Un giovane studente di 11 anni ha scioccato il Giappone gettandosi sotto un treno in segno di protesta, per prevenire l’imminente chiusura della sua scuola, supplicando in una lettera che la fusione con un’altra scuola venisse cancellata.
L’undicenne si è gettato sotto uno dei treni espressi ad alta velocità dalla stazione di Daito, parte della metropoli di Osaka, durante il pomeriggio, ed è morto all’istante, nonostante gli sforzi del conducente di frenare il prima possibile. Il ragazzo, morto indossando l’uniforme scolastica che aveva lasciato il suo zainetto sulla piattaforma della stazione, lascia ben pochi dubbi sulle motivazioni del suicidio, visto che aveva lasciato una lettera all’interno che diceva “Vi prego, in cambio della mia piccola vita, cancellate la fusione della scuola.”

Secondo l’autorità d’educazione locale, la scuola elementare di Osaka del ragazzino in questione dovrebbe chiudere ad Aprile, come parte di un piano di fusione con un’altra scuola locale. Giorni prima del suo folle gesto, si era più volte lamentato che “nessuno vole prestare orecchio ai nostri sentimenti, visto che la nostra scuola sta per essere distrutta” e chiedeva che la fusione venisse cancellata.
Inoltre ha inviato una mail alla madre 47enne prima della sua morte, dicendole “Grazie di tutto, vi amo tantissimissimo!“, anche se la donna ha mostrato un ammirabile senso di responsabilità dicendo: “Sono distrutta dal non aver compreso i sentimenti di mio figlio. Ma non voglio che altri bambini pensino di poter cambiare il mondo attraverso il suicidio.”
Le ferrovie giapponesi hanno riferito che a causa della morte del ragazzo 32 treni hanno subito ritardi, dando disagio a circa 14.000 passeggeri. Non hanno aggiunto se seguiranno la solita pratica di multare la famiglia del suicida che ha causato queste interruzioni.
Il Giappone è una delle nazioni con il più alto tasso di suicidio rispetto alla propria demografia, anche se l’anno scorso sembra che la percentuale si sia leggermente abbassata.
Fonte: Sankaku Complex





E’ una cosa di una tristezza immensa, non solo perchè ha 11 anni e aveva una vita davanti, ma soprattutto perchè in questi casi c’è da pensare ad una cosa molto importante: i giapponesi protestano con il suicidio o le minacce pseudo terroristiche, il che mi fa pensare che per quanto siano avanti i certi settori, sono dei completi imbecilli (per non dire di peggio) nella vita sociale.
Scusatemi tantissimo per quello che ho scritto, ma certe cose non si risolvono così MAI!
PIENAMENTE D’ACCORDO.
Ma andateci a vivere in Giappone, andate, andate. Bello da vedere, ma da viverci assolutamente no.
Se spendessi un minuto a leggerti qualche fonte, scopriresti che in Giappone (il cui tasso di suicidi non è così alto) ci si suicida per gli stessi motivi che in tutto il resto del mondo, ovvero divorzi, licenziamenti etc. e che i casi come questo sono rari come in qualsiasi altro paese. Mi sembra evidente che i problemi di questo bambino andassero oltre la chiusura della scuola, ma continua pure a pensare che si suicidino ogni tre per due. Informati prima di sputare sentenze su una cultura che evidentemente non conosci.
tristezza a palate.
una multa alla famiglia? un po’ di cuore, no?
È un fatto impensabile effettivamente, ma dietro ai servizi più efficienti al mondo c’è sempre qualcosa che non piace…
Pur essendo ordini di grandezza diversi si può fare un paragone con Mussolini, che non si può definire molto diversamente da “dittatore assolutista” nonostante le grandi opere con cui abbia tentato di modernizzare il nostro Paese: tre passi avanti ed uno indietro. Peccato che quello indietro sia più lungo e distruttivo che farne solo due avanti…
Mi sconvolge alquanto questa cosa della multa alla famiglia… cioè, questi hanno appena perso un figlio (suicida tra l’altro, che credo sia la cosa peggiore che possa capitare ad un genitore), e questi pensano a fargli una multa per i disagi subiti?
Cavolo! Ci sono rimasta malissimo!
Comunque quella di multare la famiglia è un’ assurdità!
Bè, magari la multa alla famiglia funge anche da deterrente per uno che sta pensando al suicidio. A me pare un’assurdità il motivo.