.
“Shuichi! Che ci fai qui?” “Mmm… non so cosa fare…” la faccia di Shindou era preoccupante… “Che hai?” “Niente… ho solo… capito che non sono bravo in tutto…” i due ragazzi non capivano, chissà a cosa si riferiva?
Hisoka nel frattempo tornò in camera, sulle labbra gli si era formato un piccolo sorriso… da una parte gli aveva fatto piacere che qualcuno si fosse interessato a lui, anche se si trattava di quell’odioso ragazzo con i capelli fucsia! Però, era sempre convinto di non volerlo conoscere più a fondo, così, si diresse in camera sua e si addormentò. Come al solito avrebbe avuto il sonno molto agitato.
“Ragazzi… credo che tornerò da Hisoka… sapete… non mi va che stia da solo…” “Ehm… Tsuzuki?” “Si? Dimmi Shuichi?” “Ehm… io c’ho provato…” il ragazzo forse capì e sorrise al ragazzo, e si diresse in camera.
“Cosa hai provato?” Shuichi appoggiò la testa sul tavolo… “A parlargli…” “Non capisco…” “A Hisoka… ho voluto scusarmi, non so perché, ma mi sentivo in dovere di farlo… e gli ho offerto anche la mia amicizia ma… lui non ha voluto. Sembra così triste…” “Già… non ti sei comportato nel migliore dei modi… comunque, adesso non pensarci, andiamo a letto, stamani ci siamo svegliati prestino, ed ho sonno, vuoi?” “Si, andiamo…”.
Presto furono sdraiati nel letto, a differenza di Ryuichi che si addormentò subito, Shuichi non riusciva a prender sonno. I pensieri erano caduti su Hisoka, voleva assolutamente scoprire cosa gli era successo… era strano che non volesse avere amici.
Aveva bisogno di uscire a prendere una boccata d’aria, così, si alzò e si diresse nel cortile, sedendosi in riva al piccolo laghetto.
Dopo poco, sentì un rumore, e si voltò, vedendo gli occhi tristi di Hisoka, che appena lo vide si voltò e fece per andarsene.
“No! Aspetta! Ti prego!” Shuichi lo rincorse e lo fermò prendendolo per un braccio.
“Lasciami! Ti prego! Lasciami!” il suo respiro aumentò a dismisura, era terrorizzato, e Shuichi non sapeva cosa fare… “Calmati! Non voglio farti niente!” il ragazzino dette uno strattone, e nel liberarsi finì a terra. Nascose il viso fra le braccia per impedire a Shuichi di vederlo.
Shindou era rimasto colpito da quella scena, così, si inginocchiò di fronte a lui e iniziò ad accarezzargli i capelli con fare gentile. Voleva farlo tranquillizzare, così, dalla semplice carezza lo abbracciò.
“Non voglio farti del male… non sono il tipo… ora… cerca di calmarti…” “Vattene… lasciami in pace…” le lacrime scorrevano lungo il suo viso, ma Shuichi non poteva vederlo, lo percepì soltanto dal tremolio che proveniva dal suo corpo.
Lo fece alzare a sedere e lo guardò negli occhi, represse le lacrime di commozione che stavano per uscirgli e gli accarezzò il viso… “Adesso basta piangere… so di essermi comportato male, e questo magari ti blocca ancora di più ma… io voglio essere tuo amico… e sai cosa vuol dire essere amici? Non farsi del male… e se voglio essere tale, non posso farti del male, quindi, fidati di me…” Hisoka si asciugò le lacrime restando in silenzio a guardarlo.
“Ora… ti sei calmato un po’? Ti fidi un pochino di me?” Hisoka annuì… “Si… ci provo…” “Nh?” “Ad… essere amici…” “Mi fa piacere!” Shuichi gli regalò uno di quei sorrisi immensi, come solo lui sapeva fare, che contagiò il ragazzino che ricambiò.
“Senti… magari domani possiamo stare tutti insieme! Che ne dici? Forse, imparerai a fidarti delle persone giuste! Non so perché ti comporti così, ma sappi che se vuoi dirmelo, io ti ascolterò!” “Non… non mi va adesso…” “Non importa, quando te la senti!” stettero un altro po’ a guardarsi, poi, Shuichi suggerì di andare a dormire perché era stanco, e si sarebbero rivisti il mattino seguente.
Appena toccò il letto si addormentò, ora che non aveva più pensieri in testa, fu tutto più semplice.
Il mattino seguente, quando arrivarono alla mensa, Hisoka e Tsuzuki erano già a tavola. Il ragazzino dagli occhi verdi, come vide Shuichi lo salutò con la mano, sorridendogli e invitandolo a sedersi con loro, sotto lo sguardo sconvolto del suo ragazzo e di Ryuichi, che non capivano cosa fosse successo.
“Hisoka? Posso avere una spiegazione?” “Ci siamo incontrati stanotte e… mi ha parlato! Forse adesso mi fido di lui…” il ragazzo lo baciò sulla fronte sorridendo.
Chiacchierarono un po’, ovviamente Hisoka non partecipava molto ai discorsi, ma qualche risata gli scappò nel vedere Shuichi e Ryuichi parlare, erano davvero divertenti. Tutti erano allegri, e per la verità si sentiva un po’ fuori luogo, ma non gli importava.
La situazione era un po’ migliorata, e anche lui se ne stava rendendo conto. Da lontano la signora Ritsuko sorrise, e suo marito gli chiese che cos’avesse da essere così allegra.
“Ma come, non ti sei accorto di nulla? Non vedi che nostro figlio… finalmente sta con qualcun altro che non sia Tsuzuki?!” “E di cosa ti stupisci? Io appena ho visto quei due ragazzi, già lo sapevo!” “Sono davvero felice per lui…” “Anche io cara…”.
Al tavolo, Shuichi iniziò a chiacchierare con Hisoka, aveva visto che si trovava a disagio, così aveva deciso di parlare direttamente a lui. Forse, avrebbe fatto meglio a parlargli privatamente, anche perché voleva parlargli anche di Ryuichi, di lui.
“Hisoka? Ti va di venire con me?” “Dove?” “Fuori! A fare due passi…” il ragazzino lo guardò strano, ma poi si alzò dalla sedia e lo seguì. Non aveva alcun motivo di avere paura di lui.
Si sedettero in riva al laghetto, dove si erano incontrati la sera prima, e Shuichi iniziò a parlargli di sé.
“Sai, io faccio il cantante, non so se hai già sentito il nome del mio gruppo… i Bad Luck…” “Si, ne ho sentito parlare…” “Ecco… quando facciamo un altro concerto nella tua città te lo faccio sapere subito! Se vuoi puoi venirmi a vedere e ti procurerò i pass gratis!” “Davvero?” “Certo…” “Però… non ho mai sentito le tue canzoni!” “E allora? Un buon motivo per venire al mio concerto quando ci sarà!” Hisoka sorrise.
“Ma… Ryuichi… è il tuo ragazzo?” “Si, lo è, perché?” “No… così…” “Eheh! Ah, puoi fidarti anche di lui! Lui è una persona davvero stupenda, sai? E poi, è davvero gentile, se ho bisogno di lui, c’è sempre per me!!” “Anche Tsuzuki è così… anzi, lui è fin troppo paziente…” “Voi due vi amate molto, vero?” “Si… perché si vede?” “Con occhio normale no… ma io sono un esperto in queste cose! E poi, sei fortunato, lui è davvero carino!” “Lo so…” “E… anche tu lo sei…” Hisoka arrossì, non capì perché, ma quel complimento lo aveva del tutto colpito.
“Che hai , Hisoka?” “Niente… anche io vedo quando qualcuno è carino…” “Mh?” “Intendo… che anche Ryuichi è molto carino!!” “Eheh… ovvio, è il mio ragazzo!!” Hisoka bisbigliò qualcosa, che Shuichi non capì… “Cosa?” “No, è che… anche tu sei molto, molto carino!” “Ah, grazie!” Shuichi sorrise, pian piano, notò che il ragazzino si stava aprendo con lui. Se prima non gli avrebbe rivolto parola, adesso pian piano qualcosa riusciva a dirgli. Sinceramente però, era davvero curioso di sapere che cosa gli era accaduto in passato, voleva davvero scoprirlo, e magari stargli pure vicino.
Shuichi gli chiese se quella sera aveva voglia di fare un giro insieme a lui, così, si sarebbero divertiti insieme, e magari, oltre che stare solo con Tsuzuki, poteva provare l’ebbrezza di stare insieme ad un amico. Hisoka acconsentì, era tentato davvero tanto all’idea di stare con lui.
Dopo un po’, si diressero dagli altri e gli dissero quello che avevano in mente. Tsuzuki ne era molto felice, finalmente si divertiva con qualcun altro, finalmente riusciva a sorridere!
“Mi fa davvero piacere Shuichi che tu ti sia dato tanta pena per lui!” Tsuzuki aveva preso da una parte Shindou… “Oh, ma lo faccio volentieri! Lo avevo giudicato male! E adesso mi accorgo di quanto io mi ero sbagliato! Mi fa piacere uscire con qualcun altro che non sia Ryuichi, che non siano o Hiro o Suguru…” “Beh, ti dirò, anche a me fa piacere uscire con Ryuichi! Ho trovato un amico stupendo in lui! Mi farebbe piacere conoscere meglio anche te… però, preferisco tu stia con lui stasera! Tanto, quanto state qui?” “Beh, ancora dieci giorni!” “Allora, ne abbiamo di tempo!” il ragazzo gli strizzò l’occhio, e questo fece un po’ arrossire Shuichi… quel ragazzo era davvero molto bello, e poi aveva due occhi meravigliosi! Non è che si era eccitato, però, quel gesto, lo aveva fatto solo arrossire.
Arrivò presto la sera, e prima di uscire, Shuichi aiutò il ragazzo a scegliersi i vestiti… e Hisoka aiutò Shindou. Il sedicenne indossava un paio di pantaloni di jeans non troppo stretti, con sopra una canottiera nera e una giacca lunga di colore nero, mentre Shuichi, i pantaloni di pelle di Ryuichi e la camicia tigrata di rosso e nero con il collare con la fibbia.
Uscirono, salutando i due ragazzi e la madre di Hisoka, che sorrise ai due ragazzini che si stavano allontanando.
Arrivarono in paese, dove camminarono per tutto il centro, che era illuminato dai lampioni, le lucerne di tradizione giapponese e altri addobbi simpatici per la festa dell’estate che si teneva ogni anno a Tokyo.
A vedere tutta quella gente, a Hisoka si strinse il cuore, aveva paura, così, per istinto strinse la mano a Shuichi, ma poi la ritrasse velocemente rendendosi conto di ciò che stava facendo.
“Che c’è?” “Scusa…” “Avanti…” gli porse la mano, in modo che gliela stringesse di nuovo, e continuarono a camminare per la città.
Il piccolo Hisoka arrossì nuovamente… sentì una strana sensazione dentro di sé, come se gli stesse smuovendo qualcosa all’interno dello stomaco, ma non ci fece molto caso.
Si fermarono al chiosco di ramen a mangiare, dove entrambi commentavano la serata. Shuichi disse che non aveva mai visto un paese così carino, anche perché a Tokyo facevano le cose in grande, mentre Hisoka disse di esser felice per le nuove emozioni che riusciva ad avere con lui. Finalmente aveva trovato un amico! E non aveva mai provato niente di simile.
“Ti va un gelato, Hisoka?” “Certo!” così, presero due gelati e si sedettero su una panchina per mangiarlo. Ogni tanto, si tiravano piccole occhiatine, dove Shuichi gli sorrideva sempre, e Hisoka, arrossiva, senza che il ragazzo ovviamente se ne accorgesse.
Dopo poco, Hisoka si sporse verso Shuichi, abbracciandolo forte. Aveva paura di perderlo, anche perché, dopo quei dieci giorni, si sarebbero più rivisti? Aveva paura di non rivederlo più… e questo lo faceva star male.
“Come mai quell’espressione triste? Qualcosa che non va?” “N-No… cioè… e se… non ci rivedessimo più, poi?” “Scherzi? Sono o no il tuo primo amico? Pensi che io non mi faccia più vivo?” “Grazie…”.
Quell’abbraccio durò ancora a lungo, entrambi facevano molta fatica a staccarsi, si sentivano così bene a contatto l’uno con l’altro. Così bene che Shuichi aveva paura di quella sensazione.
Si era fatto tardi, così, decisero di tornare all’hotel, ma prima, Hisoka disse a Shuichi di andare avanti, e che lo avrebbe raggiunto pochi secondi dopo, voleva fargli una sorpresa, voleva comprargli delle mele caramellate, tipiche del Giappone.
Mentre Hisoka si dirigeva al baracchino dei dolci, si sentì strattonare per un braccio da qualcuno. Credendo che fosse Shuichi, non ci fece molto caso, ma quando si voltò e vide un uomo sui quarant’anni che gli stringeva il polso, iniziò a tremare dal terrore.
Aveva paura, molta paura… il suo cuore batteva fortissimo, quasi come se stesse per avere una tachicardia! L’uomo gli sorrise caldamente.
“Ciao piccolo… sei solo?” “Io… s-no!” “Mh… bene! Vieni con me…” l’uomo che lo stava trascinando via, era alto, con capelli neri e occhi dello stesso colore.
Mentre lui parlava, il piccolo Hisoka, riuscì ad urlare, per richiamare l’attenzione di Shuichi, che lo riconobbe subito e corse immediatamente da lui.
“Cosa stai facendo?!” “Che vuoi, moscerino!” “Senta… lui è con ME!” l’uomo senza ascoltarlo continuava ad andare avanti, così, Shuichi lo colpì alla schiena con un pugno.
“Ragazzino! Togliti dalle scatole!” “Mai!” l’uomo colpì Shindou con un pugno sul viso, facendogli uscire il sangue dalle labbra, e Hisoka era a terra immobile, aveva paura per il suo amico… ma Shuichi, gli tirò un calcio nello sterno facendolo piegare, così prese Hisoka per un braccio trascinandolo via il più velocemente possibile.
Era stata davvero una brutta esperienza, ma per fortuna ne erano usciti salvi.
Si sedettero su una panchina, e il sedicenne, cercò di trattenere le lacrime, ma alla fine pianse.
“Ehy…” Shuichi lo accarezzava, e dopo poco si calmò… “Che c’è?” “Ho avuto paura…” “Lo so…” Hisoka a quel punto, si buttò fra le braccia esili del ragazzo con i capelli fucsia ed iniziò a parlare.
“Vedi… io… non voglio essere così fifone, ma purtroppo non lo faccio apposta. Vedi, tempo fa, mi è successa una cosa simile, ma non c’è stato nessuno che mi avesse potuto aiutare… ero da solo, era notte, ed ero uscito a prendere una boccata d’aria perché non riuscivo a dormire. Così, per sbaglio vidi la scena di uomo che picchiava una ragazza. Lui mi vide, e subito mi venne addosso, trascinandomi con lui. Dopo poco, mi spogliò del tutto e mi buttò a terra, facendo di me tutto ciò che poteva. Ti giuro, che sensazioni più orribili di quelle non le ho mai provate! Sentire un uomo sui quarant’anni, che ti ruba la verginità, ti tratta come fossi un oggetto ai suoi ordini, ti viene addosso proprio per farti capire che per lui non vali niente…! Io… da quel giorno ho sempre avuto paura di tutti! Per quello non volevo più amici! Solo Tsuzuki fino a quel momento era riuscito a parlarmi e beh… alla fine ci siamo pure fidanzati. Però, è stata un’esperienza terribile… soprattutto poi per la prima volta che l’ho fatto. Mi ci è voluto tantissimo per la paura, ma poi ho lasciato che Tsu-chan mi entrasse dentro e… beh, ora sono abituato…” a quelle parole Shuichi iniziò a piangere… quel ragazzino come lui aveva provato cos’era una violenza sessuale… e poi… aveva solo sedici anni!
“Scusa ma… quando è accaduto?” “Circa… due anni fa…” “COSA?!” addirittura, aveva quattordici anni! Quel bastardo!
“Perché piangi, Shuichi?” “So cosa provi… l’ho provato sulla mia pelle per ben due volte!” il piccolo Hisoka abbracciò ancora più forte l’amico. Entrambi avevano avuto la stessa traumatica esperienza, solo che Shuichi l’aveva superata subito perché aveva un carattere allegro e sicuro, mentre Hisoka aveva un carattere molto fragile. Gli faceva davvero tanta tenerezza quel ragazzino aggrappato al suo corpo.
“Su, ora è tutto finito! Ci sono io qui con te! C’è Tsuzuki, e se vuoi c’è anche Ryuichi!” Shuichi gli sorrise immensamente, e Hisoka, per ringraziarlo gli dette un bacio sulla guancia, che fece arrossire il ragazzo.
“Che dici, torniamo?” “Va bene… e… GRAZIE!” “Figurati!” così, si avviarono verso l’hotel, e nuovamente Hisoka gli strinse la mano a Shuichi. Prima lo aveva fatto per la paura della gente, ma quella volta lo aveva fatto perché voleva avere un contatto fisico con lui a tutti i costi.
Appena furono all’hotel, Hisoka si fiondò fra le braccia del suo ragazzo, e Shuichi, baciò subito Ryuichi sulle labbra.
“Allora, dove siete stati di bello?” “In paese!” “Com’era?” “Bello… mi piace lo stile di questo posto!”.
Hisoka, ad un certo punto prese Tsuzuki per mano e lo portò in camera, doveva raccontagli dell’accaduto, e per fortuna che c’era Shuichi con lui!
“Shu-chan? Che cos’aveva Hisoka?” “Un uomo ha cercato di…” “Cosa?!” “Si, per fortuna che c’ero io! Se non riuscivo a portarlo via, non me lo sarei MAI perdonato!” “Capisco…” “Ma lo sai perché?” “No…” “Perché… anche a lui è già successo una volta, per la precisione due anni fa, all’età di quattordici anni, ti rendi conto?!” “Oh mio Dio… povero piccolo…” “Già…” “Ma come sta, voglio dire, come ha reagito?” “Inizialmente malissimo, poi, si è ripreso. Da quando mi ha abbracciato si è ripreso del tutto!” “E Tsuzuki che si preoccupava che non avrebbe mai avuto contatti fisici con altre persone!” “Per fortuna!” “Infatti, se lo avessi fatto con altri ragazzi ti avrei già ucciso! Ma Hisoka… lui va bene!” “Che vuoi dire?” “Voglio dire, qualsiasi cosa succeda, non mi arrabbierò!” “Eh?! Sei scemo?!” “No… se baci Hisoka va bene!” “Ma che dici? Sei matto?” “No… sinceramente anche io vorrei provare…” “Non ti seguo…” “Vorrei provare con Tsuzuki… ne abbiamo parlato prima, e abbiamo concordato che avere nuove esperienze è una bella cosa… se il tuo partner è d’accordo va bene, se tu non sei d’accordo beh… non farò nulla…” “Guarda che faccia tosta! Tu che ti sei arrabbiato con me per Aizawa!” “Scusa…” “Scemo! Non sono arrabbiato, non ti nascondo che quel ragazzino mi ha colpito ma…sei sicuro?” Si…”.
La decisione che presero, era presa in due, in concomitanza. Shuichi aveva provato una strana sensazione quando il ragazzo lo aveva baciato sulla guancia, e sinceramente voleva provare a baciarlo sulle labbra, mentre era felice che Ryuichi avesse trovato carino Tsuzuki.
“Scusa ma… e Tsuzuki cosa ne pensa?” “Te l’ho detto, ne abbiamo parlato ed eravamo d’accordo. Scommetto che lo sta dicendo anche a Hisoka!” “Secondo me lui non accetta!” “Boh, vedremo…”.
Stettero un altro po’ a parlare, e dopo poco si addormentarono abbracciati. Shuichi per tutto il tempo aveva pensato ad Hisoka… chissà come avrebbe reagito se lui avesse provato a baciarlo? Sinceramente aveva paura che perdesse la fiducia in lui, per questo era molto insicuro sul da farsi, però, era ciò che voleva.
Il mattino dopo, si svegliarono molto tardi, l’ora di pranzo era già passata, e nessuno dei due aveva fame, così decisero di andare da Hisoka e Tsuzuki a chiedere se avevano voglia di andare a farsi un bagno alle terme con loro.
In poco tempo, si trovarono a rilassarsi nell’acqua. Tsuzuki prese da parte Ryuichi, spiegandogli ciò che era venuto fuori parlando col suo ragazzo.
“Vedi… ho parlato con Hisoka… e lui mi ha risposto che… Shuichi è molto carino… a dirla tutta non me l’ha detto esplicitamente, ma non appena ho nominato Shuichi, è arrossito completamente!” “Bene!” “Stasera direi di scambiarci i… coinquilini!” “Eheh… per me va benissimo!” “Ryuichi… non sai quanto avrei voglia di baciare le tue labbra…” “Oh, anche io…”.
Nel frattempo Shuichi e Hisoka si stavano godendo il tepore dell’acqua, mentre chiacchieravano della sera prima… il discorso cadde proprio sul fatto accaduto.
“Come va?” “Mh… bene… anche perché, non mi è successo nulla alla fine…” “Già… per fortuna che non ti eri allontanato più di tanto!” Hisoka, da sotto l’acqua gli strinse la mano, e Shuichi con le dita iniziò ad accarezzargliela dolcemente.
Senza dire niente agli altri due, si allontanarono verso la camera di Shuichi, volevano stare da soli. Quando erano insieme, si sentivano benissimo.
Appena furono lì, si sdraiarono sul letto, e chiusero gli occhi, ascoltando il silenzio della stanza, mano per mano. Quel contatto sembrava non volersi sciogliere mai.
Shuichi, lentamente si mise sopra di lui ed iniziò ad accarezzargli il petto, le guance, il collo, mentre l’altro ragazzino iniziò a dargli una serie di bacini sulle guance.
Non passò molto dacché le due bocche si unirono, fu un bacio sincero, anche se il sentimento d’amore non c’era, ma solo un grande affetto.
Le due lingue si intrecciavano, accarezzandosi, strusciandosi fra loro, mentre le mani vagavano sul corpo dell’altro.
Shuichi scese con le labbra sul piccolo capezzolo di Hisoka, che accarezzava i morbidi capelli del suo amante. Mentre faceva ciò, Shindou introdusse le dita sull’elastico del costume di Hisoka, che lo aiutò a toglierli, rimanendo poi nudo sotto il ragazzo, che dal capezzolo lentamente scese all’erezione del ragazzino.
Prima, lo leccava lentamente, sentendo le emozioni che stavano crescendo in lui, poi, lo prese del tutto in bocca. Shuichi sapeva benissimo che in quell’occasione sarebbe stato Hisoka il passivo, e la cosa lo faceva sentire molto strano, dato che non era molto esperto in quel campo. L’aveva fatto solo una volta con Ryuichi, ma non era la stessa cosa. Fatto sta che il ragazzino stava gemendo pesantemente sotto di lui.
I gemiti si espandevano per tutta la stanza, poteva sentire la lingua di Shuichi che vagava per tutta la sua erezione, e gli dava immenso piacere.
Dopo poco, Shindou tolse la bocca per poi posizionare la sua erezione fra le natiche del piccolo amante, che era pronto a riceverlo. Inizialmente, provò un po’ di indecisione, lo stava facendo con qualcun altro che non fosse Tsuzuki, ma poi, chiuse gli occhi e si immerse nella passione.
Sentiva il respiro pesante del suo amante sul collo, e ciò era ancora più interessante. E dire che fino a poco tempo fa lo odiava quel ragazzo! Sentiva invece che erano in grande sintonia, e si sentiva davvero onorato di averlo conosciuto.
Ormai entrambi erano all’apice del piacere, e dopo pochi istanti vennero, lasciando uscire un grido dalle loro bocche. Quell’orgasmo che avevano provato, era diverso dal solito, anche perché c’era la novità che l’avevano fatto con qualcuno di diverso.
Restarono abbracciati a riprendere fiato, mentre i minuti passavano e si era fatto molto tardi. Fecero una veloce doccia, ripensando alle sensazioni provate, mentre l’acqua scorreva sui loro corpi accaldati.
Prima di addormentarsi, parlarono, senza tralasciare nulla.
“Hisoka… devo dire che… mi è piaciuto molto!” “Anche a me… provare cose nuove è importante alla fine!” “Già, e sono contento di averlo fatto… soprattutto sono contento di aver conosciuto una persona come te! Anche se inizialmente ti avrei ucciso!” “Eheheh… anche io, non te lo nascondo!” “A volte ci si fa una falsa immagine delle persone senza conoscerle, ma alla fine ho fatto il possibile per conoscerti!” “Si, lo so! E te ne sono molto grato! Io… lo sai che non avrei fatto niente del genere da solo…” “Lo so… e non è colpa tua, so benissimo come ti sei sentito! Quanta paura avevi dentro di te ad essere a contatto con le persone!” “Mh… questo non è certo cambiato! Diciamo che forse adesso ho un po’ meno timore…” “Ti passerà, credimi!” “Lo spero proprio…” il piccolo Hisoka chiuse gli occhi, Shuichi lo abbracciava, ed entrambi dopo poco si addormentarono.
Quella era stata una serata bellissima, piena di emozioni, di pensieri, che nessuno dei due avrebbe mai dimenticato.
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