Anime giapponese Psycho Pass
I protagonisti di Psycho Pass

Psyco- pass: esiste una predisposizione al male?

Psycho-pass è un anime giapponese scritto da Gen Urobochi e poi  riadattato a manga da Hikaru Miyoshi nel 2012 ed è ambientato  a Tokyo nel 2112 in una società distopica e iper- tecnologica, sulla falsariga di Blade Runner. In questa realtà ogni persona è in possesso dello psycho-pass, uno strumento che misura il coefficiente di criminalità di ognuno, e se supera un certo valore numerico scattano una serie di limitazioni in termini lavorativi, di studio e di spostamenti fino ad attivare misure detentive o in casi estremi la pena di morte immediata soprattutto se colti in flagrante nel compiere qualche crimine.

Domande e possibili risposte

È un’opera che aldilà delle vicende umane dei protagonisti porta a porsi molte domande  inerenti alla psiche umana: esiste una predisposizione al male? Può un uomo redimersi da ciò che ha fatto? Come dovrebbero comportarsi gli organi statali di competenza davanti alla criminalità? Tali questioni da sempre vengono indagate dall’ambito filosofico- teologico ma da circa due secoli, dalle ricerche di Cesare Lombroso in poi, sono vagliate anche da un punto di vista scientifico. In particolare risultano interessanti i dati del dottor Kiehl, autore del libro The psycopath whisperer, che ha eseguito la risonanza magnetica al cervello a più di 3000 criminali incarcerati negli USA rilevando una minore attività nel sistema limbico, centro del controllo delle emozioni.

Uno sguardo critico alla società del futuro

Alla ricerca neurobiologica si affianca, soprattutto dagli anni ‘60-‘70 del secolo scorso, anche quella genetica con l’individuazione di geni che predispongono alla criminalità in particolari condizioni socio economiche del soggetto. Il focus di Psycho-pass tuttavia è la gestione della criminalità tramite un sistema statale coercitivo e di controllo assoluto della vita dei cittadini… Ma è davvero questa la soluzione giusta? Difficile a dirsi data la complessità della questione che prevede un equilibrio tra la libertà insita in ogni uomo e la sicurezza dei cittadini. Vivere come in una sorta di Grande Fratello gestito da un potere centralizzato certamente rispecchia un modello statale che troviamo in Oriente da secoli e unito all’avanzamento tecnologico sembra essere un preludio ad un futuro non troppo lontano in cui si spera anche la riflessione etica potrà affiancare chi governa per un reale rispetto dell’uomo.

Fonti

Tra i leoni: Neurocriminologia: l’influenza dei geni sul comportamento criminale, di Keiron
Netflix, Watch Psycho-Pass
Psycho-Pass: Seconda stagione e Film – Nanoda

Veronica Zanini
Nata a Venezia il 23 gennaio, è diplomata al liceo classico Marco Foscarini (VE) e laureata in Scienze Religiose con indirizzo specialistico in bioetica. Lavora come insegnante di religione alla scuola primaria dell'istituto D. Manin di Ca’Savio e collabora come guida all'isola di San Lazzaro degli Armeni (VE). E' uno dei fondatori dell'associazione culturale Gremio di Bioetica. Ha scritto per la rubrica di Gente Veneta "Lo splendore della vita", per ProVita&Famiglia e fatto parte come articolista esterna del giornale digitale Orwell.live pubblicando per la rubrica di cultura. Negli anni ha tenuto alcune conferenze sul transumanesimo e il postumanesimo (tema in cui è specializzata) di cui una in collaborazione con la genetista Daniela Turato, recensita anche per Avvenire.