Kuroko’s Basket

Anime Kuroko’s Basket

Negli anni ’90 la celebre serie animata di Takehiko Inoue, Slam Dunk, aveva fatto appassionare al basket centinaia di telespettatori; nel nuovo millennio l’impresa è stata ritentata da Tadatoshi Fujimaki con Kuroko no Basket, letteralmente Il Basket secondo Kuroko/Il Basket di Kuroko. Precisiamo fin da subito che non verrà fatto un paragone tra queste due, epocali, serie; prenderemo in considerazione solo il prodotto più recente ossia Kuroko no Basket. Citare Slam Dunk, sia manga che adattamento anime, è obbligatorio se si considera l’enorme successo che ha avuto sia in Giappone che nel mondo.


Kuroko’s Basket – Trama

C’è una leggenda che tutti gli amanti del basket conoscono. Parla della leggendaria scuola media Teikou e della squadra di basket maschile più forte che sia mai esistita, la fama della sua imbattibilità è diventata leggenda e i cinque giocatori che hanno reso possibile tutto ciò sono conosciuti come “la generazione dei miracoli”. Dopo essersi diplomati ognuno dei cinque membri della generazione dei miracoli, inspiegabilmente, si iscrivono a scuole diverse e il team più forte mai costituito viene così sciolto. Le storie che circola sulla leggendaria “generazione dei miracoli” sono molte, tra di esse ve ne è una che parla di un misterioso sesto uomo fantasma che nessuno ha mai visto giocare. Un giocatore così forte da essere usato solo nei casi di estrema difficoltà, l’unico membro della squadra in grado di cambiare radicalmente le sorti della partita.

Il misterioso sesto uomo fantasma è Tetsuya Kuroko, un piccolo ragazzo (alto poco più di 1,60 m) tranquillo, inespressivo e dalla scarsissima presenza: i più non si accorgono nemmeno che sia proprio davanti a loro. Così come i suoi compagni della “generazione dei miracoli” anche Kuroko si è iscritto ad una scuola superiore diversa dalla loro, la sua scelta è ricaduta sul liceo Seirin, la cui squadra di Basket è nata da un solo anno e non vanta nessun risultato sportivo importante. A differenza di quanto si possa aspettare, Kuroko è un perfetto imbranato nel basket, non sa tirare, il suo controllo di palla è pessimo e le sue doti fisiche sono ridicole; il suo unico pregio è la sua poca presenza in campo, nessuno si accorge di lui è in tutto e per tutto un personaggio invisibile. Questa qualità gli ha permesso di sviluppare un suo personale stile di gioco (da cui il nome dell’anime) che solo lui può usare.

Kuroko, insieme a tutti i giocatori di basket del liceo Seirin e grazie all’aiuto di Taiga Kagami, un vero genio del basket il cui livello di abilità è pari a quello della “generazione dei miracoli”, tenteranno la scalata per diventare la squadra più forte di tutto il Giappone. Per potervi riuscire, però, dovranno sconfiggere in campo le squadre degli altri membri della “generazione dei miracoli” e, come lo stesso Kuroko avrà modo di scoprire, l’impresa è molto più ardua di quello che si aspettava.


Kuroko’s Basket – Commento

Manga e anime sono uno la trasposizione dell’altro. La serie animata segue fin nei minimi dettagli trama del manga, fanno eccezione solo un paio di diologhi o episodi di scarsa importanza che sono presenti solo nei tankōbon. A livello di sceneggiatura, Kuroko no Basket è avvincente e ben strutturato. I personaggi principali sono, quasi tutti, ben strutturati, molti di essi hanno una propria mentalità e psicologia che si distingue dagli altri e si allontana dai più comuni stereotipi. Kuroko, il protagonista, è il personaggio meglio riuscito, lo spettatore è portato ad immedesimarsi in lui, condividendone obiettivi, determinazione, momenti felici e tristi.

Il livello dell’animazione è quasi impeccabile: le scene che riproducono le partite sono meravigliose, non si ripetono mai e danno l’idea di una vera partita di basket. Altra nota positiva merita la colonna sonora, dosata a dovere, coinvolgente e ben impiegata. Musiche e scene d’azione coesistono e si enfatizzano a vicenda. L’azione finale che segna il risultato della partita non coinvolgerebbe così tanto lo spettatore senza l’utilizzo di quel preciso pacchetto sonoro.

Unica nota che può essere vista come negativa è proprio il tentativo di spettacolarizzare lo sport stesso al centro dell’anime: il basket. In termini semplicistici Kuroko no basket si potrebbe definire un Holly e Benji del canestro. I membri della “generazione dei miracoli” vengono definiti tali proprio perché hanno un talento unico nel loro genere, abilità che in una comune partita di basket non è assolutamente possibile trovare. Non entreremo nel dettaglio per evitare spoiler inutili, ad ogni modo la presenza di questi particolari “fantastici” e impossibili potrebbe far storcere il naso agli amanti di questo sport. A riguardo la scelta è soggettiva.


Kuroko’s Basket – Parere personale

A livello di serie animata, Kuroko no Basket è composta da tre stagioni di 25 episodi l’una, l’ultima delle quali è terminata pochi mesi fa. Si tratta, quindi, di un prodotto piuttosto lungo, caratteristica insolita negli ultimi tempi. Personalmente mi sono appassionato davvero molto alle avventure di Kuroko e dei suoi compagni di squadra. Senza ombra di dubbio è una serie in grado di coinvolgere un vasto pubblico, siano essi sportivi, amanti del basket e non; il motivo principale per cui ne sono convinto è la trama stessa. L’anime tratta sì di basket, ma esso è solo un mezzo per trasmettere messaggi e contenuti che si possono adattare senza problemi a molte altre realtà sia sportive che tipiche delle relazioni umani.

Molti di questi temi appena citati si possono trovare in dozzine di altre serie. Gli autori giapponesi hanno una fantasia e una capacità d’inventiva ammirabile, ma per quanto riguarda temi e relazioni interpersonali gli argomenti sono sempre gli stessi: l’importanza dell’amicizia, determinazione a non arrendersi mai, il valore del gioco di squadra, l’onestà e simili. Anche questa serie non sfugge a questi temi però non cade eccessivamente nel sentimentalismo e, dopotutto, il modo in cui vengono presentati e sviluppati non è affatto male.

Per quanto mi riguarda ho apprezzato anche la spettacolarizzazione del basket. Effettivamente vi sono alcuni momenti in cui le abilità dei giocatori sono eccessive, ma molte di esse non si discostano poi molto dalle stesse qualità tanto ammirate dai giocatori NBA e se siete appassionati di questo sport (quello reale si intende) potrete rendervi conto che non vi è solo fantasia nella costruzione e nello svolgimento della partita.

Consiglio Kuroko no Basket a tutti, penso sia un ottimo prodotto, facile da seguire, emozionante e molto ben strutturato e poi, ammettiamolo: assistere alle imprese impossibili, tifare per una squadra in difficoltà e sperare nella loro vittoria dopo che si è assistito all’impegno che vi hanno messo; è qualcosa che piace. Nonostante ciò anche gli sconfitti hanno la loro parte, poiché è importante ricordare che, nonostante le difficoltà, bisogna sempre cercare di rimettersi in piedi. È una lezione dura, lo so, ma quella è la via che piaccia oppure no e vi assicuro che anche Kuroko e i suoi compagni dovranno imparare a farlo.

Buona visione.