Miracle n.1

Miracle n.12

“Senta, parlerò chiaramente, l’intervento è riuscito alla perfezione… purtroppo… non si sveglierà, è entrato in uno stato di coma, e non sappiamo se potrà svegliarsi o meno. Noi abbiamo fatto il possibile, ne sono capitati tanti di casi come questo, ma nessuno può dire quando e se aprirà gli occhi. Quello che più rattrista, è il fatto che sia così giovane…” “Capisco, la ringrazio… ma… possiamo vederlo?” “Ora verrà trasportato in un’altra stanza, da allora, potete vederlo quando volete.” “Grazie dottore… potrei sapere i dettagli dell’intervento?” “Certamente… abbiamo dovuto intervenire sui suoi organi che erano danneggiati, purtroppo, prima di ciò, abbiamo dovuto agire con l’elettro shock. Il suo cuore aveva smesso di battere, ma per quello è andato tutto bene.” “La ringrazio…” “Si figuri…”.

K tornò in sala di attesa con uno sguardo deluso. Shuichi gli corse incontro, voleva sapere ogni cosa, voleva delle certezze, voleva sentirsi dire che era andato tutto per il meglio, voleva riabbracciarlo.

“Allora?!” la voce di Mika si fece sentire, era molto tesa, ma speranzosa… “L’intervento è riuscito…” le facce di alcuni, si stavano rallegrando, soprattutto quella di Shuichi… “Ma… purtroppo… è finito in coma… non sanno né se né quando si sveglierà…” a quell parole Shuichi corse via tra le lacrime.

“Complimenti per il tatto K!” “Mikarin! Ha fatto bene… non era il caso di mentire… ha fatto la cosa giusta…” “Ma… Eiri…!” tutti restarono in silenzio ad attendere che lo portassero via, e Tohma, andò in direzione del ragazzino per riprenderlo e evitare che commettesse qualche sciocchezza.

Dopo poco lo trovò, e lo raggiunse mettendogli una mano sulla spalla.

“Shuichi…” “Non… non si sveglierà!” “Non essere pessimista! Guarda che… per casi come questo, non è facile andare in coma irreversibile, vedrai che si sveglierà…” “Lo dici per farmi un favore?” “No, lo dico perché il vostro amore è troppo forte per separarvi! Ora andiamo. Non vuoi vederlo?” il ragazzo annuì, così si avviarono nella nuova stanza di Ryuichi, che ancora non aveva ricevuto alcuna visita, volevano fosse Shuichi il primo ad entrare.

Il ragazzino fece il suo ingresso da solo, era ciò che voleva. Vide Ryuichi, senza vita disteso sul letto. Aveva il viso pallido, gli occhi chiusi, e le labbra coperte dalla mascherina per l’ossigeno.

Shuichi si avvicinò a lui e gli strinse una mano, le lacrime cadevano sul suo corpo. Non credeva l’avesse mai visto in quello stato, la sua allegria era diventata solo un silenzio.

“Ryu-chan… ti prego… apri gli occhi…” si sedette su una sedia e gli accarezzò i capelli… “Per favore… io senza di te… cosa sono?”.

Si bloccò e iniziò a piangere per l’ennesima volta, così, si alzò e uscì, non ce la faceva più a vederlo lì immobile, non voleva vederlo, lo straziava quell’immagine.

Se ne andò dall’ospedale, nessuno aveva avuto il coraggio di chiamarlo o di seguirlo, era logico che aveva bisogno di stare da solo. Il ragazzo si diresse al parco, dove si distese sotto l’ombra di un albero e iniziò a riflettere, a cercare di realizzare ciò che era accaduto.

Ryuichi era stato investito da una macchina, mentre cercava di attraversare la strada… quello non sarebbe successo se Shuichi non avesse voluto andare a quel negozio. Quindi, i pensieri lo portarono a una conclusione… la colpa era di sua. Se non fosse voluto andare a vedere il regalo per lui, lui non avrebbe attraversato la strada in quel momento! Si sentiva davvero in colpa, e quel che era peggio, non solo era stato investito, ma purtroppo era finito in coma, e non si sapeva se si sarebbe svegliato oppure no.

Nel frattempo, all’ospedale, ormai tutti avevano fatto visita al ragazzo, restando sconvolti da quel corpo senza vita, solitamente iperattivo.

“Questo va sicuramente detto ai giornali per evitare si inventino le loro stronzate!” “Si, hai proprio ragione K… chissà cosa potrebbero mai scirvere… lo farò io personalmente!” “Bene… grazie presidente!” “Io penso che andrò a cercare Shuichi… non mi piace che se ne stia da solo chissà dove in un momento come questo…” “Oh, Yuki… se vuoi posso andare io a cercarlo, non disturbarti!” “No, Hiro… nessun disturbo, credimi. Ci vediamo più tardi…” “A presto…”.

Così, Yuki si allontanò alla ricerca del ragazzo, e lo trovò dopo un’oretta all’incirca, disteso sotto l’albero del parco, con una sigaretta fra le dita. Ma che diavolo aveva intenzione di dimostrare? Ma per il momento l’unica cosa che fece fu quella di andargli incontro e fermarsi di fronte a lui.

“Shuichi…” “Yuki… mi sento in colpa… tantissimo…” “Perché? Guarda che non è assolutamente colpa tua, è stato un incidente, e la colpa è del cretino che guidava come un pazzo!” “Lo so… però… se solo io non avessi scelto quel momento per andare a fargli il regalo, lui non si sarebbe allontanato…” “Come, come? Puoi spiegarti meglio?” “Voglio dire… fra poco è il nostro sesto mese, o almeno lo sarebbe dovuto essere… e… io volevo andare a vedere il regalo per lui, così gli ho chiesto se poteva aspettarmi lì, e lui ha detto che mentre io sarei andato là, lui sarebbe andato al negozio di dischi dall’altra parte della strada… e… purtroppo è successo…” “E tu ti stai incolpando?” “Si…” “Ma sei pazzo? Non è per nulla colpa tua! È stata un’orribile disgrazia, e tu non c’entri assolutamente nulla! Devi fartene una ragione…” “Ma così non potrà più vivere…” “Non dirmi che ti sei arreso?! Cioè, tu sei sicuro che non ci sia più nulla da fare?” “È inutile che io speri sull’impossibile!” Yuki per istinto gli tirò uno schiaffo, talmente forte da fargli sanguinare il naso, Shuichi restò immobile a fissarlo senza capire.

“Ti rendi conto che se ragione così, non sarai per niente vicino al cuore di Ryuichi? Dici di amarlo così tanto, ma a me non sembra per niente, anzi, per te è già finita! Lui sta lottando per riaprire gli occhi e tu che fai? Lo abbandoni? Sei proprio scemo, non ti facevo così, sai?” Shuichi restò con lo sguardo nel vuoto, con le lacrime che scendevano, così, Yuki gli accarezzò la fronte, era stato duro, ma era sicurissimo che avesse capito.

“Hai ragione… io… sono stato uno stronzo con lui…” “Non è questo, è che l’hai abbandonato a se stesso per poco… ma puoi rimediare!” “Esatto, lo farò!” “Non è impossibile che si svegli, soprattutto se le persone che gli vogliono bene gli stanno vicino!” “Si, hai ragione!” dopo che Shuichi si era ripreso, Yuki lo invitò a mangiare qualcosina.

I due ragazzi si allontanarono verso una gelateria per mangiarsi un gustoso gelato multi gusto e far sì che Shuichi si riprendesse ulteriormente.

“Senti Shuichi… che ne dici di venire da me fino a che Ryuichi non si riprende? Non mi va che tu stia da solo, potresti commettere qualche sciocchezza!” “Ma sei pazzo? Comunque, va bene…” “Se vuoi dopo ti accompagno a prendere le tue cose e portarle da me…” “Certamente, grazie Yuki, sei troppo buono!”.

Passò il tempo, e insieme erano già andati a casa di Shindou a prendere le cose per poi portarle a casa di Eiri. Dopodichè, Seguchi chiamò Shuichi al cellulare per sapere come stava, e dargli la notizia che ci sarebbe stata un’intervista e se aveva voglia di farla.

Shuichi accettò, non aveva assolutamente voglia di darla vinta a quegli schifosi della tv, e fargli sparare le loro cavolate, avrebbe detto tutta la verità, a testa alta, per il bene del suo Ryuichi.

Il problema era se, e quando si sarebbe svegliato, ma cancellò quei pensieri, doveva stargli accanto e pensare positivo, ma non troppo.

A Shindou venne una bella idea, così, avvertì Yuki che stava uscendo e che sarebbe tornato nel tardo pomeriggio.

“Dove vai?” davanti a sé, gli si presentò Eiri con una birra fra le mani, come sempre… “Vado in ospedale… Ryu-chan ha bisogno di me…” “A dopo allora, ah, torna prima di cena!” “Certo!” “Ah! Hai qualche preferenza in cibo?” “Quello che vuoi!” il ragazzino corse via, verso l’ospedale, ma prima di tutto si fermò da un fioraio a comprargli dei fiori.

Entro in negozio e parlò con la ragazza che gestiva il negozio.

“Salve ragazzino, dimmi pure…” “Avrei bisogno di un cosiglio… che fiori sono indicati per un luogo di ospedale?” “Ah, fiori di pronta guarigione? Nessuno in particolare, fai pure tu, quello che preferisci…” “Ok, allora… mi da… una rosa fucsia!” “Oh, perfetto!” “Si aspetti che torni tutti i giorni, almeno fino a che non si sarà risvegliato dal coma…” “Oh, mi spiace ragazzo…” “Ma io non mi arrendo! Grazie, arrivederci!” la ragazza sorrise nel vederlo così tenace e speranzoso.

Arrivato nella stanza del suo ragazzo, andò in bagno a riempire il vaso, e ci immerse il gambo della rosa. Prese una sedia e si sedette accanto al suo ragazzo, che era ancora lì, nella stessa posizione, ma quella volta, gli sorrise… non doveva rattristarsi, altrimenti non gli sarebbe stato di nessun aiuto.

“Ryu-chan! Cosa mi combini? Mi lasci solo? Guarda che… se non fosse stato per Yuki sarei morto o di fame, o per incendio! Eheheh! Purtroppo lo sai benissimo che non so cucinare! Comunque, c’è Yuki con me! Tranquillo, niente corna, non potrei mai! Eheheh!” gli portò una mano al viso, e gli tolse i capelli dagli occhi.

“Sai che fai impressione così zitto? Ma tanto fra un po’ ti svegli vero? Non puoi lasciarmi morire! Non puoi lasciar morire i Bad Luck! Te lo ricordo, a giorni esce il CD, e tu che fai? Dormi! Dai… non hai voglia di vedere quanto riusciamo a vendere? E poi… a giorni faremo sei mesi insieme! Vabbè… vorrà dire che li festeggerò da solo… ahahah! Verrò qui… con lo spumante… o la vodka? Ehehe… e farò un brindisi a noi due! Amore mio… mi manchi… cosa aspetti ad aprire gli occhi? Poi, sono sprecati a star chiuse, sono così belli!” Shuichi stette molto a parlare al ragazzo senza sensi.

Dopo poco, entrò nella stanza l’infermiera, che chiese a Shindou se aveva bisogno di qualcosa.

“Non si preoccupi, grazie!” “Mi dispiace… è tuo fratello?” “Perché tutti pensate che sia mio fratello?” “Vi assomigliate…” “Ahahaha…no, non lo è… è il mio rag… ehm… migliore amico…” aveva sentito qualcosa che lo aveva bloccato nel dirlo, aveva paura che quella ragazza lo avrebbe deriso, o chissà cosa. Non aveva mai nascosto i suoi sentimenti per Ryuichi, ma quella volta era stato diverso, e non capiva il perché.

Verso le sette di sera tornò a casa da Yuki, e mangiarono un buon ramen.

“Shuichi… come stai?” “Bene… cioè, non del tutto… però grazie a te, l’ho presa meglio! So che devo stargli vicino e di sorridere!” “Bravo…” “Sai… oggi è successa una cosa strana… se prima avevo sempre detto senza problemi che Ryuichi era il mio ragazzo, oggi quando l’infermiera mi ha chiesto se Ryuichi fosse mio fratello, le stavo per dire che era il mio ragazzo ma… mi sono bloccato, così le ho detto che era soltanto il mio migliore amico. Secondo te perché ho reagito così?” “Non saprei, forse non ti va più che la gente si faccia gli affari tuoi… non è mica grave…” “Mmm…” “Domani hai quell’intervista, vero? Non farti prendere in giro mi raccomando!” “Scherzi? Se solo si provano a dire qualcosa su Ryuichi non risponderò di me!” “Ehy, ehy! Mantieni sempre la calma!” “Cercherò…” “Bene… almeno quello…”.

Passarono la serata a chiacchierare, e dopo un po’, Shuichi si addormentò fra le braccia di Yuki, che lo mise nel letto e andò a dormire sul divano. Quel giorno era stato molto stancante per lui, quindi era caduto nel sonno.

Il mattino seguente, si alzò e si andò a fare una doccia calda. Fece tutto con calma e poi uscì. Quel giorno, per quell’intervista, si vestì per bene… cosa mai accaduta. Si mise un paio di pantaloni neri, una camicia bordeaux e una giacca nera aperta e il ciondolo con la piuma arancione che Ryuichi gli aveva regalato. Mentre stava per uscire, notò che Yuki aveva dormito sul divano per lasciargli il posto sul letto, si sentì in colpa, così, lo svegliò per dirgli che il letto era libero.

“Shuichi…?” “Il letto è libero, io vado al lavoro…” “Grazie…” “Poi parliamo… ci vediamo a pranzo…” Shuichi se ne andò per raggiungere la stazione tv di Canal 7, dove aveva fissato con gli altri.

“Buongiorno!” “Salve Shuichi!” lo salutarono e si avviarono all’entrata.

“Come mai ti sei vestito per bene?” “Boh… penso di averlo fatto perché oggi parliamo di una cosa importantissima per me… sinceramente mi sento strano vestito così! Però… sono sempre io! Eheheh!” “Shuichi, sembra tu ti sia ripreso!” “Grazie a Yuki! Mi ha parlato e ho capito molte cose!”.

Appena furono nell’edificio, un uomo li invitò ad entrare nella stanza dove l’intervista si sarebbe svolta.

Dopo pochi minuti, andarono in onda.

“Benvenuti all’edizione mattutina di ‘Morning seven’ su Canale 7! Qui è Sekai Yukio! Siamo qui per annunciarvi di un fatto sconvolgente accaduto ieri pomeriggio… ve lo faremo annunciare proprio dal suo ragazzo, a te la parola Shindou!” “Ieri pomeriggio, un deficiente che andava sparato per le strade, ha investo Ryuichi, e per moltissimo tempo non potrà più esibirsi… in questo momento si trova in stato di coma… e i dottori dicono che non sappiamo se si potrà svegliare o meno… però… io vi chiedo una cosa anche a voi fan! Stategli vicino col pensiero! Non lasciatevi andare e continuate a sperare con me! Lui potrà farcela insieme al nostro aiuto!” “Che belle parole Shuichi, si vede che sei molto innamorato!” “Eheheh… ovvio!” “Bene, come l’avete presa? A parte male, ma cosa sentite dentro di voi?” “Io per la verità, mi sento molto triste, non riesco a capire come Shuichi faccia ad essere così spensierato e sicuro di sé!” “Fujisaki Suguru, non preoccuparti, nessuno reagisce allo stesso modo, e tu Hiro, come l’hai presa?” “Sinceramente, sento di star male, ma che come Shuichi ha detto, dobbiamo stargli vicino e non deprimerci!” “Molto bene… ora, prenderemo alcune telefonate dai fan, che lasceranno il loro commento, la loro parola di buona guarigione per Ryuichi!”.

Una ragazzina fece il suo commento… “Mi chiamo Kari Shido… a questa notizia ne sono rimasta sconvolta, ho pianto tanto… ma prenderò esempio dalle tue parole Shu-chan! Io farò il possibile per stare vicino a Ryu-chan! Stai tranquillo che non perderò mai la speranza!!” “Grazie piccola! Per me e soprattutto per Ryuichi è indispensabile sapere questo!” “Grazie a te! Ciao!”.

“Salve! Volevo dire a tutti che questo per me è un duro colpo… non so se riuscirò a pensare positivo, dato che anche a me è successa la stessa cosa con mio padre… lui non si è più svegliato, ma non ti dico questo con cattiveria Shindou, non fraintendere, anzi, mi spiace un sacco dirti certe cose… però spero comunque che con un miracolo si svegli! Ah, mi chiamo Arashi Koibitsu!” “No… non fraintenderò… però io continuo comunque a sperare! Lo so che è difficile che si svegliò, però io mi sento che presto o tardi aprirà i suoi splendidi occhi!”. Queste erano le due chiamate per la diretta, e ora ci sarebbero stati i commenti registrati al telefono… “Nooo! Ryuichi, amore mio… perché?! Io maledico quel bastardo che guidava la macchina! Misato Koizumi” “Ryu-chan, siamo con te… il gruppo della 3-3 del liceo artistico di Hokkaido!” “Io odio chi guida spericolatamente! Guarisci presto Ryuichi… P-chan…” “Come avete potuto fare questo al MIO Ryuichi?! Perché?! Io ti amo… ti amo tantissimo… grazie a te sto superando momenti orribili, ma ora che tu sei in coma… mi sento vuoto… sono con te… Hiroyuki Mashima”.

Shuichi restò in silenzio, tutti quei commenti lo facevano cadere in profondità dei suoi pensieri, ma capì anche quanto erano meravigliosi i fan dei Bad Luck… chissà se fosse stato investito lui cosa avrebbe fatto la gente? Avrebbe reagito allo stesso modo? Avrebbero pianto? Si sarebbero suicidati? Non sapeva cosa pensare, ma poi tornò alla realtà quando si sentì chiamare dal conduttore.

“Benissimo… questi fan sono disperati al pensiero che uno dei loro idoli sia in pericolo… ma hanno ascoltato il tuo consiglio! Beh… è arrivato il momento di salutarci dato che il tempo è finito! Grazie ai Bad Luck! E… SIAMO TUTTI VICINI A RYUICHI! Vi lasciamo col loro video!” “Grazie… grazie a tutti! Ciaoooo!”.

Shuichi, Fujisaki e Hiro se ne andarono a piedi, avevano bisogno di riprendersi dopo quel programma. Fortuna che erano stati gentilissimi e che non avevano sparato nessuna delle loro cavolate!

“Shuichi… oggi vai da Ryuichi?” “Certo… venite anche voi?” “Va bene… ci vediamo verso le tre?!” “Perfetto, io sarò già lì!” “A dopo!”.

Arrivò a casa alle una, era ormai ora di pranzo, così, mangiò insieme a Yuki. Quanto era stato gentile con lui? Tanto, e si meritava di essere aiutato in casa.

“Yuki? Lavo io i piatti, li rimetto anche via! Questo sarà il mio contribuire! Se vuoi faccio anche il bucato e pulisco!” “Sei matto? Non preoccuparti!” “Eheheh… vieni oggi in ospedale?” “Si, ma sul tardi… ho da lavorare prima… vedrai arrivo verso le sette di sera!” “Va bene… io vado appena ho lavato i piatti!”.

Così, il ragazzino si mise a lavare i piatti, asciugarli e metterli via. Finì il suo lavoro alle due e mezza, così si diresse in ospedale.

Quando fu lì, mise la seconda rosa nel vaso, quella era di colore rosso, e si sedette sulla sedia a guardarlo. Non aveva fatto alcun progresso, e la cosa lo rattristava.

Dopo poco, sentì la porta aprirsi, ed immaginando fosse l’infermiera, non si voltò.
“Shuichi!” “Oh? Ayaka-chan?” “Ciao! Vedo che sei sempre qui! Quella rosa ieri ce l’hai lasciata tu, vero?” “Certo…” “Allora… è come pensavo!” “Eh?!” “Sei il suo ragazzo… vero?” “Si… ma come lo sai?” “È una cosa ovvia… cioè, l’ho capito!” la ragazzo abbracciò il suo nuovo amico.

“Se gli starai vicino, prima o poi aprirà gli occhi!” “Speriamo…” “Non essere pessimista…” “No, hai ragione!” “Senti, stasera ti va di cenare con me? Ci siamo conosciuti ieri, e conoscermi meglio non sarà una brutta cosa!” “Per me va benissimo!”.

Così, la giornata passò, e Shuichi e Ayaka andarono a cena allo Zenny’s, dove Mika li servì per primi.

“Ma tu non mi hai detto come fai a conoscere Yuki…” “Ah, io… sono stata la sua ragazza per molto tempo… poi però mi ha lasciata…” “Oh… mi spiace… non lo sapevo…” “Non preoccuparti, come hai sto siamo rimasti in buoni rapporti! Sai, quando è successo quell’incidente, io venuta da Kyoto per salutarlo!” “Capisco… ma tu fai qualcosa? Voglio dire… lavori?” “Si… lavoro in un pub di Kyoto, e nel tempo libero disegno manga! Purtroppo, non ho ancora pubblicato niente, perché, ho paura che non piacciano!” “Secondo me dovresti provare! Anche io all’inizio non credevo che la nostra musica piacesse, ma poi, è sbucato Sakano-san e… abbiamo sfondato! Ahahhah!” “Che bello… siete bravissimi, poi!” “Grazie…” “Sai, quando siete venuti a Kyoto, non sono potuta venirvi a vedere, però… la prossima volta, stai sicuro che vengo…” “Già, hai detto Kyoto?! Conosci per caso due ragazzi di nome Tsuzuki e Hisoka? Uno dei due è figlio della padrona di un hotel termale!” “Ah, certo! Conosco sua madre, so che lui non è mai stato socievole… anche se so il perché…” “Capisco… ora invece è cambiato, grazie a me e Ryuichi! Non gli ho detto nulla di lui, non volevo farli preoccupare…” “Beh, è una scelta tua se dirglielo o meno…” “Infatti… poi Hisoka si preoccupa tantissimo… e poi… non vorrei che lui ce l’avesse con me…” “Perché?” “Beh… quando siamo andati in vacanza a Kyoto li abbiamo conosciuti e… io ho avuto una storia con lui, e Ryuichi ha avuto una storia con Tsuzuki, nonostante stessimo insieme… ma entrambi lo sapevamo, poi… alla fine… abbiamo deciso di smetterla. Io… mi sentivo in colpa, quindi… ne ho parlato con Hisoka… ma non so se alla fine lui ce l’abbia con me…” “Guarda che l’hai fatto per scelta tua! E poi, non potevi continuare, l’avresti preso in giro… ma secondo me, ti ha capito. Basterebbe che tu ci parlassi…” “Lo farò, ma quando tutto sarà finito…” “Ovvio, ora devi pensare solo a Ryuichi!”.

Al momento che Mika portò il secondo piatto, Shuichi le chiese della vodka alla menta.

“Shuichi… non vorrai mica ubriacarti?” “No, Mika! Tranquilla!” “Mi porteresti della Sambuca a me?” “Certamente Ayaka!”.

Così, bevvero i bicchieri, e dopo aver finito di cenare, andarono direttamente al bancone per prendere ancora da bere. Al bancone c’erano gli sgabelli, che occuparono.

“Ayaka… grazie per quello che fai! Anche Ryu-chan ti ringrazierebbe!” “Scherzi? Lo faccio volentieri! E poi, ti voglio già bene, perché ho capito che sei un ragazzo bravissimo!” “Eheheh…” Shuichi prese altri sei bicchieri di vodka nell’arco della serata, così si ubriacò. Ayaka lo convinse ad uscire fuori, non voleva bevesse ancora.

“Shuichi! Sei completamente ubriaco…” “Scusa…” “Tranquillo, il fatto è che non ti fa bene!” “Lo so…” stettero un’ora a parlare, ma il ragazzo non aveva ancora smaltito la sbronza.

“Cosa devo fare con te?” “Lo so, sono un peso…” “Ma quale peso? Non so cosa fare, non so cosa ti va di fare… dimmi cosa posso fare per te…” “Vorrei… del thè!” “Vado a prendertelo!” “NO! Vengo anche io! L’ultima volta che è andata così, mi hanno molestato…” la ragazza spalancò gli occhi… possibile che avesse subito la stessa cosa di Yuki? Lo aiutò a sorreggersi e andarono a prendere un thè caldo.

Shuichi aveva iniziato a piangere, voleva il suo Ryuichi, voleva che gli stesse al proprio fianco. Non ce la faceva già più nonostante fossero passati solo due giorni.

Ayaka, cercò di consolarlo, ma lui non accennava a smettere di piangere, così, prese il telefono e chiamò Eiri.

“Ayaka? C’è qualche problema?” lui sapeva che i due avevano cenato insieme… “Si… Shuichi sta male… cioè, è ubriaco e non smette di piangere…” “Arrivo, dimmi dove sei…” “Sono al baracchino dei gelati, vicino allo Zenny’s…” il ragazzo riagganciò, e dopo poco fu lì.

“Mi dispiace Ayaka…” “Ma figurati, dispiace a me di averti fatto venire qui… potevo benissimo riaccompagnarlo io…” “No, dai… tranquilla… hai fatto benissimo. Ora, ti accompagno a casa…” “No, ci vado a piedi, porta Shuichi a letto…” “No, a quest’ora da sola non se parla nemmeno…” “Grazie…”.

Accompagnò la ragazza al suo albergo e tornò a casa, dove mise Shuichi a letto. Decise di dormire insieme a lui, così se avesse avuto bisogno di qualcosa, era accanto a lui e avrebbe potuto sentirlo.

Passarono due settimane da quel giorno, e Ryuichi, ancora non aveva aperto gli occhi. Shuichi, via via che passavano i giorni, diventava sempre più pessimista, ed era convinto che ormai c’era poco da fare. Ormai, nel vaso sul comodino accanto al lettino di Ryuichi, c’erano sedici rose, di ogni colore: gialle, rosse, rosa chiaro, fucsia, bianche e blu… era davvero bellissime, nessuna di esse era appassita, ed era molto strano, pareva che quelle rose andassero insieme alla vita di Sakuma, e forse, sarebbero appassite se fosse morto.

Shuichi passava ormai intere giornate insieme a lui, fino a che l’infermiera gli diceva che era ora di lasciare l’ospedale per la tarda ora.

Ormai lo conoscevano tutti in quell’ospedale, anche i pazienti delle altre stanze parlavano di lui… “Ma quello è il ragazzino che viene a trovare il giovane in coma?” “Quel ragazzino ha un cuore d’oro… passa le sue giornata al fianco di quel povero ragazzo…” insomma, chiunque sapesse di lui, provava tenerezza.

“Ryu-chan… non resisto più… voglio sentire la tua voce… mi manca tanto…” Shuichi si abbassò per baciarlo sulla fronte… “Lo sai…? Ormai alla NG, nessuno ha più voglia di fare niente… Sakano-san non fa altro che sbraitare, come al solito! Non dice altro che: ‘Mi mancano i vostri ritardi! I vostri litigi…’! K non è più allegro come prima… anzi, se la gente chiede di intervistarci, lui annulla tutto! Tohma se ne sta sempre rinchiuso nel suo ufficio, senza mai uscirne, e quando i produttori vanno a chiedergli se possono mettere in vendita il CD, lui risponde di fare come gli pare! Mika viene tutti i giorni a trovarti, spesso salta il lavoro! Yuki non fa altro che starmi vicino… Dio solo sa quanto io lo faccia penare! Tatsuha è qui ogni giorno, ed è sempre più disperato, sai quanto ti adorasse! Ayaka, che tu ancora non conosci, è sempre giù di corda! Fujisaki piange ogni giorno, e Hiro non è più determinato come prima, ha perso la voglia di fare tutto! Vedi? Tutti ti stiamo aspettando… ci manchi da morire… ti prego, APRI GLI OCCHIIIII!!!” Shuichi iniziò a piangere, mentre stringeva forte la mano fredda del ragazzo senza vita.

“Sakuma! Apri gli occhi!” Shuichi si voltò incredulo verso la voce, era proprio la voce di Tachi Aizawa… ma cosa ci faceva lì?
“Ciao Shuichi… forse ti chiedi cosa ci faccia io qui… ti sembrerà impossibile, ma manca anche a me! Lascia che gli dica due parole!” Shuichi annuì in silenzio, mentre Aizawa lo abbracciava da dietro.

“Sakuma… ti rendi conto di quanto tutti ti vogliano bene? Cerca almeno di sforzarti! E poi… ti giuro, è tutto così noioso! Gli ASK hanno la strada libera, vi stiamo superando, ma così non c’è gusto! I Bad Luck hanno bisogno di te! E anche io, così potrò sfidarvi nuovamente! Capisci? E… lascia che ti dica una cosa! Se non ti sbrighi a svegliarti, Shuichi me lo prendo io! Ho lasciato fare molto tempo fa, ma ora che non ci sei… potrei approfittarne, non credi?! Dimostrami che ti interessa!” Shuichi lo respinse, ora capiva perché era venuto fin lì.

“Che diavolo credi di fare Tachi?!” il ragazzo gli tappò la bocca, invitandolo a seguirlo fuori, dove gli spiegò la situazione.

Tachi lo stava spronando ad aprire gli occhi, non aveva alcuna intenzione di fare nulla, così, Shuichi sorrise per la bontà di Aizawa. Alla fine, anche lui teneva al suo ragazzo.

Shuichi ricominciò a piangere di disperazione… non ce la faceva proprio più ad aspettare.

“Shuichi… non puoi deprimerti così… lo so che stai male, però… così non lo aiuti per niente…” “Lo so Tachi… me lo ha detto anche Yuki… però… io non ce la faccio più… all’inizio non piangevo mai perché sapevo che dovevo stargli accanto… ma è passato molto tempo e lui ancora non accenna a svegliarsi, cosa dovrei fare?” “È brutto da dire, e anche snervante, ma devi solo aspettare…”.

Tornarono nella stanza del ragazzo, e Shuichi notò che dagli occhi di Ryuichi scendevano delle lacrime.

“Tachi! Guarda! Sta… sta pianendo!” “Chiama i dottori!” Shuichi premette il pulsante di chiamata, e subito un’infermiera fece il suo ingresso.
“Che succede?” “Infermiera! Ryuichi sta… piangendo… cosa significa?” “Oh, mi spiace buttarti giù… ma è normale…” “Non è che si sta svegliando?” “No… succede spesso… non voglio darti false speranze…” “Capisco… scusami se ti ho chiamata…” “Fa niente… hai fatto benissimo…”.

La ragazza se ne andò, lasciando i due ragazzi da soli.

Quel giorno, Shuichi stette tutto il tempo con Aizawa, che cercò di tirarlo su di morale, dimostrandosi agli occhi di Shuichi un amico. Andarono al cinema, cenarono insieme e stettero allo Zenny’s, dove Shuichi prese solo due vodka con la menta. Aizawa gli impedì di bere oltre. Sapeva bene che si sarebbe ubriacato.

Il giorno seguente, alla NG, Shuichi si mise a scrivere una canzone aiutato dai suoi amici. La scrissero dedicandola a Ryuichi.

La finirono in tutta la giornata lavorativa, l’avevano chiamata ‘Super drive’, e parlava del rapporto tra Shuichi e Sakuma.

Itsuno manika bokura nanige naku de atta yasashi sayose atte kakurenbo wa tsuzu no sou sa No, wanna sell your soul shareta kiiroi tachi de No, forget smile again itsumo odotte itai dake hashiri nukeru ashita aruite wataru bokura nishi kaze ni no seta boku no koe todokuno ? No, wanna sell your soul otogi hana no sekai de No, forget smile again zutto nemutte itai dake nee oi kakete oi kakete shiroi kaze nee koini natte aini natte hane hirogetai nee ii koto mo warui koto mo subete tashite ni de watte umaku ikite toki o koetai se-no dete o tsunai de mizu tamari koe tara nijiga nozoku sora akai ito tsunaguno sou sa No, wanna sell your soul ameni soppo mukaretemo No, forget smile again bokura waratte itai dake nee oi kakete oi kakete shiroi kaze nee koini natte aini natte hane hirogetai nee ii koto mo warui koto mo subete tashite ni de watte umaku ikite toki o koetai.

Senza rendercene conto, ci siamo trovati per puro caso… avvicinandoci l’uno all’altro teneramente, continuiamo a giocare a nasconderci e ritrovarci. No, voler vendere la tua anima, che è un giallo di classe. No, dimenticare ancora il tuo sorriso, voglio solo ballare per sempre. L’inizio sarà domani; non appena l’avremo superato. I venti dell’ovest inizieranno ad innalzarci; avete sentito la mia voce? No, voler vendere la tua anima, in questo mondo di fiabe. No, dimenticare ancora il tuo sorriso, dormirò soltanto tra dolorosi tormenti. Hey, rincorrendoci, rincorrendoci, in questa brezza bianca. Hey, diventa passione,diventa amore,voglio spiegare le mie ali. Hey, tutte le cose belle, tutte le cose brutte, mettile tutte insieme. Condividile con qualcun altro, e vivi felice, voglio superare questo tempo. Su un grande prato una roccia è comparsa, ed io ho capito tutto. Un arcobaleno è comparso nel cielo, un filo rosso gli è collegato, ho capito. No, voler vendere la tua anima, la pioggia è finita molto tempo fa. No, dimenticare ancora il tuo sorriso, abbiamo appena riso attraverso tutti i nostri dolori. Hey, rincorrendoci, rincorrendoci, in questa brezza bianca. Hey, diventa amore, diventa amore, voglio spiegare le mie ali. Hey, tutte le cose belle, tutte le cose brutte, mettile tutte insieme. Condividile con qualcun altro, e vivi felice, voglio superare questo tempo. toki o koetai. Voglio superare questo tempo.

“Quando Ryuichi si sveglierà, gliela faremo ascoltare!” “Si, ne sarà felice!” “Si, se solo si sveglierà…” “Shuichi, piantala! Vedrai che succederà! Gli ci vuole solo il suo tempo… nonostante sia complicato, ma dobbiamo fidarci di lui!” “Già… lo sai bene quanto lui sia innamorato di te, non avrà certo intenzione di lasciarti…” “Lo so Suguru ma… come faccio a pensare positivo? Sono passati diciassette giorni… non posso certo essere tanto ottimista…” “Lo so… capisco come tu ti senta, però… cerca di avere fiducia in lui…” “Ma io ho fiducia in lui…” “E allora dimostralo…”.

Shuichi si alzò e sorrise… anche se era una sorriso spento, ma in quel momento riprese la sua voglia di crederci, e di sperare.

“Ragazzi… io vado in ospedale… ci vediamo più tardi…” “Va bene, a dopo!”.

Shuichi si allontanò, e corse a comprare una rosa, la diciassettesima. Appena fu a destinazione, corse per i corridoi, e aprì la porta. Come l’aprì, restò senza fiato. Di fronte a sé, l’immagine di Ryuichi, che teneva le rose in mano, sorridendo. Quello era senz’altro un sogno, doveva esserlo. Restò immobile a fissare il ragazzo.

“Shu-chan…” aveva addirittura parlato? Forse… “R-Ryuichi…” il ragazzo posò le rose nel vaso e Shuichi camminando lentamente gli andò incontro, fermandosi a pochi passi da lui.

“Non sei… felice di vedermi?” “Non… non è un sogno…?” “Ahahaha! Ma quale sogno?” Shuichi, tra le lacrime si lanciò fra le braccia del ragazzo, stringendolo forte a sé, non poteva crederci, ma era davvero così, si era svegliato, quella sì che era una vera sorpresa!

“Ehy… non piangere!” Shuichi per tutta risposta lo strinse ancora di più… “Ahi… mi fai male…” disse il ragazzo sorridendo, così, Shindou si ritrasse asciugandosi le lacrime.

“Ryu-chan! Perché non mi hai avvertito?” “Volevo farti una sorpresa! Sai… appena ho aperto gli occhi, ho chiesto spiagazioni a una ragazza che era qui… non l’avevo mai vista. Mi ha detto di chiamarsi Ayaka… mi ha spiegato tutto! E… nel momento in cui stava per chiamarti, le ho detto di non farlo, volevo farti una sorpresa!” “Grazie…” “Di cosa? Grazie a te che sei venuto qui tutti i giorni!” “Non potevo non farlo!” “Scommetto che queste rose me le hai prese tutte tu!” “Si, ogni giorno ne aggiungevo una!” “Ti ringrazio!” “Eheheh…” “Mi dispiace non esserci stato per il nostro sesto mese, ma… ci rifaremo!” “Certo!”.

Dopo poco Shuichi avverti Yuki, che avvertì tutti gli altri, e presto li raggiunsero all’ospedale. Ognuno, entrò a salutarlo a turno, non volevano affaticarlo.

Ryuichi si sentì davvero speciale, erano tutti lì per lui, perfino Aizawa! Era davvero incredibile come le cose erano cambiate!

Passarono alcuni giorni, e finalmente Ryuichi potè tornare a casa. Ancra non poteva sforzarsi, anche per via della ferita che pian piano si stava rimarginando sul suo addome.

Quando andò alla NG, i ragazzi gli cantarono la loro nuova canzone, e mentre l’ascoltava, si mise a piangere. Erano davvero tutti quanti meravigliosi, si sentiva davvero importante con loro.

“Vi ringrazio ragazzi!” si abbracciarono tutti quanti, e in quel momento, entrò K nella stanza.

“Big News!” “Eh?! Di già?” “Si mio caro Ryuichi! Il lavoro chiama!” “E cosa ci sarebbe di news?!” “Ahahahah! Un concerto! Fra tre giorni a Ruido!” “Wow! Che bel risveglio! Siiii!” il ragazzo si era svegliato dal coma, che già doveva lavorare.

Quella era la sua vita, e niente e nessuno avrebbe potuto fermarlo, qualsiasi cosa sarebbe accaduta, il ragazzo si sarebbe sempre ripreso, e avrebbe continuato a realizzare il suo stupendo sogno. Non tanto il sogno di cantare, ma quello di vivere al fianco del suo ragazzo, che aveva sempre dimostrato di amarlo con tutto se stesso.

Quella era stata una delle tante dimostrazioni di affetto, che lo aveva reso fiero di stare insieme a lui! Mai nessuno li avrebbe più separati, e insieme, avrebbero continuato ad andare avanti nella vita, insieme, inseguendo il loro sogno!

Se qualcuno gli avesse chiesto cosa si sarebbero aspettati dalla vita, prima non avrebbero mai risposto tanti ostacoli, tante emozioni e tante occasioni in cui sarebbero stati orgogliosi. Ma pian piano stavano scoprendo che la vita riservava tantissime sorprese.

In quei giorni, si sarebbero dovuti preparare al loro concerto, dove spopolarono, visto il ritorno di Sakuma, e i fan non vedevano l’ora di vederlo cantare al fianco di Shuichi, in quel concerto, che sarebbe stato il più bello che avessero mai fatto. I fan furono orgogliosi di loro, del loro modo di essere e di cantare e delle emozioni che riuscivano a trasmettergli.

In quel meraviglioso concerto, che non fu l’ultimo, ma uno dei tanti che fecero ancora.

Avevano ancora molti concerti da fare prima di fermarsi definitivamente, e non avevano intenzione di fermarsi tanto presto vista la loro voglia di fare, la loro voglia di vivere e di stare insieme.

Potevano dire di essere amanti della vita, che gli aveva permesso di incontrarsi e di provare dei sentimenti talmente belli che li avevano portati fino a quel punto, e che li avrebbe portati sempre più avanti.

*Owari*

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