Abbraccio…
Erano passati due giorni e i quattro ninja di Konoha erano finalmente arrivati al villaggio della sabbia, dove all’entrata incontrarono uno shinobi che riconoscendoli li scortò fino al palazzo del Kazekage.
Guardandosi intorno potevano vedere morti e feriti, quel giorno per fortuna non era ancora arrivato nessuno dei paesi nemici, infatti facevano il loro ingresso nel villaggio via via, mai tutt insieme e tutti erano sicuri che ben presto avrebbero sfondato il paese in massa.
Non appena misero piede nel palazzo, Temari andò loro incontro sorridendo, era felice del loro arrivo, una mano in più faceva davvero comodo e loro erano ninja molto forti di cui ci si poteva fidare.
“Ciao ragazzi, finalmente siete arrivati!” la bionda abbracciò Sakura e Naruto.
“Temari-san, sono felice di vederti, ma come stai?” lei sorrise alla ragazza.
“Molto bene grazie, per fortuna i nemici che arrivano per il momento non sono molto forti, anche se purtroppo attaccando i semplici abitanti riescono comunque a portarci via delle vite. Comunque a parte questa guerra, tutto bene. Ah, tu devi essere Hinata, non ci siamo mai presentate!” tese la mano alla moretta, che strinse con piacere.
“Molto piacere!” che ragazza gentile, pensò la Hyuuga.
“Insomma, che mi dici Naruto? Come sta quell’idiota del cry-baby?” chiese sghignazzando.
“Bene, è sempre impegnato con qualche missione e non finisce mai di lamentarsi!” tutti scoppiarono in una fragorosa risata.
“Adesso vi porto da Gaara, ultimamente è diventato facilmente irritabile. Ha sempre qualche documento da timbrare e quando non ne ha, lo attendono le riunioni. Mi fa quasi pena…” Naruto strabuzzò gli occhi e sperò che quando fosse divenuto Hokage non avrebbe dovuto fare tutte quelle cose.
Entrarono nella stanza, dove Gaara si era da poco addormentato, se ne stava con la testa appoggiata sulle braccia e si poteva notare un rivolo di saliva che gli colava dalle labbra.
Ora che poteva dormire dato che non aveva più Shukaku dentro di sé, doveva recuperare tutto il sonno perduto in quegli anni, infatti, si addormentava spesso, ritardando con il lavoro. Temari lo scosse gentilmente e sussurrò alcune parole ai suoi amici.
“Preparatevi, perché adesso si arrabbierà tantissimo. Odia essere svegliato.” Naruto soppresse una risata.
Il rossino alzò lentamente la testa per guardare la sorella negli occhi, inizialmente era spaesato, poi, rendendosi conto della situazione la fulminò con lo sguardo, succedeva sempre così.
“Adesso spiegami per quale motivo mi hai svegliato? Rompiscatole di una sorella! Non sei in missione, eh? Se vuoi ti ci mando io, almeno non mi rompi più…” lei iniziò a ridere di gusto e indicò i ninja di Konoha, che lo stavano salutando con un cenno della mano. Lui arrossì vistosamente e se la prese di nuovo con Temari.
“Potevi dirlo prima?” le sussurrò per non farsi sentire dagli altri mentre si alzava dalla sedia per andare di fronte ai ragazzi e salutarli, stringendo poi la mano al suo amico Naruto, proprio come quando si erano salutati l’ultima volta.
Rivolse lo sguardo a Hinata, che lo salutò timidamente, lei lo ricordava come un ragazzino pericoloso, che conosceva solo odio e morte e che aveva quasi ucciso Rock Lee, non ne aveva paura, ma si sentiva in soggezione ad averlo davanti, anche se sul suo volto era presente un’espressione dolce e rilassata, molto diversa da quella che vide anni prima. Probabilmente lui intuì i pensieri della ragazza e divenne triste per un momento.
“Non credo di essere più come prima, non hai di che preoccuparti…” parole cariche di dispiacere, non voleva più incutere timore a nessuno.
“Eh? M-Ma no, n-non volevo… io… scusami se…” Hinata non sapeva come esprimersi, ma il ninja della sabbia scosse la testa sorridendole, non c’era alcun bisogno che si scusasse.
Dopo i saluti, il ragazzo dai capelli rossi iniziò a raccontare di quello che stava accadendo nell’ultimo periodo, spiegò che li aveva chiamati perché molto presto sarebbero arrivati i ninja in massa e soprattutto avrebbero fatto la loro entrata in scena i ninja più potenti dei due villaggi.
Gaara disse di aver sentito che al villaggio della pioggia c’erano alcuni shinobi molto potenti, quindi c’era da fare molta attenzione, non potevano sapere quanto fossero forti.
“E poi… non mi sento molto sicuro…” disse abbassando lo sguardo, si sentiva inutile.
“Perché dici così?” fu Sakura a parlare, non capiva il motivo della sua affermazione, in fondo era il ninja più potente di Suna.
“Perché adesso che non ho più Shukaku, credo di essere diventato troppo debole… io… non so se sarò all’altezza…” fu allora che Naruto si alterò, come poteva Gaara fare quei discorsi?
“Ma che diavolo stai dicendo, Gaara?! Non ti riconosco più! Certo che sei forte, sicuramente lo eri di più con il potere di Shukaku e allora? Di certo non ti ha portato via tutti i poteri! Sbaglio o puoi ancora manipolare la sabbia? Allora non vedo dove sia il problema, dato che è quella la tua forza!” il kazekage fissò Naruto perplesso, non capiva come mai se l’era presa tanto.
“Come mai te la predi tanto?” ingenuità nella sua voce.
“Come perché scemo? Primo, perché sono tuo amico. Secondo, perché so benissimo che tu sei un ninja potentissimo, infatti, prima o poi voglio scontrarmi di nuovo con te.” Gaara sorrise, sapere di avere un amico come lui lo confortava tantissimo.
Restarono ancora un po’ a parlare, poi gli mostrò le loro stanze e li invitò a riposarsi, erano sicuramente molto stanchi. Aveva anche detto che se avevano bisogno di qualsiasi cosa, avrebbero potuto chiedere senza problemi.
Le stanze erano due, Kakashi e Naruto in una e Hinata e Sakura nell’altra, così ognuno si diresse nella propria camera, Temari aveva aggiunto che avrebbero pranzato insieme, così ne avrebbero approfittato per parlare un po’, sempre se non sarebbero arrivati i nemici.
Ovviamente la coppietta si era data appuntamento poco dopo per stare un po’ insieme, intanto avrebbero messo le proprie cose nelle varie stanze.
Sakura si sdraiò sul letto chiudendo gli occhi, aveva bisogno di rilassarsi un po’, tutto quel viaggio l’aveva spossata, non le importava di dormire, le bastava starsene un po’ a relax sul letto.
“Sakura? Come stai?” era stata la Hyuuga a parlare, come sempre si preoccupava.
“Oh, abbastanza bene grazie. Un po’ ci penso, questo sì, ma comunque sia non sono disperata se è quello che vuoi sapere…” le rivelò sorridendo, la ragazza dai capelli corvini le si avvicinò, sedendosi sulla sponda del letto.
“Sono felice che tu non stia male, non reggerei la visione di te che piangi… soprattutto se a causa mia…” aveva lo sguardo basso.
“Dai Hinata, non preoccuparti. Sto molto bene, aver cambiato aria mi farà star ancora meglio, vedrai.” le strizzò l’occhio, così la moretta sorrise.
“Secondo te Gaara-sama se l’è presa per quello che ho fatto? Ha capito subito a quello che stavo pensando…” che carina, quella ragazza si preoccupava sempre per tutti.
“Beh, non credo se la sia presa. Si è intristito per un attimo, dato che ha passato brutti periodi in passato. Ma non preoccuparti, ha capito benissimo che non intendevi offenderlo.” la Hyuuga si rilassò alle parole dell’amica.
“Posso dirti una cosa però Hinata?” l’Haruno si fece seria.
“Certamente…”
“Tu pensi troppo agli altri, dovresti pensare un po’ più a te stessa sai?” la ragazza scosse la testa.
“Mi piace pensare agli altri, sono fatta così…” Sakura le sorrise.
“Certo, capisco. Però promettimi che penserai anche a te stessa…” le tese la mano, la quale la mora l’afferrò saldamente.
“Si, lo prometto amica mia!” si sorrisero con fare complice.
Detto questo, Sakura la esortò a raggiungere Naruto che sicuramente la stava aspettando e lei si sarebbe concessa una passeggiata in giro per il palazzo, magari avrebbe incontrato Temari e ci avrebbe fatto due chiacchiere, ma non fu così. Appena fu fuori dalla porta della sua stanza si ritrovò occhi negli occhi con il Kazekage in persona che quando la vide sussultò, non si aspettava di incontrarla. Lei lo salutò con un sorriso.
“Ciao Gaara!” lui ricambiò il saluto con un cenno della testa.
“Come mai sola? Non sei con Naruto?” ahia! Tasto dolente…
“Ehm… no… per la verità…” lei aveva abbassato lo sguardo, fu così che il rossino si era reso conto di aver detto qualcosa di sbagliato.
“Scusami…” la ragazza alzò lo sguardo, non le era mai capitato di sentirlo scusarsi.
L’Haruno si soffermò ad osservare quegli occhi di ghiaccio, che in quegli ultimi anni si erano inteneriti tanto, poteva scorgere adesso tante sensazioni, in passato vedeva solo l’odio in essi. Certo che grazie a Naruto era diventato proprio una bella persona.
Restarono in silenzio ad osservarsi, Gaara pensava a quando l’aveva attaccata anni prima a Konoha, quando gli tornava in mente quella scena, si sentiva in colpa, non poteva credere di averla ferita a quel modo, era una ragazza così buona…
Il silenzio stava diventando imbarazzante per entrambi, così l’Haruno decise di inventarsi qualcosa.
“Ma… Kankuro-san dov’è? Non l’ho ancora visto…” le sarebbe infatti piaciuto salutarlo.
“Oh, credo che sia da qualche parte al villaggio… forse ad aiutare i feriti…”
Per fortuna l’imbarazzo iniziale se n’era andato, così iniziarono a parlare, Sakura gli raccontò del suo allenamento con Tsunade, di quante tecniche nuove aveva imparato e di quanto ora si sentisse più sicura di sé.
Lui l’ascoltava colpito dalla sua voce così dolce e entusiasta nel raccontare gli eventi, non la interruppe mai, anche perché era convinto di non aver nulla da dire, la trovava noiosa la sua vita.
Si sedettero l’uno di fronte all’altra, il ragazzo non aveva mai tolto lo sguardo dagli occhi verdi di lei, che gli sembravano così ipnotici quanto meravigliosi, avrebbe voluto toccarla per sentire che sensazione si provasse.
Non aveva mai abbracciato nessuna ragazza che non fosse sua sorella, perciò non conosceva certe emozioni, chissà com’era?
“Scusa… posso… posso…” pian piano il suo viso prese colore, si vergognava a chiedere una cosa simile.
“Si? Dimmi Gaara…” e il sorriso che gli rivolse lo imbarazzò ancora di più.
“No… niente… lascia stare.” disse scostando per la prima volta lo sguardo dal suo viso.
La ragazza dai capelli rosa gli alzò il viso con una mano, voleva che la guardasse.
“Avanti, che c’è Gaara? Posso… cosa?” lui sospirò e finalmente si decise.
“Posso… abbracciarti?” Sakura spalancò la bocca, che cosa significava? Perché voleva farlo? Non capiva, ma in ogni caso, non c’era niente di male.
“Certo che puoi… siamo amici no?” lui annuì e lentamente si avvicinò a lei, cingendola con le braccia, quel contatto gli provocò una strana scossa lungo la schiena, che mai aveva provato con sua sorella.
ll calore che emanava il suo corpo lo rassicurava, non si era mai sentito così… bene. Che fosse perché era una ragazza? O perché semplicemente era Sakura che gli faceva quell’effetto? Lui non sapeva dare una risposta.
Anche per lei fu strano, quel ragazzo la incuriosiva molto, avrebbe voluto sapere cosa gli passava per la testa, era un tipo misterioso.
Improvvisamente lui sciolse il contatto, chiedendo nuovamente scusa alla ragazza, che si mise a ridere.
“Ma perché ti scusi?” lui ci rimase un po’ male, pensava di aver fatto qualcosa di sbagliato.
“Non voglio che tu pensi male… è solo che… non ho mai abbracciato una donna all’infuori di mia sorella, ecco… volevo sapere cosa si provava…” che dolce che era, Sakura gli sorrise per rassicurarlo.
“Non devi darmi spiegazioni, Gaara. Comunque, come ti sembra abbracciare una donna non-Temari?” le scappò una risatina.
“…bellissimo…” il tono con cui l’aveva detto faceva intendere quanto fosse sincero e la kunoichi l’apprezzò moltissimo, era felice anche di aver fatto provare nuove emozioni al kazekage, finalmente le cose anche per lui andavano bene. Ogni nuova emozione per lui era tanto.
Senza pensare a ciò che stava facendo, si sporse verso di lui e gli posò un lieve bacio sulla guancia, cosicché il ragazzo arrossì vistosamente, dopodiché si toccò il punto su cui lei aveva posato le labbra.
“Che… che hai fatto?” disse spalancando gli occhi in cerca di risposta.
“Un bacio… si usa per dimostrare l’affetto…” Gaara non capiva, quelle erano cose nuove per lui.
“Si?” lei annuì, gli faceva tanta tenerezza quel ragazzo.
“Lo scoprirai pian piano comunque… prova a dare un bacio a Temari… sai come ci rimane?” lui scosse la testa.
“Non so proprio niente di queste cose… mi faccio quasi pena…” ma perché doveva sempre sottovalutarsi quello sciocco?
“Smettila Gaara, è normale visto come hai vissuto! Prima o poi capirai pure tu! Ma basta tormentarsi così!” detto ciò, la ragazza si alzò dalla sedia e disse all’altro di avere un po’ fame, così lui la condusse in città per mettere qualcosa sotto i denti.
Gli sembrava così strano stare in compagnia di quella ragazza, oltretutto era molto bella, troppo per stare accanto a lui, però gli metteva anche tanta sicurezza, stava bene insieme a lei.
Camminando per le strade di Suna, in lontananza videro anche Naruto e Hinata, ma prima di andare loro incontro, il ninja si bloccò, facendo così voltare la ragazza che si chiedeva perché si fosse bloccato.
“Grazie Sakura…” lei gli sorrise per l’ennesima volta e lo abbracciò di nuovo, scaturendo in lui le stesse emozioni di prima.
Dopodiché lo prese per un braccio e insieme raggiunse i loro amici che non appena li notarono, gli sorrisero.
*Owari 6*
FANTASTICO!!!!!!!!!!!!!!!! mi sono innamorata di qst fanfiction! mi piace da matti!!! kissà ki sarà il raga di sakura (spero sasuke ^^) aspetterò il seguito!
*.* è davvero meraviglioso qst primo capitolo… brv!!!
bello!!!!!!!!!!!!!!!!!!mi piace da matti stù fan fiction!!!!!!!!!!!!!!dovresti mandarla direttamente a masashi!!!!!!!!!!!!!!!!
oddio k bel finale!!!!!!!!!quando arriverà il capitolo 16???????ti prego inseriscilo al + presto k volgio sapere cm va!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
davvero una fiction stupenda..n vedo l’ora del 16cap,bravixima!!XD