Storia dell'animazione giapponese: Akira e Totoro
Akira e Totoro, anime giapponesi

Gli anime giapponesi dagli anni ’80 ai 2000: breve storia

Iniziata nel 1917 con le primissime proiezioni di cortometraggi, e proseguita tra alti e bassi a guerre e boom economici, lo sviluppo degli anime giapponesi dagli anni ’80 ai 2000 presenta caratteristiche uniche al mondo, con caratteristiche che non si sarebbero potute verificare in nessun altro Paese.

Il consumo di anime in casa

Il mercato home-video, o anime OAV, original anime video, nasce negli anni ’80. Un mercato che porta una rivoluzione per gli anime giapponesi dagli anni ’80 ai 2000.

Nel Paese del Sol Levante negli anni ’80 e ’90 c’è stata una notevole espansione di negozi e di catene, come per esempio Tsutaya, dove potete prendere in prestito lungometraggi e sere di anime e musica. Il mercato è in continua evoluzione, se negli anni ’80 si noleggiavano videocassette dei film, nei ’90 videodischi (apparsi solo in Asia) e CD musicali e nei 2000 i DVD. Ora questi negozi stanno un po’ scomparendo per venire sostituiti dai servizi di streaming.

Negli anni ’80 e ’90 il noleggio di un anime era il miglior modo di vedere i classici, dato che a differenza dell’Italia in Giappone le serie vecchie non vengono riproposte in TV. Se un film non è recente, si poteva noleggiarlo per una settimana ma se il film era appena uscito e tutti lo volevano vedere e lo potevi noleggiare per soli 2 giorni. Se ci si dimentica di restituirli, ogni giorno in più che lo si tiene si deve pagare un costo aggiuntivo di 2/3euro.

Gli anime in OAV spesso erano l’unico modo per vedere serie che trattano di violenza e pornografia, il che non si poteva vedere al cinema né tantomeno in TV. Molti OAV erano di qualità bassa rispetto alle produzioni per il cinema, anche se ci sono molti esempi di video prodotti e realizzati con cura.

Storia dei cartoni animati giapponesi
Evangelion, Nadia e il mistero della pietra azzurra, Ken il Guerriero

Un cambio di direzione

Il 1988 è un anno importantissimo per la storia degli anime, infatti uscirono nei cinema Totoro e Akira, che hanno avuto gran successo anche all’estero. Finalmente il mondo esterno degli adulti si accorge che esiste l’animazione giapponese, e se ne innamora. Totoro è un film adatto a famiglie, dai toni gentili e commoventi, mentre Akira vede un futuro violento e angosciante, con catastrofe finale. Gli anime che prevedevano un futuro di anarchia e brutalità hanno avuto il loro massimo splendore, con serie come Ken il Guerriero (Hokuto no Ken) ad attirare i ragazzini di tutto il mondo.

Uno studio molto particolare è la Gainax. Il loro primo anime di successo globale è stato Fushigi no umi no Nadia (Nadia – Il mistero della pietra azzurra), molto ambientalista. Ma il capolavoro è sicuramente Neon Genesis Evangelion, una complicata serie che tratta di creature che scendono dal cielo e distruggono le città.

In quegli anni l’economia giapponese andava fortissimo e di conseguenza pure gli anime attraevano ingenti investimenti. Come lato negativo, lo yen era altissimo per cui era molto difficile esportare gli anime. Evangelion ha avuto molte imitazioni, dopo questo anime il pubblico ha cominciato a volere storie più profonde e complicate, personaggi approfonditi psicologicamente, narrazioni che fanno pensare. Una storia del genere è stata Ghost in the Shell di Satoshi Kon.

Pokemon, Yu-Gi-Oh, Digimon
Pokemon, Yu-Gi-Oh, Digimon

Gli anni ‘90

Ma verso gli inizi degli anni ’90 le storie si sono fatte troppo complicate, il pubblico a cominciato a stancarsi e a chiedere qualcosa di meno complesso. Per questo motivo hanno avuto grande successo storie più divertenti e meno pesante psicologicamente, come Dragon Ball e Detective Conan. Il più grande successo degli anni ’90 è stato però senza dubbio Sailor Moon. Alla fine degli anni ’90 grazie all’ingegnosa Nintendo è arrivato Pokemon. Pokemon non è solo un anime ma un’intera serie di prodotti multimediali e fisici: videogiochi, canzoni,, film al cinema e giochi di carte, peluche e magliette… Di concezione simile i successori come Digimon e Yugi-oh.

In quegli anni in Giappone i doppiatori di anime hanno assunto il ruolo di star. Oltre ad essere talentuosi, spesso frutto di scuole specializzate, sono anche diventati famosi tra il grande pubblico. Ecco allora che oltre a lavorare come doppiatori sono spesso ospiti in TV, intervistati dalle riviste, e sono molto richiesti come ospiti dalle convention a livello mondiale. Capita anche che usino la loro voce per le canzoni delle colonne sonore, e in certi casi addirittura fanno anche attività di idol.

Storia degli anime dagli anni '80
Sailor Moon, Dragon Ball Z, Detective Conan

Il nuovo millennio

Nei primi anni dei 2000 sono arrivate serie come Cowboy Bebop, Naruto, Bleach e Full metal Alchemist, guardate in tutto il mondo. Incentrate sui combattimenti e sulla crescita personale dei protagonisti, sono storie in cui fondamentalmente il bene si scontra contro il male, ma i due hanno confini meno netti che in passato. Se l’azione è l’ingrediente fondamentale, anche la caratterizzazione della psicologia dei personaggi è importante. Sono queste le serie che hanno fatto innamorare una nuova generazione di ragazzini, che immedesimandosi hanno dato vita al colorato e allegro mondo del cosplay. Una delle serie più lunghe in assoluto, sia in versione manga che la trasposizione in anime, è One Piece.

In quegli anni un fenomeno importante è stato l’avanzamento del tecnologico, grazie al potenziamento e diffusione di internet. Si è diffuso il fenomeno dei fansubber, persone appassionate che sottotitolano gli anime. Un’azione illegale che danneggia il mercato e la produzione di nuovi lavori, ma che con lo scambio dei file su internet è sempre facile e veloce.

One Piece, Naturo e Bleach, cartoni animati giapponesi
One Piece, Bleach, Naruto

Anni recenti

L’animazione ha continuato il suo enorme sviluppo con capolavori che rimarranno dei classici, ognuno per motivi diversi. Se L’attacco dei giganti è noto per la violenza e la trama complessa, Kill la Kill fa ampio uso di fanservice e umorismo; se My Hero Academia e Demon Slayer portano avanti le tematiche shonen di Bleach e Naruto, Death Note e Nana portano sullo schermo il malessere giovanile.

Un grosso successo hanno riscosso anche la proiezione di animazione giapponese nei cinema, basti pensare a capolavori come Your Name e 5 cm al secondo e tutta la produzione dello Studio Ghibli.

Crunchyroll anime giapponesi dagli anni '80 ai 2000
Crunchyroll, servizio di anime in streaming

Altri metodi di fruizione degli anime giapponesi dagli anni ’80 ai 2000

La tecnologia ha permesso l’esistenza di alcuni siti come Crunchyroll o Amazon Prime dove potete vedere anime in streaming a costi irrisori. Sono servizi legali e finalmente danno la possibilità di seguire le proprie serie quasi in contemporanea con l’uscita in patria e in lingua originale, caratteristica preziosa per chi veramente ama l’animazione. Questo è anche un ottimo modo di aiutare lo studio della lingua giapponese.

I veri fan degli anime dovrebbero comprare gli anime legalmente, in dvd o sui siti di streaming ufficiali come Crunchyroll. Importante anche comprare le carte da gioco, le magliette e i modellini originali, in modo che l’industria possa continuare a produrre le eccellenti opere d’arte a cui ormai ci siamo abituati.

La storia degli anime giapponesi dalle origini agli anni ’80 ha prodotto tantissimi capolavori che erano diventati introvabili, e gli anime giapponesi dagli anni ’80 ai 2000 non sono certo da meno. Ora sono in gran parte disponibili sui siti di streaming.

 

Silvio Franceschinelli (DJ Shiru)
Vive qua e là, tra i vari Paesi che frequenta regolarmente il Giappone è uno di quelli che più gli rimane nel cuore. In Italia contribuisce a fondare l’associazione Ochacaffè di cui è il responsabile eventi, dirige la scuola di lingue Il Mulino e coordina le sezioni palco e Giappone di festival quali il Napoli Comicon, il Festival del Fumetto di Novegro, il Be Comics a Padova, ecc. Creatore del progetto artistico K-ble Jungle.