Salve gente, l’ultima volta che mi è venuta voglia di spiegare una sigla è stato per la prima stagione di The Eminence in Shadow, visto che la regia mi ha colpito così tanto da farmi venire la mania ossessiva di sviscerare la sigla.
Questa volta ci ho messo un po’ a rimuginare, ma ho intenzione di raccontarvi la sigla dell’ultima incarnazione del MS Bianco, questa volta creata dallo studio khara, proprio quello creato da Hideaki Anno e soci!
Nella primissima scena non vediamo un personaggio, un mecha o una città, ma quella che sembra una scossa elettrica, o un segnale elettromagnetico.
Non è chiaro cosa sia, ma a mio parere è una prosecuzione della classica scossa da sesto senso Newtype, un collegamento neurale intrinseco e inspiegabile.
Potremmo definirla la linea rossa del destino, anche se in questo caso è di un verde evidenziatore… quasi un verde da spray.
Ma se pensiamo che la canzone si chiama Plazma, possiamo dedurre che sia plasma, il quarto stato della materia che presenta un’elevata conduttività elettrica, caratterizzato da elevate energie e instabilità, come la gioventù.

A questo punto ci viene presentata la protagonista, Yuzuriha “Machu” Amate, su cui vengono proiettati i classici bagliori del kira-kira, ovvero quel piano dell’esistenza quasi ultraterreno dove i Newtype riescono a comunicare superando le distanze.

Anche la prima frase della canzone è dedicata a lei, “Se avessi continuato a camminare, senza fermarmi al tornello, avrei potuto vivere felice e contenta senza averti mai conosciuto?”
La frase fa riferimento proprio alla scena in cui Machu incontra per la prima volta Nyaan, la coprotagonista della serie.
Eppure, potrei estendere questa frase non solo all’incontro con Nyaan, ma anche al fatale incontro a fine episodio con il Gundam GQuuuuuuX, oppure con Shuji stesso.
Allo stesso tempo sento che si tratta di una frase profetica, visto che sembra che Machu dopo questo incontro non riuscirà a vivere “felice e contenta“.

La scena si allarga e ci mostra dei palazzi al contrario (un po’ Geofront XD) che ci fanno comprendere che si trovi in una colonia, dove i palazzi sono edificati appunto dentro la colonia, innalzandosi verso il suo centro.

Nella scena successiva vediamo il Gundam colorato con quel verde evidenziatore (o spray XD) e Machu in primo piano, seguita da Haro, su sfondo scuro.
Interessante che non siano in scala (perché ovviamente il Gundam è molto più grande di così) e che Machu si muova al doppio della velocità del Gundam, forse proprio per poter coprire la stessa distanza.
Comunque la scena da un senso di armonia e di coordinazione tra lei e il Gundam, come se corressero avanzando verso lo stesso obiettivo.
In sfondo le scosse proseguono tra i bagliori.

Nella scena successiva ci viene presentata Nyaan, spaesata a un incrocio, senza che sappia bene quale sia la sua direzione, con le frecce per terra che indicano un giro circolare, da cui non c’è uscita.
Anche la strofa è dedicata a lei, tornando alla scena del primo episodio, come continuazione diretta della prima strofa
“Se non fossi saltata dai tornelli scappando all’esterno, lo scintillio delle stelle all’esterno si sarebbe trasformato in polvere sulle mie scarpe!”
Il senso è chiaro, ovvero “se non ti avessi incontrata tutto questa intensità non ci sarebbe e sarei ancora nello squallore“.
Nel mentre ci viene presentato anche Shuji e il Gundam Rosso.

Ora in sequenza ci vengono mostrati vari personaggi secondari, i quattro dei Pomerians, avvolti da un buio rischiarato appena da un’abat-jour, come fossero quattro personaggi negativi con la flebile speranza della redenzione.

Xavier e Comoli di Zeon, rischiarati da uno sfondo giallo luminoso.
Intanto la strofa “Sdraiata sul pavimento di linoleum, con le mani sbucciate per essere rimasta a testa in giù“, anche questa strofa ci ricorda Machu e la sua tendenza a mettersi dritta sulle mani a testa in giù, mostrata sia nel primo episodio che nel quarto.

La scena successiva passa a Challia Bull, e ci mostra la sua continua ricerca di Char, la Cometa Rossa, che compare lontano sullo sfondo stellato.
“Proprio prima dell’alba la stanchezza mi ha colpito, sapendo che questo era anche il confine della galassia.”
Cos’è il “confine della galassia“? Rileggendo la prima parte, potremmo immaginare si tratti del momento in cui si viene presi dalla stanchezza e quindi dal sonno, giungendo al sogno.
Potremmo anche immaginare che questa frase riguardi appunto il piano del “kira-kira“, una zona metafisica tra sogno e realtà.

Challia sembra cadere appunto in un sogno, o usando la terminologia inglese “falling in love“, il cui primo termine vuol dire appunto “cadere/cascarci” nel suo agognare di tornare al fianco di Char.

La caduta di Challia si trasforma in quella di Machu in un corpo umido… che sia la piscina dove si tuffa nel primo episodio?
Che sia il tanto sognato mare della Terra?
O forse proprio metafora del tuffarsi in una situazione completamente diversa dalla normalità?

“Voglio che tu mi ascolti e senta la mia risposta disperata!”
Nella scena oscura di un mare profondo si trasforma e questa volta è il GQuuuuuuX, che si trova nel “mare delle stelle“.
Mentre dei brevi flash, quasi come fossero dei lontani fulmini, danno luce alla figura sentiamo la strofa… “Brilla, brilla, brilla e strilla!”

A questo punto la scena inizia a zoommare sul volto del GQuuuuuuX e possiamo vedere nell’oscurità il vero volto del MS, sotto la maschera, che ricorda un po’ la bocca dell’Evangelion.
“Nel momento in cui ho saltato oltre la recinzione in rete metallica, sono inciampato e caduto il mondo ha iniziato a prendere colore.”
Questa frase può tradursi nel voler superare i propri limiti o restrizioni, appunto superando quelle paure o fissazioni, è possibile che il mondo cambi aspetto, abbandonando situazioni stantie e gettandosi a capofitto nel futuro.

Nella scena successiva Machu, ancora sulla colonia, atterra e attorno a lei sembra esserci un panorama naturale, mostrandoci che assieme a lei ci siano anche Nyaan e Shuji, giunti sulla Terra.

A questo punto ci vengono mostrate scene di combattimento, sia fuori della colonia che al suo interno.
“Saltando nelle profondità dell’universo, lascia che l’esplosione di plasma colpisca tutto sul tuo cammino.”

“Completamente incantato, senza prestare attenzione ai lividi e alle cicatrici che ne derivano”
Anche questa frase ci ricorda un po’ la situazione di Machu, che continua a lottare, senza curarsi di quanto avviene e senza crucciarsi troppo della morte della gente.

“Anche se siamo separati da anni-luce, ora che sono in moto non c’è nulla che potrà fermarmi.”
Questa frase dimostra impegno e testardaggine allo stesso tempo, probabilmente dedicata proprio a Machu, che ha un obiettivo in mente e farà qualsiasi cosa per realizzarlo.

“Adesso la tua voce suona così distante, brillando.”
La scena si chiude con il GQuuuuuuX e il Gundam Rosso che si allontanano lasciando dietro di loro solo due scie che finiscono per diventare una sola.
Dopo un altro guizzo di elettricità al plasma, vediamo i vari protagonisti correre nella stessa direzione, e questa volta nello sfondo ci sono sia il GQuuuuuuX che il Gundam Rosso, sempre di punti con quei classici colori verde evidenziatore, su uno sfondo chiaro.
Al contrario della prima scena, dove la protagonista corre da sola, alla sua corsa si uniscono tutti gli altri personaggi importanti della serie, come a volerla raggiungere, dando un senso di untità.

A parte la scena che sembra ambientata sulla terra all’alba, praticamente tutta la sigla è ambientata di notte o con l’oscurità spaziale o dell’acqua di sfondo, dando quasi un senso di chiusura claustrofobico, per rendere proprio l’idea di come vivere su una colonia vada stretto alla protagonista e il pilotare il Gundam per raggiungere la Terra sia una liberazione, una valvola di sfogo.
Vi ricordo che la serie è visibile in giapponese con sottotitoli o doppiata in italiano su Amazon Prime Video.



