Cap 01

Cap 13

Il tempo continuava a passare, giorno dopo giorno Naruto e Sakura vivevano tranquillamente la loro vita nella nuova casa. Ma da diversi giorni la ragazza era stata portata all’ospedale di Konoha. Era al 9° mese di gravidanza e ormai il periodo di attesa era terminato tanto che più di una volta nei giorni precedenti aveva avuto dei falsi allarmi ma la bambina alla fine non era ancora nata. Così per ordine di Tsunade che aveva seguito la sua maternità fin dall’inizio, era stata ricoverata per sicurezza in modo che potesse essere pronta ad assisterla lì in ospedale quando il tempo sarebbe arrivato. Naruto ogni giorno andava a trovarla e restava in sua compagnia fino a che le ore di visita non terminavano, anche se lui avrebbe preferito rimanere lì continuamente. Ora stava seduto accanto a lei su di una sedia e teneva una mano tra i sui suoi capelli carezzandoli dolcemente cercando di farla addormentare un po’ visto che sembrava parecchio stanca e vi riuscì. Da quando era entrata nel 9° mese sembrava avere ancora meno energia di prima, ormai per Sakura la gravidanza era diventata pesante e non vedeva l’ora di dare alla luce la loro bambina, anche a casa era tutto pronto, lei e Naruto da quando vivevano assieme avevano provveduto a prendere il lettino e tutto quello che sarebbe servito una volta nata la piccola. Era tutto sommato tranquilla, anche se alle volte avvertiva delle piccole contrazioni nella pancia ma erano sempre falsi allarmi. Lì con loro nella stanza c’era pure il sensei Jiraiya che quel giorno aveva deciso di andare a trovare la ragazzina in ospedale. Le sembrava veramente stanchissima e poteva capirlo dato che era vicinissima a partorire. Guardò la ragazza semi addormentata e poi il suo allievo di fianco a lei e per non disturbarla disse a bassa voce “Ormai manca poco vero Naruto? Fra poco diventerai padre… Speriamo partorisca presto, non è sicuramente facile sostenere tutti quei dolori…” .

A confronto della ragazza, Naruto era totalmente agitato e nervoso… Nemmeno fosse lui a dover partorire. Spostò la mano dai suoi capelli e successivamente intrecciò le dita con quelle della compagna voltandosi a guardare il suo maestro “S..Si… Lo so! Non serve che me lo ricorda lei!” Ma all’improvviso la ragazzina che se ne stava tranquilla avvertì una forte contrazione e si svegliò di colpo gemendo di dolore, si girò verso Naruto ansimando stringendogli di colpo fortissimo la mano e disse “Un’altra contrazione…..Ma questa volta è troppo forte…..” Quasi stritolò le dita al compagno, ancora non si era accorta che le si erano rotte le acque sotto le coperte dato che aveva un dolore molto forte all’addome e alla schiena, gridò “FA MALEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!” I due nella stanza con lei rimasero quasi assordati per quell’urlo così potente. A Jiraiya gli ci volle un po’ per riprendersi, gli sembrava strano che urlasse così per una semplice contrazione e così guardò in corrispondenza del bacino di Sakura vedendo il lenzuolo bagnato. Istintivamente lo afferrò e lo spostò dal corpo della ragazza. Attorno alle sue cosce, la leggera ma corta camicia da notte che indossava e il lenzuolo sottostante erano completamente bagnati così disse a Naruto “Forse è il caso che chiamiamo qualcuno allievo mio… Perchè ho idea che ci siamo…” Indicò la chiazza d’acqua al ragazzo non che gli desse del povero vecchio visionario. Ma Naruto in quel preciso momento non lo stava nemmeno a sentire troppo preso dal dolore alla mano per la stretta d’acciaio della compagna. Tentò di farle lasciare la presa ma fu tutto inutile, non voleva lasciarlo andare. Lui si lamentava a sua volta per il dolore che avvertiva, gli sembrava di tenere le dita in mezzo ad una morsa piegandosi quasi in due “Ahiaa mi stai facendo malee!” Iniziò a piagnucolare però vide che non sembrava ascoltarlo minimamente.

Sakura si accorse di quello che stava succedendo e comprese che era il momento per partorire davvero quella volta, non era più un falso allarme, iniziò a girarsi un po’ nel letto agitandosi continuando a stritolare la povera mano di Naruto “NARUTOOOOOOOOOOOOOOOO! E’ COLPA TUA SE STO COSI’!!!!!! ME LA PAGHERAI!“ E come per vendicarsi aumentò ancora di più la presa su quella mano. Istintivamente aprì le gambe e non poteva evitare di spingere. Subito Jiraiya se ne accorse, gli veniva da ridere però nel vedere che se la stava prendendo con Naruto, in ogni caso non c’era tempo da perdere e così disse “Accidenti! Vado a chiamare Tsunade sempre se la trovo o Sakura partorisce qua da sola! Naruto stalle vicino! Vedo di tornare presto!” Scappò via fuori dalla stanza inciampando quasi in un suo stesso Geta[1] per la velocità ma doveva trovare al più presto la donna. Naruto però avrebbe preferito di gran lunga essere lui ad andare a chiamare Tsunade, ormai stava perdendo la sensibilità della mano a causa di quelle strette possenti. Si stava spaventando soprattutto per come gli stava urlando dietro, non aveva mai fatto nulla del genere prima d’ora e non capiva molto che le prendesse. Così tentando di vincere il dolore alle dita, anche se era un bel po’ difficile le carezzò il volto con la mano libera cercando di calmarla “Su stai calma! Il maestro è andato a cercare aiuto!! Respira bene come ti hanno insegnato per questi casi eh!!!” Era tremendamente agitato, non sapeva cosa fare. Sakura però si innervosiva nel solo sentire la voce di Naruto, era piegata in due dal dolore e continuava a tirargli dietro i peggiori insulti, seguì tuttavia il suo consiglio e iniziò a respirare profondamente ma non si calmò affatto, anzi le parve che i dolori aumentassero di colpo. Si lasciava sfuggire veri e propri urli ormai e non vedeva l’ora di partorire, intanto aveva quasi ridotto la mano del compagno completamente in poltiglia a suon di stringerla.

Nel frattempo l’uomo aveva trovato Tsunade avvisandola immediatamente che Sakura stava per partorire e questa volta per davvero. Chiamarono anche la sua assistente Shizune e poi tutti e tre corsero più veloce che potevano in direzione della camera di Sakura. Naruto non ce la faceva più, quasi stava per mettersi a piangere per il dolore che sentiva. Nulla sembrava calmare la compagna e più le parlava più lo insultava fino a che finalmente vide tornare il maestro con l’hokage che staccarono quasi a forza la presa della ragazza sulla sua mano, per poi portarla via con il lettino nella sala parto… Sakura si ritrovò trascinata via da Tsunade e Shizune. Le sue urla riecheggiavano in tutto il piano dell’ospedale in cui si trovava, ormai entro breve avrebbe dato alla luce la bambina sua e di Naruto. Quest’ultimo si sedette esausto sulla sedia per un istante guardandosi la mano letteralmente viola con i lacrimoni agli occhi, soffiandoci sopra come a voler far passare il dolore.

Jiraya guardò preoccupato Naruto, sembrava avere una mano ridotta alquanto male. Gli si affiancò afferandogliela e disse “Forse è il caso che vai a farti fasciare questa mano… Le donne sono terribili quando devono partorire… Tirano fuori una forza tremenda… Poverino… Ti ha ridotto proprio male e ricoperto di insulti….” Lui stesso si domandava quanto fossero strane le donne in particolari momenti della loro vita. Ma il biondino scosse la testa, anche se sentiva la mano quasi pulsare per il dolore, tentò di non farci molto caso “Me ne sono accorto… E comunque no… Non importa… Mi passerà!” Si alzò poi dalla sedia andando con il proprio maestro nella sala d’attesa ad aspettare, solo che non riusciva a stare seduto e fermo, quindi andava avanti ed indietro nella stanza nervosamente. L’ero-sannin lo guardò e scosse la testa sospirando, lo vide camminare per mezz’ora per tutto il corridoio ma non disse nulla fino a che dopo un po’ ormai esasperato da lui parlò “Naruto vuoi stare un po’ fermo? Se continui a fare così mi farai girare la testa!” E lo fissò sperando che lo ascoltasse. Il ragazzo si fermò sentendo quelle parole, ma un secondo dopo saltò in braccio al suo maestro afferrandolo per il colletto della maglia iniziando a scuoterlo ripetutamente non energia urlando quasi “Perchè non esceeeeee!!! Che è successo!!!” Si stava letteralmente disperando. Jiraiya sentendosi scosso completamente da lui lo fermò subito e alzando un po’ la voce disse “E stai calmo!!!!!! Ci vuole tempo! Un parto è una cosa lunga e delicata non può nascere in 10 minuti! E poi non ti preoccupare Tsunade da che so è un ottima ostetrica ha fatto nascere tantissimi bambini, quindi è molto esperta, fidati di lei! Andrà tutto bene!” Poteva capire come si sentiva il suo allievo, lui non aveva mai avuto figli ma certe cose si sapevano anche senza esperienza diretta. Successivamente lo afferrò per i fianchi e lo trascinò in braccio come se fosse un bambino piccolo iniziando a coccolarlo un po’ per calmarlo, del resto Naruto era così giovane e già avrebbe dovuto prendersi la responsabilità di una famiglia. Il ragazzino mise il broncio restando lì fermo in braccio a Jiraiya anche se era una sensazione strana, nessuno l’aveva mai preso in braccio prima d’ora… E anche se era il suo sensei era una cosa piacevole poi piagnucolando mugolò “Ma è snervanteeeee…” Il ragazzo aveva pure tentato di sbirciare dalla serratura sulla porta ma non aveva visto proprio un bel niente e quindi rimase lì senza fiatare sospirando continuamente per la lunga attesa. L’uomo annuì a quella sua frase “Lo so bene… Ma puoi solo avere pazienza… Non si può fare altro…” Fissò poi Naruto che era sempre più agitato e continuò domandando “Ce la farai a fare tutto da solo Naruto? Non è propriamente facile essere padre… Ma se hai accettato che questa bambina nasca penso che tu sia disposto ad accettare tale responsabilità…”. Naruto emise un flebile lamento a quella domanda. Restò a pensarci un attimo e poi disse “Si… Ecco… Credo di sì…” Tenne però lo sguardo basso basso guardando il pavimento mentre tormentava un lembo della sua maglietta con le mani per il nervoso e proseguì “Penso di riuscirci… anche se tutto ciò l’ho accettato solo per amore di Sakura… Era così entusiasta all’idea di avere un figlio da me… Voglio vederla felice! Anche se ho sempre paura che non venga accettata da nessuno…” Tirò un sospirone e si appoggiò con la testa al petto dell’uomo che mugolò alle sue parole. Sapeva quanto fosse stato duro il passato di Naruto e l’approccio con tutti quelli del villaggio di Konoha nei confronti del suo allievo a causa di Kyuubi, che è stato rinchiuso nel suo corpo non era dei migliori. Sperava che la figlia di Naruto e Sakura non fosse destinata a vivere quello che aveva passato il suo allievo. S’intristì appena e continuò a coccolare Naruto dicendo per consolarlo “Non ti preoccupare… Sono sicuro che tua figlia verrà accettata…” E sperò veramente che questo avvenisse.

Naruto fece un piccolo cenno di consenso con la testa per rispondergli ma non aggiunse altro rimanendo in quella posizione. Erano passati diversi minuti da quando aveva cominciato a parlare con il sensei e ancora non ci fu nessun segnale dalla sala parto, si stava preoccupando notevolmente anche se gli aveva detto che era normale tutta quell’attesa, fino a che all’improvviso sentì la serratura della porta scattare ed aprirsi appena. Si sollevò di scatto da lui rimanendo a fissare in quella direzione, speranzoso. Anche Jiraiya si era voltato verso quel punto e un istante dopo vide uscire da quella porta Tsunade visibilmente sudata ma sorridente. Si avvicinò a loro rivolgendosi a Naruto dicendo che Sakura aveva partorito, che tutto era andato bene e ora era padre di una splendida bambina dicendo loro che entro breve avrebbero potuto vedere Sakura e la piccina nella sua camera. L’uomo sorrise a sua volta commosso e disse al ragazzo “Felicitazioni… Papà…” Si mise a ridere di gusto, gli sembrava così strano vedere il suo allievo padre. Solo che sentendolo ridere dopo aver detto ‘papà’ Naruto incrociò le braccia al petto e voltò la testa da un altra parte sentendosi offeso e preso in giro, però si riprese subito e senza nemmeno aspettarlo corse velocemente verso la stessa stanza di prima dove la compagna lo stava sicuramente aspettando.

Sakura infatti era stata cambiata e lavata assieme alla sua bambina e poi con il letto, mentre la teneva in braccio era stata riportata in camera. Non vedeva l’ora di vedere Naruto, adesso era decisamente più calma dopo lo sforzo fatto e doveva anche scusarsi per averlo insultato poco prima ma stava provando un dolore tremendo. Non fece ora a pensare questo che si voltò di scatto vedendo il partner sulla porta seguito da Jiraiya sorrise ad entrambi dicendo “Scusami Naruto… Per prima…” Le sembrava giusto scusarsi subito dopo tutte le brutte parole che gli aveva detto. Jiraiya ridacchiò nel ricordarsi come gli aveva urlato dietro ma quando vide che la ragazza teneva tra le braccia un fagottino subito capì che si trattava della loro bambina, si fermò e guardò Sakura intenerito e commosso al tempo stesso. Naruto si avvicinò lentamente al letto dove lei era sdraiata e mugolò appena scuotendo la testa in segno che non serviva scusarsi, carezzandole poi appena i capelli. A sua volta adocchiò ciò che teneva tra le braccia e un po’ diffidente si sporse appena appena in avanti cercando di guardarla. Subito Sakura se ne accorse e così lentamente spostò la copertina che l’avvolgeva per fargliela vedere meglio, la loro bambina era bionda con gli occhi verdi e paffutella, era decisamente in buona salute. Poi disse “Ti va di prenderla in braccio?” Il biondino però era titubante, sollevò lo sguardo sul maestro per un istante e lo vide annuire come in segnale che voleva incoraggiarlo un po’, ma non se la sentiva e si allontanò appena agitando le mani “N..No no! Non serve… Tienila tu!” Sapeva di essere un po’ pasticcione e non si fidava molto, aveva paura che gli cadesse dalle braccia oppure di farle male stringendo troppo la presa e quindi preferiva guardare. Sakura sospirò con fare rassegnato, lamentandosi era riuscito pure a svegliarla e la bambina si era messa a piangere. Cullò un po’ la piccola dicendo “No Hikari… Fai la brava…” Poi trascinò giù Naruto sul letto mettendolo seduto accanto a lei e senza aspettare altri consensi da parte sua mentre la piccola continuava a piangere gliela mise per bene in braccio “Adesso tienila delicatamente… Non stringerla troppo forte…” La piccina appena sentì di essere tra le braccia del padre smise totalmente di piangere. Sakura ne rimase un po’ stupita di questo e fissò Naruto “Visto? Ha smesso anche di piangere… Non dirmi che è difficile tenerla…”.

Jiraiya restò ad osservare attentamente quei due e in particolar modo osservava Naruto. Non aveva fatto nulla ma solo tenendola in braccio era stato capace di farla smettere di piangere e disse “E bravo Naruto! Sarai un bravissimo papà vedrai!” E ridacchiò divertito nel vedere la sua faccina impaurita mentre la teneva in braccio, in fondo doveva ancora abituarsi.

Naruto emise un flebile mugolio nel ritrovarsi quel frugoletto tra le braccia e rimase a fissarlo intensamente senza fare una sola mossa però per paura che gli scivolasse via. Poco dopo vide la bambina aprire gli occhioni verdi e guardarlo a sua volta, le sorrise appena e subito dopo allungò timidamente una mano verso il suo visino carezzandole una guancia con un dito ma non fece ora a spostarla che subito la piccola glielo afferrò con una manina tenendoglielo stretto, sembrava non volerlo lasciare andare. Sussultò a quella presa e si voltò verso Sakura facendoglielo notare. La ragazza a quella vista sorrise e disse “E’ davvero carina non trovi? Penso che ti voglia già molto bene… Naruto…” Era felice per se, per la loro piccola, ma soprattutto per Naruto che non aveva mai avuto una famiglia e che finalmente adesso ne avrebbe avuta una tutta sua. Il biondino rimase con lei in quella posizione per un po’ annuendo alle parole di Sakura fino a che non vide che Hikari si stava addormentando di nuovo capendolo soprattutto dal fatto che aveva allentato la stretta, così si alzò dal letto e la ridiede alla compagna anche se la bimba sembrava non volergli lasciare la mano per nessun motivo. Sospirò e la lasciò così, successivamente si stese accanto alla ragazza dandole tanti piccoli bacini sulle labbra e sul viso accoccolandosi lì con lei che a sua volta restò vicino a Naruto lasciandosi coccolare mentre entrambi osservavano la loro piccina addormentarsi lentamente, si sentiva veramente sfinita anche se tanto felice.

Jiraiya stava osservando tutta la scena restando di fianco al letto appoggiato al muro con la schiena, aveva gli occhi veramente lucidi, si stava commuovendo alquanto ed era contento per loro, non si sarebbe mai detto ma in fondo era un sentimentale dietro quell’aria burbera e furbacchiona che aveva, così disse “Vi faccio i miei complimenti… In un certo senso è come se fossi diventato nonno anche io!” Era felicissimo a quel pensiero del resto era sempre stato come il padre che il ragazzo non aveva mai conosciuto.

Naruto socchiuse gli occhi a quelle parole e lentamente si sollevò guardando storto il suo sensei “Beh allora dovremmo stare attenti a non lasciare la bambina con il nonno maniaco! Visto che crescerà e diventerà bellissima come la sua mamma!” Si mise a ridacchiare poi facendo la linguaccia a Jiraiya al che Sakura si mise a ridere a sua volta per quella battuta, però lo corresse dicendo “Come me e come te……” Gli diede un rapido bacio sulle labbra e infine stanca per il parto faticoso chiuse gli occhi, aveva bisogno di riposare un po’. A quelle parole l’uomo fece un po’ l’imbronciato, probabilmente era vero che crescendo sarebbe diventata bellissima ma non ci pensò su molto. Vide Sakura addormentarsi e comprese che era meglio se li lasciava soli adesso, così si avvicinò a loro e disse “Va beh… Io vado Naruto… Mi raccomando stai vicino a Sakura” Guardò la ragazzina e la piccola per un istante lasciando lentamente la stanza di ospedale salutando con una mano il suo allievo che prima di uscire gli aveva fatto una pernacchia come a prenderlo in giro.

Successivamente il biondo si raggomitolò tutto contro la compagna sospirando e rimanendo in silenzio accanto a lei vedendo che si era addormentata totalmente esausta e priva di forze. Così le fece compagnia per lungo tempo senza volersi allontanare da lì…


[1] Geta: sandali di legno infradito

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