Miracle n.1

Miracle n.10

Si svegliarono a pochi minuti dall’arrivo a Tokyo, dove ad attenderli c’erano Fujisaki e Hiro.

“Ciao!!” “Shuichiii! Ryuichiii! Finalmente!!” si abbracciarono, finalmente si rivedevano dopo un sacco di tempo, cioè, per loro era un sacco di tempo dato che erano abituati a stare molto insieme.

“Allora? Cosa ci raccontate di bello?” “Ehm… tante cose… anche se… lo faremo quando avremo più tempo!” “Dalle vostre facce sembra che vi siate divertiti!” “Si Hiro… molto!” “Shuichi?” “Dimmi Suguru?” “Hai sperimentato le terme?” “No… per la verità no…” “MA COME?! NON SAI COSA TI SEI PERSO!” “In realtà… credo di non essermi perso niente… sai… ho fatto ben altre cose interessanti!” sul volto di Shuichi si era formato un sorriso malizioso… “Ho sperimentato il comportamento di un certo… occhi verdi!” “EH?!” “Eheheh…” anche sul volto di Ryuichi si formò un sorrisetto… “La smettete di parlare in codice voi due? Volete spiegarci cos’è successo a Kyoto?” “Diciamo che abbiamo sperimentato posizioni diverse… Shuichi ha fatto l’attivo, mentre io… il passivo!” “Davvero?” “Si, ma lo avevamo già fatto!” “E allora?!” “Diciamo che… per tutta questa vacanza io e Shuichi non abbiamo MAI fatto l’amore!” “Ma… ALLORA!” “La smettete di prenderci in giro?” “Ah! Cazzo! Devo chiamare Hisoka!” nel volto dei due ragazzi si formò un interrogativo, chi diavolo era Hisoka? “Digli di salutarmi Tsuzuki!” Shuichi formò il numero sul cellulare e chiamò il ragazzino.

“HISOKA!! Si, siamo arrivati! Si… non sai quanto! Cavolo se mi manchi! Anche io… Saluta Tsuzuki! Va bene, ciao piccolo! …Ryu-chan! Ti vuole Tsuzuki!” “Cos’è sta storia Shuichi?!” “Va bene… vi spiego… io e Ryu-chan abbiamo conosciuto due ragazzi: Hisoka, che ha sedici anni e Tsuzuki che ne ha venti… ok? E siamo diventati molto amici… io e Hisoka abbiamo fatto l’amore, e anche Ryuichi e Tsuzuki l’hanno fatto!” “Ma come?! Ma siete scemi?” “No, volevamo fare nuove esperienze!” i due amici non capivano, ma cercarono di lasciar perdere.

“Poi vi raccontiamo meglio! Sapete, presto verranno anche a trovarci!” “Voglio proprio vedere che tipi sono! Con un sedicenne te la fai?!” “Lui è davvero una persona stupenda… e anche Tsuzuki. Se li conoscete vi innamorereste di loro!” “Ci credo…”.

Dopo un po’ andarono a casa, avevano bisogno di riposo, così, appena furono lì, andarono dritti sotto le coperte.

“Shuichi… è stata una bella esperienza!” “Si, molto… anche se… sei tu l’unico che io ami!” “Lo so, anche per me è così… non devi mai dimenticarlo!”.

Dopodiché, si addormentarono, sognando la loro vacanza meravigliosa.

Il mattino seguente si alzarono con una faccia un po’ annoiata, ricominciare con la solita routine li faceva rattristire, essendo abituati ad essere in vacanza.

“Shuichi… dobbiamo sbrigarci… siamo in ritardo…” “Aaaaghhh! Uffa! Fino a ieri non conoscevamo la parola ritardo! Non è giusto!” “Hai ragione!” si vestirono e uscirono di casa, dirigendosi alla NG.

Appena fecero il loro ingresso vennero accolti con gioia da tutti. Sakano-san quasi si mise a piangere, K sorrideva come sempre e Seguchi Tohma era andato incontro ai ragazzi.

Quel clima era meraviglioso, solitamente in una casa discografica, i produttori, il presidente e i manager si comportavano sempre seguendo i soldi, mentre loro erano come una grande famiglia.

“Salve ragazzi! Mi dispiace un sacco avervi chiamato così all’improvviso, ma… vi hanno confermato un concerto in uno dei posti più rinomati! Non potevo certo annullarlo!” “Concerto?! Ma è fantastico!” “Scusate ma… Fujisaki-kun e Nakano-kun dove sono?!” “Ahahahaha! Sei sempre il solito Sakano-san! Arriveranno!” “Speriamo Sakuma-kun!” “Ahahahah!”.

Poco dopo fecero il loro ingresso i due ragazzi, e vennero subito informati con entusiasmo dell’imminente concerto.

“Ma… Seguchi-san, dove lo faremo? Non ce l’hai ancora detto!” “Oh, avete ragione! Si terrà qui a Tokyo! Ma non in un semplice posto tipo lo Zepp Tokyo, ma al Yamato Hall!” “Oh mio Dio! Ma è fantastico!” “Siiii!” “Non ci credo, Suguru, ti rendi conto?” “Questo è davvero meraviglioso!” “Sono felice di vedervi così entusiasti!” “Evvivaaaa!! Ah! Seguchi-san!” “Ehm… Shuichi, anzi, ragazzi, potete chiamarmi semplicemente Tohma, ormai non c’è più bisogno di formalità!” “Ok! Tohma? Posso farti una domanda? Se per caso abbiamo degli amici… potrebbero assistere gratuitamente ed in un posto in prima fila al concerto?” “Oh, non ci sono problemi!” “Perfetto!” “Eh? HAI RAGIONE SHU-CHAN!!! Andiamo subito a chiamare Tsuzuki e Hisoka!” “Siiii!!” i due ragazzi corsero fuori dall’edificio, e Shuichi aveva già composto il numero.

“Hisokaaaa!! Devo parlarti di una cosa! Fra poco abbiamo un concerto qui a Tokyo! Ovvio, che domande! Certo che potete venire, anzi, DOVETE venire! I pass per il concerto e il posto dove dormire ve li diamo noi! Ovvio! Si, il concerto è fra due settimane! Si, se volete venire prima di allora, siete i benvenuti!! Risentiamoci! Salutaci Tsuzuki! Ryuichi ti saluta tanto! Bene, a presto! Ciao!! RYU-CHAAAAN!!! Verranno! Li rivedremo! Siiii!” “Che notizia stupenda!! Evviva!!” i due ragazzi per la gioia si abbracciarono forte.

Dopo un po’, tornarono alla NG, e decisero sul da farsi. Dovevano assolutamente scrivere una nuova canzone. Infatti, si misero subito all’opera per cercare di trovare le parole per un testo.

“Che ne dici Shuichi di dedicare una canzone a Hisoka e Tsuzuki?!” “Si! Ottimo!” “Ragazzi… ma verranno questi due al concerto?” “Si!! Infatti li conoscerete presto! Dobbiamo risentirci per fissare quando verranno!” “Perfetto, sono proprio curioso di vederli!”.

I giorni passarono, Shuichi e Ryuichi avevano risentito i loro amici di Tokyo, e avevano detto che sarebbero arrivati due giorni prima del concerto. Così, i giorni passarono in fretta, e finalmente il fatidico giorno arrivò.

Shindou e Sakuma erano alla stazione ad attendere il loro arrivo a Tokyo, che avvenne ben presto.

Appena Hisoka scese dal treno si fiondò tra le braccia di Shuichi, mentre Ryuichi fece lo stesso con Tsuzuki appena mise piede fuori dal treno.

“Shuichi! Shuichi! Shuichi! Che bello!” “Ehy! Ciao!” Shuichi poi andò ad abbracciare Tsuzuki, e Hisoka saltò anche fra le braccia di Ryuichi, che gli sorrise caldamente.

“Venite, vi portiamo a casa nostra per sistemarvi, poi vi faremo fare dei giri per Tokyo, e vi faremo conoscere i nostri amici!” “Si, che bello!” “Hisoka! Hai finalmente superato tutto?” “Non proprio… ma se sono amici vostri sono più che tranquillo! Eheheh!” “Bene, andiamo a casa!”.

Arrivati a casa, li fecero sistemarli nella camera degli ospiti, o per lo meno, Hisoka si sistemò lì, mentre Tsuzuki si sistemò in camera di Shuichi e Ryuichi. Avevano già progettato tutto: Hisoka e Shuichi dormivano insieme nella camera degli ospiti, mentre Ryuichi e Tsuzuki nella loro camera.

Sarebbero stati dei giorni molto divertenti, alla fin fine, all’hotel di Kyoto, erano pur sempre divisi per gran parte del giorno, mentre in quell’occasione convivevano insieme per tutto l’arco del giorno.

Hisoka si cambiò, i vestiti del viaggio erano sporchi, così, indosso un paio di pantaloncini corti di jeans abbastanza larghi e una maglietta a maniche corte arancione.

“Allora, vi va di andare a fare un giro per Tokyo? Chiamo anche Hiro e Suguru!” “Va benissimo!”.

Così, ben presto, si trovarono con loro davanti alla NG per passare una giornata insieme.

“Ciao! Molto piacere, il mio nome è Hiroshi Nakano!” “Io sono Fujisaki Suguru, molto lieto!” “Hisoka Kurosaki!!” “Tsuzuki Asato, piacere nostro!” i due ragazzi pensavano che Hisoka e Tsuzuki sembravano molto simpatici, soprattutto Asato, che si era dimostrato molto sorridente.

“Beh, dove andiamo?” “Mah, io direi di portarli… a fare un giro per il centro, e magari stasera allo Zenny’s, che ne dite?” “Zenny’s?!” “Si Hisoka, è una pizzeria-pub, penso che vi piacerà!” “Pub?! Siii!” “Shuichi! Piantala di esaltarti!” “Evviva! Voglio bere!” “Bravo Shuichi! Ottima idea! Adoro il sakè!” “Tsuzukiiii! Ma io ti adoro! Compagno di alcoolici!” “Eheheh…” “Quei due mi fanno paura insieme!” “Ahahahah!” “Ryuichi, non dovresti ridere!” Hisoka non aveva ancora spiccicato parola, si sentiva un po’ a disagio, ma infondo sapeva che si sarebbe abituato presto e li avrebbe conosciuti meglio.

“Bene! Hisoka! Andiamo!” Shuichi prese il ragazzino per mano, iniziando a camminare in direzione del centro. Suguru guardava la scena un po’ esterrefatto. Come poteva andare bene sia a Shuichi che Ryuichi quella situazione? Si stavano tradendo senza rendersene conto! Era davvero una situazione strana e incomprensibile.

“Ryuichi? Puoi venire qui un attimo?” “Certo! Scusami Tsuzuki!” il ragazzo si avvicinò all’amico… “Dimmi!” “Senti, vorrei parlarti di una cosa… ma sei sicuro di ciò che stai facendo?” “In che senso?” “Tu stai tradendo Shuichi, e lui sta tradendo te!” “Per noi va tutto bene! E poi… non sarà sempre così… voglio dire, è stato solo per quella vacanza, non si ripeterà!” “Io non credo proprio, li vedo i vostri sguardi sai?” “Che c’entra! Io sono consapevole di amare Shuichi… tu non puoi sapere come mi sento… ammetto che è strana come situazione, però stiamo bene!” “Beh, allora, quand’è così…”.

Fecero una lunga passeggiata per il centro, e verso le otto di sera andarono a mangiare allo Zenny’s. Suguru e Hiro avevano rivalutato i due ragazzi, erano davvero molto simpatici, anche se Hisoka sembrava un po’ incerto e titubante quando parlava con loro due.

“In questo posto si mangia davvero bene!” “Eheheh! Ovviamente, è lo Zenny’s!” “Sentite, ma si potrebbe prendere un po’ di sakè?” “Tsuzuki?! Ma pensi solo al sakè?” “Ahahaha! Mi ricorda un certa persona, vero Shu-chan?” “Eheh! Vodka e mentaaa!!”.

La serata trascorse tra le risate, si raccontavano le vacanze a Kyoto, le vacanze a Kanagawa. Hiro iniziò a raccontare, diceva che erano partiti poche ore dopo i loro amici, e appena arrivati sul posto, sono andati all’albergo, che era poco distante dalla stazione.

Era una pensioncina molto carina e neanche tanto grande. Disponeva di una mensa, nella quale servivano cibi ottimi, e ogni giorno il menù era sempre diverso e molto saporito. I gestori della pensione erano stati davvero gentili, erano un’anziana famiglia che lo gestiva da anni quel luogo.

Avevano visitato tutta la città, andando a visitare i tempietti, la spiaggia di Kanagawa, le suole superiori di quel luogo e la foresta nelle vicinanze con una delle cascate più belle in Giappone.

Raccontarono anche di quanto si erano amati in quei giorni, senza vergognarsi della presenza dei due amici appena conosciuti, tanto, anche loro potevano capirli.

Stettero a parlare molto delle vacanze, e nel frattempo, Shuichi aveva voglia di stare da solo con Hisoka, aveva davvero voglia di fare l’amore con lui, da sotto il tavolo gli strinse la mano. In quel momento, gli venne in contro Mika, che come la vide corse ad abbracciarla, quella sera era entrata più tardi a lavoro.

“Allora, Shuichi, sono loro i tuoi amici?” “Si, Mikarin! Vieni! Lui è Tsuzuki, e lui è Hisoka!!” “Molto lieta ragazzi! Io sono Mika!” dopo le presentazione, la ragazza andò a servire i tavoli lì vicino.

Era passato del tempo, e si erano fatte le dieci di sera, così, a quel punto, come di consueto ordinarono degli alcoolici. Shuichi e Hisoka presero vodka e menta, Ryuichi prese la Sambuca, Hiro prese il limoncello, Fujisaki un rum e pera, Tsuzuki un vodka e pesca.

Non passò molto che Shuichi, Ryuichi e Hisoka erano completamente ubriachi, come al solito Shuichi aveva esagerato bevendo almeno nove bicchieri, Ryuichi, preso dai discorsi con Tsuzuki, non faceva che ordinare ogni poco vodka e menta, mentre Hisoka, dato che non beveva mai, con tre bicchierini si sentiva alticcio.

“Tsuzuki… mi spiace, ma quei due sono sempre così… la cosa migliore sarebbe portarli fuori a prendere aria!” “Credo che abbiate ragione… invece quel cretino di Hisoka non regge nulla!” “Vabbè, siamo abituati a loro due, un ubriaco in più fa poca differenza…”.

Ognuno sorreggeva uno dei ragazzi ubriachi e li portarono fuori, arrivarono sino alle panchine del parco facnedoli sedere per calmarsi un po’.

“Allora, Shuichi?! Quando io ti dico di smetterla… tu esageri sempre col bere!” “Uffaaaa… perché devi sempre infastidirmi, Hiro?” “Guarda che lo faccio per te!” “No! Tsuzukiii!!” il ragazzo si avvicinò al ragazzino dai capelli fucsia, chiedendogli se volesse dirgli qualcosa, ma in quel momento, gli dette un bacetto a stampo sulle labbra, mentre sorrideva.

“Smettila scemo! Scusalo Tsuzuki…” “Perché?” “Aaah… io non vi capisco… tu stai con Hisoka o sbaglio?” “Tranquillo… siamo d’accordo in questo…” “Allora lascialo!” “No… non capisci… io sono innamorato del mio Hisoka… però, se vado a letto con Ryuichi, Hisoka non si arrabbia, e viceversa se lui va a letto con Shuichi!” “Mah… non capisco comunque…” “Capirai…”.

Hisoka si lasciò scivolare su Shuichi e lo abbracciò. Mentre era avvinghiato a lui, Shindou gli accarezzava dolcemente la schiena, che era calda.

Dopo poco, le labbra dei due ragazzi si unirono in un bacio che durò molto a lungo, e che fece sì che la gente vedesse quanta passione ci stavano mettendo. A quel punto, Ryuichi a vedere la scena prese per mano Tsuzuki sorridendogli. Lui ricambiò il sorriso e si sedette accanto a lui, dandogli un lieve bacio sulla fronte.

“Tsuzuki… io voglio andare a casa…” “Oh, ci andremo quando ti sarai un po’ ripreso… che ne pensi?” “Ma io… vorrei andare…” “Senti, allora aspettiamo che anche Shuichi e Hisoka si riprendano un po’, altrimenti come fanno a tornare in albergo?” “Come sta il mio Shu-chan?” “Non ha nulla, è solo un po’ alticcio, del resto come te, ma sta bene, non devi assolutamente preuccuparti per lui!” “Meno male…”.

Nello stesso momento, anche Hisoka e Shuichi volevano andare via, ma aspettarono un po’ a dorlo, era troppo presto per andare, non potevano mica lasciari lì gli altri.

“Hisoka… sono davvero molto felice di averti qui! Mi sei mancato tanto!” “Anche tu! Non ce la facevo più…” “Adesso invece, siamo nuovamente insieme! Ed è così meraviglioso!” Shuichi baciò il collo del ragazzo per fargli capire quanto fosse desiderato.

Nel frattempo, Hiro e Tsuzuki erano andati a comprare qualcosa da mangiare. Tsuzuki avrebbe preso un gelato per Ryuichi e una crepe per Shuichi, mentre Hiro un gelato per il suo ragazzo.

“Suguru? Non sei arrabbiato con me, vero?” “Eh? Perché dovrei scusa?” “Non lo so… ma… forse la mia teoria è assurda per te, e ti sei arrabbiato!” “Guarda, che tu puoi fare quello che vuoi, Shuichi idem. Solo che non capisco…” “IO LO AMO!” “Lo so… non preoccuparti…” “No, non è vero… tu non mi credi, ammettilo!” “Ma che dici?” “Lo so… lo so che la nostra è una cosa veramente assurda! Anche se io amo Shuichi… sento che Tsuzuki mi piace da morire! Che è un bel ragazzo e che mi va di essere posseduto da lui… Ma non è perché non amo Shuichi! Lo so comunque sia che è troppo stupido per te…” “Ma cosa stai dicendo Ryu-chan? Lo sai benissimo quanto io ti voglia bene, e quanto io abbia fiducia in te. Non potrei mai essere arrabbiato con te per una cosa che riguarda solo te!” “Davvero?” “Si Ryuichi… non temere…” il ragazzo sorrise fra le lacrime, e lanciò un’occhiata a Shuichi e Hisoka, voleva vedere se stavano bene e quando si voltò, potè vedere che Hisoka non stava per niente bene e che stava vomitando.

“Hisoka!” “Eh? Oh mio Dio!” Suguru si alzò di scatto per star vicino al ragazzino, c’era Shuichi che gli stava arreggendo la testa, ma non si fidava molto dato che era ubriaco anche lui.

“Shuichi… vuoi che faccia io?” “No, Hisoka sta male, sono io che devo prendermi cura di lui!” “Shu-chan!” “Ryu-chan… mi spiace se non ti ho considerato per nulla stasera… scusami…” “Figurati… ora però pensa a Hisoka!” Fujisaki stava pensando che aveva bisogno che Hiro e Tsuzuki fossero lì, ma non poteva andare a chiamarli, avrebbe lasciato soli quei tre, e neppure mandare uno di loro.

Le sue preoccupazioni svanirono quando il ragazzino ebbe finito di vomitare e si tranquillizzò grazie alla mano di Shuichi che gli accarezzava i morbidi capelli castani.

“Scusatemi…” “Hisoka… non devi scusarti di nulla!” “Grazie Ryuichi…” “Senti Suguru… è meglio se lo porto a casa…” “NO! Shuichi, aspetta che tornino gli altri!” “Perché? Sta male, mica posso stare a lungo qui!” “Shuichi! Non ti reggi neanche in piedi!” “Senti, Suguru, non sono uno stupido, so benissimo che devo stare attento e prendermi cura di Hisoka… non c’è bisogno che mi accompagniate!” “Shuichi! Tu aspetti! Non è quello il fatto, sei ubriaco, non puoi muoverti!” “No, io vado…” il ragazzo fece salire Hisoka sulla sua schiena e fece per andare, ma Fujisaki lo bloccò per un braccio, rischiando di farlo cadere.

“Vedi? Non ti reggi in piedi!” “Ti ho detto che devo andare!” “Senti ragazzino! Possibile che tu faccia sempre di testa tua?! Sempre! Mi sono rotto le scatole, lo faccio per te, capito?” “Non me ne frega nulla, ok?” a quel punto, per la rabbia, Suguro colpì Shuichi con un pugno, che lo fece barcollare all’indietro.

Il ragazzo, fece scendere Hisoka, che si sedette sulla panchina, mentre Ryuichi si avvicinò a Shuichi preoccupato.

“Che diavolo hai fatto Suguru?” “No… io… non volevo…” Shuichi era accasciato a terra, non poteva credere che il suo amico lo avesse colpito, non poteva davvero crederci.

Gli scese qualche lacrima di delusione, beh, ovviamente era ancora più fragile dato che era ubriaco, però… era deluso profondamente.

Ryuichi lo abbracciò forte, mentre con una mano gli accarezzava i capelli morbidi, e con l’altra gli asciugava le lacrime.

“Suguru… io… non riesco a crederci…” “Non volevo!”.

Dopo un po’, i due ragazzi tornarono indietro, e notarono che Shuichi era per terra che piangeva fra le braccia di Ryuichi, Hisoka che tremava per il freddo e Fujisaki che era seduto su una panchina da solo e lo sguardo nel vuoto.

Hiro si avvicinò subitò al suo ragazzo, preoccupato per lui, mentre Tsuzuki, prima coprì Hisoka col suo giaccone, mentre poi, andò dai due ragazzi abbracciati, facendo spostare Ryuichi, e cercando di far parlare Shuichi su cos’era accaduto.

“Hiro… non sono bravo in queste cose…” “Che dici, a cosa ti riferisci?” “Non sono paziente quando qualcuno si ubriaca… non so fare nulla per farlo star meglio…” “Ti riferisci a Shuichi? Ma cos’è successo?” “L’altra volta l’ho spinto giù dalla panchina, stavolta gli ho tirato un pugno in faccia… sono un vero bastardo…” “Si, per questo sei stato un deficiente! Però… non farne un dramma… non devi disperare…” “Io vorrei scusarmi…” “Ora non è il momento adatto. Lo farai quando sarà sobrio, non credi?” “Mh…”.

Nel frattempo, Tsuzuki riuscì a calmare Shuichi e farlo smettere di piangere, Hisoka si era avvicinato a loro, e insieme a Ryuichi, che erano abbracciati, guardavano Shuichi calmarsi.

“Allora… ti va di raccontarmi tutto?” “Si…” “Bene… con calma però…” “Vedi… Hisoka si è sentito male, ha vomitato, perciò io volevo andare all’albergo, ma Suguru me l’ha impedito dicendo di aspettarvi. Io volevo andare, anche perché Hisoka non era nelle condizioni migliori. Lui me l’ha impedito e alla fine, siccome insistevo, ha perso la pazienza e mi ha colpito con un pugno…” “Mi dispiace… ha sbagliato, ma non devi avercela con lui. Non voleva lasciarti andare perché era preoccupato.” “Lo so… però… non doveva farlo comunque!” “Si, sono d’accordo… ora, vuoi andare a casa piccolo?” “Si…” “Ti ci accompagno io… va bene? Insieme a Ryuichi ed Hisoka…” “Si, grazie…”.
Tsuzuki si avvicinò a Hiro e Fujisaki riferendogli ciò che avrebbero fatto, e ciò che gli aveva detto il ragazzino.

“Suguru? Non preoccuparti… è arrabbiato con te, ma vedrai che quando sarà in grado di ragionare, non ce l’avrà più con te. Sappi che hai sbagliato, ma non devi deprimerti ok?” “Va bene… ma io mi sento in colpa…” “Non devi… ora, io vado ad accompagnali in hotel. Ci vediamo domani, grazie di tutto!” “Figurati! Anzi, è stato davvero un piacere conoscerti!” “Bene, ciao!” “Ciao!”.

Tsuzuki prese Hisoka sulle spalle, dato che ancora stava un po’ male, mentre per una mano aveva Shuichi, e per l’altra Ryuichi.

Non ci misero molto ad arrivare all’hotel, e salì insieme a loro, per aspettare si calmassero.

Shuichi si sdraiò sul letto, e Ryuichi si sdraiò su di lui, iniziando a baciarlo, infondo, gli mancava non averlo baciato per tutta la giornata! Tsuzuki, diede dei vestiti puliti a Hisoka, e lo aiutò ad indossarli.

“Tsuzuki… ho freddo…” “Aspetta allora… ti prendo un’altra felpa!” così, lo aiutò ad indossarla e si sedette sul letto, per poi sporgersi a baciare il suo ragazzo sulle labbra.

Dopodichè, si alzò dal letto e chiamò Ryuichi dicendogli che sarebbero andati via, era molto tardi, e dovevano dormire. Il ragazzo si alzò lentamente e per mano a Tsuzuki salutò gli altri due e se ne andarono.

Erano rimasti da soli, Shuichi allargò le braccia, come per dire a Hisoka di stendersi sopra di lui e che lo stava aspettando, così, il ragazzino lo fece. Appena fu sopra di lui, Shuichi insinuò una mano sotto i suoi boxer, iniziando ad accarezzargli il sedere.

Hisoka a quel punto, si tirò su, in ginocchio, e si tolse velocemente la felpa e la maglia, buttandole da una parte, e poi, si alzò e si tolse i pantaloni, risdraiandosi poi su di Shuichi, che poteva sentire la pelle accaldata del suo amante a contatto con la sua. Era una sensazione molto piacevole. Però, volle invertire le posizioni, dato che si trovava abbastanza scomodo a stare sotto, così, lo fece voltare e si sdraiò sopra di lui, portando le labbra al suo capezzolo.

Iniziò a succhiarlo con passione, mentre lui, gemeva di piacere. Con una mano, andò ad insinuarsi sotto i boxer, accarezzandogli il pene.

Dopo poco, Shuichi si alzò per sfilargli i boxer e andare a prendersi cura della sua erezione, prima, masturbandolo, poi, poggiandoci le labbra sopra, baciandolo, leccandolo, ed infine, prendendolo del tutto in bocca.

Sentiva il tepore che esso sprigionava, mentre lo leccava, e allo stesso tempo lo assaporava.

Hisoka, col le mani, gli accarezzava i capelli, quel gesto bastava per capire quanto era eccitato, e Shuichi lo capì benissimo dato che lo faceva sempre quando Ryuichi lo leccava a lui.

Mentre continuava a leccare, insinuò due dita dentro al suo ano, iniziando a fare su e giù, a ritmo con il respiro affannato del ragazzino, che pian piano si trasformava in gemiti.

Hisoka a quel punto, dopo un poì che Shuichi continuava col suo lavoro, iniziò a gemere sempre più forte.

“Ti prego Shu-chan… ti prego… adesso… non ce la faccio più!” il ragazzo dai capelli fucsia lo accontentò subito, si spogliò, e si insinuò in lui, penetrandolo, e iniziando a spingersi avanti e indietro.

Dette qualche spinta, e poi Hisoka venne copiosamente, seguito da Shuichi dopo poco, che si staccò e si sdraiò accanto a lui per riprendere fiato.

Si guardarono negli occhi e si sorrisero, sentivano di provare un grandissimo affetto l’uno per l’altro.

Si dettero la mano, chiudendo gli occhi e perdendosi in quel tenero contatto. Sentivano dentro di loro, che i battiti del cuore aumentavano.

“Shu-chan… io… ti voglio bene…” “Anche io, Hisoka… tantissimo! Ora… che ne dici se dormiamo?” “Si… anche io ho sonno!” così, si infilarono nudi sotto le coperte, e abbracciati si addormentarono.

Anche Tsuzuki e Ryuichi avevano fatto l’amore, anche loro due ne avevano sentito il bisogno, come per ricordare le vacanze, e ritornare a quell’atmosfera meravigliosa.

Si sentivano davvero molto bene, sentivano di poter volare quando erano insieme, anche se non erano innamorati gli uni degli altri, sapevano di provare un grandissimo affetto. Quella nottata, fu carica di emozioni per tutti e quattro anche durante i loro sogni.

Il mattino seguente, si ritrovarono a casa di Shuichi e Ryuichi, anche perché Shindou doveva cambiarsi i vestiti. Hisoka era vestiti con un paio di jeans neri e una maglia a collo alto arancione, e Shuichi indossò i suoi jeans chiari con sopra la camicia rossa e nera tigrata, lasciando sganciati i primi due bottoni.

Aspettarono che Ryuichi e Tsuzuki finissero di fare la doccia e si vestissero per avviarsi alla NG, e presentarli a tutti i loro amici.

Tsuzuki indossava un paio di jeans neri e una maglia bianca con sopra un cappotto nero, mentre Ryuichi i suoi pantaloni rossi da ginnastica e una maglia verde e bianca.

Erano pronti per andare. Quando arrivarono alla casa discografica, li presentarono subito a K e Sakano-san, che sorrisero nel vederli, Avevano tanto sentito parlare di loro.

Tsuzuki si sedette su una sedia con Hisoka sopra le sue gambe e guardarono i due ragazzi che attaccavano i microfoni all’amplificatore, nell’attesa dell’arrivo di Hiro e Suguru, che arrivarono dopo poco.

“Salve ragazzi!” “Ciao!!” si salutarono, e appena Suguru fece per salutare Shuichi, questo lo ignorò. Si ricordava benissimo della sua reazione della sera prima, gli aveva addirittura lasciato un livido sotto l’occhio.

Fujisaki si era rattristito, però, lo capiva benissimo e non disse nulla, rinchiudendosi nel silenzio.

Iniziarono a provare la nuova canzone che avevano scritto i due vocalist: Fake Star. E appena iniziarono a cantare, al suono della loro voce, Hisoka e Tsuzuki, ne restarono affascinati.

Avevano davvero una splendida voce, e non stonavano neanche un po’. Immaginavano quante emozioni avrebbero provato durante il concerto, non vedevano l’ora di vederli esibirsi.

Dopo un po’, fece il suo ingresso Tohma, assieme e Yuki, che vennero accolti calorosamente dal gruppo.

Shuichi e Ryuichi corsero incontro a Yuki, salutandolo.

“Yuki! Loro sono i nostri amici di cui ti abbiamo parlato! Lui è Tsuzuki, e lui è Hisoka!” “Molto piacere!” “Piacere!” “Piacere!” anche Tohma andò a presentarsi.

Mentre gli altri cantavano, Yuki scambiò quattro chiacchiere con i due ragazzi di Kyoto, trovandoli molto simpatici. Cercò di parlare soprattutto con il sedicenne, sapendo ciò che aveva passato. Hisoka aveva reagito proprio come lui, era rimasto scioccato per molto tempo, e così lo capiva bene.

“Sapete che quei due hanno parlato molto di voi?” “Si, ce l’hanno detto…” “Sono davvero due ragazzi stupendi, siete davvero fortunati ad averli conosciuti!” “Si, infatti… è grazie a loro che io sono cambiato…” “Lo so, me l’ha detto Shuichi… sai, tu sei proprio come me… anche io ho provato quello che hai provato tu. E anche io, ho avuto paura delle persone per molto tempo, sai?” “Davvero? Mi dispiace, so che è davvero brutto…” “Ma ora, ho loro. Loro sono stati i primi amici che ho avuto, a parte quelli che conoscevo già…” “Anche per me… l’unico amico che avevo era il mio ragazzo, poi grazie a Shuichi ho imparato a fidarmi. Ovviamente delle persone giuste!” “Meno male… è proprio una vera fortuna!”.

Dopo un po’, presero una pausa e iniziarono a parlare del concerto che si sarebbe tenuto il giorno dopo.

“Allora, avete deciso che canzoni farete?” “Si Tohma!” “Bene… quali?” “Allora… faremo: Fake Star, In the moonlight, Sleepless beuty soundtrack e the rage beat!” “Benissimo! Siete pronti, vero?” “Ma certo! Siamo nati pronti!” “Ahahah! Shuichi, mi fai morire! Io vado in ufficio! Ci vediamo domani!” i ragazzi lo salutarono.

Suguru cercò nuovamente di parlare a Shuichi, ma lui, gli rispose male, così, il ragazzo uscì dalla stanza. Non ce la faceva a vedere Shuichi arrabbiato con lui, si sentiva in colpa.

“Shuichi… capisco che sei arrabbiato… però… non puoi dilungare la cosa! Voglio dire… è un tuo amico!” “Lo so Hiro… ma come si è permesso di mettermi le mani addosso? Capisco che ti dispiace, si tratta del tuo ragazzo, però… cerca di capire anche me!” “Lo so… hai ragione! Ma non puoi restare arrabbiato! Domani abbiamo il concerto, non possiamo permetterci queste cose ora!” “Hiro! Se lui fosse al posto mio, non reagiresti così!” “Ma che dici, scemo?” “Dico solo la verità!” “Io invece dico di no… avrei detto le stesse cose!” “È facile a dirsi!” “Quando fai così mi fai proprio arrabbiare, sai?” “Hiro! Basta!” “Ryuichi! Non puoi sempre difenderlo!” “Si, ha ragione! Come avresti reagito se io o Shu-chan ti avessimo picchiato? Male! Allo stesso modo di Shu-chan… perciò smettila di prendertela tanto!” “Ragazzi?! Ma non lo capite che domani abbiamo il concerto?! Se Suguru si fa prendere dall’agitazione, rischiamo di mandare tutto a puttane!”.

Sinceramente a Shuichi dispiaceva, però ne era davvero rimasto deluso. Da una parte Hiro aveva ragione. Però non voleva perdonarlo tanto facilmente!

Dopo un po’, Suguru tornò, e riniziarono a provare la canzone. Dalla tastiera provenivano un sacco di errori, il ragazzo non era per nulla concentrato, anzi, aveva la testa fissa alla sera prima, quando aveva colpito il suo amico. Si sentiva davvero in colpa, e tanto triste per il fatto che non gli rivolgesse più la parola.

A quel punto, presero nuovamente una pausa, e Shuichi uscì. Sentiva che avrebbero davvero fatto schifo il giorno del concerto se continuavano così.

“Shuichi!” “Oh? Tsuzuki…” “Senti, capisco che sei arrabbiato… però, non mi pare il caso che tu continui così…” “Lo so, dispiace anche a me, sai? Però… mi ha fatto molto male…” “Lo capisco, ma tanto lo so che dentro di te vuoi perdonarlo!” “Si…” “Dai… vagli a parlare…” Tsuzuki lo baciò su una guancia, abbracciandolo.

“Senti… me lo mandi fuori?” “Certo…” così, dopo poco, Fujisaki fece il suo ingresso nei bagni, aveva lo sguardo triste, così, Shuichi iniziò il discorso.

“Io… sono rimasto molto deluso dal tuo comportamento…” “Lo so… hai ragione, me ne rendo conto… ma tutti possiamo sbagliare, no?” “Si… infondo l’ho fatto anche io con Ryu-chan…” “Scusami Shuichi… non so cosa mi sia preso ieri…” “Vabbè, basta. Non preoccuparti più… ti perdono. Non ha senso che io continui a restare arrabbiato.” Suguru si buttò fra le braccia di Shuichi, che lo abbracciò.

Stettero in quella posizione finchè Fujisaki non ebbe finito di sfogarsi, e poi, tornarono in sala.

“Scusate se abbiamo compromesso le prove! Ora… va tutto bene!” “Meno male…” “Scusa Hiro per prima!” “Figurati Shuichi!”.

Provarono nuovamente la canzone, e quella volta venne veramente bene, al meglio delle loro capacità.

Stettero a parlare del concerto e poi, se ne andarono dalla casa discografica.

Il giorno dopo, avrebbero provato fino alle cinque del pomeriggio, e poi si sarebbero riposati in vista del loro concerto, che si sarebbe svolto alle nove di sera.

Erano davvero tutti quanti esaltati, sapevano che quel concerto era molto importante per la loro carriera.

I quattro ragazzi stettero tutto il resto del giorno e la sera in casa dei due vocalist a ridere e scherzare, fino a che, non si addormentarono tutti quanti.

Hisoka e Shuichi si erano addormentati per primi sul divano, e siccome non volevano svegliarli, li portarono in camera e si addormentarono nel letto accanto a loro.

Il mattino seguente, Ryuichi e Shuichi si fecero la doccia, per trovarsi belli puliti per la serata, e stettero a decidere cosa si sarebbero messi per il concerto.

“Vediamo… Ryu-chan, potrei prestarti il mio cappotto nero, che ne pensi?” “Siii! Sotto mi metto i miei pantaloni di pelle… anzi! Mettili tu Shu-chan, io mi metto i tuoi pantaloncini neri! E sotto al cappotto una maglietta corta bianca!! Mi presti anche il tuo collare?” “Ok… e io, cosa mi metto sopra?” “Mmm… non saprei…” “Mettiti il cappotto che mi hai fatto vedere ieri! Quello rosso!” “Ah, quello che mi ha regalato Ryu-chan!! Si, potrebbe essere un’idea, grazie Hisoka!” “Perfetto, ora che abbiamo deciso cosa vi metterete stasera, che facciamo?” “Io direi che inizierò a preparare il pranzo! Hisoka, vuoi darmi una mano? Dato che quei due ai fornelli devono starci lontani!!” “Uffaaa!” “Volentieri!!”.

Così, Hisoka e Ryuichi si diressero ai fornelli, mentre Shuichi e Tsuzuki stettero in sala a chiacchierare.

“Senti Shuichi… ma… come ti trovi con Hisoka?” “Eh? Benissimo, perché?” “Per sapere… sai, prima è sempre stato chiuso, ha sempre avuto paura delle altre persone… ma con te parla di sé?” “Si, abbastanza, perché, con te no?” “Non molto… ma non capisco il perché…” “Mmm… strano, non capisco… a me dice che parla molto spesso con te…” “Ah, si? Non riesco proprio a capire il suo comportamento. Sembra che da quando ti ha conosciuto non faccia altro che affidarsi a te soltanto…” “Mi dispiace, io non voglio creare nessun problema fra voi due…” “No, non preoccuparti, io non credo ci siano problemi, forse sono io che ero abituato a lui che si fidava SOLO di me. Adesso invece non è più così e mi sa di strano…” “Può darsi, ma comunque gliene parlerò, non voglio che si attacchi solo a me… non perché mi dia fastidio, ma è soprattutto con te che deve parlare…” “Grazie Shuichi… sei un tesoro! Ora capisco perché Ryuichi è così affezionato a te. Sei una persona davvero dolce!” “Non è vero… tu non sai quante volte l’ho fatto star male!” “Queste cose capitano…” “Capita di picchiare il tuo ragazzo? Capita di eccitarsi con qualcun altro e far soffrire il tuo ragazzo? Io ci soffro ancora per queste cose passate… lui non lo sa, ma spesso mi soffermo a pensare a quanto male gli ho fatto…” “Non dovresti… così ti fai le paranoie per nulla… sai che Ryuichi ti ama tantissimo e che quello che c’è stato di brutto è ormai passato… che bisogno c’è di pensarci ancora? Dai… lascia stare…” “Mmm… forse hai ragione, ma mi viene da pensarci…” “Cambiando discorso… siete davvero bravi! Non immaginavo così tanto, sai?” “Davvero ti siamo piaciuti?” “Eccome!” “E… Hisoka cosa ne pensa?” “Ne è rimasto davvero affascinato, te lo assicuro!” “Che bello! Sono contento!”.

Dall’altra stanza si sentirono chiamare, il pranzo era pronto. Avevano cucinato del buon ramen, con gli onijiri di contorno. Avevano un aspetto delizioso, ovviamente ci avevano messo le mani Hisoka e Ryuichi! Shuichi non vedeva l’ora di assaggiare ciò che aveva cucinato il ragazzino, e viceversa Tsuzuki.

“Cos’hai cucinato tu Ryuichi?” “Io ho fatto gli onijiri… il ramen è opera di Hisoka!” “Ha un buon aspetto!” “Vi assicuro che il mio Hisoka cucina davvero bene!!” così, iniziarono a mangiare, e restarono tutti estasiati dalla bontà che emanavano i cibi preparati.

Dovevano sbrigarsi però a mangiare, anche perché, avevano poco tempo per le prove, perché avevano tempo fino alle cinque.

Finito di mangiare, Shuichi e Ryuichi corsero a cambiarsi in vista del concerto e uscirono tutti quanti di casa.

Arrivarono alla NG, che Hiro e Fujisaki già c’erano. Provarono subito, e ci misero tutta la grinta possibile. Sembravano ancora più motivati di sempre, ancora più di quando avevano avuto altri concerti. Forse perché a guardarli c’erano i loro nuovi amici, o forse perché quel concerto era il più importante che avessero mai fatto.

Il tempo passò in fretta, e i Bad Luck si trovavano nella sala degli artisti ad attendere l’ora del concerto. Shuichi e Ryuichi erano esaltati al massimo, Hiro era seduto per terra con la sigaretta tra le labbra, mentre Fujisaki era un po’ teso per via della discussione che aveva avuto il giorno prima con Shuichi. Anche se avevano chiarito, da quella volta Shindou sembrava non parlasse più molto volentieri o a lungo come faceva prima, questo lo turbava abbastanza, sentiva il bisogno di ricevere delle certezze, che magari si stesse sbagliando, ma questi perché gli riempivano solo la testa di assurde paranoie senza il minimo senso.

“Suguru? Tutto bene? Ti vedo pensieroso!” “Eh? Oh… Hiro! Non preoccuparti, sto bene!” “Sicuro?” “Sicuro!” le labbra di Fujisaki si incurvarono in un debole sorriso.

Intanto mancava solo mezz’ora all’ora tanto attesa, Hisoka e Tsuzuki erano già pronti in prima fila ad aspettare.

Suguru, si avvicinò con fare incerto all’amico, aveva bisogno di togliersi quel peso, altrimenti non si sarebbe concentrato a dovere e avrebbe fatto confusione nel suonare la tastiera.

“Shuichi?” “Nh?” “Posso… parlarti?” “Certo…” nella voce di Shuichi c’era un tono un po’ freddo… ma forse era solo un’impressione del ragazzino dai capelli verdi.

“Vedi… mi sembra che tu mi stia un po’ evitando. Nonostante abbiamo chiarito, non ti comporti più con me come prima…” “Se è così scusami… ma sto molto tempo con i miei amici che non vedo da molto…” “Ah…” iniziava a detestarli, per colpa loro, aveva messo da parte i suoi amici più cari.

“Come mai quello sguardo serio, Suguru?” “No, niente… mi bastava quello…” “Senti… non fare così, lo so che dopo quello che c’è stato puoi pensare che io sia ancora arrabbiato e ti eviti apposta, ma non è così… pensala come vuoi, ma per me sei sempre il solito! Non cambierà il rapporto che c’è fra noi… anche perché era un litigio stupido…” “Grazie…” il ragazzino si mise a piangere, e Shuichi si sentiva un po’ in colpa, così lo accolse fra le sue braccia per rassicurarlo, e per dimostrargli che si era sbagliato.

“Su… adesso dobbiamo rilassarci, mancano solo dieci minuti, non vorrai sbagliare tutto?!” “No! Assolutamente!” così, andarono a sedersi ad aspettare.

I minuti passarono molto velocemente, fece il loro ingresso sul palco, le luci erano tutte spende, e nessuno li aveva notati. Ad un certo punto, le luci si accesero, e le urla si alzarono dai fan.

I loro idoli erano lì, davanti a loro, pronti a cantare e donargli le emozioni più belle che potevano trasmettere.

“Benvenuti! Questo è il nostro concerto più importante!” “Vi ringraziamo infinitamente per essere qui!” “Siete davvero numerosi! Wow!” “Ora… è il momento di cantare… pronti? Sleeples beauty!!” la gente si esaltò a dismisura, si alzò un boato.

Le note della canzone risuonarono per tutta la hall. La chitarra di Hiro, mischiata alla tastiera di Fujisaki donava un effetto assolutamente perfetto e coinvolgente.

Appena Ryuichi cominciò a cantare, poteva sentire un sacco di voci che chiamavano il suo nome. A quel punto, era il turno di Shuichi, che iniziò a cantare la sua strofa, e anche per lui ci furono un sacco di richiami. Quella era una sensazione davvero fantastica per i due ragazzi, che sorrisero.

I Bad Luck erano riusciti a coinvolgere un centinaio di persone tutte insieme, potevano vedere le mani dei presenti che si muovevano, alcune ragazze e alcuni ragazzi che piangevano di felicità nel vederli, alcuni gridavano, altri cantavano a squarciagola, altri semplicemente se ne stavano fermi a guardare estasiati il modo di cantare dei due vocalist.

Era una sensazione indescrivibilmente bella, non avevano mai provato nulla di simile, o perlomeno ogni volta erano sempre più forti le emozioni che provavano di concerto in concerto.

Alla fine della canzone, i due vocalist si bloccarono nella posizione in cui erano a ritmo con le note che si stopparono.

Gli applausi e le grida si innalzarono verso di loro, che risero felici del loro risultato.

“Grazie a tutti voi! Questo ci onora!” “Si, ha ragione Shuichi! Questo ci rende fieri di voi, e ci rende felici sapere che vi state divertendo! Grazie, grazie!” Shuichi si sporse in avanti guardandosi intorno… “Wow! Ma quanti bei ragazzi e belle ragazze che vedo questa sera! Tutte e tutti per noi?! Grazie!!” “Siete fantastici!” “La riconoscete questa?!”.

Le note della tastiera partirono… e pochi istanti dopo, partì anche la chitarra, intonando le meravigliose note di ‘Fake Star’. La gente gridò di gioia, quello era il loro ultimo singolo, e quanto pareva, era piaciuto un sacco.

La voce di Shuichi iniziò ad intonare la canzone, seguito dal suo ragazzo. Nelle loro espressioni si poteva vedere puro divertimento, ma anche tanta felicità nel sapere che tutta quella gente era lì per loro.

Tra la folla, i due ragazzi videro Hisoka e Tsuzuki, prima non erano riusciti a vederli, ma , risplendevano in mezzo a tutte quelle luci, mostrando ancor di più la loro bellezza.

Ci misero ancora più passione, ottenendo un risultato davvero ottimo.

E anche quella canzone finì… ora era il turno della bellissima ‘In the moonlight’. I fan, appena riconobbero le note di quella canzone si ammutolirono. Coprirla con le grida avrebbe sciupato l’effetto, quindi, restarono in silenzio ad ascoltare.

Ben presto, gran parte dei presenti iniziò a piangere. Le emozioni che donava quella canzone erano tante, ad ognuno un’emozione diversa, c’era chi pensava al suo amore, chi ai suoi problemi, o chi semplicemente alla felicità che aveva.

Finita anche ‘In the moonlight’ ci furono cinque minuti di pausa, ma i ragazzi tornarono immediatamente.

“Grazie ancora ragazzi! Sapete ora cosa c’è?” “Inizialmente dovevamo farla soundtrack Sleeples Beuty, ma poi… abbiamo cambiato idea… purtroppo dopo questa canzone dovremo salutarci…” “Insomma… volete sapere che canzone faremo?!”.

Dalla gente si innalzò un coro che ripeteva costantemente ‘The rage Beat’. Si, l’avevano capito. La loro canzone di esordio era sempre la migliore, e i fan non aspettavano altro che quella.
Ci misero tutti loro stessi per dare il meglio, e così fu. Quella era certamente un’esperienza fantastica, che avrebbero sempre portato nei loro cuori, sia fan che Bad Luck.

Finì la canzone, e i fan restarono incollati ai propri posti ad aspettare l’ultimo discorso dei loro idoli.

“Beh… è arrivato il momento di salutarci… anche se a malincuore…” “Ci vediamo al prossimo concerto, che sarà molto presto!” “Sarete fantastici come stasera, anzi, meglio! Grazie! Un bacio da Shuichi!” “Da Ryuichi!” “Da Suguru!” “E per finire dal vostro chitarrista preferito… Hiro!”.

Le grida si innalzarono per l’ennesima volta, come segno di saluto. Era stata davvero una serata fantastica.

Andaron nei camerini a riprendere fiato e forze, e Hisoka e Tsuzuki li raggiunsero entusiasti.

“Siete stati fantastici!” “Grazie!” “Suguru? Lo sai che sei meraviglioso quando suoni? Ti viene un’espressione bellissima! E poi sei bravissimo, complimenti!” era stato Hisoka a parlare… il ragazzo c’era restato di sale… lui che lo detestava. Gli sorrise ringraziandolo, finalmente aveva capito che si era sbagliato, ora capiva perché i ragazzi erano affezionati a loro.

Appena si furono ripresi, uscirono dalla hall e si fermarono al parco.

“Ragazzi… stasera sarà indimenticabile!” “Però è stato davvero stancante, propongo di andare a dormire!” così, si salutarono, e nel mentre andarono via, Shuichi e Ryuichi si voltarono a guardarsi. Si resero conto soltanto quando erano lontani che non si erano salutati baciandosi, che non si erano abbracciati… proprio come semplici amici, e loro non erano semplici amici, ma fidanzati, anche se non sembrava per nulla. Quel fatto diede da pensare ad entrambi, ma poi, cancellarono quel pensiero e resero conto di essere arrivati ognuno alla propria destinazione.

Nel momento in Shuichi e Hisoka si trovarono sdraiati nel letto, si sorrisero, e Hisoka gli espresse i suoi complimenti, ne era rimasto davvero colpito dalla grinta e dalla bravura che aveva espresso.

“Ti giuro, mi sono emozionato!” “Mi fa piacere, sai?”.

Poco dopo, Hisoka lo baciò, portandosi sopra di lui, in ben pochi minuti, Shuichi lo aveva già spogliato del tutto, e mentre lo faceva aveva sentito una sensazione strana dentro di sé.

Erano stati molto a baciarsi e strusciarsi… quando però Shuichi stava per entrare in lui, si bloccò di colpo. Hisoka se ne accorse, e quando si voltò, vide l’espressione triste di Shindou.

“Shuichi? Che hai?” “Hisoka… io… non lo so…” sembrava davvero a terra, e il ragazzino si preoccupò tantissimo, così lo abbracciò, cercando di farlo sentire sicuro.

“Che hai…?” “Io… non me la sento più…” “Cosa?” “Di fare l’amore con te… io… scusami ma… io voglio fare l’amore col mio Ryuichi… ormai, sembra che stiamo insieme solo per modo di dire. Non ci baciamo più spesso… non lo considero quasi più come prima. Mi comporto come se il mio ragazzo fossi tu, e Ryuichi come se stesse con Tsuzuki… ora che ci penso è sbagliato…” “Oh… Shuichi…” Hisoka si rese conto di quello che voleva dire il ragazzo, lo capì, ma ci restò comunque sorpreso, detto così all’improvviso poi…!

“Perdonami… lo so che sono uno stronzo, che potevo dirlo prima…” “Shuichi! Non devi giustificarti… hai completamente ragione! In fondo ciò che facciamo noi, è solo… sesso! Ma anche da parte mia! Non sono innamorato di te… mi hai lasciato spiazzato perché l’hai detto così all’improvviso che non me l’aspettavo, però… non devi scusarti!” “Invece si…” “Smettila! Ora… l’importante è che restiamo amici!” “Ma sei pazzo? Quello è chiaro!” “Allora basta! Finiamola qui… è stata una bellissima avventura! Non potevamo certo portarla per le lunghe, non credi?!” “Sono contento tu abbia capito il mio punto di vista…” “Però… un ultimo bacio me lo concedi?” “Certamente…”.

Quel bacio fu il più lungo e più carico di passione che si fossero mai dati… dopodichè, scivolarono lentamente nel sonno, stretti l’uno all’altro, ma stavolta come grandi amici.

Nel frattempo, anche Ryuichi e Tsuzuki avevano intrapreso quel discorso, tutti e due avevano provato la stessa cosa, non c’era bisogno di scusarsi, perché entrambi sapevano che se l’avevano fatto ed erano felici, allora andava tutto bene.

“Sono comunque contento di quello che c’è stato!” “Anche io, non sai quanto mi hai dato, Ryuichi!” l’importante è che tutto era finito bene, e che non c’erano rancori.

Errore nella chiamata API. Contattare l'amministratore.