Barakamon calligrafia negli anime giapponesi
Arti tradizionali e anime

Barakamon e l’arte dello shodo

Barakamon è un manga di Satsuki Yoshino. La prima uscita del manga è avvenuta nel 2009 ed è terminata nel 2018, con un totale di 134 capitoli. Nel 2014 lo studio di animazione “Kinema Citrus” ha annunciato l’uscita di un adattamento anime composto da 12 episodi. Barakamon e l’arte dello shodo, suo tema portante, appassionano da un decennio chi ama l’arte e la bellezza.

Barakamon manga giapponese
Le copertine del manga giapponese Barakamon

Trama di Barakamon

Seishu Handa è un ragazzo di 23 anni che vive a Tokyo. Nonostante la giovane età è già diventato un maestro di Shodo, ovvero di calligrafia. Un giorno durante un’esibizione in cui era esposta una sua opera, viene fortemente criticato per il suo lavoro mediocre. Perciò il padre di Seishu, che fino ad ora era stato suo mentore, lo spedisce in un’isola remota a sud del Giappone.

Appena arrivato sull’isola Seishu si sente a disagio, in quanto ragazzo di città non è abituato a vivere in campagna e in mezzo alla natura. I cittadini del villaggio sull’isola sono tutti molto ospitali e lo accolgono calorosamente. Tra tutti spicca una piccola bambina delle elementari: Naru. Naru assieme ai suoi amici trasporterà Seishu, che lei chiama Sensei, nella vita quotidiana dell’isola. Sull’isola gli abitanti conducono una vita fatta di cose semplici e genuine, che faranno riscoprire a Seishu le priorità che la vita frenetica di Tokyo gli aveva fatto dimenticare; riuscendo così a trovare l’ispirazione per le sue opere.

La trama è semplice e si articola attorno alle vicende quotidiane delle persone. La serie riesce a farci immedesimare nel protagonista, che rappresenta ormai la vita delle persone ai giorni d’oggi. Seishu infatti cresce all’interno della storia, col tempo riesce a ritrovare se stesso e ricomincia ad apprezzare anche le piccole cose.

Calligrafia giapponese negli anime
Gli strumenti dello shodo, calligrafia giapponese

Lo shodo: l’arte della calligrafia

Il termine shodo indica il modo di scrivere i caratteri giapponesi con un pennello specifico, chiamato fude, e inchiostro “sumi”. La calligrafia in Giappone è percepita diversamente rispetto all’Europa, dove rappresenta solo un gesto. In Giappone, ma anche in altre parti dell’Asia, la calligrafia viene considerata una vera e forma d’arte, al pari della pittura. La precisione di ogni tratto, il ritmo con cui si scrive portano alla bellezza e soprattutto all’armonia dell’opera.

La scrittura è arrivata in Giappone attorno al V° sec d.C. dalla Cina.  Attraverso i monaci lo shodo è diventata una pratica di origine buddhista. Infatti quest’arte è nata grazie ai monaci buddhisti che trascrivevano con estrema cura i kanji (caratteri della scrittura giapponese originari della Cina).

La calligrafia si compone quindi di 4 elementi essenziali: un pennello, un foglio di carta, l’inchiostro e la sua bottiglietta.  Rispetto al passato le tecniche di calligrafia si sono sicuro modernizzate, ma l’essenza, lo scopo e la funzione sono ancora le stesse: trasmettere pace e armonia.

Anche in Italia la calligrafia giapponese è molto apprezzata, specialmente da chi si dedica all’apprendimento della lingua giapponese scritta.

Fonti

Sito web

di Barakamon ばらかもん
Knowledge, International Journal. Japanese calligraphy di Marko Ruzin