Sei il mio cucciolo

Sei il mio cucciolo, titolo originale Kimi wa Petto, è un manga scritto e disegnato da Yayoi Ogawa.
Pubblicato in Giappone dalla Kodansha, in Italia è stato acquistato e poi editato dalla Star Comics. L’opera, di genere Josei, è composta da quattordici volumi, ed al giorno d’oggi è completa.


Sei il mio cucciolo: trama

Sumire Iwaya è una giovane e bella donna in carriera. All’apparenza aitante e perfetta, è ammirata ed invidiata da molti colleghi e colleghe giornalisti, che non sospettano minimamente che quella da lei mostrata non è altro che una minima parte del suo carattere. Infatti, in realtà, la ragazza soffre di attacchi di panico e, nella vita privata, è tutto l’opposto di ciò che appare sul posto di lavoro.
Sumire è la secondogenita di una famiglia rigida e sin da piccola si è sempre impegnata al massimo per ottenere il rispetto di suo nonno ed essere all’altezza dell’austera sorella maggiore, mostrandosi sempre forte e tenendo le proprie paure per sé. Crescendo, ha così ottenuto un buon posto di lavoro ed il rispetto dei colleghi in una società ed una professione che, al giorno d’oggi, vede ancora le donne come persone inferiori. Tuttavia, questo comportamento la pone di fronte a numerosi problemi comportamentali. E così, la ragazza, che in realtà è molto vivace, allegra e prettamente mascolina, si impone una facciata di compostezza e superiorità, che non solo la rende autoritaria e rispettata, ma purtroppo anche temuta. Difatti, nonostante molti anni di servizio, al contrario delle sue colleghe, a fine giornata lei non è mai stata invitata a bere qualcosa. Addirittura le sue relazioni nell’ufficio si limitano a poche parole unicamente pertinenti al lavoro. Infatti, i colleghi vedono la protagonista irraggiungibile e fuori dalla loro portata, ma al contempo una donna sola e superba, e sviluppano nei suoi confronti una sorta di complesso di inferiorità e rivalità. Ma nulla di tutto questo può essere più lontano dalla realtà.Tale modo di vedere la giovane, però, non sembrerebbe costituire un problema per la bella Sumire che, tuttavia, finisce inesorabilmente con l’entrare in conflitto con se stessa nel momento persino il proprio compagno le rivela di avere soggezione nei suoi confronti, tanto da tradirla con una ragazza più semplice e affabile di lei.
Alla rivelazione, Sumire si sente tradita ed umiliata; in un attimo percepisce sgretolarsi sotto i suoi piedi l’intero mondo che si era costruita.
Arrabbiata e frustrata, torna a casa decisa ad affogare il suo dispiacere nell’alcol sfogandosi con la sua migliore amica, ma una volta arrivata viene intrattenuta da un imprevisto… un vecchio scatolone nel quale, incredibilmente, vi è un ragazzo!
Stupita, si avvicina e così facendo nota che è ferito. Decidendo però di non interessarsene, tira dritto, decisa a seguire il proprio programma se non fosse che, presa dai sensi di colpa, poco dopo fa dietro front e, chiamandolo, decide di portarlo a casa per prestargli i primi soccorsi.
Inizia così la bizzarra ed alquanto inusuale convivenza tra i due. Il ragazzo, infatti, rivela ben presto di non aver nessun altro posto dove stare e Sumire, non desiderando la solitudine, si lascia tentare dall’idea di avere qualcuno al suo fianco. Tuttavia, non vuole essere una di quelle donne che accalappiano i ragazzi più piccoli – comunemente chiamate tardone. Non sa nemmeno come giustificare la sua presenza neanche con se stessa, ma vedendolo indifeso ed innocuo gli propone di diventare il suo cucciolo affibbiandogli successivamente il nome del cane che aveva da piccola: Momo..
Inutile dire che tale proposta, immediatamente accettata dal giovane, creerà non pochi problemi alla protagonista, che ben presto si troverà ad intraprendere una relazione amorosa con l’affascinate Hasumi, collega, nonché primo amore del liceo.

Fraintendimenti, situazioni ambigue e momenti imbarazzanti saranno così all’ordine del giorno per la bella Sumire, la quale non sempre riuscirà a tenere tutto sotto controllo…
Come finirà questa storia? Sumire riuscirà a tenersi il suo primo amore, o cederà alle avances del suo bel cucciolo, che del tutto indifferente non è al suo padrone? Per scoprirlo non vi resta che leggerlo!


Sei il mio cucciolo: recensione

Bene, dopo la trama veniamo come sempre al mio parere personale. Come ogni volta, per chi non avesse ancora spulciato il manga, avverto di leggere solo le prime righe del mio commento, in cui sin da subito esprimo il mio parere personale, così da non incappare in odiosi spoiler!

Ebbene, questo manga, a mio parere un po’ troppo sopravvalutate non ha soddisfatto le mie aspettative. Infatti, grazie alle molteplici recensioni positive, ed il fatto che quest’opera aveva addirittura vinto un premio, vi avevo riposto grande fiducia, ma purtroppo devo ammettere che ho perfino faticato a leggerlo fino alla fine.

Per prima cosa ciò che mi ha lasciata più amareggiata è la visione dell’autrice, un po’ troppo maschilista. Inoltre, sebbene quest’ultima abbia cercato di dare alla storia tratti realistici nei quali una donna possa incappare, vi è un eccesso di paranoie da parte dell’autrice stessa nel descrivere tali situazioni. Sumire, infatti, inizia facendosi problemi riguardo al suo uomo ideale, che deve rispettare diversi canoni di perfezione, poi prosegue problematizzando l’età del giovane Momo, e infatti presenterà come un suo cugino, pensando a cosa potrebbero dire i colleghi o i vicini qualora iniziassero una relazione (e stiamo parlando di pochi anni di differenza, massimo dieci). Poi si pone problemi anche con l’uomo che ama, mantenendo distanze fin troppo spiccate anche dopo aver avuto rapporti.
Si pone ulteriori problemi persino sul lavoro, volendo apparire per quella che nonè. Questo sdoppiamento di personalità è forse l’unica parte realistica del manga dato che tutti, chi più chi meno, cambiamo modo di porci in base alla situazione e al luogo in cui ci troviamo.
Ma lasciamo per un momento da parte le critiche ed analizziamo il rapporto con Momo. Il ragazzo è ambiguo fino alla fine. Sumire non riesce ad accettare di amarlo perché lui non rispecchia i suoi canoni di perfezione, ma non vede che con lui riesce ad essere se stessa, e che ha molte più cose in comune con il giovane che con Hasumi, del quale dice di essere innamorata. Quest’ultimo, è un uomo con cui non riesce quasi a parlare per paura di sbagliare, né a mostrarsi per quella che realmente è per paura di soffrire. Questo lato del suo carattere è però frainteso dal compagno che, idealizzatala, non capisce i suoi timori ed al contrario, erroneamente li alimenta. Si capisce fin da subito che tra i due non c’è feeling, ma Sumire cerca in tutti i modi di far funzionare il rapporto, incaponendosi e, senza volerlo, ferendo entrambi.
Questo lato prettamente femminile lo trovo davvero realistico e ben espresso.

Un’altra parte che mi ha molto delusa, invece, è la caratterizzazione del personaggio di Takeshi Goda – Momo – al quale l’autrice sembra assegnare chissà quale passato turbolento e misterioso per ben undici volumi, e alla fine si viene a scoprire che il problema era solo una sciocchezza…Ovvero la caduta della sua partner che, a causa di dell’accaduto, smetterà di ballare per sempre. Un po’ poco per restare traumatizzato…

Mal sfruttata, a mio avviso, anche la parte di Rumi, ex ragazza di Takeshi, la quale viene rappresentata come una bambina viziata ed innamorata, messa lì solo per creare zizzania tra i due.
Un personaggio che mi è piaciuto molto, invece, è quello di Shiori Fukushima, che pur di essere indipendente, al contrario di Sumire, si abbassa a fare di tutto e, alla fine riesce, anche se con mezzi non proprio leciti, ad ottenere ciò che vuole… ovvero Hasumi.

Ma torniamo a Sumire. Bella, elegante ed in carriera, è però sempre assalita da rimpianti, rimorsi e paure… dall’apparenza forte, è in realtà dipinta come una debole e dipendente ora dalla sorella, ora dal compagno, oppure dal suo cucciolo. E’ vero che mostra la sua vera personalità solo con Momo, ma questo solo perché inizialmente non lo ritiene un suo pari, bensì alla stregua di un cane. Erige invece uno spesso muro con il povero Hasumi che, nonostante tutto il suo impegno, non riuscirà a battere fino alla fine soffrendo moltissimo a causa dei suoi tentennamenti. Una donna, quindi, intimorita dall’amore e che si nasconde dietro di esso. Secondo me è mal calibrata. E’ giusto avere le proprie debolezze, tutti le hanno, ma tutti quegli alti e bassi alla fine mi han portata solo a dire:
“Che rottura questo manga!” fatto che io credo non dovrebbe accadere. E non penso di poter neanche dare la colpa all’età dato che dovrebbe essere un josei.
Un’altra cosa che mi ha lasciata senza parole è stato il fatto che dovesse lasciare il lavoro per diventare una casalinga qualora si fosse sposata… dico, ma siamo impazziti? Siamo nel duemila… e non siamo in Pakistan …
Sinceramente non so se in Giappone sia così, ma è davvero un “tornare indietro” del genere femminile…
Un’altra cosa che mi ha stupita, inoltre, è stato il sottolineare da parte di Sumire di essersi truccata prima di andare a letto con il compagno…
Un carattere altalenante il suo, predominato da problemi che, secondo me, in molti casi servivano solo a mandare avanti il manga.
Ma veniamo ad Hasumi, bello intelligente e uomo in carriera, ma anche lui poco intraprendente e succube, prima di Sumire e poi di Fukushima. Il motivo principale per il quale Sumire si innamora di lui è che è più alto di lei, e che guadagna di più. Un motivo un po’ troppo frivolo a mio parere… Ma ammetto che ci sta, alla fine è l’aspetto fisico quello che ci impressiona al primo impatto, non siamo ipocriti… e poi comunque l’autrice spiega bene il motivo di questa scelta, ovvero perchè Sumire, lasciata dai ragazzi perché si sentivano inferiori a lei, ha deciso di trovarne uno che gli fosse superiore.
Purtroppo devo ammettere che anche Hasumi non mi ha fatto impazzire, è troppo paziente e ingenuo. Ma alla fine ha una bella evoluzione, così come Fukushima, la quale invece è decisamente ambigua e, a tratti, perfida, ma anche lei con le proprie debolezze ed i propri problemi. Il personaggio a mio parere più caratterizzato, anche se il secondario.
Bello anche il personaggio di Momo, inizialmente immaturo, opportunista e svampito, diventa la spalla su cui Sumire può piangere e man mano la sua colonna portante trasformandosi così in uomo. E’ bello come, essendo sé stesso, riesce e far aprire la sua “padroncina” infilandosi nella sua testa giorno dopo giorno, facendo così vacillare ancora di più il suo rapporto con Hasumi. Peccato per quel velo di mistero portato all’ennesima potenza facendo immaginare chissà quale passato, e poi fatto scoppiare come un palloncino poco prima della fine del manga…

Vero punto di forza dell’opera, invece, trovo sia l’ironia e l’assurdità delle situazioni in cui i protagonisti incappano. Davvero surreali certe scene, che porteranno comunque a svolte fondamentali, e davvero snervante l’indecisione di Sumire che, fino a l’ultimo, non riesce a prendere una decisione sia sul lavoro che nel campo sentimentale.
Un manga che senza dubbio suscita in ognuno sentimenti diversi. Personalmente Sumire la vedo come una donna che non vorrei mai essere se non per il fatto di avere un cucciolo umano da accudire, ma ho letto moltissime recensioni positive, quindi ad ognuna la sua. Questo è quello che ho pensato leggendolo. Sarà anche che ho letto di tutto e, vedendo le molte recensioni positive, lo avevo idealizzato… chissà, resta il fatto che, parere sempre personale, poteva dare di più.
Fatemi sapere la vostra opinione mi raccomando!!!!

Bene, veniamo ai disegni. Dal tratto leggero e pulito, li trovo davvero belli, seppure a volte un po’ piatti. Con questo non voglio certo dire che non sappiano anche essere anche espressivi.
Per quanto riguarda la carta, buona come sempre nelle edizioni star, le quali si rovinano davvero molto difficilmente!

Che altro dirvi se… non fatemi sapere anche la vostra opinione!

Buona lettura a tutti!!!!