Nuova missione
Temari camminava lungo i corridoi del palazzo del Kazekage, aveva l’aria leggermente tesa. Il fatto di bussare alla porta dell’ufficio di suo fratello, le faceva salire una certa agitazione che accresceva ad ogni passo.
In quegli ultimi giorni era difficile parlare con lui, soprattutto perché si mostrava sempre rabbioso agli altri, nonostante lei sapesse che faceva così per via della tristezza che era tornato ad avvolgerlo. Non sapeva che cosa fosse successo durante il Consiglio, anche se non era del tutto certa che fosse per qualcosa accaduto durante la riunione. Ma i fatti dimostravano che dal momento che lui era uscito da quella stanza, si comportava in modo strano.
Da quando aveva messo piede fuori dalla sala, il ragazzo si era diretto in fretta e furia nel suo ufficio, per non uscirne più da giorni.
Era in pena per lui, ultimamente le cose si erano fatte più semplici e tranquille, Gaara aveva trovato la pace interiore, non c’era più nulla che lo turbasse. E adesso, tutto sembrava essergli caduto addosso, schiacciandolo sotto al peso di quel qualcosa che lo opprimeva.
La kunoichi realizzò immediatamente che fosse qualcosa di serio, non era mai accaduto che il Kazekage si rinchiudesse nel suo ufficio senza voler parlare con nessuno.
Quando si trovò di fronte alla porta, appoggiò una mano tremante sulla maniglia e deglutendo a fatica, entrò nella stanza, restando sorpresa da ciò che vide.
Fogli raggruppati uno sopra all’altro, formando un’altissima pila di documenti, mai toccati da quando erano stati posati sul tavolo. La stanza era avvolta nell’oscurità, solo una flebile lucina proveniente da una candela illuminava la sala, le finestre erano serrate e non facevano passare neppure un misero spiraglio di luce.
Quello che più colpì Temari, era il volto pensieroso e lacerato dalla tristezza di suo fratello, che in quel momento teneva lo sguardo rivolto verso il basso.
Il ragazzo non si era accorto della sua presenza, così Temari, prendendo un lunghissimo respiro lo chiamò.
“Gaara…” lui si voltò di scatto verso la voce, nei suoi occhi si poteva scorgere la rabbia ad una prima occhiata, ma lei sapeva bene che essi celavano una profonda amarezza.
“Che ci fai qui? Non avevo espressamente detto che non volevo essere disturbato da nessuno?” il tono della sua voce era rabbioso, ma lei non lo tollerava. Non poteva trattarla così.
“Senti, abbassa i toni. Se sono qui è perchè mi interesso a te, forse? E poi, ti ho portato il documento che aspettavamo da parte del Quinto Hokage. È stato Shikamaru Nara a darmelo.” lui la guardò di sottecchi, sbuffando.
“Non ha importanza di quello che pensi. Non sono affari che ti riguardano. Non m’importa della tua stupida apprensione. Comunque, dammi quel foglio e sparisci.” quanta freddezza nella sua voce. Quant’era che non lo sentiva parlare a quel modo?
“Bene. A quanto pare il nostro Nobile Kazekage vuole essere lasciato in pace. Ok. Sarà fatto sua altezza… le sarà concesso di restare qui a marcire in solitudine! Con permesso!” sbottò Temari con rabbia. Uscì sbattendo la porta alle sue spalle.
In realtà non era arrabbiata, era solo triste. Non pensava che Gaara potesse trattarla ancora così. L’ultima volta che l’aveva fatto risaliva ai tempi degli esami dei Chunin. Il tono e le parole sprezzanti usate dal ninja, le fecero tornare in mente il brutto periodo passato anni prima.
Camminando a passo sostenuto raggiunse l’uscita, sbattendo contro Kankuro che la guardò perplesso, c’era qualcosa che non andava, aveva l’aria assente.
“Temari? Dove vai così di fretta?” gli occhi verdi di lei si posarono su quelli del fratello minore.
“Non lo so. Sicuramente lontano da quell’ufficio del cavolo! Sai, nei dintorni aleggia un’aria di aggressività. Il signorino mi ha gentilmente sbattuta fuori. Che se ne resti là dentro per il resto dei suoi giorni il bastardo! Trattaci tu con il Nobile Kazekage!” detto questo uscì dall’edificio, lasciando il povero marionettista a boccheggiare senza capire.
Immaginava si trattasse di Gaara, ma non aveva fatto in tempo a confermare le sue ipotesi, così decise di andare a constatare di persona, a suo rischio e pericolo.
Intanto la bionda sorella del Kazekage si trovava fuori dal palazzo e si sedette lì vicino per sbollire la rabbia.
Improvvisamente si trovò di fronte gli occhi di pece di Shikamaru. Non si era accorta del suo arrivo. Troppo immersa nei suoi pensieri.
“Ehi! Cos’è quella faccia? Sorridi, che così sei ancora più brutta…” allora quell’idiota aveva proprio deciso di morire.
“Non è giornata. Finiscila con le tue stupide battutine. Sono già abbastanza nervosa, se ti ci metti anche tu potrei perfino uccidere!” lui scosse la testa, alzando le mani in segno di resa.
“Non ho alcuna voglia di morire, sono giovane.” detto ciò, si lasciò cadere di fianco alla ragazza, che continuava a guardarlo irritata.
Stettero in silenzio per qualche minuto, nessuno dei due sapeva come cominciare un discorso. Fu poi la biondina a rompere il silenzio.
“Scusami. Non avrei dovuto prendermela con te… è solo che… sono nervosa, avevo bisogno di sfogarmi. Se poi ti metti a scherzare in un momento come questo…” non fece in tempo a finire la frase.
“No no, non stavo mica scherzando…” disse con un sorrisetto ironico stampato in faccia, ma lei non era in vena per sopportare il suo sarcasmo del tutto fuori luogo.
“Cosa ti ho appena detto?” il sorriso si spense, lasciando posto ad un’espressione interessata.
“Che c’è Temari? Sei preoccupata per tuo fratello?” beh, da un lato ci aveva azzeccato.
“Si. Ma non solo. Quello stronzo si è addirittura permesso di trattarmi come una qualunque. Avresti dovuto sentirlo: ‘…dammi quel foglio e sparisci!'” disse imitando la voce profonda del ragazzo dai capelli ramati.
Per la rabbia cominciò a mordersi le dita, cercando di evitare di sbraitare. Non voleva certo che al villaggio sapessero vita, morte e miracoli della famiglia Sabaku.
Shikamaru tentò di sopprimere una risata, ma non ci riuscì, aumentando così le ire della giovane kunoichi.
“Scusa Temari… ma ti riesce proprio bene l’imitazione di quell’asociale di tuo fratello.” nulla da ridire. Per quanto detestasse chiunque insinuava qualcosa su Gaara, in quel caso aveva ragione. Un sorriso si distese sulle sue labbra. Se Shikamaru aveva il potere di irritarla oltre ogni dire, aveva anche quello di rasserenarla. Era bastata una sua risata per contagiarla e la rabbia si affievolì di colpo.
Temari si alzò in piedi, volgendo lo sguardo al cielo che come sempre era limpido e di un azzurro intenso. Lentamente si voltò verso il moretto, che la guardava col sorriso dipinto sul volto.
“Sai Shikamaru… se non fossi così irritante non mi piaceresti… forse non è una cattiva cosa il fatto che tu sia qui a Suna.” il ragazzo restò a bocca aperta per un istante, poi si ricompose pensando che quello che aveva detto non era inteso come credeva lui.
Si voltò a sorridergli, poi lentamente si accucciò per terra e lo abbracciò. Non lo aveva mai fatto, si era sempre limitata alle distanze con lui, mentre in quel momento, desiderava un contatto fisico.
Dopotutto, lo aveva sempre sognato, sin dalla prima volta che lo aveva visto.
“Lo sai Temari per quale motivo sei una seccatura? Perché non riesco mai a capire quello che ti passa per la testa… mai. Anche stavolta sei riuscita a sorprendermi. Ma le sorprese… mi piacciono.” detto questo, la scostò leggermente da sé in modo da poterla guardare negli occhi. Bellissimi occhi verde profondo.
La osservò per qualche istante fino a che in un gesto quasi istantaneo, unì le labbra con quelle di lei. Morbide. Come aveva sempre immaginato.
Dapprima la kunoichi spalancò gli occhi irrigidendosi notevolmente, poi, prendendo coscienza di ciò che stava accadendo si lasciò andare, permettendo alle emozioni di avvolgerla completamente.
Non era di certo il primo bacio quello, ma non ricordava che un simile gesto potesse esprimere tanta gioia. Il cuore le batteva a velocità inaudita nel petto, credette che pure Shikamaru potesse sentirlo.
Il ragazzo posò le mani sui suoi morbidi capelli, accarezzandole dolcemente la testa. Per quanto tempo aveva desiderato assaporare quella bocca? Non se lo ricordava, ma gli sembrava fosse passata un’eternità dalla prima volta che aveva fatto certi pensieri su di lei.
Non avrebbe mai immaginato che si sarebbe sentito così bene. L’amore è capace di renderti la persona più felice del mondo e forse, a volte, meno pigro del solito. Già, perché lui lo era, ma in quell’occasione si era deciso a darsi una spinta e mandare al diavolo la svogliatezza.
Dopo un po’ si staccarono per riprendere fiato e si resero conto che avevano tutti gli occhi puntati addosso. Dopotutto era la sorella del Kazekage, logico che la gente si soffermava ad osservarla. Fu colta dall’imbarazzo, che la fece arrossire vistosamente e si nascose il volto fra le mani, mentre il moretto era scoppiato in una fragorosa risata.
“ALLORA SAI COSA TI DICO? FAI COME TI PARE, IDIOTA!” le risa cessarono e entrambi i ragazzi si guardarono perplessi. La voce apparteneva a Kankuro, che dopo qualche minuto fu fuori dalla residenza del Kazekage. Il suo volto era rabbioso.
Non gli ci volle molto per capire che pure lui era stato sbattuto fuori dall’ufficio, senza tante pretese. Erano entrambi arrabbiati, ma non tanto perché lui li aveva cacciati, ma perché erano preoccupati per il suo strano comportamento.
Non voleva vedere nessuno, era rintanato in quell’ufficio da almeno qualche giorno, senza mai uscirne se non quando non c’era nessuno nei dintorni.
I tre ragazzi stettero in silenzio a guardarsi, senza capire.
Kakashi si trovava nel bel mezzo del deserto, aveva l’aria stanca e tutto quel caldo non lo aiutava di certo. Non se la sentiva però di fermarsi a riposare, aveva paura che Sasuke si sarebbe allontanato ancor di più.
Ma le sue ipotesi erano infondate, perché dopo qualche altro minuto di corsa verso il niente, vide davanti a sé, in lontananza, quattro figure che erano intente in una discussione.
Avvicinandosi, cautamente, riconobbe il volto serio dell’Uchiha. Da quanto tempo non lo vedeva? Ne era passato. E ritrovarselo lì davanti, lo aveva un po’ spiazzato.
Nella sua mente si susseguivano i ricordi di anni prima. Lui, che allenava un Sasuke tredicenne. Il ragazzino che apprendeva velocemente e che gli dava un sacco di soddisfazioni. Era il suo pupillo, e adesso, che cos’era diventato? Il suo unico scopo era la vendetta, nient’altro.
Improvvisamente vide il volto di Sasuke farsi serio e sospettoso, poi, inespressivo fece un passo in avanti e si sentì la sua voce risuonare nel silenzio.
“Avanti, avvicinati.” aveva sentito la presenza di Kakashi senza alzare lo sguardo verso di lui, dopotutto era un ninja.
L’uomo, si fece avanti, andando incontro ai quattro shinobi, senza perdere la concentrazione e il moretto alla vista del suo ex-sensei assunse un’espressione di noia.
“Kakashi… ma allora non ti sei ancora arreso? Eppure, dovresti averlo capito ormai. Ti facevo più intelligente.” disse il ragazzo senza scomporsi.
“Sei tu che dovresti sapere che non mi arrenderò, caro il mio Sasuke.” l’atmosfera era tesa, i tre ninja in compagnia dell’Uchiha, non si erano ancora pronunciati, solo in quel momento Karin emise una sonora risata.
“Penso che questo qui abbia preso un granchio. Sasuke non rinuncerà alla sua vendetta.” anche se quell’affermazione gli costò un’occhiataccia da parte del leader del gruppo.
“Fai silenzio Karin. Veniamo al dunque Kakashi, io non torno indietro. Se te ne vai di qui, io chiudo un occhio ed evito di sporcarmi le mani.” Hatake sapeva già che gli avrebbe risposto così, ma non voleva arrendersi.
“Ti riporterò a Konoha.” bastò uno schiocco di dita e i tre compari finalmente si mossero dalle loro posizioni per generare alcune copie e bloccare il jounin.
“Non ho tempo per giocare con te.” detto questo, si dileguò velocemente, senza dare tempo al maestro di raggiungerlo.
Era stato tutto troppo veloce, neppure un ninja del livello di Kakashi era riuscito a vedere i movimenti dei tre sottoposti di Sasuke che adesso, era fuori dal suo campo visivo. Si dette dello stupido, ma in ogni caso era troppo stanco per affrontarlo, doveva assolutamente riposare un po’ prima di scontrarsi nuovamente con lui. Decise così di mandare Pakkun ad avvertire Naruto e gli altri che non sarebbe tornato troppo presto.
Il cane, attese gli ordini e scomparve in lontananza, sotto lo sguardo serio del ninja.
Intanto, a Suna c’era ancora movimento nonostante l’ora di pranzo. Tutta la gente che assieme rimetteva in piedi il villaggio, c’era spirito di unione e nessuno si lamentava.
Naruto e Hinata si erano presi una piccola pausa e se ne stavano accoccolati l’uno all’altra a godersi il sole cocente.
Sul volto del biondo però c’era un’ombra di preoccupazione. Come tutti, era impensierito per il comportamento del Kazekage. Aveva deciso di parlarci di persona, senza ammettere rifiuti da parte di Gaara, in fondo era un suo amico e stava male per lui.
“Naruto-kun… so che sei preoccupato per Gaara-san. Mi dispiace vederti così…” ecco, lo sapeva. In qualche modo era riuscito a preoccupare Hinata, come al solito.
“No piccola. Stai tranquilla. Mi basta averti accanto e non ci penso. So solo che prima o dopo dovrò parlare con lui.” rivolse lo sguardo al cielo, che era colorato di un azzurro intenso.
“So quanto tu gli sia affezionato…” ma Naruto, volle sorvolare il discorso.
“Peccato che a quest’ora non si vedano le stelle.” disse esibendosi in un grande sorriso.
“Uh?” la Hyuuga non capì perché se ne fosse uscito con una frase del genere proprio in quel momento.
“Sai, le stelle sono il simbolo del nostro amore ed io avevo voglia di vederle, assieme a te.” come mille altre volte, le guance della ragazza si tinsero di rosso, non era ancora abituata alle lusinghe del suo Naruto.
Lui le accarezzò una guancia e poco dopo, la baciò. Le sue labbra erano sempre così morbide, un piacere da baciare e lui ormai ne era dipendente.
“Hinata… devo dirti una cosa molto importante…” in quel momento furono le guance di Uzumaki a tingersi di rosso.
“Che cosa c’è?” lei si era allarmata.
“Vedi… io… credo…” seguì un lungo silenzio, mentre il cuore di lei si era fermato. Aveva paura. Paura per quello che avrebbe detto il giovane ragazzo. Lui la vide torturarsi una ciocca di capelli, come faceva quando solitamente era nervosa. Le prese le mani nelle sue, stringendole dolcemente e le sorrise caldamente, prendendo coraggio.
“Credo… sì, credo di essermi innamorato di te.” per poco Hinata non svenne. Lui si era innamorato di lei? Non sapeva se ridere o piangere, si sarebbe aspettata di tutto, ma mai quella confessione. E lei che era rimasta a fissarlo con la bocca aperta.
Il cuore le batteva incessantemente nel petto, come una furia e il suo corpo aveva cominciato a tremare per l’emozione. Infine, una lacrima rigò il suo volto.
“Hinata… non fare così… oddio. Forse non dovevo dirtelo.” lei però scosse la testa e gli si lanciò fra le braccia. Era al settimo cielo.
“Oh, Naruto-kun. Mi hai resa felice, molto felice!” così, il ragazzo le baciò la fronte. Vederla così raggiante lo emozionava. Quella dolce ragazzina gli aveva preso il cuore. Non era come per Sakura, era qualcosa di molto diverso, quasi gli dava le vertigini.
Presto si fece sera e Sakura si trovava di fronte al chiosco del ramen nel centro di Suna. Non aveva molta fame, ma ugualmente aveva deciso di riempirsi un po’ lo stomaco.
Ancora non aveva visto Gaara, le scocciava andargli a bussare nell’ufficio, sapeva che se non aveva voglia di vedere nessuno, non l’avrebbe certo accolta col sorriso. Lui che di sorrisi ne faceva ben pochi.
Immaginava che l’avrebbe scacciata come aveva fatto con Temari, sarebbe stato rabbioso, soprattutto perchè: chi era lei per disturbarlo in un momento di crisi come quello che stava passando? Oltretutto nessuno ne sapeva il motivo.
Come poteva immaginare che invece la sua presenza era l’unica che il Kazekage avrebbe accettato?
Ordinò la cena e stette seduta ad attendere il proprio pasto, quando si sentì chiamare. Quella voce la riconosceva bene.
“Pakkon! Che ci fai qui?” il cane saltò su uno sgabello, aveva il fiato corto.
“Sakura… ho delle notizie da parte di Kakashi.” era serio, come sempre.
“Sasuke…?” le parve che il suo cuore si fosse fermato.
“Esattamente. Kakashi si è scontrato con lui, voleva parlargli ma Sasuke è scappato. Sono qui per avvertirvi che non tornerà tanto presto.” la ragazza si fermò a riflettere. La loro missione a Suna era finita, adesso potevano andare incontro al loro maestro e insieme, riprendersi Sasuke.
Anche Naruto sarebbe stato d’accordo, così disse a Pakkon di seguirla, dovevano trovare il biondo genin.
Appena lo trovarono, era in compagnia di Hinata, Shikamaru e dei due fratelli della sabbia, gli raccontarono ogni cosa e la decisione di Uzumaki fu irremovibile: andare a riprendersi il loro amico.
Era emozionato al solo pensiero, doveva rivedere suo ‘fratello’ e riportarlo a Konoha.
“Partiremo domattina e cercheremo Kakashi.” disse con foga.
Avrebbe rimandato il problema ‘Gaara’ ad un altro momento, adesso era importante muoversi.
“Ah… Temari, Kanuro… potreste informare voi Gaara della nostra partenza?” i due ninja annuirono.
“Vengo anche io con voi. Una mano in più serve sempre!” esordì Shikamaru, anche se in realtà non gli sarebbe dispiaciuto passare ancora del tempo con la sua seccatura.
Si divisero poi per riposare un po’ e preparare le loro cose. L’indomani mattina li aspettava un lungo viaggio e avrebbe avuto inizio la nuova missione.
Il giorno seguente, i quattro ninja di Konoha si stavano dirigendo all’uscita del villaggio, ma a metà strada gli corsero incontro i due fratelli.
“Stupido! Credevi di andartene senza salutarmi?” disse Temari con il volto rosso per la rabbia.
Il povero Shikamaru restò a fissarla inebetito, non immaginava che se la sarebbe presa così.
“Temari… posso spiegar…” non fece in tempo a finire la frase che la biondina gli si era buttata fra le braccia, stringendolo possessivamente e dopo poco si ritrovò a contatto con le sue labbra.
Tutti li guardavano sorpresi, ma da quando quei due…?
Entrambi si staccarono un po’ imbarazzati, seguì un giro di saluti e insieme si avviarono all’uscita del villaggio.
Hinata camminava silenziosa, non sapeva perchè ma aveva un brutto presentimento, anche se non aveva la minima idea di cosa riguardasse. Il suo volto era impallidito, sembrava quasi che stesse per svenire.
Naruto, osservandola, se ne accorse immediatamente.
“Hinata? Tutto bene? Mi sembri un po’ pallida…” lei annuì incerta. Sì, fisicamente andava a meraviglia, ma cos’era quella sensazione che le attanagliava il cuore? Si sentiva come se le mancasse l’aria, il suo respiro infatti, si era fatto affannoso.
Ben presto però, si tranquillizzò e quella strana sensazione che la opprimeva era scomparsa nel nulla. Decise di non pensarci più, o almeno, lo avrebbe fatto in seguito. Adesso doveva concentrarsi sulla nuova missione, che si prospettava pericolosa ed impegnativa.
L’enorme portone al centro delle mura adesso si intravedeva in fondo alla strada. Un gruppetto di ninja se ne stava raccolto da una parte a discutere di chissà quale argomento, mentre dalla parte opposta, isolato dagli altri, se ne stava a braccia conserte il Kazekage in persona.
Temari e Kankuro strabuzzarono gli occhi, non capivano come mai loro fratello si fosse deciso ad uscire dal suo ufficio.
Ci fu un lungo istante di silenzio mentre lo raggiungevano, nessuno disse niente fino a quando non gli furono davanti.
Naruto ovviamente fu il primo a parlare.
“Gaara! Allora sei venuto a salutarci! Non ci speravo più…” disse con un velo di tristezza, che scomparve immediatamente.
Il ragazzo ammiccò un mezzo sorriso, chiaramente falso. Aveva perso del tutto la voglia di farlo.
Il biondo di Konoha gli tese la mano, proprio come l’ultima volta che si erano salutati tempo prima. Lui la strinse senza tanto entusiasmo e volse la sua attenzione verso un paio di occhi verde profondo.
Sakura fu scossa da un tremito, quello sguardo così triste le fece una strana impressione. Forse perchè era già da tempo che non lo vedeva così, o forse solamente perchè quelle iridi color smeraldo l’avevano sempre fatta sentire così.
Immersa in quei pensieri, Gaara spostò lo sguardo verso Hinata, che gli sorrise porgendogli la mano in segno di saluto. Poi fu il turno di Shikamaru, il braccio teso con riluttanza. Non gli era mai andato molto a genio e la cosa pareva reciproca, ma lo fece ugualmente per rispetto.
“Spero che siate stati bene qui a Suna. Potete tornare quando volete…” quelle furono le prime parole che uscirono dalla bocca del rossino.
“Certo che siamo stati bene Kazekage-sama… grazie per l’accoglienza… è stato molto gentile…” a Hinata sostenere una conversazione con lui non le riusciva proprio. Ci aveva provato in quei giorni a parlarci, ma si sentiva sottopressione, quello sguardo la faceva sentire piccola al suo confronto.
“Hinata-chan… non usare queste formalità, ti prego. Le detesto. E poi non ce n’è alcun bisogno…” lei annuì colta da un profondo imbarazzo.
Il ninja rivolse nuovamente un’occhiata a Sakura, che si sforzò di sorridergli, anche se era profondamente preoccupata. Glielo leggeva perfettamente in faccia quale fosse il suo stato d’animo ed era in pena per lui.
In quei giorni lo aveva visto bene, più vivo di altre volte e adesso… era tornato come un tempo.
“Beh, allora ci vediamo…” le disse con indifferenza, ma lei, spezzò la freddezza con un profondo abbraccio.
Se solo avesse saputo quanto lei fosse capace di riscaldargli il cuore, forse, lo avrebbe fatto più spesso.
Per un attimo, la tristezza che avvolgeva Gaara se n’era andata, almeno fino a che lei non sciolse quel contatto. Poi era ricaduto nel baratro di quei pensieri. Si sentiva preso in giro da tutti, si sentiva usato. E dentro di sè sentiva un enorme vuoto.
Distante dagli altri, Shikamaru e Temari si stavano guardando intensamente e poi si unirono in un bacio. Profondo come se fosse stato il primo. Negli occhi di entrambi aleggiava il dispiacere, stavano male al solo pensiero di non potersi vedere per chissà quanto tempo.
“Allora a presto!” salutarono i ninja della foglia, per poi allontanarsi da Suna, senza più voltarsi indietro.
*Owari 11*
FANTASTICO!!!!!!!!!!!!!!!! mi sono innamorata di qst fanfiction! mi piace da matti!!! kissà ki sarà il raga di sakura (spero sasuke ^^) aspetterò il seguito!
*.* è davvero meraviglioso qst primo capitolo… brv!!!
bello!!!!!!!!!!!!!!!!!!mi piace da matti stù fan fiction!!!!!!!!!!!!!!dovresti mandarla direttamente a masashi!!!!!!!!!!!!!!!!
oddio k bel finale!!!!!!!!!quando arriverà il capitolo 16???????ti prego inseriscilo al + presto k volgio sapere cm va!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
davvero una fiction stupenda..n vedo l’ora del 16cap,bravixima!!XD