Quello che provo

Scontro imminente

Era già passata qualche ora dacché i ninja della foglia si erano lasciati Suna alle spalle. La missione era stata portata a termine con successo, ma adesso era il momento di pensare al ‘ritorno a casa’ di Sasuke.

Avrebbero dovuto penare per riportarlo a Konoha, sicuramente si sarebbe opposto, avrebbero dovuto scontrarsi contro di lui, ma ciò non aveva importanza, purché l’Uchiha tornasse al villaggio con loro.

Sakura e Naruto erano molto determinati, era da tempo che desideravano riaverlo con loro e quella era una buona occasione per non tornare indietro a mani vuote.

Shikamaru, era del parere che non aveva alcuna importanza la scelta del moro, era un traditore, era stata sua la decisione di abbandonare il villaggio per seguire la sua vendetta.

Pakkun fiutava l’aria alla ricerca dell’odore di Kakashi, ma per il momento erano troppo lontani dal sensei per sentirne l’odore.

“Hinata, forse è il caso che controlli tu la situazione. Il tuo Byakugan è sicuramente più efficace del mio fiuto.” disse il cane rivolto alla giovane Hyuuga, che acconsentì immediatamente.

Si fermò per concentrare il chakra. Chiuse gli occhi e stette qualche attimo in silenzio per scrutare a chilometri di distanza.

I tre ninja e l’animale avevano gli occhi puntati su di lei in attesa di un segno.

Lei aprì gli occhi, rivelando le sue iridi chiare, ora dilatate per via della tecnica.

“Kakashi-sensei è a 70 km da qui, dobbiamo procedere verso ovest.” disse tornando alla solita espressione genuina.

“E Sasuke?” lei scosse la testa.

“Non si trova con lui, è qualche chilometro più avanti, ma non è solo.” esclamò, mentre con le dita si torturava una ciocca di capelli.

“Beh, non c’è tempo da perdere, dobbiamo raggiungere Kakashi.” abbaiò Pakkun rivolto ai ragazzi, che annuirono.

Ripresero così la loro corsa per raggiungere il loro maestro, forse tutti insieme sarebbero riusciti a fermare Sasuke e batterlo se necessario, ma dovevano fare attenzione ai tre che erano con lui.

Mentre saltava da un ramo ad un altro, Sakura era immersa nei suoi pensieri. Troppi nella testa. Troppi per poter affrontare una missione al pieno delle sue energie.

Nella sua mente aveva l’immagine di Gaara, che si stava crogiolando nella tristezza. Ricaduto nel dolore da cui lentamente stava uscendo. Lo aveva visto sorridere, un sorriso sincero che mai avrebbe fatto pensare al ragazzino che era anni prima.

Poi, oltre a lui, pensava anche a Sasuke. Da quando Hinata li aveva avvertiti della sua presenza, aveva ricominciato a pensare a lui. Quel ragazzo che le aveva sempre fatto battere il cuore.

Come si sarebbe comportata nel momento in cui lo avrebbe rivisto? Quali emozioni avrebbe provato?

Oltre a quello, un’altra cosa che la demoralizzava della ‘questione Sasuke’ era il combattimento che avrebbero dovuto affrontare contro di lui. Perchè ci sarebbe stato, ne era sicura.

Altra cosa che le passava per la testa era la presenza di Naruto. Ancora non le era passata la cotta che aveva per lui, ancora doveva rendersi conto della sbandata che si era presa, figurarsi sopportare di vederlo allegramente fidanzato con Hinata!

“Sakura? Ehi, mi senti?” la ragazza si risvegliò dal coma in cui era caduta.

“Eh? Che c’è Naruto?” disse senza molto entusiasmo.

“È un po’ che ti chiamo. Ci fermiamo un attimo a riposare, Hinata è un po’ stanca. Sai, le fa ancora un po’ male la gamba, e il Byakugan l’ha stancata.” quanta premura in quelle parole…

L’Haruno annuì e insieme agli altri ninja si fermò a riprendere le forze.

Si sedette vicino alla Hyuuga, che pareva aver accusato l’uso della sua tecnica, aveva il fiatone.

Naruto, si era affiancato a Shikamaru e lo guardava con sguardo curioso. Sentendosi infastidito il moro si voltò a guardarlo infastidito.

“Che vuoi?” Shikamaru aveva già intuito che cosa volesse.

“Non hai nulla da dire?” il biondo si avvicinò ancor di più al volto del ragazzo.

“Riguardo a cosa? E allontanati per favore!” con una mano cercò di spingerlo via, ma Naruto non ne voleva sapere di lasciarlo in pace.

“Riguardo ad una certa kunoichi di mia conoscenza… mmm… forse si chiama Temari.” il chunin si voltò per non guardare il ragazzo negli occhi.

Era calato il silenzio, l’Uzumaki spesso sapeva essere insopportabile, continuava a fissarlo in attesa di una spiegazione.

“Oh, ma insomma, idiota! L’hai visto tu stesso… non venirmi a chiedere cose di cui conosci già la risposta!” Shikamaru si imbarazzava molto a parlare di donne, soprattutto davanti ad altre donne. Infatti le due ragazze se ne stavano con le orecchie tese ad ascoltare, anche loro curiose del verdetto finale.

“E quindi il ragazzo più pigro della storia si è trovato la ragazza, eh?” disse Naruto ammiccando.

“Ma la vuoi finire? Comunque no, non siamo fidanzati, è stata una cosa… così…” cercò di essere il più convincente possibile, ma in quel gruppo nessuno gli avrebbe creduto.

“Shikamaru… ammettilo… non fare il timidone!” adesso era davvero troppo.

Il moro a quel punto si allontanò infastidito, così Naruto decise che avrebbe indagato di nuovo in un secondo momento.

Dopo un po’ si rimisero in viaggio, non avevano tempo da perdere.

Per fortuna non incontrarono nessun nemico lungo la strada e in qualche ora raggiunsero il loro maestro che stava ancora riprendendo le forze.

Kakashi sentì la loro presenza alle spalle, ma non sapendo fossero loro era già pronto per attaccarli, ma quando si accorse di chi fossero rilassò la sua posa, per lasciare posto ad un’espressione sorpresa.

“Voi cosa ci fate qui?” disse con un tono di rimprovero.

“Missione compiuta!” esclamò allora il biondo trionfante.

Non ci fu tempo per i complimenti, perché il maestro decise di spiegare loro la situazione. La testardaggine di Sasuke, la potenza dei suoi sottoposti, tutto questo per metterli in guarda riguardo a chi avevano a che fare.

Naruto digrignò i denti, se l’aspettava del rifiuto del ragazzo, ma gli pesava il fatto che non sarebbe stato semplice convincerlo.

Sasuke era il suo migliore amico, una sorta di fratello e saperlo così ostinato gli faceva rabbia.

“Vi ricordo che dobbiamo stare molto attenti, soprattutto tu Naruto. Probabilmente Itachi è nelle vicinanze, Sasuke era fin troppo di fretta e questo mi ha dato da pensare.” Sakura aggrottò le sopracciglia, non era una bella situazione. Il loro amico avrebbe fatto il possibile per portare a termine la sua vendetta, non potevano fermarlo tanto facilmente.

Sapendo che il fratello era vicino a lui, non si sarebbe tirato certo indietro. La Hyuuga aveva attivato il Byakugan, rivelando la direzione del loro ex-compagno.

“Coraggio, dobbiamo muoverci. Dobbiamo fare in modo di trovare Sasuke prima che incontri Itachi!” disse Kakashi con un tono di preoccupazione nella voce. Anche lui sapeva bene che se si fossero scontrati, il più giovane degli Uchiha avrebbe anche potuto morire e questo non potevano permetterselo.

Hinata notò l’agitazione che aleggiava nel suo ragazzo, così, gli si avvicinò e gli strinse la mano nella sua per infondergli un po’ di supporto. Non le piaceva vederlo così, soffriva anche lei.

Naruto le rivolse un sorriso vacuo, dopodiché, si avviarono verso la direzione presa da Sasuke.

Una trentina di chilometri più avanti, il Team Hebi si era fermato a discutere.

“Karin, Juugo, Suigetsu… tenetevi pronti perché sono sicuro che Kakashi non si darà per vinto. E insieme a lui sono sicuro che ci saranno anche Naruto e Sakura.” disse sprezzante il ragazzo.

“Mmm… intendi la nove code? Accidenti, ci darà del filo da torcere…” Karin abbassò il tono della voce alle ultime parole, ma il moro la sentì.

“Può darsi, ma è importante che ci segua.” ammiccò un sorriso.

“Che vuoi dire? Non ti seguo…” chiese Suigetsu perplesso. Se per caso avessero combattuto contro Kyuubi sarebbe stato un bel problema.

“Possibile che tu non ci arrivi, idiota? L’Akatsuki sta cercando i jinchuriki e di fatto Naruto lo è.” esclamò il ragazzo sbuffando per l’idiozia del compagno di squadra.

“Ma certo! Vuol dire che quando lo localizzeranno, saranno Itachi e l’altro a cercarlo, dato che sono i più vicini! Perciò, tu avrai la tua vendetta!” esordì la ragazza, voltandosi poi verso Suigetsu per schernirlo, ma lui non la degnò di uno sguardo.

“Vedo che hai capito. Dobbiamo tenerci a una certa distanza da Kakashi e gli altri, così evitiamo inutili scontri con loro.” detto questo, calò il silenzio.

Gli altri tre membri del team restarono a fissarlo in attesa che parlasse.

“Adesso aspettiamo un po’, poi ripartiamo. Possiamo pure prendercela con calma…” Suigetsu allora si lasciò cadere seduto, Juugo si mise in disparte, appoggiato ad una roccia, mentre Karin si era avvicinata al moro e cercava di attirare la sua attenzione.

L’Uchiha non la degnò neppure di un’occhiata, ma lasciò che si sedesse accanto a lui. Fino a che non lo infastidiva poteva fare quello che le pareva.

La ragazza restò a guardarlo, dispiaciuta per l’indifferenza che lui provava nei suoi confronti, ma non disse niente, per il momento le bastava solo poter stargli vicino.

Come previsto da Sasuke, il duo dell’Akatsuki aveva fatto marcia indietro ed era partito all’inseguimento di Kyuubi. Per loro era una fortuna che Naruto stesse venendo verso di loro, ma ancora non sapeva del piano del fratello minore.

“Senti, probabilmente in compagnia del ragazzino ci saranno anche Kakashi e l’altra mocciosa. Dobbiamo liberarci di loro e poi penseremo a Kyuubi.” Itachi pareva molto convinto delle sue capacità, era sicuro di vincere la battaglia.

Kisame annuì restando in silenzio e mostrando la sua fila di denti, era eccitato per il combattimento che avrebbe affrontato di lì a poco, non vedeva l’ora di sfoderare la sua lama.

Il team di Kakashi stava procedendo a tutta velocità, mentre saltavano da un ramo all’altro, improvvisamente Hinata si fermò senza dire una parola.

Kakashi si voltò a guardarla, arrestando la sua corsa, di conseguenza fecero gli altri tre ninja.

Aveva il byakugan attivo, sicuramente aveva visto qualcosa di poco piacevole a giudicare dalla sua espressione.

Il jonin le si avvicinò cautamente e restò a guardarla in attesa di qualche informazione.

“Kakashi-sensei. Naruto-kun è…” l’uomo allora si accigliò.

“Cos’hai visto Hinata?” le chiese appoggiandole una mano sulla spalla.

“Itachi e Kisame dell’Akatsuki si stanno muovendo nella nostra direzione.” il tono della sua voce era flebile, era preoccupata per il biondo, che dal canto suo pensava solo a Sasuke. Cosa sarebbe accaduto se avessero dovuto incontrarlo?

“Quanto sono distanti?” stavolta il jonin non riuscì a trattenersi, la tensione si stava facendo sentire. Ricordava bene l’ultima volta che lo aveva incontrato, aveva quasi il terrore di ricadere in una delle terribili illusioni generate dal ninja traditore.

“Più o meno… 30 km…” questa non ci voleva. Alla velocità di un ninja era quasi un attimo. Avevano poche ore che li separavano, ma era anche vero che prima o poi avrebbero dovuto affrontarli.

“Ehm… c’è dell’altro. Loro… sono molto vicini a Sasuke-kun… li separano solo qualche chilometro.” adesso sì che la situazione stava diventando insostenibile, Kakashi a quel punto pensò a qualcosa.

Naruto, strinse i pugni, era chiaro che i due fratelli si sarebbero scontrati. Era terrorizzato all’idea della morte del compagno.

“Naruto. Non una mossa falsa. So che sei preoccupato per Sasuke, lo sono anche io, lo è anche Sakura e forse anche Shikamaru e Hinata. Ma non possiamo permetterci che tu perda la calma e liberi la volpe. Chiaro?” il ragazzo allora esplose.

“Come faccio a stare calmo? Sasuke rischia la morte ed io dovrei stare calmo?” nei suoi occhi c’era uno sguardo di sfida.

“Ascoltami bene, pensi che risolveresti qualcosa perdendo il controllo? Sarebbe peggio. Se tu dovessi cadere in una delle illusioni di Itachi, non ci sarebbe scampo per te, Kyuubi o no. E lo sai cos’accadrebbe dopo? Saresti tu a morire. E non ci sarà nessun’altra vecchia Chiyo a ridarti la vita.” le costò caro dire quelle parole, ma Sakura non voleva perdere Naruto, conosceva bene la forza del clan Uchiha e sapeva perfettamente quanto fosse forte Itachi. Aveva visto com’era ritornato Kakashi dopo lo scontro e in più, non era solo. C’era anche Kisame con lui.

Il biondo, si calmò. Abbassò lo sguardo, non sapeva che cosa fare.

“Naruto-kun… Sasuke-kun è forte. Lo è sempre stato. E uccidere suo fratello è la sua più grande ambizione, non credo che si lascerà battere tanto facilmente. Fidati di me…” disse la ragazza sorridendo. Il biondo sembrò crederle, infatti ritrovò la sua sicurezza.

“Hai ragione Hinata! Sasuke è il più forte, anche più di me…” disse sorridendo amaramente, non era mai riuscito a superarlo. Ma in quel momento non aveva molta importanza.

“Beh, Naruto. Smettila di pensare alla sorte di Sasuke. Se stiamo qui non possiamo comunque fare niente no? Quindi è il caso di muoverci.” Shikamaru ruppe il silenzio che si era creato e seguendo il suo consiglio si avviarono verso il futuro campo di battaglia.

Via via che avanzavano, la foresta si diradava, fino a che non furono costretti a muoversi nella steppa. Si stavano avvicinando al paese della pioggia, infatti aveva cominciato a piovere leggermente.

Kakashi era pensieroso, se si trovavano a contatto con l’acqua era un problema combattere contro Kisame.

Nel frattempo, il team Hebi che aveva cominciato a muoversi, fu costretto a fermarsi di nuovo. Stavolta non per perdere tempo, ma perchè davanti a loro si erano presentati Itachi e Kisame.

I due fratelli restarono a fissarsi per un lunghissimo minuto, fino a che il più grande dei due cominciò a parlare.

“Sasuke… sei cresciuto, lo sai?” negli occhi del giovane Uchiha c’era vendetta. Lo voleva morto, gli aveva rovinato l’esistenza.

“Itachi. Questo luogo sarà la tua tomba… stavolta ti ucciderò.” il tono della sua voce era piatto.

“Mi piacerebbe accontentarti, ma non ne ho il tempo. Perciò togliti dai piedi ragazzino!” si spostò velocemente per superare la figura del fratello, ma lui gli fu subito di fronte. Era più veloce rispetto all’ultima volta che si erano incontrati.

Il ragazzo con i capelli lunghi cominciò a ridere.

“Va bene. Ho capito. Non mi darai il tempo di fare qualsiasi altra cosa. Vuoi la vendetta? Benissimo. Allora combatti sciocco ragazzino. Ma sarà la tua di tomba questo luogo, non ci metterò molto.” Sasuke non sprecò neanche il fiato per ribattere che subito gli si scagliò contro, evitando di guardarlo negli occhi.

Il combattimento era cominciato, Kisame ed i tre ninja restarono a guardarli per un po’, fino a che lo shinobi della nebbia sbuffò.

“Il vostro amico vuole proprio farsi ammazzare. Voi farete la sua stessa fine.” così, si avventò su Juugo che aveva tenuto a freno la sua ira fino a quel momento.

Essendo stato attaccato dal mukenin nonostante se ne fosse stato tranquillo, la sua rabbia si moltiplicò. Decise che lo avrebbe fatto fuori.

Karin e Suigetsu scattarono per aiutare l’altro, in tre lo avrebbero battuto in pochi minuti, o almeno questo era ciò che pensavano.

Intanto, Itachi e Sasuke combattevano ad una velocità inaudita. L’uno schivava con facilità i colpi dell’altro grazie al potere dello Sharingan, che avevano entrambi al terzo livello.

Il maggiore decise che era più saggio tenerlo in occasioni critiche il Magekyo Sharingan, la sua vista era già calata notevolmente e poi si sarebbe affaticato molto.

Il piccolo Uchiha lo prese alla sprovvista colpendolo con il colpo copiato da Rock Lee anni prima, ma Itachi lo contrattaccò immediatamente trafiggendogli la spalla con un kunai.

“Sasuke-kun!” gridò allora Karin. Fece per raggiungere il suo capo, ma lui la fermò.

“Fermati Karin! Questo è un affare che non ti riguarda! Se osi metterti in mezzo non ci metterò un attimo ad uccidere anche te.” la ragazza deglutì a fatica e tornò ad occuparsi di Kisame che cominciò a ghignare.

*Owari 12*

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