ALIBI
Spiegazione:
il mio demone (Sasuke) non è propriamente un vampiro, anche se ha il suo stesso vizietto di bere sangue, tuttavia mangia (per esigenze di copione) anche cibo ‘normale’.
Se la cosa non vi piace NON MI INTERESSA.
Il mio è un demone alternativo!!
Se potete sopportarlo, vi presento il terzo cap…
Al non aveva torto.
Doveva stare più attento.
Doveva trovare una soluzione, non poteva di certo non mangiare, ma doveva far sviare i sospetti da lui.
Imprecò ad alta voce.
Al, sentendolo, accorse preoccupato
“Cosa succede, padrone?”
“La ragazza… le hai rimesso l’abito rosso?”
“No, padrone, l’ho bruciato. Alla ragazza ho messo un abito meno raffinato e più adatto al suo ceto. Ho pensato che quel abito lo avevate comprato per la signorina il giorno in cui la avevate incontrata, perchè a guardarla non poteva di certo permetterselo, e se qualcuno vi aveva visto acquistarlo poteva risultare pericoloso per voi, così ho agito in questo modo. Ho sbagliato?” chiese il servo prostrandosi
“No, hai agito benissimo, più saggiamente di me” rispose con sincerità.
Il servo commosso , si piegò di più, lasciando che i lunghi baffi bianchi scivolassero nel vuoto.
Al, Alfred, era uno dei suoi domestici più fidati e più anziani.
Era un uomo sulla settantina dai corti capelli bianchi, due pittoreschi e lunghi baffi nivei, e due grosse sopracciglia del medesimo colore che impedivano di vederne gli occhi.
Era una figura misteriosa, sapeva sempre tutto, e agiva sempre per il meglio.
Doveva riconoscerlo: dietro quella figura esile ed anziana si nascondeva un uomo vitale e saggio.
Non lo aveva mai considerato, perchè prima che Jhon, il suo servitore personale, andasse in vacanza, non ne aveva mai avuto bisogno.
Ma, a pensarci bene, quel uomo aveva sempre vegliato su di lui.
Si diresse verso la finestra e respirò la buon aria fresca dell’alba
“Al, puoi andare. Grazie per l’ottimo lavoro”, il servo si inchinò di nuovo, ma prima che potesse uscire la voce del padrone, che tuttavia rimase girato, lo fece voltare in sua direzione di nuovo
“Alfred, da oggi, prenderai il posto di Jhon. Mi aspetto un lavoro eccellente”
“Sì, padrone. Ne sono onoratissimo”
“Puoi andare” e l’anziano, che fremeva per l’importantissimo ruolo di cui era stato appena investito, lasciò la stanza impassibile e fermo, suscitando non poca ammirazione nell’Uchiha.
Poteva fidarsi di quel uomo.
Ma, ora, doveva concentrarsi sull’affare più importante: mettere fuori strada l’investigatore, che con suo grande sollievo non sospettava ancora di lui.
Doveva agire adesso, impedendogli di scoprire altro.
Doveva togliersi dalla sua possibile lista dei sospettati.
Più pensava, più non trovava un adeguata soluzione.
L’unico suo pensiero era quello di ucciderlo, ma, come aveva detto Alfred, non era saggio.
Tock, tock.
“Avanti” sospirò mentre si lasciava cadere sulla soffice poltrona
“Vi ho portato del tè” gli fece cenno di appoggiarlo sul tavolino affianco
“Alfred, come potrei fare a sviare i sospetti da me?”
“Padrone, dovete far in modo che l’ispettore non abbia altra scelta che scagionarvi da qualsiasi delitto”
“Come? Non riesco a trovare alcuna soluzione”
“Usatelo come vostro alibi” rispose semplicemente il servo
“Forse sarà la stanchezza, ma non riesco a capire” rispose massaggiandosi con tre dita la fronte in cerca di sollievo
“E’ sicuramente la stanchezza e la tensione, signorino” lo rassicurò l’uomo che gli sorrise benevolo.
Quell’ espressione gli ricordò il padre, il che gli fece venire un po’ di tristezza ma gli suscitò anche rispetto nell’anziano.
“Se permettete, Conte, proporrei di invitare a cena l’ispettore, in modo che egli stesso possa testimoniare in vostro favore e scagionarvi dai delitti che avverranno quella notte…”
“Sì, capisco. Ma non farei in tempo, mi dovrei assentare almeno per un oretta e di questo se ne accorgerebbe”
“Se ne accorgerebbe senza dubbio, signorino” rispose l’uomo sorridendo, come quando un padre riprende un ragionamento sciocco del figlio
“Ma voi rimarrete tutta la serata con quel uomo. Sarà un’altra persona a commettere i delitti, con la stessa modalità con cui agite voi. Mi servirò di un punteruolo che si possa avvicinare alla larghezza dei vostri denti e, se me ne darete la possibilità, mi eserciterò, sotto la vostra supervisione, per quanto riguarda la profondità e la distanza dei due fori… ma mi serve il vostro aiuto, perchè se erro profondità e larghezza un buon chirurgo potrebbe notare che si tratta solo di un imitazione” spiegò il servo
“Alfred, non mi aspettavo da te una tal diabolicità” disse divertito ed entusiasta del piano
“Ha, ha. Padroncino, voi non potete immaginare quanto io possa diventare diabolico… e per proteggervi farei di tutto” non sapeva per quale motivo, ma per la prima volta avvertì un brivido giù per la schiena
“Inoltre per evitare che venga sparso del sangue, il che renderebbe di nuovo chiaro il tentativo di imitazione, lo raccoglierò e ve lo porterò, così non dovrete rinunciare al vostro pasto”
“Perfetto, ma bisognerà che qualcuno trovi il cadavere…”
“lo lascerò nel bosco, sì, ma in modo che sia facile trovarlo, e quando il chirurgo ne definirà l’ora, l’ispettore non potrà che scagionarvi e chiedervi scusa delle infondate accuse che vi aveva rivolto” terminò l’anziano
“Sono sbalordito dal tuo piano” ammise con franchezza ed entusiasmo
“Ne sono lieto di potervi essere ancora utile, signorino”.
Bene, tutto era pronto.
Il copione era stato steso.
La trappola sistemata.
Ora mancava soltanto la vittima.
Si sedette allo scrittoio prese una lunga penna d’aquila e ne tinse la punta nella piccola boccettina d’inchiostro e poi estrasse da un cassetto una fine ed elegante carta da lettera color panna coi bordi in oro
Caro Ispettore,
devo innanzitutto chiederle scusa per l’atteggiamento con cui la ho accolta la scorsa sera,
imperdonabile da parte mia, ma le circostanze della sua visita mi hanno inacidito.
Non che ciò possa discolparmi, per questo motivo la invito caldamente a cena domani sera.
Ne sarei onoratissimo, in questo modo potrei cercare di farmi perdonare per l’orribile comportamento da me esibito.
La cena verrà servita alle otto in punto.
Con il più sincero affetto
Conte Uchiha
P.S. Se accetterete la proposta, la prego di scrivere la risposta e consegnarla
al fattorino che gliela recapiterà.
Non dovette aspettare a lungo la risposta
Illustrissimo Conte,
sono sorpreso e lietissimo di poter cenare con voi.
Per quanto riguarda le scuse, ve le devo più io.
Non ho alcun rancore nei vostri confronti e come ho già detto sarò felicissimo di potervi incontrare di nuovo.
Vostro servo
Gore
La cosa non può che farmi piacere.
Una carrozza vi verrà a prendere alle sette e mezza.
Bene.
L’esca era stata lanciata e il pesce aveva abboccato, come previsto.
Ora doveva soltanto aspettare.
ti prego continua a scriverlo!!!
pubblica l’ altro capitolo !!! sto morendo dalla voglia di leggerlo
Nooooo.volgio sapere cm continua.please!(se no t scateno il mio vecchio amico alfred!ske) cmq bella storia!
già te prego contenua!!!
e poi cm facciamo senza uno Yaoi cm questo!!!
(ciò sasuke difianco e vule k continui se no kisto se suicida! aiuto!!!) XD a parte gli skerzi… continua!!!
UAU!!!!!! Non trovo migliori parole per descrivere questa storia!!!! Continua così!!!
bello bello….ma non parla di naruto?!
cmq wow wow bellissssssimo
a dire la verità non ho capito la storia di sakura
Nyaaaaaaa!?
continua continua please…
continua così nonnetto siamo tutti con teeeeeeeeeeeeeee
YUHUUUUUUUUUUUUUU
Io non ho capito nulla.. -.-”