Intervista: Miki Yoshikawa

Anche oggi un altro assaggio degli incontri e interviste che ho fatto a Lucca Comics & Games 2013. Questa volta tocca a Miki Yoshikawa ospite di Star Comics, disegnatrice di Yankee-kun & Megane-chan (che ha venduto oltre 4 milioni di copie dei 23 volumi che compongono la serie) e di Yamada-kun e le 7 Streghe (che ha venduto 2 milioni di copie dei 9 volumi usciti fino ad ora), annunciato proprio in occasione di questo evento dalla Star Comics.


Shinji Kakaroth: Si potrebbe presentare al pubblico?

Miki Yoshikawa: Salve, sono Miki Yoshikawa e disegno manga.


Shinji Kakaroth: I suoi manga sono slice-of-life che parlano di vita scolastica. Trova difficile inserire tante gag e battute ad ogni capitolo?

Miki Yoshikawa: Sì, la cosa all’inizio risulta un po’ difficile, però poi è diventata più spontanea. Inoltre bisogna anche stare attenti al piano artistico, visto che il lettore deve avere una lettura scorrevole e credo sia questa la cosa più difficile da riuscire a realizzare.


Shinji Kakaroth: Che differenza trova tra quando faceva solo l’assistente piuttosto che lavorare da professionista?

Miki Yoshikawa: Ovviamente fare la mangaka professionista è più faticoso rispetto al semplice assistente.


Shinji Kakaroth: Per venire a trovarci ha preso una pausa dalla pubblicazione e quante pause le concedono all’anno?

Miki Yoshikawa: Prima di tutto, non ho preso una pausa dalla pubblicazione, precedentemente ho accumulato un po’ di materiale da pubblicare, così da poter venire qui e allo stesso tempo continuare la pubblicazione. Non ho molti giorni liberi, solo a capodanno e durante altre festività mi concedono un po’ di pause.

Shinji Kakaroth: Yankee-kun è una commedia scolastica, parla di teppisti e quindi ci sono anche risse e combattimenti. Cosa le piace di più del suo manga la componente commedia, la componente romantica, o i combattimenti?

Miki Yoshikawa: Le scene che mi piacciono maggiormente sono proprio quelle di commedia, perché mi divertono tantissimo, soprattutto perché mentre disegno mi viene quasi da ridere.


Shinji Kakaroth: I due protagonisti pian piano fanno lite e poi amicizia con tanti studenti, aumentando volume dopo volume il numero di personaggi. Trova facile o difficile gestire tanti personaggi, sapendo che tra il suo pubblico c’è gente affezionata a un certo personaggio secondario?

Miki Yoshikawa: Mi diverto molto a disegnare tutti i personaggi, quindi non trovo difficile inventarne, disegnarli e utilizzarli. Ognuno ha il suo carattere e la sua connotazione, per cui trovo interessante sviluppare anche i personaggi secondari.


Shinji Kakaroth: Nel manga ci sono spesso situazioni che sembra quasi impossibile da superare, ma che con l’impegno e gli sforzi i personaggi riescono a raggiungere. Quanto è importante un simile messaggio alle generazioni di giovani che sono cresciute leggendo il suo manga?

Miki Yoshikawa: In genere non posso ascoltare tutto quello che dicono i miei fan, però molto spesso ricevo delle lettere dai fan in cui a volte dicono “Prima non andavo a scuola, però dopo aver letto il suo manga mi è tornata la voglia di andarci e mi diverto.” Quando ricevo lettere così, capisco che il messaggio che volevo mandare è stato ricevuto e ne sono davvero felice.


Shinji Kakaroth: Come si è sentita una volta concluso Yankee-kun & Megane-chan? È stato difficile salutare tutti quei personaggi che l’hanno accompagnata nel suo lavoro per 5 anni?

Miki Yoshikawa: Al momento della conclusione ho provato felicità. Ma prima di concluderlo un po’ di tristezza, sapevo già che sarebbe finito diversi mesi prima e mi dispiaceva davvero dovermi separare dai personaggi che ho continuato a disegnare per ben 5 anni.


Shinji Kakaroth: Nei primi capitoli di Yamada-kun compaiono sia Daichi che Hana. Ci può raccontare il motivo per cui li hai inseriti?

Miki Yoshikawa: Dato che Yamada-kun è iniziato sulla stessa rivista su cui serializzavo Yankee-kun, ho voluto fare un po’ di fanservice, inserendoli come cameo, immaginando che ai fan che avevano già seguito Yankee-kun sarebbe piaciuto questo inserimento e si sarebbero divertiti.


Shinji Kakaroth: In una precedente intevista ha raccontato di un aneddoto avvenuto quando lavorava come assistente con Mashima. Può raccontarci un aneddoto divertente di quando disegnava Yankee-kun & Megane-chan?

Miki Yoshikawa: Dato che quel fatto non era qualcosa di personale e mi aveva particolarmente colpito, m’è rimasto impresso. Ma se devo parlare di me, francamente non ricordo eventi particolarmente divertenti dal mio punto di vista.

Shinji Kakaroth: Il manga su cui sta lavorando attualmente invece si chiama Yamada-kun to 7-nin no Majo, che è un’altra commedia scolastica con protagonista un teppista che prende pessimi voti. Ci può parlare un po’ di cosa provava quando andava a scuola e che voti prendeva?

Miki Yoshikawa: Quando frequentavo il liceo non avevo dei buoni voti e non mi piaceva studiare. Come materie mi piaceva l’inglese, mentre la matematica non mi piaceva affatto. Una volta ho preso 18 punti su 100.


Shinji Kakaroth: Sempre parlando dell’uso di un protagonista teppista, come mai ha scelto nuovamente questa tipologia di personaggio per il protagonista? Si presta bene sia per l’elemento comico che per i combattimenti?

Miki Yoshikawa: Un protagonista di questo tipo è davvero facile da impostare, inoltre si presta bene sia per ideare situazioni comiche, che di combattimento.


Shinji Kakaroth: Le è mai capitato di andare a rileggere i suoi manga per ricordarsi certe parti della storia?

Miki Yoshikawa: Non rileggo spesso dall’inizio le mie serie, anche se mi è capitato che mi facessero notare che era successa una determinata cosa o situazione e non la ricordavo, per cui sono tornata a rileggere tutto.


Shinji Kakaroth: Alle scuole medie e superiori che ha frequentato c’erano le sette leggende o sette storie dell’orrore?

Miki Yoshikawa: Non ricordo ci fossero delle sette leggende precise nelle scuole che ho frequentato, anche se l’idea delle sette leggende fa parte di diverse scuole del Giappone. Anche questo aspetto è stato uno degli spunti da cui poi è nato Yamada-kun.


Shinji Kakaroth: Le sue serie hanno riscosso tanto successo da portare alla realizzazione di drama e prossimamente speriamo anche una serie animata. Ha visto il drama di Yamada-kun e il preview dell’anime?

Miki Yoshikawa: Attualmente non c’è un progetto preciso per un adattamento animato di Yamada-kun. Ho seguito anche il drama con passione ogni settimana e dato che disegno manga, mi diverte tantissimo vedere un prodotto animato, colorato e con l’aggiunta di colonne sonore. Inoltre riguardo al drama, mi passavano gli script da verificare ed approvare, durante la fase di produzione e l’ho trovata un’esperienza interessante. Alla fine è venuto fuori un prodotto di ottima qualità.


Shinji Kakaroth: Cosa ha provato quando le hanno proposto di trasformare il suo manga in un drama live?

Miki Yoshikawa: All’inizio ho provato tanto entusiasmo e mi chiedevo se fosse davvero possibile, visto che il manga è pieno di scene di baci e i giapponesi non sono famosi per scambi di simili effusioni in pubblico.

Shinji Kakaroth: Ovviamente la serializzazione di Yamada-kun è ancora in corso, mentre il drama era stato programmato in 8 episodi. Che ne pensa del finale del drama?

Miki Yoshikawa: Già, il drama era lungo otto puntate, quindi la trama è stata leggermente cambiata per ottenere un finale autoconclusivo, che ovviamente sarà diverso da quello del manga. Comunque le modifiche ed il finale mi sono piaciuti, mi hanno davvero divertita.


Shinji Kakaroth: Ci sa dire più o meno quanto manca al finale di Yamada-kun e se sta già pensando a una nuova serie?

Miki Yoshikawa: Al momento non saprei proprio dirvi quanto manchi, ho ancora tante cose che vorrei dire in questo manga per cui immagino che la serializzazione continuerà per tanti altri anni. Per quanto riguarda una nuova serie, ho già qualcosa in mente ma è ancora un’idea troppo vaga per poterne discutere. Mi piace il mondo della moda, per cui spero di visitare città come Parigi e Milano per farmi venire delle buone idee.


Shinji Kakaroth: Ci può dire le sue serie manga preferite che l’hanno ispirata a diventare mangaka e quelle che legge attualmente?

Miki Yoshikawa: Berserk è una delle serie che mi ha più colpito e spronato a diventare una mangaka, e lo leggo attualmente, inoltre leggo tutte le serie pubblicate sulla mia stessa rivista e ovviamente Fairy Tail del maestro Mashima.


Shinji Kakaroth: Ora che è in Italia, ha girato Lucca è ha visto un po’ della nostra cultura e mangiato qualcosa di buono, cosa ne pensa dell’Italia?

Miki Yoshikawa: Ho mangiato un sacco di cose che non si possono trovare da nessuna parte in Giappone, ho visitato un sacco di bellissimi posti e ora non vorrei più tornare in Giappone. Ieri abbiamo girato un po’ Firenze, e volevo dare un’occhio a qualche agenzia immobiliare per vedere un appartamento libero da prendere per venire ad abitare qui in Italia. Sarebbe un sogno abitare in Italia. L’Italia è davvero un paese romantico, quindi se ci restassi troppo sicuramente non vorrei più ritornare in Giappone.

Shinji Kakaroth: Quindi visto che è rimasta così contenta e soddisfatta, se riuscisse a tornare in Giappone e le venisse proposto di tornare da noi in Italia accetterebbe?

Miki Yoshikawa: Certo, con tutto il cuore.


Shinji Kakaroth: Ha preso dei caffè nei nostri bar? Che ne pensa?

Miki Yoshikawa: Sono abituata a bere caffè in Giappone e il gusto del caffè italiano è molto intenso e forte, devo ammettere che mi piace molto.


Shinji Kakaroth: Qual è il suo sogno per il futuro?

Miki Yoshikawa: Mi piacerebbe andare a vivere all’estero, magari proprio qui in Europa.


Inoltre Miki Yoshikawa ha anche tenuto un Press Cafè, dove le sono state proposte diverse domande, di cui vi proponiamo il video. Se volete leggerle invece, potete andare sull’articolo di Screenweek.

Ringraziamo nuovamente Miki Yoshikawa e i suoi editor, che ci hanno concesso quest’intervista, Claudia Bovini, che ha reso possibile questo incontro e Mari, corrispondente con case editrici giapponesi della Star Comics.

Mi raccomando, continuate a seguirci, perché i report delle interviste fatte a Lucca Comics non sono ancora finiti.