Miracle n.1

Miracle n.3

Il mattino seguente, al suono della sveglia, Ryuichi si alzò subito, e svegliò anche il piccolo addormentato contro il suo corpo. Ci mise un po’ per aprire gli occhi, poi, conscio della situazione, si alzò. Presero i vestiti dall’armadio e si vestirono. Ryuichi si mise i pantaloni rossi della tuta e una canottiera nera che prese in prestito dal suo amante. Shuichi, si mise un paio di shorts che li arrivavano sotto al ginocchio di colore nero e la camicia tigrata rossa e nera, della quale tirò su le maniche. Corsero a fare colazione e si incontrarono con Hiro al parco per andare a vedere i risultati insieme. C’era anche Fujisaki con loro. Si diressero a scuola, dove c’era un accalcamento di gente davanti ai tabelloni, aspettarono che la folla diminuisse e si infiltrarono.

“Siii!! Sono passato con 98 su 100!!” “Complimenti Ryu-chan!” “Bravo!” dopo poco anche Hiro trovò il suo nome con 71 su 100 e vennero fatti anche a lui i complimenti, ma Shuichi, ancora non aveva aperto bocca, stava cercando il suo nome ovunque, ma non riusciva a trovarlo. Le lacrime iniziarono a scivolargli lungo il viso. Aveva paura, così Ryuichi gli strinse la mano come per confortarlo.

“Shindou Shuichi! Eccolo!” Fujisaki lo aveva trovato, era passato con il 78 su 100, ed era saltato addosso a Shuichi abbracciandolo. Il ragazzino iniziò a gridare di gioia, non poteva credere di aver totalizzato un tale punteggio! Ryuichi a quel punto, contagiato dalla sua contentezza lo baciò, davanti a tutti. La gente non li aveva mai visti baciarsi, anche se sospettavano qualcosa, ma non sapevano come realmente stavano le cose, magari qualcuno già lo sapeva perchè aveva visto il programma in tv dove erano stati intervistati. I due ragazzi, comunque sia, se ne sbattevano e continuavano a baciarsi tranquillamente, nonostante le esclamazioni di orrore, le offese e anche gli apprezzamenti. Per loro due in quel momento non esisteva nessuno, solo loro due.

Andarono a informarsi per il giorno della consegna del diploma, scoprendo che era due giorni dopo, poi decisero di andare subito alla NG, dato che ormai non avevano più la scuola che comprometteva col lavoro. Arrivati lì, K li scortò subito in sala e iniziarono a lavorare. Gli accordi e le note erano quasi pronti. Mancava solo qualche ritocco e poi potevano iniziare a provare la voce.

Ci misero una mattinata intera per finire, poi, pranzarono e iniziarono subito a provare le voci. Era perfetta. La parte rock era pronta al 100%.

“Appena registrata dobbiamo assolutamente iniziare con quella melodica! Eheheeh…” “Shuichi… io fossi in te penserei prima a finire questa…” “Uffa Ryu-chan… perchè mi smonti sempre così…?” il ragazzo gli tirò una spinta amichevole mettendosi a ridere. Quel ragazzino alle volte era un po’ permaloso, e si divertiva proprio con lui.

K disse che bastava, e che avrebbero fatto la registrazione il giorno dopo. Avrebbero pubblicato il nuovo singolo quando avessero finito la versione melodica. Quindi, erano liberi. Ovvio che era tardi per cominciare a registrare, erano già le 21! Shuichi e Ryuichi, si concedettero una serata tranquilla appena furono a casa, davanti alla tv con un film, anche se non lo considerarono molto, perchè si baciarono per tutto il tempo.

“Ryu-chan… mi è venuta in mente una cosa… perchè non scriviamo una canzone insieme? Le uniche canzoni le abbiamo scritte singolarmente una io e una te…” “Per me va benissimo!!” “Un’idea già ce l’ho!” “Perfetto, facciamolo con calma domani, o dopodomani… almeno l’inizio! Ma, di cosa palerebbe?” “Ho pensato, come se io e te fossimo distanti, per esempio in due posti diversi, e le parole vengono ispirate dalla luna… ora, spiegata così fa schifo ma… prendi il pezzo finale che già ce l’ho in mente: ‘Quell’ultima notte, non importa dove sia, adesso è solo la luna a guardare il mio cuore deserto. Che cosa sto aspettando, in questa stanza senza te? È solo il ticchettare dell’orologio, ma risuona nel mio cuore insonne come se fossero dei passi. Anche adesso sto aspettando, mi fermo qui da solo: chissà adesso da dove starai guardando quella luna?’. Che ne pensi?” il ragazzo restò un attimo in silenzio a pensare, quell’ultimo pezzo era commuovente. Aveva sempre saputo che Shuichi era un ragazzo romantico, ma in quella canzone, aveva dato il meglio di sè. Si era messo nei panni di lui stesso, come se i due fossero separati, ed era venuto fuori un finale davvero bello.

“Mi piace, tantissimo… non oso nemmeno pensare però se ci dovessimo separare sul serio!” “Ma questo non succederà mai…” “Mai dire mai… è una parola che non si deve dire. Tutte le volte che viene detta succede sempre ciò che vorresti non succedesse mai. Dal mio punto di vista di adesso non succederà, ma in futuro chi può saperlo…?” Shuichi aveva paura di quel discorso, e se un giorno Ryuichi si fosse stancato di lui? Si fosse stancato del suo corpo per fare nuove esperienza? O si fosse stancato del suo carattere troppo infantile? Era terrorizzato da quel pensiero, cercò di coprire ciò che gli passava per la mente sorridendo.

“Ehy… Shu-chan… tranquillo. Non voglio farti questo discorso per metterti paura. Non fraintendere.” “Sto bene… non sono per nulla spaventato. Ora sto bene… quindi, è tutto ok.” disse tutto ciò con una falsità assurda, non voleva far preoccupare Ryuichi con le sue stupide paranoie. Aveva paura di diventare un peso per lui in futuro. Si concentrò sulla tv, accoccolandosi al suo ragazzo, stringendolo forte in un abbraccio, talmente forte che Sakuma gli accarezzò i capelli, capendo benissimo ciò che passava per la testa al ragazzino. Aveva fatto male a esprimergli quel discorso, sapeva bene come Shuichi si faceva le paranoie per ogni cosa, soprattutto sulla loro storia. Quando era preoccupato per qualcosa cercava di nasconderlo. Quando aveva paura che Ryuichi gli sfuggisse dalle mani lo stringeva forte a sè. Ormai lo conosceva bene.

“Forza, andiamo a dormire. È la cosa migliore.” Shuichi annuì, e lo prese per mano. Appena furono in camera, si spogliarono, e Shuichi aspettò che il ragazzo fu nel letto con lui per chiudere gli occhi. Ryuichi gli tenne la mano per tutta la notte per farlo sentire sicuro. Dopo poco, Sakuma si addormentò, mentre Shuichi restò molto tempo a pensare al discorso strano che Ryuichi gli aveva fatto. Non riusciva a toglierselo dalla testa, più cercava di non pensarci, più ci pensava. Ci volle molto prima che si addormentasse, anche se durante il sonno, sognò ciò che aveva in testa. Fu bruttissimo. Sognò loro due nel futuro, più o meno, tre anni dopo, e Ryuichi gli stava parlando. Il suo sguardo era piuttosto annoiato.

“Shuichi… ho passato dei bei momenti con te ma… ormai è tutto così monotono. Non possiamo andare avanti così. Ormai non mi viene neppure più da guardarti negli occhi quando ti parlo… e… per la verità quando lo facciamo, è tutto così meccanico. Quando sono a letto con te, io non faccio l’amore… solo sesso. Perciò, la cosa migliore è lasciarci. Anche perchè c’è già qualcun altro che mi piace… si tratta di K-san… ormai abbiamo scoperto di avere molte cose in comune, e soprattutto è una persona matura. Mi dispiace Shuichi, ti lascio.” Shuichi iniziò ad agitarsi nel sonno, si rigirava, stringeva forte la mano di Ryuichi, che si svegliò. Il ragazzo lo guardava, capendo che stava avendo un incubo, tremava. Cercò di calmarlo accarezzandogli il viso, i capelli, ma non c’era alcun modo. A quel punto, Shuichi iniziò a piangere, prima silenziosamente, poi iniziò a singhiozzare, fino a disperarsi, urlando.
“Shu-chan… calmati…” lo prese fra le braccia, cullandolo per calmargli il sonno, ma non ci riuscì. Non sapeva più cosa fare, doveva svegliarlo. Iniziò a scuoterlo leggermente, poi dato che non risolse nulla, lo scosse più forte. Ormai aveva la maglietta bagnata dalle sue lacrime. Gli faceva davvero tenerezza in quello stato.

Nel sogno di Shuichi, comparvero le immagini di Ryuichi che faceva l’amore con K. Così, a quel puntò gridò talmente forte da svegliarsi di soprassalto. Aveva gli occhi spalancati, pieni di lacrime e il respiro pesante. Non aveva mai sofferto tanto per un sogno. Quando si accorse che Ryuichi era sveglio, gli si butto fra le braccia, stringendolo. Per assicurarsi che fosse stato solo un brutto sogno, e che Sakuma era lì con lui, era suo.

“Shuichi…” il ragazzo continuava a ripetere il suo nome e ad accarezzargli il viso per calmarlo, e per dirgli che era lì per lui… ancora le lacrime non avevano cessato di uscire.

Quando finalmente Shuichi si calmò un po’, Ryuichi gli sorrise, chiedendogli cosa avesse sognato.
“Ryu-chan… davvero non mi abbandonerai mai?” ecco, proprio ciò che non voleva sentirsi dire, era stato proprio quel discorso a tormentargli il sonno, e si sentiva in colpa.

“Ma certo piccolo… io ti amo, lo sai meglio di me. Come potrei? Cosa c’è… cos’avresti sognato…?” “Tu… mi mollavi per K-san… e mi hai detto che quando eri con me era tutto così monotono, il nostro era solo sesso… e poi facevi l’amore con K-san…” Ryuichi soppresse una risata… “Con K? Ahahaha… stai tranquillo, quello non succederà mai! E poi… tu sei unico Shuichi… basta ora preoccuparsi per cose stupide. Io ti ho detto quelle cose solo per farti capire che non sappiamo cosa ci riserverà il futuro ma… so che io la mia vita voglio passarla con te. Te e basta. Non ho bisogno di nessun’altro, perchè tu sei perfetto così. Non posso desiderare nessun’altro, perchè nessuno è migliore di te! Tu hai tutte le qualità della persona che desidero avere accanto per affrontare la vita! Stai tranquillo… io non ti abbandonerò. Ci saranno dei litigi, ovvio, però sei tu che io amo con tutte le mie forze. Non ci sarà niente e nessuno che mi farà cambiare idea su questo. Basta piangere.” detto questo, gli asciugò le lacrime, e gli baciò la fronte calda. Si era agitato moltissimo.

“Hai ragione Ryu-chan… ma io ho ugualmente paura… lo sai come sono fatto…” “Si, lo so che sei uno scemo! Avanti, vieni qui… fra le mie braccia e dormi. Altrimenti domani starai male perchè sarai stanco.” Shuichi si accoccolò fra le sue braccia, abbracciandolo a sua volta e chiuse gli occhi, addormentandosi subito. Era stata una nottata faticosa, ma la superò con l’aiuto del premuroso Ryuichi.

Il mattino seguente, Ryuichi si svegliò per primo, e andò subito a fare la doccia. Ricordò cosa era accaduto durante la notte, e gli comparvero nella mente gli occhi pieni di lacrime di Shuichi… Dio com’era dolce. Gli aveva fatto davvero tenerezza, soprattutto gli aveva fatto capire quanto lo amasse.

Appena ebbe finito, uscì dal bagno e Shuichi dormiva ancora, così decise di svegliarlo. Lo scosse leggermente e aprì subito gli occhi, che erano gonfi e arrossati.

“LaLiHo Ryu-chan!” “Buongiorno… Nanoda…!” gli dette un bacino sulle labbra e lo abbracciò. Shuichi si alzò dal letto e si diressero entrambi in cucina, dove fecero colazione.

“Shuichi… volevo dirti grazie!” “Eh?” “Si, perchè ieri mi hai fatto capire quanto io significhi per te… ed è importante!” “Anche tu… anche tu mi hai dato tanto sostegno Ryuichi… grazie!”.

Andarono alla Ng Pro. per finire finalmente la canzone. Dovevano registrare le voci, tanto gli arrangiamenti erano già stati fatti tutti. Mentre Ryuichi e Shuichi avrebbero registrato le voci, Hiro e Fujisaki avrebbero pensato alla melodia per la parte soundtrack. Avrebbero fatto più in fretta così.

“Allora… bene, mi piace che vi siate spartiti così i compiti… quindi, ora, voi due, cercate di dare il meglio, non mi va di rifarla 1000 volte, ok?” “Ok!!” “Siii!”.

K azionò la canzone, e partì la base, che iniziò con la chitarra elettrica, alla quale si aggiunse anche la tastiera. Il primo pezzo era di Ryuichi, che cantò con tutto se stesso, mentre Shuichi attese la sua battuta. Non mancarono certo le interruzioni, ovvio che quei due spesso sbagliavano, ma arrivati alla pausa pranzo, avevano già registrato metà canzone. Dovevano dare una sistemata anche al ritornello che era un po’ strano.

Da lontano Shuichi vide Hiro, e lo chiamò… “Hiroooo!! Come va la melodia?” “Bene, sentissi come viene bene con la tastiera! Ryuichi, le parole ci staranno benissimo in versione melodica!” “Davvero? Sono contento!” andarono tutti quanti a mangiare un boccone allo Zenny’s, dove presero tutti una ciotola di ramen. Mentre stavano discutendo del loro nuovo singolo, a Shuichi venne in mente che mancano sette giorni dacchè i due ragazzi avrebbero festeggiato il loro quarto mese insieme, doveva assolutamente regalargli qualcosa… ma cosa? Doveva pensarci davvero bene. Cos’è che piaceva a dismisura al suo Ryuichi? Ovviamente passare la giornata insieme, ma dove? Era davvero snervante, ma doveva trovare una soluzione. Pensò ad ogni posto che piacesse al ragazzo, ma non gli venne in mente nulla se non l’America, che era impossibile da realizzare, dato che avevano solo pochi soldi per loro, giusto per vivere. Fortuna che il padre di Ryuichi ogni mese gli mandava dei soldi, e che c’erano i soldi del testamento della madre di Shuichi che li manteneva!

Improvvisamente, gli venne in mente che Ryuichi aveva il cellulare abbastanza vecchio, e che ogni tanto non funzionava correttamente. Gli avrebbe regalato proprio il telefono nuovo! Uguale al suo. Così, avrebbero avuto le stesse funzioni. Era perfetto. Ma comunque, l’idea di andare da qualche parte di carino lo stuzzicava ugualmente.

“Shu-chan? A che pensi? Ti vedo un po’ strano?” “Eh? No, nulla!” Ryuichi non ci fece molto caso e riprese a mangiare. Ben presto era l’ora di tornare a lavoro, dovevano assolutamente finire la canzone, poi sarebbero potuti tornare a casa tranquilli. Ognuno si divise nuovamente nella loro sala, chi nella sala registrazioni, chi nella sala prove.

“Eccovi! Ragazzi, io e Sakano-san abbiamo trovato cosa c’è che non va!” “Ah, davvero? Cos’è?” “Vedete, la voce di Shuichi, è troppo alta e copre quella di Ryuichi…” “Ma… ma come?” “Dovresti cercare di tenerla più bassa…” il ragazzino ci restò male, cosa c’era che non andava nella sua voce? “Cerca di tenere un tono più basso… altrimenti Ryuichi non si sente bene… se vuoi riascoltarla…?” “No, va bene… abbasserò i toni!” così, ripresero il lavoro. Finendo così il ritornello.

Ci volle tutto il pomeriggio e la sera per finire. Pian piano i due ragazzi iniziavano a stancarsi, perciò sempre più spesso facevano errori, che riprendevano riprovando e riprovando. La canzone, fu finita del tutto alle dieci di sera. Ad un certo punto vennero chiamati anche Hiro e Suguru a registrare i cori.

Appena ebbero finito, Shuichi si sdraiò a riprendersi e si addormentò. Ryuichi gli si avvicinò e lo prese in braccio. Gli dispiaceva svegliarlo, aveva un’espressione così tenera! Salutò tutti e si diresse a casa, dove appena arrivò posò Shindou sul letto e lo spogliò, lasciandolo in boxer ed infilandolo sotto le coperte.

Fatto ciò, lui si diresse in bagno, lavandosi i denti e il viso, e spogliandosi. Restò nudo, e appena tornò in camera prese un paio di boxer grigi e una maglietta XL che usò per pigiama. Andò a caricare la sveglia, il giorno dopo avrebbero avuto la consegna dei diplomi.

Prima di addormentarsi, gli prese voglia di baciare Shuichi, ma aveva paura di svegliarlo, perciò represse la sua voglia e chiuse gli occhi, aspettando che gli venisse sonno.

L’indomani mattina, si svegliò per primo Shuichi, che per la sorpresa di essersi svegliato prima di Ryuichi, corse in bagno a farsi la doccia. Erano le otto, e mancava ancora due ore al ritrovo a scuola. Aprì l’acqua e si immerse nel getto, svegliandosi definitivamente.

‘Cavolo, oggi devo andare a dare un’occhiata ai cellulari, ma come faccio a liberarmi di Ryu-chan? …mmm… è un problema, non posso certo andare in giro con lui, e se gli dico che voglio andare in centro vorrà sicuramente venire insieme a me! Uhm… che grande problema… chiederò ad Hiro se lo porta via da qualche parte! Sperando che non sia impegnato con Suguru! Vabbè… appena lo vedo lo scoprirò!’ si sciacquò la testa e uscì dalla doccia tutto gocciolante, ritrovandosi il volto sorridente di Ryuichi che si era svegliato da poco.

“Buongiorno!” “Buongiorno Shu-chan! Come mai ti sei svegliato così presto?” “Non lo so… mi sembra strano anche a me!” disse questo sorridendo, poi gli si buttò fra le braccia, bagnandolo.

“Shu-chan! Così mi bagni!” “Tanto ti devi fare la doccia anche tu, no?” detto questo, Shindou, gli tolse la maglietta e si abbassò per tirargli giù i boxer, facendolo restare così nudo, e perplesso. Shuichi aprì l’acqua della doccia nuovamente e trascinò Ryuichi sotto al getto insieme a lui.

Mentre Sakuma si sciacquava, Shuichi si abbassò sulle ginocchia, avvicinando le labbra all’erezione del ragazzo. Iniziò a leccarlo, e mentre gemeva, Ryuichi si lasciò scivolare a terra. Il ragazzino dai capelli fucsia continuava a succhiare, aveva davvero un buon sapore il suo ragazzo… che improvvisamente, gli mise le mani sulla testa per fargli capire che era gradito.

Shuichi succhiava avidamente, e a quel punto, dato che il piacere saliva, spinse la testa ancora più verso l’erezione, che entrò tutta nella sua bocca. Inizialmente non ci riusciva, sentiva che stava per soffocare, ma poi si abituò alla lunghezza e lo accontentò. Il piacere era ormai troppo per Ryuichi, che venne nella bocca di Shindou.

In quel momento, Ryuichi voleva ricambiare il favore, così, fece in modo che il ragazzo stette sotto di lui, e inserì due dita nel suo ano. Iniziò a fare su e giù, mentre lui ancora non faceva niente, così, Sakuma arrivò alla conclusione che due dita non erano niente, così ne inserì altre due, andando più a fondo. A quel punto, Shuichi iniziò a sentire piacere, ed inarcò la schiena, in modo di avvicinarsi di più a Ryuichi, che si stava impegnando a masturbarlo. Dopo poco, aumentò la velocità di penetrazione delle dita, e Shuichi aumentò il tono dei gemiti, gli piaceva, tantissimo, e in quel momento al moretto gli venne un’idea. Con un braccio, lo alzò fino ad avere la sua erezione all’altezza del viso, e mentre lo penetrava con le dita, iniziò a succhiargli il pene. Quello era troppo, non stava capendo più niente. Sentiva dentro di sè bruciare, e un fastidio all’altezza del ventre. Le grida che provenivano dalla sua bocca si innalzarono, non ce la faceva più, doveva venire, ma Ryuichi non gliene dava modo, perchè appena si rendeva conto che stava per farlo, diminuiva il ritmo, e poi riaumentava. Non voleva che ancora venisse, voleva torturarlo un altro po’.

“R-Ryu-chaan! Basta… t-ti prego! N-Non ce la faccio più…” ben presto gli vennero le lacrime agli occhi, il piacere che stava provando aumentava sempre di più, se non veniva sarebbe scoppiato! Così, a quel punto Ryuichi tolse le dita e si staccò dall’erezione, inserendo il pene dentro di lui. Iniziò a spingersi in lui, prima piano, poi aumento il ritmo, facendolo venire quasi subito, emanando anche un grido di liberazione. Era stato davvero stancante, ma… alla fin fine se l’era cercata! Era stato lui a cominciare.

Ryuichi sorrise nel vederlo così ansante, mentre riprendeva fiato, così, si alzò e spense l’acqua. Lo prese in braccio e lo mise sul letto.

Mentre Shuichi ancora era sdraiato, Sakuma si vestì e gli passò dei vestiti, che si mise molto lentamente. Sentiva ancora dentro di sè il piacere, che stava pian piano svanendo. Non aveva mai goduto così tanto, ed era stato davvero bello.

Appena furono pronti, si accorsero che era l’ora di andare, erano già le nove e trentasette.

Uscirono di casa e raggiunsero con calma la scuola, arrivando puntuali. Appena fu l’ora di iniziò, il preside Kaoruko iniziò il discorso per i nuovi diplomati.

“Salve ragazzi, benvenuti al nostro ultimo appuntamento! Quest’oggi, vi consegneremo i vostri diplomi, che vi siete guadagnati chi con tanta fatica, chi con tanta volontà e chi con minimo sforzo. Ma sono felice che quest’anno siete riusciti a guadagnarvelo in molti. Ora, vi chiameremo uno per volta, in ordine per classe.

“Andiamo bene Ryu-chan! Dobbiamo aspettare cinque classi prima di noi!” “Già, e quel che è peggio io e te siamo fra gli ultimi!” “Ma Hiro?” “Non lo so… ah! Lo vedo! È arrivato ora! Hirooo! Siamo qui!” il ragazzo arrivò a corsa dai due che lo chiamarono. Pareva davvero stanco, forse la sera prima aveva fatto qualcosa con Suguru…

“Come mai arrivi ora?” “Come mai quella faccia?” “Volete star zitti?” i due ragazzi si misero a ridacchiare, così Hiro li colpì amichevolmente e gli fece cenno che glielo avrebbe raccontato dopo. Ben presto arrivò il turno di Hiro, che corse a prendere il diploma, e aspettarono ancora molto prima che fosse il turno della 3-6.

Ci vollero all’incirca venti minuti, ma arrivò il turno di Ryuichi.

“Sakuma Ryuichi! 98 su 100!” il ragazzino strizzò l’occhio a Shuichi, e preso il diploma, lo attese sul palco. Voleva baciarlo lì, davanti a tutti, e andarsene ridendo. Sicuramente Shindou non avrebbe realizzato subito, ma sarebbe stato d’accordo. Così… “Shindou Shuichi! 78 su 100!” come per Ryuichi, la gente urlava e fischiava contro di lui, ma non gli importava, prese il diploma, e si avvicinò alle labbra di Sakuma. Avevano avuto entrambi la stessa idea, stettero attaccati per almeno un minuto. I professori, il preside, gli alunni, erano quasi tutti sconvolti a quella vista, e continuarono a guardarli fino a che non si allontanarono, ridendo, fieri del loro sentimento.

Poco dopo, Shuichi prese Hiro da parte e gli spiegò cosa voleva fare. Il ragazzo dai capelli rossi accettò subito, e pensò ad una scusa per far sì che andasse via con lui.

“Ryuichi? Verresti con me adesso? Vorrei comprare qualcosa per Suguru…” “Ah, certo… e Shu-chan?” “No, io vado a casa, sono stanco… sai anche per quale motivo!” così, si salutarono e Shuichi corse subito nel negozio più vicino di telefoni, dove vide subito il modello del telefono uguale al suo. Vide il prezzo, e si rese conto che poteva essere ragionevole. Così, lo comprò subito, facendoselo impacchettare.

Velocemente tornò a casa, sarebbe potuto tornare Ryuichi a casa da un momento all’altro. Fortunatamente ancora non era in casa, così con calma, nascose il pacchetto regalo e si spogliò, per sentirsi più libero nei movimenti, lasciandosi solo in boxer. Ripensando alla mattina arrossì, ricordando la posizione in cui era messo, la lingua e le dita di Ryuichi, i suoi gemiti. Si vergognava molto di gemere, anche se sapeva che era normale ma… a gridare in quel modo…! Si sdraiò sul letto, e chiuse gli occhi, pensando al suo Ryuichi. Ricordò il passato, quando ancora non stavano insieme. Prima erano solo lui e Hiro, poi, anche Sakuma si unì a loro.

Ricordava ancora benissimo come successe, durante una lezione di supplenza, il professore dette la libertà di fare ciò che volevano, e Hiro notò che Ryuichi, stava ascoltando un CD dei Nittle Grasper. Così Shuichi si fece subito avanti. Iniziarono a chiacchierare e da lì a poco, nacque una salda amicizia, che ben presto si trasformò in attrazione fisica (e infatti Shindou scoprì la sua vera sessualità) e poi l’amore.

Aprì gli occhi sorridendo, era davvero felice che le cose erano andate così. Restò ancora un po’ sdraiato sul letto, fin quando sentì il rumore delle chiavi di Ryuichi che era appena rientrato, così, gli corse incontro, saltandogli addosso.

“Ciao Shu-chan!” il ragazzo lo abbracciò risalutandolo con un bacio… “Ciao Ryu-chan…” “Ti sono mancato così tanto?” il ragazzino annuì con la testa.

Ryuichi disse al suo ragazzo che quel giorno non c’era il lavoro dato che il giorno prima avevano lavorato molto, perciò avrebbero avuto la giornata libera.

“Allora, che ti va di fare piccolo?” “Non lo so, dimmi te Ryuichi!” ci pensò su, ma non gli venne in mente nulla, fino a che, Shuichi ebbe una splendida idea.

“Perchè non andiamo all’Odaiba Amusement Park?!” “Si! Sei un genio piccolo!” si andarono a vestire. Ryuichi indossò un paio di pantaloni neri, non troppo stretti, gli anfibi, una maglia bianca a collo alto e una camicia di colore nero. Mentre Shuichi, indossava un paio di bermuda di jeans e una canottiera nera. Mano nella mano si diressero al luna park e fecero la fila per acquistare i biglietti.

Ben presto furono dentro, e Sakuma tirò il suo ragazzo nella direzione delle montagne russe. Appena furono sopra, Shindou non fece altro che urlare di paura per tutto il tragitto, mentre Ryuichi se la rideva. Non credeva che Shuichi avesse così tanta paura dell’altitudine! Era davvero buffo… appena furono a terra, il ragazzo si accasciò contro un albero a riprendere fiato e colore!

“R-Ryu-chan… sei pazzo?!” “Ehehehe… ma dai, non è mica successo nulla?!” “Ma come?! Sei matto?! Sei quel coso usciva fuori strada, saremo precipitati giù, e saremo morti!” “Ahahahahah! Ma che assurdità dici?! Dai, andiamo a divertirci alla sala giochi, così ti riprendi!” “Siii!! Voglio fare ‘The Forest of the Zombie II!’! Siii!!!” “Aspetta scemo!” così Ryuichi lo rincorse, e arrivarono al gioco, dove Sakuma tentò di esibirsi, ma perse subito, mentre Shuichi sfoggiò la sua bravura, distruggendo tutti gli zombie che gli si paravano davanti! Ryuichi lo guardò con gli occhi sognanti, perchè a lui riusciva benissimo giocare ai videogame? Lo ammirava tantissimo!

Fatto ciò, mentre camminavano per il parco divertimenti, entrambi notarono la macchinetta che faceva foto stick, così, si guardarono negli occhi, si sorrisero e corsero per la mano fino ad arrivare ad essa. Ryuichi armeggiò, scegliendo la cornice, mise i soldi e aspettò che il macchinario scattasse la foto. Entrambi vennero con un bel sorriso… decisero di dividerle appena furono a casa.

Continuando la giornata, Shuichi andò nella creeperia e comprò due creeps, offrendone una al suo ragazzo, che ne andava matto, e ringraziò il ragazzino dai capelli fucsia con un bacio sulla fronte.

“Aaaahhh!! Buonaaaa! Amo le creepes! Grazie mille!” “Ehehehe… lo sapevo! Sono stato bravissimo!!” mentre il piccolo Shuichi se ne stava ad atteggiarsi facendo lo scemo, Ryuichi vide un negozio di cappelli, così chiese a Shuichi se aveva voglia di andarci.

“Eh? Cappelli? Certamente!” così, finita la creepe, si diressero nel negozio, e si provarono tutti i cappelli possibili, ed immaginabili che c’erano.

“Ryu-chaaan!! Provati quello!” gli indicò un cappello da signorina del ‘700, con un fiocco blu attorno ad esso. Sakuma si mise a ridere di gusto mentre lo provava, e appena vide che Shindou indossava un cappello da cow-boy rise ancora di più. Infine, entrambi provarono il cappello nero da pirata, e affermarono che gli stava benissimo.

“Se avessi altri soldi te lo avrei comprato Ryu-chan!” “Che dolce che sei!!” si volevano davvero bene, e chiunque lo avrebbe capito guardandoli. Soprattutto guardando l’espressione degli occhi, che sprigionavano una luce tutta loro.

Guardando l’orologio del parco, si accorsero che erano già le sette di sera, così decisero di tornare a casa a preparare la cena.

“Shu-chan? Ti va il sushi?” il ragazzino spalancò gli occhioni… “Siiii!!!” “Lo sapevo… eheheh!!” mentre camminavano per mano, Ryuichi gli circondò la vita con un braccio, e Shuichi fece lo stesso… “Ryu-chan?” “Si?” “Posso guardarti mentre cucini? Vorrei imparare…” “Eh? Aiuto…” “Uffa…” il piccolo Shindou si rattristò… “Ehy… dai, scherzavo, certo che puoi guardarmi… ma perchè? Tanto ci sono io che cucino per te!” “Appunto… vorrei cucinare anche io qualcosa per te… di buono… evitando di dare fuoco a tutto…” il ragazzo si fermò e lo strinse in un abbraccio… “Certo… mi farebbe piacere assaggiare qualcosa di tuo… col tempo imparerai… stasera ti insegnerò qualcosina… anzi, mi aiuterai!” “M-Ma…” “Non preoccuparti, ti farò fare qualcosa di semplice! Stasera invece del sushi facciamo qualcosa di più facile, così che sarà più semplice per te da imparare, ok?” il ragazzino sorrise. Era così paziente Ryuichi, ogni volta.

Arrivati a casa, si cambiarono, mettendosi qualcosa di comodo e iniziarono a cucinare.

“Allora… ti insegnò a fare la pizza, che è la cosa più semplice!” “Ok!” così, con l’aiuto di Ryuichi, fecero la forma tonda con la pasta, e il moretto gli disse che per non farla attaccare, doveva metterci la farina. Shuichi era attentissimo, e gli veniva anche bene… Sakuma si mise a ridere quando vide che la punta del naso del suo ragazzo era sporca di farina.

Dopodichè, gli fece mettere il pomodoro su tutta la forma e la mozzarella. E dopo un po’ lo mise in forno spiegandogli quanto doveva starci e a che temperatura.

“Ehehehe… è stato divertente!” “Si! E tu sei stato molto bravo!” “Speriamo sia buona…” “Certo che lo sarà… dobbiamo aspettare un bel po’ adesso…” il ragazzino annuì, e lo abbracciò sorridendo. Ryuichi, lo sollevò da terra, facendo in modo che gli circondasse la vita con le gambe, così sarebbe stato più facile trasportarlo in camera da letto.

Lo fece sdraiare sul letto, e si sedette accanto a lui. Lentamente, prese il lembo della maglia e gliela tolse lanciandola da una parte della stanza, poi, si alzò e gli fece scendere i pantaloncini da calcio, lasciandolo solo con i boxer, a quelli ci avrebbe pensato poi, così pensò a spogliarsi per sè, lasciandosi sia boxer che pantaloni.

Lo baciò, e pian piano invertì la posizione, facendolo stare sopra, così da potergli accarezzare liberamente la schiena. Dopo un po’ lo voltò di nuovo e con le labbra scese fino ad arrivare al torace, il quale leccò da cima a fondo. La mano scese fino ai boxer, e vi si insinuò al loro interno, dove trovò l’erezione del ragazzo che non vedeva l’ora di essere accarezzata. Le dita di Ryuichi giocherellavano con essa, facendogli il solletico. Poi, le labbra di Sakuma arrivarono sino all’elastico dei boxer, prendendolo fra i denti e facendoli scivolare lungo le gambe di Shuichi, che stava accarezzando i capelli del ragazzo.

Ryuichi ritornò sopra di lui, ed iniziò a strusciarsi, come facevano prima, prima di fare sesso per la prima volta. Siccome però, da sopra i vestiti, non dava alcun piacere, Sakuma si alzò per spogliarsi e tornò al suo lavoro. Ora si che andava bene, poteva sentire l’erezione umida del ragazzino dai capelli fucsia a contatto con la sua, come se si stessero cercando.

Il volto di Sakuma scese nuovamente sino all’erezione, della quale si inebriò del suo profumo che sapeva di passione. Gli fece una carezza con la lingua, poi un’altra, e un’altra ancora, fin quando non iniziò a leccarla con passione. Mentre lo accarezzava, mise una mano sui testicoli, e scese a leccarli, appena lo fece Shuichi si lasciò scappare un gemito di piacere, così, Sakuma continuò a leccare quel punto, provocando piacere immenso.

La lingua fu sostituita dalla bocca, che iniziò a succhiare, e leccare insieme. Il piccolo Shindou, iniziò ad andare a ritmo con Ryuichi, che faceva su e giù con la bocca.

Nuovamente il moretto, gli accarezzò i testicoli con una mano, ed insinuò la lingua nel piccolo buco, iniziando a trastullarglielo, prima lentamente, poi prese velocità. Poteva sentire l’umidità della pre-eiaculazione sulla punta della lingua, ben presto sarebbe venuto.

Mentre continuava a succhiargli il pene, spinse tre dita nel suo ano, per la seconda volta nella giornata. Dopo un po’ Ryuichi staccò la bocca dal suo pene, continuando a penetrargli l’ano con le dita, e il ragazzino che svolgeva il ruolo di passivo, per istinto iniziò a masturbarsi.

Ryuichi alla vista del suo ragazzo che si masturbava da solo, si eccitò notevolmente, guardò l’espressione dei suoi occhi, velati dalla passione, le guancie arrossate dal caldo, e i capelli tutti arruffati. Gli piaceva vederlo sotto quell’aspetto. Dopo un po’, tolse la mano di Shuichi e la sostituì con la sua bocca, voleva che venisse per mano sua, ma dopo un po’, gli venne un’altra idea.

Ryuichi si era sdraiato, con Shindou sopra di sè, che si chiese cosa voleva fare.

“C-Che…?” “Ora ti spiego… avanti… mettilo…” Shuichi si inserì il pene di Sakuma al suo interno e lo gaurdò senza capire.

“Ora… devi muoverti…” “Eh?! Scherzi? No…” “Perchè?” “Mi vergogno!” Ryuichi gli accarezzò il viso… “E di cosa…?” “Io… te l’ho detto, devo muovermi…” “Non te ne accorgerai neppure, starai così bene che non ti importerà. E poi… ti vergogni di me?” il ragazzino annuì con la testa, e Ryuichi lo baciò, appoggiando le mani sul sedere di Shindou, che ebbe un brivido e lentamente iniziò a muoversi.

Pian piano aumentò il ritmo, e la vergogna scomparve. Sentiva che il pene di Ryuichi batteva sempre nel solito punto di piacere, e i gemiti uscivano da soli, continuò ancora fino a che, dopo due spinte venne, inarcandosi all’indietro mentre Sakuma lo sorreggeva e dopo poco venne anche lui.

Ryuichi, con le ultime forse leccò lo sperma di Shuichi, che era così saporito, e poi, restò a prendere fiato. Dopo poco, si andarono a ripulire un po’, e senza curarsi di rivestirsi andarono a sfornare la pizza, che era pronta. Quella volta erano stati molto tempo a concedersi delle effusioni, ed era stato davvero piacevole, come al solito.

Sakuma, tolse la pizza dal forno, e mentre Shuichi apparecchiava la tavola, il moretto notò il sangue che colava lungo le sue gambe, così soffocò un grido.

“Shu-chan…” il ragazzino si voltò sorridendogli… “Che c’è?” “L-Le tue gambe… cioè…” “Eh?” appena notò liquido rosso spalancò gli occhi spaventandosi… cosa gli stava succedendo? Le lacrime uscirono da sole, non si fermavano, così il ragazzo lo abbracciò rassicurandolo.

“Tranquillo piccino! Sarà una cosa normalissima… sai… tre dita…!!” “Mh…” “Non preoccuparti… non è nulla! Vai a sciacquarti!” così, dopo un po’ Shuichi tornò, che non aveva più nulla.

Ryuichi aveva aspettato il suo ragazzo per mangiare, così, mangiarono insieme. La pizza era davvero squisita.
“Complimenti Shu-chan! Davvero ottima!” “Grazie! Però è anche merito tuo!”.

Dopo mangiato restarono ancora un po’ a chiacchierare, anche se dopo pochissimo, la stanchezza iniziò a farsi sentire. Quella giornata era stata molto stancante per entrambi. Avevano fatto l’amore due volte, la consegna del diploma, erano andati all’Odaiba Amusement Park… perciò era la sera, neppure tanto tardi che erano già stanchi morti. Infatti dopo che Shuichi ebbe lavato i piatti, andarono in camera, e non appena appoggiarono la testa sul cuscino si addormentarono.

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