Spill The Tea - cosplayer e cantante
La cantante e cosplayer Spill The Tea

Intervista a Spill The Tea – cosplayer e cantante

Ospite del festival siciliano Etna Comics 2026, Spill the Tea è una cosplayer di grande talento, cantante originale ed energetica, e personaggio certamente fuori dal comune. Abbiamo voluto farle qualche domanda a Spill The Tea, cosplayer e cantante, sulla sua carriera.

DJS: Il tuo lavoro unisce cosplay e musica: in che modo queste due forme d’arte si influenzano a vicenda nel tuo processo creativo?

StT: Quando ho iniziato il mio percorso nel cosplay, non avrei mai pensato che la musica sarebbe diventata parte della mia carriera. Nel 2024, circa tre anni dopo aver iniziato a fare cosplay, mia madre Natalie — che aveva scritto centinaia di canzoni mai uscite dal cassetto — mi ha proposto di collaborare per trasformarle in realtà. In quel periodo mi sentivo un po’ persa nel mondo del cosplay e non sapevo bene dove mi avrebbe portata, o persino se sarebbe durato nel tempo. Così ho proposto di produrre insieme le sue canzoni e adattarle affinché riflettessero sia le mie esperienze personali che le sue.

Desideravo che la mia musica percorresse una strada nuova e originale, combinando musica e cosplay in un modo che non avevo mai davvero visto prima. Da qui è nata l’idea che ogni canzone avesse il proprio personaggio originale (OC), capace di rappresentare fisicamente la narrazione del brano. Questo percorso è iniziato davvero con la mia terza e più iconica canzone, “Goodtime Jester”. È nata da una terribile serata in cui mi sono resa conto che le persone che consideravo amiche mi stavano trattando come il loro “intrattenimento” per la serata. Quando ho raccontato questa esperienza a mia madre, abbiamo scritto insieme questo brano per esprimere la mia frustrazione verso quanto le persone possano essere ingannevoli a volte. Tutte le mie canzoni derivano da esperienze in cui credo che molte persone possano immedesimarsi. La musica è un ulteriore mezzo per esprimere la mia passione per il cosplay, creando allo stesso tempo personaggi originali e narrazioni con cui le persone possano entrare in sintonia.

DJS: Qual è stato il momento in cui hai capito di poter trasformare la tua passione per il cosplay e il canto in una carriera?

StT: Il momento decisivo è arrivato quando ho capito che potevo unire tutte le mie competenze nella mia arte. Quando ho iniziato a fare cosplay come hobby, studiavo anche recitazione in una scuola di Londra (Italia Conti e LAMDA), sviluppando le mie capacità performative. Cercavo ancora un modo per fondere la mia formazione con la mia ammirazione per il cosplay.

Mi piace pensare che il mio punto di forza come cosplayer sia la capacità di incarnare completamente i personaggi, non solo visivamente ma anche attraverso la performance. L’introduzione della musica ha aperto un’altra strada, permettendomi di utilizzare il mio background nel canto, nella danza e nella recitazione all’interno dei miei contenuti. Cerco sempre di creare un’interpretazione teatrale multisfaccettata dei miei personaggi, sfruttando le abilità performative che ho affinato anche al di fuori del cosplay. Credo davvero che performance e cosplay vadano molto più a braccetto di quanto la gente immagini. Per me non si tratta solo di assomigliare visivamente a un personaggio, ma di incarnarlo fisicamente, celebrando l’intento originale dell’artista.

DJS: Quando crei un cosplay, immagini mai una “colonna sonora” o un’identità musicale per quel personaggio?

StT: A dire il vero, il mio processo creativo per i personaggi originali funziona al contrario, perché nascono dalla scrittura delle canzoni che sviluppo insieme a mia madre. Non vedo i miei personaggi come qualcosa da promuovere attraverso la musica; piuttosto, sono l’incarnazione fisica delle storie evocate dalle mie canzoni. La narrazione viene sempre prima, e l’aspetto visivo nasce da lì. Una volta completata la scrittura, collaboro con uno dei miei produttori per costruire un accompagnamento musicale completamente tematizzato. Descriverei il mio lavoro come arte alternativa e concettuale, in cui musica e storytelling visivo sono totalmente intrecciati e si valorizzano a vicenda.

DJS: Esibirsi dal vivo a un festival come Etna Comics è un’esperienza unica: come è diversa la tua preparazione rispetto alla creazione di contenuti online?

StT: Esibirsi dal vivo a una convention come Etna Comics è completamente diverso dal creare contenuti online. La creazione di contenuti avviene soprattutto dietro le quinte, mentre Etna Comics è, naturalmente, un’esperienza dal vivo. E anche quando partecipo agli eventi, continuo comunque a creare contenuti prima, durante e dopo, così che il mio pubblico possa vivere il viaggio insieme a me.

Il motivo principale per cui partecipo alle convention è entrare in contatto con le persone che mi hanno supportata e che mi hanno dato la possibilità di arrivare dove sono oggi. È la parte che preferisco degli eventi dal vivo: poter interagire e intrattenere chi si è riconosciuto nella mia arte. Cerco sempre di rendere speciale l’esperienza di chi viene a vedermi, sia attraverso le mie performance sia con piccoli dettagli personali, come distribuire piccoli gadget a tema “Spill The Tea”!

Alle convention mi immergo completamente nell’esperienza: partecipo in cosplay completo, conduco panel, eseguo la mia musica dal vivo e cerco di essere coinvolta il più possibile nell’evento. Al momento le mie esibizioni sono piuttosto essenziali, ma ho una visione molto chiara per il futuro. Mi piacerebbe trasformarle in vere esperienze teatrali complete, con luci a tema, oggetti di scena, scenografie e ballerini. Vorrei che il pubblico fosse totalmente immerso nel mondo della mia musica. Per ora faccio quasi tutto in autonomia: non ho ancora un team completo alle spalle, solo una grande visione e la determinazione di continuare a creare.

DJS: Quale personaggio che hai interpretato finora ti ha messo più alla prova, tecnicamente o emotivamente?

StT: Credo che ogni personaggio su cui ho lavorato, sia originale sia proveniente da un franchise esistente, comporti sfide uniche. È proprio questo che amo del cosplay! Un giorno sto cercando di capire come costruire un paio di ali d’angelo, il giorno dopo creo una parrucca usando soltanto corde. Ogni progetto mi spinge a imparare qualcosa di completamente nuovo. Ogni personaggio che interpreto ha le proprie caratteristiche, atteggiamenti e narrazioni.

Detto questo, sono i miei personaggi originali a rappresentare la sfida più grande, perché sto costruendo qualcosa completamente da zero: visivamente, emotivamente e narrativamente. Inoltre, spesso è qualcosa di molto personale. Vedo i miei personaggi originali come frammenti di me stessa, nati dalle mie esperienze e dai miei sentimenti reali. Prendo qualcosa di estremamente personale e lo trasformo in arte che possa parlare anche agli altri, non solo a me stessa.

Spill the Tea una cosplayer inglese
Spill the Tea in alcune delle sue trasformazioni

DJS: Come si è evoluto il tuo percorso artistico da quando hai iniziato durante il lockdown?

StT: Onestamente, finora è stato un viaggio surreale. Quello che era iniziato quasi come uno scherzo durante il lockdown è diventato una vera carriera! In quel periodo mi sono resa conto che il cosplay era la combinazione perfetta di tutto ciò che amo: recitazione, makeup, costume design, crafting, animazione e videogiochi. Mi dava la possibilità di unire tutte queste passioni in un unico hobby.

All’inizio lo facevo quasi per scherzo, comprando una parrucca da 3 sterline su eBay e tingendomi le sopracciglia di rosa neon per fare il cosplay di Saiki K da The Disastrous Life of Saiki K. Non avrei mai immaginato che sarebbe diventato qualcosa di più grande, tanto meno una parte così importante della mia vita.

Tutto è cambiato quando i miei video hanno iniziato a diventare virali. È stato allora che ho capito che quello “scherzo” poteva davvero trasformarsi in qualcosa di significativo. E da allora il supporto della community cosplay è stato assolutamente incredibile. Sinceramente non sarei dove sono oggi senza di loro. Dal profondo del cuore, sono immensamente grata.

DJS: Quale messaggio speri che i fan portino con sé dalle tue performance e dalla tua presenza online?

StT: Non direi di avere un unico messaggio preciso, ma vedo la mia arte come una forma di evasione per gli altri. Cerco di creare uno spazio sicuro dove le persone possano allontanarsi dal rumore di un mondo sempre più polarizzato e, a volte, opprimente.

Più di ogni altra cosa, desidero creare un senso di comunità. Incoraggio gli altri a sentirsi liberi di essere autenticamente se stessi, sostenendosi a vicenda e legando attraverso un amore condiviso per ciò che è strano, bizzarro e meraviglioso.

Man mano che viaggio sempre di più a livello internazionale, desidero unire membri della community cosplay provenienti da paesi diversi, dimostrando che la creatività e l’espressione personale possono unirci, indipendentemente da dove veniamo.

DJS: Ai fan che vogliono unire più passioni creative come fai tu, che consiglio daresti?

StT: Credo che il consiglio più importante che posso dare sia creare partendo da qualcosa di autentico per voi. Non sentitevi obbligati a conformarvi a ciò che è popolare o considerato “normale”. È proprio la vostra individualità che può rendere unico il vostro lavoro.

Il cosplay, e l’espressione creativa in generale, significano celebrare chi siete davvero e condividere questo con una comunità di persone altrettanto appassionate. L’identità e la storia dietro ciò che create contano sempre più del risultato finale.

E poi tutto si riduce a dedizione e determinazione. Ciò che conta davvero è la volontà di trasformare le proprie idee in realtà. Cercate di dare vita alle vostre idee, qualunque cosa accada.

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Il sito di Etna Comics

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Silvio Franceschinelli (DJ Shiru)
Vive qua e là, tra i vari Paesi che frequenta regolarmente il Giappone è uno di quelli che più gli rimane nel cuore. In Italia contribuisce a fondare l’associazione Ochacaffè di cui è il responsabile eventi, dirige la scuola di lingue Il Mulino e coordina le sezioni palco e Giappone di festival quali Comicon Bergamo e Napoli, Etna Comics a Catania, ecc. Creatore del progetto artistico K-ble Jungle.