L’Incontro

Attacco

Come si può affrontare la realtà, quando l’illusione in cui vivi è talmente splendida?

Io, non riesco ancora a capirlo…

Attacco

– Capitolo 4° –

-Kei, posso farti una domanda?-.

-Ma anche due, fratellone-.

-Vuoi dirmi quand’è che comincerai ad impegnarti a fondo nella tua missione? No, perché, sono già tre settimane che sei qui… e, a parte uscire tutti i pomeriggi, non ti vedo fare nient’altro!-.

-Ma come? Faccio un sacco di cose, invece!-, risposi sorridente.

-Tipo?-, mi chiese scettico.

-Vediamo, tanto per cominciare, mi alzo tutte le mattine alle sette, mentre potrei rimanermene comodamente a letto, sistemo e pulisco casa, cucino sia per te che per me! Ne faccio di cose!-.

Akio mi guardò sbalordito.

-Kei, non te lo ripeterò più…-, disse.

-Menomale!-, risposi io, ironico!

Ma non credo che mio fratello avesse capito l’ironia.

-Alzati da questo maledetto divano e vai alla ricerca delle Mew Mew!-.

-Scusa eh, ma non sono loro le paladine della giustizia, coloro che devono proteggere la terra… e bla, bla, bla?-, chiesi a mio fratello.

-Si… e allora?-.

-Allora… non possono venire a cercarmi loro? Mi devono fermare, no? E poi oggi ho un mal di testa-, lanciai uno sguardo fugace e denso di sottointesi a mio fratello, voltandomi poi verso l’orologio.

Erano quasi le otto di sera.

Stava per arrivare.

-Va bene, ho capito! Io torno a casa nostra! Ma, da domani, tu…-.

Non lo lasciai terminare.

-Te lo prometto! Da domani comincerò a fare il bravo soldatino! Adesso lasciami da solo, per favore!-.

-Ho capito, ho capito, con calma! Stai aspettando qualcuno?-.

-Ma ti pare? Ho solo mal di testa, tutto qui-.

-Già, perché con tutta la fatica che fai… come fa a non venirti il mal di testa?!-.

Sospirò e scosse la testa.

-Ci vediamo domani. E mi raccomando, fratellino, occhi aperti! E datti da fare… o provvederò io! Da solo!-.

Sbuffai e feci cenno di si con la mano.

Dopo avermi squadrato, scomparve.

Finalmente!

Avevo pochissimo tempo per prepararmi.

Il campanello suonò verso le otto e mezza.

Per la prima volta da quando ci frequentavamo, ero felice che fosse in ritardo.

Andai ad aprire!

Mi sorrise ed io ricambiai.

-Buonasera, Kei! Perdona il mio ritardo-, disse.

-Di niente, Mina! Tanto ormai ci sono abituato!-, risposi, facendole segno di accomodarsi.

-Grazie!-, rispose entrando e guardandosi intorno.

-É la prima volta che vedo il tuo appartamento! É veramente molto bello!-, disse guardandosi attorno.

-Niente di speciale. Un appartamento come un altro-, risposi vago.

Non poteva sapere cosa si celasse all’interno.

-Vieni, ho ordinato una pizza! E poi ci gusteremo un bel film!-.

-Perfetto! Non vedo l’ora!-, rispose entusiasta!

Strano, pensai, Mina non mi sembra il tipo da pizza e film.

Ma più da ristorante lussuoso.

Che ragazza strana… e pensare, che forse sono stato proprio io a farla diventare così…

INIZIO FLASHBACK

Stavo passeggiando tranquillo per la città!

Era già una settimana e mezzo che ero arrivato sulla Terra, ma la voglia di incontrare le Mew Mew era diminuita gradualmente.

Non so… qualcosa dentro di me, mi diceva che era meglio starsene alla larga. Almeno per un po’.

Invece, più il tempo passava, più volevo starmene per conto mio.

Senza mio fratello… e anche senza… Mina.

Perché era lei che provocava il mio disagio.

Non capivo perché.

E fu così, che quel giorno, la incontrai per caso.

Era seduta su una panchina, a parlare con una sua amica dai capelli rossi.

Non mi sembrava di averla mai vista.

Ma fu lei la prima a notarmi.

Mina si voltò di scatto e sgranò gli occhi.

Ma non sembrava molto felice di vedermi… anzi, mi lanciava fuoco dagli occhi.

Ma che le avevo fatto?

-Ehm, Strawberry, ma tu non avevi un appuntamento con Mark? Su, vai, non farlo aspettare-, le sentii dire.

-Cosa? Ma se ci dobbiamo vedere fra mezz’ora! Mina, ma stai bene?-, le rispose la rossa, Strawberry, se avevo capito bene.

Mina abbassò lo sguardo e sospirò.

Mi avvicinai e sorrisi alla rossa.

-Salve! Scusami, ma sono un amico di Mina. Avevamo un appuntamento, ma deve esserselo scordato-, lanciai un’occhiata torva a Mina, -ma visto che sono qui… potrei parlarle?-.

Strawberry, lanciò delle occhiate maliziose a me e a Mina, la quale sembrava più che imbarazzata… quasi rassegnata, oserei dire.

-Ma certo! Scusate! Oh, ma guarda, ho un appuntamento con Mark… ehm… arrivederci! Ciao, Mina-, la salutò, lanciandole uno sguardo incuriosito.

Mina sospirò, era seriamente sconsolata.

-Domani mi riempiranno di domande-, le sentii sussurrare.

Mi sedetti accanto a lei.

-Come va?-, le chiesi.

-Bene! Ehm… tu?-, adesso sembrava essere imbarazzata.

Che confusione… cambiava umore da un momento all’altro!

-Si, anch’io!-, le risposi.

Ce ne restammo zitti per qualche secondo! Che imbarazzo… ehi, un momento, io imbarazzato?

-Non sei più venuto al Cafè! Cos’è, non ti è piaciuto il servizio?-, mi chiese.

-No, al contrario! É un bel posto! Ma mio fratello non vuole… perciò…-.

-Tuo fratello?-.

-Si, il ragazzo che era con me! Si chiama Akio… e… come dire… non ama uscire!-, risposi sul momento.

-Ah… quindi è tuo fratello… ho notato una certa somiglianza… ma niente di che-.

-Già! Siamo diversi sia nell’aspetto che nel carattere!-, esclamai, -Per fortuna!-, aggiunsi sottovoce.

E riecco il silenzio imbarazzante.

-Scusa, adesso devo proprio andare via! Arrivederci, Kei-, mi salutò con quella sua aria di sufficienza.

-Ti va bene se, per una volta, ci incontriamo apposta? Domani pomeriggio, magari! Qui, a quest’ora! Ti sta bene?-.

-Ehm… si, va bene! A domani, allora! Ciao!-, e corse via.

FINE FLASHBACK

Quella serata fu divertentissima!

Almeno per me!

Avevo appositamente noleggiato un film horror, così da mettere alla prova il coraggio di Mina.

Va bene, l’avevo fatto anche per averla più vicina, ma questo è un dettaglio!

Più o meno, urlava ogni tre parole! E si lamentava ogni quattro!

Proprio una bambina viziata dell’alta società!

E pensare che, per un istante, avevo quasi avuto il timore che lei fosse una delle Mew Mew!

Oddio, che assurdità!

Cioè, dico, Mina Aizawa, la viziata, egocentrica Mina Aizawa, che aveva paura persino a rompersi un’unghia… una delle Mew Mew?

Scoppiai a ridere a quel pensiero!

Già me la immaginavo durante i combattimenti!

Prima che gridava battaglia al chimero, poi che cominciava ad urlare per la sua povera unghia… ed infine che inseguiva il chimero in lungo e in largo per fargliela pagare!

Avrei dato tutto per vederla!

-Che hai da ridere?-, mi chiese all’improvviso.

-Ah, niente! Stavo ripensando al film… che cretinata, eh?-, le chiesi inarcando un sopracciglio.

Abbassò lo sguardo, come offesa.

-Insomma! Un po’ di paura la faceva! Ma non a te… sei rimasto tranquillo sul divano per tutta la sera! Ti sei annoiato, forse?-.

-E come potrei annoiarmi con te?-, le risposi con un sorriso smagliante.

Arrossì, ma non tanto come speravo! Doveva essere abituata ai complimenti!

-Adulatore!-, rispose, facendomi una smorfia.

-Comunque, sono contento di essere stato con te! Mi sono risparmiato l’ennesima cena noiosa con mio fratello!-, dissi, ma temei di essermi spiegato male.

-Ah… okay-, rispose lei.

-Cioè, non voglio dire che tu sia un ripiego! Avrei cenato con te anche se non ci fosse stato mio fratello!-, mi corressi.

-Si, tranquillo, ho capito-, mi sorrise.

In quel momento, la Mina viziata e superiore era sparita, lasciando il posto alla semplice ragazza che, in fondo in fondo, era!

-Ma ora devo proprio tornare a casa. Ci vediamo… domani pomeriggio, va bene?-, mi chiese, una leggera indecisione sul suo volto.

Le sorrisi rassicurante.

-Contaci-.

Avrei attaccato le Mew Mew la mattina dopo, ormai avevo deciso.

Ero troppo curioso di conoscere queste paladine della giustizia!

-KEI, SVEGLIA!-, urlò mio fratello, interrompendo sul più bello il mio sogno.

Gli lanciai un cuscino e mi rimisi a dormire.

-Kei, ti vuoi alzare? Sono già le nove passate! Oggi è il grande giorno! Alzati, vestiti… e attacca!-.

Aprii gli occhi e inarcai un sopracciglio.

-Adesso? Ma quelle staranno dormendo-, risposi, la voce assonnata.

-Ma smettila! L’unico che sta dormendo sei tu! Credevo che ieri sera fossi andato a letto presto… sai, per via del tuo “mal di testa”, invece, a giudicare dalle tue occhiaie, hai fatto metà notte in bianco-.

-Sai, per via del mio “mal di testa”, non sono riuscito a prendere subito sonno-, spiegai.

-Certo, certo! A me basta che ti alzi! Sbrigati! Sei già in ritardo sulla tabella di marcia!-.

Sbuffai e mi arresi.

Mi preparai in fretta e furia, cercando di non ascoltare le solite lamentele di mio fratello.

Ma non la smetteva mai di fare il professore?

-Io vado-, dissi, un quarto alle dieci.

-Bene! Allora, facendo una ricerca dei vecchi tempi, ho scoperto che le Mew Mew vanno spesso al parco. Attacca lì… e che sia un attacco potente, mi raccomando!-.

-Si, si, ma datti una calmata, eh! Mica sto andando in guerra-, mugugnai, e corsi via prima che potesse ribattere.

Arrivai al parco in un battibaleno.

Mi guardai attorno. C’erano molte persone, ma me ne serviva una con la forza vitale superiore al normale.

Optai per una giovane ragazza, avrà avuto circa vent’anni, dai capelli rosso fuoco e gli occhi verde smeraldo.

Sembrava piena di energia e la sua forza vitale era abbastanza potente da reggere parecchi attacchi.

E diedi il via allo spettacolo!

Il Chimero somigliava ad una coccinella… ma molto, molto più cattiva.

Iniziò a spaventare la gente e non passò molto tempo prima che le ospiti d’onore arrivassero.

Mi alzai in volo.

Erano già trasformate.

O quasi. L’ultima era la più lontana… ma… scossi la testa, eliminando l’assurda idea che mi stava venendo in mente.

Assomigliava in modo incredibile a Mina.

Ma no… non era possibile. Anzi.

Mi abbassai lentamente, concentrandomi su di lei.

-Mew Mina, metamorfosi!-, gridò.

Sgranai gli occhi e mi abbassai gradualmente, fino a ritrovarmi di fronte a loro.

Si, adesso la riconoscevo.

Era lei, non avevo più dubbi.

-E tu chi sei?-, chiese quella dal costume giallo… Mew Paddy!

-Ehi, aspetta… ma io ti ho già visto!-, esclamò la violetta… Mew Pam.

-Si… è vero…-, confermò la rossa, Mew Berry.

Mina alzò lo sguardo, fino ad avere la mia stessa espressione.

-Kei?-, sussurrò, scioccata almeno quanto me.

-Mina… o forse, sarebbe più corretto Mew Mina-, risposi, ancora stupito.

No, non riuscivo a crederci.

Mina… era una Mew Mew?

Strinsi i pugni e abbassai lo sguardo, improvvisamente triste.

Ma perché proprio lei?

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