Intervista: Vita da cosplayer di Otavia Cé

Bentornati a tutti alla rubrica Vita da Cosplayer!

La settimana scorsa abbiamo avuto ospite la nostra amica italiana che studia in Giappone, Yuriko Tiger, questa settimana torniamo all’estero con un’altra cosplayer brasiliana, Otavia Cé.


Shinji Kakaroth: Ciao potresti presentarti ai nostri lettori?

Otavia: Salve, mi chiamo Otavia Cé, ma tanta gente mi conosce con lo pseudonimo di Sophia Lancaster (per via del mio account Deviantart). Sono una cosplayer brasiliana, sono professoressa in letteratura e studio per un dottorato in linguistica all’università.

Shinji Kakaroth: Puoi parlarci un po’ di te e di come è nata questa passione per il Giappone e il cosplay e da quanto fai cosplay?

Otavia: Da quand’ero piccola mi piaceva leggere manga e seguire gli anime. Tutti quei personaggi con i capelli di così tanti colori diversi e super poteri mi hanno presa tantissimo. Oltre a questo, il fatto che le storie abbiano un finale definitivo (al contrario di tantissimi comics americani, riviste più facilmente reperibili in Brasile), mi ha fatto interessare sempre di più a queste serie. Alla fine l’amore così smisurato per gli anime è confluito di conseguenza nel cosplay. Nel 2008 ho fatto il mio primo cosplay, Ise Nanao da Bleach.

 

Shinji Kakaroth: Hai avuto qualcuno che ti ha aiutato all’inizio di questo hobby, dandoti consigli?

Otavia: Ho avuto diversi spunti, ma in realtà non potrei dire di aver avuto un mentore o un insegnante nel campo. In effetti, a quei tempi poca gente faceva cosplay nella mia città, e quelli che lo facevano avevano iniziato da poco. Inoltre, come novellina, non avevo idea di quanto fosse vasta la rete del cosplay in tutto il mondo.

Shinji Kakaroth: Quanti cosplay hai indossato fino ad ora?

Otavia: 52 fotografati, inclusi cosplay di anime, manga, manhwa, game, comics e film. Attualmente sto lavorando allo stesso tempo ad altri 5 cosplay.

Shinji Kakaroth: I tuoi cosplay li fai personalmente o li acquisti?

Otavia: Li realizzo da sola. Adoro andare alla ricerca di tessuti e stoffe, realizzare gli accessori, acconciare le parrucche, ecc…

Shinji Kakaroth: Ne hai mai fatti su commissione?

Otavia: Ho realizzato dei pezzi per degli amici, ma normalmente non accetto commissioni. Mi piacerebbe farne, ma sfortunatamente non ho il tempo per farne.

Shinji Kakaroth: Quanto tempo ci vuole per realizzare o mettere assieme un cosplay?

Otavia: Dipende dal cosplay. Il mio record è un cosplay di Alucard di Castlevania: sympony of the Night, che ho realizzato in appena una settimana. Ma solitamente, a parte i cosplay più semplici e i vestiti meno elaborati, di solito ci metto un mese per finire un cosplay.

Otavia: Ci sono altri tipi di cosplay invece che per realizzare impiego un anno. A questo gruppo di cosplay appartengono Catherina Sforza (Trinity Blood), Drizzt Do’Urden (Dungeons & Dragons) e Tira (Soul Calibur IV).

Shinji Kakaroth: Qual è stato il cosplay più complicato da indossare e quanto tempo ci vuole solitamente per truccarsi e indossarlo?

Otavia: Credo che il più complicato sia stata Sylvanas Windrunner di World of Warcraft. Solo la realizzazione del body paint prese 2 ore, più una buona mezz’ora per completare il trucco. Inoltre è un cosplay abbastanza scomodo, perché usa delle scarpe con tacchi da 18cm. Aggiungiamo il fatto che l’armatura non mi permetteva di potermi sedere, bloccava la maggior parte dei movimenti e l’arco pesava tanto! Questo cosplay è sicuramente uno di quelli che mi hanno maggiormente “distrutto” , visto che quando lo usai a una convention un paio di anni fa mi sono spezzata un paio di dita del piede destro e sono svenuta a causa del peso e della stanchezza. Non è stata una gran giornata.

Shinji Kakaroth: Ricordi qual è stato il primo cosplay che hai fatto e che hai provato?

Otavia: Come ho detto prima, il mio primo cosplay è stato Nanao di Bleach. L’ho fatta perché un amico m’aveva detto che ero la copia vivente di quel personaggio. Non era una delle mie serie preferite, ma visto che non avevo ancora idea di come si compravano le parrucche o altri trucchi di “trasformazione” a quel tempo, ho accettato di far cosplay con lei. Prima d’arrivare alla convention mi sentivo un po’ in imbarazzo, ma una volta giunta venni letteralmente travolta da un’ondata spaventosa di fotografi e fan della serie. Grazie a quello tutto il mio imbarazzo è svanito per sempre.

Shinji Kakaroth: Qual è stato il cosplay che ti è piaciuto di più tra quelli che hai fatto?

Otavia: È impossibile sceglierne solo uno, quindi vi dirò i miei top 3: Drizzt, Lucifer di Angel Sanctuary e Harley Quinn di Batman: Arkham Asylum. Drizzt è il mio personaggio preferito da sempre ed è stato uno dei miei sogni riuscire a interpretarlo grazie al cosplay. Un mio amico mi ha aiutato con l’armatura, per cui si è trattato di un processo molto divertente (realizzare cosplay con gli amici è migliaia di volte più divertente che farlo tutto da sola).

Otavia: Lucifer è stato il primo cosplay con cui ho vinto un premio, oltre a quello che mi ha dimostrato che potevo anche fare cosplay di bishonen. Per quanto riguarda Harley… beh, Harley è la mia preferita. È così divertente interpretarla! Forse proprio per questo l’ho realizzata in altre 4 versioni oltre quella di Asylum (che è stata la prima).

Shinji Kakaroth: Qual è stato l’ultimo cosplay che hai fatto e per quale evento l’hai realizzato?

Otavia: L’ultimo è stato Suigintou di Rozen Maiden. L’ho realizzato per AnimeBomb Convention a Pelotas, Brasile. Sono stata invitata a presentare lo spettacolo ed il contest.

Shinji Kakaroth: Hai partecipato a dei contest durante le fiere? Se sì, hai mai vinto qualche premio?

Otavia: Certo, ho partecipato 15 volte e vinto il primo premio 8. I cosplay che hanno vinto sono: Lucifer (2 volte), Drizzt, Catherina Sforza, Harley Quinn da Batman:Arkham City, Nuada Silverlance da Hellboy II: The Golden Army, e Angela from Spawn.

Shinji Kakaroth: Quali sono le tue serie anime/manga preferite?

Otavia: Neon Genesis Evangelion e Rurouni Kenshin. Invece se parliamo di videogiochi adoro Demons, Dark Souls e Street Fighter.


Shinji Kakaroth: Secondo te qual è l’essenza del cosplayer?

Otavia: Riuscirsi a divertire con i propri amici, mostrare al mondo il tuo amore per un certo personaggio, migliorare le tue capacità di fabbricazione, ma soprattutto divertirsi.

Shinji Kakaroth: Che ne pensi del cosplay nel tuo paese?

Otavia: Anche se qui in Brasile abbiamo dei bravissimi cosplayer, contando che abbiamo vinto tre volte il famoso World Cosplay Summit, questa attività è ancora un po’ troppo emarginata dai media. La maggior parte della popolazione non ha la più pallida idea di cosa sia un cosplay. Ci sono tante storie che si possono sentire in giro di cosplayer che hanno subito preconcetti e bullismo. Inoltre, è abbastanza difficile trovare gente che vive esclusivamente di cosplay.


Shinji Kakaroth: Hai un sito web, una pagina facebook o un canale youtube?

Otavia: Potete trovare tutti i miei cosplay sul mio account DeviantArt e sulla mia pagina Facebook.

Shinji Kakaroth: Qual è il tuo sogno per il futuro?

Otavia: Beh, ho un mucchio di sogni: viaggiare nel mondo, comprare una casa, diventare una ricercatrice di tutto rispetto… ma parlando di cosplay, sarei davvero felice se un giorno la gente iniziasse a vedere il cosplay in modo più positivo. Vorrei che i pregiudizi della gente fuori da questo mondo vengano superati e che svaniscano i brutti vizi di alcuni cosplayer (l’eccessivo agonismo, mancanza di etica, gelosie, ecc…).


E anche per questa settimana è tutto.

Ringraziamo la nostra amica brasiliana e preparatevi tutti all’anno nuovo, visto che ci sarà un nuovo appuntamento internazionale.