Miracle n.2
La mattina dopo, Ryuichi si alzò con mal voglia, si vestì, si lavò e fece colazione. Tornò in camera e guardò il piccolo Shuichi che dormiva, poverino, aveva preso la febbre, prese un foglietto e ci scrisse sopra un messaggio per Shindou che avrebbe letto appena sveglio, lo mise sul comodino. C’era scritto: ‘Buongiorno amore mio malaticcio! Appena ti svegli, se hai fame (dubito) sul tavolo ti ho lasciato latte e biscotti (non farti venire strane idee di scaldarlo! Non ritroverei nè te, nè la casa! Ahahaah)!! Riposati piccolo! Un bacio grande come il nostro amore! -Ryu-chan-‘. Fatto ciò, uscì di casa e corse a scuola.
Appena incontrò Hiro, gli spiegò della situazione di Shuichi, ed entrambi, immaginarono che faccia avrebbe fatto Sakano-san appena l’avesse saputo. Già si agitava per un nonnulla, figurarsi appena avrebbe saputo…! Avrebbe dato sicuramente di matto. La lezione iniziò, ed era l’ora di chimica, dove il professore rispiegò degli stati d’aggregazione della materia come ripasso, Ryuichi sbadigliò, le sapeva a memoria quelle cose, se fosse rimasto a casa a vegliare su Shuichi sarebbe stato più contento. Chissà se si era svegliato? Probabilmente era ancora lì che dormiva della grossa, già se lo immaginava, rinvoltato sotto il piumone, tutto stravaccato sul materasso, con un filo di bava che gli scendeva dalle labbra. Gli venne da sorridere, quel ragazzo era davvero buffo.
Nel frattempo, Shuichi si svegliò con un forte mal di testa, si alzò lentamente a sedere e notò il bigliettino che gli aveva lasciato Ryuichi, appena lo lesse sorrise. Era sempre così premuroso con lui, per questo lo adorava, si prendeva sempre cura di lui, metteva sempre lui in primo piano. Era davvero adorabile. Provò ad alzarsi dal letto, doveva assolutamente andare in bagno, riuscì a mettersi in piedi con le mani che gli facevano da sostegno, ma come lasciò la presa dal letto cadde sulle ginocchia. Non poteva far altro che gattonare fino al bagno.
Stava letteralmente morendo dal freddo, decise di tornare un attimo in camera ed indossare una felpa più pesante che lo riscaldasse almeno un po’, con tutta la forza che aveva aprì l’armadio e tirò fuori una felpa di pail, andò in sala e accese la tv. Non c’era assolutamente niente di interessante, così lasciò un canale dove trasmettevano un noiosissimo telefilm di un gruppo di liceali, le loro storielle insulse d’amore, eccetera eccetera.
Piano piano, il mal di testa iniziò ad aumentargli, via via che i minuti scorrevano aumentava sempre di più. Era ripiegato sul divano dal dolore, le lacrime iniziarono a scorrergli sul viso, non aveva mai patito tanto, si alzò con molta fatica e andò verso il cassetto delle medicine, dove tirò fuori le pasticche contro il mal di testa. Non aveva idea di quante dovesse assumerne, così se ne mise quattro in una mano e le mandò giù con dell’acqua. Il dolore stava aumentando, così si accasciò a terra. Voleva sdraiarsi nel letto, strisciò fino alla camera e cercò in ogni modo di salire sul letto, ma non ci riuscì, era troppo faticoso.
A scuola Ryuichi seguiva le lezioni con mal voglia, era davvero noioso senza Shuichi, aveva la testa appoggiata sulle braccia e pensava a tutto fuorchè alla matematica del professor Nishima. Molto, ma molto lentamente la giornata finì e iniziò a correre verso casa, aveva una strana sensazione, come se Shuichi avesse bisogno di lui, beh, quello era ovvio, non sapeva fare nulla! Entrò in casa e lo chiamò, così realizzò che stava dormendo, a passo lento andò in camera e lo trovò addormentato per terra.
“Merda!” si precipitò da lui e lo prese in braccio, era ancora più caldo della sera prima, che idea idiota addormentarsi per terra! Lo appoggiò sul letto e lo avvolse sotto le coperte, iniziando a scuoterlo leggermente per svegliarlo. Dopo circa cinque minuti che lo chiamava, aprì gli occhi.
“Ciao!” Shuichi sorrise, finalmente il mal di testa atroce era diminuito… “Ciao…” Ryuichi gli sorrise a sua volta… “Mi spieghi che ci facevi per terra? Ti ho trovato addormentato per terra!” “Eh? Ah, guarda che non l’ho fatto apposta, mi sono alzato e sono andato alla tv, dopo mi è preso un mal di testa terribile, così, ho preso un po’ di pasticche per il mal di testa e son tornato qua strisciando, dato che mi sono accasciato e non riuscivo più ad alzarmi…” Ryuichi lo guardò con gli occhi spalancati, ‘un po” di pasticche? “Che volevi dire con ‘un po” di pasticche?” “Ehm… non sapevo quante ne dovevo prendere, così ne ho prese quattro per essere sicuro! Ho fatto bene?” “Te sei scemo! Ma lo sai che potevi collassare? Ne va presa una sola! Cretino! Sai che esistono le istruzioni?!” Shuichi lo guardò con un paio di occhioni lucidissimi e sorpresi, non credeva che facessero così male… ora che lo sapeva, non avrebbe più rischiato di morire! Lentamente, prese una mano di Ryuichi e la strinse con la poca forza che aveva. Gli dispiaceva aver fatto preoccupare Sakuma.
“Shuichi… non ti si può proprio lasciare solo eh?” gli accarezzò i capelli e si alzò dal letto… “Hai bisogno di qualcosa? Sennò vado a vedere un po’ di tv…” “No… ehm… mi porti con te?” “No, dovresti riposare…” Shuichi si mise seduto a fatica tenendolo per un braccio.
“Ok, ok…” lo prese in braccio e andò in sala, accese la tv e si posizionò sul divano abbracciando Shuichi che era tutto rinvoltato in una coperta. Non passò molto che il ragazzino si addormentò tra le sue braccia. Ryuichi gli posò un bacio fra i capelli e iniziò a fare un giro di canali, mentre continuava ad accarezzare delicatamente la testa di Shindou. Quel ragazzino era come un cucciolo a cui badare.
Gli venne un po’ fame, così, portò Shuichi a letto e andò a prepararsi il pranzo. Mentre cucinava pensava ai Bad Luck, già vedeva il loro futuro, loro su di un palco, acclamati dalla gente che urlava i loro nomi come impazziti, la relazione di lui e Shu-chan ormai pubblica, nessuno che li giudicava, pensava a quando avrebbero ricevuto la notizia di un tour per il Giappone, Shuichi che gli correva incontro manifestando felicità, e che gridava il suo nome.
“Ryu-chaaan!!” ecco appunto, questo accadeva anche nella realtà… si staccò dai fornelli abbassando la fiamma e lo raggiunse in camera. Vide un’immagine davvero triste di Shuichi, lui, sdraiato nel letto, privo di vita, fronte sudata, gli occhi stanchi che a stento stavano aperti.
“Cosa c’è? Hai fame?” “Un po’… volevo sapere se hai detto a Sakano-san di me…” “Tranquillo, lo farà Hiro… cosa vuoi da mangiare?” Shuichi stette un po’ a pensarci… “Non saprei…” “Ti farò qualcosa di caldo da mangiare con un po’ di biscottini, vuoi?” il ragazzino dai capelli fucsia annuì con la testa, e fece una piccola smorfia di dolore… nello scuoterla sentì malissimo. Ryuichi gli dette un bacio sulla fronte e tornò in cucina. Mise del tè a scaldare, finì di preparare il suo pranzo e andò in camera per mangiare insieme a Shuichi. Lo aiutò a sistemarsi, con dei cuscini dietro la schiena. Fece molta fatica a mangiare, e dopo neanche tre biscotti gli passò la voglia.
“Shu-chan, mangiane un altro, dai…” “Non mi va…” Ryuichi scosse la testa… “Dai, è meglio sai?” Shuichi negò con la testa, stava iniziando a salirgli la nausea. Ryuichi se ne accorse, era diventato molto pallido, così gli chiese cosa avesse, ma Shuichi scosse la testa. Dopo un po’, Shindou si alzò di scatto, cadendo giù dal letto, non riusciva a reggersi in piedi, la mano davanti alla bocca.
“Shu-chan? Che cavolo…?” “D-Devo vomitare…!!!” Ryuichi lo prese in braccio e corse verso il bagno, dove lo fece stare in ginocchio con la testa sopra il water, sostenendogli la testa mentre gli tirava indietro i capelli. Non tardò a rimettere quei pochi biscotti che aveva mangiato. Ryuichi con una mano gli teneva la testa, mentre con l’altra lo accarezzava sulle gambe, sapeva bene quanto ci si sentiva male con la nausea. Dopo dieci minuti, lo aiutò ad alzarsi e a sciacquarsi il viso, che era imperlato di sudore. Si sciacquò la bocca e si passò l’acqua fredda sul viso, imprecando contro la sua malattia.
“Che schifo!” Ryuichi sorrise, poverino, non solo stava male, ma ora vomitava anche… “Te la sei cercata!” “Eh?!” Sakuma lo guardò storto… “E le quattro pasticche che hai preso?” Shuichi abbassò lo sguardo, aveva proprio ragione, era stato un irresponsabile.
“Dai, adesso ti riporto a letto, così dormi un po’…” il ragazzino annuì con la testa, e si fece guidare nel letto, dove si coprì dato che era infreddolito. Ryuichi stette con lui ad accarezzargli il viso fino a che non si addormentò, la febbre lo aveva stancato molto. Mentre si dirigeva in cucina per lavare i piatti, suonarono alla porta.
“Salve Ryuichi!” “Hiro!! Ciao!!” lo fece entrare, e il ragazzo dai capelli rossi si guardò un po’ in giro… “Dov’è il malaticcio?” “Dorme…” Hiro scosse la testa e si diresse in camera, dove vide il piccolo Shuichi addormentato, con le mani stringeva a sé Kumagoro, il coniglietto-pupazzo di Ryuichi. Era davvero carino. Presto lo raggiunse anche Sakuma, che sorrise appena vide la scena.
“Eheheh… certo che Shuichi è davvero insostituibile!” “Già! Hai proprio ragione… non lo cambierei con nessun altro al mondo, Hiro!” a quel punto Hiro mise le mani sulle spalle di Ryuichi, assunse uno sguardo serio e lo guardava dritto negli occhi color acquamarina. Ryuichi si sentì un po’ in imbarazzo ad essere guardato in quel modo.
“S-Si?” Hiro avvicinò il viso a quello dell’amico… “Ma… tu e Shuichi avete…?” detta quella frase Ryuichi scattò indietro per la vergogna, arrossendo completamente.
“Eh? C-Che?!” “Avanti, hai capito benissimo Ryu-chan! Voi due non mi raccontate più nulla! Io mi offendo!” Ryuichi abbassò lo sguardo, Hiro aveva ragione, lo stavano un po’ trascurando da quando si erano messi insieme, così lo prese per un braccio e lo condusse in sala, dove lo fece accomodare sul divano.
“Vedi, l’abbiamo fatto… il giorno del concerto, come per… festeggiare? Si può dire così?” Hiro sorrise… finalmente avevano trovato il coraggio di farlo. Ryuichi prese coraggio e gli raccontò tutto, dalla prima volta che erano andati oltre a semplici baci e strusciatine. Hiro ascoltava senza proferir parola, così, appena Ryuichi ebbe finito, gli sorrise calorosamente.
“Ryu-chan, Ryu-chan! Perchè non mi racconti mai nulla? È riferito anche Shuichi ovviamente… lo sapete che potete contare su di me, ma soprattutto mi farebbe piacere ascoltarvi! Comunque, apparte questo, sono davvero felice per voi due, fare l’amore, è un passo davvero grande! Ehm… posso chiederti una cosa un po’… privata?” “Mh mh…” Ryuichi annuì… “Com’è Shuichi a letto? È iperattivo come nella vita normale?” Ryuichi arrossì completamente, come poteva fargli delle domande così imbarazzanti? Comunque gli ripose… “No… tutt’altro. È dolcissimo…” “Deve aver sentito molto male, vero?…” “Forse… poverino, vedessi come piangeva, a quanto pare si sente davvero male, io non ne ho idea e non voglio saperlo…” “Ahahaha… Ryu-chan, sei una forza! Tranquillo, per quello puoi star tranquillo, Shuichi non farebbe mai la parte dell’attivo!” gli strizzò l’occhio… “Senti Hiro… ma… tu? A donne?” “Eh? Oh… io… non lo so… sono un po’ confuso… a vedere te e Shuichi, dentro di me sento che anche io vorrei provare cose nuove… le donne non mi attirano più come un tempo. Anzi, ti dirò… quando ho visto Fujisaki, ho provato una cosa strana… sentivo che volevo avere del contatto fisico con lui… boh…” Ryuichi saltellò contento… “Siiii! Lo sapevoooo!” “Si nota?!” “No, ma io l’ho notato, ti ho visto un po’ pensieroso che guardavi Fuji-kun! Ehehehe!” “Ah… cosa dovrei fare secondo te?” Ryuichi ci pensò su un attimo e poi… lo baciò a stampo sulle labbra, Hiro ebbe una sensazione strana dentro di sè, sentì come una specie di fastidio allo stomaco.
“Allora? Che hai sentito?” “Ehm… qualcosa di strano nello stomaco…” “Ah! Le farfallineee!! Si si, gli uomini ti piacciono sicuramente!” “Ma… e Shu-chan?” “Non si ingelosirà per un bacetto come questo, piuttosto si metterà a urlarmi che sono fortunato, che un bacio a stampo vorrebbe dartelo anche lui!” si misero a ridere e continuarono a chiacchierare.
Verso le 19.00 Hiro se ne andò, ringraziando molto l’amico, e chiedendogli di salutare il piccolo Shuichi. Ryuichi gli aveva promesso che avrebbero parlato ancora, e che gli avrebbe consigliato qualcosa da fare con Fujisaki, innanzitutto scoprire se sarebbe stato consenziente oppure no. Per questo avrebbe mandato Shuichi all’attacco, era un esperto a parlare con le persone.
Poco dopo che Hiro se n’era andato, Ryuichi andò in camera da Shuichi e si sdraiò un attimo accanto a lui per riposarsi un momento. Ma si stava talmente rilassando che si addormentò, svegliandosi il mattino seguente alle ore 7.45. Il ragazzino malato, era già sveglio da un pezzo, ed era anche andato a fare un po’ di colazione. Decisamente si sentiva un po’ meglio. Scosse leggermente il corpo di Sakuma per svegliarlo, vista l’ora. Aprì lentamente prima un occhio, e poi l’altro.
“Ryu-chan! Buongiorno!” appena vide che Shuichi era sveglio, non era a letto al calduccio, si alzò di scatto… “Che diavolo ci fai lì a prender freddo? Sei scemo?!” “Ma la febbre è scesa! Ora ce l’ho a 37°C!” “È uguale, mettiti qui sotto le coperte e…” senza farci caso, vide l’ora nella sveglia sul comodino e lanciò un grido… “Aaaaahhhhh!!! Nooooo!!! È tardissimooooo!!!” si alzò velocemente dal letto e corse verso l’armadio in cerca di vestiti. Nel frattempo, Shuichi che era appoggiato allo stipite della porta iniziò a ridere di gusto.
“Ahahahah! Ma cosa fai?! Ormai non ti faranno MAI entrare! Cosa ti vesti a fare?!” Ryuichi si fermò di botto, crollando sulle ginocchia… “Hai ragione… ma così la mia reputazione di bravo studente…” Shuichi rise nuovamente avvicinandosi al suo ragazzo accarezzandogli i capelli con fare gentile.
“Dai, non fare così, non è colpa tua…” “Si invece! Ieri sera non ho caricato la sveglia perchè mi sono addormentato senza rendermene conto! Uffa…”.
Shuichi scosse la testa e prese il termometro provandosi nuovamente la febbre. Lo aveva fatto appena sveglio, dato che era in piedi dalle 6.23. Si era svegliato prestissimo. Dopo cinque minuti lo tolse e notò con piacere che la febbre non ce l’aveva più, così, corse all’armadio, prese alcuni vestiti e si cambiò in due minuti. Ryuichi non capiva, ma cosa stava facendo?
“Shuichi? Posso sapere cosa fai?!” “Mi vesto…” disse col sorriso sulle labbra… “Perchè scusa?!” Shuichi saltò sul letto, prendendo qualcosa che usò come finto-microfono.
“Oggi Shindou Shuichi torna al lavoroooo!!! Siiii!!!” Ryuichi gli dette una spinta facendolo cadere a sedere sul letto.
“Tu devi essere completamente impazzito! Tu non ti muovi da casa!” “M-Ma…” “Non avrai più la febbre. Ma ce l’hai avuta comunque fino a poco fa! Adesso ti puoi anche rimettere il pigiama!” Shuichi si alzò in piedi, andò in bagno e aprì l’acqua della doccia, facendo proprio finta che Ryuichi non gli avesse detto nulla.
“Mi hai sentito? Non puoi neppure farti la doccia!” “Non ho più la febbre! Ok?! E poi sono già tre giorni che non mi faccio una doccia!” “E allora?! Non è che muori! E comunque… scordati di venire alla NG!”.
Shuichi lo guardò con sguardo arrabbiato, misto a noia. Non aveva voglia di stare ancora a casa, voleva vedere i suoi amici, voleva cantare e stranamente anche di andare a scuola. Così gli venne un’idea.
“Ryu-chan?! E se vengo, però vestito pesante, con tante maglie, tante felpe, due paia di pantaloni, una sciarpa?” Ryuichi lo guardò rassegnato… “Va bene… ok…”. —–> Guz
Appena Shuichi fu pronto, uscirono e arrivarono a scuola in anticipo. Quando Hiro vide il suo amico gli corse incontro sorridendo.
“Shuichi!! Finalmente! Come stai?” “Non ho più la febbre!!” disse sorridendo… “Cavolo, quanta roba hai addosso?” “Ehehe…” nel frattempo si diressero in classe, e appena il professore di storia giapponese lo vide lo chiamò.
“Shindou, ben tornato! Come stai?” “Bene professore!!” “Bene… oh, ti ho corretto la tua ricerca, scusami se poi non te l’ho riportata subito!” “Vabbè… non importa, tanto sarà sicuramente venuta da schifo…!” “Affatto! Hai preso un bel voto! Nella mia materia sei apposto!” “DAVVERO!? EVVIVA!!” “Si, ma dovrai impegnarti in matematica, chimica e fisica…” “Lo so… ma… non so se…” “Avanti, non essere tragico! Se ti impegni ce la fai, anche perchè tu hai ottime capacità!” “Ah, grazie…” il ragazzino tornò a posto, e la lezione iniziò. Stette stranamente attento, ormai mancavano si e no una decina di giorni alla fine dell’anno, e così al diploma. Al momento poi della lezione di matematica, chiese al professore se lo avrebbe interrogato, le ultimissime cose gliele aveva spiegato giorni indietro Ryuichi, e le aveva capite abbastanza bene.
“Non posso crederci Shindou!” il ragazzino sorrise e si diresse alla lavagna, prese un cancellino e tolse tutte le scritte della lezione precedente.
Il professor Nishima dettò un esercizio sulla trigonometria, inizialmente restò a bocca aperta, ma poi guardò Ryuichi, poi la lavagna e gli venne a mente tutto. Era abbastanza semplice, a parte qualche piccolo errore di calcolo, riuscì a risolvere l’esercizio. Il professore era finalmente contento, gli detto un altro esercizio sulle equazioni e disequazioni, roba un po’ più vecchia, ma che Shuichi sapeva dato che quel compito era l’unico in cui aveva preso una sufficienza, così, si mise d’impegno e la risolse.
“Bene Shindou… complimenti! La mia materia… si, hai raggiunto la sufficienza. Per me puoi essere ammesso all’esame!” il ragazzino fece un balzo dalla gioia, non poteva crederci, la matematica era il suo incubo, così si convinse che passare chimica e fisica sarebbe stato uno scherzo. Corse a sedere e Ryuichi, senza pensare a nulla, lo abbracciò stringendolo calorosamente, si capiva benissimo che quell’abbraccio non era semplicemente d’amicizia, infatti tutta la classe era voltata a guardarli, chi schifati (i ragazzi), chi commossi e sorridenti (le ragazze). Quando Ryuichi se ne rese conto si staccò imbarazzato da Shindou e si rimise composto nel banco. Shuichi era completamente rosso in viso, ma non gli importava poi molto, ormai… non li avrebbe più visti.
La mattinata scolastica passò velocemente, Shuichi si rese conto troppo tardi che le lezioni passavano più velocemente se prendeva appunti. Si diressero subito alla NG, dato che dovevano registrare nel migliore dei modi la canzone per fare uscire il singolo. Mr K era decisamente convinto della riuscita nella vendita, così, prima facevano, prima avrebbero messo il CD in commercio.
Sarebbe stata una giornata molto dura. Dovevano registrare prima gli strumenti separatamente, poi insieme e fare arrangiamenti, poi le voci una ad una e anche insieme e modificare qualcosina e cantare assieme agli strumenti, insomma, sarebbero sicuramente tornati a casa molto tardi. Così, appena arrivati, Hiro si mise subito alla chitarra. Era il primo, e gli altri tre si potevano riposare. Ryuichi guardò un attimo il giovane Fujisaki e gli venne in mente di Hiro. Prese Shuichi da parte e iniziò il discorso.
“Vedi Shuichi, devo parlarti di una cosa molto importante…” “Si?!” “Riguarda Hiro…” Shuichi iniziò a preoccuparsi… “HIRO?! Che ha fatto?!” “No, no, niente! Perchè ti preoccupi subito?! Comunque, vedi… Hiro si è preso una cotta per qualcuno ma… non sa come dirglielo, e siccome, so che tu di queste cose te ne intendi, nel senso andare a parlare con la persona interessata… beh… ti va?” “Uhm… si… ma… CHI È?!” “Eheheh… sapevo che avresti accettato! Vedi… è… Fujisaki Suguru!” “Eh?! Hiro è gay?! E non me l’ha mai detto?” “Ehy ehy! Un attimo, fino poco fa non lo sapeva, se n’è accorto non appena ha visto Fuji-kun!” “Ah! Ok, vado!” “Aspetta!” Shuichi si voltò a guardare Ryuichi e gli strizzò l’occhio, andando verso Fujisaki.
“Ehy! Fuji-kun!!” il ragazzino sedicenne si voltò verso di lui… “Shindou-san? Dimmi…” “Ehm… potresti venire un attimo con me a prendere qualcosa da bere per tutti? Dato che dobbiamo starci tutta la giornata qua…” Suguru si chiese per un attimo per quale motivo non l’avesse chiesto a Ryuichi, ma poi lasciò perdere e lo seguì.
Arrivarono sino al piccolo discount lì vicino e Shuichi iniziò un discorso strano per Fujisaki.
“Ehy! Posso farti una domanda?” “Certo…” “Senti ma… tu come vedi la relazione fra me e Ryuichi?” “Eh? In che senso?” Shuichi lo guardò un attimo… “Beh… nel senso che c’è un sacco di gente che ha dei pregiudizi e…” “Per me non c’è nulla di strano… sai, credo sia normalissimo…” “Bene…” “Come mai?!” “Eh?! No, no… così per sapere…” non aveva la minima idea di come iniziare il discorso riguardo al suo amico Hiro… “Ma… tu hai la ragazza? Voglio dire, non ti ho mai sentito dire nulla di simile. Del tipo… stasera devo uscire con la mia ragazza o… vado al karaoke per vedere se riesco a adocchiare qualche bella ragazza…” “No. Non ce l’ho. Ma come mai tutte queste strane domande?” “Eh?! No! Niente! Ahahah! Sai, io e te non parliamo mai…” Fujisaki sorrise, effettivamente non aveva stretto ancora un rapporto con nessuno, quindi quest’interessamento da parte di Shindou gli faceva piacere.
“Ti piace qualche ragazza?!” “No…” il diciannovenne non sapeva come dirglielo, chiedergli se era gay gli sembrava troppo invadente come cosa, ma doveva arrivarci… doveva cercare di girarci intorno.
“Sai… io la maggior parte delle ragazze le trovo noiose, oche e… per questo preferisco i maschi, non trovi?” “Ah? Non saprei che dirti…” “Massì! Prendi i discorsi di una donna: ‘Ehy! Miki? Hai notato che bella gonnellina che mi sono comprata? Carina, no?’ oppure… “Guarda! Mi si è rotta un’unghia!’ e cose del genere, mentre con un maschio… ‘Oh! Hai visto? I Green day sono primi! Che bello! Trè Cool ha una tecnica tutta sua per suonare la batteria!’ e sai cosa direbbe una ragazza su un gruppo musicale?” Suguru lo guardava a bocca aperta senza capire… “No, come?” “‘Aaaaaahhh!! Che fico!! Guarda Billie com’è bello!!’ anzi, no! Macchè! Guarda Jesse McCartney com’è bello! Uuuuhhh!! Svengoooo!'” Fujisaki si mise a ridere, aveva proprio ragione… “Si, hai ragione! Lo trovo anche io!” “Ahahahah! Vero? Per questo punto sui maschi io! E poi… preferisco i muscoli alle tette! Ahahahahah!!” “Ahahahah! Shindou-san! Sei proprio divertente!” Shuichi sentiva che si stava avvicinando al suo obiettivo… “Tu trovi che le tette siano belle?” colpito… ora Fujisaki non sapeva cosa rispondere, ma infondo, che cambiava? Era gay anche lui no? “Beh… non molto.” “Siiii! Bingo!” “Eh?!” “Ti piacciono i ragazzi?” il ragazzino resto in silenzio per qualche istante… era tutto rosso in viso… “Ok, hai vinto. Si!” “Evvivaaaaa!!!” stette un po’ a chiacchierare di lui e Ryuichi e poi schiettamente arrivò al punto.
“Tu trovi che Hiroshi Nakano sia… carino?” “Non posso certo dire il contrario… ma… perchè?” “Uhm… così…” sviò in tutti i modi il discorso con la scusa che doveva pagare, poi, appena vide che il sedicenne cercava una spiegazione iniziò a correre verso la NG.
“Perchè ti sei messo a correre?!” “Ti ricordo che devi provare anche tu, ormai Hiro avrà finito!” “Aspettaaa!!” arrivarono a corsa nello studio di registrazione e aspettando cinque minuti, era davvero il turno di Fujisaki. Per fortuna. Così, prese il suo ragazzo da parte e gli disse tutto. Era davvero felice.
“COSA?! Ne sei sicuro?” “Siii!! Io gli ho chiesto se secondo lui Hiro fosse carino e lui… ‘Non posso certo dire il contrario…’ Ahahahahaha! Che carinoooo!!!” Ryuichi si mise a ridere, finalmente anche Hiro avrebbe avuto qualcuno vicino, ed era meraviglioso, lui poverino non era mai stato insieme ad una ragazza, aveva solo avuto storielle, ovviamente era andato a fondo, ma non gli bastava quello, voleva l’amore, il vero amore, e quello lo avrebbe trovato con Fujisaki! Dovevano creargli la situazione, dovevano fare in modo che si trovassero da soli, nel posto giusto. E Ryuichi aveva un’idea.
“Shu-chan! Dobbiamo fare una cosa! Domani sera usciremo insieme, tutti e quattro, così… come amici, una semplice uscita. Tu ti ubriacherai! Così sarò costretto a portarti via. E loro resteranno soli!” “Siiii! Voglio bereeee!!!” “Scemo! Pensi solo a quello!” “Vodka e mentaaaa!!!” “Sei senza speranza, idiota!”.
Appena Fujisaki ebbe finito, ci fu un po’ di pausa per tutti, una pausetta di dieci minuti, ma furono abbastanza per comunicare l’uscita della sera successiva. Andarono tutti a prendere qualcosina da mangiare alla macchinetta, e Ryuichi introdusse il discorso.
“Ragazzi? Io e Shu-chan avremmo pensato una cosa…” “Si? Cosa?” Hiro domandò e Fujisaki si voltò verso di lui interessato… “Vi va domani sera di andare a mangiare da qualche parte?” i due annuirono… “E dov’è che andiamo?” “Potremo andare allo Zenny’s!! Che ne dite?” “Si! Perfetto! Poi decideremo meglio dopo…” così, tra il bere e mangiare qualcosina, tornarono in sala, ed era il turno di Shuichi.
Il ragazzo era pieno di energie, stava dando davvero il meglio di se stesso, e per ora non aveva neppure steccato una nota. Ogni tanto gli capitava di stonare alla grande, ma quando era carico, non faceva neppure un errore. Ryuichi lo guardava estasiato, lo adorava troppo quando cantava, si vedeva che era la cosa che gli piaceva fare di più, ce la metteva tutta, la sua espressione dimostrava che lui era innamorato del suo lavoro, come Sakuma daltronde.
In quel momento, Hiro gli bussò alla spalla e gli sussurrò all’orecchio se aveva parlato con Fujisaki. Così, sorridendo, Ryuichi lo condusse fuori e gli raccontò tutto.
“Sicuramente l’avrà capito…” “Macchè! Shu-chan mi ha detto che non sospettava niente, anzi, gli chiedeva perchè? Ahahaha! Ma poi lo sai anche tu che Shu-chan è un genio per queste cose!” parlarono ancora, finchè K non li chiamò, dovevano ascoltare anche loro, e vedere se secondo loro andava bene quello che faceva Shuichi.
Shindou ora stava cantando con sotto la base dei due strumenti, si stava stancando molto, e si vedeva che la voce iniziava a calare di intensità, ma era pursempre concentrato.
“Shuichi? Vuoi prendere una pausa?” “No, K! Posso farcela!” cantò ancora, fino a che non venne bene, così, finalmente venne il turno di Ryuichi.
Stette molto a provare, ma ce la fecero, e le prove finirono la sera tardi, circa alle una e mezza di notte. A quel punto, K e Sakano-san si complimentarono con loro.
“Ragazzi! I miei complimenti! Il singolo verrà presto pubblicato! Siete contenti?” “Siiii!!!” un coro si alzò… finalmente erano riusciti a completare la loro opera. Tornarono tutti a casa, dovevano riposarsi per la scuola. Il giorno dopo Shuichi avrebbe dovuto affrontare chimica, sperando che sarebbe riuscito a ottenere un buon punteggio. Era una piccola verifica scritta, forse era anche meglio.
Arrivarono a casa, e Shuichi si tolse i due maglioni, le tre maglie a maniche lunghe e la canottiera, e i due paia di pantaloni, infilandosi sotto le coperte al calduccio. Si addormentò di botto, infatti quando Ryuichi uscì dal bagno stava già dormendo. Lo raggiunse presto e si addormentò anche lui.
La mattina dopo, Shuichi si svegliò presto per ripassare chimica. Era la materia che meno gli restava difficile dopo storia giapponese, ma comunque lo rese molto impegnato. Mancavano ormai solo nove giorni all’esame, e Shindou doveva mettercela tutta. Presto si svegliò anche Ryuichi, e sorrise al suo ragazzo che era seduto al tavolo tutto concentrato sul libro di chimica. Faceva impressione vederlo impegnarsi così tanto per una materia. Però faceva bene, anche perchè se aveva una sola insufficienza, addio esame del diploma!
Arrivarono a scuola in anticipo, e Shuichi si assentò dalla prima lezione, quella di grammatica, per ripassare. Chimica era alla terza ora, avrebbe avuto un po’ di tempo.
Ryuichi, verso metà lezione chiese di andare in bagno, così ne approfittò per andare da Shuichi. Andò in terrazza e lo raggiunse. Si era addormentato col libro davanti, poverino, quella mattina aveva ripassato tantissimo. Così, lo scosse leggermente per svegliarlo, e quando aprì gli occhi gli dette un lieve bacino sulla fronte. Shuichi lo strinse a sè in un abbraccio, che carino, era andato a controllare se studiava. Si baciarono, Ryuichi iniziò ad accarezzargli i morbidi capelli fucsia. Mentre si baciavano, Sakuma sganciò piano i bottoni dei pantaloni di Shuichi, introducendo una mano in essi. Cominciò accarezzandogli l’erezione, che pian piano cresceva sempre di più, e poi iniziò a masturbarlo. Era una sensazione strana farlo a scuola, se qualcuno li avesse visti chissà cosa sarebbe successo? Ma a nessuno dei due importava, entrambi continuavano con le loro effusioni d’amore. Dopo un po’ Shuichi venne.
Stettero entrambi a riprendersi, era stato stancante, soprattutto per Shindou.
Ormai erano più di venti minuti che Ryuichi era fuori dall’aula, così, appena Shuichi si fu ripreso, lo salutò con un bacio sulla guancia e scappò in classe.
“Alla buon’ora Sakuma!” “Mi scusi…” la lezione finì dopo pochissimo, dato che era arrivato alla fine, così aspettò l’altra ora e Shuichi arrivò in classe.
Il professor Ishimoto diede subito il foglio con gli esercizi al piccolo Shindou che si stava agitando, sapeva bene tutto, ma aveva paura di non ricordarsi niente.
Venne spostato in un banco da solo, cosicché nessuno avrebbe potuto aiutarlo. Lesse le domande, che erano davvero semplici, ma lui, si confuse subito. Stava entrando in agitazione, non capiva più nulla, così gli entrò mal di testa.
Ryuichi da lontano lo guardava, capì subito il suo stato d’animo, avrebbe voluto stargli vicino ma non poteva. Così, dentro di sé, lo incoraggiò.
Shuichi aveva iniziato a scrivere qualcosa, ma non era per niente sicuro che andasse bene. Infondo erano domande teoriche ma… si stava confondendo troppo. Erano passati ormai venti minuti e la testa gli stava scoppiando, aveva soltanto risposto due domande su tredici, e la cosa non andava per nulla bene. L’agitazione si trasformò in disperazione, sentì gli occhi che gli pungevano, le lacrime affiorarono su di essi. Così, dovette sfogarsi da solo, affondò il viso fra le braccia e pianse. Aveva studiato tantissimo e quello era il risultato? Non andava, per niente. Doveva stare tranquillo, ma non ce la faceva. Il professore, quando se ne accorse si avvicinò a Shindou, dicendogli di non sforzarsi troppo, era chiaro che gli restavano difficili dato che non era mai stato sui libri, ma non doveva agitarsi, altrimenti non sarebbe servito a nulla.
Intanto, tre ragazzi in classe iniziarono a prenderlo in giro, si trattava di Jiro Ueyama, Yuri Aikawa e Sato Shinwa.
“Ahahah! Avete visto? Shindou si è messo a frignare perchè non gli riesce il compito!” “Io mi chiedo che cosa si meraviglia?” iniziarono a ridere fra di loro, così, Ryuichi scoppiò, sbattè i pugni sul banco e iniziò ad urlargli contro.
“Ma siete degli stronzi! Cosa ve ne frega a voi?! Vorrei vedere voi al suo posto!” “Se l’è cercate Sakuma!” “E allora? Sono cazzi suoi, o no? Che ve ne frega a voi?” “Beh, una persona del genere non si può altro che prenderlo in giro! Ahahaahh!” “Smettetela!” “Che c’è Sakuma? Ti sei arrabbiato perchè stiamo offendendo il TUO Shindou?!” Ryuichi si stava davvero infuriando, prima che potesse dir qualcosa, Reiko Ichigawa rispose a quei tre deficienti.
“Fatevi i cazzi vostri?! Siete invidiosi o che? Lasciateli stare!” a ruota si alzarono anche Miki Tazuna e Sakura Haruno arrabbiate per la stupidità dei ragazzi. Ben presto anche Kirk Koda e Gaara Ibiki gli dettero contro. Così, i tre ragazzi si misero in silenzio e la lezione continuò.
Shuichi, si riprese, era felice che alcuni ragazzi in classe sua avevano preso le sue difese, così iniziò a scrivere senza fermarsi, riuscendo a finire il compito in tempo.
Saltò l’ora dopo, si era stancato molto con quel compito, se ne andò in terrazza, e dopo poco anche Ryuichi lo seguì, saltando anche lui la lezione.
“Ah, grazie Ryu-chan!” “Di che?!” il ragazzino sorrise… “Innanzitutto, per avermi difeso, e poi…” “…e poi?” Shuichi rise… “Grazie per avermi incoraggiato!” Ryuichi spalancò gli occhi… “Ti ho sentito! Eehehh…!” “Com’è possibile?” “Guarda che io e te siamo collegati in tutto! Siamo addirittura telepatici! Ahahahah!” risero entrambi, e alla fine delle due ore, andarono a cercare il professore di chimica per sapere se aveva corretto il compito.
Lo trovarono in aula professori, così Shuichi gli chiese tutto. L’uomo sorrise sommessamente. Ce l’aveva fatta anche in quella materia.
“Bravo! Ce l’hai fatta, ora ti resta una sola materia se non sbaglio!” “Mh mh…” “Dai, ce la puoi fare! Certo che sei un testone! Se ti fossi impegnato da subito non avresti avuto problemi Le capacità le hai tutte!” “Eheheh… lo so…”.
Salutarono il professore e se ne andarono, non avevano voglia di fare l’ultima ora, così andarono alla NG in anticipo. K e Sakano-san gli andarono incontro.
“Ciao ragazzi!!” “Come mai così presto? Non avete scuola?” “Si Sakano-san, ma vedi… non avevamo voglia di fare le ultime ore, e quindi…” “Capisco…” “Ragazzi, oggi è pausa per voi! Non ci sarà lavoro per voi oggi!” “Davvero K?!” il ragazzo biondo annuì, allora potevano fissare prima della sera tutti insieme, dovevano organizzare qualcosa di bello! Chiesero a K se Hiro e Fujisaki lo sapessero, ma risposero che glielo avrebbero detto quando sarebbero venuti alla NG. Così era molto meglio.
Aspettarono un’oretta, e arrivarono anche gli altri due. Spiegato tutto, Shuichi propose di andare da qualche parte,e tutti e due i ragazzi annuirono.
“Dove andiamo?!” “Non lo so Fujisaki, dove potremmo andare?” Ryuichi ci pensò su un attimo e decise di invitarli a casa loro, e poi la sera sarebbero andati allo Zenny’s.
Arrivati a casa dei due ragazzi, fecero accomodare Fujisaki che si sentiva un po’ insicuro, mentre Hiro si era già posizionato sul divano.
“Io direi di guardare un film!!” Shuichi propose, e tutti accettarono… “Che vi va di vedere? Proponete qualcosa! Così lo andiamo a noleggiare!” …Ryuichi “Io direi… vi piace Neverland?” “Si si! Fuji-kun ha ragioneeee!!! Chi va a prenderlo? Ryu-chan? Vieni con me? Anzi… Hiro?!” “Ok Shuichi!”.
Si diressero al videonoleggio che era molto vicino all’abitazione, e intanto Shuichi domandò a Hiro cosa aveva intenzione di fare.
“Ma… non vorrei affrettare la cosa…” “Infatti non devi… intanto durante il film tu starai accanto a lui! Però sei un’idiota Hiro!!” “Perchè scusa?!” “Certo potresti anche parlarci un pochino! Non vi ho mai visti farlo…” “Hai ragione ma… sai com’è…” “Ma come? Inventati qualcosa!” “Vedremo…”.
Tornarono a casa e misero il dvd nel lettore, Shuichi si avvinghiò subito a Ryuichi, e stettero abbracciati a vedere il film, mentre Hiro ogni tanto dava qualche sguardo fugace a Fujisaki, che non staccava gli occhi dal film. Sinceramente si sentiva un po’ a disagio, non è che conoscesse poi molto gli altri ragazzi, e vedere quei due appiccicati, gli faceva uno strano effetto, non per altro, ma gli sarebbe piaciuto anche a lui…
In quel momento Hiro si alzò e si diresse in cucina per bere qualcosa, dopo un po’ anche Fujisaki si alzò per bere. Hiro come lo vide sussultò, non si aspettava di vedere proprio lui.
“Ehy…” “Ah, Fujisaki… come mai qui? Voglio dire…” “Avevo sete, e il film lo conosco a memoria! È il mio preferito! Eheheh…” “Io per la verità non avevo voglia di vedere un film ma… sai, Shuichi riesce a contagiarti con la sua allegria, non potevo distruggergli il sorriso!” “Hai ragione… Quel ragazzo è così allegro… beh, anche Sakuma-san lo è!”.
Stettero un po’ in silenzio, e siccome stava diventando imbarazzante, Hiro cercò di trovare qualcosa.
“Ma tu vai a scuola?” “Eh? No no, io ho smesso per diventare professionista di tastiera! Sinceramente ero bravo alle medie, ma il mio sogno è suonare! Tu invece hai il diploma quest’anno?” “Si, anche se sono sicuro che lo prenderò col minimo dei voti!” “Dai… perchè? Vai male a scuola?” “Riesco a cavarmela, ma… sinceramente odio studiare (come Shuichi), ma io a differenza sua, non ho insufficienze, mentre lui deve ancora recuperarne una! Ma ce la farà!” chiacchierarono ancora sulla scuola, e poi finirono a parlare dell’amore.
“Sai… io ho avuto un sacco di ragazze, anche se purtroppo non mi ci sono mai fidanzato…” “Perchè?” “Detto fra noi, mi piacciono fisicamente, ma so per certo che non vorrei mai una storia seria con una di loro!” “Davvero?” “Davvero. Più che altro io invidio Shuichi e Ryuichi!” “Ah…” Hiro cambiò un attimo espressione… “Non… non ti…” “No! Non è che disprezzo, anzi!” Suguru arrossì, cavolo, era gay anche lui, e ora che lo guardava da quel punto di vista, oltre che a notare quanto era carino, notò quanto era bello! In quel momento, Hiro gli strinse la mano dolcemente… così, Fujisaki si avvicinò di più a lui. Continuarono a parlare, che Fujisaki aveva appoggiato la testa alla spalla di Hiro.
“Cavolo… sai una cosa Nakano-san? Non credevo che avremmo finito il singolo così presto!” “Già…” Hiro iniziò ad avvicinare il viso a quello si Suguru, e quando furono a pochi centimetri sentirono un gemito provenire dall’altra stanza. Entrambi arrossirono. Possibile che quei due lo facessero anche quando non erano soli?
“Sarà meglio andare a controllare!” “Nakano-san! Ma… lasciamoli stare!” “Eh? Quei due approfittano di ogni momento per fare certe cose! Anche quando hanno gente in casa! Ora gliela faccio pagare!” Hiro disse tutto questo sorridendo.
Prese Fujisaki per mano e si affacciò nell’altra stanza. Poteva vedere Ryuichi che aveva le labbra appoggiate sull’erezione di Shindou, che aveva gli occhi velati dalla passione e accarezzava i capelli al suo ragazzo.
“Ma guardali!” Fujisaki, pensato non stessero facendo chissà cosa si affacciò lentamente e… “Oh mio Dio!” si ritrasse subito tutto rosso in viso.
“Ehm… si ma…” vide Hiro che stava sulla porta, visibile ai due… li chiamò, così i due si ritrassero di scatto.
“Aaahh!!! Si?!” “Cavolo ma voi due siete davvero schifosi! Almeno quando ci siamo noi potreste… evitare!” Shuichi si tirò su i pantaloni e i boxer velocemente, entrambi era rossi in viso, che vergogna!
Così, quando si ritrovarono tutti insieme, Ryuichi chiese scusa a nome di tutti e due. Shuichi non aveva ancora avuto il coraggio di guardare in faccia nè Hiro nè Fujisaki, si vergognava da morire.
“Shuichi?” “Nh?” “Guarda che puoi tranquillamente alzare lo sguardo… non è mica morto nessuno…” “Si!” Hiro mise una mano fra i morbidi capelli dell’amico dicendogli di non preoccuparsi, così Shuichi lo guardò finalmente.
“Sei sicuro che…” “Avanti piantala Shuichi! È ovvio che fra voi due…” “Ma…” “Stavo scherzando prima!” “Si però…” “Avanti Shindou-san! Non è successo niente di grave!” sentendo le parole di Fujisaki si tranquillizzò del tutto. Ormai erano quasi le sette di sera.
“Che facciamo?” “Io direi di andare fra un’oretta allo Zenny’s… no?” “Si, hai ragione Hiro…” “Anche perchè ancora non ho molta fame…” “Sentite, io vado a casa a vestirmi un po’ meglio, ci vediamo allo Zenny’s alle 20.00, che ne dite?” “Si, tu Fuji-kun che fai?” “Vado anche io a casa…” “Allora a dopo!!”.
Si salutarono, e Shuichi andò a farsi la doccia, mentre Ryuichi si scegliva i vestiti. Mentre Shindou era sotto la doccia, si mise a pensare a quello che era successo, avevano chiaramente fatto una figuraccia.
‘Che vergogna! Siamo stati visti in pieno da Hiro, e per di più da Fuji-kun! Posso capire Hiro, ormai lo conosco bene, ma Fuji-kun! Che figura! Però… menomale che non hanno detto niente…’ in quel momento si sentì abbracciare da dietro. Ryuichi era entrato in doccia con lui.
“Salve piccolo!” Shuichi gli sorrise… quant’era carino con tutti i capelli appiccicati alla fronte per via dell’acqua. Appena ebbe finito di lavarsi, lasciò il posto tutto per Sakuma e andò in camera a scegliere i vestiti. Si mise un paio di boxer neri, con sopra dei jeans un po’ larghi, la sua camicia rossa tigrata di nero e la giacca nera, aggiungendo un tocco di classe con il collare bordeaux con la fibbia. Era perfetto per la serata.
Poi ne uscì Ryuichi già vestito, dato che si era portato i vestiti puliti in bagno. Indossava un paio di jeans neri con sopra una camicia bianca e la giacca nera. Era pronti per andare allo Zenny’s.
Appena furono lì, c’era già Fujisaki ad attenderli, aveva indosso dei pantaloni neri, camicia bordeaux e giacca nera, perfetto! E dopo circa dieci minuti arrivò Hiro… anche lui indossava la camicia, era azzurro cielo e aveva dei jeans non troppo stretti. Entrarono e presero posto al tavolino. Lo Zenny’s faceva sia da pub che da pizzeria, così dopo avrebbero potuto anche bere qualcosina.
“Allora? Lo sai Fuji-kun? Sembri più grande vestito così!” “Davvero Sakuma-san?” “Mh mh… ma… potresti chiamarmi solo Ryuichi? Ormai siamo amici, no?” “Ah…” “E a me chiamami Shuichi!” “E a me Hiro!” “V-Va bene…” “Ahahahah!” finalmente lo avevano definito amico, ora si sentiva molto più a suo agio. Si voltò un attimo verso Hiro, era davvero bello quella sera, pareva che i suoi capelli luccicassero anche di più alla luce. E poi… solo in quel momento notò quanto fossero profondi i suoi occhi. Finita la pizza, arrivò la giovane cameriera a chiedere se volevano qualcosa da bere, ma restarono a bocca aperta quando notarono che si trattava di Mika-san.
“Mika-san!” “Salve ragazzi! Che fate qui?” “Eheheh… noi siamo venuti a ‘festeggiare’ il debutto del nostro singolo… presto verrà pubblicato!” “Ahahah… Shuichi-kun! Sei sempre così allegro tu?” “Purtroppo lo è…” “Come purtroppo?! Maledetto Ryu-chan!” la ragazza scoppiò a ridere divertita, quei due formavano davvero una bella coppia Noto che quella sera erano tutti molto carini.
“Allora, cosa volete da bere?” “Vodka e mentaaaa!!!” Hiro gli tirò un pugno in testa… “Vacci piano cretino!” “Ahio… Ryu-chaaan…” “Dai Hiro, per una volta che festeggiamo seriamente! Comunque, a me portami… una sambuca!” “Vodka e pesca!” “Tu?” “Io… uhm… una birra media!” “Bene… ve le porto subito!”.
Aspettarono un po’, e gli alcoolici arrivarono, Shuichi buttò giù la vodka in tre sorsi, Ryuichi detestava vederlo bere, ma quella sera era per una giusta causa. Shuichi ne ordinò un’altra e bevve anche quella.
“Shuichi? Non stai esagerando?” “Ahahahah! No!” Hiro si mise una mano sulla fronte… “Andiamo bene, sei già ubriaco…” “Ahahahah!” “Ryuichi? Sicuro che vada bene?” “Infatti ora basta! Vero?” “No!” “Shindou… ehm… Shuichi? Ma sei scemo? Ora basta!” “Ahahaha! Fuji-kun mi ha chiamato per nomeeee!!” tutti e tre scossero la testa. Shuichi pian piano da brillo passò ad essere del tutto ubriaco, ma non gli bastava, così, fingendo di andare in bagno, si fermò al bancone e prese due shot di vodka e menta, buttandoli giù velocemente. A quel punto, mentre stava per ordinarne un terzo, Mika-san glielo impedì, riportandolo al tavolo.
“Scusate? Tenetelo d’occhio! Ha bevuto due shot di vodka e menta!” “Shu-chan! Sei uno stronzo! Sei andato in bagno eh?!” “Possibile che dobbiamo controllarti sempre?” “Ci scusi Mika-san…” “Fa niente Fujisaki-kun… beh, torno a lavoro!”.
Shuichi si stava seriamente iniziando a sentire male, così, era arrivato il momento per i due di andarsene.
“Ragazzi… mi spiace, ma dobbiamo andare!” “Figurati Ryuichi…” “Anzi, è meglio, povero Shuichi…” “Fujisaki? Hai detto povero Shuichi? Gli sta bene! A domani!” “Ciaoooo!!” “Ciao ragazzi!”.
Quando furono fuori, Ryuichi arrivò fino ad una panchina e fece sdraiare Shuichi, facendogli appoggiare la testa sulle sue gambe. Con una mano gli accarezzava la fronte.
“Certo che esageri sempre tu… ok, dovevi ubriacarti, ma così è eccessivo… lo sai che odio quando bevi…” “Mmm…” “Va bene… basta farti la menata… piuttosto, chissà come sta andando?”.
Intanto, Fujisaki e Hiro se ne andarono dallo Zenny’s, raggiungendo un parco dove poter stare tranquilli. Parlarono un attimo, e poi, Hiro provò a baciarlo di nuovo, le labbra si sfiorarono, unendosi dolcemente. Era ciò che volevano entrambi. Si piacevano, ed era giusto così.
“Sai Hiro… ora capisco perchè Shuichi mi chiedeva tutte quelle cose…” “Mh?” “Se ho la ragazza? Se mi piacciono le ragazze e se ti trovavo carino…” “Ah! Shuichi del cavolo! Ok, gliel’avevo chiesto io di informarsi ma… quello potrebbe farle meglio le cose!” “Ahahah… ma che importa? L’importante è essere finiti così, non credi?” il ragazzo annuì baciandolo di nuovo.
Nello stesso momento Shuichi stava vomitando, Ryuichi gli teneva la testa per evitare che i capelli gli coprissero il viso. Quando finalmente smise di vomitare, lo distese sulla panchina e gli chiese se aveva bisogno di qualcosa.
“Un thè…” corse al bar più vicino per andare prenderglielo, ma quello fu l’errore più grande della sua vita, non doveva assolutamente lasciarlo solo a quell’ora di notte. Infatti, tre ragazzi gli si avvicinarono ridendo.
“Ehy! Ragazzino, che ci fai qui tutto solo?!” “Non sei con la mammina… ahahahah!” “Chi siete?” “Siamo i tuoi compagni per una notte!” “Eh?! No!” “Hai anche il coraggio di dirci di no? Sei qui tutto solo, avanti piccolo vieni!” “No… non… sono ubriaco… io…” “Bene, meglio, così non farai resistenza! Ahahahah!” “NO! LASCIAMI!” venne afferrato bruscamente da uno di loro, e lo portarono via, in un posto più buio.
In quel momento tornò Ryuichi, che non appena notò che non c’era si preoccupò immediatamente cercandolo ovunque.
“Shuichi?! Dove sei? Shuichi?!” iniziò a sentirsi in colpa per averlo lasciato lì solo, a quell’ora, in un posto buio e isolato come quello. Sicuramente qualcuno lo aveva preso e chissà cosa gli stava facendo? Iniziò a cercarlo ovunque senza trovare nessuno traccia di lui, così, fece la prima cosa che gli venne in mente, chiamò Hiro.
“Ryuichi? Ciao!” “HIROOO!!!” “Ryu-chan? Che succede?” “S-Shu-chan… io… non…” “Ryuichi! Calmati!” Ryuichi era scoppiato a piangere, così Hiro gli chiese dove si trovava, così lo raggiunse insieme a Fujisaki, che appena videro che era in lacrime, da solo gli corsero incontro preoccupati.
“Ryuichi!” Fujisaki lo tirò su facendolo sedere sulla panchina… “Che succede? Hai litigato con Shuichi?” appena sentì il nome del suo ragazzo iniziò a piangere ancora più forte. Così, i due ragazzi si convinsero che avessero avuto una lite, ma Sakuma era piuttosto agitato.
“Lui… lui è…” “Tranquillo, spiegaci con calma, avete litigato, è normale!” “NO!” “Cosa?” “Non abbiamo… litigato…” Hiro assunse una faccia indescrivibile, e guardò Fujisaki che iniziò a preoccuparsi.
“Ryuichi, ora calmati, cos’è successo?” “Lui… io…” Ryuichi fece un respirone e iniziò a spiegare con più calma.
“Lui si è sentito male… io… io… gli ho chiesto se aveva bisogno di qualcosa… mi ha detto che voleva del thè… e… io sono andato a prenderlo… sono tornato e… e… lui non c’eraaaaaaa!!!” riniziò a piangere disperatamente.
“Sakuma-san… ehm Ryuichi, hai provato a chiamarlo?” “No…” Hiro prese il telefono mettendo il vivavoce, così iniziò a squillare ma… venne riagganciato. Riprovò di nuovo, ma stavolta era spento.
“Ragazzi… dobbiamo andare a cercarlo. Suguru? Tu vai con Ryuichi! Io vado a cercarlo da solo.” …così si divisero.
Nel frattempo Shuichi era da solo con i tre che l’avevano portato via, si trovava in una specie di garage, era senza pantaloni, e i ragazzi stavano sfogando su di lui le loro perversioni. Uno gli stava leccando la schiena, un altro lo aveva preso con forza, imponendogli di leccargli il membro, mentre l’altro lo stava penetrando con violenza. Erano dei veri vigliacchi, il ragazzino stava soffrendo da morire, desiderava morire in quel momento.
“Ahahahah! Questo ragazzino è meraviglioso!” in quel momento, colui che aveva parlato venne scaraventato via, e gli altri due si voltarono verso quel qualcuno o qualcosa che l’aveva colpito. Era un ragazzo, molto bello, alto, biondo con gli occhi quasi color oro, di taglio allungato… era Yuki Eiri.
“Ma tu sei…? Yuki Eiri? Che vuoi?!” il ragazzo prese per il colletto uno dei due rimasti e lo tirò verso di sè… “Che voglio?! Che volete voi da quel ragazzino?! Siete degli schifosi!” lo lanciò via, così, decisero di darsela a gambe. Yuki andò verso il ragazzino che era ripiegato su se stesso, semisvenuto. Aveva ricevuto un sacco di botte oltre ad essere stato stuprato. Lo prese in braccio raccogliendo anche i suoi pantaloni e i boxer.
Appena fu in casa, lo posò sul divano, vestendolo.
“Ragazzino?” il piccolo Shuichi si voltò verso la voce di Eiri… “Si?” “Come stai?” “Male…” voleva con sè Ryuichi, ma non sapeva come fare, in quel momento non gli venne nulla in mente, pensava soltanto a quella scena orribile.
“Senti… com’è successo? A quanto vedo sei anche ubriaco… o perlomeno ti sta passando la sbronza…” “Si… stavo aspettando che Ryu-chan mi portasse del thè, e sono arrivati loro che mi hanno portato via…” “Capisco… senti, vuoi che rintracci il tuo ragazzo?” “Eh?!” “Quel Ryu-chan, non è il tuo ragazzo?” “Si ma…” “Ho intuito per queste cose! Comunque dammi il suo numero di telefono e poi riposati…” così, prese il numero e lo chiamò immediatamente.
Squillò il telefono, Ryuichi rispose fulmineamente.
“Pronto?!” “Ehm… sei tu Ryu-chan?!” “Si, sono io!” “Senti… ho trovato il tuo ragazzo… è in condizioni orribili… ehm… se vuoi venire a riprenderlo vieni pure. Abito in Groove street 23. Sono Yuki Eiri…” “Eh?! Arrivo subito!” iniziò a correre verso la direzione della casa del ragazzo, mentre Fujisaki gli gridò di aspettarlo, ma non riuscì a stargli dietro.
Intanto, Ryuichi riuscì ad arrivare da Yuki Eiri, suonò e corse in casa. Appena fu dentro, lo accolse il ragazzo, che gli spiegò la situazione prima di fargli vedere Shuichi.
“Cosa…?! Oh mio Dio…” “Senti, mi dispiace molto, ma… io purtroppo quando sono arrivato era troppo tardi…” “No, hai fatto il possibile, ti ringrazio…” tutto questo lo disse fra le lacrime… venne condotto alla stanza in cui si trovava Shuichi e lo vide. Era sotto le coperte, si poteva vedere solo il suo volto, aveva le labbra spaccate, entrambi gli occhi tumefatti. L’avevano davvero conciato per le feste. Ryuichi tirò giù le coperte e lo prese in braccio.
“Grazie di tutto… e… come potrei sdebitarmi?” “Non preoccuparti, l’ho aiutato volentieri. E… vi accompagno in macchina a casa…” “No… hai già fatto troppo…” “Non discutere… andiamo!”.
Così, Sakuma, che aveva tanto criticato Yuki Eiri, cambiò opinione su di lui e lo seguì. Mentre si dirigevano a casa, parlarono.
“Detesto queste persone, che gusto ci trovano?!” “Sono dei bastardi, a loro basta godere… che gli importa di come potrebbe sentirsi chi subisce? A loro basta soddisfare le loro schifose perversioni! Sono lì che pensano soltanto a godere, ti fanno pure i complimenti di quanto puoi essere bello e cose del genere ma… purtroppo… allo stesso tempo ti picchiano…” “Yuki Eiri-san…” “Solo Yuki va bene…” “Oh… Yuki, ma… sembra che tu… ci sia passato, o sbaglio?” “No. Non sbagli ragazzo. Ebbene io ho provato la stessa cosa che ha provato lui. Lo capisco benissimo, per questo me la sono presa a cuore, capisci?” Sakuma annuì, aveva le lacrime agli occhi, gli dispiaceva.
“Ah, dì a…” “Shuichi.” “Si, di a Shuichi che appena si sveglia è ben accetto di venire a casa mia. È un mio fan o sbaglio? Beh, sia tu che lui siete i benvenuti!” “Oh, ne sarà felice! Guarda, fermati qui! Grazie! Buonanotte Yuki, grazie!” “Scherzi? Buonanotte!”.
Ryuichi si diresse in casa e distese il suo ragazzo sotto le coperte. Si sentiva terribilmente in colpa, tutto ciò era successo a causa sua, se non l’avesse lasciato solo… forse non sarebbe successo. Si ricordò di aver lasciato Fujisaki e Hiro senza saper nulla, così chiamò Hiro e gli spiegò tutto. Sentì dall’altra parte del telefono, Hiro aveva tirato un pugno da qualche parte, era infuriato. Comunque, disse che Fujisaki era lì, così sapeva già tutto. Lo salutò dicendogli di prendersi cura di Shuichi.
Intanto Shuichi si era svegliato e sentiva dolore ovunque, i brutti ricordi gli riaffiorarono alla mente e le lacrime iniziarono a scendere sulle sue clade guance.
Il sapore della violenza gli ritornava alla bocca, aveva voglia di vomitare, ma cercò di trattenersi. Non capiva come poteva trovarsi a casa sua, ricordava solo il volto sfocato di Yuki Eiri, forse lo aveva solamente sognato. Dall’altra stanza sentì provenire dei rumori, allora era stato Ryuichi a trovarlo e portarlo lì? Voleva chiamarlo ma sentiva malissimo a parlare, aspettò soltanto che fosse arrivato. Infatti non tardò a raggiungerlo, appena vide che era sveglio abbassò lo sguardo, andandogli vicino.
“Shu-chan…” Shuichi gli prese le mani, voleva vederlo, voleva guardare i suoi bellissimi occhi, ma non riusciva a capire perchè non lo volesse guardare.
“R-Ryu-chan…” a quel punto alzò lo sguardo e le lacrime iniziarono a solcargli il viso, i sensi di colpa lo stavano distruggendo, gli accarezzò la fronte, e il solo vedere un piccolo sorriso da parte di Shindou, lo spinse ad abbracciarlo forte, anche per sentirlo lì, che c’era, che era tornato da lui.
“Ahia… m-mi fai male…” Ryuichi si staccò lentamente… “N-Non piangere R-Ryu-chan… p-perchè piangi?” “È tutta colpa mia piccolo…” Shuichi scosse la testa ignorando il dolore che gli stava massacrando le tempie… “Non è colpa tua…” “E invece si! Se non ti avessi lasciato solo…!” “M-Ma tu l’hai fatto… perchè te l’ho chiesto io!” “Si, lo so! Però… era chiaro che a quell’ora poteva succederti qualcosa!” “S-Se eravamo in due… non cambiava nulla… p-probabilmente… sarebbe successo anche… anche a te!” il povero Ryuichi scoppiò a piangere, e Shuichi, con tutte le sue forze si alzò a sedere e lo strinse a sè in un abbraccio. Entrambi stavano soffrendo, anche se sbagliavano. Dovevano tirarsi su a vicenda. Shuichi lentamente si sdraiò, con Ryuichi che piangeva ancora sul suo petto esile e si addormentarono tutti e due fra le lacrime. La mattina dopo non andarono a scuola, erano troppo pieni di pensieri per andarci.
Il primo a svegliarsi fu Shuichi, si svegliò sentendo male alle costole, dato che durante il sonno Ryuichi era stato appoggiato su esse. Fece fatica ad alzarsi, ma doveva andare in bagno. Non aveva mai provato un tale dolore, e una tale fatica a fare qualche passo, ma con tutta la sua forza di volontà ci arrivò.
Uscitò da bagno, arrivò vicinissimo al letto e le gambe cedettero, cadendo così su Ryuichi che si svegliò di soprassalto.
“Scusa…” “Shu-chan…” “Ehm… le mie gambe non hanno retto… scusa…” “Figurati piccolo…” si abbracciarono, se Shuichi non avesse avuto Sakuma accanto si sarebbe ucciso sicuramente.
“Ah, Ryu-chan… posso chiederti una cosa?” “Si?” “Come hai fatto a trovarmi?” il ragazzino sorrise… “Non sono stato io a trovarti, nonostante ti abbia cercato ovunque assieme ad Hiro e Fuji-kun! Ma Yuki Eiri… quei tre deficienti hanno deciso di soddisfare le loro voglie proprio nel garage dell’appartamento di Yuki Eiri!” “Eh?! Ma allora… non l’ho sognato?! Ero convinto che fosse un sogno!” il ragazzo scosse la testa e gli appoggiò una mano fra i capelli… “Vuoi andare a ringraziarlo?” “Figurati! Sarò stato una seccatura per lui, non so se ricordi come mi ha trattato quella volta!” Ryuichi si mise a ridere… “No no! Ti sbagli! È stato lui a dirmi che sei il benvenuto a casa sua!” “D-Davvero?!” “Esatto… allora? Vuoi andarci?” Shuichi annuì sorridendo.
Si vestirono, fecero colazione e si avviarono verso la Groove Street. Ci misero molto dato che Ryuichi doveva sorreggere Shindou, non si reggeva molto bene in piedi. Sakuma si sporse a suonare il campanello, e Yuki li aprì. Appena fecero il loro ingresso, Eiri sorrise ad entrambi.
“Salve!” “C-Ciao… ehm… grazie per ieri!” “Figurati…” un velo di tristezza albergò per un attimo negli occhi di Yuki al ricordo dell’esperienza del ragazzino, e la sua esperienza passata, poi però, lo fece sedere sul divano.
“Allora? Che mi raccontate, come va col vostro disco?” “Bene! Il singolo uscirà a giorni! Eheheh!” “Ah, bene… non siete stati per niente male al concerto!”.
Parlarono ancora dei Bad Luck, di Yuki Eiri, della scuola e di tante altre cose, fino a che, non dovettero salutarlo perchè doveva lavorare al suo nuovo romanzo.
Per strada, a Shuichi venne in mente di Hiro e Fujisaki. Voleva sapere cos’era accaduto, così decise di invitarlo a casa. Doveva parlargli assolutamente. Infatti appena furono a casa Shuichi prese il telefono e lo chiamò.
“Hirooo!!” “Shuichi?” la voce di Hiro aveva il tono grave… “Come stai?” “Nh? ‘nsomma… potrebbe andare meglio, molto meglio ma… non farmi ricordare ti prego!” “Ah scusami!” “Seeenti… non è che potresti venire qui da me? Ho da parlarti… eheheh…” “Sei sempre così allegro, ma questo tuo tono mi fa paura…” “Aahahahh!” “Si, comunque, arrivo subito!” “Ok! A fra poco!” “Ciao scemo!”.
Dopo all’incirca un quarto d’ora arrivò Hiro, e nel frattempo Ryuichi era andato a farsi la doccia.
“Hiroooo! Ciaooo!” “Ciao scemo!” si sedettero sul divano e subito gli chiese ciò che voleva sapere… “Eh? Oh… benissimo! Vedi, è andata così: in realtà stavamo per baciarci già quando qui ma… abbiamo sentito voi due e…” “Ah…” “Vabbè, comunque, appena siamo rimasti soli ce ne siamo andati al parco e ci siamo baciati!” “BENEEE!!! E poi?!” “‘E poi’ cosa?” “Come cosa? Che avete fatto?!” “Guarda che non siamo maiali come voi due!” “Uffa…” “Ahahahah!!”.
Continuarono a parlare, fino a che non fece il suo ingresso Ryuichi, che salutò calorosamente l’amico. Hiro stava pensando dentro di sè che guardandolo da quel punto di vista Ryuichi era davvero molto bello. Si voltò poi verso Shuichi. Doveva ammettere che pure lui era un bel ragazzo. Che stranezza fare certi pensieri sui suoi due amici più cari!
“Venite dopo alla NG?!” “Certo! Vero Ryu-chan?” “Eh? Ah, si!” Ryuichi era molto strano da quando Shuichi aveva subito quella violenza, era capibile, ma Shindou gli aveva detto che non era colpa sua. Quei pensieri continuavano a tormentarlo, erano insopportabili. Sia Hiro che Shuichi se n’erano accorti.
Hiroshi li salutò e se andò, lasciandoli soli, sperava che Shuichi gli parlasse e capisse il suo stato d’animo, gli faceva effetto vederlo così serio, non era certo da Sakuma Ryuichi.
Il piccolo Shuichi se ne andò camera per scegliere i vestiti, e farsi successivamente una doccia ristoratrice. Pian piano stava riacquistando la forza, dato che il dolore diminuiva di minuto in minuto. Aprì l’armadio e prese i suoi pantaloncini corti color verde militare con i lacci, una maglietta nera a collo alto e la felpa arancione. Entrò in bagno e aprì l’acqua. Si spogliò e si ritrovò a guardarsi allo specchio, era conciato davvero male, partendo dalle gambe, vide due grandi lividi su entrambi gli stinchi, salendo all’inguine notò un graffio, non molto grande, lo stomaco gli faceva male, ed anche le costole, sulle braccia aveva i segni di quando si viene stretti con forza, sul collo aveva tre grandi succhiotti, e sul viso, entrambi gli occhi lividi, lo zigomo tumefatto, il fine e morbido labbro inferiore era spaccato, e sulla tempia un graffio. Si faceva davvero schifo, non si era mai visto così brutto in tutta la sua vita, e soprattutto ogni volta che vedeva uno di quei lividi gli tornavano alla mente quelle scene terribili, il sapore della violenza fra le labbra, l’odore di sperma nelle narici, e tutto ciò che aveva a che fare con quella serata terminata orribilmente.
Strinse gli occhi come per scacciare quei pensieri e si fiondò sotto il getto tiepido. Poteva sentire l’acqua che scivolava sul suo esile corpo, quasi come se purificasse tutto. Si insaponò, struscinado la spugna talmente forte da arrossargli la pelle, voleva portare via tutto quello schifo, si sentiva ancora appiccicoso di sperma e il che gli faceva venire voglia di vomitare. Si sciacquò via la schiuma e passò a lavarsi i capelli, li sentiva sporchi di sperma pure quelli, così, si versò nella mano una grande quantità di shampoo sul palmo della mano ed iniziò a strusciare ben bene quei morbidi capelli color ciclamino. Dopo un po’ mise il balsamo, ammarbidendoli ancora di più.
Uscì dalla doccia dopo essersi sciacquato e si passò l’asciugamano fra i capelli togliendo l’acqua in eccesso. Si vestì e raggiunse Ryuichi nell’altra stanza, che era sdraiato sul divano con lo sguardo perso nel vuoto. Non ce la faceva a vederlo in quello stato, così, si sdraiò sopra di lui abbracciandolo forte, come per fargli sentire che era lì, con lui e che stava bene. Ryuichi, dal canto suo, ricambiò l’abbraccio stringendolo ancora più forte, inebriandosi del profumo che emanavano i suoi capelli appena lavati, che sapevano di pesca.
“Ryuichi… cosa farei senza di te?” il ragazzo scosse la testa… “Faresti allo stesso modo che fai adesso, non servo a nulla, ti ho mandato dritto verso il pericolo…” Shuichi a quel punto si drizzò a sedere, con molta fatica, ma lo fece ugualmente scattando, nello sguardo aveva la rabbia… “Smettila! Smettila! Se ti dico che sto bene è perchè è così! Se ti dico che non è colpa tua, è perchè è così! Ok?! Sei un testone del cavolo! Se fosse stata colpa tua, non ti avrei più rivolto la parola brutto idiota! Chi pensi che mi abbia cercato tutto il tempo, eh? Chi pensi che abbia sofferto vedendomi in quelle condizioni oscene, eh? Chi pensi che si sia preso sempre cura di me, eh? Eh?! Sei uno stupido! Io ti rispetto, dovresti rispettarti anche tu, scemo!” Shuichi era davvero arrabbiato, non ce la faceva a vederlo addossarsi tutte le colpe che non aveva, e così, oltre che star male dentro, stava tralasciando il loro rapporto.
“Ryuichi! Sei preso da questi pensieri, convinto sia colpa tua, non mi baci più perchè non riesci a guardarmi in faccia! Allora mandiamo tutto a puttane! Lasciamoci se non ce la fai a guardarmi, a baciarmi! Cazzo! Sto male più per questo che per ciò che mi è successo!”.
Ryuichi iniziò a piangere, tutto ciò che gli aveva detto lo faceva star male, ma perchè era la verità, perchè sapeva che aveva ragione, così lo faceva preoccupare e basta.
“Perdonami Shu-chan… hai ragione… è che…” “Ti senti in colpa?! Nooo… non l’avevo proprio capito! Ora basta!” detto questo, Shuichi lo baciò con tutta la passione che poteva, con tutta la decisione che riusciva a trasmettere, così, anche Ryuichi si sciolse e contraccambiò il bacio con tutto se stesso. Oh si se aveva ragione. Doveva mettercela tutta per stargli acanto, e invece cosa aveva fatto? Si era chiuso in se stesso evitandolo. Iniziò ad accarezzargli i fianchi, il ventre e le costole, alleviandogli il dolore. Quel ragazzino era ciò che di più importante aveva, non poteva perderlo facendo il coglione. Si staccarono, e Shuichi si alzò, trascinandosi dietro Sakuma. Lo guidò fino in camera e si sdraiò sul letto aspettando che Ryuichi lo raggiungesse.
Stettero a lungo abbracciati su quel letto pieno di ricordi e emozioni, poi Sakuma si alzò e si cambiò, era arrivato il momento di andare al lavoro. Così, appena Ryuichi fu pronto, uscirono di casa dirigendosi alla NG Pro. Per tutto il tragitto non fecero altro che ridere e scherzare, fino a che Shuichi non fu troppo stanco per fare altri passi, e Ryuichi lo prese sulle spalle.
“No Ryu-chan! Smettila, così ti affatichi!” “Scemo! Sei leggerissimo, avanti, lascia che ti aiuti!” “Ehehehe… questo è il mio Ryuichi!”.
Arrivarono alla NG e appena furono in sala registrazioni, K li accolse col sorriso.
“Big News!!” i due ragazzi restarono a bocca aperta senza capire, quando il giovane manager gli comunicò che l’album era già in commercio e che aveva già venduto centosettanta copie in due ore. Ryuichi fece scendere il suo ragazzo e lo abbracciò colmo di felicità, la loro musica era apprezzata allora! Shuichi rideva, era davvero felice, era persino riuscito a dimenticare per un po’ i fatti della sera precedente. Quel lavoro era davvero una cura per tutto. Ben presto, Sakano-san iniziò ad agitarsi, Hiro e Fujisaki non si erano ancora fatti vedere.
“Ahahahah!!! Sakano-san, lascia perdere!!” “Aaaaagghhhh! Shindou-san!! Come possoooo?!” “Saranno da qualche parte, loro due!!” “Soli soletti! Eheheheh!!” …Ryuichi… “Ma che facciamo allora?!” “Niente…” tutti si voltarono verso K… “Vacanza!” “Eeeehh?! M-Ma…” “Siiiii!!!” “Evvivaaaa!!!” il povero Sakano-san si depresse, così, Shuichi e Ryuichi se ne andarono, e K li salutò col sorriso.
“M-Ma… K-san…” “Lascia che vivano la loro vita… oltre che al lavoro hanno la vita sentimentale… ed è una cosa meravigliosa…” “Aaahh… va bene… mi arrendo…” “Un giorno lo capirai anche tu…”.
I due ragazzi volarono a casa, Shuchi aveva iniziato a deprimersi dato che in sei giorni doveva recuperare l’insufficienza a fisica e avrebbero avuto l’esame del diploma, doveva studiare almeno un po’ se non voleva fare una brutta fine.
Appena furono a casa, Shuichi si fiondò sul divano, non appena tentò di accendere la tv, Ryuichi gli strappò di mano il telecomando.
“Devo per caso ricordarti cosa hai detto prima?” “Ok ok… hai ragione…” così, presero i libri e i quaderni ed iniziò a spiegargli tutto dell’ultimo argomento, Shuichi inizialmente non capiva molto, ma poi, con un po’ di pazienza riuscì ad ingranare. Stettero per molto tempo sui libri, fino a che Shuichi non imparò a fare da solo gli esercizi. Decise di andare interrogato il giorno dopo, così si sarebbe tolto il pensiero.
Il giorno dopo, quando fu a scuola, aveva fisica alla prima ora, un piccolo compito e avrebbe rimediato tutto. Doveva mettercela tutta, così finalmente avrebbe stipulato tutti i debiti. Il professore gli consegnò la verifica e iniziò subito a scribacchiare qualcosa. Sembrava che questa materia gli restasse più semplice di matematica, e non aveva problemi nel superarla. Erano tutti esercizi sul moto circolare uniforme, moto parabolico e moto uniformemente accelerato. Gli esercizi che gli aveva dato erano davvero semplici, cosicchè riuscì a completarli anche prima del tempo a disposizione.
Dopo aver finito, si diresse sul terrazzo per prendere un po’ d’aria fresca, sperò davvero tanto di essere riuscito a superare la prova, e finalmente arrivare tranquillo al giorno dell’esame. Mancavano solo cinque giorni, e sarebbero stati i cinque giorni più tormentati. Ci mise un po’ prima di arrivare lì, ancora sentiva male un po’ ovunque, improvvisamente sentì un brivido percorrergli la schiena, nel momento in cui chiuse gli occhi per rilassarsi, gli passò davanti la scena dei tre ragazzi che lo molestavano, si rivide attaccato alla rete del garage, con i vestiti spostati, lui che aveva le lacrime agli occhi e lo sperma che gli colava dai capelli, le labbra e la punta del naso. Si accasciò a terra col viso fra le mani, perchè quella scena doveva tormentarlo? Perchè si era ubriacato così tanto quella sera? Se fosse stato sobrio avrebbe avuto almeno i riflessi per scappare, ma non era riuscito neppure a staccarsi dalla presa di uno dei tre delinquenti! Tra le gambe, sentì la sensazione del sangue che gli colava via, probabilmente era soltanto la sua immaginazione, ma quella serata la riviveva sia con le emozioni, che con le sensazioni che aveva provato. Sentiva ancora l’odore nell’aria dell’eccitazione di quei tre. Per istinto tirò un pugno sul muro del terrazzo, la parete era ruvida, così si graffiò le nocche, facendo così uscire il sangue, e lasciando il segno sul bianco muro.
Si fermò a riprender fiato, asciugarsi le lacrime e con calma tornare in aula. Camminava ancora a fatica, barcollando. Arrivò all’aula e lentamente aprì la porta, tornando a sedersi al suo banco. Appena vide Ryuichi cancellò quei pensieri dalla sua testa, tornando a sorridere. Non ce la faceva a restare triste guardando il suo ragazzo, era l’apice della tenerezza, gli voleva davvero un bene dell’anima, avrebbe dato la vita per lui.
La lezione finì presto, e il professore gli disse che l’esito del compito gliel’avrebbe fatto sapere il giorno dopo. L’avrebbe corretto con calma e attenzione, così saluto la classe e se ne andò, lasciando il posto a Nagisaka per la sua lezione di storia giapponese.
Non fece lezione, ma introdusse come si svolgeva l’esame del diploma.
“Bene ragazzi, oggi non spiegherò, dato che ormai abbiamo finito tutti gli argomenti, però spiegherò come si svolgerà l’esame. Affronterete tre prove scritte, ovvero: matematica, letteratura giapponese e inglese, mentre il resto delle materie sarà teorico. Le prove teoriche verranno suddivise per materia. La durata dell’esame sarà di sei giorni. Solitamente vengono fatte le prime tre prove scritte in tre giorni diversi, mentre il quarto giorno avrete storia giapponese e fisica, il quinto giorno sarà il turno di chimica e educazione fisica, mentre il sesto farete psicologia e filosofia. Tutto chiaro?” i ragazzi ascoltavano senza proferir parola, così il professore andò avanti… “L’esame scritto sarà sempre un’unica verifica, quindi avrete i test tutti uguali, verrete divisi a distanza di un banco e chi verrà beccato a copiare o parlare verrà penalizzato. Ovvero, verrano scalati i punti dell’esito finale. Quello teorico, verrete divisi in due gruppi in ordine alfabetico per ogni materia. Ovvero: prendiamo ad esempio il primo giorno di esame orale… se siete in diciotto, nove verranno chiamati per storia giapponese, e nove per fisica, e poi viceversa. Charo?” tutti annuirono con la testa, il professore sorrise augurando un buono svolgimento di esame e dette il permesso di fare quello che volevano (nei limiti).
Shuichi si sentiva un po’ sottopressione, questi esami lo rendevano piuttosto nervoso. Quello che lo preoccupavano, erano le materie in cui aveva appena avuto l’insufficienza, e poi non era ancora sicuro di essere stato ammesso all’esame, dato che ancora non sapeva l’esito del compito di fisica.
“Shuichi!! Non sei felice? Saremo nello stesso gruppo per la teoria!! Siii!!!” “Mh… speriamo sia ammesso all’esame…” “Dai! Le sapevi benissimo le cose! Dai che andrà tutto bene!” “Lo sperò!” Ryuichi, da sotto il banco, per non farsi vedere da nessuno gli prese le mani, e nel farlo, alla mano sinistra, sentì una sensazione di umido, così abbassò lo sguardo sulla mano del suo ragazzo, scoprendola insanguinata.
“Shu-chan!” “Eh? Cosa c’è?” Sakuma abbassò lo sguardo verso la mano di Shuichi, così seguendo lo sguardo, notò il sangue… “Merda! Non me n’ero accorto!” “Che hai fatto?!” “Boh…” mentiva… e Ryuichi non era così stupido da non capirlo, così lo guardò storto, e Shindou confessò di aver tirato un pugno al muretto.
“Perchè l’hai fatto?” “…io…” “Pensieri brutti?” Shuichi annuì con la testa… “Ti abbraccerei se potessi… solo che… beh, lo sai…” Shuichi annuì nuovamente e sorrise.
“Lo so, lo so… gente di merda… dai, io vado in infermeria…” “Ok! Fai presto…” “Certo!” così, Shuichi si allontanò dall’aula e si fece fasciare disinfettare la mano. L’infermiera preoccupata gli chiese cos’era successo, ma la tranquillizzò dicendo che aveva strusciato la mano al muro mentre camminava, e non si era reso conto di essersi tagliato, così lei gli fasciò la mano. Shuichi se ne tornò in classe e vide Ryuichi intento a scrivere qualcosa. Si affacciò sul foglio, e Sakuma lo coprì col braccio, intimandogli di non guardare.
“Ma come? Stronzo! Ammetti che mi tradisci di nascosto con un’altra… le stai scrivendo una lettera d’amore e non vuoi che la legga, eh?” Ryuichi sogghignò… “Eheheh… non ti si può nascondere nulla, eh? Si, sto scrivendo proprio una lettera d’amore, ma non per una donna, lo sai che io sono totalmente dell’altra sponda, come te. E… ho una relazione segreta con… Yuri Aikawa…” “Aaahhh… più antipatico non potevi scioglierlo! Ahahahah! Maledetto!” “Ahahahah!! Scemo non potrei mai!” Shuichi appoggiò i gomiti sul banco, guardando quel pezzo di foglio che sbucava da sotto le braccia di Ryuichi… “Allora cos’è?” “Se prometti di non guardare, lo finisco e te lo faccio leggere!” “Ooook…. uffa però…” Sakuma si mise a ridacchiare e finì di scrivere ciò che aveva iniziato prima. Passati dieci minuti, gli porse il foglio, era una canzone, e così la lesse: tooku de me o hikarasete mezameru monotachi matte iru yoru no jouheki sasowarete utsurisumu mure no nukegara ni [deguchi no nai] shougeki ni taeru tsumori nara [kuzureru hodo] itsuwari o misete umarekawareru anata yo hitori hohoemanaide hitomi o irodoru nozonda sekai ga totsuzen hai ni natte mo kiseki ni mada meguriaeru [sotto dakishimete kowasu you ni] muku na mama de sarasarete hanabira o chirasu hana no you ni migaku houseki te no naka no HIBI ni sae kizukihajimeteru [tsumetai te ga] nukeochita toge o hirou kara [madoromu hi ga] kusuburitsuzukeru imamo todokanu hikari no yukue azayaka ni mau omoi o egakou michibiku kotoba ga koborete shimawanu you ni utsuru toki o osorenaide [deguchi mo naku) kuzureochiru] umarekawari no anata yo hitori hohoemanaide hitomi o irodoru nozonda sekai ga totsuzen hai ni natte mo kiseki wa mada megurikuru todokanu hikari no yukue azayaka ni mau omoi o egakou michibiku kotoba ga koborete shimawanu you ni utsuru toki o osorenaide [sotto dakishimete zutto tsukamaete motto kokoro made kowasu you ni].
Sono stato stregato dai tuoi occhi sognanti; alzati ed aspettami, Svegliati e rompi la barricata della notte; la folla esce dal riflesso (dei tuoi occhi). [senza scampo] se pensi di poter resistere all’impatto [quasi a collassare] (è) solo una bugia. Sorridi come se fossi rinato, e colora tutto il tuo corpo Guarda il mondo consumarsi repentinamente mentre per caso ci incontriamo. [abbracciami dolcemente fino a spezzarmi] Vedo che non sei cambiato per niente; i petali cadono dal fiore Lucida la gemma nelle tue mani ogni giorno, così si rafforzerà sempre più. [la tua mano fredda] Per le angustie che hanno fatto breccia attraverso la stanchezza [una fiamma spenta] è la vana apparenza a sopravvivere. Adesso dimmi dove sta la luce, disegnamela come se danzasse vividamente Le parole che mi guidano straripano e vengono fuori nei momenti di paura. [piangendo per una via di fuga] [si infrange] Sorridi come se fossi rinato, e colora tutto il tuo corpo Guarda il mondo che si consuma repentinamente mentre ci incontriamo per caso. Adesso dimmi dove sta la luce, disegnamela come se danzasse vividamente Le parole che mi guidano straripano e vengono fuori nei momenti di paura. [abbracciami dolcemente, intrappolami per sempre, non fermarti fino a che non avrai spezzato il mio cuore]
Shuichi sorrise, era chiaro che quella canzone era stata scritta per lui… il suo Ryuichi… com’era dolce quel ragazzo.
“Però… non so come chiamarla…” dalle labbra di Shuichi uscirono istintivamente due parole… “Sleeples Beauty… insonne bellezza…” “Ma sei un genio Shu-chan!” stettero un po’ a chiacchierare della canzone, e decisero di mostrala agli altri e a K e Sakano-san. Sicuramente sarebbe andate benissimo. La giornata scolastica finì, così, si incontrarono con Hiro e corsero alla NG. Dato che erano parecchio in anticipo, fecero subito leggere il testo a Hiro, che si complimentò con Ryuichi.
“Volete farla lenta o molto rock?” “Molto rock!” Shuichi era un po’ pensieroso… “Io direi di farne anche una versione molto soundtrack! Con l’aiuto di Fuji-kun possiamo fare il ritornello lento! Che dite?” “Mmm…” “Io penso che Shuichi abbia ragione, non sei convinto Ryu-chan?” “Mmm…” “Eddai! Ryu-chan! Dì qualcosa? Se non vuoi va bene lo stesso… io l’ho buttata lì!” “Mmm…” “Ryu-chaaan!!! Se continuo a fare ‘mmm…’ mi verrà un esaurimento nervosoooo!!” “Sai che la tua idea mi piace Shu-chan?!” Shuichi e Hiro spalancarono gli occhi… “Potevi dirlo subito!” “Aaaaahhhh! Ryuichiiiii!!!!” “Shu-chan! Piantala! Mi sembri Sakano-san così!” “Ahahahah!” risero tutti e tre e continuarono a diffondere idee, che rivelarono presto a Fujisaki che arrivò poco dopo. Lui era d’accordo, e iniziò a pensare a una melodia che sarebbe andata bene per il pezzo. Trovare accordi e melodie non era semplice, ma ingegnandosi tutti e quattro avrebbero trovato una soluzione fattibile.
All’arrivo del manager e del produttore, mentre si dirigevano in sala registrazioni, esposero le loro idee, consegnando il testo a K, che lo esaminò accuratamente.
“Bene bene… oggi vi avrei giusto chiesto di scrivere qualcosa, non potete certo campare su Rage Beat!!” “Eeheheh…” “Ma…” tutti guardarono K “Ma?” “Ma… potete permetterlo per un altro po’ dato che Rage Beat sta andando più che bene… siete a 16.000 copie vendute e… in soli due giorni!!” i tre ragazzi, compreso Sakano-san iniziarono ad esultare felici… “Ma… c’è dell’altro!! Siete stati invitati ad un programma musicale!! Sapete, tipo doppia intervista!!” “Davvero? Noi e chi…?” “Non essere impaziente Hiroshi… sarete voi e… gli ASK?!” “Chi?!” “SHUICHI!!!” il ragazzo si voltò verso Ryuichi con sguardo da cucciolo… “E chi sono?” “Come?! Non ti ricordi? Quella volta, alla sala prove… quel cretino di Aizawa!” “A…izawa?” “Shuichi… con chi hai quasi fatto a botte…” “Uhm… ah! Quel Lazy Eye!! Ahahahahah! Ho capito!” “Lazy… eye?” “Ma come Fuji-kun! Non hai notato i suoi occhi?! Tendono verso il basso! Quello scemo è come se avesse sonno sempre! Ahahahaha!!” tutti quanti guardavano Shuichi come se lo scemo fosse lui, ma sorvolarono, e piuttosto chiesero quando fosse questo programma.
“Bene bene… alla stazione Tv ‘Tokyo station’, e sarà… stasera alle ore 20.00!” “Eeeeh?!” “Quindi… se avete qualche appuntamento o qualsiasi cosa… disdicete tutto!” “Ma… ma…” “Voi due… siete i meno adatti a replicare dato che ieri avete dato buca!” “Ok…” così era deciso, avrebbero dovuto fare in fretta e furia per tornare a casa a prepararsi e ritornare alla NG per le 18.30 almeno.
Appena fuori dalla casa discografica, i quattro ragazzi iniziarono a lamentarsi. Fujisaki e Hiro avrebbero dovuto cenare insieme e passare tutta la serata a coccolarsi, mentre Ryuichi, aveva in mente di fare qualcosa di carino con Shuichi e… farci l’amore! In quei giorni, da quando Shuichi era stato aggredito non ne avevano più avuto modo, soprattutto perchè Sakuma aveva timore a fare qualcosa con lui dopo l’accaduto, ma quella sera, con calma e il più dolcemente possibile beh, avrebbe voluto provare a introdurre l’argomento con i fatti.
Si diressero ognuno a casa propria. Shuichi si trovava davanti all’armadio, con lo sguardo puntato sulla massa di vestiti, cercando qualcosa, ma non sapeva decidersi.
“Shu-chan? Io avrei qualcosa per te ma… in realtà volevo regalartelo più avanti, ma dato che era per un occasione speciale, e questa lo è… te lo darò ora…” “Davvero?! Che carino che sei!” Ryuichi arrossì, era raro che Shuichi gli facesse i complimenti, sapeva bene che per lui era difficile da dimostrare l’affetto, ma quando lo faceva così schiettamente lo faceva sentire strano.
Ryuichi gli passò una scatola che conteneva i vestiti per la sera, andò in bagno a cambiarsi e ne uscì… tutto rosso in viso…
“Ne… ne sei davvero sicuro?” indossava una maglietta nera con la pancia scoperta (e fin lì tutto ok…), con sopra un gilet aperto poco più lungo della maglia, di colore rosso e completo di fibbie nere. Sotto aveva dei bloomers neri, aderenti, e sopra essi, un paio di pantaloncini cortissimi, anch’essi aderenti, di colore rosso come il gilet, completo di due cinture, una sopra l’altra, una nera e l’altra bianca, e un’altra cintura nera lasciata larga che gli scendeva sulle cosce. Aveva un paio di calzini lunghi sopra il ginocchio, rossi, con delle fibbie, tre per gamba, una sopra il ginocchio e le altre sugli stinchi, poi dei guanti rossi abbinati al resto, un paio di stivali neri e un collare con le borchie. Era davvero bello, ma lui si vergognava da morire.
“Perchè no? Stai benissimo…” “Ma… se andassi nudo sarebbe la stessa cosa, non credi? Anzi, potrei diventare master di un club sadomaso!” “Ok, lascia stare…” “No, va bene ma…” “Avanti, falla finita, stai bene! Adesso tocca a me!” iniziò ad armeggiare nell’armadio, prese dei vestiti e si chiuse in bagno, uscendone con un paio di pantaloni di pelle nera, molto aderenti, anfibi neri, sopra indossava solo un gilet, anch’esso di pelle, che gli lasciava il torace scoperto, il tutto completo di un filo rosso legato all’avambraccio, un collare rosso, ed una collana con un disegno di metallo. Erano perfetti, a Shuichi venne in mente nuovamente il master sadomaso, e Ryuichi il suo cliente… si mise a ridere sonoramente.
“Che cazzo ridi?! Sei uno scemo! Se sono tanto ridicolo almeno non farlo notare così tanto!” “Ahahahah! No, non per quello! Ahhahahah!” si lanciò sul letto ancora ridendo, così Ryuichi, gli si lanciò sopra, iniziando a fargli il solletico, così che l’altro non poteva resistere, ridendo più forte, e cercando di liberarsi, riuscendoci alla fine.
“Allora? Cosa ridevi?!” “Ahahah! Ricordi il master sadomaso?” “Si, e allora?!” “Ecco… tu saresti il cliente! Ahahahah!” “Spiritoso! Te lo faccio vedere io il master!” si misero a ridere, e si avviarono alla porta. Si coprirono con un giaccone lungo di pelle ed uscirono.
Appena furono lì, aspettarono gli altri due. Sakano-san li salutò andandogli incontro.
“Allora? Che vi siete messi?!” aprirono il giaccone e si fecero vedere. Sakano-san stava per svenire… “Ragazzi! Ma siete pazzi?! Volete farmi morire?” dal nulla spuntò K, commentando… “Il master e il suo cliente…” a quel punto il povero Shuichi si buttò a terra rotolandosi dal ridere, e Sakuma iniziò a prenderlo a calci.
In quel momento arrivarono Fujisaki e Hiro, che arrossirono a vederli conciati in quel modo, soprattutto Shuichi… era davvero provocante!
Fujisaki, indossava un lungo giaccone blu, con sotto una maglia nera, e dei pantaloni di pelle nera con stivali, abbinati ad un collare nero. Hiro invece indossava una maglia smanicata leopardata, con sotto una a maniche lunghe marrone, sotto, pantaloni di pelle e stivali, attaccata ai pantaloni, una catena. Erano davvero belli, anche se chi avrebbe fatto scalpore, si sa chi era. Si diressero in macchina, e volarono alla stazione tv.
Arrivati sul posto, subito all’entrata, c’erano gli ASK ad attenderli. C’era Tachi Aizawa, che era veramente bello quella sera, aveva indosso un cappotto lungo leopardato, con sotto una maglia nera, di pelle, e i pantaloni neri, accompagnati da stivali neri ed un collare rosso. Ma-kun, indossava una camicia gialla, aperta e dei jeans tutti strappati ovunque, mentre Ken-chan, era in giacca e cravatta.
“Ma salve perdenti!” Shuichi si scaldò subito… “Fai silenzio, Lazy Eye!” Tachi, si infuriò subito sentendosi chiamare in quel modo… odiava il taglio dei suoi occhi, e chiunque glielo facesse notare, l’avrebbe pagata. Già detestava quel moccioso. Hiro, gli scagliò subito una provocazione.
“Certo che… siete poco originali! Che bei vestiti! Eheheh…” “Pensate ai vostri! Innanzitutto, quei due sono vestiti uguali! POCO ORIGINALI! Entrambi con lo stesso cappotto… non piacereste neppure alla fan più sfegatata!” “Aspetta che mi spoglio cretino! Poi lo vedi, farei eccitare anche te!” tutti si voltarono verso Shindou, non lo avevano mai sentito parlare in quel modo… “Shuichi!” “Eh, quando ci vuole! E poi… sei stato tu o no a farmi vestire così? Bene… posso dirlo che sono… sexy…” lo disse avvicinandosi all’orecchio di Aizawa con fare sensuale, e lui, reagì arrossendo, ma nessuno se ne accorse. Tutti entrarono nella stazione tv e si rifugiarono nei camerini.
K e Sakano-san iniziarono a fare un discorso, di come dovevano comportarsi eccetera, eccetera.
“Bene ragazzi! Non dategli modo di replicare! Siate schietti! Mi raccomando!” “Nei limiti…” “Quali limiti Sakano-san? Schietti!! Ammazzateli a parole! Shuichi… mi riferisco in particolare a te… so che non ti manca la schiettezza…” “Lo abbiamo visto prima…” tutti si misero a ridere, e ben presto, vennero chiamati.
La diretta stava per cominciare. Migliaia di ragazzi e ragazze erano incollate alla tv per vedere lo scontro del secolo… ASK vs Bad Luck. Appena furono lì, si tolsero i giacconi, mentre lo toglieva, Shuichi guardò Aizawa, che appena vide il suo abbigliamento, arrossì di colpo. Se ne rese conto anche da solo che Shindou Shuichi era davvero provocante e sexy, ma non poteva fargli capire che si stava veramente eccitando.
“Salve a tutti! Oggi, in diretta tv, si svolgerà l’intervista doppia agli ASK e ai Bad Luck! Le band emergenti del momento! Passiamo alla prima domanda… mi rivolgo a voi cantanti… iniziamo da te Tachi Aizawa… come ti sei sentito la prima volta che sei salito su un palco?” con fare molto sensuale, rispose alla donna… “Ma che domande? Ero l’uomo più tranquillo del mondo! Sapevo bene di fare del mio meglio, e che sarei stato il miglior e… beh, le mie aspettative erano fondate!” “Wow! Il carisma non ti manca! E voi?” iniziò Ryuichi… “Io un po’ ero agitato, non sapevo l’esito della nostra performance ma… sapevo che avrei dato tutto me stesso!” “Io invece tremavo dall’agitazione! Cavolo si! Ho anche chiesto una sigaretta al mio amico Hiro… che per tutta risposta mi ha fulminato con lo sguardo dicendomi che la mia voce se ne sarebbe andata se lo avessi fatto… ahahahah! Fortuna che c’è lui!” “Ahahahah! Come sei simpatico! Tu, Fujisaki Suguru, sei l’ultimo arrivato e… come ti senti?” “Non mi ero mai sentito così accettato! Neppure nella mia famiglia mi sento così! Beh, a parte gli scherzi, mi sento davvero bene con loro! Sono tutti meravigliosi!” “Tachi Aizawa… qual’è il tuo tipo di donna ideale?” “Oooh… andiamo sul pesante! Ahahaha! La mia donna ideale? Bella, snella, formosa e… non si può dire! Ahahahah!” “Fantastico! Shindou Shuichi?” “Io? Non ho una donna ideale! Ahahahah! Mi andrebbe bene qualunque donna purchè intelligente, peccato che… a me le donne non interessano!” disse tutto ciò con una schiettezza fuori dal comune, K da dietro la stanza, sogghignava, mentre il povero Sakano-san era sprofondato… tutti e quattro i Bad Luck avevano dato la loro risposta, uguale per tutti, mentre gli ASK molto superficialmente dettero la loro. Aizawa scoppiava d’invidia, come facevano a parlare così tranquillamente della loro omosessualità? Lui aveva inventato una balla, aveva paura dei pregiudizi della gente.
“Bene ragazzi! Fantastici! Una delusione per le fan che speravano di avere una storia con voi! Ahahahah! Mentre saranno felici le fan degli ASK! Ora, altra domanda… come mai questo abbigliamento Shindou-san?” “Eh? Sono bello vero? Me l’ha consigliato il mio… RAGAZZO!” “Fantastico! Sei fidanzato! Complimenti! Una delusione in più per i maschietti che ti avevano nel cuore, e che tipo è?” “Bellissimo! Dolcissimo! Meraviglioso!” “Sei fortunato vedo! Potresti descriverlo?” “Aspetta, guardo un attimo e te lo dico!” si mise a squadrare Ryuichi, che lo guardò male, non che non volesse che la loro relazione fosse pubblica ma… detto così…!
“Allora… come ho già detto è bello… porta i capelli col taglio simile al mio, di colore nero con riflessi verdi, occhi meravigliosi di colore blu, labbra morbide, posso confermarlo, alto su per giù quanto me e… avete capito di chi parlo?” “Wooow! Che scoop! Tu e Sakuma-san siete in coppia?” “Esatto!” anche Ryuichi a questo punto si mise in gioco… “Anche noi!” il piccolo Fujisaki si alzò dalla sedia, esprimendo la sua sentenza e stringendo la mano di Hiroshi in modo che la gente capisse.
Gli ASK, fino a quel momento erano restati in silenzio… “Ora, tu Aizawa-san, hai la ragazza?” “No… ammetto anche io che in realtà preferisco gli uomini!” “Ah! Perfetto!” l’intervista durò ancora a lungo, fino a che, non arrivò alla conclusione.
“Ultima cosa… Shindou-san, che mi sei molto simpatico… che faresti per intimidire il tuo rivale Aizawa? E viceversa?” il ragazzino si alzò dalla sedia, e sussurrò nell’orecchio a Ryuichi un ‘Scusami…’ e si avvicinò con fare sensuale a Tachi, e lo baciò sulle labbra. Lui, non fece storie, lo spinse via tutto rosso in viso e lo minacciò di batterlo. Era la fine per il programma, e ognuno si ritirò nel suo camerino.
I Bad Luck, stettero a ridere tutto il tempo… “Ahahahahah! Shu-chan! Tu non hai visto la faccia di Aizawa quando lo hai baciato! Aahahahahah!” “Bravi ragazzi! Ecco cosa intendevo per schiettezza!”.
Intanto, Aizawa se ne stava seduto in un angolo a rimuginare, si sentiva preso in giro, ma dentro di sè, quel bacio, lo aveva devastato dentro… gli era piaciuto. Quel ragazzino era davvero… bello. Quella sera lo aveva colpito molto. Se ne andò in bagno, era troppo eccitato per trattenersi.
Tutti tornarono a casa, si erano promessi che avrebbero festeggiato il giorno dopo. Shuichi e Ryuichi, erano un po’ timorosi, sicuramente in molti di classe e non, avrebbero visto il programma, e chissà cosa non sarebbe scappato. Ma alla fin fine, che importava? Appena furono davanti al letto, si baciarono, e Ryuichi, ne approfittò, togliendogli il gilet e sfilandogli la maglietta. Le mani andavano da sole, fecero calare anche i pantaloncini e i boxer, lasciandolo nudo ai suoi occhi. Shuichi si tolse i guanti e il collare, mentre Ryuichi si spogliò da solo.
Si baciarono ancora, sdraiati sul letto, ben presto, si trovarono uniti, e stettero molto a fare l’amore, durò molto quell’atto, Shuichi non aveva sentito paura a farlo, anche se, mentre Ryuichi entrava in lui, aveva sentito un po’ male, ma gli passò subito. Ben presto però vennero, e stanchi, si addormentarono abbracciati, col sorriso sulle labbra.
Il mattino seguente, appena arrivarono a scuola, tutti li guardavano. C’era chi emozionato li fissava, sapendo che erano stati in televisione, c’era chi disgustato voltava lo sguardo dalla parte opposta alla loro. Appena arrivarono in classe, i tre deficienti di sempre, iniziarono a colpirli con le solite frecciatine odiose.
“Ehy! Ma allora l’avete ammesso! In tv addirittura! Certo non vi vergognate proprio di nulla!” questo era il solito Yuri Aikawa, il più deficiente dei tre, che quando era in gruppo si permetteva di dire ciò che voleva, ma quando era solo… “Shindou! I miei complimenti per come eri vestito ieri! Sembravi proprio una puttana! Ahahahah!” “Non ti permettere! Stai zitto stronzo!” “Sakuma… sei tu il primo che dovrebbe stare zitto! L’hai visto com’era conciato? Come minimo quei vestiti se li mette quando a voglia… una passeggiata per strada e se lo fa mettere in culo dal primo che passa!” Shuichi abbassò lo sguardo… “Piantala! Sei un cretino!” i tre continuavano a ridere e sfotterli, quando Ryuichi, non facendocela più a sentirli offendere ancora il suo Shuichi, prese Sato Shinwa per il collo e lo attaccò al muro dietro di lui. Shinwa stava perdendo il respiro, non riusciva neppure più a parlare, e iniziò ad avere paura davvero.
In quel momento entrò il professore che li divise immediatamente, minacciandoli di portarli in presidenza con sospensione. Shuichi non aveva mai visto Ryuichi così arrabbiato da quando lo conosceva, gli faceva paura quello sguardo, sperava che non glielo avrebbe mai mostrato a lui.
La lezione iniziò e non fecero granchè, ormai avevano tutti finito il loro programma, fecero solamente piccoli ripassi per l’esame, e Shuichi dovette stare attento, non ne sapeva molto di argomenti vecchi, ovviamente di quelli che aveva preso l’insufficienza.
Nel parlare con Ryuichi, gli confessò che non aveva idea di cosa parlare all’esame. Il ragazzo gli consigliò di parlare della bomba di Hiroshima a storia, dato che aveva svolto un’ottima ricerca, mentre filosofia e psicologia gli disse che siccome le conosceva bene, poteva inventarsi qualcosa sul momento. Non avrebbe avuto molte difficoltà. E poi, sapeva che Shindou quando ci si metteva, dava sempre il meglio di se stesso.
Questi tre giorni prima dell’esame, passarono velocemente, tra studiare e comporre la canzone, il tempo volava. Shuichi era abbastanza teso, ma non come quando doveva cantare.
Finalmente, arrivò il tanto agognato giorno d’esame. Velocemente, arrivarono a scuola e presero posto. La disposizione la decisero i professori. Ce n’erano due per classe, che controllassero chi copiava e chi parlava. Shuichi era all’opposto del suo ragazzo, ma era abbastanza tranquillo. La matematica gli restava difficile, ma era sicuro di farcela anche da solo.
Venne consegnato il foglio con gli esercizi a tutti, conteneva trigonometria e goniometria. Un sorriso solcò il viso di Shindou, li sapeva fare. Iniziò a svolgere gli esercizi, facendo bene tutti i calcoli.
Ryuichi dal suo posto lo guardava, non era per niente agitato, e questo lo rendeva tranquillo. Chissà invece ad Hiro come stava andando? Sperò con tutto se stesso che andasse bene a tutti e tre.
Nel banco dietro a quello di Shindou, si trovava quello di Sato Shinwa, che era intenzionato a fargli annullare il compito. Lo detestava, perciò doveva fare in modo che lo beccassero. Pensò un attimo, e poi, approfittò della sua ingenuità, e lo chiamò. Abboccato! Shuichi si voltò verso di lui, e il professore lo richiamò, togliendogli cinque punti dal voto.
“Merda! Che bastardo! Lo ha fatto apposta!” dentro di sè stava iniziando a crescergli la rabbia, non ne poteva più di lui, così decise che appena gli esami si sarebbero conclusi, lo avrebbe preso a botte.
Ben presto, Sakuma consegnò la verifica e uscì fuori, e dopo circa un’oretta, lo fece anche Shuichi. Si abbracciarono, e decisero di attendere anche Hiro, che non tardò ad arrivare.
“Allora? Come vi è andata?” “Bene… lo sai!” “Eheheh… lo so Ryuichi! E tu?” “Mmm… bene, credo.” “Ma che stronzo che è Shinwa! Sai che ha fatto? Lo ha chiamato in modo che Shu-chan si voltasse, lui l’ha fatto e i professori gli hanno tolto cinque punti!” “Io lo odiooo!”.
Aspettarono l’ora per andare alla NG, e corsero lì di volata. Chiacchierarono un po’ prima di cominciare, l’argomento era sempre l’esame.
“Vado in bagno prima di iniziare!” “Ok, ma sbrigati Shindou-kun!” “Ok!” Shuichi se la prese con calma, e camminando per il corridoio, si sentì chiamare. Era Lazy Eye!
“Che vuoi?” Aizawa gli si avvicinò lentamente… “Solo… guardarti…” Shuichi spalancò gli occhi, non riusciva a capire… “C-Cosa?!” “Si, hai capito… ho aspettato da ieri prima di vederti… e ora… eccoti qui…” “Ma… ma…? Non capisco..” “Ma come? Quel bacio… l’hai scordato?” “Lazy Eye! Mi stai prendendo in giro?” “No… assolutamente… per la verità mi hai eccitato Shindou-kun…” “EH?!” il ragazzino dai capelli fucsia restò senza parole, osservava solo i movimenti di Tachi… la sua mano si stava avvicinando al volto di Shuichi, e si soffermò ad accarezzarlo, dolcemente. Portò l’altra mano sul suo fianco destro, e ancora più dolcemente, lo avvicinò a sè, stringendolo in un abbraccio. Il ragazzo era pietrificato per la sorpresa, quello era veramente lo stesso Lazy Eye? Sentì le labbra di Aizawa che si posavano sulla sua morbida guancia, la mano che dal fiancò passò alla sua schiena, sempre accarezzandola.
“A-Aizawa…?” il ragazzo moro, cercò di baciarlo sulle labbra, ma Shuichi si scansò repentinamente… “Che diavolo…? Smettila! Sto con Ryuichi!” Tachi a quel punto, lo prese per le braccia e lo sbatté al muro, bloccandogli braccia e gambe e lo baciò, nonostante Shindou cercava di liberarsi in tutti i modi. Mentre continuava a baciarlo, uscì proprio Ryuichi, che come vide la scena il suo sguardo cambiò. Si vedeva chiaramente che Shuichi non apprezzava assolutamente, così si diresse verso Aizawa e lo strattonò via.
“Cosa pensi di fare al mio ragazzo?!” dalla porta si affacciarono Hiro e Fujisaki, seguiti poi da K e Sakano-san… “Mi piace…” “E allora?” “È stato lui a provocarmi ieri…” “Non me ne frega, lui sta con me! È mio!” “Ehy! Lui non è di nessuno… siccome mi ha baciato, io gli ho reso il favore…” “Quella era una provocazione! Non sai riconoscere il piacere dalle provocazioni?!” “Che importa? L’importante è ciò che ho provato io nell’essere baciato da lui!” Ryuichi a quel punto, scattò verso di lui e lo colpì con un pugno… il sangue iniziò a gocciolare dalle sue labbra, ma sorrideva.
Al momento che Sakuma cercò di colpirlo di nuovo, Shuichi si frappose fra i due, prendendosi il pugno in pieno viso. Cadde a terra, tenendosi le mani sulle labbra colpite e sanguinanti. Ryuichi restò immobile con il viso fra le mani, mentre Tachi si precipitò su di lui.
“Shindou-kun! Come stai?!” “Ahia…” “Ti fa molto male?” “N-No… non molto…” più Ryuichi vedeva Aizawa che gli stava addosso, più la rabbia saliva alle stelle. Non solo lo aveva baciato, ma aveva anche creato la situazione in modo che Shuichi venisse colpito, e che pugno! Voleva colpire Aizawa, e stava usando tutta la sua forza. Il ragazzino si alzò a sedere, e Tachi continuava a stargli intono.
“Tutto bene?” “Si… si…” il ragazzino si voltò verso Sakuma… “Ryu-chan… che cavolo hai al posto dei pugni… ahi…” a quel punto Ryuichi si svegliò dal coma in cui era caduto e si mise in ginocchio di fronte a lui e iniziò a massaggiargli le labbra. Gli si erano addirittura gonfiate.
“Vedi Sakuma? Hai perfino fatto del male al tuo ragazzo…” “No, non l’ha fatto apposta… ora, Aizawa, vattene!” così, Aizawa se ne andò ridendo a squarciagola. Ryuichi prese per mano il ragazzo e andarono in un posto tranquillo. Voleva certamente delle spiegazioni.
“Shu-chan? Perchè ti sei messo in mezzo?” “Ovvio, se fai queste stronzate rischiamo di farci buttare fuori da Seguchi!” “Lo so, ma quello ti ha baciato! Tu non hai nemmeno fatto nulla, non ti sei arrabbiato! Come dovevo reagire?!” Shuichi annuì con la testa, su quello aveva ragione, ma non gli sembrava giusto comunque che lo picchiasse. Lasciarono perdere il discorso e tornarono in sala registrazioni, avevano già perso abbastanza tempo.
Mentre provavano la canzone, nella testa di Shuichi si formarono strani pensieri. Sinceramente, il bacio che Aizawa gli aveva dato, lo aveva fatto rabbrividire di piacere. Non era come Ryuichi, lui era sempre dolce, gentile… mentre Tachi, era stato aggressivo, ma anche sensuale. Tutto questo lo aveva fatto abbastanza eccitare di per sè, ecco il motivo per cui lo aveva difeso. Dentro di sè si sentiva un bastardo, si stava eccitando con un altro uomo, e non riusciva farne a meno, ogni volta che pensava alle labbra morbide di Lazy Eye sentiva una scossa lungo la schiena. Non ce la faceva più, doveva smettere di pensarci, altrimenti si sarebbe eccitato ancora di più. Improvvisamente smise di cantare.
“Scusate, devo uscire un attimo!” “Shuichi!” “Aaaaahhhh! Shindou-kuuun!” il ragazzo a passo svelto si diresse in bagno, doveva farlo, per quanto squallido fosse, anche perchè, aveva Ryuichi che poteva farlo per lui ma… non poteva mica chiedergli una cosa del genere! Cosa si sarebbe inventato come motivo? ‘No sai Ryu-chan… mi sono eccitato pensando a Lazy Eye… avevo bisogno di farmi una… sega… e volevo che me la facessi tu!’ come no… almeno si sarebbe preso un vaffanculo e un pugno.
Dopo circa dieci minuti tornò in sala, ma gli altri avevano deciso che andava bene, e che avrebbero ripreso il giorno dopo. Così, se ne andarono a casa. Andarono via mano per mano, Shuichi non se la sentiva di stringergli la mano ma… non voleva destare sospetti. Si voltò a guardargli il viso, era così bello… e anche fin troppo buono.
“Shu-chan? Sbaglio o ti vedo pensieroso?” “Eh? N-No… io… sto bene…” “Non mi sembra, è da quando stavo per picchiare Lazy Eye che sei così… serio… e non è assolutamente da te!” il ragazzino dai capelli fucsia restò in silenzio, era chiaro che Ryuichi non era per niente stupido, ma… come poteva dirgli che era attratto da Aizawa?
“Che c’è? Non dirmi che… ci hai ripensato?” “Eh? Che vuoi dire?” “Nel senso che… non avrai mica ripensamenti sul sentimento che provi per me?” …silenzio… non era così ma… ci era quasi arrivato… “Ho capito… a te basta un bacio per confondere i sentimenti!” Ryuichi si stava davvero arrabbiando, lo sguardo che sperava di non vedergli mai più, ora lo stava rivolgendo proprio a lui… “Ammettilo! Ti è bastato che ti baciasse per essere confuso su cosa provi per me!” “N-No, non è questo!” “E che cos’è?! Dimmelo, perchè non capisco! Parla!” “Io… sono attratto da lui ma… il sentimento che provo per te, non lo provo per nessun’altro!” “Sei scemo? Se mi amassi veramente non saresti attratto da quello! Ti rendi conto? Dì, cos’è che vorresti da lui? Eh? Vorresti fartelo sbattere in culo? Dillo, cazzo!” Shuichi iniziò ad avere paura, non lo aveva mai visto così, era impazzito… “I-Io…” “Shuichi! Sei uno stronzo! Mi hai usato per tutto questo tempo!” “NO! Non hai capito!” “Avanti! Corri da Aizawa! Fatti scopare da lui! Avanti, sparisci dalla mia vista!” “NO! Ryu-chan…” “Non chiamarmi così!” “Ryuichi ascolta almeno!” “Va bene… avanti… dimmi qualche altra stronzata, ma stavolta non ci casco più!” “R-Ryuichi…” le guance di Shindou erano solcate dalle lacrime… “Piangi pure… non m’importa!” si dimostrava arrabbiato, ma in realtà dentro di sè stava piangendo e urlando quanto soffrisse… “Io… io… provo solo un’attrazione! Io TI AMO! Si, TI AMO RYU-CHAN!” un tonfo… Ryuichi lo aveva colpito con un pugno, e l’impatto con le labbra aveva creato quel rumore. Shuichi cadde a terra, aveva lo sguardo rivolto nel vuoto. Ryuichi lo aveva colpito, ora capiva cosa avesse provato lui quella volta… ma… faceva male, davvero tanto. Restò per terra, in quel freddo asfalto. Si trovavano nel parco, e se una volta Ryuichi aveva detto che non l’avrebbe mai più lasciato solo, ora lo abbandonò senza dirgli nulla. Avrebbe potuto venire molestato da qualcuno, come già era successo, ma non gli interessava, aveva il cuore in frantumi per colpa sua. Shuichi dal canto suo, restò sdraiato con le lacrime che non accennavano a fermarsi.
In quel momento, passò di lì Aizawa, che in realtà li aveva seguiti sin da quando erano usciti dalla NG, e non aveva certo perso l’occasione per arrivare in suo soccorso.
“Shindou-kun…” il ragazzino non rispose, così, Aizawa lo prese in braccio e lo portò a casa sua… se Shindou si era eccitato con lui allora… forse sarebbe accaduto qualcosa fra i due. Appena furono a casa, il ragazzo preparò la cena, mentre aveva steso Shuichi sul divano, in attesa che si riprendesse un po’.
“Shindou-kun?” “Nh?” “Come stai?” “Male… malissimo…” “Avanti, non pensarci…” “Non pensarci?! Ryuichi è incazzato con me, ha tutte le sue ragioni! E io che faccio? Sono qui, a casa tua che non muovo un muscolo per riprendermelo! Mi dici che razza di persona di merda sono?” “No, capita a tutti un momento così, sei giovane, non puoi restare per sempre con una persona…” Shuichi frenò solo in quel momento le lacrime, e vide il volto di Lazy Eye che si avvicinava sempre di più, e alla fine si baciarono. Quel bacio non fu come quelli che dava a Ryuichi, ma un bacio sensuale, eccitato… in quel momento voleva solo fare sesso, voleva sfogarsi, e dimenticare quella brutta serata.
In pochi istanti era già nudo sotto Aizawa, che intanto aveva già penetrato il ragazzino, che urlava di piacere. Sembrava invasato, voleva di più, quel Tachi Aizawa era davvero sexy… gli piaceva un sacco, voleva fare sesso violento. Quella sera non era il solito Shuichi, ma solo un ragazzino triste che per dimenticare un pensiero fisso stava facendo sesso.
Mentre lo faceva, gli passò davanti la faccia triste di Ryuichi, così si fermò improvvisamente, iniziando a piangere nuovamente. A quel punto Aizawa si bloccò, forse capiva cosa voleva dire amare, era ciò che stava provando quel ragazzino.
“Shindou-kun… vuoi che ti riporti a casa?” “No… non voglio vedere Ryuichi, non ce la farei ma… me ne vado comunque…” voleva andare da Yuki Eiri, sicuramente lui l’avrebbe aiutato, gli avrebbe dato qualche consiglio su come comportarsi.
“Mi spiace Aizawa se ti ho illuso ma… io vivo solo per una persona… non posso farlo, scusa.” “Ti capisco, non preoccuparti, quel poco che c’è stato, mi ha fatto sentire in estasi, grazie.” il giovane Shuichi si rivestì e se ne andò, non era troppo tardi per fortuna. Era stanco, sentiva che stava per addormentarsi, si era stancato troppo, ma riuscì comunque ad arrivare a casa di Yuki, che fu sorpreso appena lo vide lì.
“Shuichi!” “Y-Yuki… vorrei parlarti… io… sono un bastardo!” detto questo, perse le forze e si addormentò cadendo fra le braccia di Yuki che lo prese al volo, evitando che si schiantasse a terra. Il ragazzo dai capelli biondi non capiva, cosa aveva combinato per essere così abbattuto? Quando si sarebbe svegliato glielo avrebbe chiesto. Era chiaro che era successo qualcosa con Ryuichi, altrimenti non gli sarebbe piombato in casa a quell’ora!
Nel frattempo, Ryuichi non era voluto tornare a casa. Aveva pensato di andare a sfogarsi in un pub, bevendo un po’, giusto per dimenticare l’accaduto, voleva entrare in un trip e lasciarsi tutto alle spalle, almeno per qualche ora. Si trovava davanti al bancone col suo bicchiere di Sambuca, ne aveva già presi due, e li aveva buttati giù come fossero acqua. Ancora non era riuscito a togliersi dalla testa il volto di Shuichi. Come aveva potuto farlo? Perchè si stava eccitando con Aizawa? Aveva il presentimento che Shindou l’avesse fatto con lui, ma era giusto tra virgolette, l’aveva mollato, e questo bastava. Sinceramente si sentiva di merda per non averlo ascoltato. Il giorno dopo, avrebbero avuto l’esame, e sicuramente Shuichi non si sarebbe presentato, aveva paura per questo, proprio quando si stava impegnando sul serio!
In quel momento si sentì toccare la spalla, e dietro di sè c’era Yuki Eiri. Aveva fatto di tutto per trovarlo, e sapere cos’era accaduto con Shuichi.
Lo invitò ad uscire fuori, e sorreggendolo arrivarono sino ad una panchina. Ryuichi era ubriaco, e sicuramente avrebbe detto tutto, non tralasciando niente. Infatti, gli raccontò da quando alla stazione tv avevano incontrato Aizawa, a quando poco prima avevano litigato. Yuki capì perfettamente la posizione di Ryuichi, era ovvio che aveva ragione, anche se… aveva un po’ esagerato.
“Senza offesa Ryuichi ma… credo tu abbia esagerato. Non dico che non hai ragione, avrei fatto anche io una scena di gelosia. Però Shuichi non ti ha mica tradito…” “Lo so… però…” “È difficile da accettare… lo capisco bene…” “M-Ma tu come lo sai?” “Shuichi è venuto a casa mia… piangeva e mi ha solo detto di sentirsi un bastardo e che voleva parlarmi, poi ha perso i sensi…” “Io… vorrei vederlo… ma… non me la sento…” Yuki sospirò e scosse la testa… “Facciamo una cosa, finchè non te la sentirai, starà da me, che ne dici?” il ragazzino annuì, era sull’orlo delle lacrime… “Per favore Yuki… domani sveglialo e… convincilo a venire a scuola, se salta solo un giorno d’esame… per lui sarà finita!” “Certo… ma come farete per… le prove dei Bad Luck?” “Non lo so… dirò a Sakano-san che non se la sente…” Yuki annuì e lo riaccompagnò a casa.
Appena Yuki mise piede in casa, vide Shuichi con la testa fra le ginocchia che piangeva, così, gli si avvicinò e gli accarezzò la testa.
“Non piangere…” “Invece si… sono un bastardo!” “So com’è andata… anche se hai sbagliato, Ryuichi ha reagito eccessivamente… però… sta male comunque, e sappi che tornerà insieme a te…” “Sono io che non voglio… io… l’ho fatto con Aizawa…” il ragazzo scosse la testa… “Fa lo stesso, non stavate insieme… cerca di stare tranquillo… ora, dormi. Sbaglio o hai un esame domani?” Shuichi annuì, e scortato da Yuki si infilò sotto le coperte. Quando Yuki fece per andarsene, Shuichi lo pregò di dormire con lui, aveva bisogno di avere qualcuno vicino, e così fece. Eiri si infilò sotto le coperte con lui e lo strinse in un abbraccio come per farlo sentire protetto.
Il mattino seguente, Shuichi si diresse a scuola, stava pensando che doveva affrontare Ryuichi, chissà com si sarebbero comportati l’uno con l’altro? Aveva paura di quella situazione, molta. Mentre camminava, si sentì chiamare da qualcuno, e voltandosi, riconobbe Hiro.
“Buongiorno Shuichi!” “Ciao…” Hiro si guardò intorno… “Non vedo Ryuichi… non sarà mica restato a dormire?” Shuichi sussultò… “Non lo so…” “Eh? Ma è successo qualcosa fra voi due?” “Non ho voglia di parlarne… io vado a scuola…” detto questo, Shindou iniziò a correre verso l’istituto lasciando Hiro sovrappensiero. Chissà cos’era successo? Sicuramente avevano litigato. L’avrebbe chiesto a Ryuichi appena lo avrebbe visto.
Il ragazzino dai capelli fucsia prese posto a sedere, era arrivato presto, e alzando lo sguardo, incontrò quello di Sakuma, che lo abbassò subito. Una fitta al cuore per entrambi. Ben presto, gli furono consegnati i testi. Dovevano svolgere un tema su uno dei tre libri letti durante l’anno, a scelta. Shuichi non riuscì a concentrarsi, aveva scelto il testo n°2, doveva parlare del libro ‘Amanti’, di Yuki Eiri, che conosceva benissimo, ma non riusciva a mettersi d’impegno. Ad un certo punto, pensò ai Bad Luck, doveva mettercela tutta, così, dimenticò per un po’ la sua situazione d’amore. Anche Ryuichi parlò del libro di Yuki, e scrisse un sacco di pagine su di esso, quel libro parlava di amore, tradimenti eccetera… anche se durante il tema pensò molto a Shuichi. Appena finì, abbandonò l’aula, rifugiandosi sul terrazzo, dove si sdraiò a contatto col muretto. Il pomeriggio avrebbe dovuto sostenere le prove, e sicuramente Shuichi non ci sarebbe andato. Quel giorno, Ryuichi avrebbe portato la sua canzone, dato che era un po’ che doveva farla vedere a tutti.
Sentì il rumore della porta che si apriva, e si ritrovò lo sguardo di Shuichi negli occhi, che appena lo notò, chiuse la porta dietro di sè, andandosene. Perchè doveva vederlo sempre? Perchè proprio quando non aveva voglia di affrontarlo se ritrovava davanti? Dentro di sè, sentiva il bisogno di parlare con Shuichi, ma non subito, voleva aspettare. Aveva bisogno del suo tempo. In quel momento, la porta si riaprì, e per fortuna, era Hiro, aveva avuto paura che fosse di nuovo lui. Appena Nakano fu lì, gli andò incontro e gli chiese subito spiegazioni. Non gli aveva dato neppure il tempo di salutarlo che gli aveva già fatto quella domanda.
“Ehm… con Shuichi? Non so di cosa parli…” “Avanti, falla finita! A parte che non siete insieme, cosa strana alquanto! Poi, stamani ho incontrato Shuichi che aveva una faccia da zombie, e appena gli ho chiesto se avevate litigato mi ha detto che non aveva voglia di parlarne ed è scappato a scuola… mi sembra strano no?” “Ok… si, abbiamo litigato!” “Perchè?” “Perchè è uno stronzo! Quello lì si eccita a vedere quel Lazy Eye! E dice di amarmi… non mi sembra una cosa coerente…” “Tutto qui?” “Come ‘tutto qui’?” “Scusa Ryuichi… ok, ti può dar noia che sia eccitato con Aizawa, però… mica ti ha fatto le corna no? Sei un po’ esagerato! Non è che se si è eccitato non ti ama più! Cazzo! Anche io mi eccito quando vedo Shuichi… beh, ormai che siamo qui posso dirtelo! Shuichi mi piaceva, e comunque sia continuo ad eccitarmi quando lo vedo, e Fujisaki lo sa, e anche lui si eccita quando vede suo cugino, Seguchi-san… ma mica ci incazziamo! È normale! Pensaci… sinceramente, Aizawa è un bel ragazzo… e a Shuichi sai che solitamente piacciono i ragazzi con la faccia da stronzo, ti ricordo che tu sei un’eccezione in questo campo! Gli piaceva Yuki Eiri, e lui ha la faccia da stronzo!” Ryuichi si chiuse in sè stesso… non riusciva neppure a parlare… aveva ragione… “Avanti, vai da lui e parlaci!” “Come faccio? L’ho mollato!” Hiro lo colpì con un pugno amichevole… “Sei un cretino! Vai a riprendertelo!” Ryuichi non se lo fece ripetere, corse a cercarlo, ma non lo trovò in nessun posto. Così, quando si accorse dell’ora, corse alla NG.
“Sei in ritardo Sakuma-kun!” “Scusa Sakano-san…” quando si diresse al microfono, si accorse che accanto a lui c’era Shuichi, pronto a finire di trovare gli accordi e le note.
“Bene ragazzi! Però dobbiamo muoverci a trovare gli accordi e le note per la tastiera. Vi lasciò soli, dovete lavorare sodo. Sakano-san, andiamo, lasciamoli lavorare da soli… e… Shuichi? Ryuichi? Ho da dirvi una cosa… sapete che non si riesce a cantare con tutta la grinta possibile con preoccupazione per la testa? Perciò, o risolvete i problemi, o li lasciate da parte!” il ragazzo abbandonò la stanza, lasciando i due senza parole.
Anche Shuichi abbandonò la stanza, aveva bisogno di piangere, e non poteva farlo davanti a lui. Andò in terrazza, e poco dopo, anche Ryuichi era lì. Si trovarono l’uno davanti all’altro. Erano entrambi seri, si creò un silenzio imbarazzante, quando Shuichi iniziò il discorso.
“Mi dispiace… io l’ho fatto con Aizawa…” doveva dirglielo, prima di chiarire… se si fossero rimesse apposto le cose, e poi glielo avesse detto sarebbe stato uno stronzo, perciò, prima lo diceva meglio era. Male male, non lo perdonava. In quel momento Ryuichi ebbe una fitta al cuore, come poteva dirglielo con così tanta indifferenza? L’unica cosa che fece fu annuire, sull’orlo della lacrime.
“Beh… non mi dici nulla?” “Fa niente… tanto ti avevo già mollato…” “Dunque… non ti interessa?” “Si… ma questi sono problemi miei… non stavamo già più insieme quando l’hai fatto no? Allora ok…” “Mh… anche se… mentre lo facevo ho visto il tuo viso… e poi mi sono fermato, andandomene…” “Mh…” erano troppo freddi, era una situazione insostenibile. Non erano mai stati così fra di loro.
“Beh… Ryuichi, quello che io aveva da dirti te l’ho già detto… quindi, torno in sala…” nelle orecchie di Ryuichi rimbombavano i passi del suo ex ragazzo, non appena appoggiò le dita sulla maniglia, si alzò di scatto.
“Fermati!” “Che c’è?” “Io… mi manchi… nonostante tutto!” dagli occhi di Shuichi iniziarono a scendere delle lacrime… non ce la faceva più, aveva già recitato per troppo tempo la parte dell’indifferente, non ce la faceva più, stava scoppiando.
“Anche a me manchi… Sakuma Ryuichi…” detto questo, si voltò e iniziò a correre via, stava scappando, lo sapeva, ma non ce la faceva a vedere che reazione avrebbe avuto Sakuma.
Ryuichi, iniziò a rincorrerlo. Voleva stringerlo fra le sue braccia, nonostante tutto lo voleva con sè. Appena gli fu vicino lo bloccò per un braccio, facendolo quasi cadere e gli si buttò addosso stringendolo a sè, piangendo.
Entrambi piangevano, se erano lontani non stavano bene. A quel punto, Ryuichi prese fra le mani il volto di Shuichi e lo baciò.
Non sapevano neppure loro per quanto tempo stettero abbracciati, però erano sicuri di essere insieme, ed era quello ciò che importava. La mano di Ryuichi strinse quella di Shuichi nella sua e si diresse in sala registrazioni, dove Hiro e Fujisaki avevano già iniziato a lavorare alla canzone.
Appena Hiro li vide per mano sorrise guardando il suo ragazzo, che sorrise a sua volta, anche lui sapeva già tutto, ed era felice che tutto si fosse chiarito.
Finite le prove tornarono a casa, dove Ryuichi iniziò subito a preparare la cena, e Shuichi telefonò a Yuki, dicendo che era tutto risolto, l’altro ragazzo, rise, dicendo che avevano fatto prima del previsto, e che avrebbe dovuto andare a trovarlo per raccontargli tutto. Shuichi, si sedette poi sul divano, davanti alla tv, stavano trasmettendo Naruto, e il ragazzino restò incantato a guardare il cartone animato. Dopo un po’, Ryuichi lo chiamò per la cena e mangiarono.
Aveva cucinato le omelette, e come sempre erano buonissime. Il ragazzino con i capelli fucsia guardò Ryuichi, com’era confortante averlo davanti a sè. Appena si rese conto che Shuichi lo stava osservando alzò lo sguardo e gli sorrise, accarezzandogli la mano sinistra. Anche per lui era un gran sollievo averlo lì. Mangiarono in fretta e furia, entrambi volevano recuperare il tempo perduto, perciò, lavarono velocemente i piatti, e corsero in camera.
Shuichi aveva bisogno di una doccia, si sentiva sporchissimo, ancora non aveva mai avuto il tempo di farsi una doccia da quando aveva fatto sesso con Tachi, perciò aveva bisogno di togliere l’odore di quel ricordo dalla sua pelle. Si spogliò, e si mise sotto il tiepido getto d’acqua. Si insaponò bene tutto il corpo, con tutta la calma del mondo, poi, si spruzzò nella mano lo shampoo, iniziando a strofinare tra i capelli. Essi erano la parte a cui teneva di più, perciò non esserseli lavati per tre giorni gli sembrava davvero strano, anche Ryuichi imprecava sempre, lui se li lavava tutti i giorni, a volte anche due volte al giorno! Comunque, strofinò forte per almeno dieci minuti, ricordava con orrore che quando Tachi era venuto, era successo quando Shuichi glielo stava leccando, e perciò gli aveva sporcato i capelli! Perciò strofino quasi a graffiarsi. Finito ciò, si spruzzò il balsamo fra le mani e massaggiò i capelli, sciacquandoli dopo un po’. Stette un altro po’ sotto la doccia, e poi ne uscì. Si sentiva davvero meglio. Aprì la porta del bagno e prese un paio di boxer dall’armadio.
Ryuichi intanto lo stava fissando, gli mancava vederlo completamente nudo… era davvero bello. Era magro, slanciato, è vero, la corporatura assomigliava di più a quella di una donna, però… a lui gli faceva impazzire! Adorava i ragazzi effemminati, e Shuichi per alcuni aspetti lo era! La corporatura, il taglio degli occhi, i lineamenti del viso… a volte anche i modi di fare, anzi… raramente. Shuichi era un ragazzo dai modi di fare grezzi… perciò, in quel caso non era molto femminile. Quella sera, non aveva voglia di fare l’amore con lui, voleva solo baciarlo e restare abbracciato con lui tutta la notte.
Il ragazzino con i capelli fucsia, si fece spazio nel letto, accanto al suo Ryuichi e lo abbracciò.
“Sai una cosa?” “Cosa…” “Vedi… Ryu-chan… se io e te non litighiamo… non saremmo io e te!” “Eheheh… credo tu abbia ragione piccolo…” “Già… è la terza volta che litighiamo ormai… o la seconda?” “La seconda, credo!” “Allora… quando ti ho picchiato… questa e…?” “Basta… abbiamo litigato solo due volte…” “Mh, ed è sempre stata colpa mia…” Ryuichi gli accarezzò i capelli con fare gentile, e gli assicurò di non pensarci più, ormai erano insieme, ed era quello che contava.
“Ryu… Ryu-chan?” “Dimmi…” “Ma… io sono tornato ad essere il tuo ragazzo o… sono semplicemente un tuo amante… dopo quello che ti ho fatto…” “Ma sei scemo?! Cosa diavolo stai dicendo?!” “Eh?” “Ti sembrano stupidaggini da chiedermi? È ovvio che sei MIO, MIO e solo MIO Shu-chan!” il ragazzino sorrise, soffocando le lacrime che stavano per uscire, aveva faticato molto a chiederglielo, e aveva paura della reazione, ma dato che gli aveva risposto come sperava, le lacrime sparirono.
“Ah… vieni qui…” Ryuichi lo strinse forte in un abbraccio, Shuichi avvicinò le labbra alle sue e lo baciò. Stettero attaccati in quel languido bacio per molto tempo, era come se il tempo si fosse fermato, per entrambi era come se vivessero un sogno, il cuore batteva d’amore, il respiro si fece affannato, e la fronte si imperlò di sudore. A Sakuma sembrava che Shuichi volesse di più, e lo accontentò. Nel momento in cui insinuò la mano sotto i boxer del ragazzino, Shuichi si ritrasse e guardò Ryuichi negli occhi.
“Eh? Che c’è?” “Ti prego Ryu-chan… stiamo solo così stasera…” allora aveva capito male, anche Shuichi la pensava come lui. Lo abbracciò e ben presto caddero nel sonno.
Passarono velocemente le giornate, e ormai, gli esami erano terminati. Il giorno seguente era il turno dei risultati. Shuichi era tesissimo, aveva davvero paura di essere stato bocciato. Per Sakuma non c’era alcun problema, ma Shindou…!
Si erano ritrovati a festeggiare all’aperto con Hiro, e Fujisaki, che si era unito a loro anche se non aveva sostenuto nessun esame.
“Shuichi? La pianti di essere così nervoso? Non serve a niente, lo sai?” “Hirooo… ma io… lo sai che faccio pena a scuola!” “Shuichi-kun! Abbi fiducia in te! E soprattutto nelle lezioni che ti ha dato Ryuichi-kun!” “Hai ragione Fuji-kun…” Shuichi si voltò verso l’acqua del laghetto e iniziò a lanciarci dentro dei sassolini. Gli altri scossero la testa, non aveva proprio capito nulla.
In quel momento, Fujisaki e Hiro si allontanarono, volevano restare un po’ da soli, così, Ryuichi si avvicinò al suo ragazzo e lo abbracciò da dietro.
“Shu-chan… dai… smettila…” il ragazzino sospirò… “Non ce la faccio… è più forte di me… devo fare almeno 60 ounti su 100… come faccio? È più della metà!! Ed io… non sono sicuro…” “Invece dovresti… sei bravo, ed intelligente… ehm… forse intelligente non è la parola giusta… ahahahah!” “Ehyyy! Come ti permetti!” Shuichi per vendicarsi si alzò, e con tutta la forza lo spinse nel laghetto, ridendo.
“Shuichi! Sei scemo? Ora come mi asciugo?” siccome rideva ancora, Ryuichi uscì dall’acqua, lo prese in braccio e si buttò in acqua con lui. Sembravano due bambini, si divertivano da morire.
Nello stesso momento, Hiro e Fujisaki si erano fermati in un posto tranquillo, isolato da tutti, erano sdraiati uno sopra all’altro, si stavano baciando appassionatamente. Hiro, tolse la maglietta a Suguru, e iniziò ad accarezzargli il ventre, il torace, che aveva ancora la forma di ragazzino. Ben presto si trovarono entrambi nudi sull’erba, così morbida che faceva da materasso.
Hiro portò le labbra sul membro del sedicenne, ed iniziò a leccarlo, mentre l’altro gemeva, ormai lo facevano sempre, non erano mai andati in fondo, entrambi lo volevano, ma Suguru aveva paura, perciò, Hiro lo rispettava e non ci aveva mai provato.
A quel punto, Fujisaki, sentì il bisogno di farlo, si sentiva pronto davvero, perciò, si portò la mano di Hiro alla bocca e gli leccò de dita. Nakano capì, così, sorridendogli, le passò fra le natiche del ragazzino.
“Non preoccuparti… farà male, ma non durerà molto…” Suguru annuì, si stava agitando, ma voleva continuare. Anche Shuichi glielo aveva detto che avrebbe sentito un dolore allucinante, ma che poi sarebbe stato in paradiso dal piacere, perciò si fidò e andò avanti.
Hiro, intanto stava entrando, e negli occhi del piccolo Suguru si formarono le lacrime, e la sua bocca si contorse dal dolore.
“Se vuoi che smetta…” “N-No.. ahia… no, continua…” a quel punto, il ragazzo si spinse tutto dentro di lui, provocando un forte dolore a Fujisaki, che iniziò ad urlare.
Il ragazzo dai capelli rossi, intanto lo accarezzava, e si muoveva in lui, ma dopo poco, il dolore si trasformò in piacere, e anche lui iniziò a spingere, fino a che non trovarono il giusto ritmo.
Dopo poco vennero entrambi, e restarono l’uno accanto all’altro a riprendere fiato. Stettero ancora un po’ lì, e poi tornarono dagli altri due, che erano ancora in acqua a fare gli scemi.
Shuichi si era lanciato addosso al ragazzo, cercando di buttarlo sott’acqua, ma non ci riusciva.
“Ehy! Ma che fate idioti!” “Hiro! Suguru! Perchè non venite anche voi?” “Noi potremmo, voi no!” “Ma si sta bene!” “Si, certo… se prendete il raffreddore, voglio vedere che voce del cavolo vi viene!” “Ma no! Ahahahah…” i due ragazzi non si tuffarono, mentre dopo un po’, anche gli altri due uscirono.
Si spogliarono, mettendo ad asciugare i vestiti bagnati. Chiacchierarono un po’ della nuova canzone, e dopo poco, Shuichi starnutì.
“Shuichiiii!!! Io ve l’avevo detto!” “Tranquillo, non è nulla…”.
La sera, tornarono a casa, ed i vestiti erano ancora bagnati, durante il tragitto, Hiro parlò con Ryuichi, e Suguru con Shuichi.
“Shuichi… devo dirti una cosa…” “Certo, dimmi tutto…” Shuichi non immaginava neanche quello che stava per dirgli… “Vedi… hai presente quando io ed Hiro ci siamo allontanati?” “Si, e quindi?” “Beh… l’abbiamo fatto…” “Eh?!” “Si… ci stavamo baciando, come sempre, come sempre abbiamo fatto altre cose…” “Si?” “E… poi, io ho fatto capire a Hiro-kun che era pronto… voglio dire… gli ho preso una mano e gli ho leccato due dita e poi… beh… è successo…” Fujisaki era tutto rosso, si vergognava molta a parlare di quelle cose. Shuichi era rimasto in silenzio a guardarlo… “H-Ho… fatto male? Shuichi?” a quel punto, Shuichi saltò in braccio a Fujisaki, facendolo cadere per terra, iniziò a strepitare abbracciandolo e lo baciò pure sulle labbra dalla felicità.
“S-Shuichi!!” “Siii! Sei diventato un uomooooo!!! Suguru!! Che bello, che bello!” il ragazzino era ancora più imbarazzato, mentre gli altri due li guardavano ridendo. Shuichi si emozionava sempre quando i suoi più cari amici facevano qualcosa di bello, ed in quel caso… era successo.
A quel punto, ognuno andò per la sua strada e ognuno tornò a casa sua.
Dopo aver cenato, si misero sul letto per parlare, Ryuichi era seduto con la testa appoggiata allo schienale del letto, mentre Shuichi era sdraiato con la testa appoggiata al ventre del suo ragazzo.
“Sai… ho paura per domani…” “Aaah… smettila, dai. Sono sicuro che andrà tutto bene… lo sai anche tu che hai studiato molto, sicuramente non prenderai il punteggio massimo, però sopra il 60 ci arrivi! Abbi fiducia in te stesso…” “Sarà… però sono ugualmente teso…” Ryuichi iniziò ad aggeggiare il cellulare, doveva cancellare alcuni messaggi per fare spazio ad altri, mentre Shuichi cominciò il discorso di Hiro e Fujisaki.
“Ehy, Ryu-chan… hai sentito di Hiro e Suguru? Che carini…” “Già, Hiro era davvero al settimo cielo… e sono felice per tutti e due… Ah! A proposito! Per quale motivo ai baciato Fuji-kun?” “Ahahahah… quello? Era per la contentezza! Eheheh… mi è venuto spontaneo… tranquillo, non era niente di che…” “Mh, sarà bene… basta baciare qualcuno che non sia io…” Shuichi si alzò e lo baciò sulle labbra. Aveva ragione, non voleva più ferirlo con questa storia dei baci, del sesso e dell’eccitazione. Era stanco di questi litigi, e anche se in quel momento Ryuichi scherzava, si era fatto la promessa di non farlo più star male.
“Non credi Shu-chan che… dovremmo dormire? Sai, il risultato degli esami… sarebbe meglio alzarci presto…” “Io credo di no…” disse questo mentre si avvicinava al suo collo con fare sensuale, cominciando a baciarlo.
Si staccò, e lentamente, sempre sensualmente, iniziò a togliersi prima la maglia, facendola scivolare sulla sua pelle rosata, poi fece scivolare i pantaloncini lungo le sue esili gambe, e poi i boxer. Avanzò verso di lui sedendosi a cavalcioni sulle sue gambe, riprendendo a baciarlo sul collo. Ryuichi si stava eccitando, così, gli venne spontaneo di invertire la posizione e andare a baciargli il petto. La linguetta ribelle del ragazzo tracciò solchi infuocati sulla pelle ormai accaldata del ragazzino. Arrivò sino ad un capezzolo, iniziando a succhiarlo con passione, mentre Shuichi gemette di piacere. Il ragazzino insinuò le mani nei pantaloni dell’altro, accarezzandogli il sedere.
A quel punto Ryuichi si staccò un attimo, e si spogliò con decisione, rilanciandosi sul corpicino di Shindou, che lo aspettava con impazienza. I corpi nudi dei due ragazzi si strusciavano fra di loro, le mani che accarezzavano, quali i capelli, quali la schiena, le bocche che si erano unite in un bacio pieno d’amore. Pian piano, Shuichi, dopo che si erano staccati, scese sul copro di Ryuichi, fino ad arrivare all’erezione, che iniziò a leccare e succhiare. Sakuma, andava su e giù, al ritmo del ragazzino, che sorrise sarcasticamente, fiero di se stesso. I gemiti riecheggiavano nella stanza, accompagnati dal respiro pesante di Shindou.
Prima che potesse venire, Ryuichi scostò il ragazzino dal suo pene e lo fece sdraiare sul letto, facendogli cenno di allargare le gambe, che accarezzò con dolcezza. Si spostò verso il comodino e prese il lubrificante che fece cadere fra le natiche del ragazzo, che gemette per la freddezza della sostanza. Lentamente si spinse dentro di lui, provocando un senso di piacere al ragazzo, che iniziò a gemere sempre più forte mentre trovava il giusto ritmo.
Entrambi erano all’orlo della passione, così, Ryuichi si piegò sul ragazzino, e si unirono in un bacio, che durò a tempo indefinito. Shuichi urlava di piacere, non si era mai eccitato così tanto, portò due dita alla bocca e le morse, era troppo il piacere che sentiva crescere dentro di sè, il sangue iniziò a scivolargli lungo le esili dita, fino a che, ben presto vennero entrambi. Shindou, si aggrappò al corpo del suo amante sporcandolo di sangue, mentre riprendeva fiato.
Dopo un po’ di minuti, Ryuichi si drizzò a sedere, dicendo che aveva bisogno di una doccia, così, leggendo i pensieri di Shuichi, lo prese in braccio e si diresse in bagno, aprendo l’acqua. Appena l’acqua fu della temperatura giusta, entrarono dentro, che il ragazzino era ancora in braccio all’altro, che lo posò delicatamente con i piedi per terra. Ryuichi ci mise poco a finire, e stette altri dieci minuti ad aspettare che il suo ragazzo finisse di lavarsi i capelli. Se ci metteva così tanto ogni volta, era chiaro che ce li aveva così morbidi!
Finito di lavarsi i capelli, spensero l’acqua e si diressero in camera. Shuichi si lanciò fra le braccia di Sakuma, aggrappandosi addosso a lui come un piccolo koala.
“Ryu-chan… ogni volta ho bisogno di stringerti perchè ho paura di perderti…” “Anche io piccolo… anche io…” Ryuichi sentì uno strano calore che gli scivolava lungo il coll9, così fece un attimo scendere Shuichi, e notò il sangue che gocciolava ancora dalle sue dita. Gli prese la mano nella sua.
“Ma cosa…?” il ragazzino sorrise… “Non ti sarai mica morso prima? Mentre lo facevamo?” Shuichi annuì ridendo… “Quando lo dico io che sei un piccolo masochista! Ahahaha…” “Ehehehe…” “Dai, ora ti fasciò le dita e andiamo a dormire… si sono fatte le una… sarà un trauma svegliarsi domattina!” così, disinfettò la ferità e la fasciò, e si sdraiarono nel letto. Shuichi si raggomitolò contro di Ryuichi, che intrecciò le dita con le sue e si addormentarono.
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