Miracle n.6
“Shu-chan… cosa c’è?” “Ma è fantastico… c’è anche Sakuma Ryuichi… non potevamo chiedere di meglio!” i tre ragazzi iniziarono ad avvicinarsi a Shindou, e in quel momento, a Ryuichi venne in mente chi potevano essere, ma non ne era ancora sicuro.
“Voi… non toccate il mio ragazzo!” “Ah, no? Non sarebbe la prima volta…” le sue teorie erano fondate… “Lasciatelo stare… prima dovrete passare sopra di me!” mentre diceva questo, si posizionò davanti al ragazzino tremante, per proteggerlo.
Uno dei due che erano stati zitti fino a quel momento, si avvicinò a Ryuichi, mettendogli una mano sulla spalla… “Va benissimo…” questo avvicinò le labbra al collo di Sakuma, che lo spintonò addosso a quello che pareva il capo fra i tre, che a quel punto schioccò le dita, e quello che si era avvicinato lo colpì nello sterno, così che si piegò su se stesso.
Non gli piaceva per niente quella situazione, oltretutto, erano in un luogo isolato, chi poteva vederli lì?
“Ehy! Ryu! Tu pensa a Sakuma, mentre io e Kim pensiamo al nostro caro Shindou!” “Va bene Yoh!” Ryu, che era colui che aveva ricevuto la spinta, si inginocchiò davanti al ragazzo e si sdraiò sopra di lui, iniziando ad accarezzargli tutto il corpo.
Ryuichi strinse i denti, ora avrebbe davvero provato ciò che aveva sentito Shuichi… già, Shuichi, scostò un attimo la testa per vedere cosa gli stavano facendo… e con rabbia notò che uno dei due lo teneva fermo, mentre l’altro lo stava baciando. Cercò di gridargli di lasciarlo stare, ma la voce non voleva uscire. Non riusciva a parlare.
A quel punto, le mani del ragazzo, da sopra i vestiti, passarono sotto. Strinse gli occhi, gli faceva schifo quel tocco, e con tutta la sua forza cercò di liberarsi, ma senza successo.
“Tutto inutile… non riuscirai a liberarti di me!” a quel punto, gli strappò la maglietta di dosso e iniziò a leccargli tutto il corpo, lasciandogli dei segni umidi, che per Ryuichi era come se fossero profondi tagli nella pelle.
Shuichi nel frattempo, era sdraiato, sopra di lui c’era Yoh, che si stava divertendo con la sua erezione, mentre l’altro, gli portò una mano alla sua, in modo che lo masturbasse. Lo fece, ma il gesto era talmente meccanico e senza sentimento che Kim non provò niente.
“Ehy! Yoh! Ma questo non mi diverte affatto…” “Hai provato con la bocca?!” Shuichi spalancò gli occhi, no! Nuovamente quel sapore orribile no! Gli veniva la nausea solo a pensarci, ma non poteva far altro che subire in silenzio. Kim si mise a cavalcioni sulla sua faccia, in modo che potesse prenderlo in bocca. Con le lacrime agli occhi iniziò il suo lavoro, sperò con tutto se stesso che Ryuichi non si trovasse in quella situazione, e che se ne fosse andato, però sapeva bene che era impossibile, dato che quello che si chiamava Ryu, non era lì.
“Oh… si… Shindou… più veloce, più veloce!” quelle parole per Ryuichi erano troppo. Si affacciò nuovamente e vide la scena più rivoltante che avesse mai visto. Le lacrime iniziarono a bagnargli il viso, quel ragazzo che stavano torturando era davvero il suo Shuichi?
“Piantala di guardare! Tra poco toccherà anche a te! E poi… non puoi fare niente per lui… ahahah!” Ryu si calò i pantaloni, e indirizzò la testa di Sakuma alla sua erezione, si stava eccitando a dismisura. Oltre che avere per le mani Ryuichi, ogni tanto dava uno sguardo a Shindou, che era davvero sexy. Era completamente nudo, mentre gli altri due si stavano divertendo con lui.
Ryuichi iniziò a leccarglielo con disgusto, mentre l’altro iniziava a gemere per il piacere, era davvero sublime, si vedeva che aveva già fatto esperienza.
Nella testa del ragazzo rimbombavano le grida di piacere di quello stronzo, che per le lui erano odiose, gli davano alla testa, così, fece ciò che non avrebbe mai dovuto fare, gli tirò un morso sul pene. Ryu si piegò su se stesso, e prima che Ryuichi potesse pensare di alzarsi e colpire Kim e Yoh, si alzò e iniziò a prenderlo a calci.
“Figlio di puttana! Come ti sei permesso?!” a quel punto Yoh si fermò un istante… “Ryu? Cos’è successo?” “Questo stronzo mi ha morso!” “Stai scherzando?!” “Come potrei scherzare? Me l’ha morso! E mi ha fatto anche piuttosto male!” “Eheheh…” Shuichi rise… aveva fatto un ottimo lavoro il suo Ryuichi… “Che cazzo ridi tu?” Shuichi venne colpito con un pugno al viso… “Che testa di cazzo!” Ryu tornò a Ryuichi, gli tolse i pantaloni, e con tutta la sua forza entrò dentro di lui. Sakuma sentì un dolore atroce, aveva fatto il passivo solo una volta, non c’era ancora abituato, e quel che era peggio, quel bastardo gli era entrato dentro con cattiveria, facendogli molto male.
Il ragazzo iniziò a gridare dal dolore, e al suono della sua voce, Shuichi cercò di divincolarsi, voleva aiutarlo, si voltò e lo vide, era per terra, e quel bastardo si stava spingendo in lui. Poteva vedere la faccia di Ryu che se la rideva, e a lui non gli andava giù.
Tutto quel divincolarsi però non servì a niente… “Oh… capisco… vuoi essere al posto del tuo ragazzo? E magari vuoi che Sakuma sia al posto di Ryu? Beh… ti è andata male! L’unica cosa che posso fare per te è… scoparti! Ahahahah!” Shuichi iniziò a protestare, aveva paura, non di nuovo. Anche se… purtroppo, beh, era chiaro che l’avrebbero fatto.
Prima Yoh, poi Kim, entrambi, a turno, lo stavano molestando. Quella sera, si stava concludendo nel peggiore dei modi, guardò Ryuichi, che in quel momento si voltò, e si guardarono negli occhi per pochi istanti, ma entrambi capirono la sofferenza che provava l’altro.
Passò una buona mezzora prima che quei pervertiti avessero finito, ma finalmente quel momento arrivò. Anche se prima di andarsene, si erano anche divertiti a picchiarli a sangue.
“Ahahaah! Andate pure in televisione conciati così! Ahahahah! Ma che carini che siete pieni di sangue!” calci, pugni, schiaffi… ma alla fine cessò tutto quello, e restarono soli.
Uno da una parte, uno dall’altra, con i loro pensieri tristi. Il primo che trovò la forza di reagire, fu Ryuichi, che a fatica riuscì a tirarsi su i pantaloni e i boxer, mentre Shuichi, si avvicinò a lui strisciando su quello sporco terreno, stringendogli la mano.
Ryuichi con tutta la poca forza che aveva in corpo, si avvicinò ancora di più a lui e gli dette un lieve bacio sulla ferita che aveva sulla fronte. Gli faceva impressione vederlo in quelle condizioni. Quando era stato violentato la prima volta, Yuki lo aveva già medicato, ma in quell’occasione, poteva vedere tutto il male che gli avevano causato. Era lì, sdraiato per terra al freddo, completamente nudo, sporco di terra, di sangue e di sperma. Anche lui si sentiva lo sperma addosso, infatti gli venne da vomitare, ma si trattenne, e pensò ad una soluzione.
Lentamente, si alzò a sedere, e recuperò i vestiti di Shuichi, aiutandolo a indossarli. Finalmente erano uno davanti all’altro, si abbracciarono, stringendosi forte l’uno con l’altro. Era di nuovo insieme, finalmente.
“Shuichi… mi dispiace, non ho potuto fare niente…” “Non è… colpa tua…” stettero ancora un tempo indefinito in quella posizione, quando Shuichi gli suggerì di chiamare Yuki.
“Yuki? H-Hai ragione… ma… non starà dormendo?” “N-No… mi ha detto che lavora sempre fino a tardi…” così, Ryuichi prese il telefono del suo ragazzo e chiamò Eiri.
“Shuichi?” la sua voce era preoccupata, anche perché erano circa le due e mezzo di notte… “N-No.. sono Ryuichi…” “Ryuichi? Come mai hai quella voce?” “T-Ti prego… vieni qui…” poteva sentire che la sua voce era rotta dal pianto, e iniziò a temere il peggio… “Dove sei?” “Al… parco… vicino allo Zepp…” “Oh? Ah, ho capito! Arrivo subito, non muoverti di lì!” “C’è anche… Shu-chan!” “Arrivo!” il ragazzo biondo si precipitò alla porta di casa, si mise le scarpe, il cappotto e corse in macchina.
La macchina sfrecciava per le strade deserte, Yuki aveva tanta paura per quei due ragazzi, non voleva crederci, ma aveva già capito di cosa si trattava. Ben presto arrivò nel luogo riferitogli da Sakuma, parcheggiò la macchina e corse nel parco, dove vide i due ragazzini seduti per terra.
“Shuichi! Ryuichi!” “Y-Yuki…” appena li poté vedere meglio, notò le ferite che riportavano entrambi in tutto il corpo, lo sperma che colava dai loro capelli, e il viso pieno di terra.
Yuki si chinò su di loro, stringendoli in un abbraccio.
“Immagino che non ce la facciate ad alzarvi, vero?” entrambi risposero di no, così, ne prese in braccio uno per volta e li condusse in macchina.
“Volete che vi porti a casa mia?” “Si, ti prego…” così, Yuki li avrebbe ospitati per la notte.
Come aveva fatto prima, li portò lui in braccio e li mise sul divano delicatamente, e gli chiese se volevano qualcosa.
“No… hai già fatto troppo, anzi, scusa se ti abbiamo chiamato a quest’ora…” “Scherzi? Avete fatto benissimo…” nella testa di Eiri l’unico sentimento che vagava era l’odio.
Shuichi ancora non aveva spiccicato parola, era ancora sotto shock… “Shuichi? Tu hai bisogno di qualcosa?” dopo qualche secondo di silenzio, senza alzare lo sguardo… “Doccia…” “Vuoi fare la doccia? Vado a prepararti l’acqua…” il ragazzino annuì, e Yuki si allontanò dalla stanza, lasciandoli soli.
Ryuichi si avvicinò al ragazzino, abbracciandolo, e accarezzandogli il viso, mentre piangeva.
“R-Ryu-chan… non piangere…” a sentirgli dire quelle parole gli venne l’istinto di stringerlo ancora più a sé… era davvero tenero…
Dopo dieci minuti arrivò Yuki, che gli disse di avergli preparato la vasca, così avrebbe potuto stare seduto e non sforzarsi. Lo aiutò ad alzarsi e lo lasciò in bagno, tornando da Ryuichi.
“E così stavolta è toccato anche a te… che bastardi…” “Mh… sono pure gli stessi dell’altra volta…” ” COSA?! Bene, hanno firmato la loro condanna!” “No! Potrebbero farti…” “No, tranquillo! Quando è successo a me ero ancora un bambino! Ora ho la corporatura per spaccargli la faccia, perciò stai tranquillo… lo sai che Tohma li sta rintracciando poi!” “Lo so… infatti vi ringrazio a tutti per prendervela così a cuore…” “Per me è un piacere aiutarvi!” “Grazie…”.
Stettero un altro po’ a parlare, quando fece il suo ingresso Shuichi, che si era vestito con la stessa roba che aveva prima.
“Oh? Merda! Ti vado a prendere qualcosa di pulito!” “Non importa…” “Oh, si che importa!”.
Anche Ryuichi fece il bagno, e dopo un po’, andarono tutti a dormire, anche se nessuno dei tre ebbe un sonno tranquillo. Ryuichi sognava ciò che gli era accaduto quella sera, Shuichi sognava il volto sofferente di Sakuma, mentre Yuki sognò il suo orribile passato.
La mattina seguente, Yuki fu il primo ad alzarsi, e preparò la colazione. Stette molto a rimuginare su ciò che era successo ai due amici la sera prima… era stata un’esperienza orribile per loro, oltretutto era la seconda volta che capitava a Shuichi!
Ben presto si svegliarono anche gli altri due, e stettero a parlare di cosa avrebbero fatto poi alla NG. Aveva sentito parlare del video, ma non sapeva nulla di concreto.
Gli spiegarono che avrebbero realizzato il video non appena avessero finito la registrazione di ‘In the moonlight’, il che presto dato che avevano tutto per farlo. Non gli ci sarebbe voluto molto, e poi… video! Quando parlavano di lavoro, qualsiasi cosa avessero, gli tornava il sorriso.
“A proposito! Com’è andato il concerto ieri sera?” “Benissimo! Non avevo mai visto così tante persone!” “Già, poi, erano davvero esaltate per noi! Appena abbiamo cantato ‘In the moonlight’ alcuni si sono messi a piangere!” “Wow! Siete proprio coinvolgenti allora!” “Eheheh!”.
Il sorriso c’era, ma non era pienamente vero… quei pensieri non abbandonavano mai le loro menti.
“Ryu-chan? Tu vuoi andare a lavoro vero?” “Tu?” “Io si, però se vuoi…” “Perfetto, anche io voglio andarci, prima finiamo di registrare, prima iniziamo il video!”.
Così, passò del tempo e andarono alla NG accompagnati da Yuki, ancora sentivano piuttosto male a muoversi.
Appena furono lì, K si preoccupò subito, entrambi erano pieni di ferite e lividi, così gli chiese spiegazioni. Le lacrime tentarono di uscire, ma Shuichi le fermò e gli spiegò l’accaduto.
A quel punto K si infervorò, come avevano potuto? Soprattutto erano gli stessi, e come se non bastasse, anche a Ryuichi! Il ragazzo uscì e raggiunse l’ufficio, dove raccontò tutto a Seguchi, che come lo vide arrivare con quella faccia si prese un colpo.
“Dici sul serio?! Gli stessi? Bene. Bene. Sono sulle loro tracce, stai sicuro che appena li becco ti chiamo subito. Andiamo a fargli una sorpresina!” “Bene Tohma… sono d’accordo con te!” “Dì a Shindou-san e Sakuma-san che più tardi gli vado a fare una visita… voglio assicurarmi delle loro condizioni…” “D’accordo…”.
Mentre registravano la canzone, tutti erano molto tesi e avevano i nervi a fior di pelle, anche se la voglia di lavorare c’era del tutto. Infatti stava venendo anche piuttosto bene.
Dopo poco entrò Seguchi, e chiamò a sé i due ragazzi.
“Ragazzi… mi spiace… giuro che comunque gliela faccio pagare! Sappiate che li sto per beccare!” “Davvero?!” “Certamente, non si azzarderanno più, ve lo prometto!” “Grazie…”.
Detto ciò Tohma corse nel suo ufficio più motivato di prima a trovare le loro tracce. Ci stava riuscendo solo grazie alla sua intelligenza.
Era entrato nel forum, iscrittosi come: ‘Sexy violence’, un nome con il quale attirare la loro attenzione, e aveva commentato il loro messaggio dicendo che erano stati fortunati ad essersi fatti un ragazzo così bello e che avrebbe voluto incontrarle persone fantastiche come loro. Inizialmente non si fidavano, ma poi Tohma furbamente ha scritto di ammirarli a tal punto di voler fare sesso violento con loro, e quei tre avevano abboccato. Restava solo da fissare quando potevano vedersi, e li avrebbe accolti con una bella sorpresa, in compagnia di K, Yuki, Mika, Tatsuha si sarebbe unito sicuramente dato che avevano fatto del male ai suoi più grandi idoli, Hiroshi, Fujisaki e se volevano vendicarsi pure Shuichi e Ryuichi. Ma gliel’avrebbero fatta pagare, eccome!
Bastava usare l’astuzia con gente stupida come quella, perché per fare certe cose, non potevano altro che essere dei grandissimi stupidi.
Se i giornali avessero scoperto tali fatti e si fossero azzardati a pubblicare un articolo su ciò che era accaduto, avrebbe provveduto a far licenziare il reporter e denunciare la casa editrice, perché siccome non era la prima volta che i giornali mettevano il naso in fatti in cui non avrebbero dovuto (la violenza subita da Yuki, con l’aggiunta di un mare di cavolate riguardo al consenso che si presumeva Eiri avesse dato ai delinquenti), beh, gliel’avrebbe fatta pagare anche a loro.
Se volevano far sapere della molestia, cosa alquanto impossibile, lo avrebbero deciso i due ragazzini.
Tornò nella sala registrazione e chiese quando avevano intenzione di cominciare a girare il video.
“Beh, appena finita la canzone… perché?” “Vi basta oggi per finire?” “Certo, perché?” “Benissimo, vado a chiamare il regista che vi aiuterà con la scena! Fisserò l’appuntamento per dopodomani in poi!” “GRAZIEEE!” un coro da parte dei Bad Luck, e Tohma se ne tornò in ufficio per sbrigare ancora faccende.
I ragazzi intanto, erano al finale della canzone, che non sapevano se finirlo affievolendo le parole, o con le note della testiera.
Stettero un po’ a pensarci, quando decisero per la tastiera. Dopodiché riuscirono entrò poco a finirla.
Passarono tre giorni dalla violenza che avevano subito i due vocalist, ma i pensieri non li avevano ancora abbandonati del tutto.
Erano soltanto le tre del pomeriggio, e decisero di concedersi la giornata in compagnia, facendo un’uscita a quattro.
Inizialmente non sapevano minimamente dove andare, poi decisero di andare al cinema, molto tranquillamente, anche perché né Shuichi né Ryuichi potevano fare troppi sforzi, ancora sentivano molto male.
Arrivarono alla cassa del cinema e presero quattro biglietti per andare a vedere ‘Other the world’, un film ambientato nell’epoca dei reattori Makou, dove c’era il protagonista Cloud Strife che non ricordava niente del suo passato, ed era entrato a far parte degli Avalanche, un gruppo di ribelli, di cui ne faceva parte anche Tifa Lockheart.
Era un film che li ispirava molto, e dovevano anche sbrigarsi perché a momenti iniziava.
La sala del cinema, era ormai già piena di gente, ma trovarono ugualmente quattro posti non molto lontani dallo schermo. Da lì, vedevano anche molto bene, senza che dovessero sforzare gli occhi per la troppa vicinanza. Aspettarono all’incirca due minuti, e poi, il film cominciò.
La scena iniziale, mostrava un raduno degli Avalanche, nel Pub del Sector 7th, che gestiva Tifa, la protagonista. Ancora Cloud, non aveva deciso se fare parte di quel gruppo o no, lui voleva solo guadagnare un po’ per ritrovare i suoi ricordi perduti.
La loro riunione fu sconvolta da una sparatoria che avvenne all’interno del locale, e poi, si diressero alla Shinra Corp., l’obiettivo degli Avalanche per riscattarsi contro l’ingiustizia della società che usava l’energia Makou per i loro comodi, ignorando il pericolo che essa scaturiva.
Questo era solamente l’inizio della tragica storia, durante la quale i protagonisti incontravano nuovi amici, Cloud perdeva la ragazza di cui si era innamorato durante la storia, incontri con il potente Sephiroth, ex compagno Soldier di Cloud, e via dicendo.
Ovviamente la scena della morte della ragazza: Aeris, commosse molto la gente che era presente alla proiezione, infatti Shuichi iniziò a piangere disperato, povera ragazza, morire così per mano di un essere come Sephiroth!
La storia proseguì, arrivando purtroppo alla fine, dove la società Shinra venne distrutta da Ultima Weapon e il gruppo Avalanche, si ritrovò a combattere contro Sephiroth, all’interno del Great North Cave, il quale aveva fatto in modo che una cometa si schiantasse sul pianeta.
Fu una dura battaglia, ma infine, grazie alle materie, le Summons e le abilità finali di Cloud, riuscirono ad avere la meglio e fuggire dalla grotta, e guardare cosa sarebbe accaduto.
Grazie alla Holy Materia di Aeris, che dette una mano tramite il suo spirito, il pianeta fu salvo dal meteorite.
Il film si concluse con il ritrovo di tutti i personaggi a Midgar, che venne ricostruita.
Era stata una proiezione meravigliosa, tutti quanti uscirono dalla sala entusiasti per come avevano speso i loro soldi.
I ragazzi uscirono dal cinema, e decisero di andare allo Zenny’s a mangiare un boccone, oramai si erano fatte le 19.30 fra una cosa ed un’altra.
Arrivati alla pizzeria-pub ordinarono la loro cena, anche se dovettero aspettare un bel po’ prima di mangiare. Quella sera lo Zenny’s era parecchio affollato, perciò c’era da attendere.
“Allora in questi giorni gireremo il nostro primo video!” “Già! Il regista ci darà qualche consiglio, ma noi… abbiamo una qualche minima idea sulla ‘storia’ del video?” “Mmm… Suguru ha ragione! Dobbiamo trovare qualcosa di adatto alla melodia e al testo! Ovviamente, dato che la canzone parla delle ambizioni di un ragazzo…” “Perché non fare tipo la storia di ognuno di noi? Ad esempio, se parliamo di te Suguru, mettiamo dei pezzetti prima del successo, tipo di qualcuno che ti da lezioni di tastiera, o Hiro che cerca di imparare a suonare la chitarra e io e Shu-chan che scriviamo le canzoni cercando di trovare l’ispirazione! E poi, beh, momenti in cui noi riflettiamo sul da farsi…” “Ehy! Potrebbe essere un’idea! Tu che ne dici Shu-chan?” “Si, direi che l’idea mi piace!” il ragazzo era molto pensieroso, i fatti accaduti qualche sera fa lo avevano molto sconvolto, e non aveva la testa per seguire del tutto i discorsi.
“Shuichi? Cerca di non pensarci! Lo so che è difficile… però… ci sei già riuscito una volta…” “Lo so Hiro… ma non è così semplice come tu credi… infondo anche io non faccio altro che pensarci… solo che l’ho presa in maniera diversa… e poi… a lui è capitato due volte…” mentre diceva queste parole, gli occhi gli si riempirono di lacrime, il solo pensiero di quella sera lo faceva rabbrividire.
Finalmente le ordinazioni arrivarono, le portò Mika che sorrise a tutti i ragazzi. Lei ancora non sapeva nulla, anche se appena vide le facce incerottate dei due ragazzini si preoccupò, ma non volle chiedergli nulla al riguardo.
“Mi spiace ma stasera non posso fermarmi a chiacchierare con voi, ragazzi… avete visto che pienone di gente c’è!” “Non preoccuparti Mikarin… fai pure il tuo lavoro…” la voce grave di Shuichi riecheggiò nelle orecchie della donna che si impietosì, doveva essere accaduto qualcosa di brutto. Accarezzò i capelli ai due ragazzi e scappò a prendere altre ordinazioni nei vari tavoli.
Mentre mangiavano, si misero a ricordare il concerto, tutti e quattro erano stati davvero fieri di loro stessi. Sapevano che avevano dato il meglio.
Le ore volarono, ed era già tarda sera, a quel punto, come di consueto tutti ordinarono da bere alcoolici. Quella volta, anche Ryuichi non badò ai bicchieri bevuti, ormai sia lui che Shuichi erano al settimo bicchiere, e Hiro e Suguru cercavano di fargli capire che era abbastanza.
“No Hiro! Stasera bevo anche io! Io non ho mai esagerato nel bere, ma stavolta mi va! E anche Shu-chan può farlo, voi non siete nessuno per impedircelo…” “Andiamo bene, sono ubriachi tutti e due!” mentre a Ryuichi gli era presa l’allegria momentanea, Shuichi era restato in silenzio ad ascoltare i discorsi dei suoi amici, senza la minima voglia di partecipare.
Hiro prese da parte Suguru… “Su-chan! Dobbiamo stare attenti a quei due… viste le loro condizioni psicologiche potrebbero commettere chissà quali sciocchezze… dato che sono ubriachi, o almeno… Ryuichi lo è… Shuichi per fortuna è più sobrio…” “Mmm… io non credo, sai? Forse gli è presa la sbronza triste ma… non sono sicuro sia sobrio…!” i due ragazzi tornarono al tavolo, mentre Ryuichi stava buttando giù l’ottavo bicchiere di Sambuca. Stava a dir poco esagerando, di questo passo avrebbe rimesso tutto ciò che aveva ingerito quella sera.
“Ryuichi… lo dico per te… se non vuoi sentirti male, smettila di bere!” il ragazzino fece finta di nulla e si avvicinò a Shuichi.
“Ehy! Shu-chan! Avanti, cerca di stare più allegro! Ci sono qui io!” “Mh…” “Dai piccolo! Ti preeego…” “Ryu-chan… non ce la faccio… per quanto io mi sforzi nella mia mente ci sono solo quelle orribili immagini!” “Allora… GUARDA ME!” gli fece un gran sorriso, e Shindou ricambiò, forse aveva ragione, che senso aveva stare a piangersi addosso? Non poteva fare niente per l’accaduto, era successo e basta, ora doveva pensare a divertirsi con il suo ragazzo e i suoi più cari amici.
“Mikaaaa!” la ragazza arrivò al tavolo dei suoi amici “Mi porti due vodka alla menta e due Sambuca?” “Sei matto?!” “Ti pregoooo!” il piccolo Shuichi gli fece un faccino implorante, mettendo in risalto i suoi occhioni tutti lucidi, così, glieli portò.
“Ryu-chan! Tieni!” “Grazieee!” i due iniziarono a bere, buttando giù il contenuto che stava nel bicchiere in un solo sorso. Quella serata sarebbe degenerata molto presto, era meglio uscire il prima possibile da quel locale, prima che bevessero ancora o vomitassero anche l’anima!
“Shuichi? Ryuichi? Vi va di andare a fare una passeggiata?” “Troppa fatica…” “A me si!” “Ma… ma… Shu-chan? Mi tradisci così?” “Allora ti porto sulle spalle se ti fa fatica!” nella mente di Hiro si focalizzò l’immagine di Sakuma sulle spalle di Shuichi che barcollava per il peso del ragazzo… no, decisamente non andava.
“Facciamo così! Hiro porta Ryuichi sulle spalle, mentre tu, Shuichi, vieni con me a parlare! Ho bisogno di raccontarti tantissime cose sai?” “Davvero?!” “Si… e… mi ascolterai, vero?” “Certo! A te va bene Ryu-chan?” il ragazzino annuì, così, si alzarono, pagarono salutando Mika e uscirono dal locale.
Mentre Hiro camminava per il viale con l’amico abbandonato sulla sua schiena, Suguru prese da parte Shuichi, sorreggendolo.
“Allora? Cosa devi raccontarmi?” “Sai vero che l’altro giorno io e Hiro-kun abbiamo fatto un mese insieme?” “Sei… sicuro? Voglio dire è tanto che vi frequentate!” “Infatti, l’hai detto! Ci siamo messi insieme un mese e tre giorni fa!” “Che belloo!” “Si, infatti ne sono davvero molto felice! Comunque, dicevo… abbiamo fatto un mese e… abbiamo festeggiato!” “E come?!” Fujisaki tirò un sospiro di sollievo, per fortuna che l’amico si stava interessato all’argomento, altrimenti non sapeva come tenerlo lontano da Ryuichi… chissà loro due insieme che avrebbero combinato da ubriachi? “Beh, il pomeriggio siamo stati alla NG, e fin qui ci sei. Poi, la sera siamo stati ad un hotel termale! Hiro aveva prenotato le terme tutte per noi per una sera! E… l’abbiamo fatto!” “Nelle terme?!” il ragazzino annuì… “Wow! Io e Ryu-chan non l’abbiamo mai fatto nelle terme! Anche io voglio farlo! E poi?” “Siamo stati a guardare le stelle sul tetto, e poi siamo andati a letto… anche se prima l’abbiamo fatto di nuovo!” “Siii! Grande Suguru!!” “Ehehe…” mentre parlavano, Suguru si accorse che ogni minuto che passava, i riflessi di Shindou rallentavano a dismisura, la sbronza gli stava salendo molto.
Qualche metro più indietro Ryuichi parlava con Hiro, gli raccontò tutto quello che era accaduto quando aveva subito la violenza, in ogni particolare. A Hiro si stava sciogliendo il cuore, però, lo ascoltò senza proferir parola. Mentre parlava, le lacrime rigarono il volto del ragazzo, che ce la metteva tutta per non soffocare le parole in modo da farsi capire, anche se non passò molto che iniziò a piangere disperatamente.
Ryuichi aveva bisogno di sedersi e calmarsi, così, chiamò Suguru, in modo che lo raggiungesse da solo.
“Dim… Ryuichi!” “Su-chan… ti prego, porta Shuichi il più lontano possibile da lui! Devo calmarlo, e se Shu-chan lo vede così inizia a piangere pure lui… non voglio che lo veda così. D’accordo? Ora vai, prima che arrivi qualcuno o che lui possa fare qualcosa di stupido!” “Ok… m-ma… dov’è?!” “COSA?! Muoviti! Vallo a cercare, non può essere andato lontano!” “Oh… l’ho visto, è sulla panchina! Non poteva mettersi in una un po’ più illuminata! Comunque, tranquillo, fidati di me!” il ragazzino si allontanò raggiungendo l’amico.
“Shuichi? Eccomi…” “Perché Hiro non mi voleva?” “Non è che non ti voleva… non preoccuparti! Andiamo?” “Dove?” “Boh… ho voglia di camminare stasera… non vedi che bella serata?” “Va bene…”.
Così, camminarono per tutto il parco, parlando di come Suguru ringraziava i loro amici per averlo aiutato con Hiro, e su come si trovava bene con lui.
Si fermarono a parlare su una panchina, quando Shuichi iniziò a fissare pesantemente il ragazzino.
“Shuichi? Che c’è?” il suo sguardo era diventato molto malizioso… non capiva cosa gli stava succedendo!
“Ryu-chan…!” “Shuichi! Ma cosa stai…! Io sono Suguru!” “Mmm…” il ragazzino si abbandonò sul corpo dell’altro, la sua vista annebbiata vedeva il suo ragazzo, senza rendersi conto che in realtà si trattava di Fujisaki.
Suguru si tranquillizzò, finchè lo abbracciava soltanto era ok. In quel momento però, il ragazzino ubriaco buttò tutto il peso sull’amico costringendolo a sdraiarsi sulla panchina.
“Shuichi!” “Ryu-chan… perché?” le lacrime iniziarono a scorrergli sul volto… eccoci… ora si che era un casino.
Shuichi allora avvicinò le labbra al ragazzo, che cercò di fermarlo, ma non ci riuscì… dove trovava tutta quella forza viste le sue condizioni? Le due bocche si unirono, e Shindou ci stava mettendo tutta la passione di cui era capace, e lentamente infilò una mano nei pantaloni di Suguru, che iniziò a protestare.
“SHUICHI SMETTILA!” “No, Ryuichi! Io voglio farlo con te!” “Ma come devo dirtelo che sono Suguru?!” il ragazzino poteva sentire la bravura di Shuichi in quei gesti, e iniziò anche a provare piacere, ma doveva fermarlo! Primo per il fatto che non voleva fare un torto a Hiro, secondo perché se Shindou avesse ricordato non avrebbe più guardato in faccia Ryuichi.
Appena il ragazzo dai capelli fucsia tentò di abbassargli i pantaloni, Suguru gli dette una spinta facendolo cadere dalla panchina battendo la testa sul pavimento.
“SHUICHI!” il ragazzino cominciò a piangere, ciò vedeva era stato un rifiuto da parte del suo ragazzo, e oltretutto sentiva molto male.
Fujisaki si avvicinò all’amico tirandolo a sedere, e iniziò ad accarezzargli i capelli, massaggiandogli il punto che aveva battuto. Sentì una strana sensazione di umido fra le dita, così se le guardò e scoprì che stava sanguinando. Iniziò ad agitarsi, non sapeva davvero cosa fare, così, tirò fuori un fazzoletto e lo andò a bagnare alla fontanella e poi lo mise sulla testa dell’amico, che si addormentò.
A quel punto, lo prese fra le braccia e tornò da Hiro. Tanto ormai Shuichi non avrebbe potuto fare nulla.
Hiro, nel frattempo stava ancora tentando di calmare Ryuichi, che aveva la testa fra le ginocchia, e con le mani si teneva la testa. Non riusciva più a fermare le lacrime.
Hiro alzò lo sguardo e vide il suo ragazzo con Shuichi addormentato fra le braccia, sospirò, per fortuna che almeno lui si era ‘spento’!
Suguru si sedette accanto a lui, dopo aver appoggiato Shuichi sulla panchina accanto a loro, e lo aveva coperto col suo giubbotto di jeans.
“Su-chan… com’è andata?” “Mmm… ti giuro, l’avrei ammazzato!” “Perché?!” “Tu non hai idea di cosa mi ha fatto passare! Ad un certo punto si è convinto che io fossi Ryuichi e così si è avvicinato e mi ha baciato… dove cazzo l’ha trovata tutta quella forza nonostante fosse ubriaco?! E nonostante quel bacio mi ha anche messo una mano nei pantaloni, così a quel punto l’ho buttato giù dalla panchina con una spinta… purtroppo ha battuto la testa e ha iniziato ad uscirgli il sangue e…” a quel punto Hiro gli tappò la bocca con una mano. Suguru non si era minimamente accorto che Ryuichi era sveglio, così non si era curato di parlare a bassa voce, in quel modo aveva sentito tutto!
Ryuichi aumentò il pianto, Shuichi aveva baciato Suguru, convinto fosse lui, ma lo aveva tradito di nuovo! Si alzò dalla panchina, e barcollando andò verso il suo ragazzo e cercò di tirargli un pugno.
Hiro scattò di corsa e lo bloccò, prima che potesse colpirlo… quella serata era davvero degenerata!
Passò un’altra oretta, e anche Ryuichi si era addormentato, così, i due ragazzi potevano concedersi un po’ di tempo insieme.
“Mi spiace Hiro…” “Non è colpa tua… tranquillo… non ce l’ho con te…” “Però non è nemmeno colpa di Shuichi! Io spero solamente che nessuno dei due si ricordi di stasera! Altrimenti litigherebbero nuovamente…” “Mh… hai proprio ragione, sai?” “Lo so… lo dico perché li ho già visti litigare, e vederli tristi mi ha fatto male, non voglio che accada di nuovo!” “Già… ma ora, non pensiamoci…” Hiro prese il voltò di Suguru fra le sue mani e lo baciò, finalmente si erano potuti baciare.
Dopo un po’, Hiro prese Ryuichi sulle spalle, Suguru prese in braccio Shuichi e li accompagnarono a casa. Appena arrivarono alla loro casa, li misero a letto, e nel sonno si abbracciarono. Forse inconsciamente avevano riconosciuto dov’erano.
Se ne andarono, anche se prima gli avevano lasciato un bigliettino sul comodino.
Lascia un commento