Non è un segreto che mi sia innamorata di Gojo di Jujutsu Kaisen, ma nessuno può negare che sia un personaggio come pochi. Soprattutto dopo le cose apprese sul suo passato. Vedere la vita da studente di Gojo è servito a capire molto della sua indole. Osservarlo mentre è ancora alle prese nel perfezionamento delle sue tecniche, non ancora all’apice della sua forza, ma molto vicino al raggiungerla, ci ha permesso di vedere l’impegno e il lavoro che lo ha portato ad essere ciò che è.
Ma non è questa la parte che mi ha colpito. Come Geto, Gojo ha assistito al lato peggiore dell’umanità. Si è sentito tradito, disgustato da quelle persone che dovrebbe proteggere e per un attimo lo abbiamo visto vacillare.
Avrebbe potuto seguire la stessa strada di Geto, diventare uno stregone oscuro e piegare facilmente tutti sotto la sua forza.

Ottimismo di Gojo di Jujutsu Kaisen
In qualche modo però è ancora viva in lui la speranza, la fiducia che sia ancora possibile cambiare le cose, cambiare la percezione delle persone, cambiare quel sistema difettato in cui lui stesso è costretto ad operare.
Così a differenza di Geto, Gojo decide di continuare a seguire la seguire la strada della giustizia, anche se a modo suo. Vuole insegnare alle nuove generazioni come agire, che la vera forza non sta nel sottomettere chi è più debole, ma nell’aiutarlo a diventare forte.
Con tutto quel potere e abilità avrebbe potuto essere una di quelle persone che pensa agli altri come esseri inferiori, dei fardelli, invece Gojo si mostra sempre disponibile con tutti. In particolare la cosa che mi piace di più di lui è che tratta i suoi studenti da pari.
Con quell’aria un po’ frivola e la testa tra le nuvole Satoru rende facile e piacevole rivolgersi a lui, anche se a volte sa essere davvero irritante. Però si accorge sempre quando qualcosa non va ed è subito pronto a offrire un consiglio, un’opinione che aiuta a capire quale sia la cosa giusta da fare.
Penso che Gojo sia un personaggio che ancora tanto da dare e soprattutto di cui dobbiamo ancora scoprire parecchio, e io non vedo l’ora.
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Itadori di Jujutsu Kaisen di Mara Cotticelli





