Quello che provo

Una ragazza dal cuore tenero

Il mattino seguente Sakura si svegliò che era molto più tranquilla della sera precedente, le aveva fatto bene andare a sfogarsi con la sua amica Ino, di certo le aveva fatto passare la voglia di piangere.

Dopo aver fatto colazione, si andò a vestire dato che entro venti minuti doveva trovarsi con Naruto e il maestro Kakashi per un allenamento, anche se il fatto di vedere il biondino le metteva tristezza.

Indossati gli abiti, le venne in mente di passare sugli occhi un leggero filo di trucco, così, tanto per sentirsi più carina, ma anche per farsi notare dal suo compagno di squadra. Successivamente uscì di casa, stranamente Kakashi era già sul posto, così si affrettò a raggiungerli.

“Buongiorno Sakura-chan!” disse il ragazzino sorridendole, mentre Sakura abbassò lo sguardo accennando un debole saluto.

“‘giorno…” non ce la faceva ad affrontarlo.

“Ehi Sakura, ma che ti prende?” chiese il ninja preoccupato.

“Lascia perdere Naruto… lascia perdere…” non voleva di certo fargli sapere che quello che provava era ciò che lui aveva sempre desiderato.

“Che ne dite di avviarci?” per fortuna che il maestro aveva interrotto il discorso, infatti Naruto stava per parlare nuovamente.

Iniziarono ad incamminarsi seguendo il sensei in totale silenzio, si era creata una strana atmosfera e l’uomo dai capelli argentei se n’era accorto, ma per il momento non chiese niente ai due ragazzi.

Sakura nel frattempo si era persa nei suoi mille pensieri che ormai la tormentavano dal giorno precedente, già non ne poteva più di farsi tutte quelle torte mentali, ma gli era impossibile non pensare a Naruto e la sua nuova ragazza.

‘Pensavo di essere cambiata… pensavo che ormai non avrei più messo di mezzo i sentimenti. Invece, eccomi qui. mi sembra di essere tornata indietro, a quando ero ancora una genin e sbavavo dietro a Sasuke. Ormai su di lui ci ho messo una pietra sopra, l’ho superata da un pezzo quella situazione. Credevo che mai più avrei perso tempo a pensare ad un ragazzo. Credevo che mai più i miei sentimenti avrebbero interferito con il team. Sono solo una stupida ragazzina che credeva di essere cresciuta. Se solo me ne fossi accorta per tempo. Se solo non fossi stata così stupida e orgogliosa. ‘

“Maestro Kakashi?” la voce del biondino interruppe i suoi pensieri.

“Che c’è Naruto?” disse il jounin, notando il tono preoccupato del suo allievo.

“Ma… Sai che fine ha fatto?” si era guardato più volte intorno, ma non aveva notato alcuna traccia del nuovo membro della squadra.

“Lui ci attende al palazzo dell’Hokage. Porta pazienza Naruto, adesso lo incontreremo.” Kakashi sopirò, per fortuna che Naruto aveva messo da parte l’astio per il giovane ragazzo dai capelli corvini e quell’anormale carnagione chiara.

“Palazzo dell’Hokage? Ma non dovevamo allenarci? Come mai andiamo da nonna Tsunade?” si poteva scorgere sorpresa nella sua voce.

“Oh, non ve l’avevo detto? Tsunade vuole affidarci una nuova missione. Siamo convocati da lei per questo. Non so ancora se ci sarò io con voi, oppure Yamato…” la cosa era ancora del tutto da decidere, la donna ci aveva pensato fino all’ultimo. Per tutto il tragitto Sakura stette in silenzio, fino a che non arrivarono a destinazione, anche se era tormentata da quei pensieri, era comunque esaltata per la loro nuova missione.

Entrarono nell’ufficio, trovando Tsunade beatamente addormentata sui vari documenti sparsi per tutta la scrivania e la povera Shizune che tentava in ogni modo di destarla dal suo sonno.

Aprì gli occhi, mettendosi seduta e stroppicciandosi gli occhi, per poi notare il team Kakashi al completo di fronte a lei, così si ricompose, mostrando la solita espressione fiera e decisa che era solita assumere.

“Ben’arrivati! Adesso dovrete ascoltarmi, quella di cui vi sto per parlare si tratta di una missione di livello A.” disse lei risoluta, aspettandosi un commento da parte di Uzumaki, che non tardò ad arrivare.

“Livello A?! Ma come, nonna? Non siamo forti abbastanza per…” la frase del ragazzo fu troncata dalla voce dell’Hokage.

“Naruto… se per favore vuoi farmi finire…” lo sguardo non ammetteva repliche, per calmare il ragazzino bisognava usare toni duri.

“Scusa…”

“Bene. Come dicevo, questa si tratta di una missione di livello A, perciò sarà più semplice di altre che avete svolto prima. Quindi, parteciperanno a questa missione Sakura, Naruto e un altro componente che ho già scelto, ma che vi svelerò a breve.” stette in silenzio a scrutare gli sguardi dei ninja di fronte a lei e proseguì il discorso.

“Sai e Yamato non prenderanno parte a questa missione, già li ho informati. Essi hanno già un altro compito da svolgere. Ma adesso passo ad illustrarvi cosa dovrete fare. Domande?” nessuno disse niente, perciò la bionda passò a spiegare lo svolgimento.

“Dato che siamo in alleanza con Suna, la vostra missione si svolgerà proprio là. È stato proprio il Kazekage a chiederci di aiutarli. Come sapete, non è passato molto dal rapimento di Gaara, molti dei villaggi vicini, avendo scoperto che non possiede più il demone Shukaku dentro di lui, hanno deciso di attaccare il villaggio della sabbia, credendo si fosse indebolito. Neppure lui è a conoscenza se il suo potere sia diminuito o meno, fatto sta, che ha bisogno di una mano anche da parte nostra.” si fermò per far parlare Naruto, il quale si stava trattenendo a stento.

“Nonna, scusami ma… come facciamo a sapere chi e se attaccheranno Suna? Non è mica probabile, non sappiamo niente…” il biondo, sorrise, pensando di aver fatto un intervento intelligente, ma la donna scosse la testa.

“Naruto… perché non pensi prima di parlare? È ovvio che Gaara non ci avrebbe chiesto aiuto se non ne fosse stato convinto. In questi giorni alcuni ninja del villaggio dell’erba e della pioggia li hanno attaccati, quindi è molto probabile che ben presto faranno ancora la loro mossa. Pare che si siano alleati contro Suna.” la donna si ammutolì.

La missione era stata classificata da lei personalmente come livello A, ma non ne era molto sicura, nessuno sapeva cosa avrebbero dovuto aspettarsi dato che non conoscevano gli abitanti dei due villaggi, né le loro potenzialità. Sapeva che durante i vari esami chuunin che si erano tenuti, i genin si erano dimostrati abbastanza forti, ma non era a conoscenza di tutti i ninja che li popolavano. Aveva scelto Naruto perché lo reputava all’altezza e Sakura, la sua prediletta per il fatto che era un buon ninja medico, con Kakashi al loro fianco, fidato Jounin.

Udirono un lieve bussare e da dietro la porta, timidamente, si affacciò la giovane Hinata, che fu esortata dall’Hokage ad entrare. Il sangue nelle vene di Sakura si raggelò.

“Benvenuta Hinata. Ormai penso che abbiate capito per quale motivo si trovi qui. Per la vostra squadra ci vuole un occhio che sappia vedere dove non potete farlo voi. Non mi sembra una missione così pericolosa per far intervenire Neji, così ho chiesto ad Hinata, mi fido ciecamente di lei. Mi raccomando, fate un buon lavoro di squadra, te l’affido Kakashi, ok?” il jounin annuì e dopo poco si congedarono. Sarebbero partiti la mattina seguente.

Kakashi decise di offrire a tutti quanti un buon ramen, per la felicità di Naruto, approfittandone per parlare più approfonditamente della missione che avrebbero svolto. Mentre si dirigevano al chiosco, sentiva che c’era qualcosa di molto strano, soprattutto per il fatto che inizialmente l’Haruno aveva rifiutato l’invito, anche se poi lui era riuscito a convincerla.

C’era qualcosa che non gli quadrava nel suo comportamento, era insolitamente silenziosa e questo succedeva raramente, più tardi avrebbe indagato, in fondo era suo compito anche sincerarsi dello stato d’animo dei suoi allievi.

Notò qualcosa di insolito anche fra Naruto ed Hinata, li vedeva particolarmente uniti. Soprattutto aveva notato che la Hyuuga non era più così in imbarazzo a parlare con Naruto e prima non riusciva neppure a guardarlo negli occhi.

‘Che sia legato a questo il comportamento di Sakura?’ per il momento lasciò perdere. Ormai erano quasi arrivati, ma decise ugualmente di dare una sbirciatina al suo libro preferito ‘Le tattiche della pomiciata’, avrebbe ringraziato a vita il buon Jiraiya per aver scritto quella stupenda trilogia.

Intanto, Hinata e Naruto passeggiavano mano nella mano e non si accorsero che Sakura era restata indietro. Il biondino la informò della sua immensa felicità nello svolgere quella missione, non solo avrebbe rivisto il suo amico Gaara, ma poteva passare tutto il tempo che voleva con la dolce Hyuuga.

Allo stesso tempo, anche lei era contenta oltre ogni dire, quasi toccava il cielo con un dito.

“Sono felice che Tsunade-sama mi reputi all’altezza di questa missione. Non l’avrei creduto…” quella voce cristallina che per le orecchie di Naruto risultava così angelica, in quel momento a quelle dell’Haruno pareva agghiacciante e dolorosa. Non ce l’aveva minimamente con lei, ma non poteva fare a meno di essere così triste. In quel momento poi, si sentiva così sola, non si erano neppure resi conto di averla lasciata a qualche metro di distanza, troppo occupati a chiacchierare per accorgersi di lei.

Fu in quel momento che Kakashi, senza distogliere lo sguardo dal libro, si affiancò a lei, mettendogli una mano sulla spalla per confortarla, non gli piaceva vedere uno dei suoi amici tristi.

“Sakura… qualsiasi cosa sia accaduto, credo sia meglio tu lo chiarisca prima della nostra partenza. Non è un bene avere pensieri in più oltre a quelli della missione, potresti comprometterla…” il tono era serio ma anche comprensivo e lei ne restò esterrefatta.

“Ah, scusa Kakashi-sensei… hai ragione.” era davvero abbattuta, la sua voce era uscita corrotta.

“Non scusarti. Piuttosto, fammi un sorriso, voglio vedere la vera Sakura! Ok?” per quanto si sforzasse non ci riusciva, anche se le aveva fatto piacere udire quelle parole dal suo maestro, per quanto sembrasse serio aveva il cuore d’oro.

“Su Sakura… oh, so come farti sorridere. Non dovrei farlo perché questo libro non è per quelli della tua età ma… vuoi leggere qualche pagina di ‘Le tattiche della pomiciata’?” ovviamente non era serio, però era riuscito nel suo intento perché finalmente la ragazza aveva accennato un sorriso, che pian piano andò ad ingrandirsi per poi trasformarsi in una sonora risata.

“Kakashi-sensei! Sei sempre il solito sporcaccione! Tu e quel libro!” le era davvero grata per averla distolta dai suoi pensieri.

“Scherzavo naturalmente. Oltretutto se Tsunade sapesse che ti ho fatto leggere quel libro, mi ucciderebbe! Era giusto per…” ma fu interrotto dalla voce di Sakura.

“Grazie Kakashi-sensei…” lo disse con sincerità.

Arrivarono al chiosco del ramen, l’Haruno si dette accanto al maestro, dalla parte opposta di Naruto, non aveva voglia di averlo accanto e vedere quei due tubare come due piccioncini, non per il momento, non finché non ci avesse preso l’abitudine.

“Naruto! Ma tu mangi sempre così tanto?” rise la Hyuuga divertita nel vederlo strafogarsi con il cibo, era davvero buffo, per questo le piaceva così tanto.

“Oh Hinata, non hai idea di quanto sia buono il ramen!” detto ciò mise in bocca un’altra abbondante porzione di ramen.

La moretta lo guardava sorridente, ancora non riusciva a credere che lui fosse il suo ragazzo, era troppo bello per essere realtà, l’aveva talmente tanto desiderato che faticava a rendersene conto.

Si sporse in avanti per osservare la chuunin, l’aveva vista strana e le dispiaceva un sacco, sapeva quanto fosse energica di solito, mentre quella volta non era così. Temeva che fosse per via del nuovo rapporto instauratosi tra lei e il genin. Se fosse stato quello il motivo si sarebbe sentita in colpa, non voleva che soffrisse a causa sua.

‘Ho deciso, le parlerò io personalmente… non voglio che ci sia alcun tipo di rancore, soprattutto perché Sakura mi sta simpatica…’

“Naruto, potresti scusarmi per un attimo?” disse lei gentile come sempre, lui annui sorridendole, con la bocca piena di cibo.

Hinata si alzò lentamente dallo sgabello e si avvicinò all’Haruno, che si voltò verso di lei sorpresa. Si dette della stupida, era sicura che la Hyuuga avesse interpretato male il suo comportamento, non l’aveva neppure salutata.

“S-Sakura… non è che potrei parlarti un attimo?” la timidezza di Hinata poteva sciogliere il cuore di chiunque e in quel momento Sakura non si sentiva più abbattuta come pochi istanti prima, così annuì e si alzò per seguirla.

Camminarono in silenzio, finché la giovane Hinata si fermò, aveva lo sguardo triste e Sakura non ne capiva il motivo, non era ciò che voleva stare con Naruto?

“S-Sakura io… volevo chiederti se… beh… insomma… non vorrei che quello che c’è tra me e Naruto-kun compromettesse il rapporto tra me e te… insomma… io e te non ci siamo mai parlate molto ma… tu mi sei simpatica, molto e… ne soffrirei se tu dovessi star male a causa mia…” quanta dolcezza nelle sue parole? Lei si era solamente preoccupata.

“Hinata io… perdonami… non credevo tu pensassi questo.” si sentiva una sciocca, povera ragazza, lei si dava sempre pena per tutti, voleva rassicurarla.

“Ma non preoccuparti. Non posso nasconderti che un po’ ci sto male, ma non voglio che tu ti preoccupi. Hinata, sono contentissima per te, veramente. Tu sei sempre così buona… mi vergogno ad aver pensato per me stessa. Quindi, ti assicuro che la nostra amicizia non verrà compromessa. Poi, questa missione sarà un modo per unirci di più, non credi?” ora la Hyuuga sorrideva e senza che l’Haruno se ne accorgesse se la ritrovò tra le braccia.

“Grazie Sakura, sei tu che sei buona! Prometto che non starò tutto il tempo con Naruto-kun, non voglio farti soffrire…” e ancora pensava agli altri.

“Non pensarci neanche Hinata! Non badare a me…” le disse strizzandole l’occhio. Sapeva che avrebbe sofferto un po’ ma la Hyuuga le aveva dimostrato il suo dispiacere nonostante la conoscesse ben poco, l’aveva apprezzato. Non era da tutti fare certi discorsi, avrebbe superato la cotta per Naruto.

Poco dopo, insieme, tornarono al chiosco del ramen, notando lo sguardo soddisfatto di Kakashi, per fortuna era tornato il sorriso sul volto della chuunin e di questo ne fu sollevato.

Tutto si era risolto e il giorno dopo sarebbero partiti per Suna senza problemi, era fiero della sua Sakura, era fiero della piccola Hinata perché aveva fatto il primo passo vincendo la sua rinomata timidezza.

Dopo aver dato un veloce sguardo alle due ragazze, posò nuovamente l’attenzione sul libro che stava leggendo, impaziente di sapere come sarebbe continuato.

Finito il pranzo, ognuno si diresse alla propria abitazione per preparare le proprie cose e per riposarsi il più possibile, anche se Naruto e Hinata si erano dati comunque appuntamento sotto le stelle, come sempre.

*Owari 4*

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