Una lettera nel cassetto

Realizzare un sogno

La cosa più triste è che mi perderò ogni tuo sorriso, ogni tuo traguardo, ma non temere, in un piccolo angolo del tuo cuore sarò sempre con te, pronto a proteggerti figlio mio, quando arriverà il momento non sarai solo ad affrontare Kyubi. E quando sarai in difficoltà, quando non vedrai nessuna luce, e intorno a te nessuna speranza, nessun appiglio, guardati allo specchio, e ricordati che tu sei Naruto Uzumaki Hokage di Konoha.

Con tutto l’affetto che non ho mai potuto darti

Minato Namikaze

Chiudo quella lettera sorridendo, stranamente felice, quasi come se quelle parole fossero state in grado di infondermi nuova sicurezza. Finalmente, guardando queste foto che ora giacciono sparpagliate sulla scrivania, e ripiegando quei fogli ingialliti, sento come se tutti quei tasselli che compongono il puzzle della mia vita fossero tornati al loro posto, e quello che vedo mi piace, un nuovo inizio, la prima pagina, di un nuovo capitolo, di quel libro che è la mia vita.

Torno ad osservare fuori dalla finestra, la mia Konoha attende l’arrivo del suo nuovo Hokage, ed io finalmente sono pronto.

Mi appresto ad uscire da quell’ufficio dove dovrò trascorrere la maggior parte del mio tempo, quando un rumore sordo mi obbliga a fermarmi, qualcuno ha bussato alla porta. ‹‹Avanti›› Grido per farmi sentire.

La porta si apre lentamente, cigolando, e la mia curiosità cresce incredibilmente ad ogni centimetro che percorre su quel pavimento di legno intarsiato. Poi nella penombra di quella piccola stanza la sua figura compare, bella e aggraziata come sempre, Sakura.

Come il fiore di cui porta il nome, anche lei era sbocciata splendidamente, dopo quella volta di sette anni fa non si era più fatta ricrescere i capelli oltre la spalla, ma quelle ciocche rosa e scomposte a mio parere le incorniciavano graziosamente il bel volto illuminato dagli occhi color giada.

Le sorrido istintivamente, lei mia compagna di missioni, mia amica, colei che mi è sempre rimasta vicina anche durante quella fase così difficile che fu la ricerca di Sasuke… Sasuke, quanti ricordi, quante battaglie…

Ora la osservo, bella e sorridente. ‹‹Sei perfetto Naruto››. Mi sussurra per poi abbracciarmi dolcemente. ‹‹Anche tu sei bellissima Sakura››. Rispondo senza neanche rifletterci tanto, dicendo semplicemente ciò che penso da sempre. ‹‹Chi l’avrebbe mai detto!? Quel ragazzino così testardo, ricordi come ti chiamavano? Testa quadra!››. Scoppia a ridere, mostrando i suoi denti bianchi e dritti, non posso non accennare un sorriso. ‹‹Certo che lo ricordo, come scordarlo››. ‹‹E così il tuo sogno si è avverato››. Afferma abbassando per un attimo lo sguardo, per poi tornare a fissarmi negli occhi. ‹‹Kakashi sarebbe fiero di noi, sarebbe soprattutto fiero di te, Naruto. Sei riuscito a dimostrare a tutti, che quei sogni che teniamo nel cassetto come preziosi cimeli, prima o poi, grazie alla forza e alla tenacia, possono realizzarsi davvero››. ‹‹Si, Kakashi sempai sarebbe orgoglioso di noi. Mi manca tanto››. Ammetto poi abbassando anche io per un attimo lo sguardo. A quel punto Sakura mia abbraccia di nuovo, questa volta con più forza, fino a quando non si avvicina al mio orecchio e mi sussurra: ‹‹Non sono morti invano, Naruto. Se adesso potessero vederti tutti quanti sorriderebbero, e sarebbero felici di sapere che il loro villaggio, per il quale sono periti in battaglia, adesso è al sicuro, sotto gli occhi vigili di un buon Hokage››. E come sempre le sue parole mi sono di conforto, mentre nella mente rivedo tutti i loro volti, i volti di color al quale Pain spezzò la vita.

‹‹Comunque non solo il mio sogno si è realizzato››. Le dico poggiando una mano sulla sua pancia appena rotonda. Sakura arrossisce notevolmente, per poi poggiare la sua mano esile sulla mia più grande, che quasi le prendeva tutta la superficie del ventre.

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