Quello che provo

Confessioni nel cuore della notte

Dopo aver finito di preparare le sue cose, Naruto aveva raggiunto il luogo in cui si sarebbe incontrato con la sua ragazza, che ancora non era arrivata. Ci vollero ancora quindici minuti prima che il ragazzo la vedesse giungere sul posto.

“Eccomi Naruto-kun! Scusa se ci ho messo tanto!” disse lei iniziando a correre verso il biondino che le sorrise.

Il genin la prese fra le sue braccia e la baciò dolcemente, chiudendo gli occhi per perdersi completamente nel turbinio di emozioni che scaturivano dal suo cuore. La Hyuuga mentre gli accarezzava i morbidi capelli, a malincuore si staccò per riprendere fiato.

“Ma insomma, che vi siete dette tu e Sakura?” Naruto era curioso.

“Niente di importante… non preoccuparti Naru!” mentì, ma non poteva certo raccontargli di quello che provava la ragazza per lui, non voleva tradirla.

“Siete state tanto a parlare. Sai per caso per quale motivo fosse così triste?” Hinata sospirò, cercando di inventarsi qualcosa.

“Sai, le è tornato in mente Sasuke. I ricordi ogni tanto tornano a tormentarti… perciò si era intristita.” c’era un fondo di verità in quelle parole.

“La capisco… divento triste anche io quando penso a quello stupido.” disse sbuffando “Però ora non è il momento di pensare a lui… adesso sono con te!” detto questo l’attirò nuovamente a sé per baciarla di nuovo.

Dopo un po’, dovettero salutarsi dato che si era fatto tardi e il giorno seguente sarebbero partiti per la missione, avevano bisogno di riposarsi per affrontare il lungo cammino di tre giorni verso Suna.

Il mattino successivo, il gruppo si era dato appuntamento all’entrata del villaggio e ovviamente il maestro Kakashi non era ancora arrivato, così Sakura e Naruto spiegarono a Hinata che lui era perennemente in ritardo.

“Mi dispiace per te Hinata… ma dovremmo aspettare almeno un’altra mezzora…” disse Naruto dispiaciuto.

“Anche di più…” Sakura come al solito era nervosa, detestava i ritardi del sensei, ma per fortuna quel giorno arrivò prima del solito.

Uzumaki e Haruno si arrabbiarono con l’uomo che come di consueto aveva trovato una scusa per il ritardo, ma nessuno ovviamente ci aveva creduto. Usava la stessa da anni ormai!

Iniziarono il loro cammino verso il villaggio della sabbia, preferirono passare dagli alberi, non solo avrebbero fatto prima, ma avrebbero evitato anche brutti incontri, semmai ce ne fossero stati.

“Sakura? Posso farti una domanda?” la ragazza sussultò, Naruto l’aveva spaventata, non l’aveva notato dato che era immersa nei suoi pensieri.

“Oh, Naruto! Sei un idiota! Mi hai spaventata… Comunque, dimmi, cosa c’è?” per la prima volta si soffermò ad osservare i suoi occhi, erano così belli, di quel colore blu profondo come il mare.

“Senti, ma cos’avevi ieri? Mi sembravi così triste…” lui era preoccupato, nonostante lo avesse chiesto ad Hinata, si era sentito in dovere di essere lui ad interessarsi e chiederlo direttamente all’amica. Dal canto suo Sakura divenne completamente rossa e cercò di non guardarlo in faccia in quel momento.

“Niente Naruto… stai tranquillo…” non gli avrebbe mai detto di ciò che provava. Si sarebbe sentita troppo in imbarazzo, ma soprattutto non voleva fare un torto alla Hyuuga. Chissà come avrebbe reagito il biondino?

“Sicura? Pensavi a Sasuke? Spero di no, non se lo merita!” che c’entrava Sasuke in quel momento? Stava per negare, quando decise di sfruttarlo a suo vantaggio.

“Ehm… si Naruto… lo sai, mi è sempre piaciuto e ne sento la mancanza…” effettivamente in parte era vero, si sentiva triste per lui ma non perché ne fosse ancora innamorata.

“Mi dispiace Sakura-chan… cerca di non pensare più a quello stupido!” se solo il ragazzo avesse saputo la verità…

“Ah, ma adesso sto molto meglio! Per fortuna ho parlato con Hinata e mi ha tirato su il morale!” disse sorridendo.

Hinata intanto stava discutendo con Kakashi sull’obiettivo della missione, lei era sicurissima che sarebbero riusciti ad aiutare i loro amici di Suna, ce l’avrebbero messa tutta pur di liberarli dagli intrusi del villaggio dell’erba e della pioggia.

Dopo poco il sensei decise di fare una pausa, dovevano pranzare, altrimenti a stomaco vuoto non avrebbero potuto continuare il loro cammino per mancanza di forze.

Si sistemarono sulla riva di un fiume poco lontano da dove si trovavano, mangiarono qualcosina e si riposarono un po’ per riprendere le fiato. Non erano stanchi, però era importante soffermarsi ogni tanto. Approfittando della sosta, Naruto si allontanò con Hinata, voleva stare un po’ da solo con lei.

Si sedettero poco distanti da dove si trovavano gli altri due compagni di squadra, almeno se per caso avrebbero incontrato minacce, sarebbero stati abbastanza vicini da poterli aiutare.

Stettero abbracciati tutto il tempo, quel contatto era ormai fondamentale per entrambi, era rassicurante stare l’uno nelle braccia dell’altra, li faceva sentire protetti.

“Hinata… sai… mi sono reso conto che per me è importante stare insieme a te.” lei sussultò, non se l’aspettava.

“H-Hai detto… stare insieme a m-me?” lui la guardò perplesso.

“Si, perché?” la sua ingenuità a volte raggiungeva livelli impressionanti.

“N-Non credevo c-che stessimo insieme…” Naruto a quelle parole si fece serio.

“Non è così per te? Pensavo di si… insomma… credevo di piacerti…” come al solito non aveva capito, ma la ragazza subito lo rassicurò.

“N-No Naruto-kun, hai capito male! Io credevo che ci stessimo solo frequentando! Ma sono felice, perché così sono sicura che tu ci tieni veramente a me! Non pensavo che tu mi considerassi la tua ragazza, ecco…” la Hyuuga nel dire quelle parole ci aveva messo tutto l’impegno possibile, era arrossita dall’imbarazzo, non gli veniva ancora naturale dire certe cose al ragazzo che aveva sempre amato.

“Hinata… certo che è così per me! Tu sei una ragazza meravigliosa e purtroppo me ne sono reso conto tardi! Come al solito sono stato stupido…” anche lui si vergognava un po’ per lo stesso motivo.

“Lo sai Naruto? Mi hai reso la giornata fantastica, più di come lo era fino a poco fa!” sorrise raggiante e il biondo non poté far a meno che restare ad ammirare l’espressione gioiosa della giovane ninja.

“Anche tu piccola Hinata!” così, la strinse forte fra le sue braccia e la baciò.

Ogni bacio era sempre così dolce, entrambi sentivano come se i loro corpi fossero trasportati in un’altra dimensione, un altro mondo, di cui solo loro due ne facevano parte. Dovettero presto staccare quel tenero contatto, Kakashi li stava chiamando, ciò voleva dire che si sarebbero rimessi in viaggio non appena avrebbero raggiunto il maestro e Sakura.

“Peccato che dobbiamo già andare via…” Naruto mise su un piccolo broncio.

Hinata lo prese per mano e insieme si avviarono dai loro amici, che li stavano aspettando pronti a ripartire. Passarono l’intera giornata a saltare da un albero all’altro, fermandosi si e no due volte, ma nessuno dei quattro si era lamentato perché sapevano che prima arrivavano a Suna meglio era.

Si fermarono solo a tarda sera, dovevano trovare un posto abbastanza nascosto per accamparsi, in modo da non essere visibili ai nemici che avrebbero potuto attaccarli. Decisero di restare a due a due per metà nottata, in modo da controllare eventuali minacce non fossero in agguato.

I primi a restare svegli furono Sakura e Kakashi, mentre Hinata e Naruto si riposavano, abbracciati, riscaldandosi il corpo a vicenda. Hinata si sentiva alle stelle, finalmente poteva dormire tra le braccia del suo Naruto.

“Non credevo che tra quei due ci fosse del tenero…” esordì il maestro dai capelli argentei.

“Già… finalmente Hinata ce l’ha fatta…” disse la ragazza con una punta di amarezza nella voce.

“Non ti vedo molto contenta, o sbaglio?” non avrebbe mentito a Kakashi, dopotutto oltre che essere il suo sensei, era anche suo amico.

“Già… ma come una stupida me ne sono accorta troppo tardi.” l’uomo le accarezzò i capelli, ecco a che cos’era dovuta la tristezza del giorno prima.

“Sakura… sono cose che succedono. Se non te ne sei accorta non devi fartene una colpa. Logico che adesso ti rode, era palese che a Naruto piacevi ma… non devi tormentarti così. Troverai anche tu quello giusto, basta solo aspettare.” voleva confortarla, ma sapeva che era una ragazza forte, si sarebbe ripresa velocemente.

“Lo so maestro Kakashi… so che prima o poi incontrerò colui che mi farà dimenticare quello scemo ma… ora come ora, non riesco a pensare positivamente. È la seconda volta che non vengo ricambiata. So che stavolta è colpa mia, avrei dovuto accorgermene per tempo…” lui scosse la testa.

“Eehh… se solo tu sapessi quante volte mi sono trovato nella tua situazione! Ma ogni volta sono riuscito a passarci sopra. Basta solo aspettare… anche se è una gran rottura!” sorrise al ricordo di se stesso innamorato.

“Tu sei stato innamorato?” il ninja scoppiò a ridere alla domanda della ragazza.

“Ma certo Sakura! Ovvio che in 29 anni lo sia stato!” la kunoichi si sentì stupida, ma iniziò a ridere pure lei.

Si sentiva così bene in compagnia del suo maestro, non aveva mai parlato con lui come stava facendo negli ultimi giorni e doveva dire che si era dimostrato un ottimo amico.

Le sarebbe piaciuto conoscerlo più a fondo, perché in realtà non lo conosceva per niente, non aveva mai parlato di sé né a lei né a Naruto e la curiosità in quel momento stava crescendo dentro di lei.

“Stavo pensando… io in realtà non ti conosco per niente…” si fece seria.

“Nessuno mi conosce così bene… forse Asuma è quello che mi conosce meglio, o forse Gai. Ma in ogni caso, non parlo di me a nessuno…” la ninja si zittì, aveva paura di risultare troppo ficcanaso, ma l’uomo capì ciò che stava pensando.

“Sakura… un giorno ti racconterò tutto… ma adesso è meglio di no.” anche lui era diventato molto serio.

“No. Non sei tenuto a dirmi niente… io…” lui la zittì.

“Non preoccuparti, se ho detto questo è perché voglio raccontarti tutto un giorno. Se non avessi voluto me ne sarei restato zitto, non credi?” le sorrise da sotto la maschera.

“Beh, si, hai ragione…” alzò lo sguardo al cielo, quella sera era così limpido e pieno di stelle.

Parlarono per tutto il tempo, l’Haruno raccontò di sé al suo compagno di squadra, parlandogli di tutto quello che le veniva in mente. Sasuke, gli allenamenti con Tsunade, l’amicizia con Naruto, i battibecchi iniziali con Sai e il rapporto che avevano costruito e molte altre cose.

Il tempo passava, era arrivato il momento di riposarsi anche per loro, così svegliarono i due ragazzi che erano beatamente addormentati con il volto sereno, quasi quasi dispiaceva destarli.

La prima a svegliarsi fu Hinata, che scattò subito in piedi, seguita dal biondino che invece se la prese con calma. Cedettero il posto agli altri due e insieme si sedettero per fare la guardia.

Per un tempo indefinito non si parlarono, tutto ciò che fecero era stare ad ascoltare la voce dei silenzi, che molte volte, significava più di ogni parola. Lo sguardo alzato verso il cielo, le mani intrecciate, il calore che si diffondeva.

I lunghi capelli della Hyuuga che carezzavano la pelle del ragazzo, che pian piano si lasciò scivolare per ritrovarsi sdraiato, trascinandola con sé. Lei non oppose alcuna resistenza, l’unica cosa che fece, fu quella di avvicinarsi ancor di più al ninja in modo da averlo a contatto col suo corpo.

“Sai una cosa Hinata?” sapeva che lo stava ascoltando, perciò continuò senza attendere una risposta “Quando ero piccolo, non avrei mai creduto di poter sentirmi così un giorno. Durante la mia infanzia sono sempre stato solo, tutto quello che ho ricevuto era l’odio. Perciò, ero convinto che non avrei mai avuto neanche un solo amico, di conseguenza una ragazza che potesse starmi vicino…” non sapeva perché gliene aveva parlato, erano pensieri che aveva avuto bisogno di esporle, forse per renderla partecipe di ciò che gli passava per la testa.

“Lo so Naruto… so come hai sofferto… ma adesso, non è più così…” sì, lei lo sapeva bene come si era sentito, perché fin da bambina lo aveva sempre osservato.

“Sì, adesso non sono più solo. Ho te, Sakura, Kakashi, Iruka, Shikamaru e tutti gli altri di Konoha, Gaara, che è così simile a me e… Sasuke. Sono convinto che neppure lui abbia dimenticato. Un giorno lo ritroverò. Un giorno ci ritroveremo. Lui tornerà, lo so.” il suo volto era sereno nonostante parlasse dell’Uchiha.

“Ne sono convinta anche io… non può aver dimenticato quello che avete passato insieme, non può aver dimenticato Konoha.” solo quelle parole erano riuscite a dare ancora più forza a Naruto, quella ragazza aveva una forza straordinaria.

“Naruto… mi fa piacere che tu mi abbia detto queste cose. Vuol dire che ti fidi di me e che vuoi che faccia parte dei tuoi pensieri! Grazie!” di nuovo quel sorriso cristallino e il biondino ogni volta si scioglieva, affascinato da esso.

“Grazie a te mia piccola Hinata… grazie a te!” la ragazza allora si sporse verso di lui e gli posò un lieve bacio sulle labbra, per poi tornare ad osservare il cielo.

Il tempo sembrò passare in un batter d’occhio, si era fatta mattina, quindi era arrivato il momento di rimettersi in viaggio.

*Owari 5*

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