La rivista nerd
Panel Pixel, rivista di cultura nerd

Intervista a Gianfranco di Panel Pixel

Abbiamo notato un profilo social interessante, che ci ha portato a scoprire un nuovo sito di cultura nerd. Lungi da sentirli come concorrenza, li abbiamo contattati con curiosità per una intervista a Panel Pixel. Ci ha risposto Gianfranco, ed ecco il risultato nella nostra chiacchierata.

Nanoda: Un nuovo magazine di cultura nerd. Ce n’era bisogno? Cosa vi contraddistingue dagli altri già esistenti?

Panel Pixel: Di un altro sito di notizie, no. Ce ne sono tanti, e molti fanno bene il loro lavoro. A noi mancava altro: un posto dove restare su un fumetto, un gioco o un film anche settimane dopo l’uscita, quando l’hype si è spento e restano le domande.
Il nome dice già cosa facciamo. Il panel è la vignetta di una tavola a fumetti, il pixel è il punto più piccolo di uno schermo di gioco: le due unità minime con cui si costruiscono i mondi di cui parliamo.
Ci definiamo un magazine lento. Non inseguiamo ogni annuncio: scegliamo cosa approfondire e ci restiamo sopra, con recensioni, monografie, approfondimenti e interviste. Proviamo a spiegare perché una cosa funziona, non solo se vale la pena comprarla. E c’è una regola che non cambia: nessuna recensione pagata, nessuna sponsorizzazione nascosta. Quello che leggi è quello che pensiamo.

Il videogioco Prince of Persia su Panel Pixel
Prince of Persia © Ubisoft

N: Chi c’è dietro al magazine? Immagino che non sia un lavoro a tempo pieno, almeno non ancora, dunque cos’altro fate nella vita oltre a leggere fumetti e giocare ai videogiochi?

PP: Panel Pixel l’ho fondato io, Gianfranco. Vivo a Venezia, ho studiato alla NABA di Milano e da quest’anno sono al DAMS di Padova. Di giorno studio cinema e spettacolo, la sera scrivo di fumetti e videogiochi: non mi allontano mai troppo dall’argomento.
Intorno c’è una piccola redazione sparsa per l’Italia. Pietro cura la grafica e i post su Instagram, altri collaboratori scrivono di fumetti, cinema e serie, ognuno con la propria voce. Hai ragione, non è un lavoro, almeno non ancora. Nessuno di noi è pagato, e lo diciamo chiaramente a chiunque si unisca. Quando il sito comincerà a rendere qualcosa, i primi a essere pagati saranno i collaboratori.

N: Che musica ascoltate?

PP: Ognuno ha i suoi gusti, e in una redazione sparsa per l’Italia sarebbe strano il contrario. Io ascolto un po’ di tutto, ma le mie radici sono hip hop: il rap italiano, soprattutto quello di quando era ancora underground. Una cosa però vorremmo farla: una rubrica sulle colonne sonore di videogiochi e film. Una buona colonna sonora è metà del ricordo che ti resta di un gioco, e se ne parla sempre troppo poco.

N: Siete mai stati ai festival del fumetto, detti anche comics and games, ormai eventi di cultura pop? La sezione preferita?

PP: Per ora quelli vicino a casa: Be Comics! a Padova, Treviso Comics & Games e Venezia Comics a Forte Marghera. Sono fiere più piccole di Lucca o del Comicon, ma hanno il vantaggio di farti girare tutto senza correre.
La sezione dove passo più tempo è quella dei manga: di J-POP ho letto quasi tutto, e tra gli stand degli editori finisco sempre per fermarmi più del previsto. Quest’anno Lucca la guardiamo da lontano. A fine novembre però contiamo di esserci alla Milan Games Week & Cartoomics come Panel Pixel: sarebbe la prima fiera grande da raccontare dall’interno.

Riminicomix, la folla nell'area degli stand
Tanti e diversi, ma tutti nerd, gli stand di Riminicomix

N: Contate di partecipare ad eventi attivamente, con interviste, report, ecc, oppure vi dedicate soprattutto a recensire i prodotti che escono?

PP: Tutte e due le cose, con calma. Le recensioni restano il centro del sito, ma la cultura pop si vive anche di persona, e le fiere sono il posto dove succede. Vogliamo raccontarle anche da lì: report, interviste, il dietro le quinte.

N: Rimarrete soprattutto un sito o vi sposterete di peso anche sui social, magari con foto e reel?

PP: Il sito resta la casa. Un approfondimento ha bisogno di spazio, e su questo credo tu ci capisca bene, visto che di siti vi occupate da anni. Instagram però lo usiamo già, con caroselli e grafiche, e stiamo cercando chi monti video verticali. L’idea è usare i social per portare le persone a leggere, non per prendere il posto della lettura.

N: Dove vi vedete fra 10 anni?

Con una redazione che paga chi ci scrive: è il primo obiettivo, prima ancora dei numeri. Con una rivista che si possa anche sfogliare, e un numero di prova cartaceo l’abbiamo già impaginato. E con un archivio di articoli che valga la pena rileggere anche quando i giochi e i fumetti di cui parlano non saranno più novità.
Se tra dieci anni qualcuno aprirà una nostra monografia per capire un gioco uscito oggi, vorrà dire che di un magazine così c’era bisogno.
Grazie a Gianfranco e a chi lo aiuta a portare avanti Panel Pixel, e ci vediamo in fiera!
Doppiatori Comicon Bergamo
Un incontro con i doppiatori sul Hyper Stage
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